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Garion-Oh

Troll
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Tutti i contenuti di Garion-Oh

  1. Garion-Oh

    Aoshima Nautilus!

    In teoria i due modelli sono ispirati a queste due differenti colorazioni:
  2. Garion-Oh

    Saint Cloth Myth

    Mai visti da nessuna parte.
  3. Garion-Oh

    Saraba, Chikyu yo...

    E' vero quello che dici delle opere di Matsumoto. Pero' vale soprattutto per i manga. Gli anime sono sempre stati reinterpretazioni del regista di turno, con differenze anche molto nette con l'originale cartaceo. E' curioso pero' notare come l'anime di Yamato sia l'unico fra quelli di Matsumoto a cui il maestro abbia partecipato in prima persona (come supervisore generale alla regia).
  4. Garion-Oh

    Aoshima Nautilus!

    Pirkaf, che sono quelle immagini microscopiche? Guarda queste! Nautilus immersione: Nautilus emersione: Dunque nel secondo modello c'e' un Gratan in piu'! E piu' grande.
  5. Garion-Oh

    Saraba, Chikyu yo...

    A questo giro parlerò di “Uchu senkan Yamato”, una serie che ho voluto fortemente recuperare. Nella sua versione originale intendo. Difatti finora non avevo visto altro che Starblazers, e pergiunta da bambino. La mia curiosità nasce ovviamente dal fatto che questa serie è annoverata fra quelle che hanno cambiato per sempre l’animazione in Giappone, e quindi mi sono chiesto se a 35 anni di distanza aveva ancora qualcosa da dire. Dato che per me si trattava in sostanza di una “prima visione” penso di non essere stato influenzato da alcun ricordo. Premessa: seguendo la Yamato non ho potuto fare a meno di non notare alcuni dettagli, situazioni, azioni, che in futuro verranno pluricitate e parodiate in molti altri anime. Per esempio in Nadia ci sono molti echi di questa serie, anche se per la maggior parte si tratta di scelte estetiche o grafiche (i satelliti che deviano i raggi mortali, ad esempio). La storia la sapete tutti e non sto qui a ripeterla. Ci sono due modi per giudicare questo anime. Il primo è quello prettamente tecnico-logico. Non si può nascondere come ci siano molti limiti nelle animazioni, di come il character design cambi da episodio a episodio (o da scena a scena dello stesso episodio). Certo, nulla di diverso rispetto ad altri anime dell’epoca o anche successivi. Per quanto riguarda la costruzione degli eventi poi, è evidente che ci sono delle falle grosse come una casa. Anche senza starci a pensare, ci sono dei buchi enormi che guardano in faccia lo spettatore. Fra tutte, la cosa più ridicola è che l’immenso impero di Gamilus perda contro un’unica nave. Ok, la Yamato è potente, però il nemico dovrebbe contare su un gran numero di mezzi bellici. E invece no. Una basetta qua, una corazzata là… A parte il dispiegamento di forze mostrato durante la battaglia del sistema Arcobaleno (ben 5 navi!), Gamilus non ha nulla. Difatti, la Yamato ci mette 20 episodi ad arrivare fino a metà strada. Poi eliminata la roccaforte nemica e superato il sistema Arcobaleno, arriva tranquillamente a Iskandar. Infine c’è anche un altro discorso che sfida la logica. L’eterea Starsha manda sulla Terra i piani di costruzione del motore a onde moventi, per permettere ai terrestri a costruire la Yamato e a raggiungere Iskandar, dove avrebbe consegnato loro il Cosmo Cleaner D. Ma mandare subito i piani di costruzione del cleaner no? :-D Ok che tanto c’era Gamilus che bombardava la terra coi meteoriti. Dunque prima c’era per forza da eliminare la base nemica su Plutone. Cmq Starsha è ben chiara in merito, quando la corazzata approda a Iskandar. “Volevo mettervi alla prova”. Alla faccia!Diciamo che se si stanno a pensare a queste cose (solo a queste, intendo) la serie pare un colabrodo fatto apposta per trollarci su. Tra l’altro nella sua creazione sono cambiate talmente tante cose (colorazioni, doppiatori, musiche, dettagli) che si potrebbe farne un’otaku trivia che farebbe impallidire Gundam! Esempio: ad inizio della sigla secondo episodio ci viene mostrata la Yamato che risorge dalla terra. Ed è pieno giorno. Quando poi quella scena viene realizzata per davvero, la Yamato parte di notte! Di conseguenza vengono corretti i colori per le intro degli episodi successivi.Però… Yamato non è solo questo. Anzi, direi che la vera Yamato è tutt’altro. È dal punto di vista ideologico che la serie non ha perso nulla del suo smalto. Tale punto di vista emerge non dalla ossatura della trama, ma dagli episodi cosiddetti “riempitivi”, quelli che si