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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 22/08/2020 in Risposte

  1. Avesse scritto "Ué Fraté, che ti butta?" sarebbe andato tutto bene
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  2. A proposito, non sono mai entrato nel merito perché statuire l'ovvio è sempre un po' umiliante, ma: vari esaltati commentatori hanno, a mio discredito, citato questo intervento della redazione di Treccani sulla questione. Ora, a parte quella che mi pare una mesta inopportunità – da parte di un'istituzione tanto elevata come quella dell'enciclopedia "dei due Giovanni" – di entrare in un querelle di così basso lignaggio, e in termini così poco professionali, se non sono orbo anche la chiosa di quell'articolo dice: Il che significa, in italiano, che "recalcitranza" È ATTESTATO sui dizionari Treccani. Non il contrario. La redazione Treccani nell'articolo sostiene anche che "recalcitranza" sia meno comune del participio presente "recalcitrante". Personalmente concordo, ma ci tengo a sottolinerare che questa divergenza di frequenza d'uso NON è attestaza sui dizionari Treccani, in quanto "recalcitrana" non è riportato con nota di rarità, o altro. In ogni caso, per chi sa leggere l'italiano, quella nota della redazione Treccani dà assolutamente credito alla mia scelta terminologica, statuendo l'ovvio: c'è nei nostri dizionari, esiste, è italiano. Cosa che sapevo da principio, perché li avevo consultati (tra gli altri) proprio nella scelta di quel termine. :-) Se poi qualcuno vuole vedere la realtà dei fatti al contrario, beh, potrà anche dire che "Treccani ha sbeffeggiato Cannarsi". Infatti. A ciascuno il suo, scriveva un altro letterato siciliano.
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  3. "Recalcitranza" viene usato anche nel nuovo adattamento del Signore degli anelli (nello specifico, in uno dei primi capitoli de Le due torri), ma non è di Shito, quindi il problema pare non sussista.
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  4. Ho infine sentito un pochitto del doppiaggio Netflix di Eva con i miei testi: vedere questo montaggio mi ha davvero, come dire, sollazzato. Debbo seriamente ringraziare l'autore. :-) Alle mie orecchie e al mio cervello, è quasi incredibile quanta differente atmosfera emani da ogni pezzettino. Se si conoscono i contesti (dei film, delle scene, delle battute) è davvero notevole come gli attori, anche in battute singole, esprimano in qualche modo il "tutto" dello stile del film. Certo è anche una questione di mix audio, ma wow. Temo che alcune battute vengano da fonti DVD, quindi velocizzate, ma OK. Sopra a tutto, trovo mirabile come si percepisca il tono colloquiale, casuale, delle scene "doppiate" del documentario di Sunada Mami. Davvero Carlo Valli è un genio della recitazione. Ma in tanti sono cosi "incollati"! Per chi conosce i personaggi, la loro diversissima personalità emana da ogni battuta. La risata di Muta e il parlare composto di Baron. Oppure il modo in cui, alla fine del film, Shizuku si "impettisce" per fare una "dichiarazione ufficiale" alla madre, che infatti coglie, stranisce e risponde, e Shizuku poi ri-risponde con autoironia (autocitandosi). Sui doppiaggi Ghibli sono davvero soddisfatto. :-) Su Eva. Domitilla D'Amico è un genio. Anche se la prima battuta è stata recitata in modo fin troppo lento: quando "si parla a sé stessi" non ci si pone il problema di "farsi capire per benino". Cfr Domitilla D'Amico (Taeko) in PoroPoro, specie quando parla con Gianfranco Miranda (Toshio) delle divisioni tra frazioni prendendo un tè a Zaou: colloquialità. La battuta "È un apostolo!" di Gendo è recitata tutta al contrario di quello che dovrebbe. Perché è recitata "in salire" (che porta a un senso di sorpresa, sgomento, timore),invece che "a scendere" (che porta invece a un senso di distacco, banalità, precognizione confermata). Il senso della scena è che "la coppia" Fuyutsuki-Gendo, mentre tutti sono in panico dinanzi al bestio, sono impassibili e sanno tutto, se lo aspettavano, restano calmissimi nelle pose, nelle parole "Come quindici anni fa..." "Già, non c'è alcun dubbio...") e nelle VOCI. Peccato. Specie perché questa cosa non potò mai spiegarla al doppiatore che ha doppiato Gendo. Ciao, Roberto. :-( "Una giustificazione che manca di forza persuasiva." è ahimè recitata con una "chiusura" reale, perde il senso allusivo. Ah, la voce di Stefano Broccoletti è effettivamente adatta a Shinji, certo si sente che è un po' troppo grande per il personaggio, ma molto bravo. :-) Barbara De Bortoli è un genio. Eva Padoan è sempre stata un talento, e lo ha sempre messo più e più in atto. "Non ha senso che possa farlo!" - si sente molto l'età del doppiatore. Anche perché lì la battuta dovrebbe "salire" molto di più di tono e "nota". Perché quello è il picco isterico che "chiude" tutta la scena (per Shinji), ovvero il suo "rifiuto finale". "Dekiru wake nai yo!" Il gran rifiuto, la grande bugia. :-)
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