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Otaku The Origin


Garion-Oh

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Visto che se n’è tanto parlato, ho pensato di fare un po’ di retrospettiva sull’origine degli otaku. Ma parlare di quando e come si sono creati è piuttosto complicato (e lungo), quindi mi concentrerò sul parlare di quando hanno iniziato a manifestarsi e quali erano i gusti della prima generazione.Per questo bisogna parlare della prima metà degli anni ’80.Ok, tutti sapete che ci sono stati Uchu Senkan Yamato e Gundam. L’animazione sembra uscire dai confini degli spettacoli per bambini. Però gli anni ’80 sono anche quelli dove si è coniato il termine “lolicon” e all’inizio non aveva certo la connotazione di pedofilia che ha oggi. Il termine era visto positivamente, e molto giovani affermavano con candore “sono un lolicon”. La connotazione negativa è arrivata solo nel 1989, con la faccenda di Tsutomu Miyazaki. Detto questo, si può dire che la cultura di nicchia per i futuri otaku nel finire degli anni ’70 si concentrava attorno alla figura di Hideo Azuma (le cui opere continueranno ad avere una forte influenza nei primi anni ’80), ma soprattutto spuntò fuori Lamù. Un’orgia di situazioni in cui gli appassionati sguazzavamo. Rimandi SF, ragazze seminude, situazioni assurde. La sensazione di caotico data dalla presenza in massa di tutti i personaggi di Uruseiyatsura rimarrà indelebile nei fan. Quanto agli animefan (o mangafan) è chiaro che esistevano da almeno un decennio, vista anche la nascita del Comiket nel 1975. È stato al Comiket che si sono visti i primi cosplay (ma all’epoca non si chiamavano ancora così).Ma torniamo al principio. Nei primi anni ’80 è stato creato e utilizzato dagli animefan il termine lolicon. Perchè? Cos’era successo? Era successo che il 15 dicembre 1979 l’estetica lolicon aveva trovato il suo bersaglio, catalizzando l’attenzione generale. Per un personaggio che forse ai giorni d’oggi non ci appare poi tanto lolicon, ma questo ci aiuta anche a capire la differenza d’interpretazione dell’epoca. Comunque, esce questo film, con questo personaggio, ed è come dare fuoco a una miccia. Sto parlando ovviamente di Lupin III Il castello di Cagliostro, e il personaggio è Clarisse.Strali di dojinshi inondano il mercato, catalizzano l’attenzione. Per gli animefan esiste solo Clarisse. E crescono di numero dopo avere visto Clarisse.

 

Un esempio di dojinshi. Esistevano anche quelle intitolate proprio a Clarisse

(Un esempio di dojinshi. Esistevano anche quelle intitolate proprio a Clarisse)

 

Nel dicembre 1980 il termine lolicon inizia ad apparire ufficialmente sulle riviste di settore, coinvolgendo retrospettivamente anche i personaggi di Hideo Azuma.

 

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(Un servizio su Azuma e il Lolicon, notare Angie Girl)

 

In breve lolicon diventa sinonimo di “ragazza degli anime”. La rivista che catalizza l’interesse degli animefan è Fanroad.

 

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(Fanroad)

 

L’interesse cresce, gli appassionati aumentano. Poi succede l’impensabile.Il 22 febbraio 1981 Sunrise organizza all’uscita est della stazione di Shinjuku, di fronte allo Studio Alta, una manifestazione per promuovere la riduzione cinematografica di Gundam. La manifestazione si chiama “Proclamazione della nuova era dell’animazione” (anime shinseiki sengen アニメ新世紀宣言). Il numero dei partecipanti fu impensabile, lasciando di sasso anche Sunrise stessa. La gente aveva iniziato a radunarsi alle 8 di mattina del giorno prima, passando poi la notte guardando gli spettacoli notturni al cinema. Il giorno stesso la coda ripartiva alle 4 di mattina. Alle 8 di mattina sembrava che tutto il pubblico fosse arrivato, ma all’una di pomeriggio ci fu un nuovo exploit di partecipanti, in concomitanza con l’inizio della manifestazione. Furono contate più di 15000 persone fra ragazzi e ragazze (l’età dei partecipanti andava dai 16 anni in su).

