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The Newsroom


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Non so bene neanche perche' aprire un topci, visto che mi sa che lo vedro' solo io, comunque, il topic c'e' :°_°:

 

The newsroom, ossia 'la redazione', e' la nuova serie di Aaron Sorkin, realizzata per la HBO che evidentemente dopo Game of Thrones ha deciso di non lasciare niente a nessuno.

 

Il plot e' semplice; un anchorman decisamente sociopatico in salsa egocentria, si trova ad avere a che fare con la sua propria redazione che prepara le news per lo show della sera.

 

Tutto qua.

 

E da qua parte la nuova serie di Sorkin.

 

La cosa che mi suona un po' particolare, e' che l'ambiente adoperato per la redazione e' un openspace ampio, nel quale si svolge la maggior parte della narrazione. Essendo una delle altre stanze principali, l'ufficio del capo, collegata con una porta a quest'ambiente, il celebre modo di girare adoperato su West Wing va un po' a decadere.

 

E la regia e' effettivamente un po' differente.

Camera in spalla e poco o quasi niente steady, stacchi di campo piu' frequenti del solito.

 

I personaggi parlano come al solito con la 'bocca' e le parole tipiche della ricchezza dell'affabulazione sorkneniana ©, ma.... bello, m'e' piaciuto e sicuramente sara' una mia impressione, ma ho anche percepito un che di stanchezza in questa prima puntata, magari visualizzo meglio nella prossima.

 

Solito Grande show che tira mazzate verbalmente ancora piu' forti dei draghi di Westeros/Game of Thrones.

 

HBO si conferma produttrice di spettacoli di qualita'.

 

edit: scusate se me la tiro relativamente, ma a leggere la critica d'oltre oceano vedo che per ora questa 'sensazione', in varie forme, e' diffusa.

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Ora ci sono aspetti "tecnici" che io non sono in grado di giudicare. Per il momento quello che mi sento di annotare è che l'unico motivo di interesse che vedo nella serie è l'interpretazione dei due protagonisti, in particolare Jeff Daniels che mi pare in gran spolvero.

 

Una serie così statica necessita interpreti che possano garantire un'interpretazione superiore alla media, vediamo se i comprimari potranno garantirla. Per quanto riguarda la storia non mi sento di giudicare, era l'introduzione e mi sembra ovvio che tutto potesse essere abbastanza telefonato. Solo non stravedo per tutti gli occhi languidi/triangoli vari inseriti già subito come possano essere di minimo interesse per un pubblico non mestruato.

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Per 50 minuti se la serie fosse stata ambientata su una nave nessuno si sarebbe accorto che era il remake di Love Boat, ma ultimi 10 minuti da pelle d'oca per la resa degli eventi.

Peccato per tutto il pattume sentimentale che non mi sfagiola molto.

 

ero tornato per dire la mia in proposito e trovo chi mi ha preceduto... :)

 

nel quarto episodio la componente commedia/sentimentale prende decisamente il sopravvento fino a occupare la quasi totalità dell'episodio... l'augurio è che sia una cosa transitoria e non gratuita, anche se c'è da dire che il livello di scrittura è comunque elevatissimo e la maggior parte dei dialoghi sono dei veri e propri capolavori.

L'intreccio tra daniels e la producer è comunque interessante e utile ai fini dello sviluppo della trama... molto meno il triangolo tra gli assistenti, che personalmente mi ha già stancato e non trovo aggiunga nulla alla serie.

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  • 3 weeks later...

Arrivati alla sesta puntata, devo dire che questa serie non mi piace.

 

E' inutile girarci intorno, Sorkin e' e rimane un eccellente affabulatore, ma quello che rende quasi a livello inconscio perplessi e' che la regia non funziona.

 

Il "walk and talk" in questa serie e' inesistente, e lo e' in quanto per vari motivi si e' scelto di usare un'ambientazione a mo' di grande loft unico, con uffici collegati ma senza corridoi, se non per quello che da qualche parte porta all'ascensore.

 

Quello che riusciva molto bene nelle opere di Sorkin e' questa sorta di 'riduzione' degli stacchi tra situazioni e personaggi, che contemporaneamente rendeva piu' dinamico e non noiose opere in cui a vario titolo ci sono persone che si parlano addosso per ore.

 

Qua l'ambiente e' un calderone unico di persone, in cui ogni tanto qualche ingrediente/individuo 'sbotta' e scoppia come in un minestrone bollente.

E vista la quantita' di personaggi, gli stacchi sono numerosi e ripetuti, si cerca di chiudere e di passare ad un altro stacco con un tocco brillante prima di farlo, ma e' umanamente impossibile che questo riesca sempre e comunque, oltre ad essere un pelo innaturale in una narrazione a svolgimento continuo e dotata di unicita' quasi aristotelica di tempo, luogo ed azione (in effetti newsroom e' quasi una piece teatrale di stampo classico).

 

No, l'insieme di comunicazione e di come questa comunicazione viene riportata, che ha definito poi lo stile di Sorkin, qua non funziona.

 

Qua rimane un eccellente narratore, ma con questa regia, quest'opera e i personaggi nel suo seno non possono concretamente decollare.

 

Spero solo che non si ricorra all'espediente della morte improvvisa di qualcuno o il porre i personaggi in situazione di concreto pericolo per la loro vita, per ravvivare attenzione intorno a se.

 

Se proprio doveva essere di Sorkin, quest'opera doveva avere un ambiente ed una regia differenti.

Resta un'opera piu' che valida, ma siamo lontani veramente tanto da West Wing, ad esempio.

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  • 2 weeks later...

Io la sto recuperando ora. Fino al terzo episodio la mia opinione è che una serie per iniziati, fatta da iniziati.

A cui, purtroppo, è stato suggerito di aggiungere anche un po' di elementi da show "perché altrimenti sai che palle".

Ma l'attacco all'ala estrema del Tea Party (fatto da un repubblicano, oltretutto) è stato entusiasmante.

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Io non sono un iniziato, però l'unica cosa che mi ha fatto storcere il naso è la presenza massiccia dell'elemento sentimentale. Che andrà avanti fino alla fine e continuerà a influenzare le scelte dei protagonisti.

 

Per il resto in queste ultime puntate la vedo un pò troppo "ingenua" in certe scelte e con un certo di autocompiacimento in protagonisti che si rivelano tutti integerrimi a loro modo, mentre il resto è tutto spazzatura.

Ma quando un prodotto è ben recitato (non tutti per carità) e ben diretto non penso che si possa dirne male per essere un prodotto estivo, a parte Breaking Bad e qualche comedy d'estate solitamente non c'è mai niente di degno da guardare.

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Season Finale...ci sono stati alcuni buchi a livello di scrittura che non mi convincono, in generale è stata una serie godibile ma non riesco a prenderla sul serio.

Anche il finale mi è sembrato abbastanza trito e ritrito, e l'ultimo tg, volendo obiettare, non mi sembrava proprio quello che farebbe un anchorman che vuole puntare sull'informazione, sembrava il vecchio tg4 di Fede.

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