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Sproloqui?? :°_°:
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Dal twitter di MArk Ruffalo:
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In che senso?
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My two cents: 1) Questo film è in continuity con Wolverine - L'Immorale ( ). Ricordate la scena post titoli? Ecco, per questo direi che se ha gli artigli d'osso è per via di quel che succede in quel bel filmino lì. 2) Bestia depilato immagino sia un'ologramma. Un induttore di immagini olografiche, nello specifico, come nei fumetti. In pratica è sempre peloso ma è camuffato. 3) A Xavier viene data una qualche cura temporanea di qualche tipo. Che venga dal futuro? Ma in quel caso perché il vecchio Xavier non la usa su di sé? Bho, staremo a vedere.
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Non si capisce. Tra l'altro ho visto i primi 5 minuti del film e confermo che i costumi sono orrendi. Speriamo bene, va'!
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Stavolta niente news, ma ho trovato questo interessante filmato che analizza il recente trend dei movie posters BRUTTI in maniera molto efficace. Check it out!
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Confermo e riconfermo.
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Sono contento ti sia piaciuto. E anche io sono convinto che il titolo si riferisca a "gli ultimi di noi", cioè una sorta di carrellata di ciò che fanno gli ultimi di noi di fronte alla fine: qualcuno si adatta, qualcuno si dispera, qualcuno insegue un sogno, qualcuno cerca di ricostruire, qualcuno abbraccia l'entropia. Anche io avevo notato il braccio di Ellie nel finale, ma mi rifiuto di credere che voglia significare che la sua resistenza sia solo temporanea e che alla fine finiremo tutti a Puflandia. Quella poverina ha patito abbastanza.
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A me non dispiacerebbe nemmeo se pubblicassero il finale del 2099, ma so che sto sognando e che farei meglio a recuperare un TPB americano e via.
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Stiamo dicendo la stessa roba. Un produttore lungimirante, o almeno con un minimo di cognizione, CERCA nuovi soggetti su cui investire. Oggi, a Hollywood, di produttori del genere non ce ne sono. Vuoi anche perché la struttura degli studios più importanti è roba da finanza creativa, ma la situazione è questa. Sarà interessante, piuttosto, vedere in che termini le operazioni di crowd funding potranno (e se potranno) influenzare questo stato di cose. C'era un film uscito di recente che aveva destato l'attenzione dei media per essere stato in parte finanziato tramite kickstarter... ma ora non ricordo quale fosse...
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Destino 2099! Se non avessi già tutti i vecchi numeri lo prenderei al volo!
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La realtà dei fatti, nel panorama hollywoodiano, è che l'era dei produttori lungimiranti, svegli e coraggiosi è finita da un pezzo. Siamo in un'epoca in cui, al di là di pochissime pellicole fortemente volute da qualcuno che può premere i pulsanti giusti, quello che decide ciò che viene fatto e ciò che viene scartato sono i numeri, le statistiche, i dati di gradimento. Questo è il discorso tipo: "Io il film te lo produco, ma tu deci garantirmi questo, questo e questo. Quindi mettici una storia d'amore, una spalla comica, un mostro in CGI e un lieto fine, rigorosamente aperto.". E se non funziona sono i filmmakers a pagarla, mica gli studios. All'interno di questo ambiente, ovviamente, ci sono diversi gradi di controllo e ingerenza, non tutti gli studios sono uguali e non tutti i progetti subiscono le stesse pressioni, ma quando sul piatto viene messo un film dai, diciamo, 120 milioni di dollari in su (il costo minimo di un blockbuster di oggi), è fisiologicamente pressoché impossibile avere totale libertà creativa. Il che, da una parte, è anche comprensibile. Due esempi, restando nel genere, (di cui abbiamo già parlato, per altro) di entrambi i lati della faccenda: 1) Superman Returns fu affidato totalmente alla libertà creativa di Brian Singer e per poco non mandò a gambe all'aria l'intera Warner Bros, visto il flop che fece. 2) Spider-Man 3 fu modificato forzatamente su volontà di Avi Arad (tuttora produttore di Amazing Coso-man), che portò come documentazione sul gradimento del pubblico i dati di vendita dei pupazzetti dei cattivi dell'Uomo Ragno. Tutto folle, sì. Per questo, per quanto mi riguarda, non ho alcuna intenzione di andare a vedere film come questo: nel mio piccolo e insignificante ambito non ho alcuna intenzione di incoraggiare o finanziare questo tipo di operazioni.
