Vai al contenuto

(Gotan X)

Pchan User
  • Numero di post

    54
  • Iscritto dal

  • Ultima visita

  • Giorni Vinti

    2

Tutti i contenuti di (Gotan X)

  1. Si l'utente Gotan X sono sempre e solo io. Ho rinnovato l'iscrizione (infatti ho modificato il nick con le parentesi) perché avevo dei problemi con le password. Riguardo alla logica dell'autore penso che sia sempre bene conoscere le dichiarazioni di questo, le interviste ecc.. e che in molti casi sia molto utile un "editoriale" che le fornisca al pubblico in modo da facilitare l'interpretazione e la prospettiva da cui vedere una serie
  2. Infatti io ho parlato di moti emotivi (cioè di reazioni non di prese di posizione) : abitudine a quello che si conosce e curiosità verso il nuovo e più preciso. E' chiaro che se una cosa è semplicemente esatta, sceglierla non si può considerare propriamente una corrente di pensiero o un'ideologia, è soltanto fare una cosa bene. Quando però ci si trova a scontrarsi con chi vuole perpetrare l'errore per un "eccesso" di nostalgia (trasformando la sensazione in posizione ideologica), viene naturale prendere a propria volta una posizione in difesa dell'originale e del modo corretto di renderlo. Da qui c'è il rischio di creare schieramenti e contrasti che potrebbero essere evitabili se si vedesse la questione da un'altra prospettiva
  3. Girella e Purismo sono due estremizzazioni logiche di un moto che è molto comune nello spettatore : da un lato una tendenza a rimanere ancorati e preferire la prima versione con cui si è conosciuta una cosa, la seconda la curiosità di avere una conoscenza più corretta nel momento in cui si scopre che la vecchia versione era sbagliata. Sono due logiche (o moti emotivi) che possono anche convivere e non sempre una cosa esclude l'altra, a meno che uno non ne faccia un' ideologia o uno schieramento. La questione spinosa credo che sia che mentre in molti casi la versione più corretta e "fedele" all'originale è anche più logica e fuga i dubbi derivanti da un cattivo o lacunoso adattamento (es. I Cavalieri dello Zodiaco che si chiamano come le armature prima di averle vinte), qui ci imbattiamo in un particolare molto curioso : c'è una divergenza all'interno dell'originale e noi ci troviamo a fare i conti con una stranezza che è insita nella serie in se e di cui un adattamento fedele non appiana, ma mette in risalto gli errori. Prendere atto di questo e accettarlo "al di la della logica" o entrando nella logica dell'autore, apre prospettive inedite che vale la pena di tenere in considerazione
  4. A quanto ho capito non è la stessa cosa. La corrispondenza tra i due termini è solo visiva (laddove sullo schermo appare la notifica 3 Angel, 13 Angel ecc..) a livello verbale invece sono due concetti diversi. I mostri sarebbero una particolare specie che si chiama Apostolo e i cui nomi richiamano quelli degli angeli biblici, appunto si fregiano del titolo di "angelo" (anche se poi quest'affermazione non è del tutto esatta poiché Adam e Lilith non sono angeli nella tradizione biblica). Probabilmente l'autore ha dato nome Apostoli a questa specie per richiamare "genericamente" il concetto di messaggeri di Dio. Non esiste purismo. Esiste giusto o sbagliato. In realtà a mio parere esiste anche il purismo esagerato, laddove si vuole persistere in un errore di traslitterazione o pronuncia dal Giapponese che è dichiaratamente tale (es. l'involontario Iriza di Candy che in originale è Elisa, se fosse stato fatto apposta per "fedeltà" sarebbe stato un purismo esasperato). Esiste anche il concetto di ipercorrettismo che è molto diffuso in filologia http://www.treccani.it/enciclopedia/ipercorrettismo_(Enciclopedia-dell'Italiano)/ (di cui un esempio potrebbe essere il Mecher Busuuto del vecchio doppiaggio di Zambot, laddove si da per scontato che la traslitterazione corretta di "a" è sempre "er", come Mazinga/Mazinger). Nel caso di Apostoli/Angels credo che si tratti di una questione diversa che ho appunto definito Dualismo Logico : il termine Apostolo nella fantalingua della serie dovrebbe essere un corrispettivo perfetto di Angels. Dato che noi traduciamo il parlato e non lo scritto, dovremmo adattarci alla logica dell'autore, mettere in atto la sospenzione di incredulità e dove vediamo la scritta Angels "immaginarci" che ci sia scritto Apostolo. Sennò finiamo per ipercorreggere logicamente una scelta (magari criticabile, magari intrigante) dell'autore
