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"Perfect Blue è terrificante", ovvero: di ninfe e d'inganni, di finzione e miserie e falsi miti di progresso


Shito

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"Perfect Blue è terrificante."

Ci sono video su YouTube che argomentano su questo, in lingua inglese, dove terrificante è "terrifying" e non "terrific", chiaramente (se conoscete la lingua inglese).

"La dualità, l'ossessione del regista col vero e col sogno, il make-believe, la finzione del sé, gli avatar, siamo circondati dai social", blah-blah. Cose così, che sono poi corredate da spezzoni random di cose come Matrix, Blade Runner (?), o che.

Un amico caro mi ha chiesto cosa ne pensassi, così ho scritto infine due righe su di un film che amo molto, che è Perfect Blue.

Di Kon Satoshi.

Che è tratto da un romanzo, che si chiama Perfect Blue pure lui, ed è il romanzo di una donna - in tutti i sensi.

Per assonanza e affinità (oh, Wagner! Oh, Göthe!) il titolo mi rimanda a "Blu pressoché illimitatamente trasparente", di Murakami Ryuu.

«Tu ti sforzi continuamente di vedere qualcosa, proprio come uno scienziato che registra tutto per poi farci le sue ricerche. O come un bambino piccolo. Ecco, sei proprio come un bambino! Quando si è bambini si vuole vedere sempre tutto, no? I neonati guardano fisso negli occhi le persone che non conoscono e poi scoppiano a piangere o a ridere; ma tu prova adesso a guardare fisso negli occhi qualcun altro, in un attimo vai fuori di testa! Provaci! Prova a guardare fisso negli occhi quelli che passano per la strada, ti senti subito strano! Insomma, Ryuu, non devi guardare le cose come se fossi appena venuto al mondo!»

(nota: quel "vai fuori di testa" mi viene il dubbio che sarebbe invece "va fuori di testa", devo verificate sul testo giapponese ma ho una logica di sospetto interlingustico)

Nel romanzetto lo dice lei a lui. Un altro regista che ama questo scrittore dichiarò una volta che: "in Giappone non ci sono che bambini. Questo è un paese di bambini". In giapponese blu è anche verde, ed è il colore dell'immaturità (le fruit vert, Vladimiro?) oltreché, quando limpido e cristallino, ovvero trasparente, "il colore dell'acqua".

Ma io sono italiano, e sono europeo, e ho in animo i tragici greci e la loro nascita, gli Ulissi d'Omero, di Joyce, di Nessuno e Uno e Centomila e di Svevo, Italo e italico, ma anche le pipe che non sono pipe e le mele che non sono mele, e melograni in Ade con fanciulle giunte lì anzitempo, per ratto o per venefico morso, e un principino che si fece mordere per pietà, e corone di spine e uri e angeli e pigmenti durevoli. Una lunga storia.

Quindi penso e dirò, pensando a Perfect Blue e alla sua messa in scena, che è fisiologico, forse, che un mondo di adulti re-infantilizzati consumi, divori, sbrani in poltrona l'infanzia reale di chi ha ancora qualcosa del bambino vero.

"Tu pensa a sorridere, che io penso a vendere, una cosa da cannibali, però", cantava un certo Conte.

Ci sono scimmiette nude che danzano al suon dell'organetto che le espone al ludibrio pubblico per darle in pasto ad altre depilate scimmie.

E Perfect Blue è terrificante perché, come insegna Bellissima di Visconti, sgretola un pilastro della nostra mitologia occidentale moderna e ci ricorda che mettersi su di un palco vuol dire sempre e solo prostituirsi. Come sapevano gli antichi greci, giapponesi e persino inglesi. E prostituzione è sempre disperazione, come causa e come effetti.

Salomè danza tra mille veli, fa decapitare Giovanni, ne bacia il capo decollato e poi viene ammazzata. Un certo Oscar, non una statuetta, ebbe a che scriverne. L'illustrò tal Aubrey Bearsdley (sp?), al cui cognome dobbiamo forse il nome del college cui fu iscritta Dolores Haze, tra cacciatori e montagne tutti incantati.

