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Roger

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Blog Entries pubblicato da Roger

  1. Roger
    [imgleft]http://img11.imageshack.us/img11/1170/sangelb.jpg[/imgleft]Anno 202 del nuovo calendario. La Terra è stata sconfitta da una sconosciuta forma di vita aliena senziente, denominata SE (Space Emigrants). Cento anni più tardi, gli esseri umani sopravvivono nelle profondità marine attendendo l’occasione per riprendersi la Terra dagli SE. E adesso, facendosi carico delle speranze e del futuro della razza umana, cinque donne cibernetiche vengono mandate a combattere. Il loro nome è…
     
    Midi – nel gruppo, ufficialmente è l’esperta di tecnologie; in realtà, ad insaputa delle angels stesse, è un androide che le “osserva” e gestisce il loro limitatore di potenza.
    Rebecca – una tipa tosta fanatica delle armi. Era un’ex modella, di buona famiglia (sterminata).
    Merrybell – quella svampita. Soffriva di un male incurabile.
    Shiori – la sua passione è fare maglioni. E’ dotata di particolari poteri esp che in gioventù non sapeva controllare.
    Voogie – la più matta. Quando lancia normali fendenti con la spada urla “angel blade!”…
     
    Capitanate dal misterioso Dr Crimt, le “angeliche” ragazze cyborg devono impedire che l’umanità venga sterminata dagli alieni e, secondo le analisi di Midi, il tempo a loro disposizione è di tre anni; infatti le condizioni di vita alle quali gli umani devono sottostare sono molto dure e tendendo a peggiorare, pertanto non potranno resistere oltre questo limite.
    Tolti i 10 minuti iniziali del primo episodio e gli ultimi 10 del secondo, il tono è prevalentemente umoristico; paradossalmente, quanto accade è però permeato da una convincente atmosfera da “fine del mondo” e gli alieni, con i loro megacannoni che possono far apparire in qualunque punto del pianeta, fanno la figura degli invincibili. Perfino dopo che la flotta marina terrestre viene decimata in una manciata di secondi, o in seguito a qualche rivelazione particolare (es: gli alieni hanno invaso la terra per salvarla dagli umani che la stavano distruggendo, gli angeli sono per metà macchine ma per non compromettere la loro efficacia non devono ricordare nulla di quando erano completamente umane) non vengono a mancare scenette simpatiche.
    Questo finché c’è Masami Obari libero di trollare dirigere e disegnare. Con il terzo ed ultimo episodio il suo posto di regista viene ricoperto da Aoi Takeuchi, che è anche l’ideatore dell’opera, il quale preferisce la componente drammatica a tutto il resto; con il passaggio da un autore all’altro si notano sia un cambio di stile grafico che ovviamente registico, ma non si tratta di una discontinuità netta.
    Buone le sequenze in b/n usate per raccontare i vari flashback e quelle d’azione, spesso supportate da inquadrature particolari e musiche che le valorizzano.
    Voogie’s Angel era uno di quei progetti che si sviluppava su diversi media come manga, anime, radio drama e drama cd, e questo ova ne costituisce un capitolo precedente al finale. Nel complesso l’anime è piacevole, peccato solo per la breve durata ed il mancato approfondimento di qualche personaggio.
  2. Roger
    Nella seconda metà degli anni ’60, dalla collaborazione tra gli autori Kazumasa Hirai e Shotaro Ishinomori, nacque il manga Genma Wars. La vita editoriale di quest’opera fu breve e il titolo venne sospeso con il secondo volumetto, ma i due ebbero comunque modo di tornare al lavoro su Genma Wars qualche anno più tardi, nel 1971, realizzandone la continuazione con un altro manga; purtroppo anche questo seguì le sorti del suo predecessore, non arrivando ad una naturale conclusione.
    Ishinomori e Hirai ci riprovarono nuovamente nel 1978, con una storia incentrata sempre su Genma e le sue guerre; tuttavia mentre il primo era dedito alla stesura del manga, il secondo ne scriveva il romanzo. E mentre il primo dovette nuovamente fermarsi, lasciando incompiuto per sempre il proprio Genma Wars, il secondo proseguì per anni (almeno fino al 2008, anno d’uscita del più recente volume della serie).
    Negli anni seguenti vi furono alcune trasposizioni animate dei Genma Wars di Ishinomori; il primo manga servì per realizzare un film cinematografico (1983), mentre il terzo una miniserie tv (2001); si tratta di due progetti che però, nonostante tutto, non sono in alcun modo collegati tra di loro.
    Di qualunque Genma Wars si parli, si tratta di una storia sci-fi nella quale i protagonisti sono degli esper che si oppongono a Genma, un’entità il cui scopo è distruggere le civiltà esistenti e soggiogare i popoli al proprio volere.
    L’inizio molto teatrale, durante il quale una veggente danzando preannuncia l’arrivo del malvagio Genma sulla Terra, è forse il momento più particolare del film; dopo questa introduzione, a turno vengono radunati i vari personaggi principali componenti il gruppo che dovrà affrontare l’invasore: Luna la principessa proveniente dalla Transilvania, il cyborg Vega, Jo e sua sorella, Sonny. A differenza del manga di Ishinomori vi è una conclusione alla storia; peccato solo che lo svolgimento della battaglia finale sia al di sotto delle aspettative, tanto che sono più interessanti i combattimenti contro gli scagnozzi inviati da Genma.
    I disegni sono precisi, ricchi di dettagli e le animazioni fluide; per quel che riguarda il comparto musicale, anche se chi ha realizzato le musiche si chiama Keith Emerson, lo ho trovato inadeguato.
    I nomi coinvolti nel progetto (Shotaro Ishinomori, Rintaro, Katsuhiro Otomo, Madhouse) sono importanti, ma alla fine Genma Wars è solo un film semplice e svogliato.
     