  5. Penso anch'io che la premessa "fighetta" serva a giustificare le incongruenze. Si è usato il termine Dualismo Terminologico per inquadrare quelle divergenze tra i termini inglesi che non sono la traduzione esatta dei termini giapponesi (all'interno della serie non mi sto riferendo ai titoli internazionali che possono essere tali anche per volere del distributore), io estenderei il discorso e parlerei proprio di Dualismi Logici quando non c'è la volontà dell'autore di far combaciare la dicitura straniera con quella nazionale, preferendo alla traduzione letterale anglofona un termine ritenuto più "evocativo". In tal caso quando senti Shito lo devi tradurre come Apostolo e "immaginarti" che nella fantalingua della serie Angel ne sia la traduzione corretta, quando senti shonen lo devi tradurre come ragazzo e immaginarti che nella stessa fantalingua Children ne sia la traduzione letterale e non il plurale. Sono "follie" dell'autore esattamente come possono essere le armi "inesauribili" dei robot o la non radioattività dei funghi atomici in cui deflagrano i mostri di puntata, a noi il diritto di dire mi affascina o mi fa schifo
  6. Adesso la situazione mi è più chiara : carta di bianca di partenza e una volontà del vecchio adattamento di creare una "coerenza interna" assente in originale. Io personalmente penso che gli "shito" di Evangelion siano stati pensati con questo nome per rendere l'effetto di messaggeri di Dio (senza fare distinzione tra vecchio o nuovo testamento), mentre la dicitura internazionale "Angel" sia stata usata appunto perché più impattiva (es. l'eco di Devilman e di tutte quelle serie che hanno demoni come nemici) e che tra i due termini ci sia proprio alla base nel prodotto un'incongruenza e un po' di confusione "esotica" (il termine tenshi appunto compare nella sigla e i vari "shito" non hanno nomi di apostoli o evangelisti, ma sicuramente non hanno tutti il nome di angeli (es. Adam che è il primo uomo e Lilith il prototipo di prima donna e progenitrice dei demoni ) e il tutto vada visto tenendo conto di questo aspetto : appariscente, superficiale ecc.. e l'incongruenza vada letta proprio come una conseguenza di questo approccio "fico" più che culturalmente ricercato (del resto a quanto ho capito tutto il quadro robotico inizialmente era pensato come una sorta di "teatro" psicoterapeutico per Shinji). Evangelion ha sicuramente "aperto" al Giappone e agli anime la moda per la mitologia giudaica e ai riferimenti alla Cabala (si pensi ad es. al successivo Aquarion o anche ai Digimon dove compaiono nemici con nomi di angeli(demoni del vecchio testamento, l'Albero Sephirotico ecc..) e acuito quella per l'introspezione analitica e psicoanalitica. Queste sono sicuramente le sua eredità più "tangibili" a livello di marketing, al di la dell'importanza che l'autore voleva attribuire ad uno o all'altro elemento (grande e centrale quella introspettiva e invece di "cornice" quella cabalistica)
  7. Se effettivamente il termine "Tenshi" in Giapponese significa Angelo e il termine "Shito" significa Apostolo, credo che una traduzione italiana corretta dovrebbe utilizzare questi termini. Se gli auori avessero usato il termine inglese Angels, invece dovrebbe rimanere inglese anche in Italiano. Discorso diverso sarebbe se si fosse optato per un nome di fantasia la cui pronuncia ricordasse soltanto quella del termine Apostolo, ma scritto in maniera diversa, in tal caso questo dovrebbe essere lasciato giapponese (o meglio "giapponesofono") anche nell'edizione italiana (mi viene in mente l'esempio di Zannin di Devilman che significherebbe "crudele/efferato" scritto in un modo ma reso poi in pratica con un'altra scrittura) A quanto ne so il Cristianesimo è diffuso in Giappone quindi alcuni suoi termini dovrebbero essere presenti e radicati nella lingua e non essere una semplice acquisizione recente new age/esotica, quindi ipotizzerei un utilizzo consapevole da parte degli autori. Probabilmente la "tradizione" di chiamare (in occidente?) Angeli i mostri di Evangelion deriva dalla confusione generata dalla sigla (in cui è usato il termine Tenshi)
  8. Ah ho capito, mi sono sbagliato ad esprimermi. Quello a cui mi riferivo io non erano 5 o 6 anni fa (cioè 2006 o giù di li) ma 5 o 6 anni prima che iniziasse la promozione dei doppiatori da parte delle case editrici (appunto i tempi di Granata Press di cui si parlava, quindi intorno al 91/93) attraverso incontri, interviste ecc.. Prima di allora (1988,90) non mi sembra che i vecchi doppiatori degli anime fossero così conosciuti agli spettatori Mi sembra opportuno precisare che io non sono tra questi rompi*. Se scrivo ora citando un intervento vecchio lo faccio perché ho letto le discussioni quell'intervento mi ha colpito e mi faceva piacere commentarlo, anche perché non sono mosso da finalità polemiche, anzi concordo con l'intervento stesso. Poi è ovvio che qualche dichiarazione che faccio può essere imprecisa e ricostruita in base a quelle che sono state le mie esperienze con il fenomeno (quando è uscito mangazine con le interviste e la sponsorizzazione dei titoli nuovi attraverso la distribuzioni di voci "note" o rese note al pubblico). Andando indietro nel tempo mi risulta difficile stabilire l'inizio del "fenomeno", io ricordo prevalentemente quando l'ho notato, ovvero all'epoca del boom delle riviste specialistiche e della pubblicazione delle prime vhs di titoli inediti (l'epoca di Granata appunto). Il mio 5 o 6 anni prima (di quel momento non di oggi) può essere una datazione sommaria e imprecisa
