Jump to content
Pluschan

Abacab

  • entries
    17
  • comments
    98
  • views
    36,554

Dieci


Garion-Oh

1,056 views

Questo è il primo di tre post in cui parlerò della mia ultima vacanza in Giappone. Si intitola “Dieci” perché si trattava del mio decimo viaggio nella terra del Sol Levante.

 

gundam.jpg

 

Dunque, che dire? L’avventura inizia già all’aeroporto quando in attesa dell’apertura del gate per imbarcarmi mi raggiunge la notizia di Tokyo colpita dal terremoto. Magnitudo 6,9. Urca. Il terremoto che distrusse Kobe era di magnitudo 7,1 e quindi un po’ mi preoccupo, ma visto che il volo non viene cancellato direi che non è successo nulla di grave. Difatti a Tokyo non era successo nulla di nulla. In seguito a una seconda scossa nel giorno successivo (che mi ha svegliato nella notte) è invece crollato un tratto dell’autostrada nella prefettura di Shizuoka. Le prime immagini televisive mostrano il tratto franato con già le ruspe all’opera per mettere in sicurezza la strada.Ma l’arrivo a Tokyo viene viziato da un altro evento naturale: il tifone. Questa per me sì che è stata una prima esperienza (mentre i terremoti li avevo già sentiti). Dire che c’era il diluvio universale è poco. Giunto alla stazione di Shinjuku mi dirigo coi miei compagni di viaggio all’uscita ovest e raggiungiamo l’hotel con i taxi (normalmente la si farebbe a piedi, ma con quella pioggia…). Dato che l’arrivo è stato in mattinata (con un’ora di ritardo, ma grazie ad Alitalia) il pomeriggio prevedeva una escursione al Mandarake di Nakano. Anche con la pioggia rimane una meta fattibile, visto che è all’interno di un centro commerciale. Comunque una volta usciti dall’hotel la pioggia era cessata… solo che c’era un’afa incredibile. A Tokyo quando d’estate piove non si rinfresca per nulla l’aria, anzi diventa tutto più umido e afoso! Il secondo giorno prevedeva due mete, ma quella della mattina salta perché uno dei miei compagni di viaggio non si sente bene. Dato che è piuttosto preoccupato (fitte in zona appendice…) si decide di portarlo all’ospedale per una visita. A Nishi Shinjuku c’è giustappunto la Tokyo Medical University Hospital (sì, un ospedale universitario! Visto che traduco Team Medical Dragon sarà un caso? Il mio amico che il manga lo legge, non si sente tanto sicuro). Vabbè, in sostanza siamo arrivati lì alle 9 di mattina, abbiamo fatto la ID Card, poi la visita medica, le lastre, l’ulteriore visita e per le 12 eravamo già fuori. Il dottor Asada ce l’avrà perché i dottori giapponesi pensano solo alla carriera, ma in quanto a efficienza c’è comunque molto da imparare da loro. Ah, il mio amico aveva solo un po’ di stress (ma trattandosi del suo primo volo intercontinentale, capisco che certi effetti collaterali possano manifestarsi). Ad ogni modo, ho dovuto ovviamente fare da interprete per spiegare al dottore giapponese i sintomi e tutto quanto, del fatto che eravamo appena arrivati da un volo intercontinentale, ecc… Quando gli ho detto che vivevo anche io in Italia è rimasto stupito, perché da come parlavo pensava che abitassi in Giappone. Beh, in realtà non è che parli il giapponese così bene, ma suppongo che il mio conoscere tutti i termini medici lo abbia ingannato. Sapesse dottore, sapesse! Dopo questa avventura non preventivata (col senno di poi visitare un ospedale giapponese è stato carino, anche se lì per lì non è stato per nulla divertente) riprende il nostro viaggio turistico. Dato che ogni volta accompagno gente che in Giappone non ci è mai stata, mi tocca tornare più o meno nei soliti