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noseere

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  1. Concordo. Fortunatamente ci sono 14 giorni di prova gratuita, contento di non dare nemmeno un centesimo.
  2. 1) In che senso percula Cannarsi? Non mi pare di aver letto o sentito lamentele da parte sua del lavoro dei doppiatori e del direttore di doppiaggio. Anzi, ha affermato più volte che i suoi testi, sicuramente ostici, sono stati male interpretati, poiché appunto i tempi ristretti non hanno consentito un dialogo più costruttivo tra adattatore e direttore del doppiaggio. 2) Cannarsi non è una società, è un individuo. Se costringi qualcuno a lavorare come farebbe un altro, allora quello non è più un suo lavoro. Tanto vale assumere un altro. Sì, lo so benissimo che un'azienda ha come primo obiettivo il profitto. Ci sono aziende che raggiungono questo obiettivo in modo etico e aziende che lo raggiungono in modo meno etico.
  3. Netflix si dimostra per quello che è: un'azienda che vizia i suoi utenti. Ed ecco che quindi, di fronte a meme, youtuber, commenti sui social networks, decide di rimuovere il doppiaggio di una serie (che ricordo, qualcuno stava seguendo, magari anche con un certo interesse). Poi, al posto delle scuse, percula chi ci ha lavorato, percula con i meme, con le immagini divertenti, con le citazioni, come per dire "Eccoci, hihihi noi vi vogliamo bene, vi accontentiamo, vi postiamo l'ennesima vignetta che vi fa autocompiacere della vostra (finta) mancanza di vita sociale, dopo che, in preda a una mania iper-consumista avete guardato una serie dietro l'altra per tutto l'anno, senza manco pensarci sù, ma solo per riempire la pancia." Ecco quindi che Netflix adotta fino in fondo la sua politica di fare da "minimo comune multiplo", tutto va bene, tutto è cool, tutto è di moda, tutto è giusto...almeno quando la maggioranza degli utenti la pensa così. Prima che mi diate del "pazzo difensore di Cannarsi", voglio rendere chiaro un concetto: c'è modo e modo per gestire le lamentele del pubblico. Vedremo con questo nuovo doppiaggio cosa ne uscirà fuori e, soprattutto, chi ci lavorerà.
  4. Qualcuno con l'abbonamento a La Stampa - versione online- potrebbe fare un copia-incolla dell'articolo inerente a Evangelion? Mi pare che si parli anche di problemi in fase di doppiaggio.
  5. I giornalisti devono pur campare, in qualche modo. Seriamente, oltre alla discussione sull'adattamento, l'articolo è pieno di cazzate.
  6. Ovviamente non è parte centrale della trama, quindi? Evangelion è pieno di piccoli riferimenti e particolari che rendono i personaggi memorabili e contribuiscono alla loro caratterizzazione. Se Hideaki Anno non avesse voluto intendere il termine "restaurare", avrebbe usato un'altra parola. Sei così sicuro che all'orecchio di un giapponese questa espressione non suoni in modo particolare? L'opera è una sola, Evangelion, scritta da Hideaki Anno; se il creatore originale mette nella sua opera tanti piccoli dettagli e sfumature, apparentemente "inutili" al filone narrativo centrale, allora il compito dell'adattatore è riportare il lavoro in modo preciso. In linea di massima, tolti alcuni problemi che effettivamente questa riedizione ha (e ne ha...), se non ti sta bene che i personaggi usino certe espressioni che consideri "fuori luogo", non hai tanto un problema con Cannarsi quanto più con Anno Hideaki. - Poi le espressioni fuori luogo ci sono davvero, complici anche una non troppo azzeccata direzione dei doppiatori e l'ortodossia di Cannarsi, che è davvero fin troppo solida e inamovibile. Ma non è il caso di questa scena.
  7. Guarda, sono laureato in economia eppure mi ritengo disgustato dall'idea che l'arte debba essere messa in secondo piano rispetto alle esigenze economiche di un'impresa. Citando il compositore Dvořák << the art that has to pay its own way is apt to become vitiated and cheap. >> Per l'aspetto riguardante il pubblico, bè, ha espresso infinite volte il suo pensiero; se non siete riusciti a recepirlo non è un problema mio, né tantomeno suo. Questo "chocchi" sarà anche una forma dialettale di "poco, pochino", ma penso che sia talmente poco usata in Giappone che quasi conviene più inventare un nuovo termine in italiano che cercarne un corrispettivo già esistente. Con una breve ricerca su Google risulta che: a) al terzo risultato, dopo i due dizionari online, c'è appunto una discussione legata a Evangelion b) tale discussione (https://detail.chiebukuro.yahoo.co.jp/qa/question_detail/q10200473090), ovviamente non una fonte autorevole, dice che l'espressione usata da Misato era stata recepita da molti giovani giapponesi come una storpiatura di una parola molto usata da un pugile, Yoko Gushiken, in voga in quel periodo.
