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Quetzalcoatl

Pchan User
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  1. Ma figuriamoci se io sia tanto inflessibile (o disperato) da impuntarmi sull'uso di un termine specifico: stupido, ridicolo, avevo capito benissimo, e infatti io che ti ho detto? -ma guarda che non mi riferivo alla "storia"...-. E adesso mi devi spiegare lo scopo di estrapolare una frase, una generalizzazione a cui, presa a se , si può attribuire praticamente qualsiasi significato, senza prestare la minima attenzione (perché è la conclusione a cui mi fai arrivare) al contesto in cui è inserita e fa da preambolo. E' poco chiaro? Troppo compiaciutamente arzigogolato? Sintetizzo con con un più semplice "To aru Hikuushi e no Tsuioku è un film ridicolo e lo è nella sua maniera di raccontarsi."
  2. ma proprio no! Io ho sempre parlato di metodo, forma, narrazione (ne contesto o mai contesterò una semplicità ben rappresentata), e senza entrare realmente in merito alla sostanza. Non so esattamente quando ti sei perso ma riparti da questo punto per la nuova filippica.
  3. Vediamo di usare un approccio più diretto va'. To aru vattelappesca è un film stupido. Lo è nel sua missione di elevare su un piedistallo i due protagonisti con il semplice contraltare di figure abbozzate, grottesche, polarizzate con una faciloneria disarmante. Non c'è impegno alla visione perché la sceneggiatura indica già allo spettatore cosa deve pensare e provare e per chi, senza che la cosa venga messa mai minimamente in dubbio. Come appunto nel concetto di favola moderna dove non c'è niente che deve nuocere allo spettatore o lasciarlo dubbioso su ciò che guarda. Che ciò ne faccia un lavoro "onesto" e privo di molte delle imbecillità che oggi si da per scontate nelle produzioni animate (però non parliamo di un prodotto seriale, e nei film non è poi così scontato...) ci può stare, che questo basti ad elevarne o anche solo a concedergli valore è tutto da dimostrare nel momento in cui pregi reali non se ne vedono (o almeno io non ne vedo, e valutare qualcosa solo per ciò che "non è" non fa per me). Senza andare a scomodare la bibliografia della letteratura guerresca, e riprendendo le esatte parole scritte da me sopra mi pare ridicola la resa di un conflitto (chi se ne sbatte delle motivazioni alla base?) dove un nemico avvolto in un aura di quasi invincibilità si fa mettere nel sacco, e fa di tutto per aiutare la cosa, ogni volta che si arriva alla resa dei conti, nella maniera più idiota possibile (e spesso anche d più). E solo per spettacolarizzare sulle doti del protagonista in maniera facile. Non capisco neanche il discorso umanità, vedo solo un tot di vicende alquanto stucchevoli (e se non lo sono non so proprio cosa possa esserlo), che tendono solo a rimarcare la purezza e la positività dei protagonisti, in contrasto col conflitto, con la bestialità grottesca (ma più che altro caricaturale nella resa generale, non si riesce a prendere proprio sul serio) che li circonda, con la loro estrazione sociale. Ma non mi pare di vedere cura o la benché minima sottigliezza nel farlo, noto solo una rituale estremizzazione idealistica (sì una stereotipazione maldestra in sintesi), che con il concetto di umanità proprio non riesco ad accostare.
  4. Non sono certo il maggior fan di Hosoda su questo pianeta (specie se parliamo di SW) ma la chiusura sulla mancanza di calore umano rispetto a sto coso mi è parsa veramente gratuita e immotivata. Diciamo che il film è una favoletta, ci sta, di quelle che in epoca mass media sono ormai edulcorate di ogni messaggio o sfida per lo spettatore se non si parla espressamente di una retorica spicciola e conformista (la guerra succhia, viva l'ammore). E' un lavoro senza nessun carattere che ha nel suo punto di forza il pietismo verso i protagonisti costretti in un mondo caratterizzato da figure grossolane, subito e comodamente riconoscibili come totalmente negative salvo le varie spalle di rito (l'amico disinteressato, l'ufficiale integerrimo, il nemico del destino). D'altro canto il protagonista è un fesso che adora essere preso a calci (metaforici e non) e se i suoi antagonisti fossero un minimo caratterizzati la cosa sarebbe fin troppo palese, mentre così magari a qualcuno potrebbe anche far pena. Il conflitto è rappresentato in maniera ridicola, la fazione del nostro eroe è guidata da tali idioti che non si capisce come faccia ad esserci ancora una guerra, il nemico è rappresentato in maniera oppressiva, quasi invincibile, ma a conti fatti sembra sempre fare di tutto per facilitare la fuga dei due piccioncini, e quando proprio non sembrano esserci scappatoie, beh se le inventano! Tutto ovviamente condito con zucchero e cannella. D'altro canto... quando valuta un qualcosa per ciò che non è piuttosto per quello che è/fa è più un segno di resa che non un attestato di fiducia.
  5. Quetzalcoatl