posti. Beh, come guida è un vantaggio perché so già come muovermi, che ristorante scegliere, e cose del genere. C’è da dire però che anche se ormai conosco certi luoghi di Kamakura a menadito (tipo il tempio di Hase e il Grande Budda) tornarci per andare al Kaiten Sushi coi sushi extra (la fetta di pesce è lunga tre volte il blocchetto di riso!) e mangiare il gelato alla patata (Murasaki imo, è viola. Ed è buonissimo quello che vendono a Kamakura) è sempre un buon incentivo! Io non sono un mangione, ma a certe specialità giapponesi non so proprio dire di no. D’altronde nell’assolata estate giapponese cosa c’è di meglio del sushi e del gelato? La melon soda! Ne bevo talmente tanta che a un certo punto inizio a pensare che mi scorra nel sangue :-D Due parole sull’estate in sé. So che molti evitano di andare in Giappone d’estate per il caldo afoso (ma mi pare che quest’anno in Italia sia stato anche peggio), ma io mi ci sono sempre trovato benissimo. Certo, in primavera è tutto fiorito e in autunno le foglie rosse colorano in modo incredibile in giardini, ma l’estate ha le cicale, un’atmosfera di tempo immobile molto palpabile (l’estate infinita! A volte credo che esista davvero), specie in certe località fuorimano. Ovvio, se si è sensibili alla luce solare può essere un guaio, ma per quanto riguarda l’idratazione non c’è problema, vista la densità con cui le macchinette che vendono bibite sono distribuite sul suolo giapponese. A dispetto del caldo però, ci sono sempre in giro un sacco di turisti. E quest’anno ce n’erano un sacco di italiani. Sono proprio passati i tempi in cui quando incontravi un italiano ti ci fermavi a parlargli visto il raro evento. Quest’anno mi pareva che tutti gli occidentali che si potevano incontrare fossero italiani. Di fatto, di solito quando ne vedevo qualcuno in difficoltà intervenivo per aiutare, ma quando ti trovi davanti una comitiva composta da una decina di persone che si muove a cazzo, che non si sa bene perché sia lì e che si esprime irridendo i locali usando il proprio dialetto d’origine beh… fatti vostri. Statevene nel vostro brodo ;-)La parte di vacanza dedicata a Tokyo la concludo con la visita di Odaiba e del Comiket. Il primo obiettivo è decisamente il Gundam che però sinceramente… mi ha deluso. Perché? Beh, perché si tratta di un model kit in scala 1:1. Tomino sarà stato anche contento della cosa (temeva che sembrasse una vera arma da guerra), ma a me ha lasciato un po’ freddino. Forse anche perché quello era il Gundam ver. Ka! Non ha senso che per celebrare il trentennale della serie del 1979 facciamo come statua una rielaborazione successiva all’originale! Sulla strada visito anche il centro commerciale vicino alla fermata di Daiba (teatro del primo episodio di Tokyo Magnitude 8.0) e quindi è ora di quella gabbia di matti che è il Comiket. Al piano di sotto ci sono le dojinshi, che quest’anno ho bellamente evitato. Sul tetto invece ci sono i cosplayer e gli stand delle case editrici. Quest’anno è stato stimato che nei 3 giorni della manifestazione ci siano stati 560000 visitatori, quindi diciamo che io la domenica ne avrò visti 180000. A me continua a sembrare incredibile che una tale massa di gente si muova per delle dojinshi. Per avere i gadget limited che vendono agli stand delle case editrici invece già un po’ lo comprendo, ma quest’anno in esposizione c’erano solo serie discutibili, e quando lo stand più visitato è quello della Rondo Robe si capiscono molte cose. Poi quando c’è qualche intervento di una doppiatrice è il finimondo, la paralisi totale!

