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Ready Player One: end and beginning of an era


Schrödinger's cat

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Mettiamola cosi'.

Recuperate un'Icona/Immagine di Steven Spielberg e appendetela su un muro.

Allontanatevi un po' di passi.

Voltatevi ed in ginocchioni andate verso la Sacra Reliquia a braccia aperte cantando Osanna.

 

Poi con tutta tranquillita', uscite di casa (rimandate anche eventuali operazioni incombenti)

e ANDATE A VEDE' STO C***O DI FILM.

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Visti ieri sera entrambi.

Prima Pacific Rim e che puoi dire? Che alla fine ero lì per quello, per vedere robot che si prendevano a mazzate (check), una trama tutto sommato che vada da un punto A (la fine del primo film) ad un punto B (i prodromi del terzo) senza che io stia tanto a sottilizzare su certi WTF (check), scene spettacolari (check), protagonisti monodimensionali in maniera intrigante (check).

Boh altro non chiedavamo, 110 minuti di consapevole ignoranza.

Ready Player one invece non so descriverlo, è un gigantesco trip nella cultura anni 80 con talmente tanti richiami che a un certo punto smetti di cercarli altrimenti non segui più il film.

Mi è piaciuto, ma non so dire se sia un film che diventerà in qualche modo iconico o solo un clamoroso fanservice verso quelli come me.

Saluti Toma

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Lo sai si' che

 

 

il gioco di Adventure comprendeva il fatto di recuperare 3 chiavi di colore diverso, o che quando il tipo appare, nella sua controparte 'Fantasy' faceva eco ad altre illustrazioni del genere? Se consideri questo 'a posteriori', si capisce il livello di costruzione che c'e'in questa storia.



Quello che rende Unico questo film e' stata la capacita' di Spielberg e di chi ha scritto il romanzo, di usare singoli personaggi, anche singoli fatti, decontestualizzarli completamente e farne un qualcosa di nuovo.

E' la stessa cosa di avere una qualunque delle lingue esistenti al mondo, fatte da segni, parole, virgole, interiezioni, verbi, che da qualche parte richiamano a loro volta esperienze completamente metabolizzate da chi ne ha inventato i termini, e con QUELLE parole, virgole, etc. costruire una frase, un racconto, un romanzo.

 

Non e' solo questione di mettere la citazione, o riconoscerla, ma proprio di vedere che con questo film e' stato costruito un LINGUAGGIO che afferisce e ricostruisce qualcosa di nuovo ai giorni nostri, usando i significanti decontestualizzati da tutta una serie di istanze culturali 'pop'.

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Apro un topic apposito perché porcamiseria se se lo merita.

Provvedo anche a spostare i relativi post qui.

 

E lancio un sassolino: penso che il problema maggiore di questo film sia il rischio che venga sottovalutato.

 

Spiego (e premetto: sono ancora su di giri per la visione, quindi scusate la... ehm... enfasi)

 

Ci sono un saaaaaaacco di citazioni.

Uh, che bello.

Solo che a giocare al gioco dell'indovinare la citazione, si perde di vista un elemento che secondo me è molto più importante.

Che Shuji-sama ha pure giustamente già sottolineato: questo è un LINGUAGGIO nuovo.

Su faccialibro ho scritto che è come se per tutta la nostra vita da "spettatori" ci avessero fatto amare le sette note.

Proprio le singole note, dico. Do, Re, Mi eccetera.

E com'è bello il Fa, io so tutto del La. Cose così.

Poi arriva Steven e ci dice che, con quelle singole note, messe insieme, si possono fare COSE.

Tipo la Toccata e Fuga di Bach.

BAM!

 

Immaginate che i "pezzi" della cultura dell'intrattenimento degli ultimi 40 siano le note e capirete non solo il senso, ma la PORTATA di questa cosa.

 

Faccio un esempio.

Battaglia finale.

Scena maestosa, bellissima.

Ecco.

Lasciate perdere la caccia al personaggio. Lo so che è difficile, ma voi fatelo.

Un regista qualunque ci avrebbe messo una colonna sonora ad hoc. Niente di male.

Un regista "post-moderno" ci avrebbe magari messo proprio quella canzone lì. We're not gonna take it, Twisted Sister.