  9. Non ho capito bene cosa è diverso da quanto ho affermato. Se si parla di oggi, si è vero è calato l'interesse verso i doppiaggi e i doppiatori da parte dei fans. Io invece mi riferivo ai tempi di Granata Press dove appunto era parte della strategia pubblicitaria di un prodotto organizzare incontri con i doppiatori, interviste ecc.. E' questo che io ritengo essere stato un'arma a doppio taglio nel tempo quando si è deciso di ridoppiare alcune serie e cambiare le voci. Prima, molto prima (in numero di anni non so) i vecchi doppiatori dei cartoni animati non erano molto conosciuti e parte della diffusione (o amplificazione) del loro mito è dovuta proprio alle strategie pubblicitarie degli editori
  10. Mi interessava riagganciarmi a questo intervento (anche se vecchio) che mi sento di condividere per diversi aspetti. Le sigle : fermo restando che la op giapponese fa a tutti gli effetti parte della colonna sonora della serie, esattamente come le immagini della sigla fanno parte integrate della serie, e che quindi sostituzioni varie possono sembrare arbitrarie e più o meno lesive (la sigla potrebbe mantenere la stessa base musicale adattata in italiano e le stesse immagini), c'è da considerare che molto spesso la qualità e l'attinenza del testo delle sigle italiane più vecchie sono di qualità più bassa rispetto a quelle più recenti. Un esempio può essere la seconda sigla di Lady Oscar (quella di Enzo Draghi e Cristina D'Avena) molto più marziale e adatta al contesto narrativo rispetto alla "ballata/filastrocca" dei Cavalieri del Re che è antitetica alla drammaticità della serie, esattamente come la sigla di Mila la cui storia effettivamente parla di "una nuova giocatrice che solca il campo da pallavolo per la prima volta", rispetto alla sigla di Altas Ufo Robot che trasforma il robot pilotato della serie in una specie di "bambino spaziale" più simile paradossalmente ad Atom/Astroboy che a Goldrake/Grendizer I doppiaggi : spesso il mito e la guest di un vecchio doppiatore "storico" magari anche mal distribuito (Soun di Ranma) serviva anche a coprire le lacune e il budget ridotto di molte lavorazioni come ad esempio Dangaioh in cui Malaspina e la De Carolis svettano in un cast mediocre, fatto di voci riciclate o che cambiano da una scena all'altra. Credo che a questo abbia contribuito parecchio la politica editoriale dell'epoca che ha fatto "conoscere" questi doppiatori al pubblico attraverso interviste (Mangazine) e nomi del cast dietro la confezione della videocassetta (usanza buona che perdura tutt'oggi). Il glorificare così tanto le voci dei vecchi eroi d'infanzia è stata una mossa commerciale che però negli anni si è rivelata un'arma a doppio taglio quando gli stessi editori si sono trovati a ridoppiare vecchie serie sostituendo le voci storiche con altre diverse (e più giuste). Fermo restando che anche dietro i ridoppiaggi non ci sia sempre un movente "filologico" ma spesso di mancanza dei diritti della vecchia pista audio, trovo che il lavoro di ridoppiaggio sia stato portato avanti spesso in maniera ottimale (Daitarn), purtroppo scontrandosi con l'avversione e le critiche di quei fans che paradossalmente fino a 4/5 anni prima non sapevano nemmeno chi fossero i doppiatori e non avrebbero notato troppo un cambio di cast
  11. Questo è sicuramente vero. A conti fatti quello che conta è il brutto lavoro che gli spettatori sono costretti a ritrovarsi su una serie gradita, qualunque motivazione ci sia dietro è secondaria al "danno". Io poi da parte mia sono portato ad immaginare che dietro certe dichiarazioni ci sia più "personaggio" e volontà di farsi pubblicità facendo leva sui fans, che effettiva convinzione. Forse la mia è più o meno inconsciamente una speranza che laddove cambi la domanda e le pretese del pubblico, possa cambiare anche il modus operandi di alcuni adattatori se sono solo "opportunisti". Laddove invece c'è fanatismo, c'è avversione e ferma convinzione che una cosa debba essere cambiata per essere fruibile al pubblico italiano e alla preservazione dell'identità nazionale non c'è mercato esigente o filologico che tenga. Ma convengo che è un ragionamento cavilloso e teorico e di fronte alla concreta arrabbiatura per l'ennesimo adattamento stravolto sia ininfluente
  12. (Gotan X)

