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Shuji

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Blog Entries pubblicato da Shuji

  1. Shuji
    Cosa accade quando capita di trovare il tempo di vedere un film per il quale avevi altissime aspettative, che davi per scontato ti piacesse; sia per genere, sia per protagonisti, sia perchè il trailer comunque era promettente, ed invece ti trovi dinanzi una incommensurabile porcata?
     
    "OHIBO'"!
     
    ecco, mi sono trovato a dire questo con un tono irripetibile, quando ad un tratto ecco che una tartaruga viola di peluche zompa addosso ad una macchina fotografica chiusa nella sua custodia, cercando di farsela. (VD, appunto, immagine).
     
     
    E la cosa è singolare sia per ovvi motivi, quali: il fatto che pur considerandosi viola di certo non lo è, la scelta inconsueta del soggetto per copulare, e non ultimo il fatto che la targaruga Lola è di sesso femminile(?). Questo insieme di circostanze non di poco conto, evidenziano il notevole stato confusionale della suddetta tartaruga Lola, e quindi la propria predisposizione al commento di queste recensioni.
     
    Detto questo, le recensioni che seguiranno con questa mia particolare assistente avranno il seguente e assai semplice svolgimento; 'a guisa' di un indicatore di spettro musicale, una versione ridotta di Lola mostrerà visivamente la sua approvazione per le sequenze e le frasi riportate, ripetendo l'immagine più volte, a seconda.
     
    Partiamo con il film che ha ori(gi)nato tutto questo:
     
    "YOUR HIGHNESS"
     
    Il film inizia con il più squallido cliche che vuole che ogni racconto di genere fantasy e similare, debba seguire un linguaggio ampolloso e talmente sopra le righe da risultare ridicolo. Qua ovviamente dato il 'tipo' di film si calca non poco la mano, e la cosa inizia già a prendere una direzione particolare...
     
    Dopodichè il genialissimo autore della storia, surprise-surprise, cambia totalmente registro narrativo e, udite udite, ambienta il parlato ai giorni nostri, con tanto di parolacce e disquisizioni decisamente di ordine poco-fino anche per uno scaricatore di porto incazzato con tutto il mondo, con il problema che TUTTI i personaggi lo usano.
     
    Dopo siffatto ed assolutamente inaspettato cambio di registro, ecco che la parte centrale della storia si basa su di una Quest; una roba da brivido, recuperare una spada in un labirinto, che è l'unica arma che pò menà il mago cattivo-cattivo che ha sequestrato la vergine donna del fratello-bravo.
    Decenni di storie di genere fantastico hanno in contemporanea cosi' sostituito l'ulular di lupi e bestie aliene fuor dal castello, inanellando una cacofonia di ottimo timbro e livello sonoro.
     

     
    Per arrivarci ovviamente il principe-fratello bravo-ergo-minchione, e il fratello brutto-ergo-stronz*-in-senso-di-bastardo, si dirigono verso un mago-magoso, una roba del genere, che a dire il vero farebbe pure a tema miglior rima con 'bavoso', visto che è una specie di 'coso' con tendenze poco velatamente 'pedo/porco'.
     

     
    Ma qua arriva il bello, ne avevamo parlato del labirinto in cui è celata la spada oggetto della Quest?
    Ecco, ovviamente nel labirinto c'è un MINOTAURO.
     

     
    Anche questo minotauro con 'quelle tendenze' specialmente 'omo' visto che cerca di 'farsi' il paggio del fratello-brutto. Nel frattempo il fratello-principe-bello è stato rapito dai suoi amici cavalieri che a sua volta hanno... vabbè ci siamo capiti quali tendenze.
     

     
    Qua, il fratello principe brutto, senza alcuna ragione scopre di avere un Cuore Nobile, affronta una (boh) prova, prende la spada che poteva essere presa solo da un eroe (con l'occasione cambia anche parte del vestiario, perchè altrimenti il tutto non era ABBASTANZA ridicolo) e... si il labirinto non serve a una sega, ma non sottilizzamo. Ah, appena si vede trafigge il minotauro con la spada e chi s'è visto s'è visto.

     
    ..-e, dimenticavo, il fratello-brutto non riuscendo a tagliare un corno del minotauro per ricordo dell'impresa ha la brillante idea di tagliargli il pene e di metterselo al collo.
     

     
    Da qualche parte nella storia poi incontrano Nicole Kidman Natalie Portman che ha l'unica funzione concreta di far vedere il cu*o dietro un tanga, e alla fine di un lungo e periglioso viaggio (e se pioveva? Eh? Non li considerate mica questi pericoli!), ecco che il fratello-brutto aiuterà il fratello-buono a vincere contro il mago cattivo-cattivo e a riprendersi la findanzata-vergine, il tutto dopo esilaranti battute e doppi-tripli-quadrupli sensi sparati così a caso in modo che qualcuno possa anche correre il rischio di 'colpire' l'interesse del pubblico.
     
    Nella considerazione finale che Lola ha evidentemente molto apprezzato tutto ciò, fornisco quindi a questo film il sigillo:
     
    (Lola Approved).
     
     
    Se avete qualche altro CAPOLAVORO di questo tipo, segnalatelo e vedremo quanto e come Lola approverà o meno.
     
    DISCLAIMER:
    In questo messaggio nessun animale è stato ferito od obbligato a fare alcunchè senza che lo volesse. Il mio gatto, non appartenente al regno animale ma a quello demoniaco, è esentato da tale disclaimer.
  2. Shuji
    TUTTO mi sarei aspettato tranne che il FEFF 14' edizione puntasse su questo outsider...
     
    http://www.youtube.com/watch?v=CfjoOnsVtt8
     
    20 / 28 aprile 2012 - Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” & Visionario
    FAR EAST FILM FESTIVAL 14
     
    Una stralunata ragazza affitta-gatti conosce il segreto della felicità?
     
