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A new evolution

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Roger

Mondi a parte

Ultimamente mi rendo conto che a volere incamminarsi in un percorso culturale, inteso come ampliamento delle proprie conoscenze attraverso la fruzione di alcune opere, in certe situazioni è davvero un'impresa ardua; in particolare, il destino ha contribuito a far sì che recentemente scegliessi di guardare un paio di OVA di non facile interpretazione.

In un caso sono a posto con la coscienza: sono di vedute diametralmente opposte e non potevo sapere. Nel secondo, invece, è una mezza sconfitta poichè ci voleva una certa preparazione, per l'appunto culturale, della quale non dispongo.

 

Ryokunohara Labyrinth - Sparkling Phantom

 

 

[imgleft]http://i48.tinypic.com/2rp3cc5.jpg[/imgleft]Come si evince dalla copertina a sinistra, i protagonisti di questa storia sono essenzialmente 3: lei (Fhalei), lui (Hiroki), lui (Kanata). In breve la storia è questa: lei, figlia di un re, dai lunghi capelli rossi imprigionata nella stanza di una dimensione oscura non ben precisata a causa della presenza sulla sua schiena del "marchio del diavolo che ha distrutto il mondo" (un giorno potrebbe fare qualcosa di terribile quindi prevenire è meglio che curare), un bel dì si desta e mette gli occhi sul primo dei due lui. Ne ha bisogno, vuole essere amata. I due lui sono studentelli coetanei amicici fin dall'infanzia che ora convivono felicemente.

Lei, per avere Hiroki, una sera lo induce a salvare una bambina mentre sta per essere investita dal solito camioncino spericolato, prendendone il posto; comunque l'incidente non gli provocherà che qualche lieve contusione. Il risultato del diabolico piano è infatti ben altro che la morte di Hiroki e consiste nello sdoppiamento del ragazzo: un Hiroki, cosciente di sè ma caratterialmente solo simile a quello iniziale, continuerà ad esistere nel mondo terreno conducendo la solita vita mentre un altro, mentalmente identico all'originale, vagherà nell'etere finchè lei non lo conquisterà in qualche modo. Insomma anima e corpo, spirito e materia.

Si tratta di due elementi separabili, quando di mezzo c'è l'ammmore? Certo che no, e infatti entrambi i due Hiroki sceglieranno di stare con Kanata nonostante gli interventi della rossa, che perciò è tristemente destinata a tornarsene da dove era venuta.

Esatto, è uno shonen ai nonostante la storia ad un certo punto suggerisca una classificazione più generica, e mi sto ancora lavando gli occhi perchè io 'sta roba qua non la voglio proprio vedere (non è il mio genere): è successo che era disponibile e ANN la identifica come "drama, psychological", in più è AIC ed è un OVA diretto, sceneggiato, disegnato ed oltre da Narumi Kakinouchi (i suoi disegni sono vera arte).

 

 

Mezame no hakobune (Open Your Mind)

 

[imgright]http://i47.tinypic.com/rievm8.png[/imgright]L'arca del risveglio. Questo OVA fu realizzato sfruttando prevalentemente la CG, ma sono presenti anche alcune scene "dal vivo"; è scritto e diretto da Mamoru Oshii, in genere per alcuni un nome che è garanzia di qualità mentre per altri fonte di notevoli emicranie. Rapportandosi all'epoca della sua realizzazione, il 2005, credo che quest'opera possa mettere d'accordo la maggior parte: qualità ed emicrania senza compromessi.

L'OVA, in principio concepito e proiettato come fosse un pezzo di teatro , è diviso in apertura/introduzione, tre atti principali e chiusura, i quali narrano le origini della vita. Chiaramente si trattava di un progetto ambizioso, tanto che per la sala dove si poteva assistere allo spettacolo vennero adottate soluzioni tecnologiche ad hoc inserite in un'ambientazione molto particolare e suggestiva, ma per Oshii tutto questo è il pane quotidiano.

Un meccanismo, il cui tichettio ricorda quello di un orologio, segna lo scorrere del tempo universale; giunge il momento della genesi e delle creature, emissari della dea Pan (da panteismo), discendono in una massa sferica destinata a divenire un pianeta. Successivamente essi assumono le fattezze antropomorfe di tre individui aventi il volto di un pesce, un'aquila ed infine un cane per poi mutare nei tre elementi naturali corrispondenti ai capitoli principali dell'OVA e secondo questa sequenza: acqua, aria e terra.

Il tutto avviene in un turbinio dove figure, canzoni, musiche, colori, testi, inquadrature anche multiscreen, simbolismi vari, in altri termini ogni singola componente audio e video, sono elementi finemente pesati, ragionati, strutturati come meccanismi facenti parte di un più ampio sistema; e quindi, proprio per questa complessità fenomenale, di certo la comprensione dell'opera ne risente almeno nell'immediatezza se alla base non vi è una cultura appropriata che consenta un corretto approccio all'interpretazione.

Infatti questo breve lavoro di Oshii, proprio "a causa" della sua intensità dei contenuti amalgamati secondo delle linee guida solo in parte rintracciabili in contesti di vario genere (religioso, scientifico, filosofico, cinematografico...), non riesco a percepirlo più di tanto nemmeno dopo aver raccolto in un secondo momento delle informazioni aggiuntive che mi hanno permesso di apprezzarlo oltre la superificialità.

Sicuramente Oshii non si smentisce nemmeno con questa esperienza e rimane fedele a sè stesso sfoderando, concentrandolo, il campionario che lo ha reso celebre: lo scorrere del tempo, le rappresentazioni a cavallo tra l'onirico ed il reale, l'evoluzione naturale e quella artificiale conseguita con la tecnica (in tal caso forse è più opportuno parlare di perfezionamento), la bellezza della natura, la religione, l'infinito, la ciclicità degli eventi.

Non che 'Open your mind' sia frustrante, anzi, però è piuttosto impegnativo a cominciare dal titolo, contenente due riferimenti importanti: l'Arca di Noè e Buddha. Entrambi non sono presenti perchè così è più figo.

Musiche di Kenji Kawaii che si ricicla ma lui un po' può permetterselo.

Roger

Infinite (Black) Ryvius

[imgleft]http://img827.imageshack.us/img827/1765/20925369.jpg[/imgleft]Volendo, Infinite Ryvius può essere considerato su due livelli; da una parte è la storia di Koji, dei suoi amici e della Ryvius: un’avventura sci-fi dove i vari personaggi attraversano una fase delicata della propria giovane esistenza affrontando situazioni particolari alle quali sono forzatamente sottoposti. Dall’altra, più concettuale, è una rappresentazione in chiave realistica di come si potrebbe evolvere il potere governativo nella società, con tutto ciò che eventualmente ne consegue: in tal caso l’interpretazione di ciò che è giusto/sbagliato è comunque affidata allo spettatore. Il meglio però si ottiene quando si considera tutto nell’insieme…

L’umanità ebbe origine sul pianeta Terra ed in seguito si stabilì su altri pianeti fino a raggiungere le profondità del sistema solare. Nell’anno 2137 dal Sole ebbe origine un’enorme e misteriosa esplosione luminosa, denominata Geduld, la quale investì l’intero sistema e ne modificò permanentemente le condizioni gravitazionali in un’area; tale fatto non impedì agli esseri umani di continuare ad esplorare e studiare lo spazio.

Ottanta anni dopo questo fenomeno l’imponente stazione spaziale di addestramento Liebe Delta, il cui equipaggio è composto da alcuni adulti che svolgono la funzione di istruttori, una classe di cadetti (gli Zwei) e per una grandissima parte ancor più giovani apprendisti, “sorvola” l’area Geduld durante una fase manutenzione; tuttavia quello che ha le fattezze di un attentato compromette le manovre della Liebe Delta destinandola alla distruzione e il suo equipaggio di adulti viene sterminato mentre si sacrifica per mettere in sicurezza il restante del personale.

I cadetti e gli studenti riescono dunque a raggiungere l’interno di una sezione della stazione inconsapevoli di essere giunti a bordo della segreta e misteriosa nave Ryvius, la quale si distaccherà dalla Liebe Delta salvandoli da morte certa.

In quel momento inizia il viaggio di salvezza di circa 500 ragazzi e non sarà certo un’impresa facile; il primo problema che dovranno affrontare è di tipo organizzativo e coinvolge tutti: la naturale evoluzione dei fatti vuole che siano proprio gli Zwei, secondi in carica per ordinamento militare, a governare la microsocietà venuta a formarsi. Tuttavia vari eventi fanno emergere l’incapacità di questa classe dirigente, la quale viene quindi velocemente sostituita da un gruppo di “ribelli” dalle maniere spicciole ma efficaci nel fronteggiare le problematiche che si presentano.

In breve si rende necessario stabilire anche dei criteri di assegnazione delle competenze di lavoro e razionalizzazione delle scorte; tali decisioni, necessarie poiché volte a definire un equilibrio globale, naturalmente non vengono recepite positivamente da coloro i quali non vedono soddisfatte le proprie aspettative e perciò conducono alla formazione di ristretti gruppi di individui propensi ad un nuovo governo. Non appena le difficoltà provenienti dall’esterno si fanno più pressanti, l’equipaggio della Ryvius entra in crisi e precipita nel caos totale: l’ordine sociale in vigore salta del tutto, il rispetto reciproco viene a mancare quasi definitivamente, i sentimenti di incomprensione, invidia, egoismo, rabbia e violenza hanno il sopravvento anche in quelli che un tempo erano amici fin dall’infanzia.

Paradossalmente è proprio una parte degli Zwei (quella più formale) a riassumere il controllo, imponendo restrizioni ancora più severe delle precedenti tanto da stroncare quasi definitivamente la microcriminalità maturata nel microsistema ma da terrorizzare il “popolo”.

Cosa potrà mai porre fine a questo crescendo di deliri? La risposta è semplice. In realtà bisogna considerare che l’approccio iniziale al problema è sostanzialmente errato; quindi l’unica via d’uscita è la resa. A tutti, a sé stessi, a ciò che non si è in grado di gestire perché non se ne hanno le doti e non le si possono (almeno per il momento) acquisire. Infatti ciò a cui si è arrivati è dovuto al voler vivere sia senza dover effettuare dei piccoli passi necessari, sia negando il proprio passato (collettivo o di ciascun individuo) che è il vero punto di partenza.

La vicenda della Ryvius si mescola abilmente con quelle dei suoi abitanti, in particolare del numeroso cast principale che la abita.

La scorrevole rappresentazione di causa-effetto tramite la quale si assiste al passaggio da una forma di governo alla successiva, dove ogni mutamento è anche la proiezione degli ideali di un personaggio od un gruppo e perciò della sua indole, è solo uno degli elementi che arricchiscono Infinite Ryvius.

