La grande differenza tra Maison Ikkoku è altre opere belle e di valore che parlano di crescita umana nella società giapponese, secondo me è che Maison Ikkoku affronta un'età – la prima adultità – che è meno tipica in un mezzo espressivo che è comunque sempre principalmente rivolto verso la gioventù, ovvero il disegno narrativo (statico o animato).
Per dire, se facciamo il paragone tra uno manga come Maison Ikkoku e uno shoujo manga come Kimi Shina Iranai di Yoshizumi Wataru la differenza è abissale (anche se si parla sempre di "superamento della vedovanza"), e questo è ovvio. Yawara! è sicuramente un'opera importante, ma personalmente la vedo più vicina alle opere di quello che per me è un altro vero colosso del manga, ovvero Adachi Mitsuru. Maison Ikkoku resta veramente un'opera sui generis, secondo me, anche per la straordinaria, pressoché unica, capacità dell'autrice di mischiare caratterizzazioni serie e grottesche negli stessi personaggi. Benché Takahashi Rumiko abbia avuto grande riconoscimento internazionale, invecchiano e conoscendo più e più il Giappone e la sua società da più e più vicino mi sono ritrovato a pensare che proprio i suoi manga "classici" sian del tutto incomprensibili senza avere non dico una "profonda comprensione", dico una "genuina sensazione" della vita in Giappone. Ancor più di quelli di Takahata Isao, il cui realismo riesce a diventare anzi persino esplicativo, per chi ha la sensibilità per coglierlo. Guardando con attenzione Heisei TanukiGassen Ponpoko si uò cogliere, anche dall'esterno, qualcosa della società giapponese - per dire. Lo stesso con Hohoukekyou Tonari no Yamadakun. Persino con Jarinko Chie. Ma con Maison Ikkoku, secondo me, no. Con Maison Ikkoku la cognizione del Giappone è un prerequisito alla comprensione dell'opera. Senza quel prerequisito, credo, i contenuti dell'opera sono destinati a rimanere tragicamente segmentati. Il momento comico, il momento trgico, il momento romantico. Ma in realtà, tutto è fuso in ogni momento. Nelle caratterizzazioni grottesche di Ichinose Sanae, Yotsuya e Roppongi Akemi, c'è realismo. Inizia a pensarci quando un mio caro amico giapponese, un mio senpai grande amante dell'animazione mi fece notare che "Nei momenti buffi, Grandis [in Nadia] è Lum, perché oltre al canino ne ha le nevrosi giovanili, ma nei momenti seri è Roppongi Akemi, perché oltre al rsso dei capelli ne ha la cognizione della vita femminile". Questa cosa mi colpì. Diciamo che senza rivedere nei personaggi, negli ambienti, nelle situazioni di Maison Ikkoku i volti e i posti reali di cui quelli fittizi sono astrazione, coglierne il senso è secondo me del tutto impossibile.
Mi vengono ora in mente le lezioni di letteratura inglese in cui Nabokov diceva che comprendere Joyce è assolutamente impossibile senza essere stati a Dublino, e avere visto – quelli veri – i dubliners.