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  1. mi sono tolto lo sfizio di guardare questo film. a distanza di mesi perchè non mi è piaciuta la campagna pubblicitaria "al contrario" e soprattutto perchè se ne è parlato bene a dismisura, definendolo capolavoro solo perchè è un film ghibli di quel miyazaki che qualcuna l'ha anche azzeccata nella sua vita, ma imo per quel che ho visto delle sue opere (buona parte) non è mai stato nè un buon storyteller nè ha avuto chissà quali idee. il ragazzo e l'airone racconta la storia di mahito, un ragazzo che viene a contatto con un mondo sì di fantasia, ma concreto e scopre di appartenere ad una realtà temporale tra le tante al cui centro c'è una torre. questa torre è al centro di ogni flusso temporale e vi da accesso, anch'essa appartiene ad una realtà non immune al passare degli anni ed è in un certo modo gestita da un antenato del protagonista; in realtà quello della torre è un mondo apatico e corrotto, e proprio mahito decide di non raccogliere il testimone del suo antenato, che lo aveva scelto per continuarne la gestione, con il risultato di distruggerlo. teoricamente in questo modo mahito ha separato ogni realtà temporale, ed ogni creatura di fantasia perde le caratteristiche non naturali per diventare semplice animale. di per sè è una risposta a: come vivrai? ci sarebbe un leggerissmo, effettivo riferimento al romanzo a cui il film si ispira nel senso che se si pone l'antenato nel ruolo di chi ha deciso cosa fare nella sua vita, nel momento in cui chiede a mahito cosa vuole fare nella sua di vita il suo interlocutore gli risponde picche, ho altro che continuare a fare quello che fai tu. aka la mia vita, specie adesso che ho riconosciuto come tale una nuova madre (e anche qui ce ne sarebbe da dire e ridere per le modalità...) è un film semibiografico, come è stato più volte detto. quindi riferimenti alla vita di miyazaki nei termini di famiglia, storia del proprio paese e soprattutto i membri fondatori (ma non solo) di ghibli. se ne deduce che quest'uomo è stato guidato molto se davvero si rispecchia in mahito, perchè è un qualcosa che va ben oltre l'essere aiutati. se le premesse possono stimolare curiosità ed un interesse, specie nei fanboy dell'autore, il problema del film è che è molto piatto e soffre di sequenze spesso distaccate, non molto organizzate per essere scorrevoli nella loro sequenza. capolavoro, certo. in ultima, perchè 'sto film non vale poi così tanto come invece si è pubblicizzato, c'è la particolare figura dei parrocchetti deficenti, invasori, scagazzoni e assassini. non ho capito cosa rappresenterebbero. il primo pensiero va ovviamente al fascismo, ed il re dei parrocchetti sarebbe un duce. MA non regge con il giappone e se proprio vogliamo dirla come è nella realtà, QUALSIASI movimento od organizzazione di QUALSIASI genere ha bisogno di un leader che sia carismatico ed incarni determinati valori rassicuranti per i suoi follower; dunque l'apparenza di queste figure, anche se militarizzate, non è un testo preciso. ad un certo punto 'sti parrocchetti un po' antropomorfi tirano fuori dei cartelli con la scritta duch. anche qui, il primo pensiero va al duce; ma potrebbe essere duca. o anche quello che c'è escritto, che in russo significa spirito e si ricollega al comunismo. ecco, il film è un po' tutto come 'sta faccenda dei parrocchetti: ci sono riferimenti ma ne esce un discorso fumoso, incerto, indeciso e liberamente interpretabile. troppi WTF. molto buone le animazioni ma a parte i volti non mi sembra un prodotto ghibli. anche il tono è decisamente cupo.
    1 punto
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