La componente sci-fi non viene mai a mancare ed anche questa è piuttosto varia.

La Ryvius è un’astronave con un’origine, collegata al fenomeno Geduld ed ai misteriosi alieni Vaia che la popolano, che viene svelata pezzo dopo pezzo ed il cui importantissimo scopo sarà chiaro solo nel finale; inoltre è un soggetto sperimentale volutamente messo in libertà con la consapevolezza che i casi precedenti sono falliti (perché chi governa questo tipo di nave sembra essere destinato ad impazzire), ma anche questo ha una spiegazione come tutti i misteri che contribuiscono a dare forma alla storia. E sono parecchi, a cominciare dall’identità degli Sphix (ricavati dai Vaia) che vivono nelle rispettive navi ed i loro Vital Guarder (mecha o organismi controllati come marionette da un parte dello staff di bordo).

Un’altra caratteristica positiva è che in questa serie nulla è lasciato al caso; ogni cosa, piccola o grande che sia, ha un inquadramento definito: c’è una linearità generica con la quale gli eventi progrediscono, ma allo stesso tempo alcuni importanti sviluppi hanno inizio da fatti insignificanti o per lo meno apparentemente trascurabili che si inseriscono nella trama portante dando vita a situazioni non prevedibili. Il peso della manipolazione dell’informazione pubblica, sia su piccola scala (l’interno della Ryvius) che su grande (le masse di abitanti sui pianeti), è un esempio di questa meccanica narrativa alla quale si aggiungono i “temi” della violenza fisica e psicologica, o dei fanatismi religiosi ed ideologici.

Questa è la storia nella quale vivono il “protagonista” Koji, suo fratello Yuki, Ikumi l’amico di sempre, Aoi, Faina, Blue ed il suo gruppo, tutti gli Zwei, i membri dell’esercito e molti altri… non ci sono eroi ma solo individui le cui singole vicende si mischiano in modo significativo e drammatico.

Molto belli i comparti musicale, registico e grafico. In particolare il primo, sebbene inusuale (ma non troppo, a quanto pare, quando Goro Taniguchi è alla regia. Che si tratti di una sua scelta stilistica?) è coinvolgente a partire dalla sigla di apertura. Forse si poteva fare qualcosa in più per la rifinitura estetica dei personaggi, il cui character design è qui affidato a Hisashi Hirai. Sunrise ha comunque creato un’ottima serie di 26 episodi televisivi, davvero unica nella produzione animata, che però per l’apparente complessità ed il ritmo con la quale procede rischia di passare inosservata. Oppure volutamente snobbata, che è anche peggio.

Roger

Novel Wars

Tra la fine degli anni ’80 ed i primi ’90 Toei adattò nel formato ova un paio di romanzi, entrambi scritti da Kiyoshi Kasai: Vampire Wars e Psychic Wars.

Purtroppo nel complesso l’esito non è stato dei migliori, ma complice la loro breve durata (circa 50 minuti ciascuno) era difficile rinunciare ad una seratona in compagnia di vampiri, oni e pop corn.

 

 

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Dei due sicuramente il migliore. Un individuo misterioso osserva in lontananza un gruppo di guerriglieri che si sacrifica attaccando una base NASA situata nel deserto dell’Arizona; del gruppo fa parte una donna, la quale prima di farsi esplodere urla il nome “Verawesaldy”.

Parigi, dieci giorni dopo. Mentre un notiziario televisivo riferisce che a causa del suddetto atto terroristico la NASA ha abbandonato il progetto di inviare dalla Terra segnali nello spazio al fine di contattare esseri intelligenti, Kuki Honda deve interrompere la sua solitaria sbevazzata notturna di rum a causa della telefonata di aiuto dall’amica Marianne, prostituta a domicilio, e quindi lascia la bottiglia per precipitarsi immediatamente presso l’abitazione della donna. Purtroppo inutilmente, perché Marianne è appena stata brutalmente (sul serio eh, c’è sangue ovunque) seviziata da un suo cliente, che quindi merita di essere letteralmente schiantato sul muro con un pugno. La colluttazione richiama la polizia e quindi Honda deve fuggire prima di essere fermato; del resto il suo passato di ex KGB ed ex terrorista potrebbero destare qualche sospetto.

Incamminandosi verso casa il nostro intuisce che qualcosa non quadra, visto che la polizia è arrivata subito sul luogo del delitto; comunque tutto sembra procedere tranquillo durante la passeggiata, almeno finché Honda non incontra un’amichevole prostituta che lo avvisa di essere ricercato dalla polizia speciale.

Che arriva proprio in quel momento. La tipa si prende un cartone in faccia che le fa saltare naso, denti ed almeno una spalla (anche lei s’è schiantata, per la precisione su un’auto lasciandoci lo stampo), mentre Honda sedato e catturato dopo averne accoppati cinque per aver osato toccare la signora. I servizi segreti del WING (Western Intelligence Network Group) sanno tutto su Kuki e ovviamente Marianne era solo un’esca per avvicinarlo; il motivo è che il gruppo ha bisogno di Kuki per una missione.

Dopo questi primi sette eccezionali minuti di introduzione inizia la storia di Vampire Wars, una storia che ruota attorno al misterioso progetto D (come Dracula!) e che oltre ai servizi segreti WING e CIA coinvolge Lamia, una idol di successo momentaneamente ritiratasi dalla scena, Kuki ed altri personaggi dalla fugace apparizione.

Il potenziale maggiore, che purtroppo rimane tale, lo offre quanto si apprende sull’esistenza dei vampiri per voce di uno degli stessi.

Per 5000 anni i vampiri si sono nascosti tra i monti della Transilvania in attesa del risveglio di Verawe, il loro dio; ma la loro storia ha radici assai più lontane. Nell’antichità esistevano due pianeti abitati da civiltà tecnologicamente avanzatissime che si combattevano: i Larusa, ispirati da un dio saggio, ed i Gagoal, il cui dio è malvagio. Una civiltà era pacifica ed in armonia con la natura, l’altra materialistica e distruttrice; entrambe scoprirono l’immortalità, la prima tramite un liquido organico chiamato Zoruka e la seconda con degli apparecchi. Il conflitto raggiunse l’apice 5000 anni fa ed una nave dei Larusa, con a bordo il suo imperatore Verawesaldy, atterrò sul pianeta Terra. Qui giunto, divenne re di Mu e tentò di trasportare il Zoruka nella sua gente ma fallì. Decise quindi di iniettare il Zoruka negli umani attraverso la sua saliva; ovvero: vampirizzarli.

Ma che c’entra in tutto ciò l’attacco alla base NASA, costruita per ricevere un segnale inviato dalla costellazione del cigno? E’ una trappola dei bellicosi Gagoal, in quanto proprio loro hanno inviato quel segnale con lo scopo intercettare la Terra ed attaccarla.

E Lamia? Il suo sangue serve a risvegliare Verawe!

Tutto sommato i presupposti per un’opera interessante ci sono, ma si tratta di parole che purtroppo non trovano riscontro nella realizzazione. A parte personaggi tutto sommato abbozzati, vari momenti di comicità involontaria che si contrappongono ad eccessi di violenza, qualche buco di sceneggiatura ed una regia piuttosto lineare, i numerosi fatti che compongono la storia di Vampire Wars sono ingabbiati in un tempo eccessivamente ristretto, che quindi li penalizza; graficamente è un prodotto nella norma, con personaggi ed ambientazioni sicuramente stereotipati ma che si rifanno al realistico, mentre il comparto musicale ridotto ai minimi termini sembra quello di uno dei migliori trash movie di quegli anni e pertanto lo si potrebbe anche lodare per l’atmosfera che nel complesso conferisce.

La cosa che scoccia di più, però, è che alla fine si ha la sensazione che la partita non sia chiusa ma si sia trattato solo di una introduzione ad una storia molto più ampia che poteva essere interessante.

Cosa, questa, che troverebbe conferma nel fatto che questo ova è un adattamento parziale dalla serie di romanzi dai quale è tratto, scritti durante gli anni ’80 e per un totale di 11 volumi.

 

 

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Le forze del Bene™e quelle del Male™ si confrontano in una battaglia che ormai dura da 5000 anni, la prima per proteggere la Terra e la seconda per conquistarla. Poiché gli antichi demoni hanno trovato il modo di trasferirsi dal passato al presente è giunto il momento dello scontro decisivo.

Ukyo Retsu è un giovane chirurgo ed è il prescelto, secondo un’antica setta di monache, per far fronte all’invasione dei demoni; inizialmente all’oscuro di ciò che lo aspetta, egli inizierà a rendersi conto di quanto sta accadendo a seguito di un’operazione durante la quale estrae da un’anziana quello che solo in apparenza è un tumore… in realtà è un demone!

Quello stesso giorno le capacità psico-fisiche di Ukyo si elevano permettendogli di far fronte ai demoni inviati dall’antico Giappone con lo scopo di assassinarlo; l’unico modo per fermarli è trovare la loro regina ed ucciderla. In un primo momento, ad accompagnare Ukyo nella ricerca, c’è una delle sue assistenti di sala, Fuyuko, con la quale nel frattempo ha instaurato una profonda relazione sentimentale; loro malgrado verranno separati ed Ukyo si troverà catapultato 5000 anni nel passato, dove tutto ha inizio, in un’era nella quale dimostra quanto è fan di un certo guerriero dalle 7 stelle (ha pure il cavallo…) prima di distruggere il teletrasporto™ che consente alle armate infernali di raggiungere il moderno Giappone e con esso l’intera razza dei demoni.

Ukyo riesce in questa impresa, tuttavia della regina non v’è traccia. Almeno fino a quando non chiederà alla gentile Fuyuko di conoscere i suoi genitori perché vuole sposarla… l’amara verità non sarà tanto scoprire che la ragazza è la regina dell’oscurità, quanto il fatto che ella ricambi i suoi sentimenti ma non avendo più un regno preferisce morire e vorrebbe che Ukyo la seguisse.

Come nel caso di Vampire Wars c’era del materiale a disposizione per creare una storia interessante, ma la scelta di voler condensare tutto in un solo episodio ha complicato la situazione. Questa volta le animazioni sono ad un livello decisamente più che accettabile, grazie alla presenza del leggendario Masami Suda (ancora Ken…) che si fa piacere anche se non è in piena forma.

Roger

Genma Wars

Nella seconda metà degli anni ’60, dalla collaborazione tra gli autori Kazumasa Hirai e Shotaro Ishinomori, nacque il manga Genma Wars. La vita editoriale di quest’opera fu breve e il titolo venne sospeso con il secondo volumetto, ma i due ebbero comunque modo di tornare al lavoro su Genma Wars qualche anno più tardi, nel 1971, realizzandone la continuazione con un altro manga; purtroppo anche questo seguì le sorti del suo predecessore, non arrivando ad una naturale conclusione.

