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Se ne trovano in abbondanza perche' ce li hanno i negozianti, non Bandai. E gli accordi si fanno con Bandai. Se lei in casa non ce li ha, cosa puo' dare a un importatore straniero?
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Quello e' gia' uscito nel 2000. Non e' che Bandai glieli stampa apposta...
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Saint Seiya manga news
topic ha risposto a Garion-Oh in una Garion-Oh nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Non ci sono ancora le scan del nuovo episodio del ND, ma gia' girano gli spoiler. A quanto pare, abbiamo solo una scazzottata fra Shun e le Satellite. Poi interviene una guerriera mandata da Callisto. ラスクムーン. La Scoumoune? Lask Moon? -
Non ipotizzo, e' stato dichiarato
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Si'. Semplicemente quando hanno fatto la prima edizione, l'hanno colorata come appare nelle scene spaziali ad inizio film (quindi scura). Poi quando un anno dopo hanno deciso di ristamparla, hanno utilizzato i colori che mostra nell'atmosfera terrestre e l'hanno chiamata Movie Color Edition. Come dire che la prima uscita era un falso
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Secondo me avra' anche l'impianto luminoso. Parlando delle precedenti astronavi di questa ditta, posso sbilanciarmi e dire: tutto di metallo. Nelle varie Arcadia di plastica c'erano solo le antenne. Infatti si tratta di modelli che pesano piu' di 1 kg. Esattamente. Colorazione versione spaziale: link Colorazione versione atmosfera terrestre: Link Si'. Ma tutto sommato piu' affascinante. Con l'idea delle portaerei, ecc...
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Ma di quel pistolotto di object posso farne a meno
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E' HLJ che ha messo in preordine un modello come normal e l'altro come limited... Il mio dubbio deriva dal fatto che hanno messo in elenco prima l'immersa e poi l'emersa. In genere la variant viene sempre come seconda. Cmq non sarebbe la prima volta che la versione normal non ha i colori "anime" (la CM's lo fa spesso). Era gia' uscito il modello della Wave qualche anno fa. Ma era piccolino. Adesso e' annunciato un bestione da 60 cm dalla Yamato. Pero' per entrambi i casi si tratta dello SDF-1 del film. Io preferisco quello della serie tv. Edit: Su questo volantino pubblicitario c'è la scritta che recita che assieme al modello pubblicizzato verrà lanciata anche la versione con i colori di emersione. Mi pare chiaro che sia questa la variant, mentre la sommersa la principale.
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Mah, niente di particolare. Solo che l'object metallic lo regalano solo alla preopening, mentre quello clear nel resto dei giorni. Dove c'e' l'omino trasparente dice che la mostra presentera' anche "come si costruisce un myth".
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Perche' hanno fatto un accordo sperimentale sul GX-45 e GX-49 (non sono nemmeno sicuro che rientri anche il 47). *Se* quelli andranno bene, rinnoveranno l'accordo con altri soggetti.
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Anche la Queen Emeraldas costava una cifra simile. C'e' da dire che le astronavi Aoshima non sono dei semplici pezzi di ferro, ma hanno anche un impianto luminoso (o almeno, ce l'avevano le astronavi matsumotiane). link Sensui image color e Kaijo image color (sensui = immersione, kaijo = in superficie del mare).
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E' anche lui un HK recente. Odino era un premium, e non e' mai uscito in altri paesi. Inoltre era totalmente di plastica e l'armatura era da staccare da una plancia, stile model kit. Lo stesso valeva per gli altri due premium, Sagittarius fake e Pope Ares. Nella nuova versione HK Odino e' stato fatto di metallo. Sagittarius Fake e Pope Ares pure sono stati rifatti ad HK, ma questa volta con una confezione stile classico, niente pezzi da staccare. Pero' erano cmq ancora dei premium. Le gold v1 le fecero per festeggiare il grande numero di pezzi venduti. Le black v2 erano dei premium. Alcor Bud invece fu realizzato molto tardi rispetto agli altri asgardiani, come recupero in corner.
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Tamashii Nations Autunno 2009
topic ha risposto a Garion-Oh in una P Again nella sezione Modellini e gadgets
Non credo proprio che ci sia. Anche perche' al Tamashii non c'e' il limite di due pezzi per persona? Quindi anche nel peggiore dei casi non puoi uscirne con dei container di roba... -
Gia' preordinato Attenzione che ne fanno due. La versione con colori d'immersione e quella con i colori di emersione. E la Limited dovrebbe essere la seconda (io ho ordinato quella).
