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A new evolution

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Roger

Cosmos Pink Shock

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Il nome che dà il titolo a questo anime è quello dell' astronave con la quale la giovane diciassettenne Micchi scorazza per il sistema solare, ed oltre, alla ricerca di Hiroshi; i due, in sintonia fin da piccolissimi, erano soliti passare il tempo assieme e tutto sembrava filare liscio finchè una sera, durante una festa paesana, un ufo rapisce il marmocchio davanti agli occhi della pucciola.

Sono passati ben 14 anni da allora e Micchi, a bordo della Pink Shock, sta ancora cercando Hiroshi. Nel corso del suo viaggio verrà ricercata dalle forze di polizia per il suo continuo infrangere le leggi, ma saprà conquistarsi degli amici inaspettati...

Lo spirito di questo OVA, dalla trama semplice ma comunque ben costruita, è umoristico e per rendere l' episodio un po' più vivace sono state inserite parecchie citazioni-parodie di anime, e non, di una certa forza (nei primi minuti ci sono richiami ad un po' di tutto: Macross, Star Wars, Space Battleship Yamato, il leggendario team di baseball Tigers, Gundam...).

Data la brevità dell' opera (circa 35 minuti), il numero dei personaggi non è elevato ma ciascuno possiede una caratterizzazione efficace. In una serie di eventi concatenati, tutto ruota attorno alla protagonista Micchi, una ragazza dai profondi e nobili sentimenti che però non si ferma davanti a nulla; Gatsby è l' immancabile ragazzo belloccione e tenebroso, qui deluso dalla mediocrità delle donne, che deciderà di lasciare l' esercito ed accompagnare la ragazza nel suo viaggio proprio per le notevoli qualità positive che ella dimostra rispetto alle altre, e quindi diventandone l' amante segreto; i Tigers vedono sfumare la prima vittoria, dopo 210 anni, a causa dell' intervento della Pinck Shock ma ad un certo punto preferiranno fondare il fun club di Micchi; non mancano gli antagonisti, che tali rimangono per questioni di ruolo.

Graficamente l' OVA presenta una notevole cura per i personaggi ed i particolari, inoltre la regia è molto dinamica e le musiche di accompagnamento, considerando l' anno di produzione (1986), sono adatte e tutto sommato piacevoli.

I meriti artistici vanno rispettivamente ad AIC, Toshihiro Hirano e Kenji Kawai.

 

 

La particolarità di Cosmos Pink Shock, il quale procedeva di pari passo col rispettivo romanzo, è che all' epoca venne pubblicato con la rivista Animevision in tre differenti uscite, una per mese, della durata di 10 minuti ciascuna e solo successivamente i vari pezzi furono riuniti in un unico episodio; risulta tuttora inedito su moderni supporti di distribuzione per l' home video ed al tempo venne venduto sia attraverso il VHD, oramai quasi introvabile se non proprio scomparso e diretto concorrente del laser disc, che VHS.

Il VHD non si impose e purtroppo i successivi episodi, comunque progettati per essere pubblicati in quel formato secondo la stessa metodologia operata fino a quel momento, non vennero realizzati. Il senso di incompiutezza che si può provare pensando all' opera deriva da ciò, tuttavia l' OVA Cosmos Pink Shock presenta meriti oggettivi che permettono di apprezzarlo molto per quello che è.

Roger

M.D. Geist I & II

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M.D. Geist è una serie composta da due soli OVA, rispettivamente del 1986 e del 1996, ed è considerata una delle più grandi trashate dell' animazione giapponese. Eppure gode di una certa celebrità e, tutto sommato, non a torto ha sparato Koichi Ohata (regista e mecha designer, suo l' indimenticabile Genocyber) nell' olimpo degli esperti del genere.

La trama è quasi inesistente, la regia non ha nulla di speciale, i personaggi sono stereotipati, la violenza è fine a sè stessa e i colpi di scena che più telefonati non si può; di contro, le animazioni sono fluide ed il design abbastanza curato.

In altri termini è una delle migliori truzzerie esistenti!

 

M.D. Geist - Director' s cut

 

Il primo, ed anche il migliore dei due.

Narra la leggenda che ne esistano due versioni. La prima è quella dell' '86; ma era piena di errori e, poichè 10 anni più tardi si presentarono le condizioni per porvi rimedio, subì qualche restyling. Così nacque la director' s cut, comprensiva di nuove scene iniziale, finale ed alcune sparse, più varie correzioni alle animazioni.

Gli M.D. (Most Dangerous) sono la divisione militare speciale dell' esercito di Jerra, un pianeta-colonia terrestre dove è in corso una guerra civile che ha per posta in gioco il federalismo; un giorno i ribelli assassinano il presidente di Jerra ma questo è il meno, perchè ad un certo punto i super soldati sclerano e decidono che devono annientare indistintamente tutti gli abitanti.