    La serie tv Genma Wars poteva essere un capolavoro, non fosse che è stata realizzata all’insegna del risparmio: la regia è ridotta ai minimi termini, i disegni (pur rifacendosi alle tavole ed al bel tratto di Ishinomori) e le animazioni scarsissimi, la CG pessima la colonna sonora infima.
    Eppure nonostante tutto questo schifo la storia narrata è decisamente molto più interessante di quella presente nel film; il merito va sicuramente al manga del quale questa serie tv è un fedele adattamento.
    La storia, divisa in due capitoli, è ambientata in un prossimo futuro, molto tempo dopo che una stella precipitò sulla Terra modificandone la conformazione e trasformando i continenti in piccole isole. Quella stella cadde per volontà della tribù dei Genma, ed uno di loro divenne il dominatore del pianeta. Da allora l’umanità si trova in uno stato di totale regressione civile ed è sottomessa ad alcune razze animali (in particolare le scimmie) che si sono evolute superandola e naturalmente eseguono la volontà del loro re Genma.
    Un giorno questi, ormai insoddisfatto dalla moglie Parome ed annoiato perchè superiore ad ogni creatura, decide di rapire una hito (nome che in pratica identifica gli umani) ed abusarne per avere da lei un figlio; a causa di questo evento la ragazza viene allontanata dagli abitanti del proprio villaggio ed è costretta ad arrangiarsi come può per sopravvivere. Caso vuole che la donna partorisca due gemelli, ma le è concesso tenerne con sé solo uno (Jin) mentre l’altro (Loof) viene portato alla dimora del re per essere opportunamente istruito in qualità di suo erede.
    Negli anni della loro infanzia i due bambini hanno modo di sviluppare e controllare le proprie capacità esp, ereditate dal padre, ma non entrano mai in contatto l’uno con l’altro; d’altra parte è proprio nelle intenzioni del re far incontrare i due in qualche modo, pertanto non appena Loof dimostra di essere autosufficiente lo caccia dalla residenza imperiale e nell’attesa che incontri il fratello si dedica alla procreazione di altri eredi (cosa questa altamente invisa a Parome, tanto da indurla a premeditarne l’omicidio).
    Le varie esperienze che accompagnano la crescita di Jin e Loof ne formano il carattere rendendoli due personaggi positivi che il padre, per scelta, ha voluto trasformare in avversari, e vengono raccontate in parallelo fino al momento del loro ricongiungimento; ma proprio durante questo i due decidono di allearsi e, grazie al sostegno di alcuni individui dotati di poteri particolari, di irrompere nella fortezza del re per eliminarlo e liberare il pianeta dalla schiavitù. Con loro vi è anche Ran, una vecchia conoscenza di Jin, il cui bimbo in grembo è in grado di controllarla (nonché parlare, entrare ed uscire a proprio piacimento dal corpo della ragazza).
    Solo Jin, Loof e Ran con piccolo al seguito sopravvivono alla battaglia contro l’esercito di Genma, il quale nell’atto finale viene però giustiziato da Parome; tuttavia il re ha ancora una carta da giocare prima di “morire” ed invia i tre figli nel passato, a Skull City.
    Quello di Skull City è il secondo e conclusivo capitolo dell’opera, probabilmente il più suggestivo; i protagonisti vengono infatti catapultati in una città dove bande di giovani ribelli si battono contro alcuni membri della tribù dei Genma che, assunte delle sembianze umane, segretamente si sono infiltrati nelle posizioni di comando della società e la gestiscono ricorrendo anche a particolari tecniche di manipolazione dei media.
    [imgleft]http://img811.imageshack.us/img811/1220/63452301.jpg[/imgleft]Il loro piano consiste nel preparare il pianeta per l’arrivo di Genma; per raggiungere questo obiettivo è necessario innanzitutto condizionare gli umani e successivamente farli sterminare… da scimmie biologicamente evolute, armate, stazionanti nell’orbita terrestre a bordo di satelliti, in attesa del segnale per invadere la Terra (cosa quest’ultima che accade).
    Jin e Loof devono fare i conti con questa situazione e prevenire che la discesa di Genma sul pianeta si concretizzi in anticipo rispetto alla realtà storica, ma non sono al corrente che in verità Genma è arrivato con loro in quell’epoca (e non sanno nemmeno che il motivo per il quale tutto ciò accade è che il re, servendosi soprattutto di loro, ha scatenato tutto ciò per la semplice ragione che è un essere troppo potente che si annoiava).
    Peccato davvero per la pessima realizzazione tecnica e la povertà dei mezzi messi a disposizione per realizzare questa serie tv, la cui trama è folle al punto giusto.
  3. Roger
    Tra la fine degli anni ’80 ed i primi ’90 Toei adattò nel formato ova un paio di romanzi, entrambi scritti da Kiyoshi Kasai: Vampire Wars e Psychic Wars.
    Purtroppo nel complesso l’esito non è stato dei migliori, ma complice la loro breve durata (circa 50 minuti ciascuno) era difficile rinunciare ad una seratona in compagnia di vampiri, oni e pop corn.
     
     
     
     
     
    Dei due sicuramente il migliore. Un individuo misterioso osserva in lontananza un gruppo di guerriglieri che si sacrifica attaccando una base NASA situata nel deserto dell’Arizona; del gruppo fa parte una donna, la quale prima di farsi esplodere urla il nome “Verawesaldy”.
    Parigi, dieci giorni dopo. Mentre un notiziario televisivo riferisce che a causa del suddetto atto terroristico la NASA ha abbandonato il progetto di inviare dalla Terra segnali nello spazio al fine di contattare esseri intelligenti, Kuki Honda deve interrompere la sua solitaria sbevazzata notturna di rum a causa della telefonata di aiuto dall’amica Marianne, prostituta a domicilio, e quindi lascia la bottiglia per precipitarsi immediatamente presso l’abitazione della donna. Purtroppo inutilmente, perché Marianne è appena stata brutalmente (sul serio eh, c’è sangue ovunque) seviziata da un suo cliente, che quindi merita di essere letteralmente schiantato sul muro con un pugno. La colluttazione richiama la polizia e quindi Honda deve fuggire prima di essere fermato; del resto il suo passato di ex KGB ed ex terrorista potrebbero destare qualche sospetto.
    Incamminandosi verso casa il nostro intuisce che qualcosa non quadra, visto che la polizia è arrivata subito sul luogo del delitto; comunque tutto sembra procedere tranquillo durante la passeggiata, almeno finché Honda non incontra un’amichevole prostituta che lo avvisa di essere ricercato dalla polizia speciale.
    Che arriva proprio in quel momento. La tipa si prende un cartone in faccia che le fa saltare naso, denti ed almeno una spalla (anche lei s’è schiantata, per la precisione su un’auto lasciandoci lo stampo), mentre Honda sedato e catturato dopo averne accoppati cinque per aver osato toccare la signora. I servizi segreti del WING (Western Intelligence Network Group) sanno tutto su Kuki e ovviamente Marianne era solo un’esca per avvicinarlo; il motivo è che il gruppo ha bisogno di Kuki per una missione.
    Dopo questi primi sette eccezionali minuti di introduzione inizia la storia di Vampire Wars, una storia che ruota attorno al misterioso progetto D (come Dracula!) e che oltre ai servizi segreti WING e CIA coinvolge Lamia, una idol di successo momentaneamente ritiratasi dalla scena, Kuki ed altri personaggi dalla fugace apparizione.
    Il potenziale maggiore, che purtroppo rimane tale, lo offre quanto si apprende sull’esistenza dei vampiri per voce di uno degli stessi.
    Per 5000 anni i vampiri si sono nascosti tra i monti della Transilvania in attesa del risveglio di Verawe, il loro dio; ma la loro storia ha radici assai più lontane. Nell’antichità esistevano due pianeti abitati da civiltà tecnologicamente avanzatissime che si combattevano: i Larusa, ispirati da un dio saggio, ed i Gagoal, il cui dio è malvagio. Una civiltà era pacifica ed in armonia con la natura, l’altra materialistica e distruttrice; entrambe scoprirono l’immortalità, la prima tramite un liquido organico chiamato Zoruka e la seconda con degli apparecchi. Il conflitto raggiunse l’apice 5000 anni fa ed una nave dei Larusa, con a bordo il suo imperatore Verawesaldy, atterrò sul pianeta Terra. Qui giunto, divenne re di Mu e tentò di trasportare il Zoruka nella sua gente ma fallì. Decise quindi di iniettare il Zoruka negli umani attraverso la sua saliva; ovvero: vampirizzarli.
    Ma che c’entra in tutto ciò l’attacco alla base NASA, costruita per ricevere un segnale inviato dalla costellazione del cigno? E’ una trappola dei bellicosi Gagoal, in quanto proprio loro hanno inviato quel segnale con lo scopo intercettare la Terra ed attaccarla.
    E Lamia? Il suo sangue serve a risvegliare Verawe!
    Tutto sommato i presupposti per un’opera interessante ci sono, ma si tratta di parole che purtroppo non trovano riscontro nella realizzazione. A parte personaggi tutto sommato abbozzati, vari momenti di comicità involontaria che si contrappongono ad eccessi di violenza, qualche buco di sceneggiatura ed una regia piuttosto lineare, i numerosi fatti che compongono la storia di Vampire Wars sono ingabbiati in un tempo eccessivamente ristretto, che quindi li penalizza; graficamente è un prodotto nella norma, con personaggi ed ambientazioni sicuramente stereotipati ma che si rifanno al realistico, mentre il comparto musicale ridotto ai minimi termini sembra quello di uno dei migliori trash movie di quegli anni e pertanto lo si potrebbe anche lodare per l’atmosfera che nel complesso conferisce.
    La cosa che scoccia di più, però, è che alla fine si ha la sensazione che la partita non sia chiusa ma si sia trattato solo di una introduzione ad una storia molto più ampia che poteva essere interessante.
    Cosa, questa, che troverebbe conferma nel fatto che questo ova è un adattamento parziale dalla serie di romanzi dai quale è tratto, scritti durante gli anni ’80 e per un totale di 11 volumi.
     
