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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 11/02/2020 in Risposte

  1. Questo perchè nel 2003 mi trasferì a Milano e passai da un ISDN 256kb a una connessione in fibra ottica 10mb/s quindi puoi capire che di colpo ebbi accesso a molta più roba e molto più facilmente, per dire, quando andò in onda Full Metal Panic io ero già all'episodio 5 quindi col tempo tutto ciò che passò su MTV come "prima visione" per me, già utente molto evoluto nel 2010, era quantomeno una seconda visione se non già persino una terza.
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  2. Per amor del cielo non saltare DS9. Ok, la prima parte è pallosetta e non ha retto bene al tempo, ma da quando inizia la guerra con il Dominio in poi resta un pezzo fondamentale della "mitologia" di Star Trek.
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  3. Esatto, sposati dal 1969. Oltre ad essere stata: - Numero Uno (vice di Pike) nel pilot scartato della TOS - L'infermiera Christina Chapel nella TOS (e dottoressa in The Motion Picture) - La voce dei computer della Flotta Stellare in tutte le serie.
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  4. Un mercato in cui un prodotto ha bisogno di ammennicoli vari per diventare attraente verso il suo presunto pubblico è chiaramente un mercato malato, oppure del tutto fasullo. Un film è un film. Si intende film un'opera audiovisiva cinematografica. Già la sua versione home-video non è che un placebo, un surrogato, un succedaneo. Quindi se un film non trova spettatori cinematografici, semplicemente quel mercato non c'è, perché i suoi prodotti non hanno pubblico. Che è l'esatto motivo per cui film animati giapponesi in Italia al cinema non ci sono praticamente mai stati, salvo eccezioni più o meno episodiche. Fino alla distribuzione da parte di Lucky Red di Ghibli e soprattutto il catalogo Ghibli. Nel mezzo della distribuzione del quale si è aperto il mondo del cinema digitale, con l'abbattimento dei costi di distribuzione e la nascita degli "eventi da pochi giorni". Ma è ragionevole pensare che fosse comunque un fuocherello di paglia, e che si ritorni alle rare eccezioni. Perché alla fine l'Italia è l'Italia, il pubblico italiano è il pubblico italiano, e l'animazione giapponese è intrattenimento giapponese. E trovarsi dentro una nicchia non la rende mainstream.
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