    La forma della voce - Koe no Katachi

    Ho visto il film e l'ho trovato gradevole, il doppiaggio mi è piaciuto parecchio : La doppiatrice di Shoko Nishimiya è Roisin Nicosia https://www.antoniogenna.net/doppiaggio/voci/vocirnic.htm (che ha prestato la voce in altri lungometraggi giapponesi come Mirai e The Boy and the Beast/Il cucciolo della bestia), qui si sente "poco" poiché il suo ruolo di sordo/muta ovviamente impone un'interpretazione particolare limitando la possibilità dello spettatore di farsi un'idea della sua voce reale. Un'interpretazione paradossalmente ottima proprio perchè "irriconoscibile". A mio parere è un talento da tenere d'occhio e da ascoltare anche in altri lavori dove ha più spazio e possibilità di parlare con la sua "vera" voce. Altro personaggio degno di nota è ovviamente Lucrezia Marricchi https://www.antoniogenna.net/doppiaggio/voci/vocilmarr.htm nel ruolo della sorellina Yuzuru, anch'essa fuori dai canoni dell'attrice e inizialmente poco riconoscibile nonostante la sua voce particolare (il che è un risultato non da poco). Nel proseguo del film il personaggio cresce e rivela la propria "femminilità" e di conseguenza la voce diventa più riconoscibile. Secondo me è proprio questo che rende interessante ascoltare questo doppiaggio : non tanto la bravura delle due attrici in se, che è riprovata, ma il fatto che si siano calate in ruoli molto distanti dai propri standard vestendo "panni vocalici" differenti con successo e aprendo quindi tutta una possibilità di future distribuzioni su parti a cui non le avremmo potenzialmente associate. Spesso si parla, talvolta abusando del termine, di versatilità degli attori, magari a favore dei vecchi doppiaggi in cui i protagonisti si trovavano a fare più parti. Ma nella realtà dei fatti a mio parere la versatilità di un doppiatore non consiste nel "ventriloquismo" o in una iniziativa personale di variare interpretazione da un ruolo all'altro (come farebbe uno sceneggiatore : es. ora faccio una storia di robot, ora una horror ecc..) ma nella capacità recitativa di adattarsi al ruolo (fatto di battute, fiati, espressioni facciali) risultando giocoforza "diverso" su personaggi diversi. Al direttore di doppiaggio il merito e la capacità di vedere "potenzialmente" l'associazione tra il doppiatore preesistente e il ruolo originale da coprire Infine un piccolo piacere personale è stato ascoltare Ludovica Bebi https://www.antoniogenna.net/doppiaggio/voci/vocilbeb.htm sulla "perfida" Naoko Ueno , che poco c'entra con il mio discorso perché ha interpretato un ruolo simile a quelli che fa di consueto, ma che ha trasmesso una vitalità e un'espressività al personaggio straordinariamente centrate
  13. Sicuramente la "l" come scelta di traslitterazione è più giusta, io mi ero solo riagganciato alla resa fonetica italiana per mettere tra parentesi le lettere omesse. Anche questa è una cosa importante : Aiolia e Aiolos sono due nomi simili e collegati tra loro, un po' come Seiya e la sorella Seika (almeno a livello di sonorità), Ranma e Genma, Doronjo e Dorombo in Yattaman ecc...L'adattamento italiano ha penalizzato anche questo, "banalizzando" il nome dei due fratelli in Ioria e Micene. Forse a questo punto sarebbe stato meglio lasciare Iorus e Ioria (sebbene si perdesse comunque il riferimento a Eolo)
  14. L'utilizzo di termini tipici della cultura nipponica come "senpai" o la resa di alcuni piatti della loro cucina come i "ramen" e gli "okonomiyaki" sono secondo me un'acquisizione importante da parte del doppiaggio degli anime che poi ha aperto una "moda" e una sub-cultura che ha modificato anche la percezione di tanti aspetti della cultura straniera anche nel mondo reale e nella vita quotidiana. Il fatto che i tempi siano cambiati, prima di essere un bene o un male è una realtà innegabile (la presenza di ristoranti Giapponesi a Roma che servono Ramen, il fatto che Halloween sia conosciuto e festeggiato anche da noi), alcuni però lo vedono come un'erosione dell'identità culturale italiana e lo osteggiano. Se ieri dire in un anime "ramen" poteva essere una scommessa, oggi voler far credere che siano tagliatelle è fortemente anacronistico. La lingua giapponese con le sue usanze e consuetudini è perfettamente compatibile con la lingua italiana e non è lesivo dell'identità nazionale, poiché quando uno vede un anime o un film americano sa di stare vedendo un anime o un film americano esattamente come sa di andare a mangiare sushi o da Mc Donald. Se si prendono degli anime adattati da Dynamic Italia in poi ci si accorge facilmente di