Fatta piazza pulita, l' anarchia prende il sopravvento, la civiltà decade ed i civili sopravvissuti al conflitto vivono nascondendosi in mezzo ai ruderi. Però uno di quei soldati, MD02, al quale era stato ordinato di rimanere ibernato in un satellite orbitante, un bel dì cade sul pianeta. Sì dovrebbe essere immortale, in fin dei conti si è risvegliato con un buco in mezzo alla fronte.

Il suo nome è Geist, emulo di Billy Idol, è il migliore ma ha due piccoli difetti: il primo, mentale, è che lo scopo della sua vita è quello di menare (la gnocca, come avrà modo di dimostrare, è all' ultimo posto); il secondo, di fabbricazione, di andare troppo spesso in berserk.

E' proprio grazie a questi due talenti che riuscirà ad imporsi come leader di una banda di teppisti e quindi in seguito, usandoli, a ricongiungersi con i suoi commilitoni, impegnati ad elaborare un piano per disattivare un programma che terminato un countdown inizierà a terminare la vita sull' intero pianeta. Come fa un programma a fare una cosa del genere? Con il Death Force che si attiva appena il presidente viene ucciso, ovvero delle macchine che per evolversi e riprodursi si cibano di carne.

Per impedirlo viene messo in piedi un commando di specialisti il quale, prima che scada il countdown, dovrà introdursi nel palazzo ove si trova il cervellone computerizzato che muove le mostruose macchine carnivore ed interrompere il programma.

Ovviamente è una carneficina e solo Geist ed il suo comandante in grado riusciranno ad arrivare all' ultimo livello.

E qui arriva il primo colpo di scena.

Il colonnello vuole eliminare anhe Geist perchè è un soggetto troppo pericoloso, così lo lascia in balia di un cyborg a tre strati; ma Geist sa il fatto suo ed armato di coltello gli fa il peeling totale. Raggiunto il colonnello, che nel frattempo aveva compiuto la missione, gli frantuma il cranio e (secondo colpo di scena) riattiva il programma. Come mai? La spiegazione verrà data nel secondo capitolo della saga... per il gusto della rissa :pazzia:

 

M.D. Geist II: Death Force

 

Purtroppo, rispetto al primo, questo OVA è molto affrettato nella narrazione ma essendo la trama un optional non gliene si può fare una colpa più di tanto. Nel capitolo precedente non mancavano scene di violenza anche un po' truculente, ma in questo seguito si tende ad esagerare.

E' passato circa un anno dalla mancata disattivazione del programma ed i vari cyborg del Death Force stanno diminuendo le bocche da sfamare. Gli si oppone Krauser, MD01 potenziato, con il suo esercito di soldati in armatura. Krauser è un tipo carismatico e positivo, insomma un eroe che grazie anche al sostengo di quel che rimane dell' esercito di Jerra è diventato il leader del popolo. L' unico problema è che va tutto a farsi benedire non appena si viene a sapere che Geist è nei paraggi e sta ramazzando gli elementi del Death Force... questioni di rivalità e di immagine. Lo scontro tra i due è inevitabile e saltati 25 minuti di ovvietà i due arriveranno a darsele sconfiggendosi (ma dovrebbero essere immortali) a vicenda. In realtà Geist avrebbe vinto se un bambino, che di tanto in tanto veniva inquadrato fin dall' inizio dell' episodio, non si fosse in mezzo ai due. Quel che gli è successo non è difficile da immaginare :doh:

Roger

Delpower X

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Dopo "Call Me Tonight" è il turno di questo ova del 1986 a riemergere dall' oscuro sgabuzzino degli anni '80.

Cosa avrà mai di speciale?

Innanzitutto il cast che vi ha cazzeggiato allegramente partecipato è una carta di presentazione niente male:

 

Director: Masato Sato

Script: Yumiko Tsukamoto

Original Work: Project X

Character Design: Ami Tomobuki; Haruhiko Mikimoto; Mamoru Nagano; Mutsumi Inomata; Shuuichi Shigeno; Toyoo Ashida; Yutaka Izubuchi

Animation director: Ami Tomobuki

Mecha design: Hidero Okamoto

Character Concepts: Ami Tomobuki

Mecha Concepts: Iruka Tabi; Masami Yuuki

 

Non è poco se si considera che l' ova in questione non ha chissà quali pretese nemmeno nel genere comico al quale appartiene. Sarebbe dunque lecito chiedersi che ci fa tale parata di famosi artisti giapponesi in un anime di volutamente basso profilo... e invece no! Perchè molto probabilmente gli andava di divertirsi e non è che si possa perdere tempo a sindacare sui sollazzi altrui! Quindi chissene cosa ha fatto chi e perchè!