soffermano sui singoli personaggi. Ce ne sarebbero tante da dire. Davvero, ognuno dei personaggi principali si ritaglia il suo spazio. Anche se il loro background può essere etichettato come banale, il modo in cui viene raccontato non lo è. Fra gli episodi più belli cito sicuramente quello in cui viene fatto prigioniero per la prima volta un gamilusiano. Tutti si chiedono chissà che aspetto hanno questi mostri disumani che hanno bombardato la Terra, uccidendo miliardi di persone. Ma il loro aspetto è quello di esseri umani. Anche gli esami clinici dicono che a parte la pelle blu, sono del tutto identici agli uomini. Mentre l’incredulità serpeggia nell’equipaggio, Kodai perde la testa e cerca di uccidere il prigioniero. Ma quando si riprende e vede il gamilusiano che tenta il suicidio, è lui stesso a fermarlo. Alla fine gli riparano la navicella, e lo lasciano andare. La sua immagine nel momento in cui parte, col sorriso sulle labbra, è uno dei più bei momenti della serie. E che dire allora di Analyzer? Il buffo robot rosso compagno dei guerrieri delle stelle? Possiede una intelligenza artificiale tanto complessa da spingerlo a dire di provare i sentimenti come un essere umano. Difatti nella serie mostra di essersi innamorato di Yuki, la protegge. La salva perfino. Yuki gli è riconoscente e sicuramente gli vuole anche bene. Ma quando dopo essere scampata al pericolo assieme ad Analyzer vede Kodai arrivarle incontro, si butta fra le sue braccia. E in quel momento… beh. Analyzer è un robot e non ha nemmeno una faccia. Però in quell’istanterimane immobile. In quella immobilità c’è tutta la sua disperazione, la sua tristezza. Perché alla fine anche se pensa come un uomo non è un uomo, e Yuki non può innamorarsi di lui. Ma la scelta ideologica più forte di tutte arriva negli episodi finali. Per sconfiggere definitivamente i gamilusiani la Yamato manda in tilt il sistema magmatico di Gamilus, che in breve tempo impazzisce e lo rende un pianeta morto. Kodai stremato esce sul ponte della Yamato, scavalcando i compagni morti, e guarda la desolazione davanti a sé. Hanno vinto sì, ma per vincere hanno annientato un’altra razza. E in quel momento il suo discorso si fa più ampio spiegando come sempre, fin da bambini, è stata inculcata in tutto loro quest’idea della vittoria, dello schiacciare gli avversari. Però è solo adesso che pensa che anche chi perde ha dei diritti, che anche chi perde è una persona con sentimenti. E quindi Kodai non critica la guerra in sé (d’altronde gli autori sono sempre stati bene attenti a mostrare i gamilusiani come aggressori e i terrestri come vittime), ma critica tutto un modo di pensare. La ricerca del successo a scapito degli altri, l’ingordigia. In una certa misura, critica la società giapponese. Passata, presente e futura. Lo so che detto così non sembra nulla di particolare, ma arrivandoci dopo 23 episodi di battaglie stremanti, dopo avere visto i personaggi maturare, ha un sapore ben diverso.Poi vorrei soffermarmi su un altro personaggio particolare. Parlo di Starsha. Fin dall’inizio per tutti i terrestri e per l’equipaggio della Yamato è stata come una Madonna, un’entità superiore che donava loro la speranza. I suoi messaggi erano calmi e impostati, la sua voce distesa. Quando si mostra su Iskandar la vediamo bellissima e distante. Anche di fronte alla notizia della morte della sorella Sarsha non si scompone eccessivamente. Il suo modo di fare ha un che di ineluttabile. Inoltre questi episodi ci mostrano anche come gli uomini possano cedere facilmente ai loro nati negativi, abbagliati dalle risorse del pianeta Iskandar (e dopo avere mostrato per 24 episodi i terrestri come povere piccole vittime, è un bel colpo). Ma Starsha rimane superiore a tutto ciò. Spiega semplicemente che le cose stanno così, non ci si può fare nulla. Ebbene, il momento più bello che la riguarda è quando Mamoru Kodai, fratello maggiore di Susumu (una “resurrezione” a sorpresa, dato che veniva dato per morto nel primo episodio) decide di non tornare sulla Terra ma di rimanere al fianco di Starsha. E lei cede alle emozioni. Cede all’amore, alla felicità. Il loro abbraccio è un inno alla gioia, alla felicità di amare. Poi, la Yamato ottiene il Cosmo Cleaner e torna sulla Terra. Sulla strada, a causa di un colpo di coda di Desler (Deathler? Lui si che viene dipinto come un pazzo nazista senza speranza), Yuki muore. Ma la Yamato arriva comunque a casa. Mentre il capitano Okita guarda il pianeta dalle sue stanze private, spira. Il dottor Sado tristemente