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A new evolution

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Roger

Delpower X

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Dopo "Call Me Tonight" è il turno di questo ova del 1986 a riemergere dall' oscuro sgabuzzino degli anni '80.

Cosa avrà mai di speciale?

Innanzitutto il cast che vi ha cazzeggiato allegramente partecipato è una carta di presentazione niente male:

 

Director: Masato Sato

Script: Yumiko Tsukamoto

Original Work: Project X

Character Design: Ami Tomobuki; Haruhiko Mikimoto; Mamoru Nagano; Mutsumi Inomata; Shuuichi Shigeno; Toyoo Ashida; Yutaka Izubuchi

Animation director: Ami Tomobuki

Mecha design: Hidero Okamoto

Character Concepts: Ami Tomobuki

Mecha Concepts: Iruka Tabi; Masami Yuuki

 

Non è poco se si considera che l' ova in questione non ha chissà quali pretese nemmeno nel genere comico al quale appartiene. Sarebbe dunque lecito chiedersi che ci fa tale parata di famosi artisti giapponesi in un anime di volutamente basso profilo... e invece no! Perchè molto probabilmente gli andava di divertirsi e non è che si possa perdere tempo a sindacare sui sollazzi altrui! Quindi chissene cosa ha fatto chi e perchè!

A onor del vero l' ova è colmo di caricature di personaggi famosi, non in veste di protagonisti, magari abbozzati per l' occasione proprio da quei disegnatori sopra menzionati; sequenze che a seconda di quanta animazione giapponese si abbia sul groppone possono far scattare quella malsana passione del riconoscimento di tizio, caio e Minky Momo.

Vale la pena di mostrarne un paio tanto per chiudere l' introduzione a questo ova dalla trama semplice ma comunque simpatica.

 

 

 

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Baribari Legend (Shuuichi Shigeno) e Heavy Metal L-Gaim (Mamoru Nagano).

 

 

 

La protagonista di questa storia è la giovane studentessa Hanegi Manami, il cui premuroso nonno Yanami Tatsueton è il classico vecchio e allegro scienziato di robotica (che altro ruolo può avere un personaggio giapponese in un anime di questo tipo?). La mattina di un bel giorno, mentre la ragazzina sta uscendo di casa per recarsi a scuola, un elicottero militare recapita una enorme cassa di legno targata NASA davanti all' abitazione; quell' attimo le si rivelerà decisivo poichè farà la conoscenza di Miyamoto Yousuke, un tipo molto popolare che frequenta lo stesso istituto e dove è presidente del team di ricerca 'pro wrestling'.

Inutile dire che tra i due sboccerà del romanticame; la coppia, dopo aver scoperto che il contenuto della cassa è proprio l' armatura Delpower fatta costruire dal nonno, sgommano a bordo della di lui moto per andare lì dove inevitabilmente si svolgeranno le prime importanti sequenze d' azione di questa storia: a scuola.

Contrariamente a quanto ci si può aspettare, il simpatico nonnino non è certo immune alla regola dello scheletro nell' armadio e infatti nella scena successiva improvvisamente gli si piazza davanti il suo ex collaboratore Von Getsueru, in armatura robotica ed in cerca di vendetta! Costui ha tutte le ragioni di questo mondo (e più) per avercela col nonno, dal momento che al lavoro il vecchiaccio praticava mobbing perculando e ridendosela. Un vero sadico che va sfidato in una lotta tra armature robotiche, ma che se la svigna sul Delpower per raggiungere la nipotina in quanto aveva dimenticato il pranzo.

La scena si evolve in un inseguimento per le trafficate strade di città, dove Von Getsueru dimostrerà tutta la propria incapacità e goffaggine, ma soprattutto rivelerà qual è il primo segreto del Delpower: va a benzina (quella col numero di ottano più elevato, e ad un qualsiasi distributore gli si può far controllare l' olio! Se poi ci si trova in Giappone l' operatrice sarà così gentile da offrire un servizio che comprende lo svuotamento del posacenere!). In pratica un robot così real che deve anche sottostare alle leggi dei semafori e dei vigili urbani. Altro che Gundam e Patlabor...

Giunto a destinazione, epic fail! Il vecchiaccio non riesce a consegnare il pasto (brutalmente calpestato dall' ex collaboratore :crying: ) alla nipotina ma finalmente capita l' occasione per mettere la protagonista a bordo del Delpower (in fin dei conti è stato progettato proprio per lei) così da combattere e difendere l' onore. Siccome la dinamica è quella di un incontro di wrestling, non si arriva subito al dunque ma...

 

here comes a new challenger!

 

NICK JAGGER!!! (uno degli allievi di Von Getsueru)

 

il quale prima di lanciare la sfida decisiva per il giorno seguente, al parco di Seibuen, giustamente mena Yousuke un paio di volte perchè voleva atteggiarsi a difensore degli oppressi.

Dunque la sfida per la vendetta del pranzo ha inizio ed entrambi i lottatori a bordo dei rispettivi mecha se le danno un po' comicamente e un po' sul serio, finchè non irrompono due Knight Sabers lottatrici in scintillante armatura, di parte Von Getsueru, che mettono in difficoltà Manami mentre ha la meglio su Nick Jagger! Ma la cosa non è gradita nè da Von Getsueru nè da Jagger, del resto l' onore non è un' esclusiva degli eroi, quindi le due vengono "disattivate".

Restano solo Nick e Manami, incoraggiata dagli studenti della scuola.

Ed ecco che il nonno rivela il secondo grande segreto di Delpower!!! Il sistema per l' attivazione totale di Delpower (non c' era gusto a dirlo prima perchè l' incontro sarebbe terminato subito) è: urlare miracle genki! Questo comando sortisce immediatamente gli stessi noti effetti di un pacco di steroidi, ossia miracolosamente gonfia i "muscoli" alla suit.

Quel che conta è che grazie a ciò ed alla famozizzima mossa finale del supplex tedesco Manami riesce a concludere l' intera vicenda :rotfl:

Del resto, "chi può vincere contro una ragazza innamorata?". In realtà non si sa, anche perchè come verrà svelato nei titoli di coda era solo un film girato dagli studenti :doh:

 

Il Delpower pre e post cura anabolizzante:

 

 

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Roger

Dallos

La prima volta che vidi Dallos un paio d’anni fa, si trattava di una pessima versione fansub; la traduzione principale era in lingua ceca e da questa, probabilmente attraverso google translate, era stato fatto un passaggio all’inglese. Alla fine non si capiva una mazza e sembrava un semplice racconto dove due fazioni si odiano e combattono una contro l'altra; Dallos è più di questo.

Fortunatamente in tempi abbastanza recenti qualcuno ha ripreso in mano questa miniserie famosa, se non altro, per essere sia il primo ova della storia sia una delle prime opere di Mamoru Oshii in veste di regista (in questo caso anche co-autore della sceneggiatura in coppia con Hisayuki Toriumi, il quale ha collaborato anche alla regia).

Erano i primi anni ’80 e nei progetti iniziali Dallos doveva essere una serie tv della durata di un anno; Pierrot, la casa di produzione, voleva rivaleggiare con Sunrise. Tuttavia per varie ragioni legate ai contenuti della storia (in breve: per Bandai, lo sponsor, Dallos non era commercialmente valido) l’opera venne ripensata e riadattata per uscire come serie ova, in pratica direttamente in home video senza beneficiare di un passaggio televisivo o cinematografico. Dallos ebbe comunque abbastanza successo in questo nuovo (in Giappone) formato, ed aprì la strada alla suddetta neonata tipologia di prodotti.

