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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 27/03/2026 in Risposte
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Sì, nella "mia" Encyclopedia delle VHS riportai il dato del contributo di Higuchi Shinji e del suo gusto "da commedia" che influenza quegli episodi (forse anche il 10?) così come influenzò i "capitoli isolani" (shima-hen) in Nadia. L'informazione proveniva dagli stessi materiali ufficiali del LD di cui ormai diciamo da un po'. :-) Nella scena "del futon" nell'ep9 (credo tu sia sia confuso, l'8 è Asuka, Rainichi) – Shunkan, Kokoro, Kasanete – Asuka chiama proprio "mama", che è la maniera davvero infantile che in giapponese si usa per chiamare la madre. Nel 1997, questa cosa ovviamente mi sfuggì. Nel dormiveglia, Asuka parla proprio come una bimba piccola – il che meglio giustifica il commento di Shinji, ma in effetti scopriremo in seguito, ep23, che i suoi ricordi della madre risalgono proprio a quell'epoca, come poi si confermerà nell'25', quando continua a riferirsi a sua madre come "mama". (Nota: "mama" non è tedesco (sarebbe "mutti", diminutivo vezzeggiativo di "mutter", come chi ha letto davvero "Il retrocasa", di Anne Frank dovrebbe ricordare). Questo episodio mi è molto caro perché ne parlai nel 2000 col sakkan Hasegawa Shin'ya, membro dei BePapas che ospitammo nel 2000 a Lucca Il carattere di Asuka non è "deciso", è "ostentatorio" – se ne saprà il perché: "e per questo, guardatemi!", ti ricordo. E poi è "competitivo" in modo purtroppo morboso/nevrotico. Ah, gli Eva conficcati a testa in giù riprendono non so quale immagine di bibbie apocrife, credo dei nephelim o degli angeli caduti, malachim. Nell'alterco tra Shinji e Asuka al debriefing, oltre al laconico commento di Ritsuko della situazione "buzama", Asuka apostrofa Shinji come "zuzushii", davvero il dizionario specifico è delizioso. "Zuzushii" (impudente) non è "namaiki" (impertinente), ha un tocco più altezzoso da nobiltà che parla del volgo. Per contro, Misato usa sempre il termine "sharakusai/jarakusai" (insolente), una parola che pare venisse da un manga in voga negli '80 di una "boss mafiosa ragazzina", l'idea di "sharakusai" è quella del boss che parla di subalterni che si prendono libertà indebite, tipo Doflamingo che dice "yokei-na koto bakari shiagatte!" (e si mettono a fare nient'altro che cose indebite!) :-) La questione della parola "bambino" è chiave. L'uso più significativo, per me, è nell'ep10, quando Misato e Ritsuko discutono dei desideri di "quei bambini" (ano ko-tachi), in merito allo stato bellico e alla gita scolastica. Misato ha cognizione della giusta infantilità dei children, Ritsuko no. Nel mio adattamento 1997~ l'avevo sempre elisa, ero giovane e l'uso di "bambino/i" mi pareva squalificante. invecchiato che fui, nel 2018-19, capii. Ah, Takahata! ;_; Ah, "kasaneru" vuol dire anche "ammucchiarsi", nel senso erotico. Lo stesso verbo viene usato via radio da Misato con Asuka e Shinji nell'entry plug dell'UnitàDue, da cui il frainteso imbarazzo della ragazzina. A fine episodio, Kensuke vede Shinji vestito con il plug suit di lei, e dice "iya~ na kanji!", cosa che ripeterà vedendo lei e lui vestiti appaiati nell'episodio successivo. Ai tempi (ancora: il 1997), la GAiNAX aveva online il suo antico sito, tipicamente da web 1.0 se non 0.9 — e questo scombiccherato sito aveva anche una ancor più scombiccherata controparte inglese (in seguito avrei anche scoperto chi l'aveva tradotto). Ebbene, in questo vecchio sito c'era anche una pagina delle "keywords dell'azienda", diciamo così. Chi si intende di WayBackMachine potrebbe forse divertirsi (?) a ritrovare quella pagina Web, comunque fatto sta che tra le parole/espressioni chiave della GAiNAX c'erano anche "Nigecha dame da!" e "Iya~na kanji!". La seconda di queste espressioni è forse ancor meno univocamente