    Uno sguardo verso il futuro

    Purtroppo non conosco le novel (volendo i primi 3 volumi o quasi si trovano tradotti per chi vuole dedicare qualche secondo ad una ricerca su BU) ma essendo passato tempo non ricordo bene quanto dell'originale era stato adattato (e anche a voler controllare MI ora è defunto). Di sicuro il finale (l'amnesia di Doujou) era originale e se non ricordo male la serie copriva più o meno tre volumi (nell'edizione DVD era stato anche recuperato un capitolo omesso per presunta pericolosità per una trasmissione televisiva) però non ne sono affatto sicuro. Senza contare che se di seguito si parla tocca capire come si ricollegheranno alla trama dopo averla cambiata. Non che sia una cosa nuova o insuperabile.
  6. Quetzalcoatl

    Uno sguardo verso il futuro

    A naso mi verrebbe da dire che è l'adattamento del quarto (e, spinoff esclusi, conclusivo) volume della serie: Toshokan Kakumei. Però onestamente non mi ricordo quanto e cosa avesse coperto la serie TV dell'originale, non che le notizie a riguardo siano mai state tante.
  7. Quetzalcoatl

    Uno sguardo verso il futuro

    Un trailer per Shibasaki's return (o Toshokan Sensou: Kakumei no Tsubasa se preverite) Bene perché cominciavo quasi a non sperarci (se butta bene magari lo si potrà vedere per natale...)
  8. Quetzalcoatl

    MEDAKA BOX

    PV per chi vuole deliziarsi con la voce della protagonista http://yaraon.blog109.fc2.com/blog-entry-7854.html
  9. Mi pareva che la mamma di Madoka si chiamasse Yurikano, ma dopo una notte di sonno ne sono meno convinto. Stasera controllo meglio, ma la parentela la do quasi per scontata (anche per il poco che si sa su Madoka).
  10. Beh quella è la mamma di Madoka, quindi non è che ci possano essere poi tutti sti dubbi.
  11. Quetzalcoatl

    NisioMonogatari

    Io a dire il vero non ho sono proprio sceso sul discorso in merito alle scelte di adattamento effettuate. Parlavo di scelte opinabili (ma non per questo illegittime) di produzione. Ma ok, se partiamo dal presupposto che un soggetto ben scritto non va riarrangiato, come è da interpretare allora che Nise venga trasmesso prima di Kizu eppure presupponga la conoscenza di questo in quanto a caratterizzazione di personaggi e avvenimenti? Non è che si parli di mancare una gag, quello è un dettaglio ininfluente, ma di arrancare nel tentativo di interpretare dettagli che la narrazione da invece per scontato che si conoscano (che già di suo Ishin non è affatto semplice da seguire). La cllocazione naturale di Kizu era il periodo natalizio e io davo quasi per scontato che il film venisse proiettato in quel periodo, la ragione per cui ciò non sia avvenuta forse non è neanche così difficile da trovare (più che di un iperbole della produzione saranno stati i problemi per il terremoto). Non direi, o almeno non era ciò di cui parlavo. Quello è indubbiamente un modo di richiamare attenzione, presuppone un pubblico già preparato e abituato a stile e personaggi. Ishin d'altro canto credo sia più celebre per le partenze diesel (se non addirittura inconsistenti). Io mi riferivo ad una fenomologia precisa, che è quella di abbellire o almeno rendere il più accattivante/appariscente possibile il primo episodio (o il primo paio), in modo da fungere da mega vetrina per attirare più facilmente il pubblico (che in genere di pazienza ne ha poca), ma anche perché è quello che viene presentato agli sponsor spesso molto prima della trasmissione effettiva. Tutti i soggetti originali tendono a seguire questo pattern, anche gli adattamenti dai manga più o meno si adeguano (perché i manga, almeno quelli che vengono adattati, seguono la stessa regola), in generale però si cerca in ogni caso di lavorare sulle qualità possedute dal soggetto (e anche quello non possedute spesso ) e di infiocchettare tutto al meglio. Non che sia una caratteristica degli anime, i serial TV funzionano allo stesso modo oramai, quelli americani come la fiction de noartri. Però appunto come dicevo sopra in genere sembra sempre succedere di tutto ma andando a stringere...
  12. Quetzalcoatl