  8. Questo tale GioPizzi è di una presunzione tale da fare rivoltare gli occhi. Inoltre, per sua stessa ammissione, non conosce l'opera in questione. Quindi perché è stato invitato nella discussione?
  9. Non è proprio che mi lamento, quanto più mi diverto a trovare le divergenze con la lingua madre. In ogni caso, quando voglio godermi un'opera, sia essa per la TV o per il cinema, la guardo in lingua originale (preferibilmente senza sottotitoli). Poi la mia è più una scelta etica e artistica che altro; come ho già detto, non mi da fastidio un doppiaggio "tradizionale", lo trovo solo un modo comodo e un po' disimpegnato per guardare l'opera in questione.
  10. Thedanish, se uno decidesse di guardare questo fantomatico film in lingua originale, quindi in inglese, rimarrebbe (probabilmente) perplesso dall'espressione "flame-cutter", non capendo a cosa il personaggio stia alludendo. Solo in una ipotetica scena futura dove si vede poi il personaggio bere la birra ghiacciata allora lo spettatore può finalmente capire. Allo stesso modo, in un adattamento italiano, perché rigettare a priori dei dialoghi che suonano "strani" o "poco naturali"? In fin dei conti un italiano che non parla inglese sarebbe ancora più straniato in un paese come l'Australia; quindi, l'adattamento italiano dovrebbe riportare il modo di parlare tipico degli australiani, rendendo il discorso comprensibile a un italiano, conservando sempre quella barriera culturale (e linguistica) che distingue i due paesi. Certo che un adattamento "classico" risulterebbe più naturale all'italiano, ma ciò è dovuto unicamente al fatto che l'opera originale ha subito una modifica ben più marcata. Per ritornare a Eva e al discorso della mancanza di emozione nei dialoghi curati da Cannarsi, siamo così sicuri che nella versione originale i dialoghi avessero lo stesso impatto emotivo che hanno avuto i dialoghi del primo doppiaggio? E, soprattutto, siamo convinti che un giapponese, che guarda l'opera in giapponese, provi le stesse emozioni di un italiano, che guarda l'opera in italiano? Uno può non essere soddisfatto dal lavoro di Cannarsi (posizione legittima), ma bisogna riconoscere che almeno lui si basa su un principio oggettivo: cercare di violentare il meno possibile l'opera originale giapponese (che rimarrà sempre la versione migliore). P.S. Io tradurrei, forse in modo poco ortodosso, con: "Mannaggia! (sottointeso, a Lui), ho bisogno di spegnere le fiamme". oppure, se il tempo lo consente "Ho bisogno di uno spegnifiamma" o ancora "di qualcosa che spenga le fiamme"
  11. Ciao a tutti, sono nuovo su questo forum, vi prego di non linciarmi se non seguo a dovere l'etichetta. Mi sono iscritto per seguire la discussione e ho deciso di postare anch'io dopo aver letto commenti indegni di gente che insulta il lavoro di Cannarsi, senza neppure portare argomentazioni a favore della propria idea. Premetto che non sono un fan degli adattamenti di Cannarsi, ma non posso che ammirare l'impegno e l'idea che c'è dietro al suo lavoro: il non basarsi su ciò che è "pratica comune", ma anzi perseguire il vero significato dell'opera originale. Questo porta a un adattamento che fatico a digerire perché trovo troppo analitico? Sì. Tuttavia sono consapevole che è un problema mio, legato all'essere abituato a una traduzione scorretta che tende troppo a "cullare" lo spettatore e a far fruire l'opera più "di pancia" che "di testa". 最低 significa "il peggiore". Ovviamente un'espressione come "faccio schifo" è più comune e di più forte impatto emotivo per lo spettatore, ma fa svanire tutta l'essenza giapponese della frase. Ogni opera nasce in un contesto culturale ben definito, stravolgere dialoghi, non rispettando il significato esatto delle parole, porta quell'opera più lontana dal posto in cui è nata; per cui, a seguire l'adattamento di Cannarsi, si può sentire il vero modo che i giapponesi (o, almeno, i personaggi della serie) hanno di parlare, questo non piacerà a molti, ma è segno di un lavoro "etico" che tenta anche di rieducare gli appassionati verso un nuovo modo di godere l'opera. In definitiva, Pensate che sia più importante l'immediatezza emotiva, a scapito della correttezza formale? Comprate i DVD. Vi interessa la versione più accurata (ma che richiede anche più impegno nella visione)? Abbonatevi a Netflix. Volete perseguire il Vero? Guardate la versione in lingua originale. Ma per favore, non rompete i maroni. Eva è un'opera talmente bella che si potrebbe apprezzare anche col volume a zero, chi è veramente interessato all'opera sarà in grado di coglierne i pregi e di discuterne, a prescindere dalla piattaforma scelta per la visione.
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