Perché è la canzone simbolo della ribellione pop/rock degli anni '80 eccetera.

La usi come colonna sonora e fai una citazione figa.

Anche qui, niente di male. Anzi.

Spielberg invece fa UN PASSO IN PIU'.

Inserisce la canzone come elemento narrativo -significante E significato- del film, in quel momento.

C'è un personaggio, in quel contesto, che alza uno STEREO ANNI 80 e preme Play.

(E, nel caso vi sia sfuggito, anche questo gesto è una citazione...)

E parte la canzone.

E QUELLA CANZONE LI' diventa colonna sonora (step uno), citazione (step due) e acquista un SIGNIFICATO NARRATIVO.

BAM!

A me è esploso il cervello, anche perché il film è TUTTO COSI'. 

 

Questo film è il culmine di 40 e rotti anni di stratificazioni culturali e, allo stesso tempo, il primo passo in una nuova direzione, il -finalmente- superamento del post-moderno come semplice (e, diciamocelo, ormai stanco) citazionismo.

Io sono alle lacrime.

Modificato da Maximilian
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Domenica me lo vado a vedere in 70mm.

Sarà meglio che sia come dite

 

Guarda, io ci sto rimuginando sopra da quando ho visto il film, sabato scorso.

Poi leggo commenti di gente a cui non è piaciuto, che non sono usciti dal cinema urlando "Al miracolo!", e giuro che la tentazione di insultarli al grido di NCUCDC è tanta, ma proprio tanta.

 

Ed è una cosa che di solito io non faccio (quasi) mai.

 

Qui il problema è questo: puoi guardare questo film in diversi modi (e già questo dovrebbe essere indicativo del fatto che non è proprio un prodotto mediocre, ma lasciamo stare).

 

1) Lo sguardo puro.

Vai al cinema e ti vedi un film. Sai poco di cinema cult, quasi nulla di videogiochi, zero di riferimenti alla cultura pop/nerd degli ultimi, boh, trent'anni.

Ti vedi un bel film, molto spettacolare, decisamente appagante per gli occhi e per lo spirito, e alla fine ti trovi anche una morale che ti fa sentire in pace con il fatto che, mentre orde di nerd perdono tempo dietro a roba strana, te c'hai una vita oltre lo schermo. Alla fine ti sei visto un bel film e morta lì.

(Oh, son pochi, ma esistono.)

 

 

2) Lo sguardo del nerd

Uh, c'è Hello Kitty. Uh, quello c'ha la fibbia dei Thundercats. In quell'angolo s'è vista l'astronave di quella serie TV. Ah, questa è una citazione da quel favoloso et misconosciuto film fantasy del 1983.

E alla via così.

In questo caso il film può piacerti (variante A) o non piacerti (Variante B).

    Variante A

Godi come uno sceicco in un harem. Facile.

    Variante B

Sì, ok quelle tre scene sono belle PERO'.

E tutte queste citazioni sono troppe e messe lì solo per esigenze di marketing, dai.

Da questo punto di vista, per esempio, Ralph Spaccatutto è meno dispersivo e più coerente.

La trama è spaventosamente lineare, il cattivo è una roba risibile e le stesse battutine dei film Marvel e che tempi, signora, che tempi.

Ok, è -più o meno- un giudizio legittimo. PER ME stai facendo un colossale errore di prospettiva, comunque.

 

3) Lo sguardo analitico

Di film, libri, videogiochi e serie TV che pescano dall'immaginario pop dei decenni passati ormai siamo pieni.

E' il post-moderno, baby.

Allora perché questo Ready Player One dovrebbe essere una cosa diversa?

Perché non si "limita" a citare.

Usa la citazione contestualizzandola e, facendo così, crea un qualcosa, direi un "livello di esistenza", completamente nuovo.

Prima ho citato l'esempio della canzone/colonna sonora durante la battaglia finale. Secondo me rende abbastanza bene l'idea di quello che sto cercando di dire.

Non posso (né voglio) spoilerare nulla ma posso dirti che ci sono una sfilza di esempi simili, che vanno da intere sequenze (inclusa quella centrale della "seconda prova", importantissima) a fugaci apparizioni.

Non è il cosa viene citato: è il come e, in alcuni casi, anche il perché.