A onor del vero l' ova è colmo di caricature di personaggi famosi, non in veste di protagonisti, magari abbozzati per l' occasione proprio da quei disegnatori sopra menzionati; sequenze che a seconda di quanta animazione giapponese si abbia sul groppone possono far scattare quella malsana passione del riconoscimento di tizio, caio e Minky Momo.

Vale la pena di mostrarne un paio tanto per chiudere l' introduzione a questo ova dalla trama semplice ma comunque simpatica.

 

 

 

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Baribari Legend (Shuuichi Shigeno) e Heavy Metal L-Gaim (Mamoru Nagano).

 

 

 

La protagonista di questa storia è la giovane studentessa Hanegi Manami, il cui premuroso nonno Yanami Tatsueton è il classico vecchio e allegro scienziato di robotica (che altro ruolo può avere un personaggio giapponese in un anime di questo tipo?). La mattina di un bel giorno, mentre la ragazzina sta uscendo di casa per recarsi a scuola, un elicottero militare recapita una enorme cassa di legno targata NASA davanti all' abitazione; quell' attimo le si rivelerà decisivo poichè farà la conoscenza di Miyamoto Yousuke, un tipo molto popolare che frequenta lo stesso istituto e dove è presidente del team di ricerca 'pro wrestling'.

Inutile dire che tra i due sboccerà del romanticame; la coppia, dopo aver scoperto che il contenuto della cassa è proprio l' armatura Delpower fatta costruire dal nonno, sgommano a bordo della di lui moto per andare lì dove inevitabilmente si svolgeranno le prime importanti sequenze d' azione di questa storia: a scuola.

Contrariamente a quanto ci si può aspettare, il simpatico nonnino non è certo immune alla regola dello scheletro nell' armadio e infatti nella scena successiva improvvisamente gli si piazza davanti il suo ex collaboratore Von Getsueru, in armatura robotica ed in cerca di vendetta! Costui ha tutte le ragioni di questo mondo (e più) per avercela col nonno, dal momento che al lavoro il vecchiaccio praticava mobbing perculando e ridendosela. Un vero sadico che va sfidato in una lotta tra armature robotiche, ma che se la svigna sul Delpower per raggiungere la nipotina in quanto aveva dimenticato il pranzo.

La scena si evolve in un inseguimento per le trafficate strade di città, dove Von Getsueru dimostrerà tutta la propria incapacità e goffaggine, ma soprattutto rivelerà qual è il primo segreto del Delpower: va a benzina (quella col numero di ottano più elevato, e ad un qualsiasi distributore gli si può far controllare l' olio! Se poi ci si trova in Giappone l' operatrice sarà così gentile da offrire un servizio che comprende lo svuotamento del posacenere!). In pratica un robot così real che deve anche sottostare alle leggi dei semafori e dei vigili urbani. Altro che Gundam e Patlabor...

Giunto a destinazione, epic fail! Il vecchiaccio non riesce a consegnare il pasto (brutalmente calpestato dall' ex collaboratore :crying: ) alla nipotina ma finalmente capita l' occasione per mettere la protagonista a bordo del Delpower (in fin dei conti è stato progettato proprio per lei) così da combattere e difendere l' onore. Siccome la dinamica è quella di un incontro di wrestling, non si arriva subito al dunque ma...

 

here comes a new challenger!

 

NICK JAGGER!!! (uno degli allievi di Von Getsueru)

 

il quale prima di lanciare la sfida decisiva per il giorno seguente, al parco di Seibuen, giustamente mena Yousuke un paio di volte perchè voleva atteggiarsi a difensore degli oppressi.

Dunque la sfida per la vendetta del pranzo ha inizio ed entrambi i lottatori a bordo dei rispettivi mecha se le danno un po' comicamente e un po' sul serio, finchè non irrompono due Knight Sabers lottatrici in scintillante armatura, di parte Von Getsueru, che mettono in difficoltà Manami mentre ha la meglio su Nick Jagger! Ma la cosa non è gradita nè da Von Getsueru nè da Jagger, del resto l' onore non è un' esclusiva degli eroi, quindi le due vengono "disattivate".

Restano solo Nick e Manami, incoraggiata dagli studenti della scuola.

Ed ecco che il nonno rivela il secondo grande segreto di Delpower!!! Il sistema per l' attivazione totale di Delpower (non c' era gusto a dirlo prima perchè l' incontro sarebbe terminato subito) è: urlare miracle genki! Questo comando sortisce immediatamente gli stessi noti effetti di un pacco di steroidi, ossia miracolosamente gonfia i "muscoli" alla suit.