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17800 yen, previsto per dicembre 2009.
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Tetsujin 28: trailer del probabile film in CG
topic ha risposto a Garion-Oh in una Roger nella sezione Kyodai Robotto, hasshin!
La notizia e' vecchia! Cmq l'ho vista coi miei occhi, perche' il sito di costruzione e' vicino alla ferrovia di Kobe (ma dato che passavo in treno non sono riuscito a fotografarlo, e cmq non era ancora completo). -
Terzo e ultimo post sul mio recente viaggio in Giappone.A volte capita che la visione di un anime o la lettura di un manga finiscano per darti qualcosa di più di semplice intrattenimento. Non sto parlando strettamente di messaggi o cose del genere. Semplicemente, non si sa perché, una certa storia ti pare di viverla sulla tua pelle, di essere anche tu lì in mezzo ai personaggi. Quando questo succede, è difficile distaccarsene quando si arriva alla fine (o al termine del materiale disponibile). Percui che fare? Personalmente, cerco di saperne di più. Saperne di più sull’autore, saperne di più sull’ambientazione della storia. E saperne di più… sul baseball. Perché sì, ho sempre saputo cosa fosse il baseball e quali fossero le sue regole, più o meno. D’altronde gli anime sono stati sempre pieni di gesta eroiche di personaggi che giocano a baseball, da capisaldi come Kyojin no Hoshi fino a commedie d’atmosfera come Touch. Però un conto è assistere al baseball da spettatore, dove le azioni sono spettacolarizzate o dove il gioco è solo un’ambientazione. Un altro è sentirti in mezzo al campo e capire gli schemi di gioco. Si osserva tutto in modo diverso.Ma una storia raccontata in un manga può essere reale? Dove i personaggi sono pura finzione, parto dell’immaginazione del suo autore, l’ambientazione può essere vera? Beh, l’ambientazione tout-court certo che può esserlo. Basta un po’ di buon location hunting. Se l’hanno fatto gli autori dell’anime… …posso farlo anche io: Se poi si ha fortuna si può anche beccare la squadra che si allena nel secondo campo scolastico, quello in mezzo alla campagna: Cmq, non è questo che cercavo. Beh sì, andarci è stata una bella gita e in certo senso emozionante. Ma quello che mi chiedevo è perché questi ragazzi ogni estate, da 91 anni, partecipassero a un torneo impengnativo come quello del Koshien estivo. Certo è un torneo a eliminazione diretta suggestivo. Prima vinci il torneo della tua prefettura e poi ti scontri con le altre 46 (ma le squadre partecipanti al Koshien sono 49, perché le prefetture di Tokyo e Hokkaido ne mandano 2). Alla fine, ne rimane solo uno. Beh, fra i media giapponesi c’è chi critica questa pratica perché ritenuta troppo massacrante. Ma dunque, dato che ero lì nel periodo giusto, ho potuto inizialmente seguire in po’ di partite alla tv. C’è da notare che nello stesso periodo si tenevano anche regolari partite di squadre di professionisti, e la prima cosa che mi è venuto in mente è che non c’è paragone. Non c’è perché per i professionisti è un lavoro, mentre per i ragazzi è un’occasione unica nella vita. È come pilotare un robot gigante! Sul serio. Pensateci. Anime e manga giapponesi sono pieni di questi eroi adolescenti che pilotano robot e salvano il mondo. Una semplice esaltazione della giovinezza, l’età in cui tutto ci sembra possibile? Sì. Ma per quanto riguarda il baseball non è tutto lì. Perché in Giappone non solo “sembra” possibile, ma è possibile. È possibile che nel giro di un mese e mezzo batti tutte le squadre di fronte a te, sia nella tua prefettura che nazionali, e arrivi fino alla vetta.A questo punto la mia unica scelta è stata di vederla questa vetta. Lunedì 24 agosto 2009, finale del Koshien. Inizialmente doveva tenersi sabato 22 agosto, ma per via del tifone che ha colpito il Giappone proprio il giorno dell’inizio del torneo, tutte le gare sono slittate di due giorni. Per un pelo quindi (partivo il 25) riesco a partecipare all’evento. Al Koshien dai quarti di finale in poi non c’è prevendita dei biglietti, percui per avere dei buoni posti non c’è che da recarsi allo stadio per tempo. Biglietterie e cancelli aprono alle 10, mentre la partita