Io da piccolo (alle scuole medie) giocavo a basket presso la parrocchia salesiana della mia cittadina, è rilevante?
Storia vera, l'allenatore (un religioso della comunità di Don Bosco, ma poiché era in tuta mai me ne resi conto) veniva da tutti chiamato "Pasquale". Quando mi rivolsi a lui pubblicamente, una volta, dissi "Mi scusi, signor Pasquale, ma..." - e tutti scoppiarono a ridere.
E lui sanzionò la squadra avversaria a favore della mia. Che mi fece eroe per un giorno, tipo. Fu divertente.
Frattanto continua il mio privatissimo esperimento sociale di congedarmi dagli esercizi pubblici con "Le auguro un buongiorno", e spesso presentarmi con "Auguro un buongiorno" (impersonale).
La comunicazione sembra efficace: le risposte più comuni sono "anche a lei", "grazie" o combinazioni.
Nessun "vaffanculo" né alcun "ma come parli?".
Davvero la lingua è una cosa in cui tutto si sorregge, oh simpatico Ferdinando.