Quel che conta è che grazie a ciò ed alla famozizzima mossa finale del supplex tedesco Manami riesce a concludere l' intera vicenda :rotfl:

Del resto, "chi può vincere contro una ragazza innamorata?". In realtà non si sa, anche perchè come verrà svelato nei titoli di coda era solo un film girato dagli studenti :doh:

 

Il Delpower pre e post cura anabolizzante:

 

 

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Roger

Misteri della natura

Premessa.

 

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Bollitore - JK 760. / Dimensioni: 23 x 16.5 x 27 cm - Base d'appoggio con connettore elettrico a 360° - Filtro removibile - Triplo sistema di sicurezza - Resistenza interna incorporata nella base - Indicatore on/off - Si spegne automaticamente quando l'acqua raggiunge la temperatura - In plastica - Ampia finestra per il controllo del livello d'acqua - Comodo vano portacavo - Capacità: 1.5 l - Colore: Bianco - Potenza: 2200W

 

Fine premessa.

 

Circa venti giorni fa, come al solito dopo cena, mi trovavo sul pianerottolo antistante la cucina per sbattere la tovaglia. Fu in quel momento che la vidi, voltatomi per rientrare. Una piccola ombra era appena scattata tra le condutture esterne che fiancheggiano la parte più alta del muro dell' appartamento, nascondendosi dietro ad esse. Accadde tutto in un istante e pensai che dovesse trattarsi di una lucertola.

Più tardi decisi di uscire nuovamente, per la solita sigaretta prima di dormire. Di nuovo. Ma questa volta l' ombra era uscita allo scoperto dal suo rifugio. Quindi capii.

Quelle fitte tele lungo le tubature non erano casuali.

 

 

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Non lo erano nemmeno quei ragni morti, rinsecchiti, che di tanto in tanto le addobbavano.

 

 

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Preso da un sentimento di forte ribrezzo, mi ritrovai presto nello sconforto a causa del non poter fare qualcosa per liberarmene nell' immediato. Il buio della notte inoltrata non mi era certo favorevole, quindi avrei dovuto attendere la luce. Ma il giorno seguente l' avrei ritrovato ancora lì? Un essere delle tenebre?

L' indomani mattina - era domenica - tornai sul pianerottolo, speranzoso di porre termine a quell' orribile situazione.

Scopa in mano e via :lolla:

Evidentemente fui fortunato, se passando la spazzola della scopa tra le tubature lo vidi correre su di esse emettendo un lieve ma percettibile tichettio. Poi si fermò, immobile e visibile tra i condotti. Non fu un' allucinazione uditiva dovuta alla suggestione, perchè le dimensioni di quell' essere disgustoso non erano normali.

Passai circa un quarto d' ora ad osservarlo ed a pensare come concludere la faccenda. A monte, la constatazione che dovevo impedire che si riproducesse. Quindi avrei dovuto catturarlo. Mi guardai attorno e notai un vaso da fiori in plastica, alto circa 40 cm e con base di circa 30 cm di diametro, adeguato allo scopo; sorte volle che un colpo secco lo facesse cadere al suo interno. Di lì, per quanto si agitasse, di certo non poteva uscire.

 

 

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Quel che accadde in seguito fu una immediata e scottante verità.

Solo ora trovo il coraggio di scrivere queste righe. L' ipotesi che le radiazioni post atomiche abbiano contaminato le verdi colline del prosecco non è più scartabile. Perchè le cavallette sono così grandi???

Roger

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Serie tv di 13 episodi realizzata nel 2003

 

Quando giungerà la fine della Terra, Dio l’ Onnipotente rinascerà e sarà l’ inizio di una nuova era. Tokyo verrà scossa da un terremoto e il monte Fuji si risveglierà, ricoprendola di lava; in seguito Adamo ed Eva porteranno la distruzione. Due enormi bare usciranno dal suolo ed una di esse si aprirà in cielo, liberando il proprio contenuto...

Ma prima che ciò accada l’ umanità dovrà affrontare le bestie demoniache. Sarà l’ Apocalisse.

 

Le vicende narrate nella miniserie televisiva Maju Sensen si collocano cronologicamente prima di questa semi-biblica premessa che appare all’ inizio di ogni episodio, e proseguono quelle dell’ omonimo manga scritto e disegnato da Ken Ishikawa nel 1975, trasposto in 3 oav nel 1990.

Quanto narrato nella produzione animata del 2003 è comunque da considerarsi alternativo rispetto al manga di Ishikawa in quanto, sebbene presenti fondamentali punti di contatto con esso, di pari passo alla serie tv l’ autore realizzò un seguito alla sua opera cartacea: Shin Maju Sensen (4 volumetti).