     
     
     
     
    Le forze del Bene™e quelle del Male™ si confrontano in una battaglia che ormai dura da 5000 anni, la prima per proteggere la Terra e la seconda per conquistarla. Poiché gli antichi demoni hanno trovato il modo di trasferirsi dal passato al presente è giunto il momento dello scontro decisivo.
    Ukyo Retsu è un giovane chirurgo ed è il prescelto, secondo un’antica setta di monache, per far fronte all’invasione dei demoni; inizialmente all’oscuro di ciò che lo aspetta, egli inizierà a rendersi conto di quanto sta accadendo a seguito di un’operazione durante la quale estrae da un’anziana quello che solo in apparenza è un tumore… in realtà è un demone!
    Quello stesso giorno le capacità psico-fisiche di Ukyo si elevano permettendogli di far fronte ai demoni inviati dall’antico Giappone con lo scopo di assassinarlo; l’unico modo per fermarli è trovare la loro regina ed ucciderla. In un primo momento, ad accompagnare Ukyo nella ricerca, c’è una delle sue assistenti di sala, Fuyuko, con la quale nel frattempo ha instaurato una profonda relazione sentimentale; loro malgrado verranno separati ed Ukyo si troverà catapultato 5000 anni nel passato, dove tutto ha inizio, in un’era nella quale dimostra quanto è fan di un certo guerriero dalle 7 stelle (ha pure il cavallo…) prima di distruggere il teletrasporto™ che consente alle armate infernali di raggiungere il moderno Giappone e con esso l’intera razza dei demoni.
    Ukyo riesce in questa impresa, tuttavia della regina non v’è traccia. Almeno fino a quando non chiederà alla gentile Fuyuko di conoscere i suoi genitori perché vuole sposarla… l’amara verità non sarà tanto scoprire che la ragazza è la regina dell’oscurità, quanto il fatto che ella ricambi i suoi sentimenti ma non avendo più un regno preferisce morire e vorrebbe che Ukyo la seguisse.
    Come nel caso di Vampire Wars c’era del materiale a disposizione per creare una storia interessante, ma la scelta di voler condensare tutto in un solo episodio ha complicato la situazione. Questa volta le animazioni sono ad un livello decisamente più che accettabile, grazie alla presenza del leggendario Masami Suda (ancora Ken…) che si fa piacere anche se non è in piena forma.
  4. Roger
    [imgleft]http://img827.imageshack.us/img827/1765/20925369.jpg[/imgleft]Volendo, Infinite Ryvius può essere considerato su due livelli; da una parte è la storia di Koji, dei suoi amici e della Ryvius: un’avventura sci-fi dove i vari personaggi attraversano una fase delicata della propria giovane esistenza affrontando situazioni particolari alle quali sono forzatamente sottoposti. Dall’altra, più concettuale, è una rappresentazione in chiave realistica di come si potrebbe evolvere il potere governativo nella società, con tutto ciò che eventualmente ne consegue: in tal caso l’interpretazione di ciò che è giusto/sbagliato è comunque affidata allo spettatore. Il meglio però si ottiene quando si considera tutto nell’insieme…
    L’umanità ebbe origine sul pianeta Terra ed in seguito si stabilì su altri pianeti fino a raggiungere le profondità del sistema solare. Nell’anno 2137 dal Sole ebbe origine un’enorme e misteriosa esplosione luminosa, denominata Geduld, la quale investì l’intero sistema e ne modificò permanentemente le condizioni gravitazionali in un’area; tale fatto non impedì agli esseri umani di continuare ad esplorare e studiare lo spazio.
    Ottanta anni dopo questo fenomeno l’imponente stazione spaziale di addestramento Liebe Delta, il cui equipaggio è composto da alcuni adulti che svolgono la funzione di istruttori, una classe di cadetti (gli Zwei) e per una grandissima parte ancor più giovani apprendisti, “sorvola” l’area Geduld durante una fase manutenzione; tuttavia quello che ha le fattezze di un attentato compromette le manovre della Liebe Delta destinandola alla distruzione e il suo equipaggio di adulti viene sterminato mentre si sacrifica per mettere in sicurezza il restante del personale.
    I cadetti e gli studenti riescono dunque a raggiungere l’interno di una sezione della stazione inconsapevoli di essere giunti a bordo della segreta e misteriosa nave Ryvius, la quale si distaccherà dalla Liebe Delta salvandoli da morte certa.
    In quel momento inizia il viaggio di salvezza di circa 500 ragazzi e non sarà certo un’impresa facile; il primo problema che dovranno affrontare è di tipo organizzativo e coinvolge tutti: la naturale evoluzione dei fatti vuole che siano proprio gli Zwei, secondi in carica per ordinamento militare, a governare la microsocietà venuta a formarsi. Tuttavia vari eventi fanno emergere l’incapacità di questa classe dirigente, la quale viene quindi velocemente sostituita da un gruppo di “ribelli” dalle maniere spicciole ma efficaci nel fronteggiare le problematiche che si presentano.
    In breve si rende necessario stabilire anche dei criteri di assegnazione delle competenze di lavoro e razionalizzazione delle scorte; tali decisioni, necessarie poiché volte a definire un equilibrio globale, naturalmente non vengono recepite positivamente da coloro i quali non vedono soddisfatte le proprie aspettative e perciò conducono alla formazione di ristretti gruppi di individui propensi ad un nuovo governo. Non appena le difficoltà provenienti dall’esterno si fanno più pressanti, l’equipaggio della Ryvius entra in crisi e precipita nel caos totale: l’ordine sociale in vigore salta del tutto, il rispetto reciproco viene a mancare quasi definitivamente, i sentimenti di incomprensione, invidia, egoismo, rabbia e violenza hanno il sopravvento anche in quelli che un tempo erano amici fin dall’infanzia.
    Paradossalmente è proprio una parte degli Zwei (quella più formale) a riassumere il controllo, imponendo restrizioni ancora più severe delle precedenti tanto da stroncare quasi definitivamente la microcriminalità maturata nel microsistema ma da terrorizzare il “popolo”.
    Cosa potrà mai porre fine a questo crescendo di deliri? La risposta è semplice. In realtà bisogna considerare che l’approccio iniziale al problema è sostanzialmente errato; quindi l’unica via d’uscita è la resa. A tutti, a sé stessi, a ciò che non si è in grado di gestire perché non se ne hanno le doti e non le si possono (almeno per il momento) acquisire. Infatti ciò a cui si è arrivati è dovuto al voler vivere sia senza dover effettuare dei piccoli passi necessari, sia negando il proprio passato (collettivo o di ciascun individuo) che è il vero punto di partenza.
    La vicenda della Ryvius si mescola abilmente con quelle dei suoi abitanti, in particolare del numeroso cast principale che la abita.
    La scorrevole rappresentazione di causa-effetto tramite la quale si assiste al passaggio da una forma di governo alla successiva, dove ogni mutamento è anche la proiezione degli ideali di un personaggio od un gruppo e perciò della sua indole, è solo uno degli elementi che arricchiscono Infinite Ryvius.
    La componente sci-fi non viene mai a mancare ed anche questa è piuttosto varia.
    La Ryvius è un’astronave con un’origine, collegata al fenomeno Geduld ed ai misteriosi alieni Vaia che la popolano, che viene svelata pezzo dopo pezzo ed il cui importantissimo scopo sarà chiaro solo nel finale; inoltre è un soggetto sperimentale volutamente messo in libertà con la consapevolezza che i casi precedenti sono falliti (perché chi governa questo tipo di nave sembra essere destinato ad impazzire), ma anche questo ha una spiegazione come tutti i misteri che contribuiscono a dare forma alla storia. E sono parecchi, a cominciare dall’identità degli Sphix (ricavati dai Vaia) che vivono nelle rispettive navi ed i loro Vital Guarder (mecha o organismi controllati come marionette da un parte dello staff di bordo).
    Un’altra caratteristica positiva è che in questa serie nulla è lasciato al caso; ogni cosa, piccola o grande che sia, ha un inquadramento definito: c’è una linearità generica con la quale gli eventi progrediscono, ma allo stesso tempo alcuni importanti sviluppi hanno inizio da fatti insignificanti o per lo meno apparentemente trascurabili che si inseriscono nella trama portante dando vita a situazioni non prevedibili. Il peso della manipolazione dell’informazione pubblica, sia su piccola scala (l’interno della Ryvius) che su grande (le masse di abitanti sui pianeti), è un esempio di questa meccanica narrativa alla quale si aggiungono i “temi” della violenza fisica e psicologica, o dei fanatismi religiosi ed ideologici.
    Questa è la storia nella quale vivono il “protagonista” Koji, suo fratello Yuki, Ikumi l’amico di sempre, Aoi, Faina, Blue ed il suo gruppo, tutti gli Zwei, i membri dell’esercito e molti altri… non ci sono eroi ma solo individui le cui singole vicende si mischiano in modo significativo e drammatico.
    Molto belli i comparti musicale, registico e grafico. In particolare il primo, sebbene inusuale (ma non troppo, a quanto pare, quando Goro Taniguchi è alla regia. Che si tratti di una sua scelta stilistica?) è coinvolgente a partire dalla sigla di apertura. Forse si poteva fare qualcosa in più per la rifinitura estetica dei personaggi, il cui character design è qui affidato a Hisashi Hirai. Sunrise ha comunque creato un’ottima serie di 26 episodi televisivi, davvero unica nella produzione animata, che però per l’apparente complessità ed il ritmo con la quale procede rischia di passare inosservata. Oppure volutamente snobbata, che è anche peggio.
  5. Roger
    Ultimamente mi rendo conto che a volere incamminarsi in un percorso culturale, inteso come ampliamento delle proprie conoscenze attraverso la fruzione di alcune opere, in certe situazioni è davvero un'impresa ardua; in particolare, il destino ha contribuito a far sì che recentemente scegliessi di guardare un paio di OVA di non facile interpretazione.
    In un caso sono a posto con la coscienza: sono di vedute diametralmente opposte e non potevo sapere. Nel secondo, invece, è una mezza sconfitta poichè ci voleva una certa preparazione, per l'appunto culturale, della quale non dispongo.
     

