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Anarchico in prova


granelleschi

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Sono in difficoltà. Kobayashi non risponde al telefono. Lo spazio è terminato. per ora invio questo.

 

Kobayashi non rispondeva perchè era occupato a fare altro. Nella mia infinita disponibilità ti ho cmq sistemato il post. La firma, una citazione da L'anguilla (un gran bel film che vi consiglio di vedere), l'ho eliminata perchè la usavo io un tempo, non so come sia passata a te. Se ne vuoi una tua dimmelo che provvedo, anche perchè dubito che tu sappia inserirtene una per conto tuo e di spiegarti per telefono come fare non ne ho voglia.

 

Ah, ti ho pure arbitrariamente aggiunto un avatar. Spero vivamente che sia di tuo gradimento :°_°:

 

 

ovvero lei ha generato e cresciuto un figlio che parmi dotato di senno e pure una discreta educazione.

 

Ti ringrazio per le generose, ma temo vagamente eccessive (specie per quanto riguarda l'esser dotato di senno)parole :happy:

 

Per dovere di cronaca preciso che ha "generato" e cresciuto (assieme a mia madre, ovviamente) anche una figlia più giovane, ma molto probabilmente dotata di maggior senno ed educazione (oltre ad altre qualità)di me :happy:

Avatar? Chi è costui? Se, per caso, è la foto che hai messo al posto di quella di Malatesta, la risposta è no Se proprio, preferisco il disegno che hai messo su fb. Da più l'idea di quello che sono io. Dove hai preso quella foto? Chi è? Il film,come ricorderai, l'ho visto e mi è piaciuto molto. Fai bene a consigliarlo. In quanto a generare, mi sembra una parola alquanto roboante. Preferisco termini più semplici. Non solo. Approfitto anche per dare una risposta retroattiva a Shito, adesso che sto cominciando a capire, vagamente, come è congegnato questo affare. Non credo che ci voglia chi sa che grandi capacità a "generare" un figlio. In quanto al crescere, i figli lo fanno loro da soli. Sono stato figlio anche io e so come è andata. Il telefono. Come disse quel saggio giudice, il telefono non ha diritto costituzionale a una risposta. Tua sorella migliore di te? Io direi solo che è diversa così come ogni essere umano è diverso da un altro. Non esistono due fiocchi di neve uno uguale all'altro, figuriamoci due umani.E' il sistema del potere che ci vuole uniformare gli uni agli altri. In quanto aspirante anarchico, mi rifiuto ad assoggettarmi a tale sistema. La firma. Vediamo. Cosa ne dici di festina lente? Oppure. A vita è 'na briosce. 'Na raputa e cosce. 'Na ngasata e pesce e tutto furnesce. Oppure il finale de La gatta cenerentola.

... e chesto pò succedere a na città

addò 'o sabbato ponno ascì tre nummere

e chi tene mmano 'a rota 'e stu juoco

te fa credere 'nfino ca sì nato furtunato!

... ma io credo ca pe' stà bbuono a stu munno

o tutte l'uommene avarriano 'a essere femmene

o tutt'e ffemmene avarriano 'a essere uommene

o nun ce avarriano 'a essere

né femmene né uommene

pe' fà tutta na vita cuieta ...

... e aggio ritto bbuono! ...

Inutile che ti dica che quest'ultima è la mia preferita

Modificato da granelleschi
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Sinceramente resto piuttosto senza parole della mancanza di giudizio relativo ai tempi delle cose.

 

A cosa ti riferisci esattamente? Cmq sia fai bene a esserlo (senza parole intendo).

 

 

 

Avatar? Chi è costui? Se, per caso, è la foto che hai messo al posto di quella di Malatesta, la risposta è no Se proprio, preferisco il disegno che hai messo su fb. Da più l'idea di quello che sono io. Dove hai preso quella foto? Chi è?

 

L'avatar è l'immagine che appare sotto il nome dell'utente(nel tuo caso granelleschi). Nella fattispecie è un'immagine di Peter Sellers mentre interpreta il Dottor Stranamore nel film omonimo. L'immagine di Malatesta è, ed è sempre stata, nel tuo profilo di utente.

