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Mal D’Anime

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Tutti i contenuti di Mal D’Anime

  1. Mal D’Anime

    (Free) Libro sul NEO•GEO

    Shito, quanto tempo occorrerà attendere prima di vedere pubblicata l’edizione fisica del volume successivo dell’opera?
  2. Mal D’Anime

    (Free) Libro sul NEO•GEO

    Allora, congratulazioni vivissime a entrambi per la straordinaria qualità di questo capolavoro!
  3. Mal D’Anime

    (Free) Libro sul NEO•GEO

    Ti porgo le mie scuse, perché, sebbene mi sia arrivato tutto ormai da quasi due anni, in perfette condizioni e in tempi rapidi, purtroppo, fino a oggi, ho dimenticato di informatene e di ringraziarti.
  4. Mal D’Anime

    (Free) Libro sul NEO•GEO

    Circa dieci giorni fa, ho preordinato tre copie del libro all’indirizzo e-mail che, molto gentilmente, mi è stato fornito. Rimango in paziente attesa che i volumi vengano stampati, spediti e consegnati.
  5. Mal D’Anime

    Tokyo anime Ban

    Pongo nuovamente la domanda, perché ritengo che l’argomento delle regolamentazioni giapponesi sull’editoria e la loro applicazione sia estremamente interessante.
  6. Mal D’Anime

    (Free) Libro sul NEO•GEO

    Perfetto! Era proprio quello che auspicavo! Grazie mille ancora per esserti prodigato ad aiutarmi a risolvere il mio problema!
  7. Mal D’Anime

    (Free) Libro sul NEO•GEO

    Prendo atto, con gioia e gratitudine, delle informazioni delle quali, grazie a te, sono potuto venire a conoscenza e che spero mi aiuteranno a raggiungere il mio obbiettivo. La nuova tiratura del libro avrà delle differenze, anche minime, dalla sua prima stampa?
  8. Mal D’Anime

