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Arlec

Pchan User
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Tutti i contenuti di Arlec

  1. Arlec

    FRIEREN - Oltre la fine del viaggio

    Visto l'episodio 23. Mah... sono molto deluso. Sarà che gli episodi ambientati nei dungeon non li ho mai sopportati, ma quest'ultimo mi ha fatto veramente cagare. Potavano decisamente inventarsi qualcosa di meglio per questa seconda prova. Sembra quasi un filler per quanto è piatto e banale... e il finale non mi fa ben sperare neanche per il prossimo.
  2. Ricordo benissimo, da quando decenni addietro frequentavo il forum di Ivo che lui stesso aveva riconosciuto l'errore commesso nell'adattamento storico riguardante l'utilizzo del termine "vestigia" per indicare le sacre armature. E' quindi allucinante che, per restare fedeli al doppiaggio storico, questi abbiano ripreso ad utilizzare un termine che oramai tutti sanno essere errato se utilizzato con quel significato (che appunto non gli appartiene). Stanno fuori di testa...
  3. Arlec

    FRIEREN - Oltre la fine del viaggio

    Comunque non riesco a smettere di guardare questa clip: Una delle scene più sgrave della serie, insieme alla sconfitta di Aura.
  4. Arlec

    FRIEREN - Oltre la fine del viaggio

    A me ha ricordato parecchio anche l'esame per diventare Chunin... Ma è Kishimoto che si è ispirato a Togashi o viceversa?
  5. Arlec

    FRIEREN - Oltre la fine del viaggio

    No. Le due cucciole yuri sono meravigliose. Fern è espressiva come una bambola gonfiabile. E con questo commento idiota mi inserisco anch'io nella discussione su questo magnifico anime, che per me è già nell'Olimpo delle serie più belle di sempre.
  6. Arlec

    Il Castello Errante del Frusciante ^__^

    Frusciante Crybaby E' uscita una mini recensione del Frusciante dedicata ad una serie animata, cosa abbastanza insolita perché di solito si limita ai lungometraggi, ma evidentemente stavolta ha fatto uno strappo alla regola trattandosi di un adattamento di Devilman, ad opera di Yuasa: una serie (quella di Devilman) ed un autore (Masaaki Yuasa) che il Frusciante ama tantissimo. Personalmente ritengo che l'unico problema di questa serie su Devilman, sia di non essere il Devilman di Go Nagai. Certo dal manga riprende moltissimo, ma il tutto viene filtrato attraverso la sensibilità di Yuasa, che non si limita ad attualizzarlo, ma lo fa suo; lo trasforma appunto in una sua creazione, che quindi conserva molti elementi dell'originale, ma ne contiene anche molti che gli sono estranei. Il risultato finale è una bella serie, che è piaciuta a molti, ma non è ancora la serie che tutti gli amanti di Devilman aspettavano, ovvero un adattamento davvero fedele al manga di Go Nagai.
  7. Riporto un brano dell'intervista a Tsukasa Hojo, appena pubblicata su animeclick, che risponde alla domanda che ho fatto più sopra (ora cito me stesso ^__^): Questo film porta al cinema un arco narrativo cruciale di City Hunter. Qual è la cosa che non vede l’ora gli spettatori ammirino per la prima voluta sul grande schermo? "Come rivelato nei primi trailer, in questo film Ryo affronta l’Unione Teope, guidata dal suo più grande nemico: Shin Kaibara. La prima battaglia sta per iniziare, dando il via a questo racconto che lo vede combattere contro questa organizzazione. In merito all’adattamento, ero ansioso di lasciare un margine di libertà rispetto al manga, anche se questo avrebbe significato introdurre elementi nuovi, cosa che a me piace molto." ________________________________________ Dunque l'arco narrativo non si concluderà con questo film, che ne rappresenterà solo la "prima battaglia". Finalmente una buona notizia.
  8. Lo vedrò anch'io, per le stesse ragioni, anche se con aspettative e interesse pari a zero. Tanto son solo una quindicina di episodi di merda. Certo è scandaloso come riescano a copiare persino da GT...
  9. Avevo dimenticato che c'era pure Lupin... Assurdo.
  10. Io non ho ancora capito se questo è il primo capitolo di una saga finale, che poi si ricollegherà al manga quindi alla storia di Mick Angel e allo scontro finale con Kaibara, oppure se hanno riscritto tutto alla cazzo di cane per concludere la storia con questo film. L'idea comunque di trasformare la Angel Dust da droga sperimentale in... nanomacchine (???), mi sembra una minchiata ingiustificabile a livello narrativo, e non mi fa ben sperare sul risultato finale.
  11. Arlec

    Il Castello Errante del Frusciante ^__^

    E' uscita la recensione del Frusciante su Lamù: Beautiful Dreamer, che gli avevo chiesto tempo fa.
  12. Arlec