L’opera è strutturata in tre capitoli, l’ultimo dei quali diviso in due atti, per un totale di soli quattro episodi; sebbene non Dallos non rappresenti una novità assoluta in termini di tematiche e personaggi (inoltre come Gundam, Macross, Genesis Climber Mospeada ed altri anime di quell’epoca, anche Dallos ha un certo debito nei confronti di Robert Heinlein…) ed alcuni punti della storia rimangano in sospeso, tanto che lo si potrebbe considerare il racconto di un momento di una storia assai più ampia, è un interessante concentrato di idee sostenute da una regia vivace e da animazioni fluide, in particolare quelle di azione.

Il tema portante della serie ruota attorno al concetto di indipendenza: in un ipotetico futuro la Terra è riuscita a risolvere i problemi di sovrappopolazione e povertà grazie alla colonizzazione della Luna ed alle risorse minerarie presenti su di essa; tuttavia gli abitanti trasferitisi sul satellite per questi scopi, dopo alcuni decenni, per via delle condizioni di vita alle quali vengono sottoposti, accusano un senso di sfruttamento da parte dei dirigenti del pianeta madre. Inoltre, da un lato le vecchie generazioni nate sulla Terra e residenti sulla Luna non sono autorizzate a rivedere il proprio pianeta di origine che hanno lasciato per rivitalizzare, né a tornarci, dall’altro quelle nuove nate sulla Luna lottano nel tentativo di acquisire una propria indipendenza dai terrestri ma contemporaneamente nutrono curiosità verso la Terra, ormai divenuta un luogo prospero e felice, dove a quanto pare si vive in con una libertà quotidiana a loro negata. Ma chi è veramente libero? La vita dei terrestri dipende strettamente dalle risorse lunari e dall’operato degli emigrati, mentre gli abitanti della Luna sono legati alla Terra perché essa corrisponde alle loro radici.

Con questa domanda, e quindi con sé stessi, dovranno fare i conti la maggior parte dei personaggi principali e le fazioni che essi rappresentano, per capire quello che vogliono veramente e tentare di realizzarlo. Ammesso che il misterioso Dallos, una colossale e misteriosa struttura edificata sulla Luna, venerata come un dio da ribelli e saggi, non abbia una risposta per loro…

 

Episodio 1 - Remember Bartholomew

A Monopolis (un nome un programma), una delle principali città presenti sulla Luna, le autorità locali sono corrotte; ma Monopolis è anche il centro nevralgico dal quale prende forma il movimento di ribellione guidato da Dog, un residente di terza generazione (e pensato dagli autori per assomigliare a Rambo/Sylvester Stallone).

In questa città Dog fa conoscenza di Shun, un giovane che decide di seguirlo ed il cui fratello, Tatsuya, era anch’egli un ribelle. Tatsuya morì sette anni prima durante un attentato a Bartholomew compiendo una strage di militari e venne incolpato di essere l’organizzatore; successivamente si apprende che in realtà la polizia strumentalizzò fatti e persone per coprire ben altro. Shun è amico d’infanzia di Rachel, ma è un po’ lento e non si accorge dell’interesse che la ragazza prova per lui.

Alex Riger, capo delle forze militari e uomo onesto tutto d’un pezzo, guida la repressione contro gli estremisti capeggiati da Dog; possiede un dobermann di nome Geronimo, che come altri suoi simili subirà un intervento per divenire un cyborg (Kerberos sarà mica nato così?).

Figura femminile di rilievo che ad un certo punto complica il già difficile confronto in corso tra i due schieramenti, è la dolce Melinda, profondamente legata affettivamente ad Alex; nel corso dell’episodio Melinda viene fatta ostaggio dai ribelli, i quali intendono usarla per piegare alle proprie volontà il governo terrestre. La sua vicinanza con Shun, al quale viene affidata, provoca spesso dei fastidi a Rachel…

Il primo episodio mette in chiaro quali sono le due fazioni in campo, chi le rappresenta e cosa vogliono; sostanzialmente, entrambe poggiano i propri ideali su basi condivisibili, ma si sviluppano in modi discutibili. Indubbiamente gli abitanti di Luna sono controllati eccessivamente (portano perfino un cerchio metallico alla testa che li identifica e non possono liberarsene), di sicuro i terrestri si servono di Luna senza rispetto, ma allo stesso tempo tra gli abitanti di Luna vengono coltivati senza riserva l’odio e la voglia di muovere una guerra violenta contro la Terra anche per il solo fine di rovesciare i ruoli di potere.

 

Episodio 2 – Order to destroy Dallos! (in realtà è il primo episodio commercializzato, al quale fecero seguito l’uno ed i successivi)

In apertura di episodio è in corso un’azione di polizia nella quale vengono dispiegati numerosi mezzi militari e uomini il cui scopo è arrestare un paio di guerriglieri, barricati in un palazzo cittadino; uno dei due è prossimo alla morte. Per quanto possa sembrare surreale ed eccessivo, in realtà l’impresa è più complessa di quanto appare; infatti, non inaspettatamente, nel momento dell’assalto decisivo intervengono anche altri ribelli ma soprattutto gli abitanti locali si schierano dalla parte dei due ricercati, dando origine ad una rappresaglia molto consistente che mette in difficoltà le forze dell’ordine.

La vicenda è importante sul piano politico di Monopolis poiché è chiaro che il numero dei simpatizzanti dei ribelli sta crescendo vertiginosamente (infatti in seguito sembra che tutta la popolazione prenda parte alla rivolta contro le autorità), confermando l’accrescere di disordine locale ed instabilità sociale; una delle ragioni a monte di questo problema, che si aggiunge alla già presente insoddisfazione civile, viene individuata nei metodi repressivi impiegati dai militari. Pertanto vari funzionari politici propongono all’unanimità di instaurare un dialogo con i guerriglieri; tuttavia la parola decisiva spetta a Riger, il quale rifiuta completamente tale possibilità in quanto vede in essa un atto di sottomissione che darebbe maggiore visibilità e possibilità di aggregazione al nemico.

Dopo qualche azione rivoltosa di intermezzo, la scena si sposta sul campo dei ribelli ed attraverso la figura di Dog vengono esposti interrogativi sul futuro delle numerose rappresaglie: potenzialmente possono non avere una fine e non è chiaro perché Luna non abbia chiesto i rinforzi di Terra per sedarli.

Anche Riger ha il suo da fare, e non essendo uno che se ne sta rilassato decide di salvare Melinda, ancora in affidatamento a Shun, pertanto compie un’irruzione in una base dei ribelli; per l’occasione schiera soldati ed un numero impressionante di cani cyborg, ma l’azione non ha il successo sperato.

L’offensiva si sposta quindi su Dallos, dove si sono riuniti tutti i principali protagonisti della storia, il quale viene distrutto dai militari in quanto simbolo e covo della resistenza.

 

Episodio 3 - A Sea of Nostalgia Act I

L’inizio di questo episodio mette maggiormente in risalto le idee che muovono i due schieramenti partecipanti al conflitto; se da una parte, quella dell’esercito militare, la linea da seguire è quella dura, ciecamente incentrata su ordine, rigore, rispetto per le istituzioni e maggiore repressione, tanto che per concretizzarlo giunge in suo sostegno un distaccamento militare dalla Terra, dall’altra ideali come autonomia, libertà ed indipendenza si estendono e danno origine a città autogestite. In entrambi i casi, per voce dei funzionari politici o del consiglio dei saggi, e talvolta anche attraverso i sentimenti della gente comune, si fa strada il dubbio che si tratti di comportamenti pericolosi ed infruttuosi. Riprende così l’invito alla moderazione su entrambi i fronti ed al dialogo; viene così a crearsi una situazione di stallo, nella quale tuttavia permane della tensione poiché ancora una volta Dog ed Alex, entrambi a capo dei rispettivi gruppi, non intendono concedere nulla.