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Quale collegamento con Ant-Man? Mica c'è il collegamento con Ant-Man! Nel frattempo, sempre per ricordare:
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Confermo quanto detto da Tetsuya sulla maschera del Goblin: Raimi sarebbe andato sull'animatronico spinto, che avrebbe saputo far funzionare a mille. Ma vabbè, la Sony ha spinto per il Green Ranger e ormai è andata. Discorso Raimi/Webb in brevissimo: Shito, se ritieni che Raimi non sia un autore allora significa che non segui il cinema occidentale e/o che la tua sensibilità è talmente ormai abituata a stilemi e linguaggi differenti (e col lavoo che fai non mi stupirei) che ormai ti è impossibile rendertene conto. Raimi è un maestro, Webb è un mestierante. Questo ovviamente non significa che tutti devono schifare Webb a prescindere (io sì), ma che a livello puramente cinematografico stiamo facendo un paragone impietoso. Non sto dicendo che Raimi sia il miglior regista del mondo, sia ben chiaro, ma è importante chiamare le cose col loro nome, che sennò va a finire che ci immergiamo nella solita, stolida dicotomia internettiana "epic OR shit" che non sopporto più in alcun modo. Venendo al discorso principale, Shito, la cosa è molto semplice: siamo di fronte ad un medium narrativo che ha antenati molto antichi. Il cosiddetto genere supereroistico è la risposta della cultura pop alla necessità di creare miti moderni, mitologie, che nel bene e nel male seguono le orme della mitologia classica in quanto a temi, personaggi, dinamiche (con contestualizzazione e gusto diverso a seconda del Paese di nascita), che tuttavia si trova ANCHE a venire a patti con una non trascurabile necessità commerciale. Ancora più brevemente: il fumetto occidentale è allegoria E intrattenimento. Laddove la componente allegorica viene meno, l'intrattenimento diventa sterile e insulso. Sono il primo a sostenere che il film di supereroi non deve prendersi troppo sul serio (in questo il Batman di Nolan merita tutte le mie pernacchie), ma allo stesso modo ci sono componenti della suddetta mitologia che, se estratti dall'equazione, rendono il tutto assolutamente insignificante. Nello specifico: l'Uomo Ragno è una storia di formazione di un ragazzino che, nonostante sia socialmente svantaggiato, nasconde dentro di sé un potenziale incredibile e insospettabile. Un potenziale che si scatena nella nascita di una seconda identità, che porta alla liberazione dal giogo della riconoscibilità sociale (nasce la maschera/totem). Ne parlavamo molto tempo fa con Shuji (se non sbaglio). Questa seconda identità è rafforzata da un senso morale limpido e puro, guidato dalla tragica e grottesca morte della figura paterna. Si tratta di un modello semplice, iperbolico, un archetipo che rispecchia una componente, un aspetto di ciò che ognuno di noi ha dentro di sé. E' chiaro che si tratta di un modello semplificato, ma proprio in virtù di questa sua semplicità si tratta di un modello capace di comunicare a livello intimo con il lettore e di mostrargli delle scelte e una condotta di vita che sarebbe impossibile a chiunque. Più che una semplice storia di intrattenimento, si tratta di un modello catartico, di un simbolo. Se questa componente di ambivalenza del personaggio viene eliminata dall'equazione, e nel primo film di Webb tutto quanto detto sopra non esiste, se non in apparenza, quello che rimane è un idiota travestito da idiota che balbetta battute irritanti e picchia la gente saltando in giro per una metropoli in CGI. Ecco, questo tipo di spettacolo, cool for cool's sake, a me non interessa, non diverte e non lascia niente. Ti ripeto, se a te piace mi va benissimo. Basta che tu non mi venga a dire che il mio rifiuto di un progetto come questo è dovuto al fatto che non accetto il cambiamento in quanto tale. C'è un topic nella sezione anime e manga che hai appena aperto per discutere di una situaizone analoga. Trovo le tue osservaizoni assolutamente condivisibili, seppur estreme e impietose. Non capisco come mai basta girare la medaglia che mi passi dall'altra parte!
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Pare di no. Peccato perché, secondo me, se devi fare il botto, tanto vale farlo più grosso possibile!
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Simon Kinberg conferma che i nuovi F4 saranno giovini, non appena usciti dal liceo, ma certamente più giovani di quelli visti nei film precedenti. Cita esplicitamente la versione Ultimate, come esempio. Inoltre afferma che il film narrerà una storia di crescita e che l'acquisizione dei poteri sarà comunque dovuta ad un qualche viaggio scientifico. Mha!
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E' un cesso egiziano. E di un certo livello.