    NisioMonogatari

    Ma la leggendaria opera inadattabile era Bakemonogatari, una volta dimostrato che una serie, composta essenzialmente da dialoghi astrusamente meta e giochi di parole intellegibili senza l'ausilio della lingua scritta, può essere adattata e avere successo, ogni tabù va a decadere. Nisemonogatari, parlando di anime, è anche molto più facile agli occhi del suo predecessore, ma è anche un prodotto che non ha la stessa indipendenza, fosse anche solo per la lunga parte bridge iniziale. Diciamo che la produzione della serie sta dando essenzialmente per scontata una cosa fondamentale: che il target di telespettatori sia composto da gente che i romanzi se li sia letti e che non ci sia quindi necessità di enfatizzare alcune scelte o riarrangiare la narrazione, il fatto stesso che non considerassero importante neanche lasciare la sorpresa sui nuovi look la dice lunga, che poi Kizu non abbia ancora una data di uscita chiude proprio la questione. Per il resto più che parlare del media d'origine è un eventuale confronto con le formule più tipiche di prodotti seriali che va fatto: in genere vale la regola molto succede ma niente succede (vale soprattutto per quei prodotti che partono col botto per poi capitalizzare in maniera più rilassata). In bake a conti fatti non succedo molto, ma tutto è importante (e molto lasciato allo spettatore e/o a sviluppi futuro), e in buona parte viene rivelato sempre in forma di dialogo. Nello stesso bake quando la singola storia si propagava per più di 2 episodi aveva una fase di stanca (parlo anche di impressioni raccolte all'epoca durante la visone settimanale) proprio nella parte centrale, laddove il setting era stabilito ma la direzione ancora poco chiara. Poi sono fasi che in retrospettiva acquisiscono nuovo valore (bake è una di quelle serie che andrebbe rivista per coglierne bene i particolari e lo stile) però è naturale che nel mezzo della narrazione certe sospensioni non troppo pianificate possano portare un minimo di frustrazione. Non vedo come questa particolare serie ne possa risultare danneggiata più di molte altre. La tensione tipica da centro dell'azione è fuori discussione (se non per puntate realmente rapide), ma assodata la cosa nella serie passata non dovrebbe risultare problematica. L'insoddisfazione di fine episodio è anche accomunabile al desiderio di volerne ancora, quindi non necessariamente una cosa negativa (così come il libro è sempre lì lo è anche l'episodio, seppur barando, e può essere rivisto, per alcuni passaggi lo faccio anche volentieri, tempo permettendo). Cattivo esempio direi, TSR nella prima parte (quella decisamente più animation-friendly) era in gran parte fatta di materiale originale e riscritto per la serie TV, nella seconda invece dopo la sospensione all'apice della situazione di Chidori ha una caduta di tensione narrativa decisamente forte quando ci si concentra sui patemi di Sagara: stesso discorso, in retrospettiva conta poco fare un discorso del genere, ma all'epoca seguire settimanalmente la serie è stato piuttosto "stancante" durante le ultime fasi (e non parlo strettamente a livello personale).
  13. Quetzalcoatl

    MEDAKA BOX

    Oltretutto Nisio aveva anche detto che avrebbe terminato Bake con Koimonogatari... e si è visto come è finita XD
  14. Quetzalcoatl