Lo strano equilibrio si spezza quando un console di Monopolis, che trama alle spalle di Alex, decide di attaccare una zona urbana e raderla al suolo, compiendo una strage; si tratta di un’area dove, non a caso, è situata la casa di Shun e il ragazzo perde la madre nel conflitto. Il massacro scatena la folla, che reagisce compiendo un’altra violenta rappresaglia contro l’esercito; dal canto proprio i saggi preferiscono invece esporre il proprio risentimento verso il governo in modo pacifico, ovvero chiamando i lavoratori allo sciopero: bloccando le miniere e la produzione in generale, si ferma sia l’economia lunare che quella terrestre; la loro speranza è infatti quella, essendo nel concreto Terra e Luna dipendenti una dall’altra, di sfruttare una necessità comune per instaurare un nuovo dialogo con i terrestri ed essere ascoltati.

Contemporaneamente, Dallos inizia ad autorigenerarsi… ma è anche giunto il momento dello "scontro finale"!

 

Episodio 4 - A Sea of Nostalgia Act II

L’esercito di Metropolis, aiutato da quello terrestre, compie l’assalto definitivo al quartier generale dei ribelli, ovvero Dallos, per annientarli. Tuttavia la misteriosa struttura, ancora in fase di rigenerazione, improvvisamente si attiva e comincia ad attaccare entrambe le fazioni in modo indiscriminato, decimandole. Il fatto scuote le coscienze sia dei pochi superstiti (quasi tutti i personaggi principali della storia) che di coloro i quali non parteciparono alla guerra, e viene interpretato come un messaggio divino improntato alla tregua. Gli animi si calmano ma solo temporaneamente, poiché molti covano ancora odio, rancore e voglia di rivendicare la propria autonomia.

L’ultimo capitolo dell’episodio è incentrato nel viaggio di Shun, mentre accompagna il nonno (uno dei saggi) morente attraverso il Mare della Rimembranza; questo è un’area lunare sigillata, nella quale è ancora presente la carcassa di un veicolo spaziale appartenente ai primi coloni che, durante l’atterraggio, morirono a causa di un errore.

Le salme di questi pionieri appartengono alla maggioranza di coloro che all’epoca non poterono essere riportati sulla Terra, la loro casa, e quindi vennero seppelliti al termine del Mare della Rimembranza in un cimitero, anch’esso un’area proibita, che guarda frontalmente al pianeta di origine. Osservandolo, Shun non può che gridare tutta la sua rabbia verso quel pianeta irriconoscente che ha riacquisto prosperità al prezzo di molte vite umane e delle quali si è dimenticato…

Dunque finora Shun ha ascoltato le ragioni dei ribelli, con i quali ha convissuto per gran parte degli ultimi tempi, ma ha anche dato spazio a quelle del governo attraverso vari confronti con Alex; sebbene non sia sicuro si tratti della cosa giusta, come Rachel sceglie di unirsi anche egli all’organizzazione di Dog.

In chiusura, lo spettatore finalmente conosce anche cosa pensa il governo terrestre; mentre Shun osserva il pianeta azzurro, una voce, idealmente quella di un presidente unico del pianeta, afferma che finora c’è sempre stato rispetto per gli abitanti di Luna, con i quali non vogliono un conflitto in quanto considerati dei fratelli la cui sofferenza è chiara. Purtroppo tra di loro esiste una piccola fazione di estremisti che fomentano violenza e caos su Luna e questo è intollerabile (segue acclamazione di una folla in delirio).

La guerra è solo all’inizio…

 

Dallos non viene detto espressamente cosa sia e quale sia il suo scopo; ma forse la soluzione è Ideon :P

n.b. di Geronimo, il cane cyborg di Alex, si perdono improvvisamente le tracce e stranamente scompare per molto tempo. Durante i credits lo si vede mentre sta ancora setacciando le fogne…

Roger

Cosmos Pink Shock

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Il nome che dà il titolo a questo anime è quello dell' astronave con la quale la giovane diciassettenne Micchi scorazza per il sistema solare, ed oltre, alla ricerca di Hiroshi; i due, in sintonia fin da piccolissimi, erano soliti passare il tempo assieme e tutto sembrava filare liscio finchè una sera, durante una festa paesana, un ufo rapisce il marmocchio davanti agli occhi della pucciola.

Sono passati ben 14 anni da allora e Micchi, a bordo della Pink Shock, sta ancora cercando Hiroshi. Nel corso del suo viaggio verrà ricercata dalle forze di polizia per il suo continuo infrangere le leggi, ma saprà conquistarsi degli amici inaspettati...

Lo spirito di questo OVA, dalla trama semplice ma comunque ben costruita, è umoristico e per rendere l' episodio un po' più vivace sono state inserite parecchie citazioni-parodie di anime, e non, di una certa forza (nei primi minuti ci sono richiami ad un po' di tutto: Macross, Star Wars, Space Battleship Yamato, il leggendario team di baseball Tigers, Gundam...).

Data la brevità dell' opera (circa 35 minuti), il numero dei personaggi non è elevato ma ciascuno possiede una caratterizzazione efficace. In una serie di eventi concatenati, tutto ruota attorno alla protagonista Micchi, una ragazza dai profondi e nobili sentimenti che però non si ferma davanti a nulla; Gatsby è l' immancabile ragazzo belloccione e tenebroso, qui deluso dalla mediocrità delle donne, che deciderà di lasciare l' esercito ed accompagnare la ragazza nel suo viaggio proprio per le notevoli qualità positive che ella dimostra rispetto alle altre, e quindi diventandone l' amante segreto; i Tigers vedono sfumare la prima vittoria, dopo 210 anni, a causa dell' intervento della Pinck Shock ma ad un certo punto preferiranno fondare il fun club di Micchi; non mancano gli antagonisti, che tali rimangono per questioni di ruolo.

Graficamente l' OVA presenta una notevole cura per i personaggi ed i particolari, inoltre la regia è molto dinamica e le musiche di accompagnamento, considerando l' anno di produzione (1986), sono adatte e tutto sommato piacevoli.

I meriti artistici vanno rispettivamente ad AIC, Toshihiro Hirano e Kenji Kawai.

 

 

La particolarità di Cosmos Pink Shock, il quale procedeva di pari passo col rispettivo romanzo, è che all' epoca venne pubblicato con la rivista Animevision in tre differenti uscite, una per mese, della durata di 10 minuti ciascuna e solo successivamente i vari pezzi furono riuniti in un unico episodio; risulta tuttora inedito su moderni supporti di distribuzione per l' home video ed al tempo venne venduto sia attraverso il VHD, oramai quasi introvabile se non proprio scomparso e diretto concorrente del laser disc, che VHS.

Il VHD non si impose e purtroppo i successivi episodi, comunque progettati per essere pubblicati in quel formato secondo la stessa metodologia operata fino a quel momento, non vennero realizzati. Il senso di incompiutezza che si può provare pensando all' opera deriva da ciò, tuttavia l' OVA Cosmos Pink Shock presenta meriti oggettivi che permettono di apprezzarlo molto per quello che è.

Roger

Questo OVA del 1987 è semplicemente la conferma che fondere animazione e tokusatsu non è una pazzia. Oddio... solo se non lo si prende troppo sul serio.

 

In città si susseguono inspiegabili casi di suicidio, l' ultimo dei quali ad opera di uno studente gettatosi sotto un treno alla stazione di Shinjuku (stando ai cartelli, questa linea); Shihoudou Hikaru viene trasferito, in qualità di studente, proprio nella scuola dove il poveretto spendeva le giornate migliori della propria gioventù.

L' accoglienza sarebbe stata ostile per chiunque. Ma non per Hikaru. Perchè lui se l' aspettava! Perchè lui è l' eroe di questa storia! Perchè lui in realtà è Hikaruon!