 

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Lo stesso Yoshiyuki Tomino ebbe a dire queste parole su quanto avvenuto. “Agli adulti che dicono anime = manga = volgarità vorrei chiedere se capiscono perchè tutti questi giovani si sono radunati qui”. Poi sul palco principale un ragazzo vestito da Char Aznable con a fianco una Lalah Sune legge la famosa proclamazione. L’evento era talmente incredibile che accorsero anche le tv. Quel Char Aznable irruppe nelle case di tutti i giapponesi. Le televisioni stavano solo raccontando di un evento bizzarro successo a Shinjuku, ma tutti gli animefan dispersi per il paese che credevano magari di essere i soli ad amare ancora gli anime pur non essendo più bambini, scoprirono un nuovo mondo. Di non essere soli. Per inciso, quel cosplayer di Char era un giovane Mamoru Nagano, e Lalah era impersonata dalla sua futura moglie.Nel maggio del 1981 Fanroad pubblica un servizio sull’evento. Inoltre si riflette sul fatto che così come esistono gli uomini attratti dalle ragazzine, devono esserci donne attratte dai ragazzini. E dato che lolicon deriva da Lolita, le donne saranno attratte da un personaggio tipo Shotaro. Da cui shotacon.Ma non era ancora finita. Il 20 agosto 1981 ad Osaka parte il 20° congresso sulla fantascienza, chiamato “Daicon III”. Si tratta di una manifestazione organizzata da Toshio Okada e Yasuhiro Takeda. Come si sa, la sigla della manifestazione viene curata da alcuni studenti dell’università d’arte di Osaka: Hideaki Anno, Hiroyuki Yamaga, Takami Akai. Nel febbraio 1982 Toshio Okada apre a Osaka un negozio chiamato “General Product”. Rimarrà attivo fino al 1992 (Il suo posto verrà poi preso da Jungle. Nell’aprile 2009 Jungle si è fusa con Robot Factory e ha cambiato sede). General Product nasce proprio per vendere i gadget legati ai personaggi di Daicon III. Tazze, magliette, francobolli, poster, resin kit... Ma anche materiale legato alla sf, a Ultraman a Hideo Azuma. In realtà la GP esisteva anche prima. Okada che aveva mollato gli studi, aveva ricevuto da suo padre dei soldi per aprire un’attività. Quindi egli si dedicò ai garage kit, e in un primo tempo la sede di GP era proprio casa sua. Il salto di qualità lo si fece con Daicon III e l’incontro con Anno e soci.

 

Una pagina del catalogo della General Product

(una pagina del catalogo della General Product)

 

Nell’aprile 1982 la rivista Animage dedica la copertina al terzo film di Gundam, ma soprattutto omaggia i suoi acquirenti con le carte lolicon!

 

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A compendio, ecco la classifica dei personaggi preferiti secondo la classifica di Animage nel giugno 1982.

 

Classifica per il pubblico maschile:

 

1) Clarisse De Cagliostro

2) Char Aznable

3) Captain Harlock

4) Lupin III

5) Sayla Mass

6) Maetel

7) Conan

8) Amuro Ray 

9) Lana

10) Haran Banjo

11) Susumu Kodai

12) Lamù

13) Joe Yabuki

14) Sasha

15) Joe Shimamura

16) Tetsuro Hoshino

17) Lonard M Bundle

18) Marin Raigan

19) Akira Hibiki

20) Toriton

 

Classifica per il pubblico femminile:

 

1) Char Aznable

2) Joe Shimamura

3) Captain Harlock

4) Susumu Kodai

5) Amuro Ray

6) Lupin III

7) Joe Yabuki

8) Akira Hibiki

9) Conan

10) Tetsuro Hoshino

11) Leonard M Bundle

12) Clarisse De Cagliostro

13) Sayla Mass

14) Maetel

15) Toriton

16) Marin Raigan

17) Kai Shiden

18) Haran Banjo

19) Lamù

20) Lana

 

Nel maggio 1982 le copertine delle riviste sono dedicate ai film di Ideon. Per promuovere Ideon la Sunrise organizza un nuovo evento. Come saprete nelle feste giapponesi dedicate agli dei, si è soliti trasportare un palanchino che rappresenta il dio stesso. Ovviamente, per Ideon è stato fatto qualcosa di simile.