    Ryokunohara Labyrinth - Sparkling Phantom


     
     
    [imgleft]http://i48.tinypic.com/2rp3cc5.jpg[/imgleft]Come si evince dalla copertina a sinistra, i protagonisti di questa storia sono essenzialmente 3: lei (Fhalei), lui (Hiroki), lui (Kanata). In breve la storia è questa: lei, figlia di un re, dai lunghi capelli rossi imprigionata nella stanza di una dimensione oscura non ben precisata a causa della presenza sulla sua schiena del "marchio del diavolo che ha distrutto il mondo" (un giorno potrebbe fare qualcosa di terribile quindi prevenire è meglio che curare), un bel dì si desta e mette gli occhi sul primo dei due lui. Ne ha bisogno, vuole essere amata. I due lui sono studentelli coetanei amicici fin dall'infanzia che ora convivono felicemente.
    Lei, per avere Hiroki, una sera lo induce a salvare una bambina mentre sta per essere investita dal solito camioncino spericolato, prendendone il posto; comunque l'incidente non gli provocherà che qualche lieve contusione. Il risultato del diabolico piano è infatti ben altro che la morte di Hiroki e consiste nello sdoppiamento del ragazzo: un Hiroki, cosciente di sè ma caratterialmente solo simile a quello iniziale, continuerà ad esistere nel mondo terreno conducendo la solita vita mentre un altro, mentalmente identico all'originale, vagherà nell'etere finchè lei non lo conquisterà in qualche modo. Insomma anima e corpo, spirito e materia.
    Si tratta di due elementi separabili, quando di mezzo c'è l'ammmore? Certo che no, e infatti entrambi i due Hiroki sceglieranno di stare con Kanata nonostante gli interventi della rossa, che perciò è tristemente destinata a tornarsene da dove era venuta.
    Esatto, è uno shonen ai nonostante la storia ad un certo punto suggerisca una classificazione più generica, e mi sto ancora lavando gli occhi perchè io 'sta roba qua non la voglio proprio vedere (non è il mio genere): è successo che era disponibile e ANN la identifica come "drama, psychological", in più è AIC ed è un OVA diretto, sceneggiato, disegnato ed oltre da Narumi Kakinouchi (i suoi disegni sono vera arte).
     