    MEDAKA BOX

    Risposta palindroma: NisioisiN
  15. Quetzalcoatl

    Vendite Home video Giappone

    Dovrei controllare ma mi pare che tutte le serie Frontier Work (cioè la roba Deen in soldoni) godano di ottime vendite comunque, d'altro canto ci stanno sempre le serie di Natsume (e n°6 mi pare piuttosto snobbato) e altra roba più o meno borderline, come prima c'erano Durarara o Furikabutte (e in genere la maggior parte delle serie Bandai che fa serio "pandering" in tal senso). Not really. E' molto recente la cognizione che le fujoshi comprino edizioni limitate se viene data loro la possibilità (ed è una ragione perché T&B è tanto "premiato"), mentre prima venivano trattate alla stregua del generico pubblico femminile (che quando compra cerca edizioni economiche e non è neanche troppo fedele). Sono però diversi anni che sono un importante target commerciale (già ai tempi di Seed) contando che anche il mercato home video delle serie TV è abbastanza recente (almeno come elemento primario/importante di reddito). E' che a volte l'innuendo homo è comunque così palpabile che si taglia con il coltello, e questo si può rivelare un selling point ben superiore di altre forme di esplicitazione. Detto ciò almeno io non penso sia una serie orribile, anzi se paragonata a IS è quasi un capolavorone...
  16. Quetzalcoatl

    Vendite Home video Giappone

    Questi sono i dati di IS IS <Infinite Stratos> *8,900+24,729=33,629 (7) (Eight Bit/Sentai Filmworks) 2011/03/30 10,380 Vol. 1 (Two episodes up to Vol. 6) 2011/05/25 *9,095 Vol. 2 2011/06/22 *9,086 Vol. 3 2011/07/27 *8,669 Vol. 4 2011/08/24 *7,319 Vol. 5 2011/09/21 *8,447 Vol. 6 2011/12/07 *9,303 IS Encore: Koi ni Kogareru Rokujuusou (One OVA episode) 2011/03/30 28,505 Vol. 1 2011/05/25 25,010 Vol. 2 2011/06/22 24,610 Vol. 3 2011/07/27 24,165 Vol. 4 2011/08/24 23,672 Vol. 5 2011/09/21 22,897 Vol. 6 2011/12/07 24,244 IS Encore: Koi ni Kogareru Rokujuusou Questi di T&B TIGER & BUNNY *2,014+25,784=27,798 (8+) (cumulative sales of all versions) (Sunrise) 2011/05/27 *3,672 Vol. 1 (One episode) 2011/06/24 *2,499 Vol. 2 (Three episodes up to current volume) 2011/07/22 *1,580 Vol. 3 2011/08/26 *1,784 Vol. 4 2011/09/22 *1,759 Vol. 5 2011/10/26 *1,797 Vol. 6 2011/11/25 *1,509 Vol. 7 2011/12/22 *1,508 Vol. 8 2011/05/27 19,656 Vol. 1 Limited Edition 2011/05/27 *2,833 Vol. 1 Standard Edition 2011/06/24 31,446 Vol. 2 Limited Edition 2011/07/22 28,879 Vol. 3 Limited Edition 2011/08/26 27,315 Vol. 4 Limited Edition 2011/09/22 24,698 Vol. 5 Limited Edition 2011/10/26 23,486 Vol. 6 Limited Edition 2011/11/25 24,499 Vol. 7 Limited Edition 2011/12/22 20,954 Vol. 8 Limited Edition Manca ancora un volume per T&B e qualcosa per l'ottavo, ma la differenza mi pare abbastanza elevato (anche se non ci avventuriamo sul campo della marginalità per episodio che dovrebbe essere ancora più a vantaggio di IS) Gomen, non mi ero accorto. La prima classifica è quella interessante diciamo, perché ufficiale Oricon (sempre dati parziali rimangono comunque, ma ti fanno fare un idea). Le altre sono ricavate dai dati compilati dagli stalker di oricon, in genere interessati giusto alle serie TV, e per quanto non inaffidabili spesso il metodo di conteggio è poco chiaro. Così al volo, per dire, è "sbagliato", il dato della prima serie di CG perché conteggia anche la ristampa BR (che è uscita dopo i DVD, a prezzo di ristampa). Per i film più che Dysney domina Ghibli, il solo DVD di TOtoro mi ricordo che è molto oltre il milione di copie, ma anche Eva non scherza dato che il secondo film ha superato quota 800.000.
  17. Su quello mi pare che un po' di foreshadowing già ci sia, in attesa che vengano colmate alcune omissioni decisamente volute. La domanda attuale sarebbe cosa centrano i pirati con il background fin qua descritto: hanno contribuito all'indipendenza di Mare di Venere più di cent'anni prima ma come poi sia finita la guerra non viene detto, l'opinione pubblica li considera un paragrafo di storia vecchia (e una loro ammiraglia della guerra d'indipendenza è una nave scuola), eppure ancora esistono e non è che la cosa è realmente celata al pubblico. Se la in pratica tutte le forze militari e paramilitari sono interessate alla successione del comando di una nave pirata, evidentemente ha ancora un ruolo chiave da giocare, e magari la pace vissuta su Mare di Venere è più apparente che altro e il conflitto si è semplicemente spostato in un'aria grigia (vicino al concetto di guerra di corsa). E direi che la trama porti in quella direzione con conseguente ampliarsi ad un respiro più "interplanetario".
  18. Quetzalcoatl