inizia alle 13. Coi miei amici decidiamo di recarci lì per le 10:30 circa. Lo stadio si sta già riempiendo, ma a quanto pare c’è ancora molta scelta di posti. Decidiamo per quelli dietro la terza base. I posti non sono nominali, quindi ci si siede dove si vuole, una volta scelto il settore. Ci eravamo attrezzati per la paura di dover vedere tutta la partita sotto il sole cocente, ma per fortuna troviamo dei posti in alto che rimarranno coperti dall’ombra per tutta la durata della partita (siamo di fianco a una delle telecamere che riprende la partita). Non poteva mancare l’acquisto del Kachiwari come abbeveraggio! La mitica bevanda de Koshien! (= blocchi di ghiaccio in un sacchetto di plastica. Bisognerà aspettare almeno un’ora prima che si sciolga tutto). Le squadre arrivate in finale quest’anno sono il Chukyodai Chukyo dalla prefettura di Aichi e il Nihon Bunri dalla prefettura di Niigata. Essendo nei posti della terza base, noi siamo seduti fra i supporter del Chukyodai. Quando le squadre iniziano a entrare in campo per il preriscaldamento, suona l’inconfondibile sirena. Lì mi attraversa un brivido e mi rendo conto che quello che sto per vedere è una partita reale. Un paio di giorni prima, durante la telecronaca di una partita del torneo, mi era rimasto molto impresso il boato di sorpresa dello stadio quando un pitcher ha lanciato a 154 Km/h. Quindi speravo che fosse una bella partita, che riservasse sorprese e quant’altro. L’anno scorso il torneo era stato vinto dallo Osaka Toin per 17 a 0, e vedere una partita del genere non credo che mi avrebbe gratificato molto.Ore 13. La partita ha inizio. Lo stadio è pieno, con 47000 spettatori. Come favorita viene data la Chukyodai, e si vede. Nello ura del primo inning piazzano subito due punti agli avversari. Quello che mi stupisce è stata la velocità della loro azione. Tim-tum-tam, via. Dobayashi, Il pitcher del Chukyodai, è anche il quarto battitore ed è proprio lui a smuovere subito la situazione. Palla fra l’esterno centro e l’esterno destro, e due corridori arrivano in casa base.Ma il Nihon Bunri non sta a guardare e in ciascuno degli inning 2 e 3 segna un punto, arrivando a pareggiare con il Chukyodai. Nel terzo inning tra l’altro è pure un home-run (a basi vuote).Negli inning 4 e 5 nessun punto segnato, ma per due volte di seguito la difesa del Nihon Bunri arriva al punto critico. In sostanza il lanciatore Ito prima commette errori su errori e si fa riempire le basi, poi quando non c’è più nulla da perdere diventa bravissimo e pim-pam, elimina tutti a destra e a manca. Battitori, corridori, tutti quanti. Ma il giochino gli riesce solo per due inning di fila. Quando si caccia di nuovo nella stessa situazione nel sesto inning, il Chukyodai finalmente affonda le sue zanne sulla preda. Sono 6 punti segnati di fila, dopo avere mandato 11 battitori in campo e avere riempito le basi. Ma se ne sono viste di tutti i colori, eh. Dai wild pitch alle dead ball. Per il Chukyodai segnare quei 6 punti sarà stato come rubare le caramelle a un bambino, ma Ito si è difeso con le unghie e coi denti. Ma poi, tutti lì ci siamo detti che la partita era finita.Dal sesto inning Dobayashi del Chukyodai veniva comunque sostituito da Morimoto come pitcher. Negli inning 7 e 8 assistiamo però a degli altri punti. La cosa bella è che i ragazzi del Nihon Bunri non danno segni di scoraggiamento. Semmai comincia a serpeggiare la stanchezza, ma fra tutti e due gli schieramenti. Così nel settimo inning abbiamo un punto segnato dal Nihon Bunri e 2 dal Chukyodai. Ancora una volta la partita sembra più che finita. Nell’ottavo inning il Nihon Bunri riesce a segnare ancora una volta, e si riporta allo stesso distacco di 6 punti del sesto inning. Con questo 4 a 10 la partita sembra sempre più finita. Nono inning. Il Chukyodai rimette Dobayashi sul monte di lancio, che subito elimina due battitori avversari. Quando entra in campo il terzo ormai tutti si aspettano l’ultima eliminazione e la fine della partita. Ma Dobayashi crolla. Prima ne fa avanzare uno per four ball, poi ne avanza un altro per via di un suo wild pitch. Il Nihon Bunri segna due punti e siamo 6 a 10. Poi