    D/Visual:Cross the line

    Per non dimenticare: 1 Gennaio 2011 BUON ANNO A TUTTI I LETTORI! Come avete passato le feste natalizie? E che anno e' stato per voi il 2010? Speriamo che per tutti i nostri lettori, clienti e fornitori sia stata un'annata prospera e piena di felicita', e auguriamo che questo 2011 lo sia ancora di piu'! Dal canto nostro, il 2010 è stato un anno ricco di valori simbolici. Segna infatti il 35mo anniversario da quando uno dei nostri fondatori, Federico Colpi, comincio' a disegnare fumetti vendendoli per 50 lire ai compagni di scuola (all'inizio erano "UFO" e "Spazio:1999"; poi, a grande richiesta divennero "Goldrake", "Jeeg Robot" e "Mazinga Z"); 30 anni da quando comincio' a contattare le varie televisioni (che al tempo erano Canale 5 di Reteitalia, Italia 1 di Rusconi e Retequattro di Mondadori) per preparare una fanzine sugli anime che poi sfocio' nell'esperienza de "I nostri eroi", primo periodico dell'intero occidente dedicato agli eroi giapponesi, la cui eredita' - assieme ad alcuni fumetti di Colpi - fu di seguito raccolta da "Yamato"; 20 anni da quando si trasferi' in pianta stabile in Giappone; 15 da quando comincio' a lavorare a Dynamic Planning al fianco di Go Nagai, cercando di dar vita a qualcosa di diverso nel panorama degli anime con Dynamic Italia e le altre Dynamic europee, in un'epoca in cui i cartoni giapponesi erano oggetto quotidiano degli attacchi di media ed educatori e gli unici che venivano propinati al pubblico dello stivale erano serie di maghette o soap-opera supercensurate . Ma in Italia ci si poteva anche dire fortunati: tra il 1996 e il 1997 la Francia aveva decretato la cacciata dalla TV via etere di serie di successo come "Dragon Ball Z", "Ken il Guerriero" e "Sailor Moon", mentre in Spagna (a parte in alcune regioni) grandi successi come "Ranma 1/2" e "Dragon Ball Z" venivano considerati tanto pericolosi per i giovani da essere trasferiti in orari notturni o su canali secondari. Bisognera' attendere la fine degli anni '90, con opere curate proprio dal nostro staff come "Neon Genesis Evangelion", "Cowboy Bebop" o "Escaflowne", perche' gli operatori televisivi di tutta Europa si convincano che gli anime sono opere di grande valore e qualita'. Il 2010 ha segnato anche il decennale da quando, poste le basi per il contratto che avrebbe riportato in Italia "Gundam" dopo anni di trattative, Colpi si convinse di aver completato il suo progetto di rilancio degli anime e annuncio' la sua volonta' di ritirarsi per dedicarsi alle vecchie passioni che l'avevano portato in Giappone, l'antropologia e la linguistica. Di certo non poteva immaginare che alcuni situazioni in seno a Dynamic l'avrebbero costretto dapprima a rimanere, poi addirittura a mettere in piedi assieme a noi una nuova realta' come d/visual: una scelta sofferta, con la quale crediamo di aver dimostrato un senso di responsabilita' ben superiore anche a tutti coloro che al tempo, in Giappone, ci chiesero di rimanere e che si sono poi dimostrati molto piu' interessati al profitto immediato che alla lealta'. Ma, siccome siamo sempre stati convinti che quando si incomincia una cosa bisogna sempre farla al meglio, in d/visual crediamo di aver veramente profuso tutte le nostre energie. Ci ha sempre divertito leggere sul web commenti su di noi, rappresentati come un ricchissimo mega-conglomerato giapponese. d/visual, essenzialmente, e' sempre stata gestita da tre persone e due (validissimi) collaboratori da un piccolo ufficio al centro di Tokyo e certe descrizioni faraoniche sono quanto di piu' distante possa esistere dalla realta'. Oggi, come dieci anni fa con "Gundam", siamo riusciti a raggiungere un altro obiettivo: finalmente tutti i personaggi di Go Nagai torneranno in televisione - a meno che qualche altro scatto di arroganza dei diretti interessati non venga a bloccare di nuovo tutto. E' un ritorno che avviene dopo quasi due decenni che Dynamic e Toei si sono scannate dentro e fuori le aule di tribunali, prima negandoci per due anni la possibilita' di sfruttare un contratto che ci doveva consentire di pubblicare i DVD di "Goldrake" gia' dal 2005, poi - quando finalmente potemmo cominciare - costringendoci piu' volte a ritardarli, rinviarli o sospenderli. Nel frattempo, noi siamo riusciti a creare un network di grandi aziende - dal piu' grande gruppo televisivo italiano al maggiore operatore nell'ambito del merchandising; dal piu' letto quotidiano al piu' venduto settimanale della penisola; da un gruppo editoriale storico a una grande firma della moda - tutti coinvolti in un'operazione senza precedenti che avrebbe finalmente riportato "Goldrake" in Italia come questo classico dell'animazione si merita. Forse non spettera' a noi raccogliere i frutti di questi anni di sudato lavoro, ma resta comunque la soddisfazione e l'orgoglio di essere riusciti a organizzare attorno a un personaggio degli anime un'operazione di una portata massiccia. Sempre che, ripetiamo, tutto cio' non venga meno a causa dell'egocentrismo di alcune persone che si trovano ad aver tra le mani il destino di "Goldrake" - anzi, di "Grendizer" - pur probabilmente senza neppur sapere di preciso di cosa questa serie parli. Comunque vada a finire, la scelta finale esula dalle nostre competenze e, da parte nostra, come quando si defini' l'affare "Gundam" dieci anni or sono, anche questa volta possiamo dirci soddisfatti di quanto ottenuto e concentrarci su nuovi obiettivi, non necessariamente nell'ambito di anime e manga. D'altronde anche in questa esperienza con d/books possiamo dirci orgogliosi di aver portato - con tutti i problemi determinati dalle limitatezze delle nostre risorse umane e finanziarie - i piu' bei manga "indipendenti" in Italia in edizioni degne del valore di queste opere. Sinceramente, fatichiamo a individuare altre serie di simile valore che vorremmo riprensentare al pubblico italiano (anche se "Maison Ikkoku" sarebbe una di quelle che meriterebbero di esser riproposte in un'edizione ritradotta e ben curata). Da anni abbiamo esternato senza alcuna reticenza i nostri dubbi sul futuro del mercato dei manga: in patria, nonostante i goffi tentativi delle autorita' di Tokyo di intervenire sui contenuti, manga e anime diventano sempre piu' un prodotto per un pubblico di trentenni e quarantenni, lontano dalle grandi serie di azione o dalle love-story che abbiamo conosciuto nell'arco di decenni. Con l'unica eccezione forse di "Shonen Jump", ormai tutte le riviste di manga cercano il profitto in un volgare esibizionismo o in soggetti che intendono scatenare le fantasie morbose di un pubblico sempre piu' incapace di comunicare con la realta' o di inserirsi nella societa'. Una patologia tipicamente giapponese che, per fortuna, trova pochi riscontri in Occidente cosi' come negli altri Paesi asiatici, ma che rischia di far diventare anime e manga qualcosa di molto diverso da cio' che noi fan di lunga data amiamo e apprezziamo. D'altro canto, il mercato non offre molti stimoli agli autori: anche in Giappone sono sempre piu' quelli che si lamentano del fatto che la maggior parte dei lettori non compra le loro opere ma le scarica gratis dal web, rendendo sempre piu' difficile, se non impossibile, continuare l'attivita' di artistica. Viene quasi da ridere a ricordare come, ai tempi di Granata, si pensasse di chiudere "Nausicaa" perche' vendeva meno di 15.000 copie, quando oggi un manga - a parte un paio di blockbusters - stenta ad arrivare alle 2500; nel frattempo pero' le varie fiere del settore registrano una sempre maggiore affluenza di pubblico, a dimostrazione del fatto che un mercato esiste, ma sono le modalita' del business a non saperlo soddisfare. Quando nel 2004, di fronte all'invasione di DVD pirata, proponemmo di lanciare DVD a basso prezzo con i soli sottotitoli in piu' lingue europee ed asiatiche in contemporanea alle uscite giapponesi, gli operatori che all'inizio avevano supportato l'idea ci imposero tanti di quei paletti che alla fine la "uscita in contemporanea" avrebbe finito per avere un ritardo medio di sei o sette mesi sui DVD pirata; e quando acquistammo uno dei primissimi cartoni animati in alta definizione per presentarlo dapprima al Comicon di Napoli (come di fatto riuscimmo a fare) e poi in DVD (come ancora non siamo riusciti a fare), ci vennero inviati master con la qualita' video artificialmente ridotta perche' "le edizioni straniere non potevano vantare la stessa definizione di quella giapponese" (e spettava a noi convincere il nostro pubblico a comprare dei dvd che si vedevano come dei VHS mentre su YouTube giravano i filmati a 1080p). Due scelte che illustrano molto bene il piu' grande problema del mondo dei manga e degli anime: sono entrambi fenomeni culturali e artistici creati e cresciuti da grandissimi artisti fin dagli anni '50, e distrutti in modo increscioso da un branco di operatori locali incapaci e egocentrici. Chi si ricorda quegli articoli sui settimanali italiani dei primissimi anni Ottanta in cui si raccontava di come la Disney fosse sull'orlo del tracollo finanziario dopo una serie di flop commerciali culminati in "Bianca & Bernie", mentre le "disney dell'oriente" raccoglievano succesi planetari con i loro Goldrake, Harlock & Candy? Vi ricordate anche delle fotografie di quell'amministratore di un grande studio che dichiarava orgoglioso di aver creato tutti lui quei personaggi (cosa che ora sappiamo non essere vera). Ecco, mentre lui sorrideva felice, ancora non gli era passato per la mente di costituire un ufficio esteri in seno alla sua azienda per cogliere tutte le occasioni citate in quell'articolo (il primo studio ad averne uno lo costitui' nel 1989; il gigante Shueisha non ebbe un responsabile per l'estero fino al 1992) e quando lo fece lo affido' a una persona dichiaratamente xenofoba che tradi' gli operatori europei che avevano portato al successo le serie mitiche degli anni Settanta per affidare i suoi prodotti a corrotti e incapaci connazionali accorsi in Europa per impadronirsi di guadagni ingenti. Risultato: con cosa ci ritroviamo a trent'anni da quell'articolo? Disney e' diventato uno dei colossi mondiali dell'entertainment a tutto campo e gli studios giapponesi sono ancora relegati a livello di piccole-medie aziende, con prodotti che sempre piu' vengono scartati dalle televisioni di tutto il mondo per essere sostituiti con cartoni americani ed europei, o serie live dal Nord e Sud America. Nel frattempo paesi come la Corea o la Cina investono centinaia di milioni per creare una industria locale dell'animazione. In Giappone? Il governo si sta svegliando solo adesso, invocando i risultati di un boom che e' gia' passato da tempo e proponendo strategie che farebbero scompisciare dalle risate anche un principiante del settore. Cosi' come accadde per gli ukiyoe nell'ottocento, disprezzati in patria e amatissimi in Europa, anche nel caso di anime e manga il Giappone sta buttando alle ortiche il frutto del lavoro di incredibili autori, geniali registi e ingegnosi animatori. E' anche questa amara constatazione che ci ha convinti a incamminarci per nuovi percorsi durante questo 2011. Presto vi faremo sapere qualcosa di piu'. Nel frattempo godetevi le nostre edizioni librarie: come al solito, le abbiamo curate con tutta la nostra passione. Speriamo che le leggiate con lo stesso piacere che abbiamo provato noi editandole. Buon anno a tutti!
  9. Mal D’Anime