 

Nel primo manga di Maju Sensen si racconta la storia di Shinichi Kuruma, figlio dello scienziato Genzo. Quest’ ultimo guida un team di 12 ricercatori, il cui scopo è quello di risvegliare Dio e servirsene per governare il pianeta; al fine di non perire durante il Giudizio, essi vogliono evolversi in una nuova specie superiore e dominante, perciò conducono molti esperimenti genetici a partire dalla manipolazione di cellule divine create in laboratorio ed estratte dalle razze animali. Tali cellule, se impiantate nei loro corpi, ne aumentano le capacità e ne modificano la struttura psico-fisica rendendoli degli ibridi mutanti con elementi provenienti dal regno animale.

Per sventura, un giorno il giovane Shinichi muore nella colluttazione tra una banda di teppistelli che gli avevano rubato il leoncino Gold e due agenti provenienti dal laboratorio di Kuruma. Genzo coglie l’ occasione di usarlo come cavia perfetta per far sì che il corpo del figlio dia origine a Dio, iniettandogli le cellule divine e facendolo rivivere; tuttavia l’ esperimento viene interrotto dalla madre di Shinichi, anch’ essa trasformata in un ibrido da Genzo, la quale morirà nella fuga col bambino.

Shinichi, ora in possesso di caratteristiche bestiali (leone, aquila, orso) ai quali può ricorrere per offendere e difendere, giura vendetta contro il padre, responsabile del tutto. Prima che ciò possa accadere, nel corso degli anni il ragazzo conosce due giovani che saranno per lui fondamentali e che lo accompagneranno nel suo percorso: Maria, una telepate nelle cui vene scorre del sangue che può far rivivere Dio, e suo fratello Tomisaburo.

A seguito di una serie di eventi, Maria perderà la vita e ciò inciderà ulteriormente la vita di Shinichi: i due si erano affezionati molto l’ un l’ altra e prima di morire, su un picco roccioso mentre le forze della natura iniziano a scatenarsi, ella gli chiede di divorarla così da poter vivere in lui e restare uniti. Dolorosamente, Shinichi acconsente ed in questo modo diventa portatore del suo sangue.

 

Grazie ai vari riferimenti presenti, l’ atmosfera biblica che permeava il manga Maju Sensen non viene meno nel corso della serie tv; semmai si può notare un discostamento progressivo dalle tinte forti, violente, ed una realizzazione tecnica povera che in parte penalizza i personaggi in quanto non gli permette di esprimere figurativamente tutto il proprio ottimo potenziale.

Nonostante ciò la trama mantiene una certa complessità e, nei limiti del mezzo televisivo, tenta di sviluppare per capitoli quanto visto precedentemente.

Lo scenario iniziale è la parte devastata di Tokyo, sigillata dal resto del mondo e fonte di cavie per esperimenti genetici, popolata da piccoli villaggi di baracche e nella quale sopravvive anche una piccola comunità di bambini orfani.

Ayaka è la figlia di Jacob Sanders, uno dei 12 scienziati collaboratori di Genzo Kuruma, nella quale sono state impiantate le cellule di Shinichi per salvarla da una malattia cardiaca; di tanto in tanto Maria si manifesta attraverso lei per mettere in guardia lei, Shinichi e Tobisaburo. In realtà il vero scopo di quell’ operazione era attrarre e quindi catturare Shinichi, così da impossessarsi del suo sangue poiché contiene quello di Maria.

Il piano ha successo solo in un secondo momento e tramite le cellule divine permette la creazione di Noè, un dio il quale, contrariamente alle aspettative di Genzo, non si lascia governare ed anzi interviene per salvare Shinichi da fine certa in un combattimento, mentre altrove inizia a giudicare le persone (memorabile l’ episodio al villaggio che richiama la parabola del “chi non ha peccato scagli la prima pietra - contro questa prostituta!”: la gente lancia comunque le pietre, per poi vedersele tornare contro violentemente; a seguito di ciò la prostituta, per opportunismo, si offre al suo salvatore in cambio di protezione ma egli le fa esplodere la testa…).

Tuttavia Noè è imperfetto ed il suo invecchiamento precoce lo rende vulnerabile a Genzo, il quale lo imprigiona in una cella. L’ errore nella realizzazione di questo dio risiedeva nel fatto di aver utilizzato il sangue di Shinichi, mescolato a quello di Maria, perciò impuro.

La soluzione all’ inconveniente è Ayaka, la quale diverrà quindi il nuovo obiettivo di Genzo: dopo l’ operazione che l’ aveva salvata, il suo corpo ha purificato il sangue di Maria da quello di Shinichi; di conseguenza il suo sangue è quello adatto alla rinascita di Dio e deve essere recuperato.

