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La forma della voce - Koe no Katachi


Godai

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Forse andava aperto prima il topic, ma visto che c'è stata la proiezione volevo scrivere due righe.

 

Metto pure il trailer e il cast di doppiaggio meramente per una questione di forma del topic:

 

Federico Campaiola: Shōya Ishida

Giulio Bartolomei: Shōya Ishida (bambino)

Roisin Nicosia: Shōko Nishimiya

Alessio Puccio: Tomohiro Nagatsuka

Ludovica Bebi: Naoka Ueno

Lucrezia Marricchi: Yuzuru Nishimiya

Agnese Marteddu: Miki Kawai

Simone Veltroni: Kazuki Shimada

Massimo Triggiani: Takeuchi

Irene Di Valmo: Miyako Ishida

Graziella Polesinanti: Ito Nishimiya

 

 

Un commento brevissimo: se qualcuno vuole usufruire dell'opera Koe no katachi credo possa farlo meglio con il film piuttosto che con il manga, nonostante quest'ultimo sia l'opera originale.

 

Infatti quello che vuole raccontarci la storia ci arriva perfettamente anche dal film, che però rispetto al manga ha il merito di aver tolto delle parti che dilatavano troppo la storia facendone diluire la sua intensità, riuscendo a proporre una narrazione più coesa e intensa. Forse l'unica cosa che si perde di un certo valore è il background della mamma di Shoko e le vicende famigliari dopo la nascita della bambina, ma che comunque non tolgono nulla alla visione del film e alla sua comprensione generale.

 

Il film mi è piaciuto molto, conoscevo già la storia avendo letto il manga, e come ho scritto sopra credo sia un'eccellente trasposizione. Dal punto di vista visivo è una goduria, forse non riempie gli occhi come Your Name, ma lo stile KyoAni sul grande schermo è ancora meglio del solito, si godono a pieno le bellissime espressioni del volto e il character design sempre impeccabile e bellissimo (altro punto a favore rispetto al manga), le animazioni sono sempre di primissimo livello.

 

È una bella storia di redenzione e di presa di coscienza dei propri errori, il bullismo e la disabilità sono temi sì importanti, ma non li considero i principali. I personaggi si trovano a dover fare i conti con le loro azioni del passato e ci arrivano per vie diverse, ma per tutti è un crocevia essenziale nella crescita. Ho apprezzato come per alcuni personaggi secondari non siano stati cancellati nel finale alcuni lati negativi del carattere e mi riferisco sopratutto a Kawai e Ueno; la prima sostanzialmente rimane ancora una ragazza falsa molto attenta all'apparenza, mentre Ueno non arriva a dover amare per forza Nishimiya perché è la poverina ragazza sorda, ma giunge ad una più matura sopportazione. 

La coppia di protagonisti funziona, mi è piaciuto molto il modo in cui Ishida affronta il suo senso di colpa, escluso naturalmente il tentativo di suicidio, che però nell'ottica di un adolescente giapponese purtroppo ci può stare; si prende il carico sulle spalle delle sue azioni e cerca di provi rimedio, arrivando nel corso del film ad autoaccusarsi anche di colpe non propriamente sue. Da una situazione simile parte anche Nishimiya che nonostante sia la parte lesa della situazione vive con angoscia il fatto di essere stato l'elemento che ha destabilizzato la situazione tranquilla della sua classe, questo la porta e sentirsi carnefice invece che vittima e ad accollarsi tutta la responsabilità con falsi sorrisi. Ed molto bella la scena in cui quella adorabile stronza di Ueno glielo sbatte in faccia.

 

 

​Dal punto di vista della localizzazione, per la prima volta non sono pienamente soddisfatto di un lavoro della Di Meo: i bambini inizialmente recitano davvero male e anche alcuni personaggi hanno un po' la sindrome del leggio, ho trovato invece molto brava la doppiatrice di Yuzuru specialmente quando si finge maschio e anche quella di Shoko che non aveva un compito facile. Buono l'adattamento del fraintendimento "tsuki" come mi piaci  e "tsuki" luna. Non conosco l'originale quindi quello che dico va preso con le molle, ma ho sentito un love hotel tradotto letteralmente come hotel dell'amore.