Per fortuna Perfect Blue è un libro e poi un anime, che come dice Takahata è sempre uno "pseudosurrealismo": fa meno male di Bellissima, dove una bimba vera, per recitare di recitare, piange lacrime vere. E quando la nostra Anna nazionale dice "non l'ho messa al mondo per fa' divertì nessuno, io", la quarta parete crolla del tutto, insieme a certe certezze che da noi spacciano come falsi miti di progresso, creati da una borghesia per conto della quale il popolino alza sinanco barricate in piazza.

Mi fa sempre riflettere, Perfect Blue. Credo sia proprio un bel film, quindi, perché poi a latere della minuta è incredibile quanto sia attuale ancora oggidì, nevvero?

Sul Teatro Massimo di Palermo sta scritto: "L'arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l'avvenire". Passeggiando nel monastero benedettino di Catania pensavo: il riso sempre abbonda sulla bocca degli stolti perché la frivolezza è l'anticamera della stupidità.

L'igiene mentale non è anch'essa che una forma d'ordine. Di disciplina. La vera bellezza umana.

Pulcher. Mundus. Cosmos.

Modificato da Shito
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Perfect Blue lo vidi per la prima volta in videocassetta  in italiano by Yamato Video quasi vent'anni fa, ed allora mi parve solo un onesto tentativo di realizzare un thriller/giallo di matrice simil occidentale. Quanto scioccamente mi sbagliavo!

 

Ho avuto modo di rivederlo in blu ray inglese ed in lingua originale un paio di anni fa e l'ho trovato angosciante e inquietante ai limiti del sostenibile.

 

Mima che legge la pagina della sua alter ego con crescente disagio e inquietudine fino a chiudere il mondo fuori abbassando le veneziane (tutta la scena e diretta in modo magistrale imho).

 

Mima che si vende prima recitando in una scena di stupro e poi partecipando ad un servizio fotografico osè. Nel frattempo le due ex colleghe continuano la loro vita da Idol sciocchine.

 

La manager di Mima che scoppia in un pianto mentre vede la sua protetta lordarsi ed abbandonare definitivamente i suoi sogni infantili che lei tenterà inutilmente e follemente di far rivivere.

 

Il finale, purtroppo snaturato nell'edizione italiana che mi pare nell'insieme alquanto superficiale tanto nei dialoghi quanto nella recitazione.

 

Più ci penso più mi pare un film necessario se non persino doveroso, oltre che in anticipo sui tempi (almeno per l'occidente).

 

Sicuramente un'edizione che gli renda giustizia non arriverà mai troppo in fretta.

 

PS

 

Bellissima lo vidi a diciotto anni all'apice del mio ottakuismo cinefilo. Mi riprometto di rivederlo quanto prima.

 

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E btw, "idol sciocchine" è una cosa sintagmaticamente e semanticamente così gravida di significati che fa paura come una voragine.

 

Quella parte mi fece pensare e un episodio di Creamy Mami (attraverso lo specchio, e quel che Yuu vi trovò?)

 

La stanza di Mima, quell'atmosfera novantima da appartamentino della giovane che vive sola, mi ricorda sempre Taeko prima dei ricordi a goccioloni.

 

Ah, il produttore esecutivo di Perfect Blue è uno storico GAiNAX - produsse Honneise a GunBuster, per dirne due tra tanti.

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Quella parte mi fece pensare e un episodio di Creamy Mami (attraverso lo specchio, e quel che Yuu vi trovò?)

 

 

Dici l'episodio in cui Yuu trasformandosi in una casa degli specchi dà vita ad una versione corrotta di se stessa che tra le altre cose posa in déshabillé per una rivista? In effetti^^

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  • 3 years later...

Questo (necro)bump è per te AkiraSakura.

Il quoting di Murakami Ryuu è per te.

Lo sguardo dello scienziato che guarda quanto di più impenetrabile: la natura. Della donna, anche.

Warburg. Mnemosyne. La danza dei mille veli. La veste di piuma.

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