    Batte bandiera giapponese Rent-a-Cat, la sorprendente commedia di Ogigami Naoko su cui il FEFF 14 punta la sua scommessa.
     
    comunicato stampa del 23 febbraio 2012
    con preghiera di pubblicazione/diffusione
     
    UDINE – Ogni anno, selezionando campioni d’incassi e preziose visioni d’autore, Far East Film scommette su un’opera che si collochi al di là delle immediate catalogazioni. Un outsider, a tutti gli effetti, capace di contendere i riflettori del festival ai numerosi titoli principali. È successo con Departures, citando l’esempio sicuramente più noto, e succederà in questa quattordicesima edizione con il sorprendente Rent-a-Cat (Rentaneko), affine al capolavoro di Takita Yojiro per clima narrativo, forza poetica e provenienza.
     
    Batte, infatti, bandiera giapponese anche l’insolita commedia firmata da Ogigami Naoko: una favola eccentrica e moderna, sorridente e profonda, che sembra scritta da Gianni Rodari e animata dal grande Miyazaki. La storia della giovane Sayoko (l’attrice Ichikawa Mikako) che per vocazione, prima ancora che per mestiere, tenta di riparare i cuori dolenti delle persone sole… affittando gatti. In che modo? Un carretto pieno di felini, un piccolo megafono (scommessa nella scommessa: il buffo mantra attira-clienti di Sayoko diventerà uno dei tormentoni del FEFF 14), un regolare contratto da sottoscrivere. E il gioco È fatto!
     
    La consonante che distingue Rent-a-Cat da Rent-a-Car, oltre a determinare una professione quantomeno bizzarra, nasconde quindi il segreto della felicità? Forse no, forse la felicità non È a portata di mano come la solitudine, ma la speranza sì: e Sayoko, più sola delle persone che cerca di aiutare, È una che di speranze se ne intende. Le speranze, Sayoko, le affitta agli altri e ne regala a se stessa, tutti i giorni, convinta che i vuoti dell’anima si possano colmare e che i buchi del cuore si possano rammendare…
     
    Impaginata con rara delicatezza e costruita su una figura femminile che il pubblico non dimenticherà tanto facilmente, Rent-a-Cat (distribuzione Nikkatsu Corporation) È una delle sessanta pellicole che verranno proiettate a Udine – solidissima roccaforte asiatica d’Occidente – dal 20 al 28 aprile.
     
    Anteprime europee e anteprime internazionali raccolte in una un’ampia selezione che attinge al meglio dei cataloghi di Hong Kong, Cina, Giappone, Corea del Sud, Thailandia, Malesia, Indonesia, Filippine, Singapore e Taiwan. Entrare al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine”, con i suoi 1.200 posti (sempre gremiti), o al Visionario, sarà dunque come frequentare una sala di di Seoul, di Tokyo o di Manila, per godersi gli stessi film che gli abitanti di quelle metropoli guardano tutti i giorni.
     
    Udine, però, non darà spazio soltanto all’Oriente contemporaneo ma anche al suo passato, studiando attraverso 10 titoli invisibili in Occidente uno dei periodi più scuri (ma, culturalmente, più fertili) della storia della Corea del Sud: gli anni Settanta.
     
    Sono disponibili immagini in JPG previa richiesta
     
    Ufficio Stampa/Udine Far East Film 14
    Gianmatteo Pellizzari, Manuela Morana e Ippolita Nigris Cosattini
     
    Centro Espressioni Cinematografiche
    Via Villalta, 24 - 33100 Udine tel. 0432/299545 - fax. 0432/229815
    feff@cecudine.org - www.fareastfilm.com
  3. Shuji
    20 / 28 aprile 2012 - Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” e Visionario
     
    FAR EAST FILM FESTIVAL 14
    THERMAE ROMAE: CRONACA DI UN BLOCKBUSTER ANNUNCIATO!
     
    Esce oggi in Giappone l’irresistibile peplum-fantasy di Hideki presentato in prima mondiale al FEFF 14.
     
    UDINE – Cronaca di un blockbuster annunciato: da Far East Film alla madrepatria, il Giappone, verso un futuro prevedibilmente gioioso! Esce oggi (28 aprile) nelle sale nipponiche, dopo la prima mondiale di Udine, Thermae Romae, l’irresistibile peplum-fantasty che porta la firma del bravo TAKEUCHI Hideki.
     
    Se la pellicola batte, in parte, bandiera italiana (è girata anche a Cinecittà), il marketing locale ha visto proprio sventolare il vessillo del FEFF 14: a Tokyo e dintorni, infatti, i clip promozionali hanno proposto un montaggio d’immagini riprese durante il Festival friulano. L’ennesima conferma del solidissimo legame tra Oriente e Occidente che, grazie alle quattordici edizioni di Far East Film, si è felicemente sviluppato sul terreno cinematografico e culturale.
     
    Thermae Romae, accolto dal perentorio sold out del Teatro Nuovo e dall’entusiasmo degli spettatori, tra applausi fragorosi e fragorose risate, narra le gesta dell’architetto Lucius (davvero perfetto, il divo Abe Hiroshi, con il suo fisico meticolosamente palestrato per il film!) che, dall’Antica Roma, si ritrova catapultato nel Giappone contemporaneo con tutte le conseguenze del caso!
     
    Prodotta dalla Fiji TV e distribuita dalla Pony Canyon, la stravagante commedia di Hideki è tratta da un manga molto noto anche in Italia e fa ricorso tanto all’uso del Latino che ad arie d’opera (tra queste, la Marcia trionfale dell’Aida). Lo script accumula gag su gag e non risparmia colpi di scena, sfruttando con invidiabile creatività l’artificio narrativo del viaggio nel tempo, e i miracoli digitali fanno il resto, assieme ai vari set romani e all’accuratezza dell’intera operazione.
     
    Cecil B. DeMille, re indiscusso dei peplum hollywoodiani, avrebbe sicuramente approvato con il sorriso sulle labbra!
  4. Shuji
    (piccolo sfogo OT personale)
     
    Si, dico a te, razza di aborto di Gremlin preso a calci in c*lo da Joe Dante.
    Puoi rispondermi a una domanda sulla tua esistenza, ovvero:
    perche' diavolo esisti?
     
    Parlo di quanto di seguito.
     
    Avendomi regalato un netbook koreano, e devo dire che penso anche di usarlo per molte cose, vado, molto semplicemente, ad aggiornare online sia windows che... una sezione particolare di setup chiamata 'samsung upgrade' una roba cosi'.
     
