Lo stesso potrebbe dirsi per quest'altro caso:
CINEMA:
BD:
Tuttavia ritengo ci siano casi in cui una certa mimesi funzionale del sottotitolaggio diviene persino cruciale per la comprensione di un punto anche importante.
Il caso più eclatante secondo me è questo:
CINEMA:
BD:
Qui c'è un punto davvero cruciale sia per Miyazaki che per Anno.
Nel finale di "Kaze Tachinu" (Si alza il vento), si ha un epilogo nel mondo dei sogni dove il protagonista Horikoshi Jirou incontra il suo mentore ideale Gianni Caproni. Dopo una riflessione sulla disfatta bellica del Giappone, da cui il "costo" dell'aver creato gli Zero, appare lo spirito di Nahoko (già morta da tanto tempo), che originariamente "chiamava a sé" Jirou, come a sancire il momento della morte del protagonista. Miyazaki cambiò il senso del finale all'ultimo momento (era già stampato fin il copione per il doppiaggio!), con Nahoko che invece esorta Jirou a vivere (quindi escludendo che sia il momento della morte del protagonista, e ridimensionando l'epilogo "solo" a uno dei suoi sogni). Semplicemente, nel copione si passa da "kite" (vieni...!), a "ikite" (vivi...!)
Insomma, un cambio a 180° del finale, che da mortifero e rinunciatario diviene vitalistico. Anno, come si vede nel docufilm, apprezzò tantissimo il cambiamento. In "Shigoto Doraku" (il libro di Suzuki), si dice persino che Anno definì questo finale "il migliore di tutti i film di Miyasan".
Molto in linea con quello che diceva il Capitano Nemo per DUE volte in Nadia, ovvero quella che fu poi la *precisa* catchcopy di Mononoke Hime: VIVI!
Essì, non si deve fuggire! :-)