come i dialoghi siano stati costruiti per rendere in italiano degli aspetti tipici e immediatamente riconoscibili della cultura giapponese, cultura che traspare oltretutto già dalle immagini (es. la gag del sangue dal naso per eccitazione del tutto estranea alla nostra cultura). Quello su cui magari è opportuno meditare è quando tradurre un determinato termine e quando no (es. gli Shinigami o gli dei della morte, il famoso "Dio Bestia" della Principessa Mononoke). Ricordo il vecchio adattamento di Battle Royal in cui si parlava di "piccolo Nobu" anzicchè di "Nobu-chan". Qual è "meglio"? Sono tutte cose che fanno pensare, anche perché è innegabile che il lasciare un nome in originale in tanti casi "salva la situazione" mantenendo un fascino esotico (Robocop a un americano suona ridicolo ed ha procurato diverse difficoltà agli sceneggiatori nel trovare un produttore), però distorce anche la sensazione che quel nome vuole dare in originale
  15. Quello è successo perché quando questi tre personaggi sono apparsi non si sapeva ancora che erano Gold Saint (in realtà non lo sapeva nemmeno Kurumada: quando arrivò a narrare le 12 case decise che introdurre di botto troppi personaggi nuovi sarebbe stato un problema e quindi decise di riciclarne alcuni già noti e creare legami con i protagonisti verso quelli inediti). Inoltre quando Tatsumi racconta di quando fu affidata Saori a Mitsumasa Kido c'è il flashback con Aiolos. In quell'episodio in italiano lo chiamano Iorus. Poi quando si torna a nominarlo lo chiamano Micene. Probabilmente se n'erano scordati. Tutto a caso. Questo è vero, (A)ioria e Mu(r) erano già apparsi e Aioros nel flashback è chiamato Iorus in italiano. Però quando sono entrati concretamente in scena i Cavalieri d'Oro, per ognuno di essi è stato creato un nome latineggiante (Leo, Capricorn, Cancer ecc..) nonostante i giocattoli fossero già in vendita con i nomi italiani dei segni zodiacali (e tali mi pare siano rimasti anche dopo). Non sarebbe stato impossibile per gli adattatori italiani mantenere i nomi propri anche ai protagonisti, anche se il giocattolo non lo aveva. Oltretutto la discrepanza tra nomi di personaggi tv e giocattoli talvolta ha raggiunto (involontariamente) l'assurdo, come per la commercializzazione di "Aquila di Bronzo" laddove "Castalia" era già apparsa e conosciuta. Culmine dell'assurdità : la nuova armatura di Crystal, che è un cavaliere di bronzo, si chiama Cigno d'argento , mentre Castalia che un Cavaliere d'Argento è Aquila di Bronzo
  16. La questione degli adattamenti e dei doppiaggi la desideravo trattare da tempo, magari è un argomento vecchio e pluridibattuto, ma a me piacerebbe dire la mia. Molto spesso nei film statuinitensi sentiamo frasi come "ehi amico", "bastardo", "getta quella fottuta pistola!!" (fortemente osteggiate da alcuni adattatori a mio parere troppo radicali). Nella maggior parte dei casi si possono considerare modi di dire mutuati dalla lingua originale che mai useremmo nella vita di tutti i giorni ma che ormai sono riconosciuti dal pubblico come distintivi del linguaggio da fiction americana. Riuscire a fare la stessa cosa per il giapponese mi sembra auspicabile in modo da rendere un parlato immediatamente identificabile con quella specifica cultura e le sue consuetudini fatte da formalismi, suffisi onorifici e un rapporto particolare con i forestierismi. Però quando si traduce da una lingua di partenza ad una di destinazione è inevitabile utilizzare parole della lingua di destinazione e la resa italiana di una forma di parlato ricercata in giapponese, può portare ad alcuni "effetti collaterali" tra cui quello di dare ai dialoghi paradossalmente un sapore troppo italiano (l'uso di forme arcaiche, "toscanismi" ecc..). Questo può calzare a pennello per un prodotto come Porco Rosso (effettivamente ambientato nell'Italia del passato) e aderire bene in generale alle opere di Miyazaki, con la loro cornice soffusa, delicata e un po' nostalgica, ma meno su altri prodotti più marcatamente moderni e immersi nella sub-cultura (intesa come usi, costumi e mode) nipponica. L'equilibrio (quale? dipende dalle scelte operate dagli addetti ai lavori impegnati nella localizzazione del determinato prodotto) va cercato non tanto per non sconcertare il singolo spettatore (magari ignorantello e che non conosce quel determinato vocabolo italiano ne sa che è ancora in uso) ma con lo scopo di ottenere un linguaggio che non penalizzi l'originale e sia efficace a rendere, nel modo più chiaro e immediato, l'atmosfera giapponese di partenza
  17. (Gotan X)