    Rientro in studio la mattina, il coso ha fatto tutti i suoi aggiornamenti, pare tutto a posto.
    Penso che mi piace molto il display non glossy, almeno posso usarlo bene anche all'esterno; stacco la presa per la corrente e tutto e' ok come prima.
     
    C'e' qualcosa che non mi torna, ma ho altro da fare il mattino, cosi' ci 'gioco' per una decina di minuti, chiudo il tutto e prima di uscire, passando davanti ad uno specchio dico tra me e me 'Toh, oggi sembri piu' abbronzato".
     
    I piu' perfidi avranno capito gia' qui dove voglio andare a parare, comunque continuo;
    eh si, la luminosita' del display e' sempre sparata a manetta, infatti per i vari profili dovrebbe comportarsi in modo differente, a seconda se e' collegato o meno alla rete, se si sta usando o meno il sistema a pieno regime etc. E invece no. Ma prima funzionava regolarmente.
     
    Ovviamente ne sono venuto a capo stasera, e ovviamente era il &//&%/&(& UPGRADE dei driver video che era spuntato come aggiornamento nel software samsung upgrade, che e' BACATO e rende impossibile gestire la luminosita' del display, sia in manuale che in automatico.
     

    E' Allucinante.


    Ho dovuto recuperare driver intel dedicati, fare prove, cambiare chiavi di registro, per un problema che non ha alcun senso di esistere. E per una cosa leggo in giro, gia' segnalata da MESI.
     
    Ora quindi, tu, Omino Samsung che ci leggi e che SAI stiamo parlano di te, oltre a domandarmi perche' diavolo esisti, prima o poi, quando ti avro' sotto gli scarponi mentre ti alzero' osannante a calci, pensi che mi potrai gentilmente dire perche' insisti a complicarti e a complicare la vita degli altri con queste cazz*te?
     
    Grazie.
  5. Shuji
    Segue testo
     
    UDINE – Se Hollywood trasloca in Oriente, rifacendo i propri film su misura per il grande mercato del Sol Levante (parliamo di titoli forti come Sideways e Ghost), anche l’industria cinematografica giapponese dedica le sue migliori attenzioni ai prodotti degli States. E’ il caso di Paranormal Activity 2, spaventoso remake del celebratissimo horror made in USA, che il tredicesimo Far East Film Festival di Udine presenterà come anteprima internazionale!
     
    Firmato da Nagae Toshikazu e distribuito in Occidente dall'americana Iam Global, il film ricalca fedelmente la struttura del cult movie originale (nonostante il numero 2 faccia pensare ad un sequel) ma se ne discosta quanto basta per creare nuovi brividi e nuove (brutte) sorprese. Ci sono due fratelli, c’è una stanza, c’è una videocamera che filtra lo sguardo degli spettatori. E c’è, soprattutto, una sinistra presenza. Cosa si nasconde nella buia notte di Tokyo?
     
    Non c’è dubbio: la gloriosa tradizione del new horror nipponico, sempre testimoniata con cura e affetto dal Far East Film Festival (nel 2000, ricordiamo, Udine è stato il primissimo domicilio occidentale della trilogia The Ring), trova in Paranormal Activity 2 una solida roccaforte d’inizio decennio. Il punto da cui ripartire per modernizzare e, forse, radicalizzare un genere tra i più amati …
  6. Shuji
    (Giro come ricevuto) PRESTO IN SALA POETRY DI LEE CHANG-DONG, VINCITORE DI DUE PRESTIGIOSI ASIAN FILM AWARDS
     
    POETRY del regista coreano LEE Chang-dong ha trionfato il 21 marzo agli Asian Film Awards di Hong Kong, la cerimonia degli Oscar orientali, conquistando il Premio per la Miglior Regia e il Premio per la Miglior Sceneggiatura - riconoscimento ottenuto anche a Cannes – nonostante l’agguerrita concorrenza della Cina e del sub-continente indiano.
     
    Lee Chang-dong sarà a breve in Italia per la presentazione di POETRY che sarà distribuito nelle sale italiane dal 1° aprile dalla Tucker Film, di nuovo sugli schermi dopo il successo dello scorso anno col premio Oscar Departures.
     
    Noto per il suo impegno come Ministro della Cultura coreana, ma soprattutto apprezzato dalle platee per Oasis, vincitore del Leone d’Oro e della Coppa Volpi per la Migliore Attrice alla Mostra di Venezia 2002, e per Secret Sunshine, che vinse a Cannes 2007 il premio per la Migliore Interpretazione Femminile e i premi per il Miglior Film e per la Miglior Regia agli Asian Film Awards 2008, Lee Chang-dong promette di “incantare” ancora una volta pubblico e critica italiano con una nuova storia che colpisce al cuore: quella di POETRY.
     
     
     
    POETRY racconta di Mija che si ribella alla realtà con la ricerca della bellezza. A 66 anni, la donna vive col nipote, studente di liceo di una piccola città nella Corea del Sud. Mija è eccentrica e piena di curiosità. Il caso la porta a frequentare un corso di scrittura poetica e, per la prima volta nella sua vita, a scrivere una poesia. Mija cerca la bellezza anche nel suo ambiente, al quale fino ad allora, non aveva prestato un’attenzione particolare. Ha l’impressione così di scoprire delle cose che erano sempre state davanti ai suoi occhi. Ma il suo sogno di scrivere poesia deve fare i conti con una realtà dolorosa e sordida, a cui si rifiuta di prestare il fianco, che immagina diversa e finisce per trasfigurare – forse per l'Alzheimer che la sta aggredendo. Una realtà a cui si ribella con la ricerca della bellezza.
     
    La Tucker Film unisce il Centro Espressioni Cinematografiche di Udine (organizzatore del Far East Film Festival) e Cinemazero di Pordenone.
     
    www.tuckerfilm.com
  7. Shuji
    Anni fa, il che corrisponde sicuramente a molti anni prima che facessi ricco DDDHouse, una cosa del cinema giapponese e non solo mi aveva colpito e lasciato con degli interrogativi:
     

     
    La lapide di Ozu Yazujiro, il celeberrimo regista giapponese, ove in luogo del nome, vi e' l'ideogramma che sta per MU, o vuoto che dir si voglia.
     