scende sul ponte di comando dove tutti ridono e ballano per la gioia. Vorrebbe comunicare loro la triste notizia, ma vede che Yuki non è per niente morta. Il suo stato era solo apparente, e ora ride di gioia abbracciata a Kodai. Sado tace, ma d’altronde è giusto così. E per quanto forzata sia la resurrezione di Yuki, funziona. È la vittoria della vita sulla morte. Ora faccio un passo indietro. L’ultimo episodio inizia senza sigla. I titoli di testa ci sono, ma scorrono sull’inizio dell’episodio. Questa scelta mi ha stupito, perché è una cosa che si è iniziata a vedere massicciamente a partire dalla fine degli anni ’90, e non pensavo ci fosse un predecessore così illustre. A fine episodio quando la Yamato si dirige sulla Terra, mi aspettavo quindi il risuonare trionfale della sigla di testa, mentre invece… si sente solo il rombo del motore della corazzata. E più si allontana più si affievolisce. Finchè la Yamato scompare alla vista e sullo schermo regna il silenzio. In questo silenzio totale, la Terra torna azzurra. Capolavoro. Postilla: Per concludere la faccenda, ho guardato anche il film di montaggio della serie (questo disponibile in italiano con doppiaggio fedele, ma con voci non propriamente ben distribuite). Se non avete ben presente cosa sia Uchu Senkan Yamato e volete farvene un’idea tramite questo film, fermatevi. Il film è davvero pessimo. Rimonta solo gli avvenimenti principali della trama, tralasciando qualsiasi approfondimento dei personaggi, qualsiasi discorso ideologico. Tranne l’ultimo di Kodai di fronte a Gamilus distrutto. Peccato però che azzerando tutto il suo background personale e gli eventi che l’hanno portato a crescere durante la storia, sembrano solo quattro frasi senza senso buttate lì non si sa bene perché. L’unica cosa carina del film è il finale alternativo, che è stato poi cassato preferendogli l’aderenza alla serie tv (è disponibile nei contenuti extra). Qui su Iskandar l’equipaggio scopre che anche Starsha è già morta da tempo, e che i messaggi arrivavano da una sua riproduzione olografica. In effetti, carina per modo di dire. Con questa versione il personaggio di Starsha finirebbe per non avere alcun significato. Ma comunque è il film stesso che non ha senso alcuno.
  6. Ho ben presente Il punto è che in Gurren-Lagann il gattai ha una specificazione. Ed e' una cosa tipica degli Yuusha robot che citavo prima. In altre serie e' usato solo per indicare l'azione. Quindi in Gurren-Lagann avremo "agganciamento fraterno", "agganciamento del fato" e "agganciamento sublime". Ovviamente, anche unione poteva andare bene, ma si gioca sul filo del rasoio dei significati. Nel senso se il gattai e' da riferirsi ai piloti o ai robot. E a mio modo di vedere sta proprio li' la discriminante fra agganciamento fraterno e unione fraterna. Dato che quel tipo di specificazione (xxx gattai) fa cmq riferimento a stereotipi robotici, ho privilegiato i robot.
  7. E' la stessa cosa. Ognuna di quelle serie ha anche i robot comprimari, ed era tutto un gran gattai In Da-Garn c'era il Great Gattai. In Dagwon Yugo Gattai. E in Goldran mi pare Ogon Gattai.
  8. A me unione non e' mai piaciuto. Non ci vedo nessuna metafora sessuale. Anzi, sentendo unione mi viene in mente il matrimonio (infatti andava bene per Godannar ). Beh, in effetti non viene quasi mai usato in quel senso, ma l'area semantica e' chiara. [1] Unione, coalescenza, amalgamazione, combinazione, alleanza, annessione, incorporazione. [2]copulazione, penetrazione. Vabbe', qui mi parli di imprinting. Non c'entra nulla coi significati dei termini. Hai associato gattai a unione perche' cosi' era in Aquarion. Parti dai robot sbagliati. La formula col gattai e' tipica delle Brave Series. Difatti il primo robot della serie, l'Exkizer, si aggancia all'urlo "kyodai gattai" (dove kyodai è gigante). Il Gurren-Lagann si aggancia a volte con kyoudai gattai (dove kyoudai e' fratello). Ma usa anche altre denominazioni. Di certo pero' non c'era nessuna malizia in quelle serie per bambini. Piuttosto si trova nell'occhio di chi guarda (Arumi prima e Yoko ora).
  9. Li' avevi optato per "combiniamoci" se non erro. In realta' avevo pensato anche a un "montiamoci", ma... (cosi' il doppiosenso era di certo chiarissimo, alla faccia di Aquarion ). Ma poi ha vinto la considerazione sulla citazione dei robot storici. Che notoriamente si "agganciano".
  10. Mettere la Padoan in coppia con Patriarca sarebbe la scelta piu' comune possibile. Ma li volete far fidanzare anche in rl?
  11. Garion-Oh

