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Franklyn


Shuji

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Ci sono delle volte in cui viene davvero spontaneo da dire 'vivaddio'.

 

Mi ero oramai rassegnato ad aver superato la prima meta' del 2009 con solo un film realmente bello, Gran Torino, e persa quasi oramai coscienza e ricordi in una marea di remake, sequel e altrettanta roba sconclusionata buona tanto per passare una o due orette di nulla, che, ecco 'vivaddio', spuntar fuori un bel film.

 

Il pretesto del film sta tutto nella tagline che recita 'stanotte uccidero' un uomo', e l'incrociarsi a vario titolo di 4 differenti vite, che saranno cambiate per sempre da un colpo di fucile.

 

Un film, fatto di persone e con persone, raccontato piu' per gesti ed eco di disperate illusioni.

Opera prima di Gerald McMorrow, si propone in quel filone di para-fantastico sulla cui linea scorrono Un ponte per Terabithia, Il Labirinto del Fauno, ed altri ancora.

 

Film nei quali la fantasia diviene visione.

 

Film da considerarsi positivamente sotto tutti i punti di vista anche a livello tecnico e non solo artistico (personalmente adoro i racconti che pongono gli elementi sotto il naso per poi fornire pian piano il filo della comprensione), presenta un'ottima fotografia e finalmente un girato non piu' sottoscacco dell'onnipresente e tanto 'cool' macchina in spalla.

 

Per fortuna ogni tanto qualcuno si ricorda che il cinema esiste, e vuole raccontare con il suo tramite una storia.

 

Consigliato.

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visto di recente,

senza scendere nel dettaglio, meglio di quanto pensassi e comunque consigliato, la sottotrama "romantica" è la parte sicuramente più debole.

Bizzarra a mio parere l'unione tra psicologico e fantastico nella stessa trama, di solito si fa una "scelta di campo" (come ad esempio succede nei film citati da shuji, una volta risolta la trama)...

 

ottima davvero la parte tecnica, personalmente ho apprezzato molto le sequenze che riguardano la protagonista femminile da questo punto di vista.

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Si, tecnicamente e' molto valido, specie anche considerando che non e' un film dal budget elevato (e qua si dovrebbe tornare sul discorso dei budget 'pompati', ma e' un'altra storia).

 

Tra l'altro, rispetto agli altri film citati, qua 'il gioco' tende molto meno al 'finale a sorpresa', alla sesto senso per intenderci.

Anche questo mi e' molto piaciuto, qua 'il gioco' e' un elemento della narrazione, e' un 'punto di vista' pur particolare rispetto agli altri.

Non e' un rifugio dalla realta', quanto un punto di vista sulla stessa, che veicola in modo diretto una metafora sulla 'fede', sulle religioni, su quanto questo significhi a livello personale, ma contemporaneamente quanto possa apparire quasi grottesco dal di fuori per gli altri, per 'chi non ha una religione'.

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  • 1 month later...

A me m'ha fatto caà. :pazzia:

 

Pretenzioso come a volte riesco ad esserlo anch'io quando scrivo certi dialoghi per i fumetti, li rileggo, e mi faccio caà.

 

Patinato come un book delle clamp, ampolloso come certi passi di Anne Rice.

 

Si dice di Snyder, ma qui ad ogni scena madre mi aspettavo venisse fuori un profumo , un'automobile o una banca.

 

Estetica da supermarket.

 

E son stato buono.

 

Ma a me m'ha fatto veramente caà !

 

Con tutto il rispetto a chi è piaciuto eh, il modo è bello con tutti i suoi gusti, magari non son della sensibilità o della cultura giusta per apprezzarlo...

 

scusate, ora mi son sfogato.... :rolleyes:

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A me m'ha fatto caà. :pazzia:

 

Pretenzioso come a volte riesco ad esserlo anch'io quando scrivo certi dialoghi per i fumetti, li rileggo, e mi faccio caà.

 

Patinato come un book delle clamp, ampolloso come certi passi di Anne Rice.

 

Si dice di Snyder, ma qui ad ogni scena madre mi aspettavo venisse fuori un profumo , un'automobile o una banca.

 

Estetica da supermarket.

 

E son stato buono.

 

Ma a me m'ha fatto veramente caà !

 

Con tutto il rispetto a chi è piaciuto eh, il modo è bello con tutti i suoi gusti, magari non son della sensibilità o della cultura giusta per apprezzarlo...

 

scusate, ora mi son sfogato.... :rolleyes:

 

Uhm, :happy: una cosa sono i gusti, altra 'argomentare' i gusti con elementi inesistenti.

Non e' assolutamente pretenzioso; visto il tipo di film ci si doveva aspettare minimalismo alla Bresson?