     

    Mezame no hakobune (Open Your Mind)


     
    [imgright]http://i47.tinypic.com/rievm8.png[/imgright]L'arca del risveglio. Questo OVA fu realizzato sfruttando prevalentemente la CG, ma sono presenti anche alcune scene "dal vivo"; è scritto e diretto da Mamoru Oshii, in genere per alcuni un nome che è garanzia di qualità mentre per altri fonte di notevoli emicranie. Rapportandosi all'epoca della sua realizzazione, il 2005, credo che quest'opera possa mettere d'accordo la maggior parte: qualità ed emicrania senza compromessi.
    L'OVA, in principio concepito e proiettato come fosse un pezzo di teatro Nō, è diviso in apertura/introduzione, tre atti principali e chiusura, i quali narrano le origini della vita. Chiaramente si trattava di un progetto ambizioso, tanto che per la sala dove si poteva assistere allo spettacolo vennero adottate soluzioni tecnologiche ad hoc inserite in un'ambientazione molto particolare e suggestiva, ma per Oshii tutto questo è il pane quotidiano.
    Un meccanismo, il cui tichettio ricorda quello di un orologio, segna lo scorrere del tempo universale; giunge il momento della genesi e delle creature, emissari della dea Pan (da panteismo), discendono in una massa sferica destinata a divenire un pianeta. Successivamente essi assumono le fattezze antropomorfe di tre individui aventi il volto di un pesce, un'aquila ed infine un cane per poi mutare nei tre elementi naturali corrispondenti ai capitoli principali dell'OVA e secondo questa sequenza: acqua, aria e terra.
    Il tutto avviene in un turbinio dove figure, canzoni, musiche, colori, testi, inquadrature anche multiscreen, simbolismi vari, in altri termini ogni singola componente audio e video, sono elementi finemente pesati, ragionati, strutturati come meccanismi facenti parte di un più ampio sistema; e quindi, proprio per questa complessità fenomenale, di certo la comprensione dell'opera ne risente almeno nell'immediatezza se alla base non vi è una cultura appropriata che consenta un corretto approccio all'interpretazione.
    Infatti questo breve lavoro di Oshii, proprio "a causa" della sua intensità dei contenuti amalgamati secondo delle linee guida solo in parte rintracciabili in contesti di vario genere (religioso, scientifico, filosofico, cinematografico...), non riesco a percepirlo più di tanto nemmeno dopo aver raccolto in un secondo momento delle informazioni aggiuntive che mi hanno permesso di apprezzarlo oltre la superificialità.
    Sicuramente Oshii non si smentisce nemmeno con questa esperienza e rimane fedele a sè stesso sfoderando, concentrandolo, il campionario che lo ha reso celebre: lo scorrere del tempo, le rappresentazioni a cavallo tra l'onirico ed il reale, l'evoluzione naturale e quella artificiale conseguita con la tecnica (in tal caso forse è più opportuno parlare di perfezionamento), la bellezza della natura, la religione, l'infinito, la ciclicità degli eventi.
    Non che 'Open your mind' sia frustrante, anzi, però è piuttosto impegnativo a cominciare dal titolo, contenente due riferimenti importanti: l'Arca di Noè e Buddha. Entrambi non sono presenti perchè così è più figo.
    Musiche di Kenji Kawaii che si ricicla ma lui un po' può permetterselo.
  6. Roger
    Dopo "Call Me Tonight" è il turno di questo ova del 1986 a riemergere dall' oscuro sgabuzzino degli anni '80.
    Cosa avrà mai di speciale?
    Innanzitutto il cast che vi ha cazzeggiato allegramente partecipato è una carta di presentazione niente male:
     
    Director: Masato Sato
    Script: Yumiko Tsukamoto
    Original Work: Project X
    Character Design: Ami Tomobuki; Haruhiko Mikimoto; Mamoru Nagano; Mutsumi Inomata; Shuuichi Shigeno; Toyoo Ashida; Yutaka Izubuchi
    Animation director: Ami Tomobuki
    Mecha design: Hidero Okamoto
    Character Concepts: Ami Tomobuki
    Mecha Concepts: Iruka Tabi; Masami Yuuki
     
    Non è poco se si considera che l' ova in questione non ha chissà quali pretese nemmeno nel genere comico al quale appartiene. Sarebbe dunque lecito chiedersi che ci fa tale parata di famosi artisti giapponesi in un anime di volutamente basso profilo... e invece no! Perchè molto probabilmente gli andava di divertirsi e non è che si possa perdere tempo a sindacare sui sollazzi altrui! Quindi chissene cosa ha fatto chi e perchè!
    A onor del vero l' ova è colmo di caricature di personaggi famosi, non in veste di protagonisti, magari abbozzati per l' occasione proprio da quei disegnatori sopra menzionati; sequenze che a seconda di quanta animazione giapponese si abbia sul groppone possono far scattare quella malsana passione del riconoscimento di tizio, caio e Minky Momo.
    Vale la pena di mostrarne un paio tanto per chiudere l' introduzione a questo ova dalla trama semplice ma comunque simpatica.
     
     
     
     
    La protagonista di questa storia è la giovane studentessa Hanegi Manami, il cui premuroso nonno Yanami Tatsueton è il classico vecchio e allegro scienziato di robotica (che altro ruolo può avere un personaggio giapponese in un anime di questo tipo?). La mattina di un bel giorno, mentre la ragazzina sta uscendo di casa per recarsi a scuola, un elicottero militare recapita una enorme cassa di legno targata NASA davanti all' abitazione; quell' attimo le si rivelerà decisivo poichè farà la conoscenza di Miyamoto Yousuke, un tipo molto popolare che frequenta lo stesso istituto e dove è presidente del team di ricerca 'pro wrestling'.
    Inutile dire che tra i due sboccerà del romanticame; la coppia, dopo aver scoperto che il contenuto della cassa è proprio l' armatura Delpower fatta costruire dal nonno, sgommano a bordo della di lui moto per andare lì dove inevitabilmente si svolgeranno le prime importanti sequenze d' azione di questa storia: a scuola.
    Contrariamente a quanto ci si può aspettare, il simpatico nonnino non è certo immune alla regola dello scheletro nell' armadio e infatti nella scena successiva improvvisamente gli si piazza davanti il suo ex collaboratore Von Getsueru, in armatura robotica ed in cerca di vendetta! Costui ha tutte le ragioni di questo mondo (e più) per avercela col nonno, dal momento che al lavoro il vecchiaccio praticava mobbing perculando e ridendosela. Un vero sadico che va sfidato in una lotta tra armature robotiche, ma che se la svigna sul Delpower per raggiungere la nipotina in quanto aveva dimenticato il pranzo.
    La scena si evolve in un inseguimento per le trafficate strade di città, dove Von Getsueru dimostrerà tutta la propria incapacità e goffaggine, ma soprattutto rivelerà qual è il primo segreto del Delpower: va a benzina (quella col numero di ottano più elevato, e ad un qualsiasi distributore gli si può far controllare l' olio! Se poi ci si trova in Giappone l' operatrice sarà così gentile da offrire un servizio che comprende lo svuotamento del posacenere!). In pratica un robot così real che deve anche sottostare alle leggi dei semafori e dei vigili urbani. Altro che Gundam e Patlabor...
    Giunto a destinazione, epic fail! Il vecchiaccio non riesce a consegnare il pasto (brutalmente calpestato dall' ex collaboratore ) alla nipotina ma finalmente capita l' occasione per mettere la protagonista a bordo del Delpower (in fin dei conti è stato progettato proprio per lei) così da combattere e difendere l' onore. Siccome la dinamica è quella di un incontro di wrestling, non si arriva subito al dunque ma...
     

    here comes a new challenger!