Ishinomori e Hirai ci riprovarono nuovamente nel 1978, con una storia incentrata sempre su Genma e le sue guerre; tuttavia mentre il primo era dedito alla stesura del manga, il secondo ne scriveva il romanzo. E mentre il primo dovette nuovamente fermarsi, lasciando incompiuto per sempre il proprio Genma Wars, il secondo proseguì per anni (almeno fino al 2008, anno d’uscita del più recente volume della serie).

Negli anni seguenti vi furono alcune trasposizioni animate dei Genma Wars di Ishinomori; il primo manga servì per realizzare un film cinematografico (1983), mentre il terzo una miniserie tv (2001); si tratta di due progetti che però, nonostante tutto, non sono in alcun modo collegati tra di loro.

Di qualunque Genma Wars si parli, si tratta di una storia sci-fi nella quale i protagonisti sono degli esper che si oppongono a Genma, un’entità il cui scopo è distruggere le civiltà esistenti e soggiogare i popoli al proprio volere.

L’inizio molto teatrale, durante il quale una veggente danzando preannuncia l’arrivo del malvagio Genma sulla Terra, è forse il momento più particolare del film; dopo questa introduzione, a turno vengono radunati i vari personaggi principali componenti il gruppo che dovrà affrontare l’invasore: Luna la principessa proveniente dalla Transilvania, il cyborg Vega, Jo e sua sorella, Sonny. A differenza del manga di Ishinomori vi è una conclusione alla storia; peccato solo che lo svolgimento della battaglia finale sia al di sotto delle aspettative, tanto che sono più interessanti i combattimenti contro gli scagnozzi inviati da Genma.

I disegni sono precisi, ricchi di dettagli e le animazioni fluide; per quel che riguarda il comparto musicale, anche se chi ha realizzato le musiche si chiama Keith Emerson, lo ho trovato inadeguato.

I nomi coinvolti nel progetto (Shotaro Ishinomori, Rintaro, Katsuhiro Otomo, Madhouse) sono importanti, ma alla fine Genma Wars è solo un film semplice e svogliato.

 

La serie tv Genma Wars poteva essere un capolavoro, non fosse che è stata realizzata all’insegna del risparmio: la regia è ridotta ai minimi termini, i disegni (pur rifacendosi alle tavole ed al bel tratto di Ishinomori) e le animazioni scarsissimi, la CG pessima la colonna sonora infima.

Eppure nonostante tutto questo schifo la storia narrata è decisamente molto più interessante di quella presente nel film; il merito va sicuramente al manga del quale questa serie tv è un fedele adattamento.

La storia, divisa in due capitoli, è ambientata in un prossimo futuro, molto tempo dopo che una stella precipitò sulla Terra modificandone la conformazione e trasformando i continenti in piccole isole. Quella stella cadde per volontà della tribù dei Genma, ed uno di loro divenne il dominatore del pianeta. Da allora l’umanità si trova in uno stato di totale regressione civile ed è sottomessa ad alcune razze animali (in particolare le scimmie) che si sono evolute superandola e naturalmente eseguono la volontà del loro re Genma.

Un giorno questi, ormai insoddisfatto dalla moglie Parome ed annoiato perchè superiore ad ogni creatura, decide di rapire una hito (nome che in pratica identifica gli umani) ed abusarne per avere da lei un figlio; a causa di questo evento la ragazza viene allontanata dagli abitanti del proprio villaggio ed è costretta ad arrangiarsi come può per sopravvivere. Caso vuole che la donna partorisca due gemelli, ma le è concesso tenerne con sé solo uno (Jin) mentre l’altro (Loof) viene portato alla dimora del re per essere opportunamente istruito in qualità di suo erede.

Negli anni della loro infanzia i due bambini hanno modo di sviluppare e controllare le proprie capacità esp, ereditate dal padre, ma non entrano mai in contatto l’uno con l’altro; d’altra parte è proprio nelle intenzioni del re far incontrare i due in qualche modo, pertanto non appena Loof dimostra di essere autosufficiente lo caccia dalla residenza imperiale e nell’attesa che incontri il fratello si dedica alla procreazione di altri eredi (cosa questa altamente invisa a Parome, tanto da indurla a premeditarne l’omicidio).

Le varie esperienze che accompagnano la crescita di Jin e Loof ne formano il carattere rendendoli due personaggi positivi che il padre, per scelta, ha voluto trasformare in avversari, e vengono raccontate in parallelo fino al momento del loro ricongiungimento; ma proprio durante questo i due decidono di allearsi e, grazie al sostegno di alcuni individui dotati di poteri particolari, di irrompere nella fortezza del re per eliminarlo e liberare il pianeta dalla schiavitù. Con loro vi è anche Ran, una vecchia conoscenza di Jin, il cui bimbo in grembo è in grado di controllarla (nonché parlare, entrare ed uscire a proprio piacimento dal corpo della ragazza).

Solo Jin, Loof e Ran con piccolo al seguito sopravvivono alla battaglia contro l’esercito di Genma, il quale nell’atto finale viene però giustiziato da Parome; tuttavia il re ha ancora una carta da giocare prima di “morire” ed invia i tre figli nel passato, a Skull City.

Quello di Skull City è il secondo e conclusivo capitolo dell’opera, probabilmente il più suggestivo; i protagonisti vengono infatti catapultati in una città dove bande di giovani ribelli si battono contro alcuni membri della tribù dei Genma che, assunte delle sembianze umane, segretamente si sono infiltrati nelle posizioni di comando della società e la gestiscono ricorrendo anche a particolari tecniche di manipolazione dei media.

[imgleft]http://img811.imageshack.us/img811/1220/63452301.jpg[/imgleft]Il loro piano consiste nel preparare il pianeta per l’arrivo di Genma; per raggiungere questo obiettivo è necessario innanzitutto condizionare gli umani e successivamente farli sterminare… da scimmie biologicamente evolute, armate, stazionanti nell’orbita terrestre a bordo di satelliti, in attesa del segnale per invadere la Terra (cosa quest’ultima che accade).

Jin e Loof devono fare i conti con questa situazione e prevenire che la discesa di Genma sul pianeta si concretizzi in anticipo rispetto alla realtà storica, ma non sono al corrente che in verità Genma è arrivato con loro in quell’epoca (e non sanno nemmeno che il motivo per il quale tutto ciò accade è che il re, servendosi soprattutto di loro, ha scatenato tutto ciò per la semplice ragione che è un essere troppo potente che si annoiava).

Peccato davvero per la pessima realizzazione tecnica e la povertà dei mezzi messi a disposizione per realizzare questa serie tv, la cui trama è folle al punto giusto.

Roger

Voogie's Angel

[imgleft]http://img11.imageshack.us/img11/1170/sangelb.jpg[/imgleft]Anno 202 del nuovo calendario. La Terra è stata sconfitta da una sconosciuta forma di vita aliena senziente, denominata SE (Space Emigrants). Cento anni più tardi, gli esseri umani sopravvivono nelle profondità marine attendendo l’occasione per riprendersi la Terra dagli SE. E adesso, facendosi carico delle speranze e del futuro della razza umana, cinque donne cibernetiche vengono mandate a combattere. Il loro nome è…

 

Midi – nel gruppo, ufficialmente è l’esperta di tecnologie; in realtà, ad insaputa delle angels stesse, è un androide che le “osserva” e gestisce il loro limitatore di potenza.

Rebecca – una tipa tosta fanatica delle armi. Era un’ex modella, di buona famiglia (sterminata).

Merrybell – quella svampita. Soffriva di un male incurabile.

Shiori – la sua passione è fare maglioni. E’ dotata di particolari poteri esp che in gioventù non sapeva controllare.

Voogie – la più matta. Quando lancia normali fendenti con la spada urla “angel blade!”…

 

Capitanate dal misterioso Dr Crimt, le “angeliche” ragazze cyborg devono impedire che l’umanità venga sterminata dagli alieni e, secondo le analisi di Midi, il tempo a loro disposizione è di tre anni; infatti le condizioni di vita alle quali gli umani devono sottostare sono molto dure e tendendo a peggiorare, pertanto non potranno resistere oltre questo limite.

Tolti i 10 minuti iniziali del primo episodio e gli ultimi 10 del secondo, il tono è prevalentemente umoristico; paradossalmente, quanto accade è però permeato da una convincente atmosfera da “fine del mondo” e gli alieni, con i loro megacannoni che possono far apparire in qualunque punto del pianeta, fanno la figura degli invincibili. Perfino dopo che la flotta marina terrestre viene decimata in una manciata di secondi, o in seguito a qualche rivelazione particolare (es: gli alieni hanno invaso la terra per salvarla dagli umani che la stavano distruggendo, gli angeli sono per metà macchine ma per non compromettere la loro efficacia non devono ricordare nulla di quando erano completamente umane) non vengono a mancare scenette simpatiche.

Questo finché c’è Masami Obari libero di trollare dirigere e disegnare. Con il terzo ed ultimo episodio il suo posto di regista viene ricoperto da Aoi Takeuchi, che è anche l’ideatore dell’opera, il quale preferisce la componente drammatica a tutto il resto; con il passaggio da un autore all’altro si notano sia un cambio di stile grafico che ovviamente registico, ma non si tratta di una discontinuità netta.

Buone le sequenze in b/n usate per raccontare i vari flashback e quelle d’azione, spesso supportate da inquadrature particolari e musiche che le valorizzano.

Voogie’s Angel era uno di quei progetti che si sviluppava su diversi media come manga, anime, radio drama e drama cd, e questo ova ne costituisce un capitolo precedente al finale. Nel complesso l’anime è piacevole, peccato solo per la breve durata ed il mancato approfondimento di qualche personaggio.

Roger

Terzo titolo della serie Pink Noise,Evil Dragon Warrior Chronicles si distingue dai precedenti Call me Tonight e Campus Special Investigator Hikaruon per la presenza di una trama meno sempliciotta e scontata.

I quattro protagonisti principali di questa storia, che si svolge nel 1989, ospitano dentro di sé gli spiriti di quattro leggendarie bestie divine e proprio su questa loro particolarità si articola una vicenda destinata a ripetersi ciclicamente nel tempo:

 

[imgleft]http://img7.imageshack.us/img7/8062/kyouchi.jpg[/imgleft] Hiyuu Kyouchi = Byakko, la tigre bianca dell’ovest; allievo di Houshi, è un giovane pittore di ceramiche che prova una certa attrazione per la giovane Shiho. Solo con il procedere degli eventi acquisisce consapevolezza del nuovo sé stesso, derivante dall’emergere di Byakko e dei suoi poteri.