Secondo OVA della serie Pink Noise, Campus Special Investigator Hikaruon è un piacevole mezzo delirio prodotto da AIC e vede Kazuhiro Ochi nel ruolo di tuttofare (soggetto, regia, sceneggiatura, disegni). La storia in sè non è certo qualcosa di innovativo: un' organizzazione criminale proveniente da una dimensione parallela, ambientazione scolastica, gente posseduta spiritualmente, un' organizzazione segreta che si oppone al maligno ed il suo agente di punta (spaccone al punto giusto) che fa un gran uso di pose e tecniche varie nei momenti tipici, oltre che naturalmente indossare la sua armatura da battaglia. Dunque è l' ennesimo riproporre fedelmente schemi noti; ma nella durata di nemmeno mezz' ora questo OVA sfoggia una classe non indifferente e ciò lo rende a suo modo speciale.

E' uno dei rari casi dove l' ambientazione onirica e surreale, composta da elementi fantastici, si alterna efficacemente a quella che dovrebbe corrispondere alla realtà; ciò è stato reso possibile grazie ad una ragionata scelta del colore dei disegni che varia gradualmente a seconda della situazione, e soprattutto di una regia che non abbandona mai la scena a sè stessa, evitando perciò di banalizzarla. Il tutto viene impreziosito dalla qualità delle animazioni, tipico di molti prodotti AIC.

La vicenda è narrata in un episodio autoconclusivo ma purtroppo non c' è un vero e proprio finale; sembra essere parte della solita storia, più ampia, dove naturalmente Hikaruon dovrà affrontare diversi boss fino a giungere a chi regge l' intera organizzazione. E' un peccato perchè il protagonista, stando a certe tendenze, se la sarebbe dovuta vedere con gentaglia sull' orlo di una crisi ormonale (e non perchè alcuni si trasformano in mostri...).

Roger

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Rumi Natsumi, detta Suuko quando lavora di notte, è la numero uno del circolo Madonna, un sorta di centro telefonico in città che offre il servizio di... risolvere telefonicamente i problemi di chi chiama! In verità la ragazzuola in questione non è molto presente in ufficio e una sera, mentre sta eseguendo nel salotto del suo appartamento degli utilissimi esercizi ginnici, una sua collega la contatta telefonicamente per affidarle il compito, non ordinario stando al regolamento del circolo, di risolvere l' insolito problema del giovane studente delle superiori Ryo Sugiura.

In cosa consiste esattamente questo caso? Beh il corpo di Ryo quando questo si masturba, come del resto capita a tutti gli adolescenti, si trasforma. Per dirla tutta, la cosa più incredibile della faccenda è che non si tratta dell' inizio di un anime erotico! Al termine di quell' attimo di intimità con sè stesso, e prima che il suo corpo cambi nella forma e nel colore, Ryo ha sempre una visione particolare: si trova in un bosco e vede distintamente un vortice luminoso, nel cielo coperto di minacciose nubi, che in seguito lo investe. La questione è complicata e al fine di spiegarsi meglio i due si accordano per incontrarsi una sera in un bar. Ryo confessa alla ragazza di essere piuttosto provato dal dover affrontare, ogni santa volta che l' ormone chiama, un cambiamento così drastico che oltre ad avere conseguenze di tipo economico (vestiti stracciati, la stanza dilaniata) ne ha anche di tipo psicologico e sociale; infatti il ragazzo versa in uno stato caratteriale di timidezza assoluta e l' approccio col gentil sesso risulta pari a zero. Per sua fortuna adesso c' è Suuko, la migliore nel proprio campo! E infatti, un po' per spirito di contraddizione in quanto femmina e un po' per divertirsi quel tanto che basta per passare la giornata, Suuko propone al (povero) Ryo di masturbarsi nel bar. Ovviamente il ragazzo fa goffamente capire che non è il caso, perciò Suuko parte all' attacco mentre tutti nel nel bar osservano stupiti. Il ragazzo come da tradizione si allontana e, ai piedi della disperata Suuko mentre si odono le risate della folla, inizia a perdere sangue dal naso... ma sono gocce le quali inaspettatamente presto diventano un rivolo che allaga il pavimento del locale! Ora la gente non ride più, è terrorizzata e Ryo si trasforma! L' exploit dura poco, non ci sono feriti e in breve Ryo ritorna ad essere quello di sempre. Suuko ha quindi la brillante idea di lasciare il locale e poichè è femmina trascina Ryo in una semideserta sala cinematografica dove proiettano un film horror di serie z. Lì dovrebbero essere in grado di parlare in pace. Ovviamente capitano mentre c' è una candida (l' essenziale) scena di tentacoli&rape, Ryo si trasforma nuovamente e i due devono fuggire ancora: non resta che andare in un hotel! Sempre perchè Suuko è la numero uno ed è femmina, dopo una doccia e vestita di un asciugamano dice a Ryo di non farsi strane idee in quanto non ha intenzione di dormire con un mostro; tuttavia gli si avvicina dicendo di essere interessata a lui e infatti Ryo inizia a mutare nuovamente, per poi tornare ad essere normale. A questo punto dell' oav, circa metà, è lecito chiedersi perchè Suuko sia ancora in vita. Ma il ragazzo è proprio intelligente e infatti non fa una piega quando Suuko afferma che non gli resta che abituarsi alla nudità in modo da riuscire a conquistare il controllo sull' impulso di trasformarsi. Dalle parole ai fatti e ryo viene pressochè obbligato a: giornaletti sconci, cabine per guardoni, vari locali notturni; purtroppo il risultato è sempre lo stesso. Nel frattempo i due non si accorgono di essere pedinati da due finti teppisti (quella a destra è Maki ed è una ricca lei), i quali hanno assistito alla scena nel bar, che li fotografano, e che a loro volta si imbattono in una gang di veri teppisti. In realtà i due gruppi si conoscono e il primo rivela amichevolmente all' altro il non segreto di Ryo (anche se ormai mezza città ne sarà già al corrente). Ma non c' è niente di meglio di unA terzA incomodA, dai capelli rigorosamente viola ed armata di lametta da barba, tra i due piccioncini che se la spassano in città per locali sexy; e così la capa della gang seria, quella di teppisti convinti di essere tali, decide di farsela con Ryo. Non bastasse, si ricorda anche di Suuko e l' idea di fregarle il ragazzo (essì, come in molti film di quegli anni si diventava fidanzati senza saperlo) la convince ancora più e così quando le capita a tiro le lancia la sfida: incontrarsi al bar Shangai il giorno seguente. Sta per giungere l' ora dello scontro, ma prima Ryo dall' occhio di tonno e Suuko la candida condividono un momento dolce e spensierato attraversato da una vena di romantica tristezza sotto la pioggia, ossia lei che regala un ciondolo a lui... "perchè al bar dove ci siamo incontrati la prima volta, e anche in seguito, non sei fuggita?"... "perchè... da quel momento mi sentivo interessata in te"... infine lui che si aggrappa al ciondolo per non trasformarsi in bestia quando lei, con aria innocente, chiude l' ombrello e la pioggia le bagna i leggeri vestiti che lasciano intravedere la sua biancheria ('starda, l' ha fatta apposta anche questa volta). L' idillio nel parco viene spezzato dall' arrivo della gang e la scena si sposta in un palazzo decrepito ed abbandonato. Qui la coppietta viene separata e mentre la capa cerca di farsi Ryo in una stanza, in un' altra Suuko dovrà difendersi dal resto dei teppisti (dimostrando inizialmente di essere all' altezza). Nel frattempo Maki viene a conoscenza di quanto sta accadendo e preoccupata si dirige all' edificio. Vi giungerà proprio quando Ryo, mentre sta subendo "violenza" dalla ragazza e Suuko sta cedendo al branco, ha la solita visione ed incazzatosi abbestia si trasforma in un abominio, liberandosi dell' importante ciondolo (che svolazza direttamente nella mano di Suuko). L' essere mostruoso non è certo mosso da ideali di pace, e non lo fermeranno nè quattro bastonate nè un colpo di bazooka sparatogli nelle fauci da Maki. Al gruppo non resta che fuggire e ovviamente si dirigono tutti... sul tetto!!! Lì Suuko si fa avanti verso la bestiaccia e lanciandogli contro l' indistruttibile ciondolo insulta Ryo (che sarebbe la vittima da più punti di vista, ma non importa) dandogli del pervertito e del debole. Ciò sortisce un effetto davvero imprevedibile e Ryo inizia a dividersi dal mostro in una scena dove mentre i due coesistono, il ragazzo cerca di trattenere la bestia. In questa sequenza Ryo riacquista la memoria e ricorda tutto: il bagliore della visione è un collezionista alieno, dalle "fattezze" di energia, che assume l' aspetto materiale delle forme di vita che ingloba. Inspiegabilmente, l' alieno viene rigettato dal corpo di Ryo e scompare in cielo lasciando il ragazzo nudo e crudo insieme agli altri, indenni e felici per la conclusione dell' incubo. In realtà... non molto tempo dopo e previa citazione cinematografica colta, allorchè la capa dei teppisti s' è messa a lavorare presso il circolo Madonna e tutto sembra andare per il meglio... si scopre che