 

 

 

 

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Buono l'adattamento del fraintendimento "tsuki" come mi piaci  e "tsuki" luna. Non conosco l'originale quindi quello che dico va preso con le molle, ma ho sentito un love hotel tradotto letteralmente come hotel dell'amore.

L'adattamento nella traduzione iniziale era meglio, ma sarei parziale visto che la traduzione è mia. E love hotel l'avevo reso in inglese.

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Buono l'adattamento del fraintendimento "tsuki" come mi piaci  e "tsuki" luna. Non conosco l'originale quindi quello che dico va preso con le molle, ma ho sentito un love hotel tradotto letteralmente come hotel dell'amore.

L'adattamento nella traduzione iniziale era meglio, ma sarei parziale visto che la traduzione è mia. E love hotel l'avevo reso in inglese.

 

 

Si può sapere? Anche in mp se è un problema in pubblico.

 

 

Altre considerazioni sparse:

 

La scena iniziale con My Generation dei "The Who", assolutamente geniale per come amplifica e integra quello che la scena vuole dire.

La figura delle due madri, entrambe provate dalla vita, ma con una schiena dritta e una dignità davvero ammirevoli 

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  • 1 year later...

Ho visto il film e l'ho trovato gradevole, il doppiaggio mi è piaciuto parecchio :

La doppiatrice di Shoko Nishimiya è Roisin Nicosia https://www.antoniogenna.net/doppiaggio/voci/vocirnic.htm (che ha prestato la voce in altri lungometraggi giapponesi come Mirai e The Boy and the Beast/Il cucciolo della bestia), qui si sente "poco" poiché il suo ruolo di sordo/muta ovviamente impone un'interpretazione particolare limitando la possibilità dello spettatore di farsi un'idea della sua voce reale. Un'interpretazione paradossalmente ottima proprio perchè "irriconoscibile". A mio parere è un talento da tenere d'occhio e da ascoltare anche in altri lavori dove ha più spazio e possibilità di parlare con la sua "vera" voce.

Altro personaggio degno di nota è ovviamente Lucrezia Marricchi https://www.antoniogenna.net/doppiaggio/voci/vocilmarr.htm nel ruolo della sorellina Yuzuru, anch'essa fuori dai canoni dell'attrice e inizialmente poco riconoscibile nonostante la sua voce particolare (il che è un risultato non da poco). Nel proseguo del film il personaggio cresce e rivela la propria "femminilità" e di conseguenza la voce diventa più riconoscibile.

Secondo me è proprio questo che rende interessante ascoltare questo doppiaggio : non tanto la bravura delle due attrici in se, che è riprovata, ma il fatto che si siano calate in ruoli molto distanti dai propri  standard vestendo "panni vocalici" differenti con successo e aprendo quindi tutta una possibilità di future distribuzioni su parti a cui non le avremmo potenzialmente associate.

Spesso si parla, talvolta abusando del termine, di versatilità degli attori, magari a favore dei vecchi doppiaggi in cui i protagonisti si trovavano a fare più parti. Ma nella realtà dei fatti a mio parere la versatilità di un doppiatore non consiste nel "ventriloquismo" o in una iniziativa personale di variare interpretazione da un ruolo all'altro (come farebbe uno sceneggiatore : es. ora faccio una storia di robot, ora una horror ecc..) ma nella capacità recitativa di adattarsi al ruolo (fatto di battute, fiati, espressioni facciali) risultando giocoforza "diverso" su personaggi diversi. Al direttore di doppiaggio il merito e la capacità di vedere "potenzialmente" l'associazione tra il doppiatore preesistente e il ruolo originale da coprire

Infine un piccolo piacere personale è stato ascoltare Ludovica Bebi https://www.antoniogenna.net/doppiaggio/voci/vocilbeb.htm sulla "perfida" Naoko Ueno , che poco c'entra con il mio discorso perché ha interpretato un ruolo simile a quelli che fa di consueto, ma che ha trasmesso una vitalità e un'espressività al personaggio straordinariamente centrate

 

Modificato da (Gotan X)
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  • 2 years later...
Visitatore Great Starred
Il 26/10/2017 Alle 18:09, Godai ha scritto:

Forse andava aperto prima il topic, ma visto che c'è stata la proiezione volevo scrivere due righe.