Il cazzo di guaio di questa cosa è che per capirlo, per "attivare" questo livello (e quindi godere molto, ma molto di più di uno sceicco in un harem), devi necessariamente andare oltre il "semplice" sguardo da nerd.

Devi essere in grado non solo di riconoscere la citazione, che già non è facile (anche perché, accidenti, ce ne sono centinaia), ma anche di fare il collegamento mentale "citazione+contesto in cui viene usata in Ready Player One".

Quando con Shuji dicevamo che è il primo esempio di un linguaggio completamente nuovo non si esagerava.

Ma, come per i linguaggi nuovi, devi anche partire dal presupposto che chi ti ascolta possa capirti.

Che, per esempio, non sappia solo i singoli vocaboli ma che abbia anche un'idea -almeno a grandi linee- di come funziona la sintattica.

 

Più passa il tempo più mi rendo conto che questo film rischia seriamente di essere schiacciato da sé stesso, che si sottovaluti la vera portata di quello che questo fottuto genio di 71 anni è riuscito a fare.

Che non è un "film pieno di citazioni" (mentre il libro è solo questo).

Secondo me Spielberg ha fatto un miracolo, ma purtroppo è un miracolo che, per sua stessa natura, è (e secondo me questo è il vero difetto di Ready Player One, ma è un difetto inevitabile) molto difficile da vedere e profondamente "elitario".

Ora le possibilità sono due: o questo nuovo linguaggio viene recepito, e Ready Player One diventa l'equivalente dei film di Kubrik (attenzione: esempio non preso a cazzo), quindi il termine di paragone del genere, o entrerà a sua volta nell'indice dei capolavori incompresi (un esempio su tutti: Hugo Cabret).

Modificato da Maximilian
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Ma Armada praticamente è The Last Starfighter mescolato con MIB? :giggle:

 

 

@Max: Credo tu abbia ragione su tutto, forse dovrei vederlo più volte perché per beccare al primo colpo tutto quello che dici credo che senza una guida apposita non ci si riesca, io ne ho vista di roba anni '80 e i personaggi posso anche riconoscerli ma ad esempio quello che dici tu dello stereo proprio non l'avrei colto senza che me l'avessi fatto notare prima di andare a vedere il film che di per se è comunque un buon film per ragazzi (anche se c'è di più come messaggio di fondo) , anche la trama per me è quasi un omaggio a tutto un genere di quei tempi con trame semplici gli adulti e le corporation sempre cattivi e stronzi che pensano solo ai soldi col mondo che viene salvato dai ragazzini che hanno ancora sani ideali. (a proposito di manager stronzi, solo a me Sorrento è parso quasi tale e quale al villain di Robocop, anche come faccia dico, perfino la pettinatura e come si veste, li avrei facilmente scambiati, e credo non sia un caso :giggle: )

 

In ogni caso ho passato 2 ore e 20 senza che me ne accorgessi il che vuol dire che il film è riuscito

Modificato da Alex Halman
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Io credo davvero che la cosa piu' complicata da far passare di questo film, sia il fatto che le citazioni NON sono fini a se stesse.

 

Non fa' giustizia al film chi non afferra che la scomposizione e ricomposizione degli elementi di riferimento porta essa stessa alla costruzione di qualcosa i NUOVO e non di semplicemente 'ricordato'.

Quando il gioco che sta alla fine della prova,

 

Adventure x Atari 2600, gia' di per se ha una QUEST che, insieme ad altre due cose, al suo interno ha di trovare TRE CHIAVI DI COLORE DIVERSO, in un'ambientazione Fantasy, mentre gli 'avatar' stessi che anno le tre chiavi della 'gara' hanno a loro volta sembianze i maghi Fantasy, a loro volta con riferimento ad illustrazioni Fantasy, e che quindi non c'e' davvero nulla di lasciato al caso o nessun significante che non conduca poi ad un significato quanto meno 'parallelo' rispetto all'originale...

