Nella comunicazione e nella gestione della comunicazione ci sono più livelli; per ora e' utile ricordare il testo vero e proprio e la percezione dello stesso, cosa magari più evidente nella gestione delle crisi.
"Onegaishimasu"
disse l'uomo, con un profondo inchino, al sensei dinanzi a lui, tenendo per mano un bambino alla sua destra, con la percepibile apprensione del padre.
"Onegashimasu"
disse in un altro momento il bambino di prima mentre fronteggiava il suo altrettanto piccolo avversario, contraccambiato allo stesso modo dall'altro, con un accenno di inchino.
"Onegaishmasu"
disse ancora dopo un allievo più anziano, dopo essersi avvicinato al piccolo novizio, in attesa.
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Quanto detto in giapponese e' sempre lo stesso. Ciò che cambia e' il contesto;
1. "Grazie per aver accolto mio figlio nel suo dojo e scusi in anticipo per i problemi che le arrecherà "
2 * Saluto di rispetto reciproco*
3 "Inizia pure tu per primo"
Uno può farsi anche un'idea, tipo queste. di cosa accade ed applicarlo al testo, usando ciò che gli suggerisce la sua percezione avuta con il filtro del proprio codice personale.
Ma questo non può diventare testo "erga omnes", valere per tutti. E' un'istanza affatto personale.
E' un sotteso. Non una traduzione.
Solo in un certo adattamento deteriore, si ha che la propria percezione, il proprio codice personale, si sovrapponga al testo originale prendendone il posto.
Chi fa una traduzione, un adattamento ha qualche diritto sull'opera originale tanto da poterla cambiare? No.
Mi interessa qualcosa leggere o vedere quella che con un meccanismo simile alla novazione diventa una Tua opera? No.
E come si fa per gli esempi di prima? Non si fa. Ci si attiene al testo come scritto dall'autore.
Perché il contesto e' da intendersi come contesto complessivo culturale della lingua di origine, l'unica cosa che puoi fare nella lingua di destinazione, e' quella di avere un testo in italiano corretto, sulla distanza poi, un insieme di traduzioni corrette creano a propria volta il corretto contesto.
Non l'applicare il proprio codice personale, e quindi la propria percezione del testo, al testo stesso.
Questa e' una distorsione senza senso che spesso, troppo spesso, viene applicata alla traduzione e all'adattamento in italia.
Qui non ne troverai fan.