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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 19/02/2023 in Risposte
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probabilmente fu proprio la serie ova di giant robo - the animation, del 1992, a dare il via alla riproposizione di molti classici nei quali comparivano dei robottoni tondeggianti ed irrealistici. da quella bellissima serie, per altro sfigata visto che solo molti anni dopo ebbe un remake/seguito in formato cartaceo, lentamente i vecchi robottoni uscirono dalla nicchia degli ova per tornare in tv. il più delle volte non ne è valsa la pena e, ironia della sorte, le nuove trasposizioni delle opere di mitusteru yokoyama ne sono tra i primi testimoni. babel nisei, dopo la fiacca serie ova del '92, ebbe un'altra possibilità con una serie tv che venne velocemente trascurata. mars dopo l'interruzione degli interessanti, anche qualitativamente, ova del '94 che ripercorrevano fedelmente il manga venne riproposto in tv con una serie anch'essa pessima tanto esteticamente quanto narrativamente (prendeva una deriva che snaturava l'originale). sempre nel '92 ci fu una nuova serie tv di tetujin 28, la FX, la cui durata di 47 episodi farebbe pensare ad un prodotto dal discreto successo, senonchè lì i robottoni ormai erano molto più sofisticati e tendenti ad uno pseudo realismo estetico, ed il vero T28 arriva nel 2004 con una meravigliosa e drammatica serie ad opera di yasuhiro imagawa (fine dell'entusiasmo visto che il suo film remake del 2007 è scarso). nel 2007 venne prodotto un altro giant robo. inizialmente il progetto prevedeva un design molto classico, aderente alla grafica del manga in tutto e venne realizzato un promo di qualche minuto. il promo era fighissimo e sta da qualche parte in rete. tuttavia qualcuno, un bel dì, ebbe una folgorazione e decise che così non andava abbastanza bene. per la serie tv, relativamente al character design, si adottò quindi uno stile generico mentre per il mecha un connubio a metà tra quello di GR '92 e l'originale. per la resa dei robottoni e loro animazioni gli è andata di lusso che il curatore fu lo stesso di varie produzioni dynamic (getter TLD e mazinkaiser), il cui talento è indiscutibile e si vede tutto; per il character design non ci sono scuse. descrivere l'ultima incarnazione animata di GR - giant robot non è facile. non è per niente facile quando una delle prime cose che vedi è l'incontro tra daisaku kusama, il protagonista della storia, e V una misteriosa ragazzina minuta dalla pelle bianca che parla poco e che non si regge in piedi. e senti il di lui battito del qore alla vista della di lei fragilità. mi sono rivolto a dio, gli ho chiesto perchè ancora una volta ma non mi ha risposto. a proposito di divinità, ci sono anche queste ma la questione è un filo più articolata ed ordinata rispetto a quella dei noti angeli. o apostoli. o come cazzo volete chiamarli nelle varie lingue. il contesto narrativo di questa serie è in realtà molto ben delineato e preciso. turchia. 147 km da ankara. villaggio bogazkale, presso le rovine di Hattusha. qui l'esercito nazionale sta ingaggiando una battaglia persa contro un gigantesco robot classificato come GR (un giant robo, non IL giant robo!). giappone. yonaguni. daisaku kusama è un ragazzo che aiuta un amico più grande di lui a mandare avanti un negozio di attrezzature per immersioni subacquee e un giorno deve occuparsi di una cliente, tal misato kazzuragi McKenzie, che gli chiede di accompagnarla in un percorso marino. scesi nelle profondità, a daisaku appare una ragazzina di nome V (Void) e ha la visione di un robot giaianto ed altri esseri che combattono. tornati in superficie i due si dividono: McKenzie si dirige all'aeroporto mentre daisaku dall'amico che lo ospita, il quale gli consiglia di tornare a casa dai propri genitori. la sera, daisaku decide di tornare al luogo dell'immersione e ripeterla; sulla spiaggia reincontra V, una ragazzina che deambula con l'aiuto di un bastone e che è accompagnata da una donna. V gli rivela che lui rimarrà sè stesso anche quando accetterà il contratto, ma daisaku non comprende e dopo una conversazione di cortesia si avvia per l'esplorazione prestabilita. nel fondale, daisaku si introduce in una fossa che emana un suono particolare e successivamente sbocca in una grotta dove trova un antico portale; questo si apre e lo conduce ad una piattaforma dove stipula un contratto che lo legherà simbioticamente al dio di ferro di Edfu. Il fatto innesca uno smottamento in superficie, esattamente dove un team dell'organizzazione armata UNISOM facente parte delle