    Il Castello Errante del Frusciante ^__^

    Adesso ho capito. Comunque, per tornare al video, tu dici che l'uso dell'aggettivo "complesso" da parte di Dario Moccia è sbagliato, ma lui lo usa in riferimento alla molteplicità degli elementi artistici, narrativi, allegorici, ecc. che Miiyazaki inserisce nel film. Quindi non mi sembra che il termine "complesso" sia usato a sproposito.
  13. Arlec

    Il Castello Errante del Frusciante ^__^

    Insisto col vocabolario (stavolta Treccani) Complèsso - Che risulta dall’unione di più parti o elementi (contr. di semplice): una questione c., un ragionamento c.; che ha diversi aspetti sotto cui si può o si deve considerare e di cui bisogna tener conto: è un problema c.; multiforme, complicato: l’uomo è creatura c. (Lambruschini); commedia con intreccio assai c.; o eccessivamente elaborato, e quindi involuto, non facile, di comprensione non immediata: un periodare complesso.
  14. Arlec

    Il Castello Errante del Frusciante ^__^

    Beh, pochi anche interessati a dimostrare la correttezza delle proprie espressioni... Mi rimproveri di aver citato da un "banale vocabolario", ma è comunque più di quanto abbia fatto tu, che hai dato una definizione senza neanche preoccuparti di indicarne la fonte. Se hai dei testi più adeguati rispetto al mio banalissimo vocabolario cita da quelli, e poi ne riparliamo.
  15. Arlec

    Il Castello Errante del Frusciante ^__^

    Ho trovato questa definizione sul sito di un medico nutrizionista. «L'essere umano è un sistema COMPLESSO e non COMPLICATO. Quando qualcosa è COMPLICATO si può arrivare ad una soluzione attraverso una logica, uno schema, un algoritmo, come può essere ad esempio la costruzione di un razzo spaziale. Vale a dire che ad un input corrisponde un output, ossia ci si aspetta che per un dato stimolo si abbia una determinata risposta calcolabile e/o prevedibile, quindi LINEARE. La COMPLESSITA' dell'essere umano invece è qualcosa di DINAMICO e NON LINEARE, vale a dire che per un dato stimolo, esterno o interno, il sistema risponde in maniera diversa, si adatta, comunica tra le parti e genera delle risposte con sfumature spesso molto differenti, che possono essere immediate, ritardate o manifestarsi a distanza di molto tempo.» Quest'altra definizione invece è di tipo etimologico. In entrambi i casi, mi sembra che l'ultilizzo fatto da Dario Moccia del termine "Complesso" sia corretto, proprio perché riferito ad una struttura narrativa "non lineare" ma appunto "intrecciata", che non viene "di-spiegata".
  16. Arlec

    Il Castello Errante del Frusciante ^__^

    Questa non l'ho capita (manco quell'altra in verità ^__^) Poi un giorno me la spieghi ^__^
  17. Arlec

    Il Castello Errante del Frusciante ^__^

    DARIO MOCCIA SU "IL RAGAZZO E L'AIRONE". E' appena uscito un video di Dario Moccia (che piazzo qui perché è amico del Frusciante e per non disseminare di video il forum) che risponde alle critiche, a mio parere ridicole, che una parte del pubblico ha rivolto all'ultimo film di Miyazaki, accusandolo di essere eccessivamente ermetico, autoreferenziale, ecc. ecc.
  18. Non ci credo che spendono soldi per doppiare Soul of Gold... Sono senza parole.
  19. Beh, il sogno di molti era un tutti contro tutti in champions league, che a questo punto non vedremo mai. D'altra parte la qualità della storia era talmente degenerata che non si poteva davvero seguire. Avrebbe dovuto concludere molto prima, o imprimere alla storia una direzione diversa.
  20. Chiamarlo chiavica è un eufemismo... è uno degli anime meno animati di sempre, e per giunta disegnato coi piedi. Io lo seguo perché sono un fan incallito, perché questa è la mia saga preferita e sono vent'anni che ne attendo un remake fedele al manga (Road to 2002 non lo considero perché è il male assoluto), ma ciò non toglie che oggettivamente questa serie è spazzatura (si salvano solo le ost).
  21. Arlec

    Il Castello Errante del Frusciante ^__^

    Fico, mi piacerebbe vederlo in azione un programma del genere; ti ricordi come si chiama?
  22. Arlec

    Il Castello Errante del Frusciante ^__^

    Ma questo effetto si potrebbe ottenere solo con un oggetto in 3d, cosa che tu stesso neghi più avanti, parlando non di 3d, ma di "cgi applicata all'animazione". Io comunque ho appena rivisto il trailer al rallentatore e, nelle scene di movimento senza troppi effetti speciali, l'animazione mi sembra fatta con intercalari tradizionali, ovvero realizzati manualmente. Si vede la differenza fra un fotogramma e l'altro, si vede che sono disegni diversi e non una roba perfettamente fluida come dicevi tu. Ovviamente, dovrei osservarlo ancora meglio per esserne sicuro, ma l'impressione è di essere di fronte ad una animazione tradizionale, per quanto sicuramente arricchita con mille tecnologie digitali. D'altra parte, da quanto ho capito, questo dovrebbe essere il film più costoso nella storia dell'animazione giapponese... ci mancherebbe pure che non sembrasse fluido fino all'inverosimile.
  23. Arlec

