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Lo chiamavano Jeeg Robot


Shito

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Dunque a Lucca ho visto un film italiano che mi ha spiazzato.

Si intitola "Lo chiamavano Jeeg Robot" - ci sono andato perché invitato dalla staff di Lucky Red (ciao, Mattia!), che lo distribuisce. Chi mi conosce un po' potrà immaginare con quale lugubre attesa fossi andato, dato il titolo, vero?

Insospettabilmente, non era per niente un film di revanscismo rimbambito/ritardato.

Tutto al contrario, si tratta di un film che inizia con una vague da neorealismo d'oggi (post-neorealismo?) e finisce come uno spaghetti comic-movie ben riuscito e con un senso.

In giro lo stanno celebrando giustamente, perché è proprio un prodotto riuscito, e lo inneggiano come un vero comic-movie italiano. Ma per me i comic movie sono cose ritardate per ritardati, prodotti infantili confezionati per adulti. Mi fanno davvero rabbrividire. Questo film invece mi ha colpito. Ha un certo contenuto, anche duro. E vari tocchi stilistici mica male.

Alla fine del film ho incominciato a fare domande e commenti al regista, presente in sala, che si sorprendeva sul genere "wow, hai notato anche questo!"

Così poi ci siamo messi a parlare un po' a latere dell'evento. C'era anche il protagonista della pellicola, molto bravo davvero, che poi mi hanno detto essere super famoso, ma che io non avevo mai sentito nominare. Gli ho fatto dei complimenti onesti che credo abbia apprezzato, poi ci siamo messi a parlare di recitazione, doppiaggio, costruzione di un personaggio, eccetera.

Dunque il film ha degli squarci sul degrado della vita nelle periferie romane abbastanza duri, perché credibili. Il quartiere 'Tor Bella Monaca' lo conosco - c'è stato un anno che la mia fidanzata aveva lì lo studentato universitario.

Nel film c'è tipo la 'protagonista' che è una cerebrolesa (nel senso proprio del termine: traumatizzata) che vive guardando i DVD di Jeeg Robot e li crede reali. E ha un attacco di nervi quando quelli che la stanno molestando gli prendono il lettore DVD - cosa per lei più grave dello stupro che si intentava a suo danno.

C'è da dire che gli attori sono stati tutti bravi, il che può voler solo dire "buon casting, buona direzione registica" - perché nelle coincidenze non ci si crede.

Certo certi momenti sono tragici a sufficienza, sì. Ma soprattutto il film è tragico perché mette in scena la banalità della tragedia, che è il vero.

Anche con il più grottesco e parossistico 'cattivo', mafiosetto di periferia ossessionato da una narcisistica voglia di emergere, fissato a una sua comparsata infantile a 'Buona Domenica'. Ma alla fine fanno davvero tutti pena. Ai miei occhi, grande protagonista del film è la depressione della periferia italiana/romana.

Ma ci sono anche momenti di dolcezza reale. Il protagonista effettivo, disgraziato ladruncolo di periferia, ottiene superforza con espediente tipo uomo ragno. C'è la scena che vanno al Luna Park abbandonato e lui fa girare la ruota panoramica a braccia per lei. E il tutto è anche ben girato, quindi funziona. C'è una geometria dell'inquadratura non da poco.

Alla fine la cosa che spiazza è che è cinema reale, ma è un film italiano. Ovvero è un film totalmente italiano, nell'ambientazione e nei contenuti e nello stile, ma non è un film che "fa il film italiano", non è maniera della maniera.

La musica se la compone il regista stesso, cosa inusuale, non trovate?

Come unici difetti ci sono un paio di scene forse un po' esagerate sul lato grottesco (una un po' troppo da gangster movie, forse? L'altra troppo da pulp movie, forse?) ma le varie componenti sono davvero ben amalgamate, in genere, e l'impasto risulta davvero funzionale grazie a dei personaggi che reggono la narrazione in prima persona. Come dovrebbe essere questo genere di 'finzione'.

Ah, il regista prima di questo lungometraggio aveva realizzato dei corti. Uno dei quali, "Tiger Boy", è da antologia. Cercatelo, ora è tutto su Vimeo, legalmente.

 

Modificato da Shito
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