Nazioni Unite e guidata da McKenzie effettuava scavi archelogici intesi al ritrovamento di antiche e strane tecnologie, e fa risalire una piramide dall'interno della quale esce il GR1 (Edfu) manovrato da un inesperto Daisaku. la UNISOM si oppone alla Gigantic Rebellion Operators (GRO), una misteriosa organizzazione che da un anno manovra i GR 2 e 3 al fine di eliminare antiche rovine contenenti i GR e dunque impedire ad altri stati di entrarne in possesso. suo malgrado, daisaku è il primo agente munito di GR ad entrare nelle file della UNISOM. oltre a UNISOM e GRO c'è un altro gruppo sul campo, il BFN. BFN è un network giornalistico indipendente e ha sempre delle esclusive che le consentono di precedere tutti i notiziari sugli eventi che riguardano i GR. quando la verità si fa strada, BFN si rivela essere un mezzo per la propaganda del GRO, la quale vuole avere il controllo dei GR per scardinare i mercati degli armamenti essendo i robot un nuovo tipo di "prodotto" non pareggiabile. con il procedere della serie, che si sposta in varie aree geografiche del pianeta senza fissarsi sul giappone, si apprende che i GR sono una serie di 9 giganti risalenti ad oltre 50000 anni, prima della comparsa dell'umanità; essi vennero indicizzati con dei numeri dai loro costruttori, gli Antichi, ed il loro scopo è quello di vigilare. nel passato i GR vennero usati per cacciare gli spaventosi antichi dei dal pianeta terra. se tutti i GR venissero distrutti, allora il GR Zero giungerebbe per giudicare il mondo. inoltre nella testa dei GR è innestato un organismo che funge da cervello e che è stato denominato avatar; senza di esso, i GR sono inerti anche se collegati ad un pilota umano. V è fondamentale in questa storia poichè si tratta di un essere artificiale creato per tradurre le istruzioni necessarie per pilotare i GR; sfortunatamente è schierata con GRO e daisaku dovrà confrontarsi con questo problema, ossia combattere contro una ragazza gentile con la quale ha instaurato un legame sincero. In realtà V è il conduttore del GR Zero. E il GR Zero è Gaia, che deve annientare l'umanità. daisaku si impegnerà per salvare V, estraendola dal GR Zero, e dunque il pianeta, a rischio dopo che tutti i GR sono stati annientati da lui o tra di loro in battaglia. il potenziale per una serie affascinante in realtà c'è tutto; ad un certo punto si aggiunge anche un certo pessimismo, molto simile a quello di mars ricollegabile all'avidità, all'ingratitudine ed alla sconsideratezza umana che meriterebbero di essere punite severamente. i robottoni sono pure tosti e vedere il GR 1 che fa un gattai con un altro GR sconfitto per volare, tirare mazzate (ha dei macigni al posto delle mani...) e lanciare scariche o altri giochetti nei combattimenti è abbastanza gratificante. purtroppo il senso della serie si riduce al cavaliere che deve salvare la sua principessa rinchiusa nel castello del male, e letteralmente tutti (i non morti) vissero felici e contenti. i personaggi non vengono sviluppati quanto piuttosto descritti, con progressività così da non svelare tutto e subito (si può pertanto passare dall'idea che un personaggio sia negativo a quella che sia positivo o perlopiù positivo semplicemente perchè "si dice qualcosa in più" di lui, non perchè tal personaggio si esprime o compie cambiamenti rivelando ciò che è). la serie da l'idea di essere stata pensata per un numero di episodi maggiore ma, non avendo funzionato, è stata velocizzata. il finale è semi aperto poichè, terminata l'ultima battaglia, qualcosa di minaccioso dalle profondità dell'universo si rivolge verso il pianeta terra... il riferimento è ovviamente alle creature aliene, gli dei, che venero cacciate dalla terra per mezzo dei GR; ma qui finisce la storia, una specie di primo capitolo che non ha più avuto un seguito. negli ultimissmi episodi accade un momento follemente lol che mai mi sarei aspettato in un anime. il direttore di BFN, che tramite alterazizoni digitali appare in tv come il giornalista di punta della rete, è anche il big boss di GRO e si chiama johnny sokko. altra particolarità della serie è che ogni episodio "contiene" gli extra solitamente disponibili a parte in home video. ovvero alla fine di ogni episodio johhny, prima della preview della prossima puntata, dedica uno spazio allo staff dell'anime (quindi segmenti live) o presenta delle schede.1 punto