    Il Castello Errante del Frusciante ^__^

    A proposito delle tecniche di disegno e animazione utilizzate dallo studio Ghibli nei film di Miyazaki a partire dal nuovo millennio, ho trovato un interessante articolo sul sito italiano dello studio Ghibli. Il riferimento è alla Città Incantata, ma penso che la tecnica utilizzata per la realizzazione de "Il ragazzo e l'airone" a grandi linee sia rimasta la stessa (correggetemi se sbaglio). Riporto per intero il testo dell'articolo, tanto è abbastanza breve. LA CITTÀ INCANTATA, TRA ANALOGICO E DIGITALE Per La città incantata, la Ghibli Studio ha utilizzato la stessa tecnica digitale già impiegata per il lungometraggio precedente, My Neighbours the Yamadas di Isao Takahata. Alla Ghibli però, a differenza della Pixar, non si lavora solo ed esclusivamente al computer. Tutti i disegni, i protagonisti e le ambientazioni, sono prima realizzati a mano e poi vengono scannerizzati e tradotti in formato digitale. Soltanto le rifiniture, l'animazione e la scelta dei colori finali vengono generati dal computer. La Ghibli ha creato la posizione di “Direttore delle immagini digitali” e ha assunto Okui Atsushi per ricoprirla. Okui traduce in forma digitale il lavoro fornito da ogni singolo dipartimento, aggiungendo poi i movimenti della macchina da presa e gli effetti speciali. “La digitalizzazione dei disegni ha cambiato totalmente la nostra maniera di lavorare” commenta Okui Atsushi. “Quando lavoravamo con la celluloide, era difficile aggiungere gli effetti all'immagine, soprattutto quando ce n'erano tanti. Grazie alla tecnica digitale, possiamo modificare i disegni originali senza alcun problema. Qualunque errore può essere facilmente cancellato. La fase essenziale del procedimento è la scannerizzazione dei bozzetti. Il nostro obiettivo è creare una pellicola facendo una sintesi delle immagini, migliorando la qualità dell'animazione e cercando di armonizzare al meglio le immagini disegnate a mano e la grafica generata dal computer. La tecnica da noi utilizzata si è rivelata particolarmente efficace in termini di regolazione della luminosità di un'inquadratura o quando si tratta di produrre un effetto dinamico isolando il movimento del personaggio. Il nostro obiettivo non è far scomparire il disegno a mano perché ha una qualità unica che vogliamo assolutamente mantenere; è per questo che utilizziamo tutti gli strumenti dei quali disponiamo per sottolinearne la ricchezza visiva”. Infatti, solo poche inquadrature e gli effetti speciali vengono elaborati al computer. L'idea di Hayao Miyazaki è prendere gli aspetti migliori del connubio tra tecniche moderne e metodi tradizionali. Per esempio, il fumo e la foschia, inizialmente dipinti in modo analogico, sono stati migliorati al computer mentre la statua di pietra dell'uomo (che rappresenta il Dio dei viaggiatori) che si vede all'inizio del film è stata concepita interamente in 3D. La maggior parte delle scene acquatiche, (soprattutto quelle ambientate alle terme) e la scena dell'apertura della porta a casa di Zeniba sono state realizzate interamente con la tecnica digitale”. “Personalmente, ritengo che sia necessario suddividere il lavoro per ottenere un'immagine di qualità”, riflette Atsushi Okui. “Tuttavia, lavorando in questo modo sorgono molti problemi di uniformità, soprattutto per quanto riguarda i colori. Potrebbe sembrare una cosa banale, ma quando si tratta di regolare il monitor di un computer, i colori possono cambiare. Immaginate la complessità della situazione quando si lavora simultaneamente su dozzine di schermi che hanno tutti delle regolazioni leggermente diverse”. Per superare questa difficoltà, Atsushi Okui ha messo a punto un “sistema per la gestione del colore” che verifica automaticamente la quantità di colori modificati dal computer. “Nei primi film prodotti dalla nostra società, la fase dell'integrazione degli effetti speciali consisteva semplicemente in un ciclo di ritocchi finali. La tecnica digitale ha portato con sé una nuova fase creativa che è molto più stimolante. Sono fermamente convinto che con La città incantata, la Ghibli Studio e forse un piccolo settore dell'industria dell'animazione, siano entrati in una nuova era”. (https://www.studioghibli.it/la-citta-incantata-tra-analogico-e-digitale/)
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