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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 01/05/2023 in tutte le aree

  1. Concordo in parte, ma per me il nodo gordiano di Suzume è l'accettazione e l'elaborazione del suo lutto e il "devi vivere" e la parte del film finale (diciamo dal sacrificio di Souta) ha il suo senso proprio per quel momento tra le due Suzume. Come ho scritto sopra mi sembra che tutto il motore di quel viaggio invece hanno per forza voluto farlo essere "ehi ho capito che mi piace lui/lei" quando sarebbe stato proprio più naturale e coerente con la storia personale di Suzume, una risoluzione migliore del rapporto con la Zia. Che tra quei due poteva scattare qualcosa poteva benissimo lasciarlo capire tra le righe e poi con la Shinkaiata finale di loro due sulla salita. Voleva essere accettato da Suzume, ma non capendo la natura umana e pensando che poteva scorrazzare libero facendo fare la pietra di volta a Souta non ha capito che l'avrebbe ferita. Credo che il dialogo con il nonno e la strigliata di Soudajin lo abbiano convinto a tornare al suo ruolo stabilito. Soudajin in effetti è un altro personaggio che meritava due minuti in più di approfondimento, così come l'amico dagli ottimi gusti musicali di Souta e la loro amicizia Quindi sì, trovo che ci sono alcuni sbilanciamenti che però pesano nel giudizio del film, che comunque è molto positivo perché alla fine quello che ci voleva comunicare Shinkai credo sia arrivato molto bene e soprattutto ha sviluppato altri temi, oltre quello dei rapporti di coppia, che aveva iniziato a mostrare anche nei film precedenti Il bello di Shinkai è che sai che ancora non hai visto il suo picco. Concordo Ancora non si batte, ma credo perché noi ormai siamo vecchiotti e la visione crudamente realista di un amore adolescenziale che sparisce per le distanze e il tempo e di un bambino/ragazzo/uomo che non riesce a voltare pagina parli più a noi piuttosto che uno sfacciato amore adolescenziale che sconfigge lo spazio tempo. Conoscendomi se avessi visto Your Name a 18 anni lo avrei adorato alla follia. Perché alla fine oltre i tecnicismi da pippaioli sui buchi di trama quel film ha delle sequenze quasi perfette che ti pigliano a cazzotti in pancia dal punto di vista emotivo e se sei adolescente quei pugni ti colpiscono duro, se hai un po' più di anni hai la pelle dura per non farti coinvolgere troppo.
    1 punto
  2. Gran bel film, Shinkai finalmente fa quel passo che lo porta oltre il tipo di storia che ha fatto la sua fortuna, ma che è stata anche la sua gabbia dorata e che ha mostrato tutti i suoi limiti sul deludente Wheatering with you. Il pattern dei due ragazzi la cui relazione è messa alla prova dallo spazio e il tempo, dalle differenze di età e ruoli, o le distanze fisiche, però non è stato del tutto superato. Certo adesso è più sullo sfondo non ha più la centralità che aveva in passato a favore di altri elementi che Shinkai aveva già mostrato, ma il passo non è stato così deciso come sarebbe potuto essere. Sembra che stavolta i sentimenti tra i due protagonisti siano stati sottolineati in modo didascalico ad un certo punto del film per poter avere l'ormai classica scena di re-incontro emozionante e strabiliante per gli occhi lasciando però quella sensazione di forzatura che si ha nella parte finale del film. Sarebbe stato sufficiente lasciare intendere il rapporto tra i due solo con quello che già era stato raccontato nel film e avere una narrazione più asciutta o meglio ancora dedicare qualche minuto in più nel racconto del rapporto tra zia e nipote, così come tra i due amici. Leggendo questa intervista, tralasciando il solito vizio americano di tirare in mezzo le nostre paturnie sulla questione di genere, sembra che la produzione abbia spinto per lasciare comunque la storia sentimentale È indubbio che questo film rappresenti uno snodo fondamentale nella carriera di Shinkai, sperando che trovi le condizioni per prendere le sue decisioni artistiche senza compromessi. Quello che sta uscendo sempre di più invece nei film è quanto Shinkai ormai fonda la sue storie nella cultura, nella storia e proprio nei luoghi geografici del Giappone: dalla letteratura in "nel giardino delle parole" fino alle tradizioni religiose e culturali in Your Name e in Suzume. In Suzume si aggiunge l'attitudine on the road funzionale a mostrare tanti luoghi e persone diverse ognuno con le sue specificità. La novità è che con Suzume per la prima volta questi elementi diventano quelli centrali nella narrazione, contemporaneamente alla minore importanza data alla relazione tra i protagonisti. Non si può non notare come sta volta il grande disastro naturale è il terremoto, e come si citi direttamente l'11 Marzo del 2011 forse per la prima volta in modo così intimo indagando lo smarrimento di una bambina di 4 anni. Concordo con Shuji, è un film fortemente giapponese, di quelli in cui per quanto tu occidentale puoi sforzarti di conoscere la loro cultura o provare a calarti nei loro panni, sarai sempre un ospite. Ok per un appassionato di musica giapponese anni 70-80 il viaggio in macchina è stato una chicca favolosa. Yumi Arai, Yosui Inoue e soprattutto si è anche sentita questa perla zuccherosa Musicalmente ho apprezzato il passo indietro dei Radwimps, che si sono limitati ad una solida e bella canzone sui titoli di coda. Un altra scena madre con un loro pezzo credo sarebbe stata un po' troppo. Menzione per le musiche del film, tra le più pregevoli ascoltate negli ultimi anni.
    1 punto
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