    Dopo diverso tempo poi avevo compreso che una delle 'chiavi' per comprendere la rappresentazione scenica dei film giapponesi, era quella di 'cambiare' una valenza; quella che occidentalmente noi assegniamo al vuoto come 'negativita'.
     
    Togliendo quel velo negativo a tale equivalenza, iniziamo a percepire la 'differente' percezione delle cose di questa cultura.
     
    Il vuoto non e' il "quid" nagativo che 'separa' le cose in un dato spazio, ma crea delle "relazioni" con esse.
    Il vuoto in qualche modo 'informa' i sensi della 'percezione' differente degli oggetti, specie con giochi di luce chiaro/scuro, contribuendo a stimolarli ed a regalarci di essi una 'visione personale' degli stessi, anche in relazione alle distanze tra insiemi di volumi.
     
    Alla fine e' il concetto del tutto errato che in occidente si ha del wabi-sabi; si comprano oggetti di una certa foggia, ma l'importante non e' legato agli oggetti. Ma allo spazio in se'.
     
     
    Come dicevo prima, per molti che non avevano avuto occasione di vedere qualcosa del periodo di Ozu od antecedente, c'e' una certa linea narrativa che informa la cinematografia di quegli anni; quando Ozu, molte volte, riprende con uno evidente 'stacco', che so, degli elementi ferroviari senz'altro in campo e che non rappresentano cio' che un personaggio vede (quindi un dettaglio) o che in qualche modo e' legato al contesto narrativo, in realta' secondo me non indica una qualche chiave di lettura natura metaforica, ma con quei 'vuoti' centellina il concetto di mono-no-aware, di scorrere del tempo con una patina di rimpianto, in qualche modo fortemente associato, ma non con reale valenza animista ma rappresentativa dello spazio, agli oggetti.
     
    E' quindi un 'quid' assai legato alla cultura giapponese.
     
    C'e' anche una cosa che mi aveva incuriosito ai tempi, ed era una curiosa assonanza di un certo elemento delle abitazioni/appartamenti, uno 'spazio' in qualche modo tenuto 'celato' ed indviduale (contenente o meno certi oggetti), un termine che non rammento ora, con questo tipo di riprese.
     
    La cinematografia di Ozu, quella giapponese in senso lato, spesse volte a me dava l'impressione di un voler 'aprire' degli spazi personali ed indviduali, quegli spazi, per mostrarli.
  8. Shuji
    Johnny To sarà in Italia il 22 aprile ad Udine (al Far East Film) e il 23 a Roma per l'anteprima del suo ultimo film "Vengeance" di cui vediamo un trailer di seguito:
     
    http://www.youtube.com/watch?v=GbBcqux6b4I&
     
    Il film dovrebbe essere in uscita nelle sale italiane per la fine di aprile (il 30) per i tizi di Fandango.
  9. Shuji
    Il Cinema della Corea del Sud (sintesi).
     
    La ribalta anche internazionale per una cinematografia che da piu' parti viene proclamata
    essere la nuova Hong Kong, avviene nel 1999 con il film "Swiri/Shiri" del regista Kang Je-Gyu
    che per il territorio e per il periodo era un colossal originariamente di 5 Milioni di
    dollari circa, fruttandone 60 solo in patria, divenendo il piu' grande successo mai ottenuto nella Corea del Sud. L'ennesimo ed ultimo successo di kang Je-Gyu e' Taegukgi (2004), film che tuttora, con dati aggiornati al 13 luglio, risulta il terzo film coreano piu' visto nella storia della Corea, sottraendo la palma a Silmido (vd. tabella in fondo).
     
    Successivamente a Shiri, Joint Security Area (2000) di Park Chan-wook otterra' successo
    quasi a livello di Shiri, e lo stesso Park Chan-Wook verra' proiettato nell'olimpo dei
    registi coreani, divenendo famoso all'estero forse di piu' per quella che e' una sorta di
    'trilogia della vendetta', che comprende "Boksuneun naui geot/Sympathy for Mr.
    Vengeance"(2002), "Oldeu Boi/Old Boy"(2003), "Chinjeol-han Geum-ja-ssi/Sympathy for Lady
    Vengeance"(2005).
     
    A Kang Je-Gyu ed a Park Chan-wook ci sono altri talenti da aggiungere per una panoramica il
    piu' possibile completa, come Kim Jee-won, il cui film del 1998 "The Quiet Family", ad
    esempio, e' stato oggetto di remake da parte di Takashi Miike in "Happiness of the
    katakuris", mentre "Janghwa, Hongryeon/Tale of two sisters" (2003) ha visto un remake
    americano proprio quest'anno, con "The Uninvited", che vede al debutto i fratelli Charles e
    Thomas Guard (con risultati c'e' da dire non entusiasmanti al botteghino, nonostante il remake non sia da buttare). I non rassicuranti risultati del remake probabilmente non faranno vedere un remake o la distribuzione di un altro film di Kim Jiwoon; "Banchikwang/The Foul King" (2000).
    Il suo ultimo film risale al 2005 ed e' "Dalkomhan insaeng/Bittersweet Life"
     
    Impossibile poi non ricordare e mettere in evidenza Kim Ki Duk, che si muove nel territorio
    del racconto di dolore e passione di "Seom/The isle" (2000), passando per "Nabbeun namja/Bad
    Guy" (2001), fino alla liricita' di "Bom yeoreum gaeul gyeoul geurigo bom/Primavera, estate,
    autunno, inverno... e ancora primavera" (2003). Il suo ultimo film e' "Areumdapta/Beautiful" (2008)
     
    Ricordiamo tra i talenti visionari Jeong Jun-hwan con il suo particolare "Jigureul
    jikyeora!/Save the green planet" (2003), e di Cho Jin-gyu con la particolare commedia "Jopog Manura/My wife is a gangster" (2001, con due seguiti nel 2003 e nel 2006) . Di tale film e' in programmazione l'ennesimo remake USA, si vocifera con Andy Garcia nel cast.
     
    Certo, il cinema sud-coreano non e' sinonimo solo di sceneggiatori o registi, ma anche di
    validi attori, basti ricordare quel Shin Ha-kyun che va con nonchalance da JSA (Joint
    Security Area), al su menzionato e stralunato "Save the Green Planet", fino a "Sympathy for
    Mr. Vengeance".
     