    (Free) Libro sul NEO•GEO

    Alzo virtualmente la mano! Sperando ardentemente che non sia troppo tardi! Purtroppo, ho scoperto solo pochi minuti fa l’avvenuta pubblicazione del libro in forma fisica, le sue particolari modalità di vendita e il suo esaurimento. Se avessi saputo dell’apertura dei preordini quando era ancora possibile farne, avrei preordinato il volume in triplice copia (non scherzo!).
  10. Mal D’Anime

    Tokyo anime Ban

    Alla fine i divieti succitati hanno cambiato davvero qualcosa o no?
  11. Kevin8, come è andata a finire? La salute mentale della tua prole è salva o hanno vinto i Teletubbies?
  12. Ne sei sicuro? Perché, ad esempio, io, raccogliendo l’appello della lettera in questione, presi l’abitudine di far venire più persone possibili con me al cinema a vedere gli anime, cosa che continuo a fare tuttora. Tieni presente che è quasi tutta gente che, senza le mie sollecitazioni, a vedere gli anime al cinema non sarebbe andata. Non pensi che anche altri appassionati potrebbero essere stati ispirati dalla sopraccitata lettera a fare altrettanto?
  13. Shito, dato che ormai sono trascorsi oltre dieci anni dalla pubblicazione della tua lettera, che ne dici di fare un bilancio dei risultati ottenuti.
  14. Questo thread ha la funzione di raccogliere alcune fra le esternazioni più idiote e disprezzabili dei girellari e i commenti di chi vuole discuterne; al fine di dimostrare, per l’ennesima volta e in modo inoppugnabile, che girellari: deficienti. Per inaugurare (in)degnamente il thread, riporto un farneticante e ignobile post girellaro, che mi ha colpito particolarmente, in senso negativo, a causa di un assurdo e spregevole paragone ivi contenuto, che ho provveduto a mettere in evidenza. È estremamente grottesco che questo girellaro provi, ipocritamente, a ostentare moderazione, ma fallisca miseramente, non riuscendo a contenere il fanatismo girellaro che lo divora. La «possibilità di scegliere» è effettiva solo in casi rari, ma questo girellaro, ovviamente, finge di non saperlo, con la disonestà tipica di coloro che sragionano come lui. Il messaggio sopraccitato è un commento a una notizia di AnimeClick.it di poche settimane fa. A chi volesse reperire rapidamente altre scemenze girellare e in gran quantità, consiglio di leggere anche altri commenti alla notizia in questione. Mi raccomando, riportate tante scempiaggini girellare e commentate numerosi.
  15. Mal D’Anime

    [PS3] Tales of Xillia 1 & 2

    I sottotitoli in italiano saranno presenti anche nella Milla Maxwell Collector's Edition?
  16. Mal D’Anime

    D/Visual:Cross the line

    Stolto! Come osi! Non comprendi che il meticoloso impegno eroicamente profuso dall’esimio Professor Sam, nella Sua sacrale missione di “correggere” i marchiani “errori” altrui, è tale che Egli non può darsi pensiero di coteste insignificanti quisquilie?
  17. Mal D’Anime

