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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 16/06/2020 in tutte le aree

  1. la riedizione di paranoia agent mi ha fatto ricordare che, tra tutta la produzione nel settore dell'animazione di kon, non avevo ancora visto millennium actress. a rileggere i commenti delle pagine precedenti ho ritrovato la motivazione di questa mia mancanza e francamente, dato che non si parla di un filmetto qualsiasi, come andò fa venire una certa tristezza. il film è stato un'esperienza folgorante (e riappacificante ), in senso ovviamente positivo; per me millennium actress è senza riserva la migliore produzione animata di questo autore e va a posizionarsi una spanna sopra a perfect blue mentre qualcosa in più su tutto il resto a cui kon mise mano come ideatore e regista. millennium actress è un film tutt'altro che complicato ma descriverlo non è proprio facilissimo. sommariamente è la storia della vita di chiyoko fujiwara, una ragazzina che, contrariamente al volere della propria madre legata ad un'educazione molto tradizionale della figlia (del tipo: aspetta e spera nell'incontrare il principe azzurro che ti sistema la vita), decide di diventare un'attrice. a dare maggiore forza decisionale alla giovane dopo un provino è l'incontro-scontro con un fuggitivo ricercato dalla polizia, un pittore rivoluzionario di cui lei non ha mai visto chiaramente il volto e non ne conosce nemmeno il nome; salvato da chiyoko e prima di riprendere la sua fuga, costui le consegnò una chiave senza però rivelarle altro. da quel momento la ragazza decise di diventare un'attrice nella speranza di poterlo reincontrare e contemporaneamente divenne la celeberrima attrice degli studi di produzione cinematografica per i quali lavorava. la metodologia narrativa scelta è anch'essa semplice dal momento che quanto appena descritto si sviluppa attraverso una serie di ricordi che chiyoko, ormai anziana, rivive e racconta a due operatori televisivi che si sono presentati a casa sua per intervistarla con lo scopo di realizzare un documentario su lei. per la verità i ricordi di vita di chiyoko, e dunque i momenti vissuti da lei nei vari decenni, da un certo momento in poi si fondono con le parti da lei interpretate nei vari film e presentano una ripetizioni di concetti, seppure in contesti diversi relativamente alla tipologia di film al quale partecipò; l'incontro con il rivoluzionario e la protezione che lei gli offre, un poliziotto sfregiato a caccia del delinquente che però viene ingannato da chiyoko, lei che corre per raggiungere il luogo dove lui si dovrebbe trovare sono dei momenti costanti ma, progredendo nella storia, saltuariamente c'è qualche nuova aggiunta che rivela un dettaglio del passato della ragazza o si scopre la presenza di un individuo che ha compiuto un'azione importante per lei. un altro elemento molto importante è la chiave di cui sopra, che proprio i due intervistatori le restituiscono: lo spettatore viene messo in uno stato di curiosità sul cosa essa apra, ma senza esagerare ed evitando di creare troppe aspettative. tant'è che a chiyoko è capitato di perdere quella chiave durante gli anni della sua vita e c'è un motivo se quando accadeva la sua vita si "normalizzava" (ad esempio si è sposata, e non con l'uomo misterioso). il finale è qualcosa che si ricollega in tutto e per tutto alle prime scene del film e non manca di sorprendere per il messaggio di chiusura, semplice e dal taglio molto umano ma che proprio per quanto afferma potrebbe non piacere. tuttavia millenium actress non è "solo" questo. non è solo una storia, con i suoi colpi di scena, raccontata attraverso una struttura particolare. è veramente cinema, di quel tipo che in animazione difficilmente se ne trova traccia. forse è qualcosa che non tornerà mai più perchè millennium actress è davvero un concentrato di sequenzialità, fisicità dei personaggi (trovatemi un altro film dove per 85 minuti i personaggi, dettagliatissimi, si muovono o posano con naturalezza come degli esseri umani) e stili diversi che coesistono in armonia. non è solo una questione di cura per l'estetica, ma di come i vari elementi portati ai massimi livelli si integrano: bisogna saperlo fare. pure le musiche funzionano e non è berserk. kon se n'è andato 10 anni fa (agosto 2010) e millennium actress è del 2001. possibile che un film di questa portata non abbia ancora trovato un'edizione italiana come si deve? certo, il cinema sarebbe l'ideale ma se è troppo almeno si conceda il disco raggio blu...
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  2. L'unico che era pronto per uscire era "Nakitai watashi wa neko o kaburu", che però vista la situazione è stato venduto direttamente a Netflix. Titolo italiano: Miyo, un amore felino. Quante belle cose...
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