    NisioMonogatari

    La ending alla fine s'era sentita in diverse occasioni, ma devo dire che il TV edit lo preferisco alla versione full. Mi fa anche piacere di rivedere gli artwork di Ueda però quella composizione lì (specie nella parte finale) lascia abbastanza a desiderare (per usare un eufemismo). Tanto di cappello per la opening di Karen invece, ma sono curioso di vedere quante altre volte la useranno: facendo due conti potrebbero uscirsene con 7 opening per gli 11 episodi totali, quindi al massimo un altro episodio...
  19. Sì, sono abbastanza d'accordo. Vedevo che i piani prevedono di chiudere il primo volume della novel al quinto episodio, quindi per allora sì avrà un piano chiaro di cosa aspettarsi, o almeno più che ora.
  20. Quetzalcoatl

    NisioMonogatari

    Beh almeno in questo non dovresti avere nostalgia dell'Italia... Non mi stupisce, dopotutto parliamo di serializzazioni pulp per un pubblico di ragazzi, a prescindere che poi ora il settore è quasi di solo orientamento otaku, già quello basterebbe a classificare la categoria come serie C o meno. E' un settore che ha anche ospitato autori famosi (e magari passati poi ai romanzi canonici) e fenomeni ben not,: LOGH->Lodoss War->Slayer->FMP, però sempre affinacati da una massa di pubblicvazioni anomime, spesso spin-off a basso costo di serie animate e/o manga. E obbiettivamente sono spesso delle robe scritte in maniera che difficilmente uno che legge libri può sostenere: le illustrazioni che da arricchimento passano a condizione fondante, l'incapacità cronica di descrivere personaggi e circondario, il riempire pagine con inutili giri di parole e digressioni enciclopediche fini a se stesse per espandere in 4 pagine quello che sta tranquillamente in due righe. Di questo parliamo, specie dei prodotti dell'ultima decade. Poi gente brava nel mezzo c'è sempre ma la maggior parte sembra avere una formazione di tipo otaku (e quindi anime, alcuni tipi di maga, VN e appunto LN) più che una reale preparazione letteraria, e al contrario dei manga non servono doti artistiche. Bakemonogatari è una LN nella sostanza ma molto borderline nella forma, sia per come è scritto che per uan questione di prezzo e edizione (paragonabile a quella di libri normali). Una cosa che mi ero scordato ieri http://i.imgur.com/3pY3H.jpg Hitagi a parte ci sono un paio di fotogrammi nuovi sulla destra con Shinobu (finalmente la sentiremo parlare) e, suppongo, Kaiki.
  21. In effetti non mi spiego la mancanza degli stivaloni, non è credibile come piratessa senza! passi la gonnellina dell'uniforme scolastica sotto ma anche calze e scarpe no E la mammina a portare gli stivali in casa! Comunque mi sa che ci porta direttamente tutta l'uniforme sotto la mantella, sarà per via dell'aplomb da studentessa modello (si va a rimettere l'uniforme anche quando arrivano ospiti a casa...)
  22. Quetzalcoatl

    NisioMonogatari

    Sicuro? Alla fine, mi par di ricordare, erano solo le parti in cui Hanekawa seppelliva il gatto e poi quando va berserk successivamente, mi pare strano che siano inventate di sana pianta. Però una volta usito Kuro mi pare che si parlasse di cappella della Shaft per la sigla di Tsubasa Cat, che lasciava intuire che Hanekawa avesse subito abusi stile Hitagi, cosa poi rivelatasi falsa. E mi fai ora ricordare che avevo smesso di leggerlo nel momento in cui avevo ritrovato per due volte ripetuto che Hanekawa indossasse una gonna di 10 cm XD
  23. Quetzalcoatl