    D/Visual:Cross the line

    Forse non sai che quando si fa una citazione, si riporta sempre la fonte originale di tale citazione, non un libro che a sua volta l' ha ripresa da un altra rivista. Non ho il libro di Montosi, ma immagino che ci sia almeno una pagina dove indica tutte le fonti da dove ha preso le informazioni per compilare il suo libro. Dalla tua firma sembra quasi affermare che l' intervista a Malaspina l'abbia rivelata al Mondo il Montosi, ma prima di lui c'erano già quelli di Yamato con la loro rivista, solo che non se li filava nessuno. Ho solo voluto dare Cesare quello che è di Cesare. Ma non è che sei Montosi venuto qui a promuovere il tuo libro ?? Ho preferito citare il libro di Alessandro Montosi , come fonte dello stralcio dell’intervista a Romano Malaspina, per la sua maggiore reperibilità sul mercato, dal momento che il primo numero della rivista Shin Man-ga! di Yamato Video, editato nel novembre dell’anno 1999, nel quale l’intervista in questione è apparsa per la prima volta, risulta fuori catalogo da anni sul sito dell’editore; oltre a questo, sulla scelta sopraccitata, ha pesato anche la maggiore fama del libro in questione presso il pubblico, che intendevo agevolare nell’eventuale ricerca di una fonte cartacea. Effettivamente, se si voleva ottenere la perfezione si sarebbe dovuta menzionare anche la fonte originaria dell’intervista succitata , tuttavia, è opportuno rammentare che una semplice firma su un forum non è un libro, una rivista, un giornale o una pagina di Wikipedia dove, ogni volta, si devono riportare, una per una, tutte le fonti, cosa che spesso, purtroppo, persino su questi mezzi di comunicazione non accade. Comunque, da che pulpito viene la predica! Spero che, almeno, tu sia in grado di renderti conto che se un forum funzionasse come i media sunnominati moltissimi dei tuoi post dovrebbero essere eliminati seduta stante, considerando il modo pedestre in cui li scrivi, quindi, non credo proprio che ti convenga ciò che sembri auspicare. In ogni caso, quanto ho scritto nella mia firma, nonostante la fonte non citata, non è fraintendibile nella maniera in cui l’hai fatto tu, che, distorcendone il senso, mi hai attribuito fallacemente un concetto che indubbiamente non ho mai espresso, per mezzo di questa frazione di frase: “Prima di tutto questa "verità" non l'ha rivelata Montosi…”; il tuo errore, come ti ho già spiegato, è questo e non la tua sacrosanta citazione della fonte originaria dell’intervista a Romano Malaspina. Io non ti ho mai attribuito frasi e tematiche che non hai mai scritto, quindi, se ci riesci (ne dubito fortemente), pretendo che, d’ora in avanti, tu faccia altrettanto con me.
  18. Mal D’Anime

    D/Visual:Cross the line

    Ho percaso detto che l'hai scritto tu ? Che me la prendevo con te nello specifico? Tu hai copiato/incollato un affermazione ( senza specificare se l'hai scritta tu, la condividi o meno ecc ...) e io l' ho corretta. Impara a leggere bene e a capire i messaggi degli altri prima di sputare sentenze. Più che Nube Ardente dovresti chiamarti Coda di Paglia. EH! A giudicare da queste tue ultime obiezioni, devo prendere atto che continui costantemente a non comprendere quel che leggi, ti assicuro che è una cosa estremamente fastidiosa per l’interlocutore, che a causa di ciò, di sovente, si vede attribuire, nelle tue risposte, affermazioni che non ha mai esternato. In questo post ti spiegherò dettagliatamente quello che, fino ad ora, non sei riuscito a capire, nella speranza che ti arrivi qualcosa, anche se, avendo più volte preso in analisi i tuoi trascorsi, con me e con altri, in varie discussioni di questo forum, sono alquanto pessimista sulla tua capacità di cogliere alcunchè dai messaggi altrui. “Prima di tutto”, nella mia firma non è in alcun modo scritto e neanche viene fatto intendere che “la verità…” l’avesse rivelata Alessandro Montosi, come hai inesattamente asserito in uno dei tuoi messaggi; nella firma in questione, si fa riferimento allo stralcio di un’intervista, il quale, sebbene non vi sia stato pubblicato per la prima volta, è oggettivamente divenuto parte integrante del libro di Alessandro Montosi, motivo per cui, quanto ho scritto, nella prima sezione della mia firma, non è sbagliato, ergo, non necessita di essere “corretto”, come hai preteso di fare replicando alla mia firma con questo pezzo di frase: “Prima di tutto questa "verità" non l'ha rivelata Montosi...”; al massimo, per completezza informativa, si può aggiungere che l’intervista, dalla quale è tratta la dichiarazione di Romano Malaspina, fu pubblicata per la prima volta sulla rivista Man-ga! di Yamato Video, come hai correttamente puntualizzato nella seconda parte del tuo post, ovvero: “…ma quelli della Yamato sulla loro rivista "Man-ga!" seconda serie, dove intervistarono Malaspina che fece questa dichiarazione riportata poi nel libro di Montosi” ; se ti fossi limitato a fare quest’ultima precisazione, ti assicuro che, da parte mia, non ci sarebbe stata alcuna polemica contro la tua persona; i problemi sorgono quando non capendo quello che leggi ti metti ad interpretarlo erroneamente. Invece di perdere tempo a “correggere” a sproposito gli altri prova ad utilizzarlo in maniera meno infruttuosa, cercando di comprendere a dovere quello che scrivono.
  19. Mal D’Anime