 

 

 

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Hai perfettamente ragione ma è una cosa di cui ben pochi possono accorgersi, lo dico ancora, sono cresciuto in quegli anni, tanta di quella roba l'ho vista o ascoltata ma riuscire a ricordarsene ormai mi è parecchio difficile (son passati troppi anni) avrei davvero bisogno di una guida,

 

 

 

L'idea di base di prendere a modello Adventure (che sinceramente non avevo mai sentito, mai giocato con l'Atari 2600) per la sfida è geniale appunto perché quando arrivi alla fine all'ultima prova ti dici "ma cazzo era ovvio! la soluzione era sotto il naso!" tutto torna con la spiegazione che fornisce il protagonista perché la morale di fondo è la stessa che il creatore di Oasis ripete in tutto il film, l'importante non è vincere ma giocare, esplorare in piena libertà, e in una battaglia in cui si lotta per trovare un easter egg ti trovi in mano il primo gioco della storia ad averne uno, doveva esser chiaro a quel punto che ci si doveva fare.

 

Poi è spettacolare come sia stato inserito Shining con una ricostruzione degli ambienti del film di Kubrik che davvero... tanto di cappello per com'è convincente

 

 

 

Vabbè mi sa che mi toccherà comprare il BD e mettere in pausa a ogni fotogramma

Modificato da Alex Halman
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Anal nathrakh, urth vas bethud, dokhjel djenve

 

:°_°:


 

Vabbè mi sa che mi toccherà comprare il BD e mettere in pausa a ogni fotogramma

 

Mi sa che non basta  :°_°:

 

Listone:

https://www.shmoop.com/ready-player-one/allusions.html


 

Anche questo non e' male.


(e il bello che la frase di prima, e la questione 'adventure' sono solo accennate pure qua ^^ )

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138 and still counting (ne mancano almeno un paio "fantasy").

 

Che poi, giusto per tornare sull'argomento "citazioni con un senso"...

 

 

 ma quanto è geniale l'idea di usare l'Incantesimo del Fare (e del Disfare, aggiungerei) di Merlino?

 

 

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Ho fatto qualche ricerca rapida

 

 

 

Si chiama Orbo di Osuvox, nel film è un Artefatto livello 99, capace di generare una barriera assoluta.

Non riesco a trovare nessun altro riferimento, quindi mi sa che -incredibile ma vero- è farina del sacco di Cline, l'autore del libro.

 

 

 

Ecco, lo sapevo...

 

 

 

Sai cosa c'è dentro l'Orbo di Osuvox.

Un D20.

No, sul serio...

 

 

:pazzia::giggle::clap:  :clap:  :clap:  :notworthy: 

Modificato da Maximilian
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Anal nathrakh, urth vas bethud, dokhjel djenve

 

:°_°:

 

 

Beh quella l'ho beccata al volo ovviamente :giggle:

 

 

Vabbè mi sa che mi toccherà comprare il BD e mettere in pausa a ogni fotogramma

 

Mi sa che non basta  :°_°:

 

Listone:

https://www.shmoop.com/ready-player-one/allusions.html

 

 

Anche questo non e' male.

 

(e il bello che la frase di prima, e la questione 'adventure' sono solo accennate pure qua ^^ )

 

'stamminchia!

138 and still counting (ne mancano almeno un paio "fantasy").

 

Che poi, giusto per tornare sull'argomento "citazioni con un senso"...

 

 

 ma quanto è geniale l'idea di usare l'Incantesimo del Fare (e del Disfare, aggiungerei) di Merlino?

 

 

 

Tanto, davvero tanto. Ma l'avremo apprezzato in tre, basta leggere pure la recensione del Doc Manhattan (non che capisca un cazzo di cinema, si è già capito da un pezzo)

Modificato da Alex Halman
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Non che uno si aspetti chissà che ma metti che ti sbattono sul manifesto (di Armada) "dall'autore di Ready Player One", qualcuno a vederlo magari ci andrà e magari (regista volendo) non sarà neanche (tanto) male .... ma ci credo a quello a che ho scritto? Uhm, ho qualche dubbio

http://www.fantascienza.com/23504/armada-un-altro-film-tratto-da-ernest-cline

Modificato da Schrödinger's cat
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No, dico:

 

2vbtog4.jpg

 

Proiettore ad ottica ultracorta da 65" d'area settata; impianto hifi Denon, cablature varie sia ethernet che wifi.

 

On the screen: ADVENTURE by Atari 2600

 

THE TOP dell'alienazione ©

 

Ready Player One, famme na pippa.

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