 

 

Staff:

Director:Tatsuya Okamoto Screenplay: Tatsuya Okamoto Music: Norimasa Yamanaka Character Design: Kumiko Takahashi Art director: Katsuyoshi Kanamura (Studio Jack) Animation director: Kumiko Takahashi, Masatoshi Nagashima, Satoshi Yamazaki In-Between Animation: Toshihiro Kawamoto Monster Design: Junichi Watanabe Original story: Toshimichi Suzuki

 

Call me tonight è un breve oav della durata di circa mezzora prodotto da AIC nel lontano 1986, nel mezzo del periodo più florido dell' animazione giapponese realizzata appositamente per l' home video giapponese, quindi un circuito interno; tuttavia si notano gli influssi di una certa cinematografia americana, quella dei serial o dei film horror pensati per i teen agers (non a caso viene citata la locandina-puzzle di Ammazzavampiri e la struttura base dell' oav richiama quella di alcuni episodi di Ai confini della realtà dal finale ad effetto).

I personaggi compiono una serie di azioni illogiche al limite del credibile e proprio in ciò sta il divertimento nel guardare questo oav che, in fatto di animazione, risulta ancora validissimo dopo oltre due decenni.

Il merito di ciò va a ad AIC, noto studio specializzato in questa tipologia di prodotti per uso domestico, ed all' animatrice Kumiko Takahashi, che per l' occasione presenta un tratto che ricorda molto le produzioni animate legate alle opere di un' altra Takahashi, ossia la più famosa Rumiko.

L' ideatore della storia è Toshimichi Suzuki, la mente che ha ideato AD Police, Bubblegum Crisis e Crash, e si vede molto.

Roger

Armor Hunter Mellowlink

[imgleft]http://i50.tinypic.com/24cgw7b.jpg [/imgleft]Armor Hunter Mellowlink è una serie OVA spinoff di Armored Trooper Votoms, rispetto alla quale si colloca cronologicamente all’inizio.

La guerra che vede fronteggiarsi le potenze di Gilgamesh e Balarant di pianeta in pianeta per ottenere la supremazia totale giunge ad una fase di stallo, dunque la possibilità di concordare un armistizio tra le parti si fa concreta. Tuttavia la guerra è di proporzioni così elevate da necessitare un tempo indefinibile prima del suo evolversi effettivo, ed in questa fase di transizione iniziano ad instaurarsi legami di potere tra i vari distaccamenti militari e le forze politiche locali; talvolta si tratta di accordi che sottintendono degli affari illegali, come nel caso di questa storia il traffico di jijirium (un elemento chimico di vitale importanza per il mantenimento fisico del super soldato artificiale, fatto questo che ricollega gli OVA a quanto si vedrà nella serie tv).

Mellowlink era un soldato dell’esercito di Gilgamesh e, durante la tregua, la squadra alla quale apparteneva venne mandata al fronte per contenere l’avanzata di una truppa di Balarant. Si trattava di una missione suicida, infatti i soldati avrebbero dovuto fronteggiare gli avversari non in qualità di Amored Trooper (AT), bensì di Armor Hunter: ovvero uomini contro AT! In realtà la mattanza era programmata in quanto faceva parte di un piano di alcuni ufficiali, i quali si erano illecitamente impossessati di una grossa partita di jijirium; questi si erano organizzati per incolpare del furto la squadra del loro stesso esercito, perciò la morte dei soldati avrebbe chiuso il caso e loro non sarebbero figurati come responsabili. Mellowlink riuscì comunque a salvarsi, venne processato e giudicato colpevole ma riuscì a scappare; in seguito a ciò, per senso di giustizia e per vendicare i suoi compagni caduti, decise però di dare la caccia ai generali.

Nei primi sei episodi della serie viene raccontata questa vicenda nella quale Mellowlink ha la meglio eliminando uno dopo l’altro alcuni dei vari colpevoli e fin dall’inizio, in apparenza per caso, incrocia la sua strada con quelle di Lulucy (il nome è volutamente fittizio in quanto vuole nascondere la propria identità), la nipote di un importante militare ai vertici del complotto, e Keak, un agente segreto del governo che indaga sulle parti coinvolte nello stesso malaffare.

A partire dall’episodio 7 la sceneggiatura si amplia grazie all’entrata in scena di nuovi personaggi, in particolare Boyle (un altro militare dalla personalità tutt’altro che scontata) il cui compito è quello di uccidere Mellowlink e recuperare Lulucy, e, al contrario di quanto visto precedentemente, si concentra su alcune ambientazioni che rappresentano un percorso definito.

Inoltre saranno finalmente chiare le intenzioni di Keik, il quale è sempre stato presente nella storia e saltuariamente aveva prestato soccorso a Mellowlink nelle situazioni più difficili: dovendo impedire che trapelasse qualsiasi informazione sul progetto segreto di sviluppo del Soldato Perfetto, il suo ruolo era quello di far sì che tutti gli attori coinvolti nel furto di jijirium scomparissero indistintamente; in sostanza finora Mellowlink non ha fatto altro che assecondare Keik inconsciamente.

 

Questa è, per sommi capi, la trama di Armor Hunter Mellowlink. La serie, pur essendo uno spinoff, si regge pienamente su sé stessa anche considerando la ragione del jijirium e ciò è un vantaggio considerando che (salvo cambiamenti e sviluppi futuri) per apprezzarla non abbisogna la visione di altre opere.

Relativamente alla caratterizzazione dei personaggi, ovviamente su tutti risalta quella di Mellowlink: non è il classico eroe positivo, tutto di un pezzo che sa sempre come cavarsela; anzi talvolta la sua inadeguatezza lo trasforma da cacciatore a preda. Non manca di mostrare una spietatezza insana (solitamente accompagnata dal gesto di passarsi le dita sporche di sangue sul viso e mostrare le medagliette dei compagni caduti prima di uccidere…), segno questo di qualche squilibrio… del resto, per la sua missione, ha scelto di fronteggiare degli AT armato di un fucile speciale e qualche gadget bellico, come se l'ordine ricevuto di tenere questo assetto nell'ultima battaglia vissuta sul campo fosse ancora valido.

Le caratterizzazioni di Keik e Boyle sono incisive per la rispettiva dualità: entrambi non sono né buoni né cattivi, tuttavia il senso del dovere prevale su tutto il resto e ciò li spinge a confrontarsi, anche per il gusto di sfida, con Mellowlink. Avrebbero potuto essere personaggi banali ma si integrano perfettamente con la costruzione della sceneggiatura, tramite la quale i relativi ruoli, intenzioni, interessi e sentimenti vengono svelati passo dopo passo in un crescendo di colpi di scena.