 

Ho scritto, più o meno, che mia sorella è migliore di me solo per farmi bello.

 

Il napoletano sai che non lo so (e neppure la stragrande maggioranza degli altri utenti immagino), quindi per me è inutile che lo usi in firma. Ma se proprio insisti prima o poi te la aggiungerò.

Modificato da Kobayashi
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Intendo che mi sembra un pochino pretestuoso dire "quei cattivoni degli ateniesi si dicevano democratici ma avevano gli schiavi!". Sarebbe un poco, non so, come dire se tra trecento anni in una ipotetica società dell'abbondanza dicessero "maledetti italiani, si dicevano rispettosi dei diritti umani ma dovevi ancora comprare le cose!". Non solo si applica un criterio economico/sociale nato in società tecnicamente molto diverse che non ha alcun senso di essere richiesto nel passato, ma si annulla la differenza della società di esempio non per sue caratteristiche intrinseche, bensì per caratteristiche uniformi di quell'epoca (Pericle dominava su una società schiavistica come un capo celtico o Artaserse); è come se criticassimo la Svezia della guerra dei trent'anni perché usavano "inumani" moschetti, quando li usavano tutti!

Inoltre in specifico l'Atene classica aveva leggi notevolmente restrittive e "progressiste" sugli schiavi, che non potevano essere picchiati etc.. Siamo sicuri che, nel globale, stessero meglio i proletari della Londra dickensiana (se non quelli del sistema economico attuale del mondo in parecchie zone) che gli schiavi lì?

 

Un discorso simile si potrebbe fare anche per una critica del Destino Manifesto ottocentesco degli USA, in un epoca di razzismo scientifico e di religiosità diffusa. Anche se probabilmente regge un poco meno, per i metodi di messa in pratica che hanno visto molte alternative funzionare.

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Intendo che mi sembra un pochino pretestuoso dire "quei cattivoni degli ateniesi si dicevano democratici ma avevano gli schiavi!". Sarebbe un poco, non so, come dire se tra trecento anni in una ipotetica società dell'abbondanza dicessero "maledetti italiani, si dicevano rispettosi dei diritti umani ma dovevi ancora comprare le cose!". Non solo si applica un criterio economico/sociale nato in società tecnicamente molto diverse che non ha alcun senso di essere richiesto nel passato, ma si annulla la differenza della società di esempio non per sue caratteristiche intrinseche, bensì per caratteristiche uniformi di quell'epoca (Pericle dominava su una società schiavistica come un capo celtico o Artaserse); è come se criticassimo la Svezia della guerra dei trent'anni perché usavano "inumani" moschetti, quando li usavano tutti!

Inoltre in specifico l'Atene classica aveva leggi notevolmente restrittive e "progressiste" sugli schiavi, che non potevano essere picchiati etc.. Siamo sicuri che, nel globale, stessero meglio i proletari della Londra dickensiana (se non quelli del sistema economico attuale del mondo in parecchie zone) che gli schiavi lì?

 

Un discorso simile si potrebbe fare anche per una critica del Destino Manifesto ottocentesco degli USA, in un epoca di razzismo scientifico e di religiosità diffusa. Anche se probabilmente regge un poco meno, per i metodi di messa in pratica che hanno visto molte alternative funzionare.

Non era mia intenzione dare del cattivone agli ateniesi. Loro vivevano ilo loro tempo. La mia critica è rivolta a quelli che si dicono alfieri della democrazia e chiamano a loro sostegno l'esempio di Atene o degli Stati uniti d'America. Ritornando a questo secondo esempio, parlerò di quelli che loro sterminarono. Questi, vivevano secondo un sistema che io non mi sognerei mai di sostenere. Guerreggiavano spesso tra loro e, quando in una tribù il cibo scarseggiava, muovevano guerra alle tribù vicine. Loro, però, vivevano in pochi in un vasto territorio. Forse il loro sistema faceva sì da contenere ml'aumento della popolazione. Si pensi, ad esempio, al problema dei cinghiali in Toscana. I lupi, si sa, sono cattivi. Già prima di Esopo si sosteneva una tale tesi. Senza i lupi, i cinghiali proliferano. Questi ultimi devastano le culture. Il cervello umano è in grado di fare dei collegamenti. Se provassimo a usare questa capacità? La storia che ho riportato nel mio libro, ha voluto essere un timido tentativo di fare questa cosa. Io non so se Claudio, il protagonista, è veramente andato in un'altra dimensioone o se ha solo sognato. Fatto sta che, in quel mondo, la vita si svolge secondo uno schema diverso.