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Sì, lo so. Sono l'unico a cui freghi qualcosa. Quindi me la canto e me la suono da solo. GINTAMA è ARRIVATO SU PRIME VIDEO. Non ho resistito e mi sono andato ad ascoltare il nuovo cast italiano (dall'episodio 49). Ho visto l'episodio 49 e parte del 50. Prime considerazioni sparse: a me Gintama fa sempre rotolare. La cosa bella dell'anime è che lo staff ci si è sfiziato almeno quanto Sorachi. Come già detto altrove e molte volte, Guadagno su Gintoki mi piaceva moltissimo. Sarà che forse mi piace proprio la voce (e mi potreste domandare legittimamente: "Perché?". E che ne so. Sarà che sono fan di Quattrocchi). Però imho la nuova voce è più aderente alla voce jappa. E forse è anche migliore per le situazioni serie. Raffaeli su Shinpachi era perfetto. Oltre il fatto che mi faceva molto ridere il passaggio da Shinji a Shinpachi. Comunque la nuova voce ci sta bene. Idem per Kagura, mi piace. Non la trovo nemmeno dissimilissima dalla vecchia. Prata su Hijikata è la chiusura di un cerchio. Sentire Hijikata in giapponese equivale a sentire Zoro(o Mugen di Samurai Champloo, per rimanere in ambito di spade). La voce di Cosentini mi piaceva di più sul personaggio, però non posso dire che Prata non faccia bene il suo lavoro. Poi questo è ancora il primo episodio, c'è da valutare sulla lunga corsa. Le uniche due voci che non mi sono piaciute sono Katsura e Kondo. Mi sembrano poco incisive. Il resto mi sembra ci stia e sommariamente sia un buon cast di voci. Forse Otose dovrebbe migliorare un po', ma il 49 è un episodio in cui tutti avranno 10 battute in croce e del 50 ho visto solo metà episodio, quindi non ha molto senso giudicarle approfonditamente dopo 1 solo episodio. Comunque sommariamente direi che mi piace. E ultimamente è difficile che un doppiaggio mi piaccia1 punto
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Garion: ora l'ho letta tutta nel dettaglio. Al di là del già noto, ovvero delle sempliciti verità sul mondo dei manga e degli anime, la loro genesi e i loro punti cardine di sviluppo, credo che la cosa più importante sia il pensiero dell'autore Tomino Yoshiyuki. Mi pare evidente che, come mi aspettavo, Tomino-san sia preccupato del 'deteriore individualismo' che serpeggia nella nostra società. Un giapponese della sua generazione non può non essere così, dato che anche se sei un 'artista' e un 'cineasta' che si è permesso il lusso di campare facendo animazione, se sei onesto sai anche che il paese l'hanno ricostruito dei gruppi sociali, non delle teste matte. Quindi, Tomino-san è preoccupato per la frammentazione sociale, e ha ragione. La frammentazione sociale viene vista da Tomino sia a livello creativo, che a livello di pubblico. E' una parcellizzazione. Mi pare di rileggere Natsume Souseki, e a tratti T.S.Eliot (Wasteland). Ma questa è la situazione a cui l'attuale umanità è pergiunta, cercando di correggere successivamente i suoi successivi tentativi e fallimenti. Certi autori, diventando anziani, guadagnano in onestà intellettuale. Credo che Tomino-san sia stato praticamente sempre onesto, Miyazaki-san c'è arrivato solo da vecchietto. Entrambi però sono narratori che hanno sempre avuto una posizione responsabile nel loro narrare, e credo che io abbia buona considerazione di loro per questo. Quanto al successo internazionale di Miyazaki-san, quella è una cosa che credo davvero essere insignificante. Credo che sia insignificante perché a decretare quel successo globale sono state persone che per prime non hanno capito nulla di Miyazaki-san e dei suoi film. Infatti, penso che all'autore stesso non importi nulla di nulla dei riconoscimenti internazionali. Credo sia Suzuki-san a obbligarlo, per ragioni pubblicitarie interne, a sottoporsi a cose odiose come i festival del cinema. Ma del resto, senza Suzuki-san non ci sarebbe mai stato lo Studio Ghibli come lo conosciamo, e come è stato acclamato, e chissà se Miyazaki-san avrebbe mai potuto esprimersi come ha potuto fare. Io credo di no. Tuttavia, credo che i vageggiamenti romantici di Miyazaki-san fossero meglio commerciabili a un 'certo tipo di pubblico contemporaneo' che le oneste proposte intellettuali di Tomino-san. E per questo lo Studio Ghibli è diventato il fenomeno che è diventato, internazionalmente. Ma come ho detto, questo non significa nulla, in effetti. Chi si sarà educato abbastanza, sforzato abbastanza per raccogliere il pensiero di una mente aliena come quella di un uomo giapponese anziano è per un giovane occidentale, auspicabilmente ne farà tesoro. Per tutti gli altri, che credo la sterminata maggiornaza, saranno stati solo modellini, dvd, gadget o che. E il mondo continuerà a girare, forse. Tutto è dentro all'animo. Per il momento, basta così. (almeno finché non troviamo una vera Blue Water)1 punto
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