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The Last (comics) of Us (letture, suggerimenti e scleri di vario tipo)


Chocozell

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On 7/23/2024 at 9:07 AM, Chocozell said:

Letto anche Mr. Miracle.

A caldo direi che mi ha lasciato piuttosto indifferente (matite a parte). Lo metto sopra Strange Adventures, perché laddove questi era telefonato, MM invece ti dà l'illusione che stia sempre per succedere qualcosa, salvo poi non succedere nulla, se non la normalità della vita (figli, depressione, guerre personali, familiari, lavorative, lutto, il mix di tutto ecc...).

Di suo, mi sembra che l'argomento portante sia la crescita. Scott smette di essere un personaggio cristallizzato nel tempo, ma affronta avvenimenti "normali" che cambiano la sua "continuity" e che lo portano fuori dal mondo fanciullesco in cui era nato (non NG, ma i Comics). Tant'è che Oberon alla fine glielo dice, gli dice che il mondo dei supereroi (quello da ragazzino) non è reale. Orion gli dice che il mondo che si è costruito, un mondo reale, non vale la pena di essere vissuto, lui preferisce la fantasia e non approva, pur non biasimando la scelta finale di rimanere nella realtà, mentre l'altopadre è ciò che c'è stato prima di lui e che ha portato Scott a essere ciò che è. Un passato non suo.

E Darkseid? Darkseid è quella figura che c'è e non c'è per tutto il tempo. Si palesa solo alla fine, ma manovra la vita di Scott per tutto il tempo. Imho rappresenta ne rappresenta i traumi.

Così, a caldo.

Un'altra cosa che volevo scrivere, ma che mi è passato di mente, riguarda il suicidio iniziale.

Secondo me non è riuscito. Oltre a servire come "la" per la storia, imho ha la funzione di creare un prima e un dopo, dove il prima rappresenta la vita a pezzi di Scott, di cui non sappiamo nulla, se non ciò che viene dal mondo fumettistico (ma in realtà potrebbe anche aver venduto banane fino al giorno prima). Il dopo invece è la vita che si normalizza: non è riuscito a suicidarsi, quindi deve fare i conti con ciò che lo ha portato a quel gesto. Cioè, imho è un punto di rottura, per dire al lettore "Non è lo Scott Free di Kirby o della JL/I/A". Contemporaneamente, è la summa di tutto ciò che il protagonista ha accumulato nell'arco della sua vita. Però man mano che la lettura procede, Scott guarisce/supera/accetta la sua condizione e inizia a comportarsi a modo, tant'è che più la storia prosegue, più lui "cresce"(non saprei che altro termine usare), più le ferite sui polsi guariscono. Alla fine rimangono solo delle cicatrici, come per qualsiasi trauma o tragedia.

Anche i proclami finali (sapete, quelli delle ultime pagine "Nel prossimo numero la più grande sfida" ecc...) hanno questa funzione di indurre il lettore ad aspettare e aspettare e aspettare, come se ci dovesse essere una svolta.

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  • 1 month later...
  • 1 year later...

Recuperata Human Target di Tom King.
Bellissima. Qui King ha fatto centro in pieno su tutto. Caratterizzazione, stile, atmosfera, dialoghi mai banali. E che disegni/chine. Un noir davvero bella e intrigante. Una storia noir classica, del tipo che non passa mai di moda e che non ha tempo. Credo sia l'unica altra opera di King ad essermi piaciuta, finora, oltre Mr. Miracle.
 

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