    D/Visual:Cross the line

    Prima di tutto questa "verità" non l'ha rivelata Montosi... Tanto è vero che non ho mai scritto nulla del genere! Questa parte della tua risposta fa pensare a quando Shito ti accusa di non leggere i post ai quali rispondi; io, a tal riguardo, mi sono fatto un’idea diversa: tu, quello che scrivono gli altri, lo leggi, ma non lo capisci.
  20. Mal D’Anime

    D/Visual:Cross the line

    Per non dimenticare: 1 Gennaio 2011 BUON ANNO A TUTTI I LETTORI! Come avete passato le feste natalizie? E che anno e' stato per voi il 2010? Speriamo che per tutti i nostri lettori, clienti e fornitori sia stata un'annata prospera e piena di felicita', e auguriamo che questo 2011 lo sia ancora di piu'! Dal canto nostro, il 2010 è stato un anno ricco di valori simbolici. Segna infatti il 35mo anniversario da quando uno dei nostri fondatori, Federico Colpi, comincio' a disegnare fumetti vendendoli per 50 lire ai compagni di scuola (all'inizio erano "UFO" e "Spazio:1999"; poi, a grande richiesta divennero "Goldrake", "Jeeg Robot" e "Mazinga Z"); 30 anni da quando comincio' a contattare le varie televisioni (che al tempo erano Canale 5 di Reteitalia, Italia 1 di Rusconi e Retequattro di Mondadori) per preparare una fanzine sugli anime che poi sfocio' nell'esperienza de "I nostri eroi", primo periodico dell'intero occidente dedicato agli eroi giapponesi, la cui eredita' - assieme ad alcuni fumetti di Colpi - fu di seguito raccolta da "Yamato"; 20 anni da quando si trasferi' in pianta stabile in Giappone; 15 da quando comincio' a lavorare a Dynamic Planning al fianco di Go Nagai, cercando di dar vita a qualcosa di diverso nel panorama degli anime con Dynamic Italia e le altre Dynamic europee, in un'epoca in cui i cartoni giapponesi erano oggetto quotidiano degli attacchi di media ed educatori e gli unici che venivano propinati al pubblico dello stivale erano serie di maghette o soap-opera supercensurate . Ma in Italia ci si poteva anche dire fortunati: tra il 1996 e il 1997 la Francia aveva decretato la cacciata dalla TV via etere di serie di successo come "Dragon Ball Z", "Ken il Guerriero" e "Sailor Moon", mentre in Spagna (a parte in alcune regioni) grandi successi come "Ranma 1/2" e "Dragon Ball Z" venivano considerati tanto pericolosi per i giovani da essere trasferiti in orari notturni o su canali secondari. Bisognera' attendere la fine degli anni '90, con opere curate proprio dal nostro staff come "Neon Genesis Evangelion", "Cowboy Bebop" o "Escaflowne", perche' gli operatori televisivi di tutta Europa si convincano che gli anime sono opere di grande valore e qualita'. Il 2010 ha segnato anche il decennale da quando, poste le basi per il contratto che avrebbe riportato in Italia "Gundam" dopo anni di trattative, Colpi si convinse di aver completato il suo progetto di rilancio degli anime e annuncio' la sua volonta' di ritirarsi per dedicarsi alle vecchie passioni che l'avevano portato in Giappone, l'antropologia e la linguistica. Di certo non poteva immaginare che alcuni situazioni in seno a Dynamic l'avrebbero costretto dapprima a rimanere, poi addirittura a mettere in piedi assieme a noi una nuova realta' come d/visual: una scelta sofferta, con la quale crediamo di aver dimostrato un senso di responsabilita' ben superiore anche a tutti coloro che al tempo, in Giappone, ci chiesero di rimanere e che si sono poi dimostrati molto piu' interessati al profitto immediato che alla lealta'. Ma, siccome siamo sempre stati convinti che quando si incomincia una cosa bisogna sempre farla al meglio, in d/visual crediamo di aver veramente profuso tutte le nostre energie. Ci ha sempre divertito leggere sul web commenti su di noi, rappresentati come un ricchissimo mega-conglomerato giapponese. d/visual, essenzialmente, e' sempre stata gestita da tre persone e due (validissimi) collaboratori da un piccolo ufficio al centro di Tokyo e certe descrizioni faraoniche sono quanto di piu' distante possa esistere dalla realta'. Oggi, come dieci anni fa con "Gundam", siamo riusciti a raggiungere un altro obiettivo: finalmente