Senza dubbio. Ma se parliamo di sanità mentale, ovvero di igiene mentale, credo sia qualcosa di ancora più profondo del welfare. Credo sia non dico un bisogno, ma il miglior lenitivo esistenziale. Voglio dire, se si pensa all'esistenza come esseri mortali, se ci si pensa davvero logicamente [logoticamente], si arriverà sempre all'idea che l'unico vero esercizio di libero arbitrio è il suicidio,non c'è bisogno di chiamarsi Cioran o Nagisa. Il pensiero puro, la rappresentazione di Arturo, conduce alla morte. Per un essere mortale la vita non si spiega e soprattutto non si giustifica.Non c'è scusa, non c'è fine, non c'è trucco, ci sono solo tanti inganni: l'arte, la discendenza genica, il contributo alla specie... la consolazione della filosofia! Bah!
Essere esseri medi, autocoscienti ma mortali, è davvero una pena. In tutti i sensi.
Quindi, che c'entra la famiglia nucleare?
Beh, perché la vita è per la vita: wille. La voglia di vivere, desiderio animale e naturale, altro che "volontà". Anche mettendo Dioniso in gabbia e dando le chiavi ad Apollo, anche mentre lui sbuffa e l'altro suona la cetra per ammansirlo, bisogna sapere che a mantenerci vivi è Dioniso. Che la vita è Dioniso, e che bisogna tenerselo caro. Quindi, credo che il miglior guinzaglio per Dioniso (che anche lui, lasciato libero, scorrazza come un cinghiale e può far del male) è proprio quel legame piccino ma profondo che è l'amore prolifico. E determinato. E deciso per il futuro, una cosa a cui darsi. Con coraggio e rischio, sì.
Credo che Takahata, ma anche Tomino, in molti modi parlassero d questo. Anche loro. Ancora tremo pensando a Kaguya. Sottotitolo del film "perché una ragazza di oggi può suicidarsi", sembra il titolo della tipica canzone dei Baustelle, ma è un anatema. Perché il sesso debole è sempre stato l'anello forte della specie. Corrompi quello e si rompe tutto.