Lulucy invece è quella meno riuscita nonostante il suo legame di parentela con uno dei militari colpevoli e sin dal principio si capisce come andrà a finire con Mellowlink, ma tutto sommato è una presenza non troppo vivace che non guasta.

I 12 OVA realizzati nel 1988 non mancano di sfoggiare una cura per i dettagli che ancor oggi fa una bella figura nonostante il progresso tecnologico, tanto da essere superiore a certi prodotti recenti, mentre regia (Takeyuki Kanda) e musiche sanno essere convincenti adattandosi alle varie situazioni.

Roger

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Poker di thumbnail per quattro misteriosi oav che meritano di risorgere da un oscuro passato.

Erano gli anni '80 e ciascuno di essi cela un temibile segreto: è quell' animazione sperimentale (sensata o insensata non fa differenza in questo contesto) che non tutti conoscono.

Hanno importanza? Forse non oggi, e forse ne avevano poca quando vennero prodotti; tuttavia ci lavorarono autori oggi considerati tra i più rinomati in svariati campi dell' animazione giapponese.

Ad onor del vero, da un punto di vista tecnico l' unico problema che affligge questi anime è di natura congenita; per guardarli ci vuole una certa dose di coraggio, quindi ne parlerò quando il karma e la luna eccetera :rotfl:

Roger

After War Gundam X

Ohibò! Il prologo di questa serie parla di una guerra totale tra due fazioni, terrestri (Federazione Terrestre) e coloni spaziali (Ribellione Spaziale), il cui movente scatenante si dice consista nella conquista dell’indipendenza da parte dei secondi. Sommo stupore e disapprovazione colpirono i primi, perché non volevano concedere gratuitamente suddetto diritto di indipendenza, quindi guerra tra umani fu. Questo conflitto ebbe una fine quando gli spazionoidi, ormai stufi e stanchi, decisero di chiudere la questione scagliando sulla Terra le proprie colonie orbitanti comprensive dei loro abitanti, devastandola e di conseguenza sterminandone quasi completamente la popolazione.

La serie di X si svolge 15 anni dopo la sopra menzionata guerra e vede come protagonista Garrod Ran, un genietto dell’elettronica un po’ esaltato che tutto o quasi sa dei vari mobile suit esistenti; un giorno il ragazzo, proprio per le sue abilità e conoscenze, viene assoldato da un vecchio per liberare la giovane ed impassibile Tiffa Adill dalle grinfie di un gruppo di tizi appartenenti alla categoria dei Vultures, gente che recupera e commercia i resti dell’armamentario delle forze terrestri e che spesso lavora su commissione. Dunque Garrod parte e si infiltra nella Frieden, la nave nemica dove si trova Tiffa, ruba la cloche di comando di un Gundam perché non trova altro di valore nei dintorni, libera la rori (che lo stava aspettando!) ma proprio quando sta per consegnarla al committente lei va in panico e Garrod, mosso da un cavalleresco sentimento protettivo, se la porta via. Manco a dirlo il vecchio, squadriglia al seguito, va all’attacco per riprendersi la rori ma i due ragazzini si rifugiano in una base militare abbandonata, nella quale trovano un Gundam X che usano (ecco a cosa serviva la cloche!) per spazzare via il vecchio e la sua cricca.

Nel frattempo sopraggiungono sul luogo un paio di Gundam di altro tipo pronti a menare per riprendersi Tiffa e soprattutto Jamil, er capoccia della nave dove era imprigionata la rori; questi, capendo la piega che la situazione ha preso, non aveva certo tempo da perdere con un solenne “state bbboni maledetti!” e infatti in preda all’agitazione chiede se si vede la luna.

Al che uno magari pensa che ‘sto qua si è fatto l’impossibile; anche il regista era visibilmente spiazzato e solo alla seconda richiesta sulla Luna l’ha inquadrata. Sì la Luna si vede, ed è pure piena. Cosa succederà?

Beh, nel secondo episodio succede che Garrod realizza di non essere all’altezza dell’imminente scontro con i due Gundam e decide di fuggire con Tiffa. Ci riesce, ma non scriverò come perché Gundam è un anime serio. Ma il mondo è povero e i sopravvissuti si arrangiano come possono, specie vendendo pezzi di mobile suit, e lì c’è un bel po’ di gente che vuole i pezzi dell’X di Garrod; purtroppo per loro, Tiffa attiva col pensiero un contatto sulla Luna (quale emozione!), dalla quale parte un raggio laser in direzione del Gundam di Garrod fornendogli un botto di energia utile a tirare una mega cannonata galattica contro gli avversari, polverizzandoli. Il panorama di distruzione fa capire a Tiffa di aver compiuto un autentico massacro e finalmente ha una reazione: sclera (poi sviene).

Finalmente Jamil interviene e si riprende Tiffa, mentre Garrod viene sbattuto in cella. Con l’episodio 3 viene svelato perché tutti cercano Tiffa; la spiegazione è racchiusa in un’unica, importantissima parolina che fa palpitare i cuori: newtype. Tiffa è una newtype! Newtype? In una serie dove non c’entrano Amuro e Char? E non è nemmeno l’unica…

Per tirare le somme di quanto accade nei primi 10 episodi, purtroppo non si può dire di assistere ad una serie di Gundam particolarmente brillante; in sè non è che sia orribile ma gli episodi scorrono lenti, molti momenti sanno di già visto ed alcuni di essi sono mal gestiti a causa di irritanti risvolti comici o molto infantili che ne attenuano la portata. Per il resto, ciò che succede si può riassumere in: Tiffa viene nuovamente rapita e salvata, Jamil parla un po’ della sua presenza nell’ultima guerra e del trauma che essa gli ha provocato, Garrod fa i capricci e se ne va ma torna, una Vulture (Ennil El, una tipa che appare piuttosto frequentemente in questa storia) non sopporta di essere sessualmente rifiutata da Garrod e quindi inizia a tsundereggiare pesantemente, Tiffa disegna su tela e cerca di individuare i newtype superstiti sul pianeta, ma in sostanza quel che era importante fino a questo punto della storia è che Garrod si unisse al team di Jamil. Naturalmente anche l’X fa la sua parte e ne viene rivelato il background: trattasi del GX, modello di punta della federazione terrestre usato nell’ultima guerra, la cui peculiarità, come detto poco sopra, è punire il nemico in nome della Luna. E, importantissima, è la presenza dei fratelli Frost, due newtype che pilotano ciascuno un Gundam più strano dell’altro; questi due soggetti sono gli avversari fissi della Frieden ed hanno un piano. Peccato che per tutta la serie facciano le stesse cose in ogni episodio, appesantendo la trama.

Comunque non dubito che Tiffa, alla fine, si sia abituata a farsi sequestrare; è incredibile ma lo schema si ripete anche in seguito e si capisce che, proprio per l’essere una newtype, è sempre a rischio. Entro il 14esimo episodio si conclude anche la triste, ma non troppo, storia del newtype artificiale Carris cresciuto per pilotare un mobile armor dalle dimensioni spropositate.

E poi c’è un bellissimo episodio al mare, il 16, che segna l’inizio di un viaggio attraverso un oceano (QUALE?). Uno s’immagina spiaggia, sole, relax, equivoci con i bikini, buchi delle serrature e divertimento. Invece trova Tiffa, ignuda, che parla ai delfini e li abbraccia. Questi animali così carini, qualche scena prima, avevano mandano in tilt i siluri di un gruppo di predoni del mare per salvare Garrod da morte certa. Impressionante! Ma questo è nulla in confronto a quello che può la loro capo branco (ad esempio far saltare l’impianto elettrico di una nave militare per affondandola, al che tutti si domandano se ‘sta delfina particolare non sia al pari dei newtype umani). A rompere questa scena idilliaca ci pensa la discesa in lontananza di un raggio laser, uguale a quello che alimenta le armi distruttive dell’X, proveniente dalla Luna … in pratica c’è un altro Gundam X nei paraggi!