 

Metto pure il trailer e il cast di doppiaggio meramente per una questione di forma del topic:
 

 

Federico Campaiola: Shōya Ishida

Giulio Bartolomei: Shōya Ishida (bambino)

Roisin Nicosia: Shōko Nishimiya

Alessio Puccio: Tomohiro Nagatsuka

Ludovica Bebi: Naoka Ueno

Lucrezia Marricchi: Yuzuru Nishimiya

Agnese Marteddu: Miki Kawai

Simone Veltroni: Kazuki Shimada

Massimo Triggiani: Takeuchi

Irene Di Valmo: Miyako Ishida

Graziella Polesinanti: Ito Nishimiya

 

 

Un commento brevissimo: se qualcuno vuole usufruire dell'opera Koe no katachi credo possa farlo meglio con il film piuttosto che con il manga, nonostante quest'ultimo sia l'opera originale.

 

Infatti quello che vuole raccontarci la storia ci arriva perfettamente anche dal film, che però rispetto al manga ha il merito di aver tolto delle parti che dilatavano troppo la storia facendone diluire la sua intensità, riuscendo a proporre una narrazione più coesa e intensa. Forse l'unica cosa che si perde di un certo valore è il background della mamma di Shoko e le vicende famigliari dopo la nascita della bambina, ma che comunque non tolgono nulla alla visione del film e alla sua comprensione generale.

 

Il film mi è piaciuto molto, conoscevo già la storia avendo letto il manga, e come ho scritto sopra credo sia un'eccellente trasposizione. Dal punto di vista visivo è una goduria, forse non riempie gli occhi come Your Name, ma lo stile KyoAni sul grande schermo è ancora meglio del solito, si godono a pieno le bellissime espressioni del volto e il character design sempre impeccabile e bellissimo (altro punto a favore rispetto al manga), le animazioni sono sempre di primissimo livello.

 

È una bella storia di redenzione e di presa di coscienza dei propri errori, il bullismo e la disabilità sono temi sì importanti, ma non li considero i principali. I personaggi si trovano a dover fare i conti con le loro azioni del passato e ci arrivano per vie diverse, ma per tutti è un crocevia essenziale nella crescita. Ho apprezzato come per alcuni personaggi secondari non siano stati cancellati nel finale alcuni lati negativi del carattere e mi riferisco sopratutto a Kawai e Ueno; la prima sostanzialmente rimane ancora una ragazza falsa molto attenta all'apparenza, mentre Ueno non arriva a dover amare per forza Nishimiya perché è la poverina ragazza sorda, ma giunge ad una più matura sopportazione. 

La coppia di protagonisti funziona, mi è piaciuto molto il modo in cui Ishida affronta il suo senso di colpa, escluso naturalmente il tentativo di suicidio, che però nell'ottica di un adolescente giapponese purtroppo ci può stare; si prende il carico sulle spalle delle sue azioni e cerca di provi rimedio, arrivando nel corso del film ad autoaccusarsi anche di colpe non propriamente sue. Da una situazione simile parte anche Nishimiya che nonostante sia la parte lesa della situazione vive con angoscia il fatto di essere stato l'elemento che ha destabilizzato la situazione tranquilla della sua classe, questo la porta e sentirsi carnefice invece che vittima e ad accollarsi tutta la responsabilità con falsi sorrisi. Ed molto bella la scena in cui quella adorabile stronza di Ueno glielo sbatte in faccia.

 

 

Dal punto di vista della localizzazione, per la prima volta non sono pienamente soddisfatto di un lavoro della Di Meo: i bambini inizialmente recitano davvero male e anche alcuni personaggi hanno un po' la sindrome del leggio, ho trovato invece molto brava la doppiatrice di Yuzuru specialmente quando si finge maschio e anche quella di Shoko che non aveva un compito facile. Buono l'adattamento del fraintendimento "tsuki" come mi piaci  e "tsuki" luna. Non conosco l'originale quindi quello che dico va preso con le molle, ma ho sentito un love hotel tradotto letteralmente come hotel dell'amore.

 

 

 

 

"Un commento brevissimo: se qualcuno vuole usufruire dell'opera Koe no katachi credo possa farlo meglio con il film piuttosto che con il manga, nonostante quest'ultimo sia l'opera originale."

No,non penso che tu abbia compreso.