traducibile della prima, anzi, lo è di certo. In ogni caso è una frase di repulsione, di rifiuto, che sarebbe tipo: "Che senso di disgusto!", o "Che sensazione sgradevole!", ma è meno elaborata, quindi tipo "Aaah, che orrore!", o "Aaaah, che disgusto", o forse meglio ancora: "Aaah, mi fa senso!". Magari ci siamo capiti. I più attenti penseranno forse che è un'espressione molto affine a quella conclusiva dell'originale film conclusivo di Evangelion, ovvero il celeberrimo "Kimochiwarui...!" di Asuka, che però trovo più univocamente significante se reso in un liscissimo "Che schifo.". OMAKE: ti/vi svelo il segreto del plurale "children" usato come singolare. Galeotto fu il traduttore automatico e chi lo usò. La parola kodomo è, in giapponese, pressoché un sostantivo collettivo: ko-domo, dove "ko" è il piccolo, il cucciolo, il figlio, e "domo" sarebbe una particella pluralizzante. in buona sostanza "kodomo" vorrebbe dire "prole", ma si usa anche per la prole unigenita. In giapponese, i children sono ciascuno un "kodomo". Ma siccome a rigore linguistico sarebbe una forma pluralizzata, un traduttore automatico novantino lo rende come children, appunto, non come child. OMAKE^2: anche "shito" è invero un termine dalla sfumatura collettiva, come "il seguito", "il codazzo" (di discepoli, di accoliti) di un maestro. Tenshi, al contrario, è del tutto individuale. :-) Quella battuta l'ho capita in tre tempi dell'arco di boh, vent'anni. Perché è un gioco di parole complesso. Tanto che nel copione ufficiale rivisto per le lavorazione di ridoppiaggio "Netflix" la battuta è stata scritta in modo glossato rispetto ai copioni originali. Dunque, il dialogo della scena: トウジ:しかし、シンジの奴どないしたんやろ? ケンスケ:学校を休んで、もう三日か。 トウジ:あれ? イインチョやんか。 ヒカリ:3バカトリオの二人… トウジ:なんでイインチョがここにおるんや? ヒカリ:惣流さんのお見舞い。あなたたちこそどうしてここに? ケンスケ:碇君のお見舞い。 トウジ:なんでここで止まるんや? ケンスケ:なんでここで止まるんだよ? ヒカリ:なんでここで止まるの? シンジ・アスカ:はーい! トウジ:う、う、裏切りも~ん! ケンスケ:またしても今時ペアルック、イヤ~ンな感じ! シンジ・アスカ:こ、これは、日本人は形から入るものだって、無理矢理ミサトさんが… ヒカリ:ふ、不潔よっ! 二人とも! シンジ: ご… 誤解だよ! アスカ: ご… 誤解だわ! ヒカリ:五階(誤解)も六階もないわ! Contesto: Touji e Kensuke si recano da Shinji, che si assenta da scuola, per visita all'ammalato – di ordinanza scolastica (お見舞い, omimai). Altrettanto fa la capoclasse Hikarichan, per Asuka. I tre si incontrano perché il recapito fornito è il medesimo, ma loro non lo sapevano. TOJI Comunque… ma a Shinji che sarà capitato? KENSUKE Sono già tre giorni che si assenta da scuola…! TOJI Ehi ma, la capoclasse…? HIKARI I due del trio degli stupidi…! TOJI E com’è che ti trovi qui, capoclasse? HIKARI Faccio visita alla signorina Souryuu. Voi piuttosto, come mai siete qui? KENSUKE Facciamo visita a Ikari. TOJI Com’è che ti fermi qui? KENSUKE Ma come mai ti fermi qui?! HIKARI Come mai vi fermate qui? SHINJI+ASUKA Sìììì! TOJI Tr… tradi… traditore…! HIKARI (FIATI) KENSUKE E ad oggi vestiti abbinati una volta ancora! Diii-sgustoso! ASUKA+SHINJI A-a questo… ci ha costretti la signorina Misato, dicendo che i giapponesi cominciano dalla forma esteriore…! HIKARI (FIATI) S-siete osceni! Tutti e due! ASUKA È… è a un secondo piano! SHINJI Ma è… è a un secondo piano! HIKARI Non siamo né al secondo piano né al terzo! Dunque, la parte in rosso. Nelle traduzioni dell'epoca, mi avevano dato: "c'è un malinteso" -> "c'è un limite a qualsiasi malinteso!". Retroattivamente, Jouji – che subentrò in traduzione proprio col blocco di episodi successivo, mi spiego il 50% dell'inghippo: Asuka e Shinji dicono agli scandalizzati Tuoji e Kensuke "goukai da ha/yo!" (誤解, gokai = fraintedimento), ma Hikari risponde "gokai mo rokkaimo nai ha!" dove go e roku (五, 六) sono "cinque" e "sei", quindi Jouji mi disse che per gioco di parole significava "non c'è né cinque né sei!". Mi sembrò di capire, e pensai a un gioco di parole tipo: "C'è un fraintendimento" > "Ma che fraintendimento e fraintendinaso!"), però ancora non avevamo capito. Capii anni e anni dopo, nell'ascensore