 

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Nell’ottobre 1982 inizia la serie tv di Macross. La prima volta che Hikaru incontra Minmay le da del tu usando il pronome “otaku”. Sarebbe normale, dato che lui non sa nulla di lei. Ma la raffica di “otaku” che Hikaru ripete viene trovata divertente dagli animefan. Quindi iniziano a darsi del tu usando otaku, termine che trova la sua esplosione nel successivo Comiket, dove si può sentire da tutte le parti otaku, otaku, otaku. E quindi, gli animefan da quel momento diventano gli otaku.Le tre spie aliene Walera Rori e Conda (warera lolicon da, noi siamo dei lolicon) a bordo dell’SDF-1 ruberanno una bambolina di Minmay da un negozio di giocattoli chiamato “General Product”. Macross rappresenta l’atto creativo degli animefan stessi. Da semplici fan di Gundam, Shoji Kawamori e Haruhiko Mikimoto diventano creatori, imprimendo per la prima volta il concetto di anime creato dai fan per i fan. Con Macross il dado è tratto definitivamente. Nel giugno 1983 sulla rivista Hobby Animec (costola di Fanroad) compare un manga disegnato da Takami Akai, intitolato “Piece o tsukae” chiara parodia di “Ace o nerae” in salsa otaku, con il terribile allenamento per montare bene i model kit. Vi ricorda qualcosa?

 

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È un periodo di convention, dojinshi, cosplay. Un fiorire di manifestazioni.Nell’agosto 1983 inizia il 22° congresso della fantascienza di Osaka. Il Daicon IV.Anche questa volta la manifestazione è organizzata da Toshio Okada e Yasuhiro Takeda. Il filmato di apertura è realizzato dai soliti noti, e diventa la summa degli ultimi 4 anni di animazione e fantascienza. Le due portaerei del Macross vengono sostituite dall’Arcadia e dalla Yamato. Daicon IV irrompe anche su tutte le riviste del settore, diventando un corto di culto.

 

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L’11 febbraio 1984 esce al cinema “Uruseiyatsura 2: Beautiful Dreamer”, di Mamoru Oshii. Il film non è un successo come il primo della serie, e capita anche in un periodo dove le classifiche sono dominate da Nausicaa. Però raggiunge comunque il 7° posto in classifica e pur non essendo campione d’incassi è molto ben recensito dalle riviste del settore e amato dai fan. Con questo film Oshii mostra per la prima volta gli otaku dall’interno, in un processo di autoanalisi che poi verrà ripreso dalla ventura Gainax negli anni successivi. Il bellissimo sogno di Lamù è che il tempo non passi mai, che si rimanga sempre ragazzi, immersi in quelle gioie.Il 21 luglio 1984 esce il film di Macross ai cinema. È un buon successo. Il film incassa 700 milioni di yen, “ai oboete imasuka” imperversa sulle radio ed è 7° nelle classifiche di vendita. È l’ennesima riprova del grande seguito degli anime presso il pubblico generalista oltre che presso gli otaku, ma ironicamente a suo modo segna anche una fine e un periodo di immobilismo. Gli anime iniziano a trasferirsi nel solo mercato home video, realizzando sempre più storie da otaku per otaku (Macross insegna) e per dare una scossa all’ambiente bisognerà aspettare “Top o Nerae! Gunbuster” nel 1988. Però ormai si tratterà solo di un successo circoscritto e limitato al circuito degli appassionati. Sara' l'ultima scintilla della prima generazione.

18 Comments


Recommended Comments

Caro Garion,

 

non ti si può che ringraziare per questo magnifico pezzo, così documentato e ricco di informazioni. Grazie per la fatica che ti deve essere costato scriverlo, come ogni buona scrittura costa fatica. :)

 

Complimenti a parte, mi permetto di aggiungere un'osservazione a mio modo di vedere cruciale.

 

Il pezzo è squisitamente focalizzato sull'otaku come 'anime/manga otaku', ma sappiamo che poi il termine è stato retroattivamente applicato a una casistica sociologica più ampia.