Ciò le costerà la vita e sia Shinichi che Tomisaburo, non potendolo evitare, se ne riterranno profondamente responsabili.

In particolare, il fatto scuote molto Shinichi poiché lui ed Ayaka avevano deciso di costruire una vita insieme; tale ragione aveva allontanato da lui il desiderio di vendetta contro il padre, ma la perdita della ragazza ha ovviamente ripristinato ed enfatizzato l’ odio verso il genitore. Tomisaburo, il quale deriva da una famiglia che per tradizione rispettava una statua raffigurante una divinità con sembianze di leone, aquila ed orso, ricorda la leggenda dei suoi antenati nella quale si narrava di questo temuto essere che un giorno avrebbe portato morte e distruzione, in altri termini l’ apocalisse, ed ora più che mai vede nella rabbia di Shinichi la possibilità che la leggenda si concretizzi. Che si tratti di un problema più grande di quanto sta macchinando Genzo? In realtà i due fatti sono correlati tra loro.

Shinichi ha la meglio nel combattimento contro un nuovo Noè, più potente del predecessore e fisicamente stabile grazie al sangue di Maria, solo grazie al processo di evoluzione del proprio corpo che lo trasforma nella bestia leggendaria.

Contemporaneamente Genzo constata che il flusso di oro colato che scorre da una cavità all’ altra della Terra passando per il suo centro, scandendo lo scorrere del tempo come la sabbia in una clessidra, ha quasi colmato una delle due; il fatto conferma quindi l’ approssimarsi del Giorno del Giudizio e se Shinichi è il Male che si è risvegliato, è necessario accelerare la rinascita di Dio. Lo scienziato decide di partire a bordo dell’ Arca di Noè contenente i cloni degli esseri superiori che Shinichi aveva affrontato, quella progenie che rappresenta l’ evoluzione, dell’ uomo, irraggiungibile con la tecnologia.

L’ esercito è impotente di fronte a Shinichi, il quale ora vaga assorbendo le persone che incontra nel suo cammino e distruggendo ciò che gli si oppone; giunto nella Tokyo devastata, saranno Tomisaburo, i bambini che aveva conosciuto in quell’ area e le anime di sua Madre, Maria ed Ayaka a risvegliare la sua coscienza.

Shinichi decide quindi di allontanarsi dal pianeta Terra ma un giorno rinascerà, ed uscirà da quella bara levatasi in cielo.

Roger

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Rumi Natsumi, detta Suuko quando lavora di notte, è la numero uno del circolo Madonna, un sorta di centro telefonico in città che offre il servizio di... risolvere telefonicamente i problemi di chi chiama! In verità la ragazzuola in questione non è molto presente in ufficio e una sera, mentre sta eseguendo nel salotto del suo appartamento degli utilissimi esercizi ginnici, una sua collega la contatta telefonicamente per affidarle il compito, non ordinario stando al regolamento del circolo, di risolvere l' insolito problema del giovane studente delle superiori Ryo Sugiura.