    Di seguito potrete leggere una tabella di gradimento 'alltime', quindi di sempre, del
    pubblico sud-coreano nelle sale cinematografiche. E' interessante notare che nelle prime 10
    posizioni vi siano 9 film coreani, che l'unico ad entrare in classifica tra i primi 10 sia Transformers
    (sic) e che Shiri e JSA ancora resistano tra i primi 20 a discapito degli anni trascorsi
    (sono rispettivamente al 15' e al 18' posto).
     
     

  10. Shuji
    (NB; ricevo ed inoltro).


     

    Inizia domani a Milano la 17a edizione di Cannes e dintorni, la rassegna - promossa da Agis Lombardia, Provincia di Milano-Assessorato alla Cultura e Corriere della Sera - che propone una selezione di film provenienti direttamente dalla Croisette. Ma non solo! Tra i titoli in programma, per la prima nella storia della manifestazione, anche i trionfatori del FEFF14: il coreano Silenced (vincitore dell’Audience Award e del Black Dragon Award) e l’esilarante peplum-fantasy giapponese Thermae Romae (Mymovies Audience Award). Oltre ai film, saranno organizzati dei CineAperitivi, incontri (a ingresso libero) con critici ed esperti del settore. Tra questi Thomas Bertacche, il coordinatore del Far East Film Festival, che sarà ospite a Milano in occasione dell’incontro “I Festival servono ancora al cinema? Gli autori, il mercato e il pubblico” (sabato 16 giugno all’Apollo SpazioCinema alle ore 19.15).


     
    Maggiori informazioni su www.lombardiaspettacolo.com.
     
    SILENCED
    di Hwang Dong-Hyuk
    sabato 16 giugno, Apollo spazioCinema (sala Fedra), ore 13.00
    martedì 19 giugno, Apollo spazioCinema (sala Fedra), ore 17.30
     
    THERMAE ROMAE
    di Takeuchi Hideki
    sabato 16 giugno, Apollo spazioCinema (sala Fedra), ore 17.15
    lunedì 18 giugno, Spazio Oberdan, ore 15.45
    martedì 19 giugno, Apollo spazioCinema (sala Fedra), ore 20.00
     
    I FESTIVAL SERVONO ANCORA AL CINEMA? GLI AUTORI, IL MERCATO E IL PUBBLICO
    sabato 16 giugno, Apollo spazio Cinema, ore 19.15 (ingresso libero)
    Incontro con:
    Emanuela Martini, Vicedirettore del Torino Film Festival
    Thomas Bertacche, Coordinatore del Far East Film Festival
     
     

    Far East Film Festival 15 (Udine, 19 – 27 aprile 2013) / Centro Espressioni Cinematografiche / Via Villalta, 24 - 33100 Udine T. 0432/299545 – F. 0432/229815 /
    www.fareastfilm.com

  11. Shuji
    Al via con Pollen, paragonato a Teorema di Pasolini, l’attesa retrospettiva sugli anni ’70 in Corea del Sud: un periodo buio mai documentato fuori dall’Asia.
     
     
    UDINE – Far East Film 14 non darà spazio soltanto all’Asia contemporanea ma anche al suo passato, documentando attraverso 10 titoli invisibili in Occidente uno dei periodi più scuri (ma, culturalmente, più fertili) della storia della Corea del Sud: gli anni ‘70. The Darkest Decade: Korean Filmmakers in the 1970s, questo il titolo della preziosa retrospettiva firmata da Darcy Paquet e in apertura lunedì 23 aprile, racconterà come a dispetto dell’ambiente politicamente e socialmente repressivo, durissimo, caratterizzato da una feroce censura, alcuni registi abbiano scelto, con grandi risultati, di rimanere attivi per tutto il decennio, producendo così alcune delle opere più memorabili della storia del cinema nazionale.
     
    Sono cinque i grandi maestri selezionati: a cominciare dall’autorevolissimo Kim Ki-young (il suo leggendario The Housemaid del 1960 è stato riletto, nel 2010, da Im Sang-soo e proprio Im Sang-soo presenterà tra pochi giorni al Festival di Cannes il thriller erotico Taste of Money interpretato dallo stesso Darcy Paquet!) e proseguendo con Lee Man-hee, Kim Soo-yong, Yu Hyun-mok fino, ovviamente, a Im Kwon-taek, il più noto al pubblico occidentale.
     
    The Darkest Decade sarà una celebrazione dei loro successi come il film d’apertura, Pollen (1972), paragonato a Teorema di Pasolini: l’opportunità di testimoniare, per la prima volta fuori dai confini sudcoreani, la storia delle loro lotte e delle loro carriere tutt’altro che in discesa (Lee Jang-ho fu arrestato nel 1975 per uso di marijuana e riuscì a girare un nuovo film solo dopo l’assassinio del Presidente Park Chung-hee, Shin Sang-ok si vide revocata la licenza a girare e fu successivamente rapito e deportato in Corea del Nord).
     
    Oltre a firmare la retrospettiva, Darcy Paquet firma il volume Il decennio oscuro – I registi coreani negli anni Settanta (edito dal FEFF in Italiano e in Inglese): una preziosa pubblicazione che, attraverso interviste, saggi, profili dei registi, intende situare i capolavori nascosti nel loro esatto contesto storico e – perché no? – stimolare i lettori alla ricerca di altre gemme sepolte nella darkest decade. E anche questo è Far East Film!
  12. Shuji
    Il grande maestro, ospite del FEFF 14, ha portato a Udine con sé tre giovani promesse hongkonghesi.
     
    UDINE – «Il futuro del cinema di Hong Kong? Sono loro: i giovanissimi registi
    del Fresh Wave!». Parola di Johnnie TO, ospite del quattordicesimo Far
    East Film per presentare la commedia Romancing In Thin Air e, appunto,
    quattro corti del Fresh Wave Short Film Festival. «Voi, ragazzi, dovete
    girare più film che potete – ha aggiunto il grande maestro, rivolgendosi a
    Wong Wai-kit, Mo Lai e Li Yin-fung, i tre beginners che lo hanno seguito a
    Udine – e, quando li avete girati, dovete subito portarli sotto i riflettori di Far
    East Film!».
     
