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Thedanish

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Tutti i contenuti di Thedanish

  1. Tralasciando i progetti segreti. A lei che insegna italiano, chiedo un parere. Di tanto in tanto mi dedico alla scrittura, sa. Le lascio qui un breve estratto che ho cercato di colorire un po', per assecondare il tono della narrazione: «Uscì dunque, e s’imbatté in uno dei suoi dipendenti, che volle accompagnarlo per un pezzo. Un vero pigo! Certi arsafatti – e lo stesso vale per talune ciammengole o manimorce che solevano girare per l’azienda anni orsono – non se ne trovavano più a giro; si fece aiutare, dunque, a caricare le tre lagene». Una sua valutazione? Pensa che potrei proseguire secondo questa cifra stilistica?
  2. Praticamente sta dicendo che se esco nudo, in pieno inverno, e prendo il raffreddore, la colpa è delle case farmaceutiche che speculano sulle dinamiche dei mercati globali. Classico nesso anti-logico di chi non sa a cosa ricondurre la propria situazione di disagio.
  3. @Juliguardi, ero curioso di scoprire qualcosa sul suo lavoro di ricerca. Mi è bastato scorrere gli esiti delle graduatorie di qui a 5 anni fa (chi l'ha dura la vince, per carità) per i bandi di dottorato a cui Lei, signora, ha partecipato. Forse, dati i risultati che non sto qui a riportare, un po' di umiltà non guasterebbe; per lo meno si faccia furba, non se la giochi sui titoli – o presunti tali, ecco. Oppure è tutto un complotto.
  4. Geniale. L’italiano corretto e l’italiano scorretto. Fantastico. La morte della linguistica. Vi lascio definitivamente, comunque. Ho approfittato dello spazietto che si era creato, me ne torno nel mio. Tra cose serie e pseudo-serie c’è scappata anche qualche risata finale notevole. Ciao a tutti!
  5. «Sono tutte idiozie» - Pronunciava, mentre i sottotitoli venivano silenziosamente cambiati... No, notizia falsa.
  6. @Fencer ma io concordo sulla descrizione che fai, non fa una piega. Non concordo su tutte le ragioni, ma ok. Infatti, ho sbagliato io a monte nel dar corda alla fedeltà del buon uomo, è la conclusione che ne ho tratto. @Shuji non conoscevo la leggenda. Comunque no, ho raccolto più warning qui che inciampi nello studio. E questo è assolutamente il vero.
  7. Guarda, stessimo discutendo di sottigliezze non mi opporrei minimamente al tuo ragionamento. È posto in maniera dubbia ma il senso lo afferro, non sto qui a questionare. Ma è davvero questo il caso? Premesso che mi sono interessato principalmente di fatti di linguistica e di antropologia, rimettendo il giudizio sulla traduzione effettiva a chi effettivamente ne sa, non potendo esprimer niente in merito. Ma per certi versi fa ridere che siamo arrivati alla burocrazia della critica su fatti di un’evidenza allucinante; e io per primo gli sono andato dietro, lo so benissimo. Siamo al «Eh ma sai, peró, il suo punto di vista, lui d’altronde...». Anche chissenefrega di Evangelion in sè, se qualcosa mi sembra qualitativamente mediocre passo oltre senza stare a cincischiare troppo. Non era questo il punto: trovo agghiacciante che qualcuno confonda la conoscenza con pura retorica superficiale e priva di senso, arrivando persino a dire: «È il suo punto di vista». E grazie al caspio, altro che Kafka qui.
  8. Madonna, che cazzata clamorosa, scusami. Come dire che devo saper per forza scrivere romanzi per giudicarne uno. Insomma: si elogiano le sfumature di grigio ma, di fatto, si ragiona in bianco e nero. Vabbè che a p.107 la discussione è ormai degenerata, ma leggere certe cose è agghiacciante.