     
    NICK JAGGER!!! (uno degli allievi di Von Getsueru)
     
    il quale prima di lanciare la sfida decisiva per il giorno seguente, al parco di Seibuen, giustamente mena Yousuke un paio di volte perchè voleva atteggiarsi a difensore degli oppressi.
    Dunque la sfida per la vendetta del pranzo ha inizio ed entrambi i lottatori a bordo dei rispettivi mecha se le danno un po' comicamente e un po' sul serio, finchè non irrompono due Knight Sabers lottatrici in scintillante armatura, di parte Von Getsueru, che mettono in difficoltà Manami mentre ha la meglio su Nick Jagger! Ma la cosa non è gradita nè da Von Getsueru nè da Jagger, del resto l' onore non è un' esclusiva degli eroi, quindi le due vengono "disattivate".
    Restano solo Nick e Manami, incoraggiata dagli studenti della scuola.
    Ed ecco che il nonno rivela il secondo grande segreto di Delpower!!! Il sistema per l' attivazione totale di Delpower (non c' era gusto a dirlo prima perchè l' incontro sarebbe terminato subito) è: urlare miracle genki! Questo comando sortisce immediatamente gli stessi noti effetti di un pacco di steroidi, ossia miracolosamente gonfia i "muscoli" alla suit.
    Quel che conta è che grazie a ciò ed alla famozizzima mossa finale del supplex tedesco Manami riesce a concludere l' intera vicenda
    Del resto, "chi può vincere contro una ragazza innamorata?". In realtà non si sa, anche perchè come verrà svelato nei titoli di coda era solo un film girato dagli studenti
     
    Il Delpower pre e post cura anabolizzante:
     
     



  7. Roger
    Serie tv di 13 episodi realizzata nel 2003
     
    Quando giungerà la fine della Terra, Dio l’ Onnipotente rinascerà e sarà l’ inizio di una nuova era. Tokyo verrà scossa da un terremoto e il monte Fuji si risveglierà, ricoprendola di lava; in seguito Adamo ed Eva porteranno la distruzione. Due enormi bare usciranno dal suolo ed una di esse si aprirà in cielo, liberando il proprio contenuto...
    Ma prima che ciò accada l’ umanità dovrà affrontare le bestie demoniache. Sarà l’ Apocalisse.
     
    Le vicende narrate nella miniserie televisiva Maju Sensen si collocano cronologicamente prima di questa semi-biblica premessa che appare all’ inizio di ogni episodio, e proseguono quelle dell’ omonimo manga scritto e disegnato da Ken Ishikawa nel 1975, trasposto in 3 oav nel 1990.
    Quanto narrato nella produzione animata del 2003 è comunque da considerarsi alternativo rispetto al manga di Ishikawa in quanto, sebbene presenti fondamentali punti di contatto con esso, di pari passo alla serie tv l’ autore realizzò un seguito alla sua opera cartacea: Shin Maju Sensen (4 volumetti).
     
    Nel primo manga di Maju Sensen si racconta la storia di Shinichi Kuruma, figlio dello scienziato Genzo. Quest’ ultimo guida un team di 12 ricercatori, il cui scopo è quello di risvegliare Dio e servirsene per governare il pianeta; al fine di non perire durante il Giudizio, essi vogliono evolversi in una nuova specie superiore e dominante, perciò conducono molti esperimenti genetici a partire dalla manipolazione di cellule divine create in laboratorio ed estratte dalle razze animali. Tali cellule, se impiantate nei loro corpi, ne aumentano le capacità e ne modificano la struttura psico-fisica rendendoli degli ibridi mutanti con elementi provenienti dal regno animale.
    Per sventura, un giorno il giovane Shinichi muore nella colluttazione tra una banda di teppistelli che gli avevano rubato il leoncino Gold e due agenti provenienti dal laboratorio di Kuruma. Genzo coglie l’ occasione di usarlo come cavia perfetta per far sì che il corpo del figlio dia origine a Dio, iniettandogli le cellule divine e facendolo rivivere; tuttavia l’ esperimento viene interrotto dalla madre di Shinichi, anch’ essa trasformata in un ibrido da Genzo, la quale morirà nella fuga col bambino.
    Shinichi, ora in possesso di caratteristiche bestiali (leone, aquila, orso) ai quali può ricorrere per offendere e difendere, giura vendetta contro il padre, responsabile del tutto. Prima che ciò possa accadere, nel corso degli anni il ragazzo conosce due giovani che saranno per lui fondamentali e che lo accompagneranno nel suo percorso: Maria, una telepate nelle cui vene scorre del sangue che può far rivivere Dio, e suo fratello Tomisaburo.
    A seguito di una serie di eventi, Maria perderà la vita e ciò inciderà ulteriormente la vita di Shinichi: i due si erano affezionati molto l’ un l’ altra e prima di morire, su un picco roccioso mentre le forze della natura iniziano a scatenarsi, ella gli chiede di divorarla così da poter vivere in lui e restare uniti. Dolorosamente, Shinichi acconsente ed in questo modo diventa portatore del suo sangue.
     