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La mia critica è rivolta a quelli che si dicono alfieri della democrazia e chiamano a loro sostegno l'esempio di Atene o degli Stati uniti d'America.

 

Posso capire si pensi che una democrazia debba essere quanto più inclusiva possibile (alla fin fine trovo più odioso il ruolo ellenico femminile: uno schiavo poteva anche emanciparsi...), ma ogni democrazia esclude alcune persone: per esempio, nella nostra, gli stranieri senza cittadinanza italiana e i minorenni.

 

Forse il loro sistema faceva sì da contenere ml'aumento della popolazione

 

Uhm, beh, ovvio direi, le loro capacità tecniche ne limitavano la densità (anche se va ricordato che noi europei ne abbiamo avuto un impatto molto falsato, dato che il 90% di essi è morto se non prima dei conquistadores con esso, e la cosa ha avuto un impatto ancora più forte nella attuale America anglosassone, specialmente nelle zone di prima colonizzazione).

Potrebbe esserci stata anche una certa saggezza conservativa nel limitare l'espansione in un ambiente fragile, ma non credo "universale", visto che hanno avuto i loro collassi da manuale.Vi sono diversi esempi di culture che hanno acquisito un modello positivo verso la gestione ambientale salvandosi da una probabile "fine", ma non credo si ergano da un continente più che da un altro.

Certo, non sempre, anzi, erano quelli che diremmo modelli al contempo libertari...

Modificato da Dairon
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Sinceramente resto piuttosto senza parole della mancanza di giudizio relativo ai tempi delle cose.

 

A cosa ti riferisci esattamente? Cmq sia fai bene a esserlo (senza parole intendo).

 

 

 

Avatar? Chi è costui? Se, per caso, è la foto che hai messo al posto di quella di Malatesta, la risposta è no Se proprio, preferisco il disegno che hai messo su fb. Da più l'idea di quello che sono io. Dove hai preso quella foto? Chi è?

 

L'avatar è l'immagine che appare sotto il nome dell'utente(nel tuo caso granelleschi). Nella fattispecie è un'immagine di Peter Sellers mentre interpreta il Dottor Stranamore nel film omonimo. L'immagine di Malatesta è, ed è sempre stata, nel tuo profilo di utente.

 

Ho scritto, più o meno, che mia sorella è migliore di me solo per farmi bello.

 

Il napoletano sai che non lo so (e neppure la stragrande maggioranza degli altri utenti immagino), quindi per me è inutile che lo usi in firma. Ma se proprio insisti prima o poi te la aggiungerò.

Chiedo venia. Non avevo riconosciuto Peter Sellers. Devo proprio essere rincitrullito per mettere in discussione le tue capacità di indagare l'animo umano. In particolare il mio. Per quanto, neanche tu sei esente da errori. Non capisci il napoletano? E' solo un blocco mentale. Se io, pur non conoscendo l'inglese, capisco abbastanza se lo devo leggere, non vedo come tu, o altri, non possa capire il napoletano leggendolo. La prima citazione, inoltre, è latino. Affrettati lentamente. Shito direbbe che è un ossimoro. Appunto. Dal contrasto, si evince quel che si vuol dire. In napoletano avrei potuto dire: va chiano, ca vaco e pressa. Va beh traduco. Vai piano che ho fretta. Traduco anche il finale di La Gatta Cenerentola. e questo può succedere in una città doveil sabato possono uscire tre numeri e chi detiene la ruota del gioco, ti fa perfino credere che sei nato fortunato. Ma io credo che per stare bene in questo mondo, o tutti gli uomini dovrebbero essere femmine, o tutte le femmine dovrebbero essere uomini o non ci dovrebbero essere ne uomini ne femmine per fare tutti una vita quieta e ho detto bene. Non mi sembra tanto diverso che se scritto in napoletano. Il concetto è, secondo me, l'eliminazione dei ruoli fissi. Non hai bisogno di farti bello. Lo sei.