 

La rappresentazione era del tutto funzionale alla narrazione, e mi viene quasi da sorridere al dover far notare che la scena di 'fantasia' era per forza di cose da girare in quel modo.

 

"estetica da supermarket" non lo comprendo.

 

Poi, non saprei, e' ovvio che per te il film non abbia funzionato, ma non ho neanche intravisto elementi di critica di per se'. :messicano:

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A me m'ha fatto caà. :pazzia:

 

Pretenzioso come a volte riesco ad esserlo anch'io quando scrivo certi dialoghi per i fumetti, li rileggo, e mi faccio caà.

 

Patinato come un book delle clamp, ampolloso come certi passi di Anne Rice.

 

Si dice di Snyder, ma qui ad ogni scena madre mi aspettavo venisse fuori un profumo , un'automobile o una banca.

 

Estetica da supermarket.

 

E son stato buono.

 

Ma a me m'ha fatto veramente caà !

 

Con tutto il rispetto a chi è piaciuto eh, il modo è bello con tutti i suoi gusti, magari non son della sensibilità o della cultura giusta per apprezzarlo...

 

scusate, ora mi son sfogato.... :rolleyes:

 

Uhm, :happy: una cosa sono i gusti, altra 'argomentare' i gusti con elementi inesistenti.

Non e' assolutamente pretenzioso; visto il tipo di film ci si doveva aspettare minimalismo alla Bresson?

 

La rappresentazione era del tutto funzionale alla narrazione, e mi viene quasi da sorridere al dover far notare che la scena di 'fantasia' era per forza di cose da girare in quel modo.

 

"estetica da supermarket" non lo comprendo.

 

Poi, non saprei, e' ovvio che per te il film non abbia funzionato, ma non ho neanche intravisto elementi di critica di per se'. :messicano:

 

No no, nessuna critica infatti :happy: ....

 

Era più un post di reazione, che di analisi. E' che confrontandolo con altri suoi precedenti, film mid-genere tipo Dark City, il da te citato Labirinto del Fauno, oppure l'ibrido Donnie Darko, che basava anch'esso il suo perno su una frase simbolo, avevano tutti un piglio personale, comunque identificativo. Vedendo l'immaginario di Franklyn mi sono passate davanti tutte le scene di questi film. ma non con valenza evocativa, solo come trito rimando, un'eco superficiale.

Città in decadenza e personaggi misteriosi e disperati in questo film sembrano in prestito da cose precedenti, non creati apposta per la narrazione. Mi ha comunicato tanto una progettazione a tavolino, ecco.

 

In più ci metti un'adattamento dei dialoghi magari un pò sopra le righe ( che comunque non è la prima colpa, o sua esclusiva...) , un eccessiva pomposità dei costumi, che appunto ricordano certe pubblicità, ed ecco spiegata la mia personale spietatezza. Come ormai sai apprezzo l'artigianalità, la personalità. Non si può dire che franklyn porti in dote un'estetica personale e creata apposta. Si è voluto creare un piccolo mondo, un universo "alternativo",ma si è utilizzato un pò qua un pò là, andando per scaffali, prendendo certe cose dal Corvo, altre dal modaiolo Twilight, altre dai film di Del Toro e gli altri che ho accennato prima , e via andare....

 

Almeno secondo la mia impressione, beninteso. Questo intendevo per estetica da supermarket. :sisi:

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Oppure molto piu' semplicemente l'autore ha preso dalle medesime fonti degli altri titoli citati, che non sono di per se' gioielli di originalita' ;)

 

Una cosa pero' e' il 'incollare' suggestioni e sensazioni, altra come ha fatto qui l'autore, rielaborarle in chiave personale e legata alla storia e ad un certo 'afflato' dissacratorio delle stesse, cosa per la quale oltretutto il film entra in tema anche con l'estetica rappresentata visivamente.

 

Poi di patinato ho visto ben poco, c'era disordine, sporco, una fotografia 'tagliata' e con l'uso di filtri particolari ma non mi pare con flou o altro del genere, ovviamente a parte la 'storia' di fantasia.

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Eh, bello vedere come le cose possono essere viste da tanti punti di vista diversi da diventare davvero cose diverse :happy: ...

 

Ia mia accezione di patinatura è un concetto di fotografia videoclippara e televisiva, aldilà della pulitezza o grana, filtro o montatura. Un essere "ganzo" un pò con furbizia...

 

Se mi dici che dovevo spiegarmi meglio hai ragione.... :giggle:

 

Comunque è una mia fisima, forse è perchè la storia di fondo non è nelle mie corde, che trovo tutti questi nei, magari presenti anche in film che idolatro...

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