tutti i personaggi di Go Nagai torneranno in televisione - a meno che qualche altro scatto di arroganza dei diretti interessati non venga a bloccare di nuovo tutto. E' un ritorno che avviene dopo quasi due decenni che Dynamic e Toei si sono scannate dentro e fuori le aule di tribunali, prima negandoci per due anni la possibilita' di sfruttare un contratto che ci doveva consentire di pubblicare i DVD di "Goldrake" gia' dal 2005, poi - quando finalmente potemmo cominciare - costringendoci piu' volte a ritardarli, rinviarli o sospenderli. Nel frattempo, noi siamo riusciti a creare un network di grandi aziende - dal piu' grande gruppo televisivo italiano al maggiore operatore nell'ambito del merchandising; dal piu' letto quotidiano al piu' venduto settimanale della penisola; da un gruppo editoriale storico a una grande firma della moda - tutti coinvolti in un'operazione senza precedenti che avrebbe finalmente riportato "Goldrake" in Italia come questo classico dell'animazione si merita. Forse non spettera' a noi raccogliere i frutti di questi anni di sudato lavoro, ma resta comunque la soddisfazione e l'orgoglio di essere riusciti a organizzare attorno a un personaggio degli anime un'operazione di una portata massiccia. Sempre che, ripetiamo, tutto cio' non venga meno a causa dell'egocentrismo di alcune persone che si trovano ad aver tra le mani il destino di "Goldrake" - anzi, di "Grendizer" - pur probabilmente senza neppur sapere di preciso di cosa questa serie parli. Comunque vada a finire, la scelta finale esula dalle nostre competenze e, da parte nostra, come quando si defini' l'affare "Gundam" dieci anni or sono, anche questa volta possiamo dirci soddisfatti di quanto ottenuto e concentrarci su nuovi obiettivi, non necessariamente nell'ambito di anime e manga. D'altronde anche in questa esperienza con d/books possiamo dirci orgogliosi di aver portato - con tutti i problemi determinati dalle limitatezze delle nostre risorse umane e finanziarie - i piu' bei manga "indipendenti" in Italia in edizioni degne del valore di queste opere. Sinceramente, fatichiamo a individuare altre serie di simile valore che vorremmo riprensentare al pubblico italiano (anche se "Maison Ikkoku" sarebbe una di quelle che meriterebbero di esser riproposte in un'edizione ritradotta e ben curata). Da anni abbiamo esternato senza alcuna reticenza i nostri dubbi sul futuro del mercato dei manga: in patria, nonostante i goffi tentativi delle autorita' di Tokyo di intervenire sui contenuti, manga e anime diventano sempre piu' un prodotto per un pubblico di trentenni e quarantenni, lontano dalle grandi serie di azione o dalle love-story che abbiamo conosciuto nell'arco di decenni. Con l'unica eccezione forse di "Shonen Jump", ormai tutte le riviste di manga cercano il profitto in un volgare esibizionismo o in soggetti che intendono scatenare le fantasie morbose di un pubblico sempre piu' incapace di comunicare con la realta' o di inserirsi nella societa'. Una patologia tipicamente giapponese che, per fortuna, trova pochi riscontri in Occidente cosi' come negli altri Paesi asiatici, ma che rischia di far diventare anime e manga qualcosa di molto diverso da cio' che noi fan di lunga data amiamo e apprezziamo. D'altro canto, il mercato non offre molti stimoli agli autori: anche in Giappone sono sempre piu' quelli che si lamentano del fatto che la maggior parte dei lettori non compra le loro opere ma le scarica gratis dal web, rendendo sempre piu' difficile, se non impossibile, continuare l'attivita' di artistica. Viene quasi da ridere a ricordare come, ai tempi di Granata, si pensasse di chiudere "Nausicaa" perche' vendeva meno di 15.000 copie, quando oggi un manga - a parte un paio di blockbusters - stenta ad arrivare alle 2500; nel frattempo pero' le varie fiere del settore registrano una sempre maggiore affluenza di pubblico, a dimostrazione del fatto che un mercato esiste, ma sono le modalita' del business a non saperlo soddisfare. Quando nel 2004, di fronte all'invasione di DVD pirata, proponemmo di lanciare DVD a basso prezzo con i soli