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La mia critica è rivolta a quelli che si dicono alfieri della democrazia e chiamano a loro sostegno l'esempio di Atene o degli Stati uniti d'America.

 

Posso capire si pensi che una democrazia debba essere quanto più inclusiva possibile (alla fin fine trovo più odioso il ruolo ellenico femminile: uno schiavo poteva anche emanciparsi...), ma ogni democrazia esclude alcune persone: per esempio, nella nostra, gli stranieri senza cittadinanza italiana e i minorenni.

 

Forse il loro sistema faceva sì da contenere ml'aumento della popolazione

 

Uhm, beh, ovvio direi, le loro capacità tecniche ne limitavano la densità (anche se va ricordato che noi europei ne abbiamo avuto un impatto molto falsato, dato che il 90% di essi è morto se non prima dei conquistadores con esso, e la cosa ha avuto un impatto ancora più forte nella attuale America anglosassone, specialmente nelle zone di prima colonizzazione).

Potrebbe esserci stata anche una certa saggezza conservativa nel limitare l'espansione in un ambiente fragile, ma non credo "universale", visto che hanno avuto i loro collassi da manuale.Vi sono diversi esempi di culture che hanno acquisito un modello positivo verso la gestione ambientale salvandosi da una probabile "fine", ma non credo si ergano da un continente più che da un altro.

Certo, non sempre, anzi, erano quelli che diremmo modelli al contempo libertari...

Interessante. Mi farebbe piacere che mi spiegassi bene cosa intendi per modelli libertari. Il mio interesse è dovuto al fatto che tanti anarchici hanno proposto di usare tale termine, perché anarchia ingenera facilmente un'idea errata,essendo usato questo termine anche per indicare disordine. In quanto alla democrazia, penso che si farebbe prima a dire quelli che include, anziché gli esclusi. Se leggi quel che ho scritto a Kobayashi, potrai leggere il finale di La gatta cenerentola, dove, appunto, si propone l'eliminazione dei ruoli. Ne conseguirebbe che non ci sarebbero cose che spetta alle donne di fare, e altre agli uomini. In realtà questa divisione è stato sempre il mezzo più forte in mano al potere. Pensa un po', a proposito di donne e uomini, si è sempre detto che gli uomini vincono perché sono più forti. Già. Questo perché si sono imposte delle regole per fare la lotta. In particolare, niente colpi bassi. Se proprio lotta deve essere, eliminiamo ogni restrizione. Un bel calcio nelle palle e la donna può vincere. Ricordo ancora come iniziai un tema che ci assegnò la professoressa di Italiano. Il tema era Cosa ne pensate dell'emancipazione della donna. Il mio inizio fu Perché la donna si emancipi, è necessario che lo faccia anche l'uomo. Una volta un mio collega la cui moglie lavorava disse Io non mi vergogno a dire che faccio anch'io i lavori di casa. Gli risposi Io mi vergognerei a non farli. Una volta sognavo di fondare il movimento di liberazione dell'uomo sulle orme dell'analogo movimento delle donne, ma mi ha già sputtanato Kobayashi, informando tutti che non ho mai fatto un gran che per realizzare i miei sogni. Un piccolo tentativo lo sto facendo scrivendo libri e cercando di dire cosa è, secondo me, l'anarchia. Il diritto di ognuno di sperimentare liberamente il patto sociale che più gli è congeniale. Nel mio romanzo, Olga che è un richiamo a Olga Prestes, un ebrea comunista perseguitata dal nazismo e compagna di Carlos Prestes, combattente comunista brasiliano, dice: - Anche una cosa giusta, se imposta con la forza, è sbagliata>>. Negli anni trenta, Errico Malatesta denunciava i crimini che si commettevano in Russia in nome del comunismo. E' vero. Anche in nome del cristianesimo si sono commessi tanti crimini, vedi le crociate o la santa inquisizione. A proposito di crociate. L'eroe della mia infanzia, Orlando, ha subito una metamorfosi. E' diventato Orlando il pazzo prima, lo sbruffone, poi.