Ci sono alcune parti del manga piuttosto critiche verso gli insegnanti, la scuola in generale,la famiglia della bambina...  non si puo' fare una serie anime partendo da sei volumetti,lo capisco,ma perche' diluire proprio quelle parti? Tra l'altro le piu' interessanti,quelle che distinguono il manga da qualsiasi altro con le stesse tematiche. A Silent Voice non ha una lunghezza chilometrica alla Sampei,proprio perche' racconta quello che e' necessario e niente di piu',ne' reitera.

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Innanzitutto benvenuta/o (come si fa la schwa?)

8 ore fa, Great Starred ha scritto:

No,non penso che tu abbia compreso.

 

No, semplicemente credo di aver tratto conclusioni diverse dalle tue.

 

8 ore fa, Great Starred ha scritto:

Ci sono alcune parti del manga piuttosto critiche verso gli insegnanti, la scuola in generale,la famiglia della bambina

 Io scrivevo questo

Il 26/10/2017 Alle 18:09, Godai ha scritto:

Forse l'unica cosa che si perde di un certo valore è il background della mamma di Shoko e le vicende famigliari dopo la nascita della bambina, ma che comunque non tolgono nulla alla visione del film e alla sua comprensione generale.

Quindi sì, mi rendo conto del valore della parte della famiglia di Shoko, mentre la parte sugli insegnanti non mi è piaciuta affatto nel manga perché pur essendo un aspetto che doveva essere approfondito lo hanno fatto con una rappresentazione eccessivamente caricata degli insegnanti per portare il lettore al disprezzo.

Ma parliamo del film, dove per questioni di minutaggio si deve andare con operazioni di sottrazione. E qui regista e sceneggiatore hanno operato i tagli necessari, perché alla fine le vicende della famiglia di Shoko e della scuola sono delle appendici che aumentano sì la comprensione del background, ma che nulla aggiungono al messaggio che voleva dare la storia. 

 

Che per me è questo.

Il 26/10/2017 Alle 18:09, Godai ha scritto:

È una bella storia di redenzione e di presa di coscienza dei propri errori, il bullismo e la disabilità sono temi sì importanti, ma non li considero i principali. I personaggi si trovano a dover fare i conti con le loro azioni del passato e ci arrivano per vie diverse, ma per tutti è un crocevia essenziale nella crescita.

E quindi le parti tagliate in quest'ottica servono a poco. Quindi sì, confermo che il modo migliore per usufruire di Koe no Katachi è vedere il film. È come l'amanita, il fungo più raro,  capita che un'opera derivata riesca ad essere meglio di quella originale. 

 

 

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Visitatore Great Starred
8 ore fa, Godai ha scritto:

Innanzitutto benvenuta/o (come si fa la schwa?)

 

No, semplicemente credo di aver tratto conclusioni diverse dalle tue.

 

 Io scrivevo questo

Quindi sì, mi rendo conto del valore della parte della famiglia di Shoko, mentre la parte sugli insegnanti non mi è piaciuta affatto nel manga perché pur essendo un aspetto che doveva essere approfondito lo hanno fatto con una rappresentazione eccessivamente caricata degli insegnanti per portare il lettore al disprezzo.

Ma parliamo del film, dove per questioni di minutaggio si deve andare con operazioni di sottrazione. E qui regista e sceneggiatore hanno operato i tagli necessari, perché alla fine le vicende della famiglia di Shoko e della scuola sono delle appendici che aumentano sì la comprensione del background, ma che nulla aggiungono al messaggio che voleva dare la storia. 

 

Che per me è questo.

E quindi le parti tagliate in quest'ottica servono a poco. Quindi sì, confermo che il modo migliore per usufruire di Koe no Katachi è vedere il film. È come l'amanita, il fungo più raro,  capita che un'opera derivata riesca ad essere meglio di quella originale. 

 

 

Oppure,hanno pensato di tagliare le parti sul "menefreghismo" degli insegnanti per evitare una diserzione in massa dal botteghino 😂

A Silent Voice non e' un soggetto accomodante;qualche taglio ci sarebbe anche se facessero un film per cinema con la trama di Life,vecchio shojo manga sul bullismo.

Stranamente,film sul modello di Battle Royale si salvano dalle forbici,forse perche' sembrano troppo assurdi. La sala cinematografica forse non e' il luogo adatto per temi "realistici"?...🤔...

Grazie per il benvenuto/a,non so cos'e' "schwa",quindi non so neanch'io come si fa

😅

Modificato da Great Starred
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