sottotitoli in piu' lingue europee ed asiatiche in contemporanea alle uscite giapponesi, gli operatori che all'inizio avevano supportato l'idea ci imposero tanti di quei paletti che alla fine la "uscita in contemporanea" avrebbe finito per avere un ritardo medio di sei o sette mesi sui DVD pirata; e quando acquistammo uno dei primissimi cartoni animati in alta definizione per presentarlo dapprima al Comicon di Napoli (come di fatto riuscimmo a fare) e poi in DVD (come ancora non siamo riusciti a fare), ci vennero inviati master con la qualita' video artificialmente ridotta perche' "le edizioni straniere non potevano vantare la stessa definizione di quella giapponese" (e spettava a noi convincere il nostro pubblico a comprare dei dvd che si vedevano come dei VHS mentre su YouTube giravano i filmati a 1080p). Due scelte che illustrano molto bene il piu' grande problema del mondo dei manga e degli anime: sono entrambi fenomeni culturali e artistici creati e cresciuti da grandissimi artisti fin dagli anni '50, e distrutti in modo increscioso da un branco di operatori locali incapaci e egocentrici. Chi si ricorda quegli articoli sui settimanali italiani dei primissimi anni Ottanta in cui si raccontava di come la Disney fosse sull'orlo del tracollo finanziario dopo una serie di flop commerciali culminati in "Bianca & Bernie", mentre le "disney dell'oriente" raccoglievano succesi planetari con i loro Goldrake, Harlock & Candy? Vi ricordate anche delle fotografie di quell'amministratore di un grande studio che dichiarava orgoglioso di aver creato tutti lui quei personaggi (cosa che ora sappiamo non essere vera). Ecco, mentre lui sorrideva felice, ancora non gli era passato per la mente di costituire un ufficio esteri in seno alla sua azienda per cogliere tutte le occasioni citate in quell'articolo (il primo studio ad averne uno lo costitui' nel 1989; il gigante Shueisha non ebbe un responsabile per l'estero fino al 1992) e quando lo fece lo affido' a una persona dichiaratamente xenofoba che tradi' gli operatori europei che avevano portato al successo le serie mitiche degli anni Settanta per affidare i suoi prodotti a corrotti e incapaci connazionali accorsi in Europa per impadronirsi di guadagni ingenti. Risultato: con cosa ci ritroviamo a trent'anni da quell'articolo? Disney e' diventato uno dei colossi mondiali dell'entertainment a tutto campo e gli studios giapponesi sono ancora relegati a livello di piccole-medie aziende, con prodotti che sempre piu' vengono scartati dalle televisioni di tutto il mondo per essere sostituiti con cartoni americani ed europei, o serie live dal Nord e Sud America. Nel frattempo paesi come la Corea o la Cina investono centinaia di milioni per creare una industria locale dell'animazione. In Giappone? Il governo si sta svegliando solo adesso, invocando i risultati di un boom che e' gia' passato da tempo e proponendo strategie che farebbero scompisciare dalle risate anche un principiante del settore. Cosi' come accadde per gli ukiyoe nell'ottocento, disprezzati in patria e amatissimi in Europa, anche nel caso di anime e manga il Giappone sta buttando alle ortiche il frutto del lavoro di incredibili autori, geniali registi e ingegnosi animatori. E' anche questa amara constatazione che ci ha convinti a incamminarci per nuovi percorsi durante questo 2011. Presto vi faremo sapere qualcosa di piu'. Nel frattempo godetevi le nostre edizioni librarie: come al solito, le abbiamo curate con tutta la nostra passione. Speriamo che le leggiate con lo stesso piacere che abbiamo provato noi editandole. Buon anno a tutti!
  21. Sono molto lieto di constatare che il mio suggerimento si sia dimostrato funzionale e lo sarei ancor di più se, dopo tanti mesi, Great MazinKayser tornasse nuovamente a dilettarci elargendoci il seguito della sua testimonianza sulla torbida vicenda che lo ha, suo malgrado, visto coinvolto; allo scopo di agevolare tale provvidenziale accadimento, consiglio al responsabile di questo blog di sollecitare il nostro valevole testimone.
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