Shuji Inviato 30 Aprile, 2019 Share Inviato 30 Aprile, 2019 Siccome per qualche ragione in un altro topic era spuntato fuori l'argomento, e trovandomi ad approfondirlo, userò questo topic come una sorta di 'flusso di coscienza' per trascrivere delle informazioni. Se poi non frega a nessuno, levo tutto e lo riporto altrove. Pero'. Penso che gia' dall'attacco potrebbe creare qualche curiosita'. -- Parte prima. Tutto nasce dalla diffidenza con la quale cercare di inscatolare espressioni di un'altra cultura con istanze non proprie. Molto riassumendo, nella narrativa, secondo tradizione occidentale, un buon pezzo del discorso e' coperto dai Formalisti Russi con Vladimir Propp al vertice. Poi ci sono varie declinazioni da est ad ovest, fino ad arrivare ad esempio al Guru Americano, Christopher Vogler Ma anche se tutto cio' crea il contesto del discorso, e' alieno dallo stesso. In quanto, partendo 'ab origine' dai termini propri, il latino FINGERE da cui deriva il famigerato Fiction di cui si parla da anni in quanto tale, ha un curioso corrispettivo cinese HSIAO-SHUO (Xiao-Shuo - 小说 ) che letteralmente, oltre ad essere riportato come equivalente inglese di "Fiction", in realtà altro non significa che 'chiacchericcio', 'pettegolezzo'. Di per se' questo mostra molto bene la drammatica (direi) differenza di approccio alla Finzione/Fiction e ai romanzi delle due diverse culture; per la cultura occidentale c'e' qualcuno che pianifica e poi realizza in qualche modo qualcosa che non c'e', una 'finzione', mentre la radice per la cultura cinese e' quella derivante da un qualcosa in prima analisi di per se' 'non tanto rilevante' (chiacchericcio da strada, ad esempio) ma soprattutto di 'esistente', che perlomeno 'si presume' sia accaduto. Ergo, la base stessa terminologica del 'romanzo' tra le due culture, e' a tutti gli effetti diametralmente opposta. (Continua?) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Schrödinger's cat Inviato 1 Maggio, 2019 Share Inviato 1 Maggio, 2019 Curioso come in giapponese questo 小説 (shousetsu), che altro non è che la forma non semplificata di quello che aveva scritto Shuji significhi proprio romanzo, storia (novel, story) Ma forse è del tutto OT, come non detto Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 1 Maggio, 2019 Autore Share Inviato 1 Maggio, 2019 non e' certo strano; le due lingue non sono certamente aliene pur nella differenza; ad es. banzai (Giapponese: 万歳) viene da wànsuì (Cinese: 萬歲) ed e' un'espressione che originariamente in cinese stava per 'diecimila anni' come formula augurativa, che 'tipo' possa vivere a lungo; un po' come il dialettale sardo 'A zent'anni'. Se si pensa al'utilizzo di 'Banzai' com'anche lo conosciamo ora, a tutto si potrebbe pensare che non ad un augurio. Eppure. Detto questo; Parte seconda. La questione del termine cinese Hsiao-Shuo introduce due elementi particolari del discorso; innanzitutto, e' un termine molto antico, che e' stato usato solo in quanto in qualche modo riferibile; per spiegare la cosa, e'come se con hsiao-shuo e fiction parlassimo di pere e di mele, ma cio' che accomuna entrambi e' quello di essere frutta. Quindi, nell'usare come riferimento quel termine, stiamo mettendo sullo stesso piano temporale e sociale, due termini che rispecchiano per entrambe le culture direi realta' stesse molto differenti. Il secondo elemento e' che, inevitabilmente vedendo l'accezione del significato del termine, il termine cinese portava dietro di se' anche una forte stigma sociale, ossia una forte connotazione negativa. Questa nella realta', al di la' del significato originale del termine che relazionava quel tipo di storie ad un certo tipo di accettazione sociale, negli anni e anni a venire e' venuta comunque meno, il quando e il come nella ipotetica terza parte della storia :-) bai Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 1 Maggio, 2019 Autore Share Inviato 1 Maggio, 2019 Parte terza Dopodiche', ad iniziare con 紅樓夢, Hongloumeng (aka, "Il sogno della camera rossa") del 18' secolo https://it.wikipedia.org/wiki/Il_sogno_della_camera_rossa posto anche in relazione con i romanzi più importanti del 19' secolo, ma soprattutto per via di Liang Qichao https://it.wikipedia.org/wiki/Liang_Qichao con la sua 'chiamata' per una “revolution in xiaoshuo 小說革命”, agli inizi del 20' secolo non e' piu' visto con 'disprezzo' Attenzione soltanto a non limitare tutto il discorso al termine in se'; xiaoshuo e' un significante, non un significato, qualcosa che ne rappresenta un'altra, non il discorso in se'. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 13 Dicembre, 2019 Share Inviato 13 Dicembre, 2019 (modificato) Trovo tutto grandemente interessante. Ritengo che il significato profondo, quindi etimologico, delle parole rimandi al percettivismo, alla concettualizzazione che i popoli hanno messo in atto nel forgiare le proprie "culture". Nella mia rilettura dell'idealismo platonico, il mondo delle idee è un astrotto reame di concetti perlopiù condivisi da un gruppo etnico sul piano psicolinguistico e percettivo, ovvero ritengo che l'autocoscienza cominci a "creare la rappresentazione del mondo" assegnando significanti ai significati percepiti con gli animali sensi. Rappresentazione e voglia, in principio era Verbo/Parola/Logos, e il primo atto umano richiesto all'uomo è quello di dar nome alle cose. Questa visione, onestamente, corre in me in pensieri di stampo filosofico, letterario, fino alle paludi di Eliot o alla Veglia di Finnegan, e lambiscono abiti più propriamente psichiatrici e psicologici, specie quelli della patologie che mi appaiono para-solipsistiche, o comunque sociopatiche. Mi veniva anche in mente che, forse e dico forse, in lingua inglese un modo per dire "chiacchiere" è "small talk". Modificato 13 Dicembre, 2019 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 15 Dicembre, 2019 Autore Share Inviato 15 Dicembre, 2019 Si in inglese e' cosi'. Quasi quasi lo riprendo e lo integro con un paio di altre cose specifiche e lo metto in parallelo con la tradizione giapponese invece, ho sempre voluto provare l'ebrezza della pseudo 'letteratura comparata' Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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