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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 11/04/2026 in tutte le aree

  1. Perno dell'episodio 14, dopo la prima parte di recap (ma in-universe! E con i nomi angelici degli Apostoli), è il monologo di Rei, ricco di logica analogica. Si introducono vari temi che verranno affrontati più avanti. "Una donna che non versa sangue" immagino sia Rei stessa, che probabilmente non ha mestruazioni (a differenza di Asuka, di cui se ne lamenterà in un episodio più tardo), così come i fiori, "tanti uguali", "tanti indesiderati". Anche la battuta sull'uomo "costruito da Dio" sarà riecheggiata più avanti paragonandolo a una bambola di Dio (episodio 22'?). La forma e il corpo di Rei che svaniscono sono poi un mini-Completamento. A questo proposito, sperando di non leggerci troppo io... Nella battuta "C'è qualcuno più in là... oltre questo segno?" la scelta semantica dell'ultima parola mi è sembrata significativa, alla luce del finale televisivo (di cui questo è registicamente un mini assaggio, volendo), dove tutto viene ridotto "ai minimi segni" (la famosa scena di Shinji che diventa linea). Non mi è chiaro il passaggio dell'"essere umano creato dalla terra rossa". Bello lo scambio sulla misofobia fra Ritsuko e Maya. L'episodio 15 si focalizza sulla sofferenza del tempo che passa, simboleggiato dal matrimonio, i tacchi, la bella battuta su omeostasi e transistasi, persino il telefilm che sta vedendo Asuka (con la battuta sulle lancette dell’orologio che sarà riecheggiata da Gendo nel "mondo reale" di Eva fra qualche episodio). Nell’episodio 9 Misato parlando con Ritsuko diceva che "[le cose] non sono affatto cambiate [rispetto a otto anni fa]… neanche un po’…! Non diventiamo adulti."; qua in un bellissimo e liberatorio monologo scopriamo bene cosa intendesse Misato, che continua a fuggire dal "maleficio" del padre, paragonandosi implicitamente a Shinji. L'episodio è composto da "specchi rotti"; i vari personaggi sono tutti tematicamente legati fra loro, ma non c'è un rapporto 1:1 preciso. Quindi se è vero che Shinji è specchio di Misato, così come lo sono i rispettivi padri, Misato è anche specchio di Asuka (c'è la doppia scena del bacio, il titolo inglese si riferisce al plurale a "those women"), e quindi Shinji diventa specchio rotto di Kaji. Inoltre in una breve scena Rei è paragonata implicitamente a una "madre"; lei si imbarazza, ma è una "donna che non versa sangue" e non potrà mai esserlo davvero. Fra la fine dell'episodio 14 e l'inizio dell'episodio 15, si accenna ai vari progetti della Nerv (probabilmente davvero il "Progetto Adam", nelle intenzioni originali, doveva essere la ri-crescita di Adam nel Terminal Dogma), e Fuyutsuki nota l'attaccamente eccessivo (morboso?) di Gendo per Rei. A livello produttivo: l’episodio 14 è composto per lo più da scene riciclate, e non era previsto nel kikakusho; l’episodio 15 anticipa alcuni elementi previsti per il 17, ma certo senza il tono da "commedia romantica" ed accennando solo all’uscita al luna park di Asuka. Le anteprime in coda agli episodi contengono poi sempre più spesso scene statiche o ripetute. Forse qualcosa inizia ad andare storto nella macchina produttiva. Comunque, ho cercato per curiosità gli share originali degli episodi di Eva, e ho trovato questo sito, che riporta i dati per il Kanto. La serie con l’episodio 14 è crollata a 0.9%. Forse era già noto che si sarebbe trattato di un episodio-riassunto?
    3 punti
  2. In realtà, no. Anche al netto delle ristrettezze tempistiche, che impediscono di "allungare" quella battuta verso una maggiore didascalicità, "diversi come la luna e lana" gioca sul contrasto di grande affinità lessicale (solo una vocale di differenza) e massima diversità di contenuto, tanto quando "fischi per fiaschi", o "dalle stesse alle stalle" - è un costrutto proverbiale tipico, molto più della mera riva di "prevenire per non patire". Il contenuto di "diversi come la luna e lana" è altresì funzionale: la luna è una figura regolare, un disco argenteo, e brillante nella notte - la lana è cosa contadina e arruffata, proprio "dalle stelle (cielo notturno) alle stalle (animali da fattoria)" Quindi: no. La ragione per cui quella trovata è sempre la stessa: opportunismo critico cieco e vacuo. :-) Non erano battute! John è un utente qui, il Dies Natalis Christi era correttamente la Pasqua, dacché in ambito paleocristiano il dies natalis di ciascuno è la sua morte terrena e nascita al regno dei cieli, con refrigerium ossia banchetto in chiese ipogee, a cui dobbiamo il termine "rinfresco" e la tradizione di potare cibi alle veglie funebri. :-)
    1 punto
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