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Non è un fatto di tradizione. E' che talvolta, cambiando il disegnatore della serie, ci si trova ad avere un cambio di stile piuttosto marcato e tale cambio può essere smorzato con un'inchiostratura coerente al tratto dell'artista precedente. Mica è una regola. Ma venendo a noi, vorrei che fosse chiara una cosa: ti piace il nuovo Spider-Man? Ottimo, mi fa molto piacere per te. Sono sincero, non ho alcuna ambizione di farti in alcun modo cambiare idea o di farti sterili paternalismi. Il problema è che tale atteggiamento non lo leggo nei tuoi interventi: da come poni il problema mi sembra che tu attribuisca a me (e a tutti coloro che questi nuovi film non li digeriscono) un pregiudizio di natura esclusivamente nostalgica. In pratica ci "accusi" di non apprezzare il film perché non rispecchia la nostra idea del personaggio. Come dicevo prima, forse un po' duramente e me ne scuso, te quel personaggio non lo conosci. Non ne sai abbastanza per fare una critica sensata e costruttiva e le tue obiezioni (cui Tetsuya ha risposto perfettamente) ne sono la prova. Quello che volevo semplicemente dire è che, al di là del gusto personale, l'approccio dei film di Raimi e di questi cosi nuovi è molto differente e che, dal punto di vista strettamente cinematografico e artistico, la differenza tra i due è abissale. Da una parte abbiamo un autore (sì signori, Raimi è un autore, con tanto di poetica, linguaggio e tematiche proprie) che ha messo in scena un film-fumetto con uno stile preciso e ricercato, con soluzioni tecniche inedite (la spidey-cam), soluzioni visive all'avanguardia e un cast per lo più sconosciuto in un'epoca in cui il massimo che avevamo avuto, all'interno dello stesso genere, era X-Men. Dall'altra abbiamo un burattino della Sony che utilizza soluzioni sia visive che narrative più che trite, senza uno straccio di innovazione vera, con il solo pretesto di "attualizzare" i personaggi, ma con il solo risultato di appiattire tutto quanto, di raccontare storie insipide e vuote, pur se con un cast di grido. Permetti che, al di là del gusto personale, le due serie hanno un valore cinematografico e storico-artistico ben differente. Preferisci la seconda? Liberissimo! Però non venirmi a dire che il problema è che non capisco i giovani d'oggi con la testa piena di cool (pun intended). Infine una piccola precisazione, sempre riguardo questa favola dell'attualizzazione. Quando si parla di supereroi si parla di archetipi, di simboli, di significati. Cambiarne la forma raramente influisce sulla sostanza, ma quando accade il contrario con cosa abbiamo a che fare? Che cosa otteniamo? Altro. E questo "altro" non è quel simbolo lì. Questo "altro" è un'altra cosa. Il problema è che questo "altro" di cui distutiamo qui non è un bel nulla. E' solo uno spettacolino vuoto, banale, inutile, noioso che si fregia di un'omonimia molto specifica. Forma senza sostanza.
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Per me era spesso difficile distinguere alcuni Clicker da alcuni Runner (la versione più sveglia e veloce), perché non mi era facile giudicare il tipo di mostro in base al grado di "funghizzazione". Cioè, in teoria sapevo cosa avrei dovuto cercare, ma in pratica spesso li confondevo. Se sei come me, è quello che ti frega. Per il resto hai inquadrato benissimo il gioco: non è la trama che ti strega, ma i protagonisti e la resa del mondo, estremamente interessante, vario, affascinante, curato e terrificante. Concordo su tutto.
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Shito, a me è chiaro il tuo punto di vista, ma non capisco come tu faccia a dire che i film di Raimi siano una baracconata, mentre questi accrocchi senz'anima né stile, fatti di banalità e soluzioni già viste da decenni, siano una valida rappresentazione di un personaggio che a) non conosci e di una società che b) è anche altro. Cinematograficamente sono prodotti che oscillano tra il manierista e il mediocre, mentre dal punto di vista strettamente filologico sono soluzioni di una banalità irritante. Infine lasciami dire che di Ditko, questa roba, non ha un bel nulla. Stilisticamente è tutto Bagley, mentre narrativamente è tutto... mha... The OC? Gossip Girl? Violetta? Pick one. Mi fa piacere per te che questo tipo di film ti gratifichi. Non stupirti però se qualcuno che ha il palato leggermente più fine del tuo (non in senso assoluto, ci mancherebbe, non ti conosco abbastanza per poter azzardare un giudizio del genere. Parlo di sensibilità e conoscenza del soggetto e del genere specifico in questione.) ti dice che questa roba è deprimente.
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[Pc\Ps4\X-One] Batman: Arkham Knight
topic ha risposto a Erik in una Fencer nella sezione L'arena videoludica
Black Gate HD dice sia miserevole. Fate attenzione. P.S. Aspetto questo nuovo Batman a gloria! -
Sam Jackson senza soldi non si muove da casa. Che sia un fake lo escludo. Che sia brutto, invece, non lo escludo affatto.
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Ho visto la sequenza in questione. Confermo. (un'orgia di ralenti 3D CGI porn)
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Sì, qualche bug di quel tipo lo trovai anche io. Ricordo un livello dove c'è di mezzo tipo una banca con al di fuori una bidonville, dove i razziatori invece di sparpagliarsi e fare le loro ronde si erano tutti bloccati all'interno dell'edificio, rendendo tutto estremamente complicato. Poi mi fecero secco e una volta ricaricato il checkpoint tutto ripartì come, evidentemente, programmato.
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