  9. @Fencer dici cose giustissime. Fosse il restauro o l’apostolo prismatico il problema... Comunque l’esperienza concreta che l’uomo fa della lingua non concede la possibilità che esistano perfette corrispondenze - di senso, di stile, di registro, di codice, etc. Tranne che per Gualtiero, questo è ovvio.
  10. @Jellybellyah, amico mio... Arrivi tardi. In queste lande desolate c’è solo vento che sussurra, nient’altro
  11. @Kotomine_Kirei è falso. Non è che il giornalista non è d’accordo. Non indispettirlo che poi partono i warning, sei al limite dell’abusive behaviour - non so se mi spiego. Comunque di base hai ragione. Cioè per chi ha buone orecchie è stato facile rendersi conto del vuoto pneumatico di Cannarsi. È anche vero che quei pischielli non avevano conoscenze o argomenti seri con cui metterlo in difficoltà - e infatti se li è rigirati con ammirevole eleganza.
  12. È il 1615: senza alcuna recalcitranza gli angeli apostoli stanno per attaccare la città-fortezza italiana Neo-Civita Marche 3. Il giovane Guinizziello, raggiunto per missiva dal temibile padre – il Marchese Occhiscuri – deve incontrare la baldanzosa e audace Giannetta, indispettetita non poco dall'attacco apostolico. Infatti, aveva appena restaurato un'antica biga romana risalente alla dinastia Flavia. Questo è l'adattamento che sogno.
  13. «Idiozie in quanto tali». Ehm, ok? Specchio riflesso? Noto con piacere che – pur parteggiando per te stesso medesimo e per quel che solo tu puoi pensare – la via del maestro Cannarsi trova in te un potenziale erede.
  14. Qualcuno, probabilmente a digiuno di fatti di lingua e traduzione, potrebbe confondersi rispetto al tema della fedeltà all'originale. C'è un fatto che continua, imperterrito, a essere tralasciato: la fedeltà non deriva dall'equiparazione di strutture linguistiche che appartengono a contesti culturali lontani, che utilizzano il linguaggio e i piani di significante-significato in modo radicalmente diverso. Non si può semplicemente pensare che la lettera A in italiano possa trovare il suo effettivo corrispettivo, nella forma e nel contenuto, in giapponese. La traduzione È ASSOLUTAMENTE una finzione mistificatoria. Non esiste, in termini di esperienza, la possibilità di "replicare" lil vissuto linguistico giapponese in un contesto altro da quello del Giappone. Ora a fronte di questo, non mi si può spacciare gli esempi che elencherò sotto come resa fedele, frutto di un metodo ragionato (mai argomentato dal diretto dis-interessato): EP. 3 Il ponte di uscita degli Eva […] La disposizione di edifici armati. Ordinariamente l’Eva è attivo con alimentazione via cavo. E anche usando il GAIN… Dunque incominciamo da ieri: INDUCTION MODE Metti l’obiettivo al centro e SWITCH ON. Obbedisce docilmente a quel che gli si dice di fare. Che questa sia la condotta sociale di quel ragazzo? A noi civili non stanno facendo vedere alcunché. Anche se sarebbe un così grande evento. Com’è che mi trovo di nuovo a bordo? Facendomi anche picchiare. EP. 9 Di nuovo a fare quella faccia da strazio… Si trova qui anche l’altro [riferendosi, evidentemente, a Rei]. Le battaglie si fanno sempre con essenzialità e splendore. EP. 14 Ingresso cominciato. Ma che è, l’odore? Mica sarà un pervertito? Pattern: verde. Passaggio al secondo stadio di contatto. In qualità di caposezione operativo [operativo si riferisce a chi/cosa?] Niente postumi di contaminazione. Il loro lavoro è il semplice e solo lamentarsi. Anche dicendo il che, non c’é mica da indispettirli. Coerenza nell'usare termini inglesi, talvolta tradotti, altre volte utilizzati come prestiti? Nessuna. Attenzione alla morfo-sintassi della lingua d'arrivo? Nessuna. Effettive trasposizioni di senso? Nessuna. Credibilità contestuale dei parlanti? Nessuna. Concordanze di senso nella lingua d'arrivo? Nessuna. Potrei andare avanti, ma è ridicolo tutto questo. Senza contare gli appunti fatti da chi più competente sull'effettivo valore della traduzione letterale operata. Quello di Cannarsi è lo pseudo-lavoro di filologia critica sul testo originale, che nulla ha a che fare con operazioni quali l'adattamento commerciale (qualcuno sembra dimenticarlo). L'unico modo per godere di un'opera autentica (il che, volendo filosofeggiare, è sempre impossibile) è leggerla/guardarla/analizzarla nella lingua originale. Colpa di Gualtiero? In parte. Terrei anche in considerazione la complicità di chi continua a farlo lavorare in questo campo.
