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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 08/08/2021 in tutte le aree

  1. Però il discorso è interessante. È possibile splittarlo in un altro topic?
    1 punto
  2. Ciò che prima di tutto si compra, per chi compra, è il compiacimento di "possedere" l'opera. Anche l'oggetto non è che un orpello d'appoggio alla mentalità feticista. Quasi un'esuvia. Ma il totem è ideale. È l'idea di "avere in casa", in qual pseudofisico modo, una sostanzializzazione di qualcosa che ci piace al punto da voler sentire di possederlo. Qualcuno parlerebbe di introiezione, forse, in un certo senso. Le camerette dei bambini divengono spesso impalcature che sorreggono la costruzione del sé. L'ego si proietta nell'organizzazione degli spazi, e negli oggetti che li riempiono. Una sorta di identificazione del sé fatta con "materiali di spoglio", fatta come un bric-a-brac di oggetti altri. Urgh. Poi si dice della fragilità. Basterebbe una farfalla, a volte, tanto è sbilenca l'impalcatura.
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  3. Secondo me I due mercati (streaming e supporto fisico) coesisteranno suddividendosi quello che sino ad ora è stato il mercato delle edizioni standard e di quelle superlusso (DVD liscio vs. DVD doppio con cofanetto, gadget etc): la versione standard in streaming per vedere l'anime, magari rivederlo o dimenticarselo per sempre se non è piaciuto, il Blu Ray con tutti gli allegati (libretti, cel, dischi con contenuti speciali, colonne sonore etc.) per chi vuole possedere l'oggetto, rimirarlo in libreria etc. Un'edizione, in effetti, come quella di Conan
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