 

E anche più antica.

 

In questo, mi riferisco alla prima parte, ovvero quella a mio dire più interessante e condivisibile, della speculazione di Okada Toshio. Ovvero: otakuzoku come prodotto subculturale del Giappone postbellico. Otaku come frutto nato in quel crogiolo di intrattenimento multuculturale che fu quel Giappone, con un benessere diffuso in crescita.

 

Credo sia un punto focale, ed è la ragione per cui ho personalmnte elaborato la teoria di Okda aggiungendo la 'generazione zero' all'inizio del tutto.

 

Che ne pensi?

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Che ne pensi?

 

Documentandomi qua e la' ho rintracciato articoli risalenti fino anche all'inizio del secolo scorso. Pero' non avevo tempo per dedicarmi alla catalogazione e alla traduzione di tutto quel materiale, percui mi sono concentrato sulla nascita della prima generazione, ritenendolo piu' interessante per gli utenti di pluschan. Non escludo ovviamente di parlarne prima o poi. E si', e' chiaramente una generazione zero, il cui punto focale probabilmente e' stata l'esposizione universale di Osaka del 1970.

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Il sistema continua a mangiarmi messaggi, è frustrante.

 

Riprovo.

 

Non credo che la 'generazione zero' abbia un vero referente. Credo che si tratti semplicemente del brodo primordiale dell'otakuzoku, ovvero di una società -come quella giapponese del dopoguerra ormai in avviata ricostruzione- che da un lato permetteva una diffusione di benessere tale da indurre a una certa potenziale 'proroga d'infanzia/adolescenza e dei suoi idoli', e dall'altra mercificava una gran mole di merchandise, sia interno (i film Toho, i daikajuu, i primi sentai) che d'importazione (fantascieza sia letteraria che audiovisiva, etc). Un mondo infantile già abbastanza dorato da essere poi rimpianto per tutta la vita, insomma. Credo sia l'humus dell'otakuzoku, che per me è un fenomeno spontaneo di una certa situazione socioeconomica delle società industrializzate consumistiche a benessere diffuso.

 

Curiosamente, il Daicon IV opening anime è un perfetto esempio, anzi un monumento, del coacervo che cito. Dall'entertainment made in USA a quello giapponese autocnoto, c'è tutto. E risuonano le note di Twilight, il cui testo è davvero anatemico, e precorre il dramma di chi segue l'Otaku no Michi: come si torna indietro, quando il fasto e l'eye candy inizia a disgutare?

 

Personalmente vedo Macross come un punto di discontinuità: la prima animazione 'da otaku per otaku' è made in Gainax, o Daicon, se vogliamo. Macross era proprio al limitare, lo vedo come un territorio ibrido. Altrimenti anche Cagliostro sarebbe già nella stessa generazione. Del resto, Miyazaki era un bimbo fortunato che si poteva permettere di ammirare le linee degli Zero quando altri ci morivano, e leggeva letteratura per l'infanzia occidentale mentre altri non potevano neppure sognarsela.

 

E ha continuato a parlare delle sue passioni, a disegnare i suoi mondi ideali popolati dalle sue ragazzette ideali per tutta la vita.

 

Chi disse "nigecha dame da?"

 

Beh, Miyazaki non l'ha sentito. E' fuggito nel suo studio d'animazione, nel suo regno di fantasia. Mentre una moglie cresceva a casa un figlio che poi avrebbe detto di non conoscere suo padre come padre.

 

L'autocritica insita nel personaggio di Fujimoto è davvero stridente. A volte la vecchiaia fa bene. ;)

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No, ovvero non solo.

 

Il girellismo è l'attaccamento spesso a-critico a un idoli di infanzia, il che è molto più comune e vasto del fenomeno otaku. La mentalità dell'otaku vivev di una passione molto più intensa, scavatrice (= si documenta, va a fondo) e più critica. Inoltre, l'otaku in genere è attaccato a certe forme espressive oltre che a certe espressioni effettive. Quindi non solo 'il libro di SF letto da piccolo', ma 'i libri di SF'. L'otakuismo, più che la celebrazione della propria infanzia tout-cour, è la proroga ad libitum di quella. Altrimenti non esisterebbero i Saint Cloth MYTH, no? ;)

 

Garion: ci credi che non l'avevo mai notato? E' evidente quanto tutto il design della 'generazione Cream Lemon' sia derivato da quello di Azuma. E direi anche tutta la generazione di "guerriere fantasy in bikini armor" che ne seguì a breve...