 

 

[imgleft]http://img706.imageshack.us/img706/9817/mikiz.jpg[/imgleft] Miki = Seiryuu, il drago azzurro dell’est; in definitiva è il malvagio di questa storia. Il suo scopo è quello di collaborare alla rinascita dell’avo di una famiglia che in epoca remota prestava servizio presso la corte imperiale, e che fu assassinato perché la sua arte spirituale (il Kidou) era considerata troppo pericolosa. I discendenti di questo sacerdote, per riportarlo in vita, hanno evocato le quattro bestie divine; a distanza di 18 anni dal precedente tentativo, bloccato da Gendou, Miki deve rintracciare le persone dentro le quali si sono nascoste le divinità, quindi riunirle ed infine dare inizio al rituale.

Questo personaggio talvolta fa ricorso alla magia per trasformare i morti o i suoi sudditi in orrendi mostri demoniaci.

 

[imgleft]http://img6.imageshack.us/img6/8685/shiho.jpg [/imgleft]Shiho = Suzaku, l’uccello cremisi del sud; ragazza molto interessata a Kyouchi, ma che Miki è deciso a fare propria sposa per far rinascere l’antico sacerdote.

 

 

 

 

[imgleft]http://img713.imageshack.us/img713/733/gendou.jpg[/imgleft] Gendou Houshi = Genbu, la tartaruga nera del nord; è un vecchio monaco di alto livello con il vizio del bere, abile nel combinare energia spirituale ed arti marziali. Decise di “adottare” Kyouchi quando questi, ancora molto giovane, manifestò i segni della presenza di Byakko nel proprio corpo; l’anziano è a conoscenza del tentativo di resurrezione dell’antico e pericoloso sacerdote e ancora una volta, come già 18 anni prima, deve impedire che il rito si compia.

 

Dei tre episodi che compongono Maryuu Senki, il primo è decisamente il più delirante e meglio sostenuto per quel che riguarda l’animazione; è anche l’unico ad appartenere alla serie Pink Noise, sebbene la preview al termine lasci intendere che delle puntate successive erano comunque previste… in effetti sono state realizzate, solo che i fatti si sarebbero dovuti svolgere in modo forse un po’ diverso (più zozzo in alcuni casi, meno tamarro in altri).

Se il secondo episodio può essere considerato un intermezzo durante il quale la storia vera e propria inizia a prendere forma concretamente e vengono introdotti nuovi personaggi, nel terzo e conclusivo gran parte del tempo è dedicato ai combattimenti che Kyouchi e compagni devono intraprendere per raggiungere il grande tempio e salvare Shiho; che i vari misteri accumulati per gran parte del tempo trascorso trovino spiegazione nel sorprendente ed amaro finale è, considerando quello che accade, inevitabile.

In definitiva Maryuu Senki è una buona miniserie, forse poco chiara in alcuni passaggi, dalle tinte horror e surreali, che non si fa mancare qualche scena splatter.

Nonostante graficamente, per raffinatezza e ricchezza di particolari dei disegni, inizi attestandosi su un ottimo livello e purtroppo subisca dei cali qualitativi procedendo verso la conclusione, nel complesso possiede uno stile interessante.

 

Menzione d’onore per gli zombie e gli occhiali di Kyouchi.

Roger

After War Gundam X

Ohibò! Il prologo di questa serie parla di una guerra totale tra due fazioni, terrestri (Federazione Terrestre) e coloni spaziali (Ribellione Spaziale), il cui movente scatenante si dice consista nella conquista dell’indipendenza da parte dei secondi. Sommo stupore e disapprovazione colpirono i primi, perché non volevano concedere gratuitamente suddetto diritto di indipendenza, quindi guerra tra umani fu. Questo conflitto ebbe una fine quando gli spazionoidi, ormai stufi e stanchi, decisero di chiudere la questione scagliando sulla Terra le proprie colonie orbitanti comprensive dei loro abitanti, devastandola e di conseguenza sterminandone quasi completamente la popolazione.

La serie di X si svolge 15 anni dopo la sopra menzionata guerra e vede come protagonista Garrod Ran, un genietto dell’elettronica un po’ esaltato che tutto o quasi sa dei vari mobile suit esistenti; un giorno il ragazzo, proprio per le sue abilità e conoscenze, viene assoldato da un vecchio per liberare la giovane ed impassibile Tiffa Adill dalle grinfie di un gruppo di tizi appartenenti alla categoria dei Vultures, gente che recupera e commercia i resti dell’armamentario delle forze terrestri e che spesso lavora su commissione. Dunque Garrod parte e si infiltra nella Frieden, la nave nemica dove si trova Tiffa, ruba la cloche di comando di un Gundam perché non trova altro di valore nei dintorni, libera la rori (che lo stava aspettando!) ma proprio quando sta per consegnarla al committente lei va in panico e Garrod, mosso da un cavalleresco sentimento protettivo, se la porta via. Manco a dirlo il vecchio, squadriglia al seguito, va all’attacco per riprendersi la rori ma i due ragazzini si rifugiano in una base militare abbandonata, nella quale trovano un Gundam X che usano (ecco a cosa serviva la cloche!) per spazzare via il vecchio e la sua cricca.

Nel frattempo sopraggiungono sul luogo un paio di Gundam di altro tipo pronti a menare per riprendersi Tiffa e soprattutto Jamil, er capoccia della nave dove era imprigionata la rori; questi, capendo la piega che la situazione ha preso, non aveva certo tempo da perdere con un solenne “state bbboni maledetti!” e infatti in preda all’agitazione chiede se si vede la luna.

Al che uno magari pensa che ‘sto qua si è fatto l’impossibile; anche il regista era visibilmente spiazzato e solo alla seconda richiesta sulla Luna l’ha inquadrata. Sì la Luna si vede, ed è pure piena. Cosa succederà?

Beh, nel secondo episodio succede che Garrod realizza di non essere all’altezza dell’imminente scontro con i due Gundam e decide di fuggire con Tiffa. Ci riesce, ma non scriverò come perché Gundam è un anime serio. Ma il mondo è povero e i sopravvissuti si arrangiano come possono, specie vendendo pezzi di mobile suit, e lì c’è un bel po’ di gente che vuole i pezzi dell’X di Garrod; purtroppo per loro, Tiffa attiva col pensiero un contatto sulla Luna (quale emozione!), dalla quale parte un raggio laser in direzione del Gundam di Garrod fornendogli un botto di energia utile a tirare una mega cannonata galattica contro gli avversari, polverizzandoli. Il panorama di distruzione fa capire a Tiffa di aver compiuto un autentico massacro e finalmente ha una reazione: sclera (poi sviene).

Finalmente Jamil interviene e si riprende Tiffa, mentre Garrod viene sbattuto in cella. Con l’episodio 3 viene svelato perché tutti cercano Tiffa; la spiegazione è racchiusa in un’unica, importantissima parolina che fa palpitare i cuori: newtype. Tiffa è una newtype! Newtype? In una serie dove non c’entrano Amuro e Char? E non è nemmeno l’unica…

Per tirare le somme di quanto accade nei primi 10 episodi, purtroppo non si può dire di assistere ad una serie di Gundam particolarmente brillante; in sè non è che sia orribile ma gli episodi scorrono lenti, molti momenti sanno di già visto ed alcuni di essi sono mal gestiti a causa di irritanti risvolti comici o molto infantili che ne attenuano la portata. Per il resto, ciò che succede si può riassumere in: Tiffa viene nuovamente rapita e salvata, Jamil parla un po’ della sua presenza nell’ultima guerra e del trauma che essa gli ha provocato, Garrod fa i capricci e se ne va ma torna, una Vulture (Ennil El, una tipa che appare piuttosto frequentemente in questa storia) non sopporta di essere sessualmente rifiutata da Garrod e quindi inizia a tsundereggiare pesantemente, Tiffa disegna su tela e cerca di individuare i newtype superstiti sul pianeta, ma in sostanza quel che era importante fino a questo punto della storia è che Garrod si unisse al team di Jamil. Naturalmente anche l’X fa la sua parte e ne viene rivelato il background: trattasi del GX, modello di punta della federazione terrestre usato nell’ultima guerra, la cui peculiarità, come detto poco sopra, è punire il nemico in nome della Luna. E, importantissima, è la presenza dei fratelli Frost, due newtype che pilotano ciascuno un Gundam più strano dell’altro; questi due soggetti sono gli avversari fissi della Frieden ed hanno un piano. Peccato che per tutta la serie facciano le stesse cose in ogni episodio, appesantendo la trama.

Comunque non dubito che Tiffa, alla fine, si sia abituata a farsi sequestrare; è incredibile ma lo schema si ripete anche in seguito e si capisce che, proprio per l’essere una newtype, è sempre a rischio. Entro il 14esimo episodio si conclude anche la triste, ma non troppo, storia del newtype artificiale Carris cresciuto per pilotare un mobile armor dalle dimensioni spropositate.

E poi c’è un bellissimo episodio al mare, il 16, che segna l’inizio di un viaggio attraverso un oceano (QUALE?). Uno s’immagina spiaggia, sole, relax, equivoci con i bikini, buchi delle serrature e divertimento. Invece trova Tiffa, ignuda, che parla ai delfini e li abbraccia. Questi animali così carini, qualche scena prima, avevano mandano in tilt i siluri di un gruppo di predoni del mare per salvare Garrod da morte certa. Impressionante! Ma questo è nulla in confronto a quello che può la loro capo branco (ad esempio far saltare l’impianto elettrico di una nave militare per affondandola, al che tutti si domandano se ‘sta delfina particolare non sia al pari dei newtype umani). A rompere questa scena idilliaca ci pensa la discesa in lontananza di un raggio laser, uguale a quello che alimenta le armi distruttive dell’X, proveniente dalla Luna … in pratica c’è un altro Gundam X nei paraggi!

Chiusa la commovente parentesi dei delfini, il viaggio in direzione del raggio misterioso continua ed i nostri entrano nel mare di Lorelei dove Jamil, in circostanze non molto allegre, reincontra una sua istruttrice newtype (anch’essa nuda!). Dopo questi, altri filler nei quali si viene a sapere che dei sopravvissuti della Federazione Terrestre, in accordo con un gruppo di uomini molto potenti, hanno dato inizio alla riunificazione di ciò che resta delle nazioni del pianeta con lo scopo di creare un governo globale: è l’alba della Nuova Federazione terrestre!

Finalmente con l’episodio 22 i componenti dell’equipaggio della Frieden raggiungono l’isola dove si trova il misterioso Gundam X, salvo 1 essere catturati dall’esercito della nuova Federazione 2 scoprire che si tratta del Gundam Double X, un prototipo modellato su ciò che resta del vecchio X di Jamil e quindi più potente dell’originale.