In cosa consiste esattamente questo caso? Beh il corpo di Ryo quando questo si masturba, come del resto capita a tutti gli adolescenti, si trasforma. Per dirla tutta, la cosa più incredibile della faccenda è che non si tratta dell' inizio di un anime erotico! Al termine di quell' attimo di intimità con sè stesso, e prima che il suo corpo cambi nella forma e nel colore, Ryo ha sempre una visione particolare: si trova in un bosco e vede distintamente un vortice luminoso, nel cielo coperto di minacciose nubi, che in seguito lo investe. La questione è complicata e al fine di spiegarsi meglio i due si accordano per incontrarsi una sera in un bar. Ryo confessa alla ragazza di essere piuttosto provato dal dover affrontare, ogni santa volta che l' ormone chiama, un cambiamento così drastico che oltre ad avere conseguenze di tipo economico (vestiti stracciati, la stanza dilaniata) ne ha anche di tipo psicologico e sociale; infatti il ragazzo versa in uno stato caratteriale di timidezza assoluta e l' approccio col gentil sesso risulta pari a zero. Per sua fortuna adesso c' è Suuko, la migliore nel proprio campo! E infatti, un po' per spirito di contraddizione in quanto femmina e un po' per divertirsi quel tanto che basta per passare la giornata, Suuko propone al (povero) Ryo di masturbarsi nel bar. Ovviamente il ragazzo fa goffamente capire che non è il caso, perciò Suuko parte all' attacco mentre tutti nel nel bar osservano stupiti. Il ragazzo come da tradizione si allontana e, ai piedi della disperata Suuko mentre si odono le risate della folla, inizia a perdere sangue dal naso... ma sono gocce le quali inaspettatamente presto diventano un rivolo che allaga il pavimento del locale! Ora la gente non ride più, è terrorizzata e Ryo si trasforma! L' exploit dura poco, non ci sono feriti e in breve Ryo ritorna ad essere quello di sempre. Suuko ha quindi la brillante idea di lasciare il locale e poichè è femmina trascina Ryo in una semideserta sala cinematografica dove proiettano un film horror di serie z. Lì dovrebbero essere in grado di parlare in pace. Ovviamente capitano mentre c' è una candida (l' essenziale) scena di tentacoli&rape, Ryo si trasforma nuovamente e i due devono fuggire ancora: non resta che andare in un hotel! Sempre perchè Suuko è la numero uno ed è femmina, dopo una doccia e vestita di un asciugamano dice a Ryo di non farsi strane idee in quanto non ha intenzione di dormire con un mostro; tuttavia gli si avvicina dicendo di essere interessata a lui e infatti Ryo inizia a mutare nuovamente, per poi tornare ad essere normale. A questo punto dell' oav, circa metà, è lecito chiedersi perchè Suuko sia ancora in vita. Ma il ragazzo è proprio intelligente e infatti non fa una piega quando Suuko afferma che non gli resta che abituarsi alla nudità in modo da riuscire a conquistare il controllo sull' impulso di trasformarsi. Dalle parole ai fatti e ryo viene pressochè obbligato a: giornaletti sconci, cabine per guardoni, vari locali notturni; purtroppo il risultato è sempre lo stesso. Nel frattempo i due non si accorgono di essere pedinati da due finti teppisti (quella a destra è Maki ed è una ricca lei), i quali hanno assistito alla scena nel bar, che li fotografano, e che a loro volta si imbattono in una gang di veri teppisti. In realtà i due gruppi si conoscono e il primo rivela amichevolmente all' altro il non segreto di Ryo (anche se ormai mezza città ne sarà già al corrente). Ma non c' è niente di meglio di unA terzA incomodA, dai capelli rigorosamente viola ed armata di lametta da barba, tra i due piccioncini che se la spassano in città per locali sexy; e così la capa della gang seria, quella di teppisti convinti di essere tali, decide di farsela con Ryo. Non bastasse, si ricorda anche di Suuko e l' idea di fregarle il ragazzo (essì, come in molti film di quegli anni si diventava fidanzati senza saperlo) la convince ancora più e così quando le capita a tiro le lancia la sfida: incontrarsi al bar Shangai il giorno seguente. Sta per giungere l' ora dello scontro, ma prima Ryo dall' occhio di tonno e Suuko la candida condividono un momento dolce e spensierato attraversato da una vena di romantica tristezza sotto la pioggia, ossia lei che regala un ciondolo a lui... "perchè al bar dove ci siamo incontrati la prima volta, e anche in seguito, non sei fuggita?"... "perchè... da quel momento mi sentivo interessata in te"... infine lui che si aggrappa al ciondolo per non trasformarsi in bestia quando lei, con aria innocente, chiude l' ombrello e la pioggia le bagna i leggeri vestiti che lasciano intravedere la sua biancheria ('starda, l' ha fatta apposta anche questa volta). L' idillio nel parco viene spezzato dall' arrivo della gang e la scena si sposta in un palazzo decrepito ed abbandonato. Qui la coppietta viene separata e mentre la capa cerca di farsi Ryo in una stanza, in un' altra Suuko dovrà difendersi dal resto dei teppisti (dimostrando inizialmente di essere all' altezza). Nel frattempo Maki viene a conoscenza di quanto sta accadendo e preoccupata si dirige all' edificio. Vi giungerà proprio quando Ryo, mentre sta subendo "violenza" dalla ragazza e Suuko sta cedendo al branco, ha la solita visione ed incazzatosi abbestia si trasforma in un abominio, liberandosi dell' importante ciondolo (che svolazza direttamente nella mano di Suuko). L' essere mostruoso non è certo mosso da ideali di pace, e non lo fermeranno nè quattro bastonate nè un colpo di bazooka sparatogli nelle fauci da Maki. Al gruppo non resta che fuggire e ovviamente si dirigono tutti... sul tetto!!! Lì Suuko si fa avanti verso la bestiaccia e lanciandogli contro l' indistruttibile ciondolo insulta Ryo (che sarebbe la vittima da più punti di vista, ma non importa) dandogli del pervertito e del debole. Ciò sortisce un effetto davvero imprevedibile e Ryo inizia a dividersi dal mostro in una scena dove mentre i due coesistono, il ragazzo cerca di trattenere la bestia. In questa sequenza Ryo riacquista la memoria e ricorda tutto: il bagliore della visione è un collezionista alieno, dalle "fattezze" di energia, che assume l' aspetto materiale delle forme di vita che ingloba. Inspiegabilmente, l' alieno viene rigettato dal corpo di Ryo e scompare in cielo lasciando il ragazzo nudo e crudo insieme agli altri, indenni e felici per la conclusione dell' incubo. In realtà... non molto tempo dopo e previa citazione cinematografica colta, allorchè la capa dei teppisti s' è messa a lavorare presso il circolo Madonna e tutto sembra andare per il meglio... si scopre che