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Eccellente articolo! Molti fatti non li conoscevo, adesso grazie a te quelle lacune sono state riempite. :thumbsup:

Solo una domanda: quali erano più o meno i contenuti della proclamazione letta da Nagano a quella manifestazione?

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LOL Mamoru Nagano; assieme al manga "con il terribile allenamento per montare bene i model kit" (vedere vedere!) e' una di quelle cose che non mi sarei mai immaginato.

Cmq complimenti, ottimo pezzo ricco di spiegazioni interessanti. Spero in una seconda parte.

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Solo una domanda: quali erano più o meno i contenuti della proclamazione letta da Nagano a quella manifestazione?

 

"Noi... per la prima volta abbiamo in mano gli anime della nostra epoca. Kidou Senshi Gundam è l'anime newtype creato per superare il concetto di mittente e destinatario"-"E ora, giuriamolo rivolti al futuro. Noi proclamiamo l'apertura della nostra epoca agli anime e l'inizio della nuova era degli anime".

Probabilmente il discorso era piu' lungo, ma sono riuscito a recuperare solo queste due frasi.

Ah e anche "And now…in anticipation of your insight into the future". Per chi si chiedesse il senso di quella frase alla fine del terzo film di Gundam.

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Ed ecco svelata quindi la vera identità di Tanaka :rotfl:

 

DAICON III

http://www.youtube.com/watch?v=jiPuBUGInDA

 

(le citazioni di Ideon :fash1: )

 

DAICON IV

http://www.youtube.com/watch?v=XFGo041te08&feature=relatedhttp://www.youtube.com/watch?v=XFGo041te08&feature=related

 

La rori stile Azuma diventa la Clarisse di Miyazaki :sisi:

in effetti a ben pensarsi il personaggio di Dyce ricorda molto certi individui creati da Azuma (o viceversa?); Miyazaki e Azuma hanno qualcosa in comune, chi glielo dice ad Alberto? :rotfl:

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Si era già discusso (con tanto di referente autentico) di come la DaiconVI Opening Animation Onnanoko fosse un mix di una coniglietta di Playboy con un personaggio di Dunbine, mi pare. Garion ricorderà.

 

Tanaka di Otaku no Video direi che è un avatar di Okada Toshio dei tempi. :)

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Davvero un pezzo splendido, emozionante, ricco di storia e spunti. Sono davvero fiero di averti qua insieme a noi, non ti ringrazierò mai abbastanza per tutte le cose che imparo ogni volta che leggo i tuoi scritti. Grazie, grazie ancora.

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Ottimo pezzo, Garion! Ben scritto e soprattutto molto ben documentato (è tuttora impressionante quanto fossero consapevoli Tomino e soci, e l'aneddoto di Nagano mi ha molto divertito).

 

Non so se si possa prendere Macross come "primo" riferimento storico di produzione-di-appassionati-per-appassionati: Shito parla di territorio ibrido, in effetti.

 

Forse le due posizioni possono conciliarsi, se consideriamo la saga dell'SDF-1 come la prima "vera" irruzione nel mainstream (dunque come "ibrida" in tal senso), o ingresso a pieno titolo nell'industria del settore... voi che ne dite?

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Garion, volevo chiedere: esiste qualche testo che racconti tutta la storia fin dall'inizio spiegando tutto nei minimi dettagli?

Perché l'articolo da te scritto, pur se infarcito di informazioni non spiega tutti i retroscena e le basi. Basi che sarebbero necessarie per la corretta comprensione.

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Garion, volevo chiedere: esiste qualche testo che racconti tutta la storia fin dall'inizio spiegando tutto nei minimi dettagli?

 

No.

 

Perché l'articolo da te scritto, pur se infarcito di informazioni non spiega tutti i retroscena e le basi. Basi che sarebbero necessarie per la corretta comprensione.

 

Che retroscena vuoi sapere?

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