La storia si fa un po’ più vivace e viene stabilito uno scopo nell’immediato (evadere dalla base nemica, cosa questa che ovviamente accadrà, tuttavia Jamil e Tiffa vengono separati dal resto del gruppo), finalmente alcuni personaggi interagiscono ed i vari Gundam vengono momentaneamente messi da parte per dare più visibilità alle azioni ed ai pensieri umani. Naturalmente tutto si risolve per il meglio anche se, ancora una volta, purtroppo in modo semplicistico e prevedibile; se non altro si tratta di un’opportunità per Garrod di “crescere” un po’ come personaggio e per il Double X di diventare il nuovo robottone titolare (ovviamente nelle mani di Garrod… mentre l’X viene messo a riposo in garage fino a quando jamil non decide di usarlo).

Con l’episodio 27 si entra nel terzo ed ultimo blocco della serie e in questa parte i combattimenti tra mobile suit cominciano a farsi più presenti (e si tratta di una sfilata di robottoni avversari altamente improbabili per forme e capacità, pilotati da perfetti squilibrati mentali, dai quali i Gundam della Frieden devono difendersi); il declino continua ed ogni sottostoria è una rassegna di morti inutili, scialbe e gratuite di personaggi secondari se non peggio. Era più importante fare l’upgrade totale dei tre Gundam principali che imbastire una storia interessante, il cui unico pregio in questa parte che avanza sempre più pigra e prevedibile riguarda le strategie belliche della nuova federazione terrestre; nulla di complicato o sorprendente, ma almeno hanno senso e servono da impostazione generale.

Ormai Tiffa, nonostante negli episodi precedenti avesse attraversato un cambiamento che l’ha spinta ad uscire dal suo guscio di newtype (in questa serie newtype è sinonimo di persona introversa, incompresa, solitaria, che spesso preannuncia sfighe, ma anche di essere umano evoluto, non vincolato all’esistenza di un pianeta madre e quindi intellettualmente più dotato, con delle abilità speciali), da parecchio viene inquadrata solo quando deve dire “ho un brutto presentimento”...

Ad un certo punto, episodio 29, si scopre che il motivo per il quale Garrod doveva vedersela con una serie di mobile suit assurdi inviati per ordine della nuova federazione terrestre serviva a capire quali dei loro piloti avesse abilità newtype; nessuno le aveva tranne l’ultimo… che però, a differenza degli altri deceduti in battaglia, viene ucciso dai soliti due fratelli. Mi sento confuso, ma solo per pochi istanti perché nell’episodio successivo il fantastico duo spiega di aver intralciato i piani della nuova federazione per, uhm, odio personale. E poi… Tiffa viene rapita un’altra volta e Garrod per salvarla deve partire per lo spazio. Da solo. Fingendo di essere rapito ed il Double X catturato.

Dall’episodio 32 c’è quindi un nuovo setting e, ad esclusione di Garrod e Tiffa, nuovi personaggi, nuovi mobile suit. Da qui ci si ritrova in un’ambientazione nella quale è come se un conflitto tra terrestri e spazionoidi esistesse da tempo; il cambio non è spiazzante, però per quanto è immediato sa di forzato. Dopo 30 episodi incentrati su ciò che resta del pianeta Terra, scontri tra predoni, probabili nuovi governi e gente che persegue lo sterminio dei newtype, forse ci voleva una fase di transizione più adeguata. Infine il Gundam Double X riceve una specie di upgrade… poiché non bastavano i Gundam trasformabili, alla lista degli improbabili finalmente si aggiunge anche l’X, che da qui in poi si combina con un caccia, il G-Falcon, pilotato da Parla, una coetanea di Garrod. Che giocattolone orribile…

Oltre a ritrovare Tiffa, Garrod deve evitare che i Ribelli Spaziali portino a termine l’Operazione Daria, ovvero completare la costruzione del colony laser che colpirà Terra… anche questa è una novità. Poiché Garrod è un tipo tosto riesce prima a riprendersi Tiffa, poi a far fallire il piano Daria distruggendo il colony laser grazie al suo Double X. Rientro alla Terra! E invece no… ecco di nuovo i fratelli Frost a sbarrargli la strada con tanto di esercito al seguito.

Gli ultimi 5 episodi minuto per minuto! (o quasi) :°_°:

 

Episodio 35

 

Poiché spettatori, sponsor, il cane e il gatto si erano stufati delle lungaggini presenti in After War Gundam X, si decide di segare la serie senza possibilità di appello. Restano quindi pochi episodi alla fine, e così mentre Garrod e le tre bimbe affrontano i Frost nello spazio, Jamil e tutto l’equipaggio della Frieden sono in viaggio a bordo di un treno diretti in una prigione siberiana. Prigione alla quale non arriveranno mai, perché il treno si ferma; l’ordine ricevuto dai piani alti è inequivocabile: faccia contro una trincea, plotone alle spalle, esecuzione sul posto e buonanotte. Ma possono i nostri essere puniti? Certo che no, Carris pensa a sistemare tutto.

Nel frattempo Garrod e Tiffa vengono portati al cospetto del vecchio Bloodman. Uno con questo nome è nato per essere leader, infatti è colui che guida la conquista delle nazioni terrestri al fine di creare un’unica potenza militare in grado di opporsi ai ribelli. Tiffa, grazie ai suoi sensazionali poteri newtype, capisce che in sostanza sia lui che il suo corrispettivo nelle file dei ribelli vogliono sfruttare a modo proprio i newtype per acquisire il potere assoluto, nonostante i loro sottoposti siano a buon punto per stipulare un trattato di pace. In ogni caso Garrod, Tiffa e Parla riescono a fuggire. Ah già, qualche volta i vari leader nominano la presenza di un certo D.O.M.E. sulla Luna. Che sarà mai, che lo vogliono?

E’ altresì definitivamente chiaro che i fratelli Frost, nonostante lavorino per Bloodman, abbiano mire personali importanti. A questo punto la curiosità di sapere la verità riguardo al fantastico duo è a livelli indicibilmente pazzeschi.

 

 

Episodio 36

 

Dopo l’ennesimo, inutile, riassunto di inizio puntata, mi faccio una partita a free cell per placare lo spirito o non si va avanti.

I Frost stanno nuovamente inseguendo quei fuggiaschi di Garrod, Tiffa e Parla, e riescono pure a stanarli un’altra volta, ma in soccorso dei nostri –inaspettatamente- giungono i membri della Frieden con Carris ed ai due fratellini non resta che ritirarsi; lo fanno senza problemi, vuoi perché ci sono abituati vuoi perché, tanto, il loro segretissimo piano riguarda altro, ovvero una guerra che ancora non è iniziata. Bel modo per mascherare una solenne figuraccia, così per avere qualche soddisfazione non gli resta che tornare a fomentarel’ego di Bloodman affinchè rinunci a qualsiasi trattativa di pace.

Intermezzo: lo sgargiante G Falcon può combinarsi tanto con il DX quanto con gli altri Gundam. E’ un’informazione importante perchè con qualsiasi Gundam lo si combini il risultato è sempre orrendo :°_°:

Intermezzo 2: Jamil, riunitosi in Nord America con coloro che vogliono starsene in disparte dal conflitto, deve decidere se restare con loro.

Intermezzo 3: il leader dei Ribelli ribadisce il suo rifiuto per raggiungere un accordo di pace :hitler:

Intermezzo 4: Bloodman vuole la guerra. I suoi ufficiali no. I Frost non sono d’accordo e uccidono tutti questi ufficiali in un attentato aereo. Bloodman è entusiasta perché sta per ripetersi la guerra di 15 anni prima :paura:

 

 

Episodio 37

 

Mancano due episodi alla fine e la guerra inizia solo adesso?!? La flotta terrestre della Nuova Federazione è partita in direzione delle colonie spaziali, che si teme vengano nuovamente scagliate sulla Terra, e la consapevolezza di una nuova guerra getta nella tristezza l’equipaggio della Frieden: c’è chi ricorda gli effetti della precedente, come il grigiore che oscurava il cielo per molti anni edil diffondersi di varie malattie mortali, qualcuno invece considera che non si può proprio morire vergini in una battaglia tra due schieramenti ai quali non appartiene.

Segue altra serie di intermezzi con coppiette e cuoricini, a dimostrazione che la paura di ciò che comporta una guerra, come il perdere le persone alle quali ci si lega sentimentalmente, fa sì che queste si avvicinino. Le smancerie coinvolgono anche Garrod e Tiffa mentre guardano la Luna; il giorno seguente Tiffa cade in una specie di coma durante il quale “vede” e “parla” con una sfera luminosa, portavoce del misterioso D.O.M.E. ed al risveglio avvisa tutti che deve raggiungerlo, precisamente sulla Luna; fortunatamente non è un effetto secondario della sua prima limonata con Garrod, visto che anche il leader della Nuova Federazione e quello delle colonie si stanno dirigendo nel medesimo luogo per il medesimo motivo. Circola però una leggenda che riguarda la Luna, quella della presenza di un demone invisibile (trattasi di un sistema di autodifesa, ma faceva figo dargli quel nome); così, mentre le due fazioni cercano inutilmente di avvicinarsi alla base lunare per entrare in contatto con D.O.M.E. Jamil ed i suoi rubano una nave, le danno il nome Frieden (senza 2nd o altra dicitura che la distingua da quella precedente) e partono.

 

 

Episodio 38

 

La battaglia tra (autoproclamatisi e non) newtype/Ribelli e (terrestri) oldtype/Federali infuria. A distanza, sulla Frieden, Jamil deve fare un annuncio importante: “A parte raggiungere il D.O.M.E abbiamo un altro compito. SOPRAVVIVERE! Se morite, siete finiti. Non dimenticatelo!”. E’un discorso pregno di significato che galvanizza le coppiette presenti. Ma Jamil che dirà privatamente alla sua assistente, quella che dal secondo episodio attende di sapere se gli va di impasticciarsi con lei? E Jamil lo sa che nel caso desse picche alla dolce signorina, questa ha già pronto l’uomo B di riserva? Né una né l’altra. Jamil tace, non sa che farà dopo la guerra. Forse cambierà quei Ray-Ban che indossa anche per dormire? A turno anche gli altri protagonisti si domandano cosa faranno dopo il conflitto e convengono nel volere un futuro migliore. Tiffa invece vuole una cosa molto facile: proteggere il futuro di tutti.