 

 

Staff:

Director:Tatsuya Okamoto Screenplay: Tatsuya Okamoto Music: Norimasa Yamanaka Character Design: Kumiko Takahashi Art director: Katsuyoshi Kanamura (Studio Jack) Animation director: Kumiko Takahashi, Masatoshi Nagashima, Satoshi Yamazaki In-Between Animation: Toshihiro Kawamoto Monster Design: Junichi Watanabe Original story: Toshimichi Suzuki

 

Call me tonight è un breve oav della durata di circa mezzora prodotto da AIC nel lontano 1986, nel mezzo del periodo più florido dell' animazione giapponese realizzata appositamente per l' home video giapponese, quindi un circuito interno; tuttavia si notano gli influssi di una certa cinematografia americana, quella dei serial o dei film horror pensati per i teen agers (non a caso viene citata la locandina-puzzle di Ammazzavampiri e la struttura base dell' oav richiama quella di alcuni episodi di Ai confini della realtà dal finale ad effetto).

I personaggi compiono una serie di azioni illogiche al limite del credibile e proprio in ciò sta il divertimento nel guardare questo oav che, in fatto di animazione, risulta ancora validissimo dopo oltre due decenni.

Il merito di ciò va a ad AIC, noto studio specializzato in questa tipologia di prodotti per uso domestico, ed all' animatrice Kumiko Takahashi, che per l' occasione presenta un tratto che ricorda molto le produzioni animate legate alle opere di un' altra Takahashi, ossia la più famosa Rumiko.

L' ideatore della storia è Toshimichi Suzuki, la mente che ha ideato AD Police, Bubblegum Crisis e Crash, e si vede molto.

Roger

1) In occidente il termine doujin è generalmente percepito come un lavoro amatoriale relativo ai manga; in realtà si tratta di un fenomeno di intensità maggiore ed in continuo sviluppo che coinvolge svariati media ed arti d' espressione.

2) Nell' epoca degli anni d' oro dei video games da bar, quindi tutti gli '80, circolava una quantità indefinita di shoot 'em up (in seguito rinominati shump); con questa tipologia di giochi elettronici si identificano tutti quei programmi nei quali si prende il controllo di un personaggio o di un mezzo con il quale sparare a qualsiasi cosa si muova sullo schermo; ovviamente anche le "cose" mirano all' alter ego del giocatore, col non trascurabile vantaggio di poterci andare contro per eliminarlo...

Una delle peculiarità di questo genere di giochi di quel periodo, molto nota a chi ci ha passato del tempo (pomeriggi interi) e che ha permesso ai loro produttori di arricchirsi, consisteva nella molto fastidiosa e diffusa abitudine di inserire un livello di difficoltà progressivo che ad un certo punto raggiungeva un limite assurdo.

Quindi il giocatore, giunto ad un punto particolare del gioco (ad esempio lo schermo pullulante di strafottutissimi malefici proiettili che non lasciavano passaggio), sapeva che lo avrebbe sorpassato unicamente sottostando ad una delle due seguenti condizioni: o perchè San Culotto, il santo protettore dei videogiocatori, era dalla sua parte, o perchè aveva il sacchettino delle monetine (o dei gettoni) a portata di tasca pronto per l' imminente "continue" dopo il quale ritentare l' impresa.

 

E' possibile mescolare doujin e video games di quell' epoca? Certo che si può fare, ed eccone un esempio ben riuscito e pensato apposta per gli Sciuggi di tutto il mondo!

 

Roger

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Poker di thumbnail per quattro misteriosi oav che meritano di risorgere da un oscuro passato.

Erano gli anni '80 e ciascuno di essi cela un temibile segreto: è quell' animazione sperimentale (sensata o insensata non fa differenza in questo contesto) che non tutti conoscono.

Hanno importanza? Forse non oggi, e forse ne avevano poca quando vennero prodotti; tuttavia ci lavorarono autori oggi considerati tra i più rinomati in svariati campi dell' animazione giapponese.

Ad onor del vero, da un punto di vista tecnico l' unico problema che affligge questi anime è di natura congenita; per guardarli ci vuole una certa dose di coraggio, quindi ne parlerò quando il karma e la luna eccetera :rotfl:

Roger

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Finalità del blog: evolvere le coscienze

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Frequenza di aggiornamento del blog: relativa

Argomenti di interesse del blog: si vedrà

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