 

comiket.jpg

 

La vacanza prosegue poi nel Kansai, con base a Osaka. Qui l’atmosfera è più rilassata rispetto a Tokyo. C’è da dire che Tokyo nella sua freneticità è comunque molto ordinata. A Osaka pure c’è molto ordine, ma la popolazione è più rilassata (così come l’esposizione delle merci, ma ne parlerò in apposito post). Poi qui ci sono anche molte più mete turistiche di tipo storico, ed aiutano a dare un’aria più spirituale alla visita. Per quanto possano essere pieni di turisti, luoghi come il castello di Himeji, il castello Nijo e il tempio Kyomizu fanno sempre la loro figura. Poi Kyoto ha talmente tanti templi che ogni volta insieme a quelli più famosi da mostrare agli amici, ci inserisco sempre qualcuno di secondo piano. Questa volta è toccato al Tenryuji, tempio zen in quel di Arashiyama. Beh, i turisti non mancavano ma molti meno che in altri luoghi. Poi la zona periferica e l’atmosfera zen fanno il resto. A Kyoto poi c’è una catena di Kaiten Sushi che vende tutti i piattini a 100 yen e che non mette il wasabi nel riso. Risultato: scorpacciata! I miei piani prevedevano una sola visita al ristorante, ma visto il successo presso i compagni di viaggio si è fatto il bis! Sempre sul fronte delizie del palato, un altro appuntamento imprescindibile è Kobe col suo famoso manzo. La carne in Giappone costa cara, carissima, ma se si conoscono i posti puoi anche spendere 3600 yen in 4 persone ed uscire con la pancia piena! Potere dell’esperienza ;-) Il resto delle visite è nei classici luoghi per turisti come Nara e Miyajima. Quest’anno ne fa un po’ le spese Osaka città che non viene visitata per nulla, se si esclude la Den Den Town, ma sinceramente come città ha poco da offrire. Il castello con il museo dello shogun Mitsukini Mito è molto carino, ma l’ascensore interno lo squalifica un bel po’. Il ritorno a casa quest’anno parte dal fantascientifico aeroporto internazionale di Kansai, quello costruito sull’isola artificiale nella baia di Osaka. Come struttura è imponente, ma una volta arrivati al gate d’imbarco i negozi per i turisti non offronto moltissimo (mentre quelli di Narita sono pieni zeppi delle cose più disparate). L’arrivo in Italia prevede uno scalo all’aeroporto di Roma Fiumicino. Dopo due settimane in Giappone lo shock del ritorno in Italia è sempre fortissimo. Essendosi abituati ad altri ritmi, la disorganizzazione e l’inciviltà ti colpiscono come delle frustate. Un brusco ritorno alla realtà, direi. Arrivederci Giappone! Mata ne!

10 Comments


Recommended Comments

l'ospedale universitario! :pazzia: il comiketto :pazzia: denden town :pazzia: il sushi :pazzia: il gelato alla patata :pazzia: (chissa' perche' a sentirlo nominare m'e' venuto in mente mu :giggle:) il manzo di kobe :pazzia: il ritorno in italia :crying: (ho provato lo stesso quando so' tornato l'anno scorso, ma pure quando ero tornato da londra avevo pensato la stessa cosa :goccia:)

Link to comment

La gente al Comiketto! :pazzia:

 

Rollo, dobbiamo anticipare di un'ora la partenza per il TGS. MINIMO, un'ora :fear:

 

EDIT: ah, ovviamente, complimenti a Giroro per lo splendido post! :thumbsup: Sotto col resto! :-*

Link to comment

Ok, ok.

 

Ci Andiamo prima.

 

Già mi sono accordato per il tour dei ristoranti ad Agosto prossimo :lolla:

Link to comment

Che bello!

Garion, mi faresti da guida in un'eventuale futuro viaggio in Nippolandia? :D

 

P.S: per favore rispondi al commento nell'altra entry del tuo blog. ;)

Link to comment

Carina la puntata all'ospedale. Sono un tipo che non si preoccupa mai e minimizza sempre tutti i suoi sintomi, non so se esista un termine contrario a 'ipocondria' (ipercondria? °_°), ma davvero hai avuto occasione di fare un'esperienza interlinguistica particolare e preziosa. Di certo non la base di una visita turistica. ;)

 

Il Comiket non lo capirò mai. Il cibo giapponese, specie a Osaka, è una delle cose più gustoste del Giappone.

 

Dal Giappone all'Italia è sempre una doccia svedese, sì.

Link to comment

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
×
×
  • Create New...

Important Information

By using this site, you agree to our Terms of Use.