Shuji Inviato 10 Luglio, 2010 Share Inviato 10 Luglio, 2010 Ci sono volte in cui si resta un po' tra il sorpreso e l'interdetto a riflettere su una produzione come questa. In breve il film e' la storia di un giornalista che incontrato un barbone per strada, il quale sa suonare bene un violino pur se su due corde. Prima il giornalista vuole scrivere un articolo su di lui, ma poi si avvicina sempre piu' all'uomo ed al musicista insieme. La parola giusta e' esattamente 'si avvicina'. Sara' per via dei ruoli in qualche modo ricoperti, ma i due 'scorrono' l'uno accanto all'altro senza mai realmente incontrarsi, e questo porta il discorso 'amicizia' ad essere alla fine meno che abbozzato. L'altro termine affianco ad 'amicizia' dovrebbe essere 'riscatto'. Ma anche qua il film fallisce per un motivo singolare: lo spettatore, considerando tra i due il barbone la 'parte piu' debole', tende ad aspettarsi una delle solite favolette di riscatto sociale. Ma in questo film non c'e' riscatto sociale, ma riscatto personale. Il fatto che alla fine, in una storia quindi sbilenca e fuori fuoco, il 'riscatto' e' del giornalista, riscatto individuale, in quanto alla fine fa i conti con se stesso, si apre ad una realta' che prima non conosceva, e con questo viatico un film apparentemente di mero riscatto sociale, diventa un film di condanna sociale, mostrando comunque in modo superficiale la condizione dei senzatetto, con il tema del 'riscatto' dato in pasto al wasp americano che alla fine fa pace con se stesso. In sintesi: questa 'soluzione' di continuita' tra gli elementi del riscatto fuorifuoco che alla fine risulta in una sorta di ipocrita autoassoluzione, e l'amicizia tra due persone che in realta' non diventano mai tali in un vortice di reciproco sfruttamento personale che a sua volta lambisce anch'esso una certa ipocrisia, rende il film in se' sintetizzabile con una parola che mi pare essere chiara, quale lo e' il tentativo di 'denuncia sociale' legato alla vita per strada. Ipocrita. Un film bellamente ipocrita fin dalla costruzione stessa della vicenda narrata, che nulla ha del riscatto, dell'amicizia, della denuncia sociale che pure in qualche modo pare siano i suoi pilastri principali dando una scorsa al trailer del film stesso. Ne parlo qua perche' poi l'ipocrisia supera il film stesso e tracima nella distribuzione stessa. Overseas questo film ha avuto una indicibile quantita' di spostamenti, ritardi, e quant'altro. Allo stesso modo in cui sembrava e si parlava di questo titolo per qualche premio agli oscar, mi pare per Downey Jr, per poi il tutto sfumare nel nulla. Commercialmente allo stato attuale e mi risulta ancora senza i dati dell'home video, gli entroiti in sala non hanno neanche raggiunto poco piu' della meta' del costo di realizzazione (mi pare sui 60m, con un incasso sui 36, dei quali 31 negli states e circa 5 overseas). Il film in se' non sarebbe male, ma c'e' troppa ipocrisia autoassolutoria dei wasp americani per far finta di nulla. Mi pare un film realizzato per dare una sponda al momento d'oro di Downey Jr, costruito attorno a lui, ma se fossi in lui farei molta attenzione. Una parte molto simile l'ha fatta Sean Connery con "Scoprendo Forrester"; al di la' di giudizi su quest'altro film in se', film con un auspicato afflato para-intimistico del genere, vanno sorretti da uno script e da una storia assolutamente perfetti. Cosa che non e' questo film. Voto: 2 p.s. Se volete riflettere su questi temi, potete anche fare qualcosa di meglio con la Colletta Alimentare. Con film del genere buttate solo tempo. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Erik Inviato 10 Luglio, 2010 Share Inviato 10 Luglio, 2010 Prima di tutto desidero ringraziarti Shuji, perché grazie a questa tua recensione potrò evitare adeguatamente questo film che, conoscendomi, mi avrebbe causato un'incontenibile giramento di coglioni. Devo dire però che questi sperimentalismi tematici e talvolta anche estetici non sono nuovi nella carriera di Robert Downey Jr. (penso a Fur ed A Scanner Darkly, in questo momento), segno che a Mr. Downey questa roba garba. O quantomeno gli garba affrontarla, interpretarla. La situazione di Sean Connery con "Scoprendo Forrester", tuttavia, la vedo differente: Connery era già a fine carriera e cercava, a mio modo di vedere, un film che potesse in qualche modo prolungarla, al contempo proponendo un "modello" di personaggio compatibile con l'età anagrafica del povero Sean, che se gli avessero chiesto un altro Entrapment, sarebbe probabilmente morto dalle palpitazioni. Robert Downey Jr., invece, è al top della sua rinata carriera e per questo, mi viene da pensare, avrà valutato questo film strano come "rischiabile". Scommessa persa, ma hei! L'hanno visto in 15! No big deal! Ora basta presentarlo al Comic-Con come Tony Stark e nessuno saprà mai che è accaduto. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 10 Luglio, 2010 Autore Share Inviato 10 Luglio, 2010 In effetti pensandoci il paragone piu' calzante e' forse con il canovaccio di Rain Man. Solo che sarebbe come se il fuoco di Rain Man non fosse su Hoffman, ma essenzialmente su Cruise; e come se non ci fosse un qualche tipo di 'scambio' empatico tra i due. Sono quei film che i produttori pensano di poter adoperare ogni tanto per raccattare premi. Ma gia' far film e' un arte difficile, per cogliere il favore del pubblico, se poi si realizza un'opera sghangherata come questa.... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Boyd Inviato 12 Luglio, 2010 Share Inviato 12 Luglio, 2010 (modificato) Ma la cosa in assoluto più irritante è che il film trasuda il fetore insopportabile di operazione studiata a tavolino per mirare surrettiziamente agli Oscar, un po' come certi film di Scorsese (Gangs of New York o Aviator). A me piacciono sempre tanto le recensioni di Sciuggi che trovo intelligenti, sagaci, articolate e dalla prosa colta e deliziosa. Modificato 12 Luglio, 2010 da Boyd Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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