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Riguardo al "libertario", mi riferivo solamente al fatto che le società che hanno affrontato vittoriosamente sfide ambientali spesso sono state piuttosto restrittive in vari comportamenti (l'esempio che fa Jarred Diamond di Tikopia parla di limitazione delle nascite per infanticidio).

 

Sui ruoli di genere, non credo d'aver molto d'aggiungere: sono abbastanza un giochetto che si continua a portare come verità rivelata, è vero.

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Riguardo al "libertario", mi riferivo solamente al fatto che le società che hanno affrontato vittoriosamente sfide ambientali spesso sono state piuttosto restrittive in vari comportamenti (l'esempio che fa Jarred Diamond di Tikopia parla di limitazione delle nascite per infanticidio).

 

Sui ruoli di genere, non credo d'aver molto d'aggiungere: sono abbastanza un giochetto che si continua a portare come verità rivelata, è vero.

Non avevo mai sentito parlare di Jarred Diamond. Tanto meno della piccola isola Tikopia. Così sono andato a cercarli in rete. Ho letto troppo poco di antropologia. Ancor più se consideri che sono un fautore di questa scienza. Glottologo, per giunta. Parla dodici lingue. Poche rispetto alle quaranta due lingue e un centinaio di dialetti che parla Sigrid, una delle protagoniste del mio secondo libro che sto correggendo in questi giorni. Scherzo, naturalmente. La conoscenza delle lingue è un fattore importantissimo per la reciproca conoscenza. A questo scopo, Mattia De Pasquali, il riferimento, anzi, l'omaggio al Fu Mattia pascal di Pirandello è puramente voluto,protagonista di questo secondo romanzo, è stato fornito di una tuta che gli permette di apprendere rapidamente qualsiasi lingua,deve fare un viaggio in un'altra dimensione e non può sapere che lingua parlino di là. Anche nel primo, Anarchico in prova, ho dato molta importanza alla conoscenza delle lingue. Nel mondo? sogno? di Claudio, tutti parlano almeno tre lingue. L'isola di Tikopia mi ha ricordato molto Oppidia, il borgo del sogno? di Claudio. Il protagonista del mio libro si meraviglia del fatto che in un borgo così piccolo, vivano oltre diecimila persone, Poi capisce come questo fatto sia possibile. Non ci sono chiese, niente carceri, nessun tribunale ed è inesistente il fenomeno delle seconde e terze case, Insomma, tutte le case servono solo come abitazioni. Anche le attività umane svolte a Tikopia ricordano il modo di vivere di Oppidia.

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Va bene che più o meno quì su pluschan ti ho iscritto io, ma già cominci a spammare il tuo secondo libro (che visti i tuoi tempi non puoi nemmeno essere sicuro di riuscire a finire prima di passar a miglior(?)vita )? :°_°:

 

Guarda che è probabile che poi se la prendano con me.

 

Come si dice:"Che le colpe dei padri ricadano sui figli (o qualcosa del genere :happy: )"?

 

Btw (sì, uso volutamente un linguaggio gggiovane e internettiano per esprimermi in modo che tu non capisca :rotfl: ), il libro come sta andando? Qualche euro lo stiamo facendo? Lo sai che avido come sono ci tengo alla mia eredità.

 

Passando alle cose serie:

 

1)Vista la tua anarchitudine, che ne dici di regalare una copia del tuo libro all'intero forum e una a tutti coloro che hanno partecipato/stanno partecipando/parteciperanno alla discussione (escluso me ovviamente, che già ne possiedo una)?

Non ci guadagnerai niente, ma IMHO (sempre linguaggio gggiovane e internettiano ) ci faresti un figurone?

 

2)Avendo tu letto una parte di Alla ricerca del tempo perduto di Proust, non è che apriresti una discussione ad esso dedicato che così magari attiriamo "tu sai(forse)chi"? Io purtroppo sono eccesivamente impegnato a farmi una marea di seghe pensando alle giovani protagoniste di anime, manga e videogames per occuparmene decentemente (ovviamente non è vero, ma fa sempre ribrezzo scriverlo)?