    Grazie ai vari riferimenti presenti, l’ atmosfera biblica che permeava il manga Maju Sensen non viene meno nel corso della serie tv; semmai si può notare un discostamento progressivo dalle tinte forti, violente, ed una realizzazione tecnica povera che in parte penalizza i personaggi in quanto non gli permette di esprimere figurativamente tutto il proprio ottimo potenziale.
    Nonostante ciò la trama mantiene una certa complessità e, nei limiti del mezzo televisivo, tenta di sviluppare per capitoli quanto visto precedentemente.
    Lo scenario iniziale è la parte devastata di Tokyo, sigillata dal resto del mondo e fonte di cavie per esperimenti genetici, popolata da piccoli villaggi di baracche e nella quale sopravvive anche una piccola comunità di bambini orfani.
    Ayaka è la figlia di Jacob Sanders, uno dei 12 scienziati collaboratori di Genzo Kuruma, nella quale sono state impiantate le cellule di Shinichi per salvarla da una malattia cardiaca; di tanto in tanto Maria si manifesta attraverso lei per mettere in guardia lei, Shinichi e Tobisaburo. In realtà il vero scopo di quell’ operazione era attrarre e quindi catturare Shinichi, così da impossessarsi del suo sangue poiché contiene quello di Maria.
    Il piano ha successo solo in un secondo momento e tramite le cellule divine permette la creazione di Noè, un dio il quale, contrariamente alle aspettative di Genzo, non si lascia governare ed anzi interviene per salvare Shinichi da fine certa in un combattimento, mentre altrove inizia a giudicare le persone (memorabile l’ episodio al villaggio che richiama la parabola del “chi non ha peccato scagli la prima pietra - contro questa prostituta!”: la gente lancia comunque le pietre, per poi vedersele tornare contro violentemente; a seguito di ciò la prostituta, per opportunismo, si offre al suo salvatore in cambio di protezione ma egli le fa esplodere la testa…).
    Tuttavia Noè è imperfetto ed il suo invecchiamento precoce lo rende vulnerabile a Genzo, il quale lo imprigiona in una cella. L’ errore nella realizzazione di questo dio risiedeva nel fatto di aver utilizzato il sangue di Shinichi, mescolato a quello di Maria, perciò impuro.
    La soluzione all’ inconveniente è Ayaka, la quale diverrà quindi il nuovo obiettivo di Genzo: dopo l’ operazione che l’ aveva salvata, il suo corpo ha purificato il sangue di Maria da quello di Shinichi; di conseguenza il suo sangue è quello adatto alla rinascita di Dio e deve essere recuperato.
    Ciò le costerà la vita e sia Shinichi che Tomisaburo, non potendolo evitare, se ne riterranno profondamente responsabili.
    In particolare, il fatto scuote molto Shinichi poiché lui ed Ayaka avevano deciso di costruire una vita insieme; tale ragione aveva allontanato da lui il desiderio di vendetta contro il padre, ma la perdita della ragazza ha ovviamente ripristinato ed enfatizzato l’ odio verso il genitore. Tomisaburo, il quale deriva da una famiglia che per tradizione rispettava una statua raffigurante una divinità con sembianze di leone, aquila ed orso, ricorda la leggenda dei suoi antenati nella quale si narrava di questo temuto essere che un giorno avrebbe portato morte e distruzione, in altri termini l’ apocalisse, ed ora più che mai vede nella rabbia di Shinichi la possibilità che la leggenda si concretizzi. Che si tratti di un problema più grande di quanto sta macchinando Genzo? In realtà i due fatti sono correlati tra loro.
    Shinichi ha la meglio nel combattimento contro un nuovo Noè, più potente del predecessore e fisicamente stabile grazie al sangue di Maria, solo grazie al processo di evoluzione del proprio corpo che lo trasforma nella bestia leggendaria.
    Contemporaneamente Genzo constata che il flusso di oro colato che scorre da una cavità all’ altra della Terra passando per il suo centro, scandendo lo scorrere del tempo come la sabbia in una clessidra, ha quasi colmato una delle due; il fatto conferma quindi l’ approssimarsi del Giorno del Giudizio e se Shinichi è il Male che si è risvegliato, è necessario accelerare la rinascita di Dio. Lo scienziato decide di partire a bordo dell’ Arca di Noè contenente i cloni degli esseri superiori che Shinichi aveva affrontato, quella progenie che rappresenta l’ evoluzione, dell’ uomo, irraggiungibile con la tecnologia.
    L’ esercito è impotente di fronte a Shinichi, il quale ora vaga assorbendo le persone che incontra nel suo cammino e distruggendo ciò che gli si oppone; giunto nella Tokyo devastata, saranno Tomisaburo, i bambini che aveva conosciuto in quell’ area e le anime di sua Madre, Maria ed Ayaka a risvegliare la sua coscienza.
    Shinichi decide quindi di allontanarsi dal pianeta Terra ma un giorno rinascerà, ed uscirà da quella bara levatasi in cielo.
  8. Roger
    Rumi Natsumi, detta Suuko quando lavora di notte, è la numero uno del circolo Madonna, un sorta di centro telefonico in città che offre il servizio di... risolvere telefonicamente i problemi di chi chiama! In verità la ragazzuola in questione non è molto presente in ufficio e una sera, mentre sta eseguendo nel salotto del suo appartamento degli utilissimi esercizi ginnici, una sua collega la contatta telefonicamente per affidarle il compito, non ordinario stando al regolamento del circolo, di risolvere l' insolito problema del giovane studente delle superiori Ryo Sugiura.
    In cosa consiste esattamente questo caso? Beh il corpo di Ryo quando questo si masturba, come del resto capita a tutti gli adolescenti, si trasforma. Per dirla tutta, la cosa più incredibile della faccenda è che non si tratta dell' inizio di un anime erotico! Al termine di quell' attimo di intimità con sè stesso, e prima che il suo corpo cambi nella forma e nel colore, Ryo ha sempre una visione particolare: si trova in un bosco e vede distintamente un vortice luminoso, nel cielo coperto di minacciose nubi, che in seguito lo investe. La questione è complicata e al fine di spiegarsi meglio i due si accordano per incontrarsi una sera in un bar. Ryo confessa alla ragazza di essere piuttosto provato dal dover affrontare, ogni santa volta che l' ormone chiama, un cambiamento così drastico che oltre ad avere conseguenze di tipo economico (vestiti stracciati, la stanza dilaniata) ne ha anche di tipo psicologico e sociale; infatti il ragazzo versa in uno stato caratteriale di timidezza assoluta e l' approccio col gentil sesso risulta pari a zero. Per sua fortuna adesso c' è Suuko, la migliore nel proprio campo! E infatti, un po' per spirito di contraddizione in quanto femmina e un po' per divertirsi quel tanto che basta per passare la giornata, Suuko propone al (povero) Ryo di masturbarsi nel bar. Ovviamente il ragazzo fa goffamente capire che non è il caso, perciò Suuko parte all' attacco mentre tutti nel nel bar osservano stupiti. Il ragazzo come da tradizione si allontana e, ai piedi della disperata Suuko mentre si odono le risate della folla, inizia a perdere sangue dal naso... ma sono gocce le quali inaspettatamente presto diventano un rivolo che allaga il pavimento del locale! Ora la gente non ride più, è terrorizzata e Ryo si trasforma! L' exploit dura poco, non ci sono feriti e in breve Ryo ritorna ad essere quello di sempre. Suuko ha quindi la brillante idea di lasciare il locale e poichè è femmina trascina Ryo in una semideserta sala cinematografica dove proiettano un film horror di serie z. Lì dovrebbero essere in grado di parlare in pace. Ovviamente capitano mentre c' è una candida (l' essenziale) scena di tentacoli&rape, Ryo si trasforma nuovamente e i due devono fuggire ancora: non resta che andare in un hotel! Sempre perchè Suuko è la numero uno ed è femmina, dopo una doccia e vestita di un asciugamano dice a Ryo di non farsi strane idee in quanto non ha intenzione di dormire con un mostro; tuttavia gli si avvicina dicendo di essere interessata a lui e infatti Ryo inizia a mutare nuovamente, per poi tornare ad essere normale. A questo punto dell' oav, circa metà, è lecito chiedersi perchè Suuko sia ancora in vita. Ma il ragazzo è proprio intelligente e infatti non fa una piega quando Suuko afferma che non gli resta che abituarsi alla nudità in modo da riuscire a conquistare il controllo sull' impulso di trasformarsi. Dalle parole ai fatti e ryo viene pressochè obbligato a: giornaletti sconci, cabine per guardoni, vari locali notturni; purtroppo il risultato è sempre lo stesso. Nel frattempo i due non si accorgono di essere pedinati da due finti teppisti (quella a destra è Maki ed è una ricca lei), i quali hanno assistito alla scena nel bar, che li fotografano, e che a loro volta si imbattono in una gang di veri teppisti. In realtà i due gruppi si conoscono e il primo rivela amichevolmente all' altro il non segreto di Ryo (anche se ormai mezza città ne sarà già al corrente). Ma non c' è niente di meglio di unA terzA incomodA, dai capelli rigorosamente viola ed armata di lametta da barba, tra i due piccioncini che se la spassano in città per locali sexy; e così la capa della gang seria, quella di teppisti convinti di essere tali, decide di farsela con Ryo. Non bastasse, si ricorda anche di Suuko e l' idea di fregarle il ragazzo (essì, come in molti film di quegli anni si diventava fidanzati senza saperlo) la convince ancora più e così quando le capita a tiro le lancia la sfida: incontrarsi al bar Shangai il giorno seguente. Sta per giungere l' ora dello scontro, ma prima Ryo dall' occhio di tonno e Suuko la candida condividono un momento dolce e spensierato attraversato da una vena di romantica tristezza sotto la pioggia, ossia lei che regala un ciondolo a lui... "perchè al bar dove ci siamo incontrati la prima volta, e anche in seguito, non sei fuggita?"... "perchè... da quel momento mi sentivo interessata in te"... infine lui che si aggrappa al ciondolo per non trasformarsi in bestia quando lei, con aria innocente, chiude l' ombrello e la pioggia le bagna i leggeri vestiti che lasciano intravedere la sua biancheria ('starda, l' ha fatta apposta anche questa volta). L' idillio nel parco viene spezzato dall' arrivo della gang e la scena si sposta in un palazzo decrepito ed abbandonato. Qui la coppietta viene separata e mentre la capa cerca di farsi Ryo in una stanza, in un' altra Suuko dovrà difendersi dal resto dei teppisti (dimostrando inizialmente di essere all' altezza). Nel frattempo Maki viene a conoscenza di quanto sta accadendo e preoccupata si dirige all' edificio. Vi giungerà proprio quando Ryo, mentre sta subendo "violenza" dalla ragazza e Suuko sta cedendo al branco, ha la solita visione ed incazzatosi abbestia si trasforma in un abominio, liberandosi dell' importante ciondolo (che svolazza direttamente nella mano di Suuko). L' essere mostruoso non è certo mosso da ideali di pace, e non lo fermeranno nè quattro bastonate nè un colpo di bazooka sparatogli nelle fauci da Maki. Al gruppo non resta che fuggire e ovviamente si dirigono tutti... sul tetto!!! Lì Suuko si fa avanti verso la bestiaccia e lanciandogli contro l' indistruttibile ciondolo insulta Ryo (che sarebbe la vittima da più punti di vista, ma non importa) dandogli del pervertito e del debole. Ciò sortisce un effetto davvero imprevedibile e Ryo inizia a dividersi dal mostro in una scena dove mentre i due coesistono, il ragazzo cerca di trattenere la bestia. In questa sequenza Ryo riacquista la memoria e ricorda tutto: il bagliore della visione è un collezionista alieno, dalle "fattezze" di energia, che assume l' aspetto materiale delle forme di vita che ingloba. Inspiegabilmente, l' alieno viene rigettato dal corpo di Ryo e scompare in cielo lasciando il ragazzo nudo e crudo insieme agli altri, indenni e felici per la conclusione dell' incubo. In realtà... non molto tempo dopo e previa citazione cinematografica colta, allorchè la capa dei teppisti s' è messa a lavorare presso il circolo Madonna e tutto sembra andare per il meglio... si scopre che
     