Terminati i pipponi, i nostri decidono di passare all’azione ma forse esagerano con l’entrata in scena; in pratica attivano il sistema satellitare sulla Luna per caricare il DX e, come è lecito aspettarsi, Federali e Ribelli vedendo il solito raggio si spaventano abbestia perché sanno che una cannonata delle sue fa molto male. Però era tutta scena :lolla:

il DX e gli altri Gundam della Frieden volevano solo guadagnare un corridoio tra gli schieramenti per recarsi sulla base lunare. La trollata funziona ma fa incazzare i due eserciti che se le davano, e che quindi ricevono l’ordine di abbattere il DX :lolla:

Per i Frost è l’occasione che aspettavano e tra una mazzata e l’altra col DX rivelano il loro originalissimo piano segreto: siccome sono dei newtype dalle abilità eccezionali, ma fin da bambini sono incompresi oltre che discriminati, vogliono la distruzione del sistema per poi ricostruirlo come ritengono sia opportuno.

Comunque Garrod e Tiffa raggiungono il D.O.M.E. ed una volta sul luogo esprimono la richiesta che tutti i leader delle varie fazioni vengano riuniti lì; quindi vengono messi nella stessa stanza Garrod, Tiffa, il solito gruppo della Frieden, il capo dei Federali e quello dei Ribelli. Nel chiacchiericcio generale Bloodman rivela la sconvolgente verità: il D.O.M.E è il PRIMO NEWTYPE! Nello specifico, grazie a qualche trucco i terrestri, per preservarne l’esistenza, ne hanno inserito i geni nel D.O.M.E.

 

 

Episodio 39 (finalmente!)

 

Il PRIMO NEWTYPE spiega a tutti (tranne i Frost, avendo declinato l’invito per continuare la propria guerra) che, non se ne fosse accorto nessuno, la guerra in corso è dovuta al fatto che ognuno ha un’idea diversa su cosa siano i newtype e lo vuole imporre agli altri. Fin qui ok, poi… il PRIMO NEWTYPE afferma che i newtype sono solo un’illusione. Non esistono newtype, e il PRIMO NEWTYPE definisce sé stesso un mutante che per convenienza (le abilità delle quali tornavano utili a qualcuno) venne classificato come newtype. Queste affermazioni dovrebbero pacificare i vari gruppi presenti, ma c’è ancora tempo per qualche lezione di vita: prendendo Garrod come esempio, il PRIMO NEWTYPE mostra a tutti che per un futuro migliore è importante essere in possesso di una grande volontà come quella del ragazzo in oggetto, che di sicuro non è un newtype ma è riuscito a fare grandi cose.

Jamil capisce e si toglie gli occhiali, e questo è il segno inequivocabile che il party è finito. Uscendo dal D.O.M.E. e vedono che la guerra è ancora in corso nonostante fosse stato dato l’ordine della tregua, i due comandanti della Federazione e dei Ribelli pensano che i patti non siano stati rispettati dall’altro esercito e quindi si guardano in cagnesco, almeno finché i Frost non li polverizzano con i loro Gundam. Garrod non ci sta, gli altri amicici suoi nemmeno, quindi è giunta l’ora di eliminare i Frost una buona volta.

Il duello Garrod-Frost dura la bellezza di un minuto, il tempo di scambiarsi una cannonata reciproca e fracassare i tre Gundam. Seguono le varie scene e gag di chiusura dedicata ad ogni personaggio (i Frost si salvano :lolla: ).

Qualunque cosa accada la Luna sarà sempre lì.

 

 

In sostanza la storia è questa; non ci sono alti e bassi, solo bassi e meno bassi costantemente marchiati a fuoco dalla presenza fastidiosa di quei due cazzoni dei fratelli Frost, gli unici destinati a prendersi così sul serio da risultare ridicoli. Ogni sottotrama ha innegabilmente un potenziale che, anche fosse solo una rielaborazione di concetti già affrontati in precedenti serie di Gundam, si presta ad essere interessante per eventuali sviluppi ma, qualsiasi sia la ragione, viene sistematicamente sprecato. Per quello che riguarda i protagonisti c’è veramente poco da dire; tranne Ennil El e solo in parte la coppia Garrod-Tiffa, gli altri rimangono sé stessi dall’inizio al penultimo episodio e spesso qualcuno sembra essere inserito a forza nel contesto.

Roger

I demoni esistono, abitano da qualche parte nello spazio; qualcuno lo si può incontrare nel quasar PHL-5200 e il loro scopo è conquistare il nostro pianeta. Purtroppo l’atmosfera terrestre è fisicamente inadatta per i demoni, i quali per sopravvivere devono quindi impossessarsi dei corpi degli umani e generare (usando femmine umane) dei loro simili adatti alle condizioni terrestri.

Kasu ed il suo giovane aiutante Muneto sono due agenti appartenenti all’Interplanetary Mutual Observation Agency, il cui compito è individuare ed eliminare i demoni qualora vengano avvistati. Nessuno è al corrente dell’IMOA, né dei suoi agenti dalle capacità sovrumane, tantomeno dell’esistenza dei demoni…

La storia di questo primo episodio ruota attorno a Muneto, Tstutomu e Kayo, la ragazza di Tsutomu; i tre sono amici d’infanzia e si separarono quando Muneto dovette andarsene senza fornire spiegazioni né a Kayo, all’epoca la sua ragazza, né a Tsutomu, alla quale affidò Kayo.

Nel frattempo il demone arrivato da quasar PHL-5200 si scopa una buona quantità di ragazze appartenenti allo stesso istituto dello studente di cui ha preso l’identità, con risultati abbastanza raccapriccianti… le poverette non resistono fisicamente e muoiono in successione una dopo l’altra. Ad un certo punto arriva il turno di Kayo e il demone, per attirarla, prende possesso del corpo di Tsutomu.

Mentre Muneto combatte contro il demone, nel tentativo di liberare Kayo dalle sue grinfie (se la stava trombando), questo rivela che è errato definire i demoni come invasori, poiché in realtà la Terra il loro pianeta di origine e loro ne erano i primi abitanti.

Tra colpi energetici ed inefficaci pistole laser che si trasformano in efficaci spade laser, a fine episodio il demone viene sconfitto; purtroppo con lui muore anche Tsutomu, del quale si era impadronito, mentre Kasu si sacrifica per la causa.

Questo primo capitolo della serie, nonostante il ritmo della trama sia abbastanza vivace, è molto povero tecnicamente; le animazioni sono scarse, il character design è instabile, le ambientazioni ed i fondali molto imprecisi, la regia si limita al minimo necessario; a suo favore non gioca nemmeno la porneria (assieme all’introduzione, ovvero quanto è stato animato meglio) anche se, forse, rapportandosi ai tempi di quando venne prodotto l’ova, potrebbe sembrare spettacolare. Mah.

Anche il secondo episodio, dopo una sequenza di recap abbastanza lunga, inizia con delle scene raccapriccianti; il demone della puntata precedente è riuscito a mettere incinta Kayo e sebbene alcuni incubi le presagiscano un futuro dove i demoni sono tornati sulla Terra, la ragazza non si rende conto di cosa l’aspetta veramente. Il “piccolo” si manifesta per la prima volta una sera, nella forma di serpente con un paffuto musettino da gatto, quando Kayo sta per essere violentata da un maniaco nel tipico parco delle coppiette giapponesi; per proteggere la madre tale essere prima trancia gli attributi all’uomo ed in seguito gli mangia la testa in un colpo. Dopo questa esperienza sconvolgente, nonostante il suo fisico non lo comunichi, Kayo capisce che sta per dare alla luce un demonietto e si comporta da donna: impone una distanza tra sé e Muneto. Caso vuole però che Kayo fosse spiata da un agente dell’IMOA, il quale interviene durante un incontro tra la ragazza ed una sua amica riuscendo a far scappare il piccolo demone ma non ad ucciderlo. Nel frattempo Muneto, a causa del rapporto traballante con Kayo, è confuso e non trova di meglio che sbronzarsi ed andare a donnine; una sera, proprio mentre gioca al dottore con una tipa a caso in un alberghetto, arriva l’agente di cui sopra che gli fa “ciao, mi chiamo Yagami, sono un agente IMOA e mi hanno detto di fare coppia con te. Abbiamo un problema: Kayo ha dato alla luce un demone”.

Proprio in quell’istante il demonietto in questione con la faccia da gatto se la ride volando alto nel cielo, sia perché è vivo sia perché percepisce che i suoi simili, a bordo di enormi statue antropomorfe usate come vascelli, stanno per sbarcare sul pianeta. In teoria, a causa dell’atmosfera, i demoni non potrebbero sopravvivere ma qualcosa la sta cambiando rendendola ideale al loro soggiorno. Yagami non lo sa, ma nello scontro finale con il demone fungerà da carne da cannone e spetterà a Muneto e Kayo, uniti nel nome dell’amore come richiesto dalla gentile voce di Maitreya, eliminare l’invasore (che avrebbe anche potuto uccidere la madre, ma non l’ha mai fatto… in un certo senso la riconosceva come tale o provava una forma di affetto nei suoi confronti. SIGH!); tolto di mezzo questo, i suoi simili perdono la bussola e sono costretti a tornare da dove sono venuti.

Questo secondo episodio , qualitativamente, si allinea al precedente. Nel complesso una trama, per quanto lineare e semplice, c’è ed ha i suoi momenti ad effetto grazie anche alle assurde idee che ne stanno alla base, rendendola a tratti insolita e curiosa; riguardo alla sporcellosità, resta piuttosto limitata per quantità e varietà. Gli spunti presi in prestito dall’omonima opera cartacea di Toshio Maeda, alla quale questo anime si ispira, sono veramente pochi: qualche personaggio (spesso però in altro ruolo), parte del setting ed alcuni concetti tematici. Tutto sommato è una storia alternativa all’originale e gli episodi che seguono non c’entrano per nulla con il manga.

 

Sarebbe potuta finire qui, e invece prosegue per ben altri 4 episodi (senza contare che ce ne sono altri 4 per la saga intitolata Resurrection). Tuttavia dal terzo episodio in poi c’è un cambio di stile che coinvolge tanto il character design quanto fluidità delle animazioni e tutto quanto è in background. Questa variazione crea un po’ di discontinuità con quanto visto precedentemente, e segna un allontanamento totale dai personaggi disegnati da Maeda, ma sostanzialmente è una scelta positiva in termini qualitativi. Tre misteriose sorelle equipaggiate di tutine tecnologiche non di questa terra appaiono nell’istituto scolastico dove si è consumata la battaglia finale con il demone ed attraverso i loro caschi ne rivedono gli ultimi istanti; sono anch’esse agenti dell’IMOA e sono giunte sulla Terra per portare a termine il lavoro iniziato da Muneto. Il demone, infatti, al contrario di quanto sembrava non è stato sconfitto ed ora vaga per la città alla ricerca della madre Kayo, alla quale si vuole ricongiungere, e sta rigenerando le parti del corpo che aveva perso in battaglia (per ricostruirle deve trombare come un matto, e sarebbero guai se non ci riuscisse visto che è nel pieno di una crisi ormonale :lolla: ). Tralasciando tutto ciò che è prevedibile di questo episodio, che è davvero tanto, si giunge nuovamente alla battaglia finale durante la quale Ash, la più abile delle tre sorelle, si sacrifica per salvare Kayo, mentre Muneto interviene solo alla fine per sortire il colpo di grazia al demone (che è immortale quindi tornerà ancora…).