di Animate a Akihabara. Tipicamente la vocina registrata "chiama" il piano su cui va a riaprirsi la porta. Giunto al quinto piano, sentii: "gokai desu." (五階です) Quindi capii che Hikari non fa una battuta: nella sua ingenuità ha proprio inteso 誤解だは (gokai da ha = c'è un malinteso) come il suo omofono 五階だは (gokai da ha = è il quinto piano), solo che all'inizio della scena la regia inquadra il contapiani interno all'ascensore e no, l'appartamento di Misato 五階(誤解も六階もないわ! "gokai mo rokkai mo nai ha!" -> non è né il quinto né il sesto piano. Quindi ho cercato di rendere questo doppiosenso con l'idea un po' francese di dire che una questione, una faccenda sia, rispesso a quel che sebra o si crede di primo acchito, "su un altro piano/livello " (di discussione/intendimento). Col senno di poi, non è affatto chiaro. Non che mi fosse sembrato mai molto chiaro. Avevo molto pensato se usare il termine "piano" o "livello". Rileggendo ora, forse userei una polisemia ulteriore, usando "piano" in bocca a Asuka e Shinji come sinonimo di 2strategia". verrebbe così: ASUKA È… è per il secondo piano! SHINJI Ma è… è per il secondo piano! HIKARI Non siamo né al secondo piano né al terzo! Che ne diresti? Il primo piano era quello fallito, l'interettazioe di Israfel sulla spiaggia della baia. Il secondo piano sarebbe l'attacco sincronizzato. Meno fedele, ma forse più funzionale? --- Poi, il dialogo della scena notturna con Misato e Ritsuko al Geo-Front, per me uno dei più belli e significativi di tutta la serie: リツコ:はい。 ミサト:あ、ありがとう… リツコ:今日は珍しく素面じゃない? ミサト:う、うーん、ちょっち、ね… リツコ:仕事? それとも、男? ミサト:う… いろいろ。 リツコ:ふーん。まだ好きなのかしら? ミサト:ぶっ! 変な事言わないでよ! 誰が、あんな奴と! ミサト:はぁ… いくら若気の至りとはいえ、あんなのと付き合っていたなんて、我が人生最大の汚点だわ。 リツコ:私が言ったのは加持君が、よ。動揺させちゃった? ミサト:あんたねぇ~! リツコ:怒るのは図星を突かれた証拠よ。 ミサト:むぅぅ… リツコ:今度はもう少し素直になったら?8年前とは違うんだから。 ミサト:変わってないわ。ちっとも。大人になってない。 ミサト:さぁ~て、仕事仕事 ! 明日は決戦だもんねぇ~! Contesto: in vista della battaglia decisiva del giorno dopo, Misato passa la notte al lavoro (lasciando "i bambini" da soli in casa per la notte, appunto), cosa per lei del tutto inusitata. Ovvio che abbia un incontro con Ritsuko, che al GeoFront ci vive, tra caffeina, tabacco e fogge feline, da workaholica e amante clandestina del comandante supremo. RITSUKO Prego…! MISATO Ti ringrazio! RITSUKO Oggi sei insolitamente sobria…! MISATO Mmh…! Un pochitto…! RITSUKO Il lavoro…? Oppure, magari… un uomo? MISATO Di tutto un po’…! RITSUKO Mmmh…? Che provi ancora amore, chissà? MISATO (SPUTA) Non dire stramberie! Ma chi mai…? Per un tizio simile! Aaah… per quanto si voglia dire di eccessi giovanili, l'essermi messa con uno come lui… è la più grande macchia nella mia vita! RITSUKO Guarda che io mi stavo riferendo a Kaji, eh…! Te ne sei turbata? MISATO Ma insomma, tu! RITSUKO Arrabbiandoti dai prova che ho colto nel segno! MISATO (VERSO) RITSUKO E se questa volta tu fossi un pochino più schietta…? Dato che le cose sono diverse, da otto anni fa. MISATO Non sono affatto cambiate… neanche un po’…! Non diventiamo adulti. Duuu-nque… al lavoro, al lavoro! Che domani c’è lo scontro finale! A parte il commovente, perché delicatamente auto-ironico, uso serio del "pochitto", il gioco di parole gira proprio come dicevi: nell'impersonalità tipica della lingua giapponese, Ritsuko tende un tranello linguistico a Misato: lei parla di Kaji, Misato reagisce subito sbottando in una accalorata negazione come se l'amica stesse parlando di lei. Qui mi sono dovuto affidare a congiuntivo, dove seconda e terza persona del tempo presente sono uguali. Mi ha aiutato che la terminazione originale -kashira, è di un'interrogativa dubitativa. Oltre a ciò, il dialogo che segue, gli sguardi, parla di un'onesta auto-comprensione quasi disarmante. La cuspide dell'otaku che ha coscienza di sé. Sceneggiatura meravigliosamente umana, impeccabile. Altri momenti di questa levatura ci saranno, ma non così tanti. Snì. Premettendo che ho una predilezione