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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 12/01/2019 in Risposte

  1. Concordo totalmente. Da qualche parte, forse, avevo parlato del valore mentalmente igenico dell'attività bellica per come intesa nella filosofia spartana e poi germanica, e tutto quello che ci sta in mezzo - è un sacco di tempo, se misurato in termini umani. Quello che i little boys cercano nella finzione è la pseudo-adultità delle favole, un tempo elemento di puericulura nato per introdurre nella mente del fanciullo degli elementi vettorializzanti alla crescita. Come Ejisonta spiega, l'otaku si ferma a quello stadio di "epifania infantile" che si può ottenere dalla finzione. Come Anno spiega, gli "anime" sono narrativa che vuole essere avvincente per degli pseudo-adulti come erano avvincenti e totalizzanti per i bambini che si era. In una vita sedata dove l'adultità è negata, si va alla ricerca di pseudo-traumi emotivi nella finzione. Naturalmente, se un bambino può piangere per una fiaba, crescendo diverrà comunque più blazé e avrà bisogno di narrativa sempre più "forte", di simulacri sempre più intensi, per riuscire ad ottenere quella doccia emotiva dinanzi a alla finzione. ed ecco che i manga divennero gekiga, con esplicita violenza grafica che -a ben vedere -altro non è che un forma di pornografia, in senso lato. La pornografia è il simulacro emotivo fine a sé stesso e graficamente rappresentato. Che sia uno sgozzamento o un amplesso poco cambia. E' sempre vedere rappresentato un momento apicale umano e così sublimarne l'esperienza tramite la sua quasi-esperienza fittizia. Nietzsche ha scritto un libro in cui parlava della nascita della tragedia. IN un altro libro, noto come Corano, la funzione è svalutata se non bandita in toto - la chiamano iconoclastia. I conti mi tornano. Essenzialmente l'otaku non vive davvero, il vivere da otaku è un mezzo suicidio, una mezza rinuncia alla vita, perché è l'eccesso della rappresentazione sulla voglia (Wille, e non dico della Rebuilt, dico di Arturo di cui il porcospino e il mondo). Oltre a ciò io credo si possa solo capire che la "sacra famiglia" non è solo quella in cui nacque Gesù il nazareno, ma ogni famiglia nucleare umana. Ed è sacra perché è quella che crea la vita, umanamente. Ogni giovane madre che porge un neonato al padre suo è una sacra famiglia. Lo dico da agnostico mezz'ateo, davvero. La via di uscita per gli otaku? Credo non ce ne sia altra. E' naturale.
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  2. Senza dubbio. Ma se parliamo di sanità mentale, ovvero di igiene mentale, credo sia qualcosa di ancora più profondo del welfare. Credo sia non dico un bisogno, ma il miglior lenitivo esistenziale. Voglio dire, se si pensa all'esistenza come esseri mortali, se ci si pensa davvero logicamente [logoticamente], si arriverà sempre all'idea che l'unico vero esercizio di libero arbitrio è il suicidio,non c'è bisogno di chiamarsi Cioran o Nagisa. Il pensiero puro, la rappresentazione di Arturo, conduce alla morte. Per un essere mortale la vita non si spiega e soprattutto non si giustifica.Non c'è scusa, non c'è fine, non c'è trucco, ci sono solo tanti inganni: l'arte, la discendenza genica, il contributo alla specie... la consolazione della filosofia! Bah! Essere esseri medi, autocoscienti ma mortali, è davvero una pena. In tutti i sensi. Quindi, che c'entra la famiglia nucleare? Beh, perché la vita è per la vita: wille. La voglia di vivere, desiderio animale e naturale, altro che "volontà". Anche mettendo Dioniso in gabbia e dando le chiavi ad Apollo, anche mentre lui sbuffa e l'altro suona la cetra per ammansirlo, bisogna sapere che a mantenerci vivi è Dioniso. Che la vita è Dioniso, e che bisogna tenerselo caro. Quindi, credo che il miglior guinzaglio per Dioniso (che anche lui, lasciato libero, scorrazza come un cinghiale e può far del male) è proprio quel legame piccino ma profondo che è l'amore prolifico. E determinato. E deciso per il futuro, una cosa a cui darsi. Con coraggio e rischio, sì. Credo che Takahata, ma anche Tomino, in molti modi parlassero d questo. Anche loro. Ancora tremo pensando a Kaguya. Sottotitolo del film "perché una ragazza di oggi può suicidarsi", sembra il titolo della tipica canzone dei Baustelle, ma è un anatema. Perché il sesso debole è sempre stato l'anello forte della specie. Corrompi quello e si rompe tutto.
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  3. Per la cronaca, e' uscito il 14' volume (e capitoli relativi) de 3-gatsu no Lion della Umino, sapevatelo e se lo sapevatelo, risapevatelo.
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  4. Sul nuovo forum non serve più il comando img, basta che metti il link. Era cosa nota ai tempi. Semplicemente, in originale si dice solo "mokuba". Mentre cavallo di Troia è "toroia no mokuba". Cmq è Char a dare quel soprannome alla White Base e il suo intento è solo sarcastico per via della sua forma. Per decidere ci basammo su una cosa semplice. Se chiedi a un giapponese che non conosce Gundam (ok, che non conosce la storia di Gundam) che cosa significa per lui mokuba, cosa ti dice? Prova tu stesso a mettere questi kanji su google: 木馬 Poi cerca come immagine. Nella vignette di Keroro che hai linkato, non trovi che ci sia un perdita di senso? Prima Keroro dice che la WB è nota come Cavallo di Troia e poi che il modellismo ha un fascino antico come "il cavallo di Troia". Quindi in originale ci saranno stati mokuba e toroia no mokuba. Rendendoli uguali viene fuori un nonsense.
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