Di qui in poi gli episodi successivi sono di una ripetitività e pretestuosità disarmante per costruzione narrativa; nel quarto episodio il solito demone, ormai ridotto a brandelli, è ancora nei paraggi ma vuole dare una sterzata alla solita routine, pertanto decide di prendere le sembianze di Miyuki, una studentessa e cugina di Kayo, per raggiungere quest’ultima; per esigenze di copione, avendo scelto di possedere il corpo di una ragazza e contemporaneamente dovendo continuare a spupazzarsele tutte, ora ella ha “la sorpresa” (verde, raggrinzita, tentacolare, dentata, viscida). L’agente IMOA di turno, questa volta, è lo zio di Muneto; si tratta di un monaco che sotto le vesti sfoggia un completino g-string, maniche e stivaloni in pelle nera. Grazie a lui l’episodio finisce e tutti tranne il demone (ma torna eh!) si salvano, senza rancore.

 

1995. Sotto una battente pioggia verde, Mei Ling e Hoei sono in fuga per la libertà e la loro meta è Hong Kong; la coppietta è inseguita da un gruppo di paesani armati di fucili, ma fortunatamente i due riescono a far perdere le proprie tracce. Manco fosse l’ultimo giorno del mondo, i due imboscati iniziano a darci dentro e, non appena Hoei sbottona la camicetta di Mei Ling, dalla riva del fiume che stavano percorrendo esce un giga girino verde (come la pioggia) che gli si piazza comodamente di fianco. E’ una larva del solito demone che piagne la mamma, episodio cinque.

Kayo ha cambiato tinta ed acconciatura, ed ora dalla sua testa da un lato spunta un’assurda coda di cavallo, dall’altro una frangia astronomica. Nel frattempo il demone ossessionato ed ossessionate si dà da fare nell’ennesimo tentativo di rinascere e ricongiungersi alla madre, quindi fa vincere a Kayo e Muneto un soggiorno ad Hong Kong e per sicurezza sottomette i capi della Triade, ai quali (si) regala delle giovani donne per divertirsi, oltre a pirati e banditi vari. L’agente segreto IMOA dell’episodio, che ovviamente muore dopo un’azione gloriosa, è una specie di Rambo cinese che prova inutilmente a salvare tutti. Quando tutto è pronto per la scontatissima battaglia finale, il potere dell’ammmore di Kayo + Muneto sconfigge il demone, che questa volta esplode come un’atomica. Sfortunatamente Mei Ling e Hoei non ce la fanno :crying:

Sesto episodio, stessi attori, stesso demone. E’ tempo di gite scolastiche e la classe di Kayo e Muneto va in trasferta al mare. La sera stessa dell’arrivo, la solita coppietta decide di isolarsi per un po’ di tempo in acque lontane dalla spiaggia e Muneto pensa bene di aver trovato l’occasione giusta per divertirsi alla grande; infatti Kayo si toglie i vestiti e si tuffa in mare, lasciandolo sulla barca. Non si capisce come sia possibile, ma il solito demone che non vuole morire, ridotto a larva, è nelle profondità marine della zona e percepisce la presenza della madre. D’altra parte è troppo presto per entrare in azione e il cucciolo decide di continuare il riposino.

L’episodio si basa su una leggenda raccontata agli studenti da un vecchio pescatore del posto; è una storia triste, la cui protagonista è una donna che salvò un mostriciattolo marino, lo crebbe come un figlio su di un isolotto vicino alla costa e alla fine lo scopò prima che questo morisse a causa delle profonde ferite che si era procurato. La donna rimase incinta e poiché il padre era ignoto i suoi genitori, in accordo con i parenti, la fecero abortire a mazzate… vedendo che il corpicino dell’essere era mostruoso lo uccisero e la ragazza, disperata, si tuffò in mare e nuotò fino alla fine del mare (WHAT?!). In chiusura, il vecchio aggiunge la nota della sfiga: si suppone che quella creatura un giorno tornerà su quella spiaggia. Chissà quindi quali imprevedibili sviluppi avrà questo episodio, considerando che dall’inizio una tipa misteriosa si getta periodicamente in mare per raggiungere il solito demone e promettergli che ritroverà sua madre, previa scopata.

L’agente IMOA questa volta è quasi inesistente; fa in tempo a comparire per salvare Kayo dalle voglie notturne delle larve-clone del demone, che però si accontenta delle restanti studentesse, e poco più; ad eliminarlo non è il demone bensì la tipa misteriosa, la quale si è immedesimata nella donna della leggenda. La signorina in questione riesce anche a portare Kayo dal pargoletto per completarne la rinascita. Segue il solito schema: l’ammore di kayo e Muneto vince, segue fatality, fine della storia.

 

La prima parte di Demon Beast Resurrection si ricollega al terzo episodio di Invasion. L’IMOA si accorge che il demone sta per rigenerarsi e per fermarlo vuole resuscitare Ash, la loro miglior agente; per fare questo e dopo uno strano pippone sulle teorie genetiche di Rudolf Stener, le sorelle della deceduta devono impiantare in un soggetto simile ad Ash le sue memorie e la scelta ricade su Miki, soprannominata Cat’s Eye, una biker molto famosa tra le bande giovanili. A causa di un trauma passato, ovvero la morte di tutti i suoi famigliari, Miki non teme la morte ed accetta di immediatamente di prestarsi per divenire Ash e combattere il demone, il quale non ci ha impiegato molto a ricrescere e seminare zizzania in città.

Il processo di rinascita di Ash va naturalmente a buon fine e, mentre le due sorelline dell’agente combattono valorosamente per proteggere il laboratorio dove avviene l’esperimento, Muneto dà il benvenuto alla reincarnata con una bella trombata. La missione di Ash consisteva nell’eliminare il demone, quindi accade l’inevitabile; la storia si ripete ed Ash si sacrifica nuovamente :crying:

lo spirito del solito demone vaga nello spazio e raggiunge la stazione orbitante sede dell’IMOA; per vendicarsi decide quindi di farla sparire nel nulla con tutto il suo equipaggio ma la capa dell’agenzia, il cui nome è O, si salva con una capsula dirigendosi sulla Terra. Con l’episodio 3 sembra quindi che inizi la storia di O. E invece no perché Miyuki, che ormai ha fatto carriera ed è diventata la sacerdotessa di un nuovo tempio (una costruzione lussuosissima da fiaba), invita Muneto a raggiungerla e mentre questo parte fa rapire la cuginetta Kayo. Lo scopo della sacerdotessa è attirare il demone sul pianeta affinchè lo distrugga, ed essendo convinta di far parte di una razza eletta è altresì sicura il demone risparmierà sia lei che i suoi fedeli. Prima dell’apocalisse decide prima di far divertire un po’ Muneto con il tipico frutto locale dell’amore (il soma), poi Kayo con la cerimonia per richiamare il demone. Ed è qui che O interviene, portandosi via Muneto per organizzare una strategia; nel quarto ed ultimo episodio O, tramite i potenti mezzi tecnologici dell’IMOA, capisce che tutto quanto sta accadendo è dovuto alle cellule del demone che si sono mescolate con quelle di tutti gli individui del tempio, in realtà discendenti della civiltà dei Mu,i quali pertanto sono posseduti ed agiscono per conto del malefico. Miyuki riesce solo in extremis a portare a termine la cerimonia perché O spazza via tutto a cannonate, ma da qui in poi è un delirio di reincarnazioni sparse tra vari personaggi, nel senso che ciascuno di loro 12000 anni prima era qualcun altro, e questa storia rappresenterebbe la resa dei conti; come se non bastasse, O si fa impiantare le ovaie di Kayo (operazione chirurgica della durata di qualche istante!) per attirare il demone e combatterlo. Mancava solo il potere dell’ammmore per chiudere in bellezza, e infatti…

E fu così che tutti, tranne il demone sfigato e O(lga) che scompaiono nelle profondità dello spazio, vissero felici e contenti e liberi dal karma. Beh, almeno Resurrection è disegnato ed animato molto bene :°_°:

Roger

Dallos

La prima volta che vidi Dallos un paio d’anni fa, si trattava di una pessima versione fansub; la traduzione principale era in lingua ceca e da questa, probabilmente attraverso google translate, era stato fatto un passaggio all’inglese. Alla fine non si capiva una mazza e sembrava un semplice racconto dove due fazioni si odiano e combattono una contro l'altra; Dallos è più di questo.

Fortunatamente in tempi abbastanza recenti qualcuno ha ripreso in mano questa miniserie famosa, se non altro, per essere sia il primo ova della storia sia una delle prime opere di Mamoru Oshii in veste di regista (in questo caso anche co-autore della sceneggiatura in coppia con Hisayuki Toriumi, il quale ha collaborato anche alla regia).

Erano i primi anni ’80 e nei progetti iniziali Dallos doveva essere una serie tv della durata di un anno; Pierrot, la casa di produzione, voleva rivaleggiare con Sunrise. Tuttavia per varie ragioni legate ai contenuti della storia (in breve: per Bandai, lo sponsor, Dallos non era commercialmente valido) l’opera venne ripensata e riadattata per uscire come serie ova, in pratica direttamente in home video senza beneficiare di un passaggio televisivo o cinematografico. Dallos ebbe comunque abbastanza successo in questo nuovo (in Giappone) formato, ed aprì la strada alla suddetta neonata tipologia di prodotti.

L’opera è strutturata in tre capitoli, l’ultimo dei quali diviso in due atti, per un totale di soli quattro episodi; sebbene non Dallos non rappresenti una novità assoluta in termini di tematiche e personaggi (inoltre come Gundam, Macross, Genesis Climber Mospeada ed altri anime di quell’epoca, anche Dallos ha un certo debito nei confronti di Robert Heinlein…) ed alcuni punti della storia rimangano in sospeso, tanto che lo si potrebbe considerare il racconto di un momento di una storia assai più ampia, è un interessante concentrato di idee sostenute da una regia vivace e da animazioni fluide, in particolare quelle di azione.