    Non a caso, il Festival friulano è la prima sponda occidentale toccata da
    Mister TO per promuovere le opere dei suoi allievi (opere mai uscite prima
    dai confini asiatici!). Seguirà, il 29 giugno, la trasferta alla decima edizione di
    Paris Cinéma, nell’ambito della sezione Hong Kong à l’honneur: un corposo
    omaggio al cinema dell’ex colonia britannica.
    Il Fresh Wave, diretto stesso Johnnie TO per conto dell’Hong Kong Arts
    Development Council, dà voce ai nuovi talenti hongkonghesi e ha trovato
    proprio nel mitico regista (Presidente del Film and Media Arts Group) una
    solida colonna e un entusiasta ambasciatore internazionale: scoprire, coltivare
    e promuovere la next generation di cineasti e filmmaker è, per lui, il modo
    più felice di salvaguardare l’anima creativa della sua amatissima Hong Kong e
    di garantirle una continuità nel tempo.
    Quello di Johnnie TO è uno dei nomi più cari al team e agli spettatori di Far
    East Film: un’amicizia che dura da tempo, visto che fin dal numero zero del
    festival, nel 1998, il pubblico ha letteralmente adorato il mitico regista (l’anno
    successivo, poi, fu proprio il suo memorabile A Hero Never Dies, ad
    aggiudicarsi l’Audience Award 1999, ora disponibile in DVD nella collana Far
    East Film - CG Home Video).
    Hongkonghese per nascita, ma udinese per affettuosissima acclamazione
    popolare, TO ha inoltre voluto girare proprio nella città friulana alcune scene
    del suoYesterday Once More nel 2004.
    Dopo la proiezione al FEFF, Romancing in Thin Air farà tappa al Trento
    Film Festival, storica rassegna internazionale dedicata al cinema di
    montagna.
  13. Shuji
    Il grande maestro di Hong Kong torna al FEFF come regista (Romancing in Thin Air)
    e ambasciatore del Fresh Wave Festival, voce dei giovani hongkonghesi
     
    UDINE – Hong Kong non muore mai! Parafrasando il titolo di uno dei suoi film più celebrati, A Hero Never Dies, ecco il grido di battaglia che meglio rappresenta la filosofia cinematografica – e non solo – di un grande maestro: Mister Johnnie To. Un grido di battaglia che il regista, vecchio amico di Far East Film, lancerà nuovamente sotto i riflettori udinesi presentando il suo attesissimo Romancing in Thin Air (sarà il primo passaggio ad un Festival internazionale) ma anche presentando quattro corto/mediometraggi del Fresh Wave Short Film Festival che, nella città cantonese, lui stesso dirige per conto dell’Hong Kong Arts Development Council.
     
    Voce dei giovani e giovanissimi talenti hongkonghesi, il Fresh Wave ha trovato proprio in Johnnie To (Presidente del Film and Media Arts Group) una solida colonna e un entusiasta ambasciatore internazionale: scoprire, coltivare e promuovere la next generation di cineasti e filmmaker è, per lui, il modo più felice di salvaguardare l’anima creativa della sua amatissima Hong Kong e di garantirle una continuità nel futuro.
     
    Quattro, ripetiamo, i corti selezionati (e che supereranno per la primissima volta i confini di Hong Kong) dagli organizzatori del FEFF 14: si tratta di 1+1 di Mo Lai, The Decisive Moment di Wong Wai-kit, July 1st, an unhappy birthday di Li Miao e Sew di Li Yin-fung. I registi accompagneranno a Udine le proprie pellicole e, come anticipato, ci sarà anche Johnnie To, presente dalla Opening Night di venerdì 20 aprile fino a martedì 24 per la gioia dei tantissimi fan!
     
    Quello di Johnnie To, senza alcun dubbio, è uno dei nomi più cari al team e agli spettatori di Far East Film: un’amicizia che dura da tempo, visto che fin dal numero zero del festival, nel 1998, il pubblico ha letteralmente adorato il mitico regista (l’anno successivo, poi, fu proprio un suo film, il memorabile A Hero Never Dies, ad aggiudicarsi l’Audience Award 1999, ora disponibile in DVD nella collana Far East Film - CG Home Video).
     
    Hongkonghese per nascita, ma udinese per affettuosa acclamazione popolare, To ha inoltre voluto girare proprio nella città friulana alcune scene della comedy Yesterday Once More nel 2004.
     
    Romancing in Thin Air, dopo la proiezione di Udine farà tappa al Trento Film Festival, storica rassegna internazionale dedicata al cinema di montagna.
     
    Organizzato dal Centro Espressioni Cinematografiche con il Teatro Nuovo “Giovanni da Udine”, sua sede storica assieme agli spazi del Visionario, il quattordicesimo Far East Film Festival presenterà una sessantina di titoli (tra anteprime, omaggi, riscoperte) e andrà in scena dal 20 al 28 aprile.
     
    Link al trailer del film Romancing in Thin Air di Johnnie To.
    http://www.youtube.com/watch?v=LofoXeHIAH0
     
    Link al Festival Trailer di Quark Henares.
    http://www.youtube.com/watch?v=aoHWsB1tfRg&list=UU0OOEYrsKWjQbPTMsJiRkfA&index=1&feature=plcp
  14. Shuji
    “A SIMPLE LIFE”, DALL’ 8 MARZO NELLE SALE ITALIANE
     
    Udine - Con il logo della friulana Tucker Film (“Departures”, “Poetry”), giovedì 8 marzo – Giorno della Donna – esce nella sale italiane il film “A Simple Life”. Diretto dalla regina della Nouvelle Vague di Hong Kong, Ann Hui, e premiato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 68. con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile - consegnata all’attrice Deanie Ip -, il film nella sua edizione italiana porta la firma di Elettra Caporello, nome illustre dei dialoghisti del nostro cinema, da vent’anni adattatrice di tutti i film di Woody Allen.
     
    In contemporanea con l’uscita di Hong Kong, “A Simple Life” tra l’8 e il 9 marzo raggiungerà gli schermi di 20 città italiane lungo tutta la penisola.
     