Dobayashi ne fa avanzare ancora un altro per dead ball e viene risostituito da Morimoto. Manca sempre un solo out per chiudere la partita. Ma anche Morimoto si fa prendere dal panico. L’oendan del Nihon Bunri è gasato al massimo (a proposito, suonano davvero le sigle di Yamato e Lupin come incoraggiamento!). Morimoto fa riempire le basi per four ball, e poi è il disastro. Nel giro di un attimo Il punteggio passa a 9 a 10. Se il Nihon Bunri segna ancora un punto, si pareggia e ce la si gioca con l’attacco del Chukyodai e con eventuali tempi supplementari. Ma a quel punto, il terza base prende al volo la palla colpita dal battitore e il sogno di rimonta finisce. Lo stadio esplode in urla di festa per tutte e due le squadre. La partita è durata ben due ore e mezza. Per chi vuole vederla, questo è l’ultimo scampolo dell’omote del nono inning, da quando Dobayashi compie l’errore per cui viene sostituito da Morimoto, fino alla fine: http://www.youtube.com/watch?v=5xxiW8TNXwQ Il Chukyodai Chukyo è il vincitore del 91° Koshien, l’unica squadra fra le 4041 che hanno partecipato fin dai tornei prefetturali. Segue cerimonia di premiazione e immancabili lacrime del capitano. Perché qui piange anche chi vince. La tensione si scioglie, e in diretta tv di fronte ai cronisti, Dobayashi scoppia a piangere quando gli chiedono le sue impressioni sulla partita. Devo dire che mi sono davvero emozionato. Due ore e mezza volate, senza neanche accorgermene. Nel nono inning poi l’atmosfera era elettrizzante, unica. Quindi devo ringraziare queste due squadre per essersi impegnate fino all’ultimo, per avermi mostrato cos’è il baseball delle superiori. Ora ho un po’ di più presente come sia la realtà e posso apprezzare ancora di più gli sforzi che fa una certa autrice per rendere la sua storia più vera possibile. Di certo leggere del tentativo di rimonta del Musashino sull’ARC nel numero di agosto di Afternoon mi ha fatto uno strano effetto. Quelle non erano più semplici pagine disegnate, dato che quello che vi succedeva era vero come la realtà.La vittoria… aveva un sapore incredibile.Per chi è interessato, la gallery completa del mio ultimo viaggio in Giappone è qui
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A sorpresa Hlj ha aperto l'early bird di Odin Seiya.
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Dynit annuncia.. GAYASS (Così pias anche agli snob)!!!!
topic ha risposto a Garion-Oh in una Highlander nella sezione Anime & Manga
Sì, io. -
Dynit annuncia.. GAYASS (Così pias anche agli snob)!!!!
topic ha risposto a Garion-Oh in una Highlander nella sezione Anime & Manga
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Saint Seiya,confronto anime\manga originali
topic ha risposto a Garion-Oh in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
E' uno schema che in effetti c'e', ma nei fatti dopo avere affrontato i Gold Saint, i Marina non sono cosi' tanto impegnativi. Seiya sconfigge Baian perchè usava una tecnica simile a quella di Lizard Misty. Poi io sono convinto che certi schemi da shonen li abbia proprio inventati Kurumada con Ring ni Kakero. Ma ha inventato anche le loro antitesi. Nel capitolo del Nichibei Kessen, dopo che Katori Ishimatsu, Shinatora Kazuki e Kawai Takeshi si sono fatti il mazzo per sconfiggere il proprio avversario secondo lo schema che dici, arriva Kenzaki Jun che demolisce il suo avversario con _un pugno uno_. L'incontro di boxe piu' breve della storia. -
Dynit annuncia.. GAYASS (Così pias anche agli snob)!!!!
topic ha risposto a Garion-Oh in una Highlander nella sezione Anime & Manga
No che glielo mettesse nel... -
Dynit annuncia.. GAYASS (Così pias anche agli snob)!!!!
topic ha risposto a Garion-Oh in una Highlander nella sezione Anime & Manga
Intanto Mokona delle Clamp dice di essere cascata a terra quando ha visto Jeremiah in tv, perchè quando ha disegnato il personaggio non s'immaginava che avrebbe fatto quella fine -
Saint Seiya,confronto anime\manga originali
topic ha risposto a Garion-Oh in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Ptolemy. Cmq secondo me Saori non si e' ancora risvegliata al 100% come dea Athena. Non ha mai usato in nono senso.