Chiusa la commovente parentesi dei delfini, il viaggio in direzione del raggio misterioso continua ed i nostri entrano nel mare di Lorelei dove Jamil, in circostanze non molto allegre, reincontra una sua istruttrice newtype (anch’essa nuda!). Dopo questi, altri filler nei quali si viene a sapere che dei sopravvissuti della Federazione Terrestre, in accordo con un gruppo di uomini molto potenti, hanno dato inizio alla riunificazione di ciò che resta delle nazioni del pianeta con lo scopo di creare un governo globale: è l’alba della Nuova Federazione terrestre!

Finalmente con l’episodio 22 i componenti dell’equipaggio della Frieden raggiungono l’isola dove si trova il misterioso Gundam X, salvo 1 essere catturati dall’esercito della nuova Federazione 2 scoprire che si tratta del Gundam Double X, un prototipo modellato su ciò che resta del vecchio X di Jamil e quindi più potente dell’originale.

La storia si fa un po’ più vivace e viene stabilito uno scopo nell’immediato (evadere dalla base nemica, cosa questa che ovviamente accadrà, tuttavia Jamil e Tiffa vengono separati dal resto del gruppo), finalmente alcuni personaggi interagiscono ed i vari Gundam vengono momentaneamente messi da parte per dare più visibilità alle azioni ed ai pensieri umani. Naturalmente tutto si risolve per il meglio anche se, ancora una volta, purtroppo in modo semplicistico e prevedibile; se non altro si tratta di un’opportunità per Garrod di “crescere” un po’ come personaggio e per il Double X di diventare il nuovo robottone titolare (ovviamente nelle mani di Garrod… mentre l’X viene messo a riposo in garage fino a quando jamil non decide di usarlo).

Con l’episodio 27 si entra nel terzo ed ultimo blocco della serie e in questa parte i combattimenti tra mobile suit cominciano a farsi più presenti (e si tratta di una sfilata di robottoni avversari altamente improbabili per forme e capacità, pilotati da perfetti squilibrati mentali, dai quali i Gundam della Frieden devono difendersi); il declino continua ed ogni sottostoria è una rassegna di morti inutili, scialbe e gratuite di personaggi secondari se non peggio. Era più importante fare l’upgrade totale dei tre Gundam principali che imbastire una storia interessante, il cui unico pregio in questa parte che avanza sempre più pigra e prevedibile riguarda le strategie belliche della nuova federazione terrestre; nulla di complicato o sorprendente, ma almeno hanno senso e servono da impostazione generale.

Ormai Tiffa, nonostante negli episodi precedenti avesse attraversato un cambiamento che l’ha spinta ad uscire dal suo guscio di newtype (in questa serie newtype è sinonimo di persona introversa, incompresa, solitaria, che spesso preannuncia sfighe, ma anche di essere umano evoluto, non vincolato all’esistenza di un pianeta madre e quindi intellettualmente più dotato, con delle abilità speciali), da parecchio viene inquadrata solo quando deve dire “ho un brutto presentimento”...

Ad un certo punto, episodio 29, si scopre che il motivo per il quale Garrod doveva vedersela con una serie di mobile suit assurdi inviati per ordine della nuova federazione terrestre serviva a capire quali dei loro piloti avesse abilità newtype; nessuno le aveva tranne l’ultimo… che però, a differenza degli altri deceduti in battaglia, viene ucciso dai soliti due fratelli. Mi sento confuso, ma solo per pochi istanti perché nell’episodio successivo il fantastico duo spiega di aver intralciato i piani della nuova federazione per, uhm, odio personale. E poi… Tiffa viene rapita un’altra volta e Garrod per salvarla deve partire per lo spazio. Da solo. Fingendo di essere rapito ed il Double X catturato.

Dall’episodio 32 c’è quindi un nuovo setting e, ad esclusione di Garrod e Tiffa, nuovi personaggi, nuovi mobile suit. Da qui ci si ritrova in un’ambientazione nella quale è come se un conflitto tra terrestri e spazionoidi esistesse da tempo; il cambio non è spiazzante, però per quanto è immediato sa di forzato. Dopo 30 episodi incentrati su ciò che resta del pianeta Terra, scontri tra predoni, probabili nuovi governi e gente che persegue lo sterminio dei newtype, forse ci voleva una fase di transizione più adeguata. Infine il Gundam Double X riceve una specie di upgrade… poiché non bastavano i Gundam trasformabili, alla lista degli improbabili finalmente si aggiunge anche l’X, che da qui in poi si combina con un caccia, il G-Falcon, pilotato da Parla, una coetanea di Garrod. Che giocattolone orribile…

Oltre a ritrovare Tiffa, Garrod deve evitare che i Ribelli Spaziali portino a termine l’Operazione Daria, ovvero completare la costruzione del colony laser che colpirà Terra… anche questa è una novità. Poiché Garrod è un tipo tosto riesce prima a riprendersi Tiffa, poi a far fallire il piano Daria distruggendo il colony laser grazie al suo Double X. Rientro alla Terra! E invece no… ecco di nuovo i fratelli Frost a sbarrargli la strada con tanto di esercito al seguito.

Gli ultimi 5 episodi minuto per minuto! (o quasi) :°_°:

 

Episodio 35

 

Poiché spettatori, sponsor, il cane e il gatto si erano stufati delle lungaggini presenti in After War Gundam X, si decide di segare la serie senza possibilità di appello. Restano quindi pochi episodi alla fine, e così mentre Garrod e le tre bimbe affrontano i Frost nello spazio, Jamil e tutto l’equipaggio della Frieden sono in viaggio a bordo di un treno diretti in una prigione siberiana. Prigione alla quale non arriveranno mai, perché il treno si ferma; l’ordine ricevuto dai piani alti è inequivocabile: faccia contro una trincea, plotone alle spalle, esecuzione sul posto e buonanotte. Ma possono i nostri essere puniti? Certo che no, Carris pensa a sistemare tutto.

Nel frattempo Garrod e Tiffa vengono portati al cospetto del vecchio Bloodman. Uno con questo nome è nato per essere leader, infatti è colui che guida la conquista delle nazioni terrestri al fine di creare un’unica potenza militare in grado di opporsi ai ribelli. Tiffa, grazie ai suoi sensazionali poteri newtype, capisce che in sostanza sia lui che il suo corrispettivo nelle file dei ribelli vogliono sfruttare a modo proprio i newtype per acquisire il potere assoluto, nonostante i loro sottoposti siano a buon punto per stipulare un trattato di pace. In ogni caso Garrod, Tiffa e Parla riescono a fuggire. Ah già, qualche volta i vari leader nominano la presenza di un certo D.O.M.E. sulla Luna. Che sarà mai, che lo vogliono?

E’ altresì definitivamente chiaro che i fratelli Frost, nonostante lavorino per Bloodman, abbiano mire personali importanti. A questo punto la curiosità di sapere la verità riguardo al fantastico duo è a livelli indicibilmente pazzeschi.

 

 

Episodio 36

 

Dopo l’ennesimo, inutile, riassunto di inizio puntata, mi faccio una partita a free cell per placare lo spirito o non si va avanti.

I Frost stanno nuovamente inseguendo quei fuggiaschi di Garrod, Tiffa e Parla, e riescono pure a stanarli un’altra volta, ma in soccorso dei nostri –inaspettatamente- giungono i membri della Frieden con Carris ed ai due fratellini non resta che ritirarsi; lo fanno senza problemi, vuoi perché ci sono abituati vuoi perché, tanto, il loro segretissimo piano riguarda altro, ovvero una guerra che ancora non è iniziata. Bel modo per mascherare una solenne figuraccia, così per avere qualche soddisfazione non gli resta che tornare a fomentarel’ego di Bloodman affinchè rinunci a qualsiasi trattativa di pace.

