Ho letto di tante "polemiche" intorno a Ivo De Palma (bersagliato a quanto ho capito tanto dai nostalgici quanto dai puristi), personalmente non ho mai avuto modo di parlare con lui (mi pare che posti anche nei forum) però mi sono fatto l'impressione di una persona intenzionata più che altro a "difendere" il proprio lavoro e un'eventuale riconferma sui suoi ruoli.
E' sicuramente una figura istrionica, però ci vedo una differenza basilare con le dichiarazioni fatte dal collaboratore di Carabelli sulle scelte e i cambiamenti nell'adattamento classico (dichiarazioni a cui poi non credo molto perché mi sembrano troppo dettagliate considerando i pochi mezzi e la scarsa conoscenza del prodotto che avevano allora. es. "Fish come onomatopea del lancio delle rose").
De Palma si è trovato a lavorare come semplice attore con dialoghi e adattamenti fatti da altri, quando era ancora giovane e sicuramente non aveva molta libertà di scelta sui copioni. Il ruolo di Pegasus è diventato il suo "cavallo di battaglia" lo ha reso famoso e da qui la necessità di respingere le polemiche di chi avrebbe (a ragione) voluto un adattamento più fedele e coerente. Ma se De Palma avesse doppiato una serie con un adattamento filologico e preciso oggi difenderebbe quello. In sintesi ciò che difende è se stesso e il suo ruolo da protagonista (che poi 30 anni fa non era proprio una voce sbagliata (se escludiamo i sussuri e le citazioni letterarie) certo sarebbe stato più attinente Torrisi, ma De Palma stesso era un interprete di ragazzetti/ragazzotti). Con questo non sto dicendo che non possa risultare buffo o a tratti irritante nelle sue dichiarazioni, dico solo che il suo "movente" è molto personale e non di "principio".
Diverso è il discorso degli adattatori classici che dal nulla segavano i riferimenti al Giappone o infarcivano i dialoghi di pezzi d'autori italiani. Quelli si che hanno scempiato l'opera per scempiarla. In loro c'era diffidenza, ignoranza, impreparazione.