 

3)Per la tua firma, in alternativa da quanto da te proposto, non preferiresti invece un bel:"Mein Führer! Io cammino!"?

 

Con affetto

 

Il tuo adorato figliolo

 

K.

Modificato da Kobayashi
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Va bene che più o meno quì su pluschan ti ho iscritto io, ma già cominci a spammare il tuo secondo libro (che visti i tuoi tempi non puoi nemmeno essere sicuro di riuscire a finire prima di passar a miglior(?)vita )? :°_°:

 

Guarda che è probabile che poi se la prendano con me.

 

Come si dice:"Che le colpe dei padri ricadano sui figli (o qualcosa del genere :happy: )"?

 

Btw (sì, uso volutamente un linguaggio gggiovane e internettiano per esprimermi in modo che tu non capisca :rotfl: ), il libro come sta andando? Qualche euro lo stiamo facendo? Lo sai che avido come sono ci tengo alla mia eredità.

 

Passando alle cose serie:

 

1)Vista la tua anarchitudine, che ne dici di regalare una copia del tuo libro all'intero forum e una a tutti coloro che hanno partecipato/stanno partecipando/parteciperanno alla discussione (escluso me ovviamente, che già ne possiedo una)?

Non ci guadagnerai niente, ma IMHO (sempre linguaggio gggiovane e internettiano ) ci faresti un figurone?

 

2)Avendo tu letto una parte di Alla ricerca del tempo perduto di Proust, non è che apriresti una discussione ad esso dedicato che così magari attiriamo "tu sai(forse)chi"? Io purtroppo sono eccesivamente impegnato a farmi una marea di seghe pensando alle giovani protagoniste di anime, manga e videogames per occuparmene decentemente (ovviamente non è vero, ma fa sempre ribrezzo scriverlo)?

 

3)Per la tua firma, in alternativa da quanto da te proposto, non preferiresti invece un bel:"Mein Führer! Io cammino!"?

 

Con affetto

 

Il tuo adorato figliolo

 

K.

Finora la tua eredità si è solo assottigliata di seicento euro. Tanto ho dovuto pagare di contributo spese perché pubblicassero il libro. Comunque. La tua idea può essere attuabile, purché non mi tocchi ridurre ulteriormente la tua esigua eredità. Perciò pongo una condizione. Che si sobbarchino loro le spese di spedizione o che se lo vengano a prendere. Tieni conto che per spedire un libro come privato sono 6-7 euro per posta normale.Se proprio deve essere tedesco, allora preferisco Macht Arbeit frei? Ich bevorzuge die Sklaverei. No. Meglio La gatta cenerentola.Parliamo di Proust che è meglio. Il caso ha voluto che leggessi un po di La ricerca del tempo perduto, quando avevo adottato da poco questi occhiali a focalizzazione progressiva. Non so se il termine è giusto. Fatto sta, che non essendo ancora abituato, le righe ondeggiavano. Questo fenomeno, credo, ha reso più affascinante quella lettura. Dava l'impressione anche fisica di essere cullato dai ricordi di Proust. Certo. Di famiglia benestante, poteva permettersi di passare notti insonni, poi dormiva di giorno, a ricamare i suoi ricordi. Però li ricamava bene. Li descriveva minuziosamente, proprio come un monaco medioevale, chiuso nella sua celletta, curava ogni singolo carattere del suo manoscritto. Il più lungo romanzo che mai sia stato scritto. Io l'avevo preso in biblioteca. Dovevo riportarlo indietro. Credo che non sia un libro da leggere tutto di un fiato. Penso, piuttosto, che sia da tenere come certi credenti tengono un libro di preghiere. Sul comodino. Ogni tanto, prenderlo e leggerne qualche pagina. Tanto per lasciarsi cullare. Altro paragone, potrebbe essere come un liquore che piace, ma che se ne sorseggia un po' di tanto in tanto. Altrimenti ci si ubriaca. Certo. Nessuno vieta di ubriacarsi.

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