    A Milano “A Simple Life”, da venerdì 9 marzo, “entrerà in cartellone” al Cinema Apollo e a Roma all’Alcazar e al Fiamma.
     
    Giovedì 8 marzo, all’Alcazar di Roma alle ore 21.00, il film sarà introdotto da Marco Müller.
     
    In Friuli Venezia Giulia il film sarà al Visionario di Udine giovedì 8 alle ore 21.00 all’interno dell’evento speciale Calendidonna 2012; a Pordenone a Cinemazero e a Trieste al Cinema Giotto.
     
    Tratto da una storia vera e in equilibrio tra melodramma e commedia, “A Simple Life” racconta la tenera amicizia tra la domestica Tao e il suo giovane padroncino, il produttore cinematografico Roger Lee. Tao è al servizio della famiglia del produttore da 60 anni e di lui si prende cura come se fosse un figlio. Ma le semplici cose della vita invertiranno presto i loro ruoli e il racconto della loro relazione, della loro ricchezza di affetti, si trasformerà quindi in un apologo sull’amore filiale, che non teme le differenze sociali, il decadimento del corpo e il trascorrere delle stagioni.
     
    Ann Hui ha diretto più di 20 lungometraggi e ha vinto numerosi premi, tra cui nel 1996 l’Orso d’Argento a Berlino con “Summer Snow”. Nel 2009, il Far East Film Festival di Udine ha omaggiato il cinema di Ann Hui con una retrospettiva che comprendeva anche i suoi lavori televisivi. Inoltre è la prima regista donna ad ottenere l’Oscar Asiatico (Premio alla Carriera) che le sarà consegnato durante una serata di Gala agli Asian Film Awards a Hong Kong il prossimo 21 marzo.
     
    La Tucker Film nasce dall’unione d’intenti tra il Centro Espressioni Cinematografiche di Udine (organizzatore del Far East Film Festival) e Cinemazero di Pordenone.
     
     
    Le sale italiane di “A Simple Life”:
     
    TRIVENETO
    Padova - Mpx - da giovedì 8 marzo
    Treviso - Cinema Edera - da giovedì 8 marzo
    Vicenza - Cinema Odeon - da venerdì 9 marzo
    Trieste - Cinema Giotto - da venerdì 9 marzo
    Udine - Cinema Visionario - da giovedì 8 marzo
    Pordenone - Cinemazero - da giovedì 8 marzo
     
    LOMBARDIA
    Milano - Cinema Apollo - da venerdì 9 marzo
     
    EMILIA ROMAGNA
    Bologna - Cinema Odeon - da giovedì 8 marzo
    Modena - Cinema Astra - da venerdì 9 marzo
    Ravenna - Cinema Astoria - da definire
    Rimini - Cineteca - da venerdì 9 marzo
    Cesena - Cinema San Biagio - da giovedì 8 marzo
     
    PUGLIA
    Bari - Piccolo - da giovedì 8 marzo
    Barletta - Multisala Opera - da venerdì 9 marzo
     
    LAZIO
    Roma - Cinema Fiamma - da definire
    Roma - Cinema Alcazar - da giovedì 8 marzo
     
    PIEMONTE
    Torino - Cinema Ambrosio - da venerdì 9 marzo
     
    SICILIA
    Palermo – Cinema Gaudium – da giovedì 8 marzo
     
    SARDEGNA
    Cagliari – Cinema Greenwitch – da giovedì 8 marzo
     
     
    TUCKER FILM
    Tel +39 0432 299545
    tuckerpress@tuckerfilm.com
    www.tuckerfilm.com
  15. Shuji
    (mi segnalano e reinoltro integralmente. )
     
    Sarà il superhero Zebraman il protagonista di due film della Mezzanotte della 67. Mostra Internazionale d’Arte, con Zebraman (2004) e l’attesissimo sequel Zebraman: Zebra City no gyakushu (Zebraman 2: Attack on Zebra City) (2010) del visionario regista giapponese Miike Takashi.
     
    Il primo dei due film, Zebraman uscito in Giappone nel 2004, sarà proiettato fuori concorso la notte dell’ 8 settembre (Sala Perla ore 0.15), il secondo, Zebraman: Zebra City no gyakushu (Zebraman 2: Attack on Zebra City) sarà proiettato fuori concorso il 9 settembre (Sala Grande alle ore 0.30), subito dopo la visione del suo attesissimo samurai/action 13 Assassins (in concorso, in prima mondiale) a chiudere quindi un’intera serata votata alla genialità di uno degli autori più estremi e innovatori del cinema mondiale.
     
    L’opera di Miike Takashi, contrassegnata dagli eccessi della sua coraggiosa efferatezza (si pensi a Audition o a Ichi The Killer o al censurato Imprint) ed esemplare nella sua unica prolificità (più di 70 film in vent’anni di carriera, nessuno ha un ritmo di lavoro pari al suo), non è certo inedita a Venezia. A cinque anni dalla presentazione fuori concorso del “fantastico” The Great Yokai War (Venezia 2005) un bizzarro racconto capace di immergersi nelle leggende locali dell’eterna lotta tra il male e il bene e a tre anni dall’impareggiabile Sukiyaki Western Django (Venezia 2007) esempio irripetibile di “macaroni western in salsa nipponica”, Venezia non poteva che inoltrarsi nuovamente nell’universo Miike. Un universo stravagante dominato da uno stile grottesco e anarchico che mostra assoluta indifferenza sia verso i generi cinematografici - li ha sostanzialmente frequentati tutti “violentandoli” e reinventandoli - che verso le gerarchie tra film di serie A e B; uno spazio espressivo totalmente libero la cui nascita e definizione è indubbiamente uno degli eventi che più hanno segnato il cinema di questi ultimi anni.
     