  15. Ah! L’albo dei giornalisti. Un discutibile retaggio burocratico di questo paese, che alla fine non riesce neanche a professionalizzare il mondo dell’arte e dello spettacolo - ed il caso Cannarsi è solo uno dei frutti andati a male che ha prodotto, sia chiaro. Sui titoli, sai... È facile trasformarli in retorica spiccia. Non mi sembra che qui sia andata tanto diversamente, comunque. Quanto alle argomentazioni - sia qui che là: beh, se da giornalista le definisci tali, stiamo appost’.
  16. Se si facessero giochi alcolici per ogni aberrazione linguistica di Cannarsi, specie in questo suo ostentato parlar forbito, saremmo già tutti in coma etilico probabilmente. E dire che vanta un'eccellente conoscenza della lingua italiana – nonché di quella inglese. La live su Youtube è comunque di livello molto basso e, considerati gli interventi fatti qua dentro, purtroppo si sta trasformando in un'occasione sprecata.
  17. Ecco, personalmente, la diretta creata "ad hoc" per parlare di Cannarsi più che dell'adattamento in sé la trovo un filo esagerata.
  18. A fronte degli ultimi interventi dell'adattatore e della Consalvi... un post bonus a questo punto me lo concedo anche io: Ma che ignoranza <bestemmia> hahahahaha! *laughs in apostolic*
  19. Scusate, ma qui mi rivolgo ai moderatori di questa discussione. Qui c'è un utente che per strana coincidenza è anche l'adattatore dell'opera in questione, il quale scrive: «Penso che siano idiozie. Penso siano concetti del tutto vacui e del tutto mistificatori, su più livelli. Penso che sia quando di più sbagliato si possa (pensare di) fare in ambito di interlinguistico narrativo. In ambito puramente funzionale, come che so - per il bugiardino di un medicinale - capirei. Condividerei. Ma qui siamo in un ambito che, se non diametralmente opposto, considero davvero molto, molto, distante. A tratti agli antipodi, sì». La maggiorparte qui sta contribuendo con grande onestà, accettando anche l'invito che gli stessi moderatori hanno fatto – cioè, di contribuire in maniera sensata senza inquinare la conversazione. Per me questo commento è inquinamento ai massimi livelli e non è giusto che la "broda" si allunghi anche per colpa di interventi che non contribuiscono con alcuna argomentazione – lo sottolineo, ZERO ARGOMENTAZIONI – a questo thread.
  20. L'avevo letta, grazie Genzai. Anche in questo caso trovo puntualissimo che la Pastore parli di «informazioni» e che la sfiga (ops, la sfida... giuro che non l'ho fatto apposta) è tentare di «riportare in italiano il suo stile», non le sue strutture morfo-sintattiche. La conservazione di cui parla, e di cui ha parlato anche altrove, si riferisce in particolare all'apparente tendenza alla ridondanza che Murakami esibisce nel suo periodare. Apparente per l'appunto, perché poi l'integrità delle informazioni comunicate, se mantenuta, rivela una scorrevolezza già autonoma eccellente. Ps. Peraltro di Amitrano ho letto la traduzione di Dance Dance Dance, libro che tra le opere di Murakami è forse quello che ho apprezzato di più 🙂
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