    Yamato Video - News

    Si in teoria dovrebbe essere così. Nel film hanno lasciato i nomi del doppiaggio vecchio (non capisco perché dato che invece in Danguard hanno ripristinato i nomi originali sebbene i dvd non avessero ridoppiaggio). Tutto è abbastanza incoerente e mi chiedo che impressione ne può avere lo spettatore ignaro di tutta la questione dei cambi e delle modifiche in sede di adattamento (es. Ashita no Joe/Rocky Joe di cui Man-ga ha trasmesso la prima e la seconda serie con i personaggi che cambiano nome dall'una all'altra es. Yoko che diventa Alex, Danpei che diventa Frank ecc..) Oltretutto il film di Starzinger presenta una discrepanza sia interna che esterna : nel vecchio doppiaggio i protagonisti davano alla principessa del "tu", qui invece le danno del "lei" nella prima scena e del "voi" nel resto della pellicola)
  18. Ah, va bene, questa cosa non la sapevo ne sospettavo. Ricordo le censure pesanti, però il fatto che la serie fosse andata in onda, la nuova sigla, le repliche e il successivo acquisto delle nuove puntate, mi aveva fatto pensare ad un buon riscontro da parte del pubblico, almeno per la serie classica. Evidentemente sono giunto ad una conclusione sbagliata Purtroppo non conosco Samurai 7, comunque non mi è difficile pensare a stravolgimenti vari (caso tutt'altro che raro). Le sparate anti-nipponiche mi sembravo dettate per lo più dalla presunzione e, come al solito, dalla necessità di "difendere" il proprio operato dalle critiche. Personalmente (e qui so di fare un'affermazione piuttosto "pesante") non mi stupirebbe un domani sentire un "Divo" che fa dichiarazioni puriste e filologiche , se purista e filologico fosse chi lo sostiene e gli da lavoro
  19. Infatti era questo quello che intendevo : è un soggetto mosso dall'intento di "piacionare" il pubblico e tirare acqua al proprio mulino (non credo che sia così fermamente convinto di tutte le dichiarazioni fatte sulla necessità dei cambi e sul migliorare o alzare il livello culturale dell'opera) No, neanch'io credo ci fosse un desiderio di rivalsa, tutt'al più di diffidenza e "ignoranza". Come era stato dichiarato da qualcuno alla pubblicazione dell'intervista di Cerioni alcune dichiarazioni ("ci sembrava strano che i Giapponesi disegnassero", "pensavamo che il loro campo fosse solo l'ingegneria e le macchine fotografiche") erano strane anche per la fine degli anni 80, dopo che c'era già stata tutta l'invasione di Goldrake/Candy Candy ecc.. A mio parere il vecchio adattamento dei Cavalieri dello Zodiaco è l'esempio di una delle localizzazioni più sbagliate e lacunose che ci siano state, sarebbe bastato un po' di logica e informazione in più per agire meno pesantemente nonostante le richieste degli sponsor a cominciare dal difetto più vistoso : i cavalieri che si chiamano con il nome delle armature prima di averle vinte (Pegasus cavaliere di Pegasus). Se per vendere i giocattoli serviva un nome unico e di richiamo, lo si poteva benissimo fare senza compromettere la logica della serie che aveva una storia con un prima un dopo ecc.. Ricordo infatti che i vecchi modellini dei cavalieri d'oro (venduti ben prima che questi entrassero in scena nelle puntate) si sono sempre chiamatiToro, Ariete, Leone ecc.. e questo non ha impedito agli adattatori del cartone di inventarsi nomi propri (Ioria, Micene, Mur) e latinizzazioni "maccheroniche" delle costellazioni (Sagitter, Fish). La stessa cosa la si poteva fare benissimo anche con i nomi propri dei protagonisti senza confondere acquirenti e sponsor (il pupazzo si chiamava solo Pegasus, ma nella serie appariva anche un/il nome di battesimo)
  20. Si però De Palma, a quanto ho capito, è subentrato come direttore nelle nuove serie (Hades) dopo essere stato richiesto dai suoi fans e dopo che Mediaset aveva replicato con successo le vecchie serie. E' abbastanza "logico" che il committente volesse un nuovo adattamento (a livello di nomi non di dialoghi o citazioni poetiche) in linea con le serie già mandate in onda. A sua volta De Palma si è fatto forte del sostegno che aveva da parte dei nostalgici per farsi affidare il ruolo (si è costruito il personaggio di campione della memoria storica) Tutto sembra mosso unicamente dal desiderio di riconfermarsi, non a ferme convinzioni ideologiche di migliorare l'opera o di diffidenza verso il Giappone (furbetto non fanatico). Se paradossalmente il primo doppiaggio fosse stato fedele o se lo richiamassero a dirigere qualcosa di aderente all'originale, lui sarebbe li a tessere gli elogi della fedeltà. I vecchi localizzatori invece erano proprio fermamente anti-nipponici. Almeno questa è l'impressione che mi sono fatto