    Miike Takashi ha realizzato i film di genere in modo diverso da qualsiasi altro regista e il genere dei supereroi non fa certo eccezione. I due Zebraman appartengono a questa categoria e al contrario dei film hollywoodiani non posseggono un tono dark e metaforico, ma appaiono rumorosi, impertinenti, straripanti di inventiva e di mistero nonché dominati da creature mutanti, tartarughe in fuga, gag, riferimenti alla cultura anni Settanta e coreografie musicali con movenze anche salaci o per meglio dire espressamente sensuali. I due Zebraman, entrambi sceneggiati dall’eccentrico Kudo Kankuro, raccontano la vittoria sul male di un uomo qualunque, un professore di scuola media, che appassionato del serial TV “Zebraman” scopre di possedere gli stessi poteri magici (decisivi per combattere gli alieni) indossando il costume del suo idolo televisivo. Nel secondo episodio, Zebraman: Zebra City no gyakushu (Zebraman 2: Attack on Zebra City), ambientato nel 2025 il protagonista (l’oramai canuto Aikawa Show) si sveglia dopo un sonno di 15 anni in una nuova Tokyo che porta il nome di Zebra City. In questa città al confine tra il bene e il male, i potenti hanno decretato che per cinque minuti due volte al giorno, nello "Zebra Time," la polizia mascherata e vestita di cuoio può uccidere chiunque per le strade come "prevenzione" della criminalità. E’ in questo scenario apocalittico che avrà inizio la controffensiva di Zebraman.
     
    Con la presentazione dei due Zebraman a mezzanotte si rinnova il legame tra la Mostra del Cinema di Venezia e il Far East Film Festival di Udine. Legame che negli scorsi anni aveva portato alla proposta notturna di due sorprendenti film asiatici di genere: il bizzarro e parodistico Guilala gyakushu - Samitto kiki ippatsu! (Monster X Strikes Back: Attack The G8 Summit!) del regista giapponese Minoru Kawasaki e l’epico film “salgariano” di pirati Puen-yai-jom-sa-lad( Queens of Langkasuka) di Nonzee Nimibutr, la più ambiziosa (e costosa) produzione del cinema thailandese degli ultimi anni.
     
    Miike Takashi è stato di Udine uno dei beniamini più amati. Nel 2002 con Ichi The Killer, nel 2003 con Shangri-la e Graveyard Of Honour, e nel 2006 con Imprint, l’episodio della serie Masters of Horror e nel 2009 con Yatterman trasposizione del celebre cartone animato Yattaman.
     
     
    Note biografiche:
     
     
     
     
    Venezia, 28 agosto 2010
    Per ulteriori informazioni
    Ufficio Stampa la Biennale di Venezia
  16. Shuji
    Il Cinema di Hong Kong (sintesi)
    ---
     
    Nel ventennio 1980-90 il fulcro del cinema asiatico aveva un nome; Hong Kong; a livello
    industriale-cinematografico e produttivo non cosi' distante da USA e India.
    I nomi di punta allora erano principalmente tre, Jackie Chan, John Woo e Tsui Hark.
    Solo in ordine temporale e accennando ad un solo film a testa, di Jackie Chan ricordiamo
    "'A' gai waak" (1983), da noi conosciuto con il nome "Operazione Pirati. Project A", di John
    Woo "A better tomorrow" (1986), di Tsui Hark "Zu warriors" (1983). Woo e' stato il primo
    regista ad essere ingaggiato negli USA, con il film "Hard Target" (1993), in Italia "Senza
    Tregua". La differenza sostanziale delle produzioni di Hong Kong rispetto ad esempio alle
    mega produzioni americane, e' che anche i nomi piu' famosi lavorano/avano in un meccanismo
    industriale molto ben collaudato, che richiede ad esempio alle stesse star di girare tutte
    le parti di un film, senza controfigure o stuntmen. Spesso un attore girava anche un film al
    mese.
     
    E' del 1992 (circa) la casa di produzione "United Filmmakers Organization" (conosciuta poi
    con la sigla UFO) fondata da Eric Tsang, con tra gli altri Peter Chan, con l'intento di
    produrre commedie di tipo prettamente sentimentale, dal setup contemporaneo e con
    protagonista per lo piu' la classe media del paese. Produzioni distanti dai tipici film
    d'azione di Hong Kong.
     
    Le cose iniziano a cambiare nei tardi anni novanta, con la migrazione di molti attori famosi
    verso occidente, e con il ritorno nel 1997 di Hong Kong nella Repubblica Popolare Cinese.
    In questo periodo (nel bienno 98-99) c'e' da segnalare anche la vasta produzione "Milkyway
    Image", che vede tra i fondatori un certo Johnnie To. Tale societa' ha dato visibilita' a
    molti artisti anche nuovi, incrementando il versante quantitativo, ma che ha anche
    relativamente abbassato il livello qualitativo delle produzioni. E' di questi anni anche una
    certa polemica tra Johnnie To e Peter Chen (vd.sopra).
     
    Si parlava di cambiamento, ma non di rivoluzione, in quanto nonostante i vari problemi
    dell'industria cinematografica di HK, la produzione non si e' comunque fermata, nonostante
    possa sembrare quasi ironico che a far riguadagnare la ribalta internazionale alla
    produzione di Hong Kong sia stato un taiwanese, Ang Lee, con "Wo hu cang long/Crouching
    Tiger, Hidden Dragon" (2000), film da noi conosciuto come "La tigre e il dragone".
    Nonostante tutto, proprio "La tigre e il dragone" ed altre produzioni similari, hanno
    mostrato la necessita' di un forte cambiamento nella macchina produttiva di Hong Kong; i
    vecchi ritmi e le passate produzioni man mano lasciano e hanno lasciato spazio a questo tipo
    di progetti, specialmente di maggior respiro, anche se ad esempio film quali "Ying
    xiong/Hero" (2002) di Zhang Yimou e "Mou gaan dou/Infernal Affairs" (2002) di Andrew Lau, mostrano piu' una maggiore maturita' industriale che una 'resa' di un certo modo di fare
    cinema, che comunque non ha mai perso le proprie tipiche peculiarita'. Ciononostante la
    varieta' e la quantita' insieme delle produzioni filmiche di Hong Kong, e non a discapito
    della qualita', di solo una ventina d'anni orsono, forse sono solo un ricordo.
    --
     
    edit: da non dimenticare che "The Departed" , il film americano premio Oscar 2007 come miglior film, di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio, Matt Damon, Jack Nicholson, Mark Wahlberg, e' una 'sorta' di remake di Infernal Affairs...
     
     
    Prossime puntate (salvo integrazione), Corea del Sud (Giappone) e Thailandia.
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