    D/Visual:Cross the line

    Lo so che sembra una trollata ma... no, sono serio. Legge anche Joyce, mi pare.
  12. Garion-Oh

    Aoshima Nautilus!

    Ah, non l'ho mai spiegato in effetti. La chiamano Limited, ma di sicuro non lo e'. In genere dell'Aoshima sono limited le versioni black o weathering (che sono anche certificate e numerate). Cmq non vengono prodotte in tantissime quantita', infatti tutte le Arcadia attualmente sono esaurite. Pero' almeno un annetto durano sul mercato.
  13. Garion-Oh

    L'Angolo degli Endrini

    No Mu. Doveva uscire ad agosto. Pero' GSC ha continuato a rimandarne l'uscita e attualmente e' prevista per ottobre. Per questo non sei riuscito a trovarla.
  14. Garion-Oh

    D/Visual:Cross the line

    E' notorio che Colpi abbia iniziato a studiare il giapponese per via del Grande Mazinger. L'aveva scritto a chiare lettere che da bambino vedendo le scritte incomprensibili sullo schermo (i katakana coi nomi dei mostri nemici) decise che avrebbe studiato giapponese per scoprire cosa c'era scritto. (un'esperienza che viene offerta anche agli acquirenti dei dvd di Goldrake!) Ah, Uchujin non segue piu' il plus, ne' legge piu' manga o guarda anime. E' passato a leggere Proust.
  15. Garion-Oh

    Aoshima Nautilus!

    Non mi e' mai successo...
  16. Garion-Oh

    Aoshima Nautilus!

    Nelle nuove immagini a colori c'e' scritto che il normal ha il capitano Nemo e il limited il Gratan. Ah, c'e' anche scritto che cmq la colorazione non e' ancora definitiva.
  17. Garion-Oh

    Aoshima Nautilus!

    Limited tutta la vita! E c'e' pure la miniatura del Gratan!
  18. Garion-Oh

    Saint Cloth Myth

    Erano dei regali dentro delle confezioni di cioccolato :girella2:
  19. Garion-Oh

    Saint Cloth Myth

    Credo che le colorazioni extra della Taizen non le abbia fatte lui (come anche quelle del vecchio Cosmo Special).
  20. Garion-Oh

    Tamashii Nations Autunno 2009

    Che ha delle parti mobili, ecc... Cmq fa parte delle linee di arredamento, come doveva essere il Sagittarius Perfect.
  21. Partendo dalla scrittura in katakana アスプロス, ho cercato sulle pagine giapponesi se era una parola con senso, e ho trovato questa dicitura nella pagina di wikipedia dedicata a Byala: ギリシャ語での名称はアスプロス(Aspros、白)であった。Cioe', "in greco era chiamata Aspros (bianco)". Nella pagina inglese c'e' scritto uguale che Aspros vuol dire bianco: http://en.wikipedia.org/wiki/Byala,_Varna_Province Poi: "Si dice che "Apromonte" significhi "Monte Bianco", ma sebbene vi sia neve d'inverno, l'Aspromonte non e` continuamente bianco. Comunque, "aspro-" e "-monte" sono voci italiane. "Aspros" (= bianco) e` una voce greca moderna e forse del lessico "grico" in Calabria, altrimenti si dice "leukos". " Sempre sull'Aspromonte: "I coloni greci, provenienti dalle tante città greche, nel vasto quadro della colonizzazione della Magna Grecia, rimasti abbagliati dal colore biancastro della roccia, lo chiamarono Aspros (bianco)." Ecc...
  22. Asporos. Che per la cronaca vuol dire "bianco" in greco. Certo che sia proprio il gemello coi capelli neri a chiamarsi cosi'...
  23. Garion-Oh

    Anime Autunno 2009

    Si'. Ma non c'e' una regola. Pensa a Sento Yosei Yukikaze, che ha come sottotitolo Supersylph Yukikaze.
  24. Garion-Oh

    Anime Autunno 2009

    Yosei. Ma in realta' lo traduci come vuoi a seconda di chi si parla. E' fata, ma anche folletto, spirito. Ce n'e'. E c'e' pure un omofono che pero' vuol dire larva
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