  21. Il finale "ribaltato" è proprio una caratteristica di Tomino che si ritrova già in Toriton dove si scopre che gli antenati del protagonista si erano macchiati di azioni inumane nei confronti degli attuali cattivi (i poseidoni). In un certo senso Toriton ha dei punti in comune sia con Zambot che con Daitarn Con Zambot condivide un'eredità del passato che non coinvolge primariamente il protagonista ma con cui questo si trova a fare i conti e un finale più "speranzoso" perché mostra l'essere umano in grado di mettere da parte i propri egoismi e rancori , nonostante i lutti e le perdite provocate dalla guerra. Il vero valore naturale riesce a risorgere dalle macerie del conflitto. Con Daitarn condivide le nefaste conseguenze dell'odio umano : nella puntata finale pur ignaramente Toriton compie a propria volta una strage sguainando il pugnale di Oricalco e smuovendo la statua di Poseidone privando la città sotterranea degli Atlantidi della loro fonte di vita e Toriton provoca questa catastrofe perché ignora gli avvertimenti della voce di Poseidone, quindi agisce "bellicosamente" volta contribuendo a generare la morte (dalla guerra nasce altra guerra). Questo è assimilabile alla vendetta di Banjo che finisce per consumarlo e portarlo ad essere, volente o nolente, l'assassino del proprio padre. Daitarn si chiude con l'enigmatica espressione di "rifiuto" del protagonista che non si sa se è rivolta solamente all'ideologia innaturale meganoide o anche a se stesso. Da difensore e promulgatore del valore dell'umo, può essere che anche Banjo abbia imboccato una via "innaturale" perdendosi nella propria ossessione. Emblematico è a tale riguardo lo stile di vita di Banjo, effimero e basato sulla ricchezza e sull'apparire molto "yankee", contrapposto invece a quello più tradizionale e familiare di Toriton e Zambot (la famiglia di pescatori, la tradizione, la prosecuzione della specie ecc..)
  22. Io ripensando a Zambot e Daitarn e a tutta la polemica di Tomino al boom economico, alla perdita dei valori tradizionali e agli otaku, avevo sviluppato questo pensiero : sicuramente il fatto che il computer supremo di Zambot sia mosso da intenti "giustizieri" è collegato con il ritratto pessimistico dell'umanità mostrato nella serie attraverso l'ingratitudine e la diffidenza dei terrestri. Però, non credo che Gaizok nelle intenzioni di Tomino volesse rappresentare una giustizia, assoluta e in qualche modo "saggia". Credo invece che con Gaizok l'autore abbia voluto mostrare un altro esempio di ricerca innaturale del benessere e di distacco dalla realtà, esattamente come farà con le mire dei vari comandati meganoidi. Il mega computer è stato creato in passato da degli umani, una civiltà evoluta che ha cercato di ottenere l'ordine e la giustizia nel modo sbagliato e ha creato quindi un mostro . Zambot contrappone i valori veri come l'unità familiare ai miraggi della società moderna sempre disumanizzata. Oltretutto anche i protagonisti di Zambot si trovano a contrastare un nemico che viene dal loro passato e quindi in un certo senso ad ereditare e a scontare gli errori dei propri padri
  23. Ho letto di tante "polemiche" intorno a Ivo De Palma (bersagliato a quanto ho capito tanto dai nostalgici quanto dai puristi), personalmente non ho mai avuto modo di parlare con lui (mi pare che posti anche nei forum) però mi sono fatto l'impressione di una persona intenzionata più che altro a "difendere" il proprio lavoro e un'eventuale riconferma sui suoi ruoli. E' sicuramente una figura istrionica, però ci vedo una differenza basilare con le dichiarazioni fatte dal collaboratore di Carabelli sulle scelte e i cambiamenti nell'adattamento classico (dichiarazioni a cui poi non credo molto perché mi sembrano troppo dettagliate considerando i pochi mezzi e la scarsa conoscenza del prodotto che avevano allora. es. "Fish come onomatopea del lancio delle rose"). De Palma si è trovato a lavorare come semplice attore con dialoghi e adattamenti fatti da altri, quando era ancora giovane e sicuramente non aveva molta libertà di scelta sui copioni. Il ruolo di Pegasus è diventato il suo "cavallo di battaglia" lo ha reso famoso e da qui la necessità di respingere le polemiche di chi avrebbe (a ragione) voluto un adattamento più fedele e coerente. Ma se De Palma avesse doppiato una serie con un adattamento filologico e preciso oggi difenderebbe quello. In sintesi ciò che difende è se stesso e il suo ruolo da protagonista (che poi 30 anni fa non era proprio una voce sbagliata (se escludiamo i sussuri e le citazioni letterarie) certo sarebbe stato più attinente Torrisi, ma De Palma stesso era un interprete di ragazzetti/ragazzotti). Con questo non sto dicendo che non possa risultare buffo o a tratti irritante nelle sue dichiarazioni, dico solo che il suo "movente" è molto personale e non di "principio". Diverso è il discorso degli adattatori classici che dal nulla segavano i riferimenti al Giappone o infarcivano i dialoghi di pezzi d'autori italiani. Quelli si che hanno scempiato l'opera per scempiarla. In loro c'era diffidenza, ignoranza, impreparazione.
  24. Grazie per i complimenti!