Intermezzo: lo sgargiante G Falcon può combinarsi tanto con il DX quanto con gli altri Gundam. E’ un’informazione importante perchè con qualsiasi Gundam lo si combini il risultato è sempre orrendo :°_°:

Intermezzo 2: Jamil, riunitosi in Nord America con coloro che vogliono starsene in disparte dal conflitto, deve decidere se restare con loro.

Intermezzo 3: il leader dei Ribelli ribadisce il suo rifiuto per raggiungere un accordo di pace :hitler:

Intermezzo 4: Bloodman vuole la guerra. I suoi ufficiali no. I Frost non sono d’accordo e uccidono tutti questi ufficiali in un attentato aereo. Bloodman è entusiasta perché sta per ripetersi la guerra di 15 anni prima :paura:

 

 

Episodio 37

 

Mancano due episodi alla fine e la guerra inizia solo adesso?!? La flotta terrestre della Nuova Federazione è partita in direzione delle colonie spaziali, che si teme vengano nuovamente scagliate sulla Terra, e la consapevolezza di una nuova guerra getta nella tristezza l’equipaggio della Frieden: c’è chi ricorda gli effetti della precedente, come il grigiore che oscurava il cielo per molti anni edil diffondersi di varie malattie mortali, qualcuno invece considera che non si può proprio morire vergini in una battaglia tra due schieramenti ai quali non appartiene.

Segue altra serie di intermezzi con coppiette e cuoricini, a dimostrazione che la paura di ciò che comporta una guerra, come il perdere le persone alle quali ci si lega sentimentalmente, fa sì che queste si avvicinino. Le smancerie coinvolgono anche Garrod e Tiffa mentre guardano la Luna; il giorno seguente Tiffa cade in una specie di coma durante il quale “vede” e “parla” con una sfera luminosa, portavoce del misterioso D.O.M.E. ed al risveglio avvisa tutti che deve raggiungerlo, precisamente sulla Luna; fortunatamente non è un effetto secondario della sua prima limonata con Garrod, visto che anche il leader della Nuova Federazione e quello delle colonie si stanno dirigendo nel medesimo luogo per il medesimo motivo. Circola però una leggenda che riguarda la Luna, quella della presenza di un demone invisibile (trattasi di un sistema di autodifesa, ma faceva figo dargli quel nome); così, mentre le due fazioni cercano inutilmente di avvicinarsi alla base lunare per entrare in contatto con D.O.M.E. Jamil ed i suoi rubano una nave, le danno il nome Frieden (senza 2nd o altra dicitura che la distingua da quella precedente) e partono.

 

 

Episodio 38

 

La battaglia tra (autoproclamatisi e non) newtype/Ribelli e (terrestri) oldtype/Federali infuria. A distanza, sulla Frieden, Jamil deve fare un annuncio importante: “A parte raggiungere il D.O.M.E abbiamo un altro compito. SOPRAVVIVERE! Se morite, siete finiti. Non dimenticatelo!”. E’un discorso pregno di significato che galvanizza le coppiette presenti. Ma Jamil che dirà privatamente alla sua assistente, quella che dal secondo episodio attende di sapere se gli va di impasticciarsi con lei? E Jamil lo sa che nel caso desse picche alla dolce signorina, questa ha già pronto l’uomo B di riserva? Né una né l’altra. Jamil tace, non sa che farà dopo la guerra. Forse cambierà quei Ray-Ban che indossa anche per dormire? A turno anche gli altri protagonisti si domandano cosa faranno dopo il conflitto e convengono nel volere un futuro migliore. Tiffa invece vuole una cosa molto facile: proteggere il futuro di tutti.

Terminati i pipponi, i nostri decidono di passare all’azione ma forse esagerano con l’entrata in scena; in pratica attivano il sistema satellitare sulla Luna per caricare il DX e, come è lecito aspettarsi, Federali e Ribelli vedendo il solito raggio si spaventano abbestia perché sanno che una cannonata delle sue fa molto male. Però era tutta scena :lolla:

il DX e gli altri Gundam della Frieden volevano solo guadagnare un corridoio tra gli schieramenti per recarsi sulla base lunare. La trollata funziona ma fa incazzare i due eserciti che se le davano, e che quindi ricevono l’ordine di abbattere il DX :lolla:

Per i Frost è l’occasione che aspettavano e tra una mazzata e l’altra col DX rivelano il loro originalissimo piano segreto: siccome sono dei newtype dalle abilità eccezionali, ma fin da bambini sono incompresi oltre che discriminati, vogliono la distruzione del sistema per poi ricostruirlo come ritengono sia opportuno.

Comunque Garrod e Tiffa raggiungono il D.O.M.E. ed una volta sul luogo esprimono la richiesta che tutti i leader delle varie fazioni vengano riuniti lì; quindi vengono messi nella stessa stanza Garrod, Tiffa, il solito gruppo della Frieden, il capo dei Federali e quello dei Ribelli. Nel chiacchiericcio generale Bloodman rivela la sconvolgente verità: il D.O.M.E è il PRIMO NEWTYPE! Nello specifico, grazie a qualche trucco i terrestri, per preservarne l’esistenza, ne hanno inserito i geni nel D.O.M.E.

 

 

Episodio 39 (finalmente!)

 

Il PRIMO NEWTYPE spiega a tutti (tranne i Frost, avendo declinato l’invito per continuare la propria guerra) che, non se ne fosse accorto nessuno, la guerra in corso è dovuta al fatto che ognuno ha un’idea diversa su cosa siano i newtype e lo vuole imporre agli altri. Fin qui ok, poi… il PRIMO NEWTYPE afferma che i newtype sono solo un’illusione. Non esistono newtype, e il PRIMO NEWTYPE definisce sé stesso un mutante che per convenienza (le abilità delle quali tornavano utili a qualcuno) venne classificato come newtype. Queste affermazioni dovrebbero pacificare i vari gruppi presenti, ma c’è ancora tempo per qualche lezione di vita: prendendo Garrod come esempio, il PRIMO NEWTYPE mostra a tutti che per un futuro migliore è importante essere in possesso di una grande volontà come quella del ragazzo in oggetto, che di sicuro non è un newtype ma è riuscito a fare grandi cose.

Jamil capisce e si toglie gli occhiali, e questo è il segno inequivocabile che il party è finito. Uscendo dal D.O.M.E. e vedono che la guerra è ancora in corso nonostante fosse stato dato l’ordine della tregua, i due comandanti della Federazione e dei Ribelli pensano che i patti non siano stati rispettati dall’altro esercito e quindi si guardano in cagnesco, almeno finché i Frost non li polverizzano con i loro Gundam. Garrod non ci sta, gli altri amicici suoi nemmeno, quindi è giunta l’ora di eliminare i Frost una buona volta.

Il duello Garrod-Frost dura la bellezza di un minuto, il tempo di scambiarsi una cannonata reciproca e fracassare i tre Gundam. Seguono le varie scene e gag di chiusura dedicata ad ogni personaggio (i Frost si salvano :lolla: ).

Qualunque cosa accada la Luna sarà sempre lì.

 

 

In sostanza la storia è questa; non ci sono alti e bassi, solo bassi e meno bassi costantemente marchiati a fuoco dalla presenza fastidiosa di quei due cazzoni dei fratelli Frost, gli unici destinati a prendersi così sul serio da risultare ridicoli. Ogni sottotrama ha innegabilmente un potenziale che, anche fosse solo una rielaborazione di concetti già affrontati in precedenti serie di Gundam, si presta ad essere interessante per eventuali sviluppi ma, qualsiasi sia la ragione, viene sistematicamente sprecato. Per quello che riguarda i protagonisti c’è veramente poco da dire; tranne Ennil El e solo in parte la coppia Garrod-Tiffa, gli altri rimangono sé stessi dall’inizio al penultimo episodio e spesso qualcuno sembra essere inserito a forza nel contesto.

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