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Jupiter00

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Tutti i contenuti di Jupiter00

  1. "Arrivederci" è infelice perché esprime proprio l'opposto della rassegnazione, contemporaneamente ha senso utilizzare il saluto "usuale" con un tono tragico e anche per questo ancor più freddo, esprime meglio l'apatia.
  2. Il doppiaggio è così per motivi di sync probabilmente, l'utilizzo di un'espressione come "altri che tu" o qualcosa del genere anche avrebbe aiutato, ma ancora la frase sarebbe forse troppo lunga. Secondo me la soluzione è abbandonare la negazione (cosa che non si è fatta per restare vicini alla costruzione giapponese, credo). "Però quanto a te, quanto a quello che puoi fare solo tu, qualcosa da fare potrebbe esserci", per esempio, oppure, come hai detto, eliminare l'ultimo "per te" per avere le giuste pause.
  3. Su reddit si lamentano principalmente dell'assenza di "fly me to the moon", dell'espressione "third children" piuttosto che "third child" e della recitazione, quindi più del dub che della localizzazione.
  4. Come dicevo, è accettabile come filosofia fino a quando non sembra uno straniero che tenta di trasformare una frase dalla propria lingua all'italiano, non è proprio quello che un adattatore dovrebbe evitare?
  5. Comunque rileggendo velocemente osservo che le critiche sulle singole scelte puntano tutte nella stessa direzione: l'uso di termini desueti come restauro in riferimento a una macchina, unità prima e apostoli contro le diciture a cui siamo abituati, "il che" e altri "frasi da meme" che sono state liquidate in quanto tali... La mia percezione è che le lamentele riguardino l'impatto generale quasi ampolloso che deriva dalla volontà di mantenere questa corrispondenza uno a uno con la lingua di partenza che in alcune istanze dovrebbe forse essere sacrificata per una resa più fluida e un registro più omogeneo. Non sto dicendo né che l'utenza si lamenta della complessità (anche se alcuni criticano per pura nostalgia) né che la "filosofia" dell'adattamento è sbagliata, solo che la fedeltà linguistica deve essere abbandonata quando il risultato è tale da renderla palese.
  6. La tanto avversata traduzione di "shito" può essere opinabile ma sicuramente non è un errore, visto che in tutta l'opera c'è questo dualismo tra la lingua originale e l'inglese. Se poi gli autori hanno effettivamente esplicitamente indicato una traduzione "ufficiale" sarebbe stato meglio usare quella. Se poi nei titoli che intendono essere una traduzione di quelli giapponesi mantengono angeli, quello è un errore.
  7. Sono proprio questi commenti che rifiutano il colloquio e non portano argomentazioni a uccidere la conversazione. Questo e gli insulti.
  8. Palesemente non è un "restauro", che implica una volontà di preservare o restituire qualità e/o prestazioni deterioratesi col tempo. Personalmente lo definirei "ritoccare", "sistemare" o... whatever, non sono io l'adattatore, è però certo che l'operazione subita da quella macchina non è "restaurare". Non spetta certo al traduttore correggere l'autore, ma non mi sembra sia uno stravolgimento linguiatico né del registro o del significato generale.
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