     

    1. Shito

      Shito

      Ah, no, non avevo colto/collegato.

      Quindi capisci che i miei complimenti sono del tutto vergini, sinceri, non influenzati dalla nosta conoscenza. :-)

      Spero davvero di rileggerti spesso e volentieri qui in giro, il tuo contributo assennato e competente farebbe sempre bene a tante discussioni!

      g.

    2. (Gotan X)

      (Gotan X)

      Per vari motivi di discrezione  preferisco scrivere solo e unicamente su cose pubbliche e già edite, il cui giudizio e valutazione può essere alla portata di tutti. Del resto non sono un "professionista" del settore e non valgo di più di un qualunque utente e preferisco rimanere dietro il nickname 

    3. Shito

      Shito

      Mi permetto umilmente di sottoscrivere al 100% tutte le tue giuste posizioni. :-)

      Ah, come mi piacerebbe che anche tanti altri fossero assennati e ragionevoli come te... ;-)

      Come sarebbe più piacevole stare al mondo!

      g.

  25. Mi farebbe piacere vedere questa serie doppiata in Italiano. A me incuriosisce parecchio e apprezzo il design (particolare e un po' stile Diebuster) dei robot e la connessione tra i piloti partner (maschio femmina) che rimandano un po' a cliché già visti negli anime (es. magari banale Gackeen). Certo la serie può sapere parecchio di già visto (piloti adolescenti e turbe psicologiche alla Evangelion, la protagonista che sembra una sorta di Lamù in stile Asuka, la questione dell'evoluzione alla Getter/Gurren Lagann, l'organizzazione dietro i buoni con motivazioni poco pulite ecc..) però io credo che il buono di una storia sia anche in come viene raccontata e da ciò che ho visto sono rimasto positivamente orientato
×
×
  • Crea Nuovo...

Informazione Importante

Procedendo oltre nell'uso di questo sito, accetti i nostri Termini Di Utilizzo