Il tema portante della serie ruota attorno al concetto di indipendenza: in un ipotetico futuro la Terra è riuscita a risolvere i problemi di sovrappopolazione e povertà grazie alla colonizzazione della Luna ed alle risorse minerarie presenti su di essa; tuttavia gli abitanti trasferitisi sul satellite per questi scopi, dopo alcuni decenni, per via delle condizioni di vita alle quali vengono sottoposti, accusano un senso di sfruttamento da parte dei dirigenti del pianeta madre. Inoltre, da un lato le vecchie generazioni nate sulla Terra e residenti sulla Luna non sono autorizzate a rivedere il proprio pianeta di origine che hanno lasciato per rivitalizzare, né a tornarci, dall’altro quelle nuove nate sulla Luna lottano nel tentativo di acquisire una propria indipendenza dai terrestri ma contemporaneamente nutrono curiosità verso la Terra, ormai divenuta un luogo prospero e felice, dove a quanto pare si vive in con una libertà quotidiana a loro negata. Ma chi è veramente libero? La vita dei terrestri dipende strettamente dalle risorse lunari e dall’operato degli emigrati, mentre gli abitanti della Luna sono legati alla Terra perché essa corrisponde alle loro radici.

Con questa domanda, e quindi con sé stessi, dovranno fare i conti la maggior parte dei personaggi principali e le fazioni che essi rappresentano, per capire quello che vogliono veramente e tentare di realizzarlo. Ammesso che il misterioso Dallos, una colossale e misteriosa struttura edificata sulla Luna, venerata come un dio da ribelli e saggi, non abbia una risposta per loro…

 

Episodio 1 - Remember Bartholomew

A Monopolis (un nome un programma), una delle principali città presenti sulla Luna, le autorità locali sono corrotte; ma Monopolis è anche il centro nevralgico dal quale prende forma il movimento di ribellione guidato da Dog, un residente di terza generazione (e pensato dagli autori per assomigliare a Rambo/Sylvester Stallone).

In questa città Dog fa conoscenza di Shun, un giovane che decide di seguirlo ed il cui fratello, Tatsuya, era anch’egli un ribelle. Tatsuya morì sette anni prima durante un attentato a Bartholomew compiendo una strage di militari e venne incolpato di essere l’organizzatore; successivamente si apprende che in realtà la polizia strumentalizzò fatti e persone per coprire ben altro. Shun è amico d’infanzia di Rachel, ma è un po’ lento e non si accorge dell’interesse che la ragazza prova per lui.

Alex Riger, capo delle forze militari e uomo onesto tutto d’un pezzo, guida la repressione contro gli estremisti capeggiati da Dog; possiede un dobermann di nome Geronimo, che come altri suoi simili subirà un intervento per divenire un cyborg (Kerberos sarà mica nato così?).

Figura femminile di rilievo che ad un certo punto complica il già difficile confronto in corso tra i due schieramenti, è la dolce Melinda, profondamente legata affettivamente ad Alex; nel corso dell’episodio Melinda viene fatta ostaggio dai ribelli, i quali intendono usarla per piegare alle proprie volontà il governo terrestre. La sua vicinanza con Shun, al quale viene affidata, provoca spesso dei fastidi a Rachel…

Il primo episodio mette in chiaro quali sono le due fazioni in campo, chi le rappresenta e cosa vogliono; sostanzialmente, entrambe poggiano i propri ideali su basi condivisibili, ma si sviluppano in modi discutibili. Indubbiamente gli abitanti di Luna sono controllati eccessivamente (portano perfino un cerchio metallico alla testa che li identifica e non possono liberarsene), di sicuro i terrestri si servono di Luna senza rispetto, ma allo stesso tempo tra gli abitanti di Luna vengono coltivati senza riserva l’odio e la voglia di muovere una guerra violenta contro la Terra anche per il solo fine di rovesciare i ruoli di potere.

 

Episodio 2 – Order to destroy Dallos! (in realtà è il primo episodio commercializzato, al quale fecero seguito l’uno ed i successivi)

In apertura di episodio è in corso un’azione di polizia nella quale vengono dispiegati numerosi mezzi militari e uomini il cui scopo è arrestare un paio di guerriglieri, barricati in un palazzo cittadino; uno dei due è prossimo alla morte. Per quanto possa sembrare surreale ed eccessivo, in realtà l’impresa è più complessa di quanto appare; infatti, non inaspettatamente, nel momento dell’assalto decisivo intervengono anche altri ribelli ma soprattutto gli abitanti locali si schierano dalla parte dei due ricercati, dando origine ad una rappresaglia molto consistente che mette in difficoltà le forze dell’ordine.

La vicenda è importante sul piano politico di Monopolis poiché è chiaro che il numero dei simpatizzanti dei ribelli sta crescendo vertiginosamente (infatti in seguito sembra che tutta la popolazione prenda parte alla rivolta contro le autorità), confermando l’accrescere di disordine locale ed instabilità sociale; una delle ragioni a monte di questo problema, che si aggiunge alla già presente insoddisfazione civile, viene individuata nei metodi repressivi impiegati dai militari. Pertanto vari funzionari politici propongono all’unanimità di instaurare un dialogo con i guerriglieri; tuttavia la parola decisiva spetta a Riger, il quale rifiuta completamente tale possibilità in quanto vede in essa un atto di sottomissione che darebbe maggiore visibilità e possibilità di aggregazione al nemico.

Dopo qualche azione rivoltosa di intermezzo, la scena si sposta sul campo dei ribelli ed attraverso la figura di Dog vengono esposti interrogativi sul futuro delle numerose rappresaglie: potenzialmente possono non avere una fine e non è chiaro perché Luna non abbia chiesto i rinforzi di Terra per sedarli.

Anche Riger ha il suo da fare, e non essendo uno che se ne sta rilassato decide di salvare Melinda, ancora in affidatamento a Shun, pertanto compie un’irruzione in una base dei ribelli; per l’occasione schiera soldati ed un numero impressionante di cani cyborg, ma l’azione non ha il successo sperato.

L’offensiva si sposta quindi su Dallos, dove si sono riuniti tutti i principali protagonisti della storia, il quale viene distrutto dai militari in quanto simbolo e covo della resistenza.

 

Episodio 3 - A Sea of Nostalgia Act I

L’inizio di questo episodio mette maggiormente in risalto le idee che muovono i due schieramenti partecipanti al conflitto; se da una parte, quella dell’esercito militare, la linea da seguire è quella dura, ciecamente incentrata su ordine, rigore, rispetto per le istituzioni e maggiore repressione, tanto che per concretizzarlo giunge in suo sostegno un distaccamento militare dalla Terra, dall’altra ideali come autonomia, libertà ed indipendenza si estendono e danno origine a città autogestite. In entrambi i casi, per voce dei funzionari politici o del consiglio dei saggi, e talvolta anche attraverso i sentimenti della gente comune, si fa strada il dubbio che si tratti di comportamenti pericolosi ed infruttuosi. Riprende così l’invito alla moderazione su entrambi i fronti ed al dialogo; viene così a crearsi una situazione di stallo, nella quale tuttavia permane della tensione poiché ancora una volta Dog ed Alex, entrambi a capo dei rispettivi gruppi, non intendono concedere nulla.

Lo strano equilibrio si spezza quando un console di Monopolis, che trama alle spalle di Alex, decide di attaccare una zona urbana e raderla al suolo, compiendo una strage; si tratta di un’area dove, non a caso, è situata la casa di Shun e il ragazzo perde la madre nel conflitto. Il massacro scatena la folla, che reagisce compiendo un’altra violenta rappresaglia contro l’esercito; dal canto proprio i saggi preferiscono invece esporre il proprio risentimento verso il governo in modo pacifico, ovvero chiamando i lavoratori allo sciopero: bloccando le miniere e la produzione in generale, si ferma sia l’economia lunare che quella terrestre; la loro speranza è infatti quella, essendo nel concreto Terra e Luna dipendenti una dall’altra, di sfruttare una necessità comune per instaurare un nuovo dialogo con i terrestri ed essere ascoltati.

Contemporaneamente, Dallos inizia ad autorigenerarsi… ma è anche giunto il momento dello "scontro finale"!

 

Episodio 4 - A Sea of Nostalgia Act II

L’esercito di Metropolis, aiutato da quello terrestre, compie l’assalto definitivo al quartier generale dei ribelli, ovvero Dallos, per annientarli. Tuttavia la misteriosa struttura, ancora in fase di rigenerazione, improvvisamente si attiva e comincia ad attaccare entrambe le fazioni in modo indiscriminato, decimandole. Il fatto scuote le coscienze sia dei pochi superstiti (quasi tutti i personaggi principali della storia) che di coloro i quali non parteciparono alla guerra, e viene interpretato come un messaggio divino improntato alla tregua. Gli animi si calmano ma solo temporaneamente, poiché molti covano ancora odio, rancore e voglia di rivendicare la propria autonomia.

L’ultimo capitolo dell’episodio è incentrato nel viaggio di Shun, mentre accompagna il nonno (uno dei saggi) morente attraverso il Mare della Rimembranza; questo è un’area lunare sigillata, nella quale è ancora presente la carcassa di un veicolo spaziale appartenente ai primi coloni che, durante l’atterraggio, morirono a causa di un errore.

Le salme di questi pionieri appartengono alla maggioranza di coloro che all’epoca non poterono essere riportati sulla Terra, la loro casa, e quindi vennero seppelliti al termine del Mare della Rimembranza in un cimitero, anch’esso un’area proibita, che guarda frontalmente al pianeta di origine. Osservandolo, Shun non può che gridare tutta la sua rabbia verso quel pianeta irriconoscente che ha riacquisto prosperità al prezzo di molte vite umane e delle quali si è dimenticato…

Dunque finora Shun ha ascoltato le ragioni dei ribelli, con i quali ha convissuto per gran parte degli ultimi tempi, ma ha anche dato spazio a quelle del governo attraverso vari confronti con Alex; sebbene non sia sicuro si tratti della cosa giusta, come Rachel sceglie di unirsi anche egli all’organizzazione di Dog.

In chiusura, lo spettatore finalmente conosce anche cosa pensa il governo terrestre; mentre Shun osserva il pianeta azzurro, una voce, idealmente quella di un presidente unico del pianeta, afferma che finora c’è sempre stato rispetto per gli abitanti di Luna, con i quali non vogliono un conflitto in quanto considerati dei fratelli la cui sofferenza è chiara. Purtroppo tra di loro esiste una piccola fazione di estremisti che fomentano violenza e caos su Luna e questo è intollerabile (segue acclamazione di una folla in delirio).

La guerra è solo all’inizio…

 

Dallos non viene detto espressamente cosa sia e quale sia il suo scopo; ma forse la soluzione è Ideon :P

n.b. di Geronimo, il cane cyborg di Alex, si perdono improvvisamente le tracce e stranamente scompare per molto tempo. Durante i credits lo si vede mentre sta ancora setacciando le fogne…

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