     
    Staff:
    Director:Tatsuya Okamoto Screenplay: Tatsuya Okamoto Music: Norimasa Yamanaka Character Design: Kumiko Takahashi Art director: Katsuyoshi Kanamura (Studio Jack) Animation director: Kumiko Takahashi, Masatoshi Nagashima, Satoshi Yamazaki In-Between Animation: Toshihiro Kawamoto Monster Design: Junichi Watanabe Original story: Toshimichi Suzuki
     
    Call me tonight è un breve oav della durata di circa mezzora prodotto da AIC nel lontano 1986, nel mezzo del periodo più florido dell' animazione giapponese realizzata appositamente per l' home video giapponese, quindi un circuito interno; tuttavia si notano gli influssi di una certa cinematografia americana, quella dei serial o dei film horror pensati per i teen agers (non a caso viene citata la locandina-puzzle di Ammazzavampiri e la struttura base dell' oav richiama quella di alcuni episodi di Ai confini della realtà dal finale ad effetto).
    I personaggi compiono una serie di azioni illogiche al limite del credibile e proprio in ciò sta il divertimento nel guardare questo oav che, in fatto di animazione, risulta ancora validissimo dopo oltre due decenni.
    Il merito di ciò va a ad AIC, noto studio specializzato in questa tipologia di prodotti per uso domestico, ed all' animatrice Kumiko Takahashi, che per l' occasione presenta un tratto che ricorda molto le produzioni animate legate alle opere di un' altra Takahashi, ossia la più famosa Rumiko.
    L' ideatore della storia è Toshimichi Suzuki, la mente che ha ideato AD Police, Bubblegum Crisis e Crash, e si vede molto.
  9. Roger
    1) In occidente il termine doujin è generalmente percepito come un lavoro amatoriale relativo ai manga; in realtà si tratta di un fenomeno di intensità maggiore ed in continuo sviluppo che coinvolge svariati media ed arti d' espressione.
    2) Nell' epoca degli anni d' oro dei video games da bar, quindi tutti gli '80, circolava una quantità indefinita di shoot 'em up (in seguito rinominati shump); con questa tipologia di giochi elettronici si identificano tutti quei programmi nei quali si prende il controllo di un personaggio o di un mezzo con il quale sparare a qualsiasi cosa si muova sullo schermo; ovviamente anche le "cose" mirano all' alter ego del giocatore, col non trascurabile vantaggio di poterci andare contro per eliminarlo...
    Una delle peculiarità di questo genere di giochi di quel periodo, molto nota a chi ci ha passato del tempo (pomeriggi interi) e che ha permesso ai loro produttori di arricchirsi, consisteva nella molto fastidiosa e diffusa abitudine di inserire un livello di difficoltà progressivo che ad un certo punto raggiungeva un limite assurdo.
    Quindi il giocatore, giunto ad un punto particolare del gioco (ad esempio lo schermo pullulante di strafottutissimi malefici proiettili che non lasciavano passaggio), sapeva che lo avrebbe sorpassato unicamente sottostando ad una delle due seguenti condizioni: o perchè San Culotto, il santo protettore dei videogiocatori, era dalla sua parte, o perchè aveva il sacchettino delle monetine (o dei gettoni) a portata di tasca pronto per l' imminente "continue" dopo il quale ritentare l' impresa.
     
    E' possibile mescolare doujin e video games di quell' epoca? Certo che si può fare, ed eccone un esempio ben riuscito e pensato apposta per gli Sciuggi di tutto il mondo!
     

    http://www.youtube.com/watch?v=3FA9rDUAiLI

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