adulta quanto tardiva per la cultura toscana (dono della mia consorte, storica dell'arte appassionata di rinascimento e michelangiolista feroce, fiera e ferina), nel tempo ho imparato a distinguere e apprezzare le peculiarità interne di luoghi vicini ma così campanilistici. I luoghi come luoghi, ma ache come storia e quindi mentalità, tratti endemici in toto. La storia dell'arte è davvero antropologia storica sedimentata e materica. Questo interessa anche un prosaico come me. PIsa mi colpì già alle prime toccate per missioni alla Scuola Normale. Ovviamente la mia consorte è innamorata di Firenze, ma di per me colsi in Pisa uno spirito meno ostentatorio, più spirituale, più popolare ma austero, che sentii più affine al mio animo. Non si tratta di mero stile architettonico. Poi, tornando per un soggiorno vaticinato da un mio caro nuovo amico del luogo, e soggiornando nel meraviglioso hotel storico Royal Victoria, sul lungarno, mi ritrovi pressoché commosso. Come pure Santa Maria della Spina, con le statue dei Pisano e i commenti di John Ruskin, A parte Chimenti Special e la Casa della Panna, al museo di San Matteo davvero mi parve di trovare l'anello mancante tra l'iconografia classica e quella del primo rinascimento, con un'annunciazione scultorea dove San Gabriele è Mercurio, Maria (betullah) è Proserpina (la kore) - palesemente. E poi questo capolavoro del mio amatissimo Ghirlandaio, lui fiorentino, che secondo me esalta la composizione di Filippo Lippi (padre) a un livello già pre-michelangiolesco. Ma soprattutto, per me, quegli sguardi dolci, gentili, del tutto aggraziati racchiudono l'anima dei pisani: Proprio questo ti ha "tradito", per me, oltre al "bellino". Questa tua gentilezza aggraziata. Infatti avevo quotato anche la riga prima al "ballino" non per caso. Ganzetto, eh? :-) Non hai un avatar, ma di mio ho sempre intesto "gingerbread" come una versione breve di "gingerbread man cookie": E non è marzapane, no. Quello sarebbe pasta di mandorle! :-) A tale proposito, ti lascio con un indivinello (in metro) scritto da me: Ci sono due specialità italiane che sono invero siculo-toscane; sono entrambe squisite e saporose e s'incontrano su bocche golose; due eccellenze nate dal ragionare, tu le conosci, ma le sai nomare? – gc26 Il mio amico pisano, che vive, lavora e ha famiglia in Giappone, ci si arrovella da settimane. Lui è la più dolce, gentile e aggraziata delle persone, e gli devo il più bel complimento mai fatto al mio lavoro: "Quando mi trasferii in Giappone, l'aver visto i film Ghibli coi tuoi adattamenti mi ha aiutato, facendomi sentire meno estraniato." Sì, anche se dato che nell'animazione Kaworu di fronte al gigante cambia espressione verso il diniego, credo che gli animatori avessero animato la sua presa coscienza dell'inganno subìto. Uno è felice nell'essere di utilità! (cit.) – magari nei prossimi tempi si colmeranno anche lacune, in ogni caso tornerò ad analizzarne i contenuti. :-) PS-EDIT: ringrazio tutti coloro si sforzano e sforzino di leggermi nonostante i miei copiosi, fastidiosi, inevitabili refusi.1 punto
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Meno male che Maison Ikkoku lo ho recuperato nei mesi scorsi, mi manca solo la ristampa del 7, pazienza che aumenti di 2 euro. Mi rode di più che caso mai ristampassero Touch e Rough porterebbero pure quelli a 9 euro, ma rimangono sempre dei brossurati più grossi senza sovracoperta. Certamente meglio dei vecchi brossurati stile one piece, ma stiamo pure nel 2026, non è che si può fare il paragone sempre con la roba al ribasso.1 punto
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Io da bravo fan ho fatto già il mio dovere ai tempi comprando tutto, ma sembra quasi che chi ha sempre sostenuto sto mercato venga preso a calci in faccia. (Non mi riferisco naturalmente a Flashbook)1 punto
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