City Hunter - Shinjuku Private Eyes
Primo "complimenti" alla Dynit che riesce nel contorsionismo di avere il nome del film correttamente comunicato alle sale ma poi fa le locandine senza Shinjuku; da cattivi si potrebbe pensare al fatto che nel logo originale del film le uniche scritte in occidentale sono appunto city hunter private eyes, ma noi non lo siamo.
Dopodiche'; percependo curiosita' nell'aria, e previo Bersola vaccinamento, ci si ritrova in sala tanto piena (nel senso di vuota) di spettatori occasionali che ci si incontra a mezza scala a parlare di Angel Heart e di Mokkori.
Dopo la pubblicita' dei prossimi 2 film dynitte a ottobre e dicembre in sala, sempre per 3 giorni, e una quantita' di sigle e controsigle che sembrava di essere tornati ai tempi delle VHS Dynamic.
Si inizia.
Ma prima appare a schermo il reminder di non andare via dopo la fine del film per il bonus; li' ci guardiamo l'un l'altro ghignando e iniziamo ad intuire dove troveremo il famigerato.
Inizia il film e qua inizia il vero problema; il film.
La realizzazione tecnica di questa pellicola e' penosa, inferiore a quella di una qualunque puntata di una delle serie televisive; la storia potrebbe fare da contraltare in quanto a nonsense al famigerato Bat V Sup (nel senso di tutta la parte di Luthor e del boh di quello che fa tanto per fare).
Quello che salva il film in se' sono essenzialmente due cose; l'ovvia e sempre verde carica ed alchimia tra Ryo e Kaori (quindi in prima analisi le interazioni tra i due), e un regista che fa funzionare quella che oggettivamente e' una porcata di film.
Regista a cui darei qualcosa di equivalente ad un Oscar.
La partecipazione delle gatte...
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gente, oltre a quello che vedete nel trailer ci sono circa altri 5 minuti se va bene di minutaggio, in una parentesi assolutamente senza senso se non quella di farle vedere con la tutina e far partire il loro tema.
E poi....
Titoli di coda, un minimo di manly tears a vedere frames riassuntivi delle varie serie...
Altri titoli....
Nomi dei doppiatori.
E qua, signori dynitte, se l'intenzione vostra era questa, beh ci siete riusciti benissimo.
INIZIAMO TUTTI A RIDERE IN SALA.
INIZIA A DIMENARSI UN TIPO VESTITO CON UN ABITO BIANCO SGUALCITO DI ALMENO UNA MISURA PIU' PICCOLA (gli abiti bianchi sono terrificanti da tenere, proiettano le sgualciture come ombre) E CHE CERCA DI SALTELLARE E DIMENARSI QUA E LA'.
Ok abbiamo riso parecchio, go out.
Secondo "complimenti" alla Dynit; se avessero detto fin dall'inizio che sta storia di Bersola era di mostrare quel filmato che trovate su Youtube dopo la fine del film, come scena post-post-credits ma anche post film e tutto, nessuno avrebbe avuto niente da ridire, da ridere si.
Complimenti a chi gestisce la loro comunicazione.
E VIA, DI ALZABANDIERA!1!
P.s.
(aho, mendo, alzabandiera era carinissimo, sempre meglio di pomiciata)