    NisioMonogatari

    Il dodicesimo episodio è celebre, da quel che ricordo è anche il motivo per cui la prima serie ha avuto una trasmissione così desueta. Mi pare infatti che Shinbo (o Oishi) non fu affatto contento di come quel particolare capitolo di Hitagi (che comunque era considerato il clou della novel) risultasse costretto in una prima metà di episodio. Da lì l'idea allungare la serie in modo che quello diventasse il primo finale (e indubbiamente funzionava benissimo anche così), che è il vero merito attribuibile a Shaft (e a Iwakami che non li ha mandati a quel paese seduta stante). Non che sia poco, è un colpo di genio paragonabile ad "Asahina Mikuru no Bouken" in Suzumiya Haruhi. Però l'idea di spogliare il finale dal momonto clou rimane sempre farina del sacco di Ishin, che la cosa piaccia o meno (e c'è diversa gente che questo stile un po', ahem, trolloso non è che lo digerisce molto), e non è limitata neanche al Bakemonogatari, Katanagatari anche non scherza e di Zaregoto so che i finali sono decisamente polarizzanti. Comunque è la struttura narrativa che evolve sensibilmente anche se la divisione in racconti sembra richiamare uno stile schematico, e secondo me lo fa anche in maniera furba e per certi versi da manuale. Ishin è un autore salito alla ribalta col genere "Mistery" ( giallo se si preferisce), con bakemonogatari mi pare volesse portare all'estremo il suo stile di scrittura senza vincoli dovuti al soggetto: Il primo episodio in tal senso è una mattonata, specie uno ha poca dimestichezza con la lingua e la cultura (non che la sola dimestichezza aiuti molto), non aiutavano neanche gli eccessi di zelo della shaft, e onestamente non ricordo molti commenti positivi a riguardo. Però già al secondo episodio dimostra di sfruttare bene tecniche narrative di base tipiche da racconto breve, come concludere con un colpo di scena che ribalta le cose e mette i personaggi sotto una nuova luce, e magari da significato a diversi indizi sparpagliati in precedenza e all'apparenza senza grossi significati. La cosa funziona bene, specie quando la caratterizzazione dei personaggi è ancora abbozzata o parziale, ed acchiappa facilmente lo spettatore. Poi però, pur richiamando lo scema ciclicamente, l'approccio muta perché appunto i personaggi cominciano a definirsi, e ad aumentare (come in un canon letterario/animato), e l'attenzione si sposta su quello, mettiamoci anche che anche lo spettatore si è ormai abituato allo stile in generale e comincia a trovarcisi bene. Già in Suruga Monkey probabilmente c'è più aspettativa nel capire come si svilupperà la storia tra Hitagi e Koyomi che nel tuffarsi nel prossimo mistero, che comunque già comincia ad essere in calo se preso a sé. Pr nadeko la cosa è più marcata e per Tsubasa... in pratica il mistero manco c'è. Lì si passa proprio ad uno stile omnibus, che oltre all'episodio dodici si propone giusto di mettere i puntini sulle i, e usa la vicenda di Hanekawa per definire meglio alcuni indizi sparsi nella serie e poi aprire a Kizumonogatari. Ecco se c'è qualcosa che mi lascia veramente perplesso è che si sia passati direttamente a Nise senza rispettare l'ordine di Ishin (e ci vuole proprio che me lo legga quanto prima, che aspettare il Kindle Touch si sta rivelando controproducente...). Per questa nuova iterazione è normale, io almeno lo do per scontato, che quanto fatto per la prima serie non sia più ripetibile, e varrà fuori qualcosa di diverso: con l'effetto sorpresa ormai andato si da per scontato che Ishin andrà in cerca di altre formule... ma sempre partendo dal passo precedente. Conoscendo ormai lo stile ci son tanti indizi nel repertorio standard del primo episodio che promettono sviluppi futuri, ma potrebbe anche essere che lui dando per scontata la cosa stia solo mettendo delle esche XD
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