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The Obscure Poet

Pchan User
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  1. Divertente: http://www.ilpost.it/davidedeluca/2013/07/19/tutta-la-verita-sui-mostri-giganti/
  2. Sì beh, mi sarebbe garbato vederlo sviluppato in forma cinematografica, avrei retto tre ore senza problemi.
  3. [credo vi siano SPOILER qui di seguito, se andate per il sottile] La prima metà è ottima (e il bel sunto iniziale fa rosicare perché contiene decine di spunti che potevano essere sviluppati, che cazzo...), la seconda metà fa passare in secondo piano tutti gli elementi davvero originali/interessanti e ganzi, e in primo piano stereotipi visti e stravisti non solo nei generi di riferimento, ma anche e purtroppo nella tradizione blockbuster americana bay/emmerich/marvel movies/etc., dai personaggi (i due scienziati sono una palla, lo stronzo che si redime pure) allo sviluppo delle situazioni. Purtroppo temo la mano dei produttori abbia fatto parecchie pressioni (anzi, è anche ovvio sia stato così visto il tipo di progetto), e tutte negative. Comunque mi ha divertito, visivamente è uno dei pochissimi big budget supereffettati esteticamente ben fatti che abbia visto negli ultimi-parecchi-anni, e spero incassi bene sia perché voglio Del Toro realizzi più progetti possibile, sia perché è un buon passo verso la direzione dell'avere blockbuster tamarri che siano finalmente anche guardabili e non esteticamente brutti e infarciti di stronzate mirate ai bimbetti o alla parte peggiore del pubblico.
  4. http://www.deadline.com/2013/04/guillermo-del-toro-is-hatching-a-monster-of-a-series-at-hbo/ EXCLUSIVE: HBO and Guillermo del Toro are teaming on Monster, developing a potential series culled from a series of 18 volumes of Japanese Manga by author Naoki Urasawa [...] This project was originally set at New Line, but proved too sprawling to confined to a feature film. It took del Toro a long time to woo creator Urasawa into being comfortable with Hollywood again [...] Monster reunites del Toro with Murphy and Montford, his accomplices in the attempt to turn the H.P. Lovecraft novella At The Mountains Of Madness into a feature film. Boom!
  5. Segnalo. Visti i nomi coinvolti, direi che il topic ci stia. Qui informazioname vario.
  6. The Obscure Poet

    Hugo Cabret

    Gran bello, penso l'unico film visto in 3D che mi sia piaciuto fin'ora. Mix di Dickens, Verne, Disney classica, documentario-tributo sul cinema delle origini e altro ancora. Visione obbligatoria per ogni cinefilo. 1° tempo troppo scontato e semplice, ma si fa perdonare sul fronte visivo (sempre spettacolare senza mai urlarlo in faccia), 2° tempo eccellente con la parte del flashback che tocca l'apice di maestrìa. Scorsese in versione per bambini è comunque meglio di mille altri in versione adulta. La Moretz è super, io avrei nominato all'Oscar pure lei. Portateci i biNbi se ne avete tra il parentame. Fail della distribuzione italiana, era il film perfetto da vedersi sotto il periodo natalizio.
  7. The Obscure Poet

    Discussione Oscar

    Un po' in ritardo perché ho prima recuperato quei 3-4 titoli nominati che ancora mi mancavano, tipo The Fighter, comunque: Oscar alla fotografia completamente cannato, doveva andare o a True Grit o a The Social Network. Oscar al miglior editing doveva andare a Black Swan. Nolan nemmeno nominato alla regia è semplicemente ridicolo! Poi non si meritava il premio rispetto ad altri (manco Hooper se è per questo), ma almeno nominarlo. Ci si lamenta sempre che non vincono mai donne la regia, quest'anno la Granik si è dimostrata ottima e manco una nomination. Mah. Oscar all'attrice, contento per la Portman che era imbattibile, ma la Lawrence e la Steinfeld sono state delle ottime rivelazioni. Oscar alla sceneggiatura vabbè, "dovevano" darlo a TSN visto tutto il buzz, sebbene fosse la più banale del lotto assieme a 127. Oscar alla colonna sonora contentissimo che se lo siano cattato Reznor e Ross. Alice altro esempio di film del curaz che vince oscar solo per il nome della produzione e del regista, fossero stati altri col cavolo. Miglior film straniero doveva prenderselo Dogtooth. The King's Speech film per famiglie e senza pretese, carino per carità, ma senza alcuna idea creativa, fa ridere che abbia fatto incetta. Spero almeno sia stata più una questione di successo popolare che di premio dato in base a valori umanitari (vedi alla voce nobel per la letteratura), sarebbe molto più dignitoso. L'ultima consegna oscar ad avermi davvero soddisfatto resta quella del 2008.
  8. The Obscure Poet

    THE DARK KNIGHT RISES

    Ma anche no, la Hethaway si è ricostruita la reputazione con Rachel Getting Married, per cui s'è beccata una lunga serie di premi tra cui una nomination all'oscar. Ci può stare tutta. Per il resto boh, vedremo, le aspettative sono abbastanza alte e almeno a livello di hype sarà dura eguagliare TDK, ma forse è meglio così.
  9. The Obscure Poet

    "Black Swan"

    In un mondo decente la Portman si piglierebbe pure l'oscarrafone. I pregi del film sono più o meno stati detti, in più faccio solo notare come quello che forse resta l'unico difetto di The Wrestler, ovvero la relazione padre-figlia troppo stereotipata e povera nei canoni nel melodramma, è stato ben tenuto presente, e la relazione madre-figlia che vediamo qui è più complessa e meglio sviluppata. Ma al di là della storia, spiccano su tutto la mano registica e l'interpretazione attoriale della protagonista. E' un film sostanzialmente speculare e complementare a The Wrestler, la sostanza è quasi identica e la forma è quasi l'esatto opposto.
  10. Mi sembra stranissimo che in tal forum non sia ancora stato aperto un thread su questo film. http://www.youtube.com/watch?v=8NUBVcit5VM http://www.youtube.com/watch?v=A1qaLmfzW3I Tratto dalla graphic novel di Bryan Lee O'Malley, diretto da Edgar Wright (già Shaun of the Dead e Hot Fuzz). Costato attorno agli 80 milioni, si è rivelato un floppone, ma è altissima la probabilità che nel tempo diventi un cult movie rappresentativo di quest'epoca. E' un pazzesco mix in multitasking tra film d'azione, commedia romantica, videogame, videoclip musicale alternative rock, anime e fumetto. Personalmente penso cada in un terreno grigio tra l'originalità/innovazione fuori controllo a livello visivo e narrativo, e purtroppo l'over-the-top pericolosamente tipico dello "style over substance" (però, vista l'originalità dello style, si può chiudere un occhio e far pendere l'ago verso la prima parte). Nonostante tutto resta una delle cose più originali e fuori schema viste quest'anno, e non si scorda facilmente. Per quelli che non riusciranno ad assorbirlo e lo odieranno ho una brutta notizia: mi sa che ormai siete vecchi. Almeno una visione è d'obbligo, per conto mio. That's all folks.
  11. The Obscure Poet

    The Social Network

    Mi spiace, ma invece è un'opinione personale. Sorkin è davvero famoso da fine anni '90, periodo in cui è diventato apprezzato per West Wing. Come spesso accade, una volta che un contributo autoriale viene dato a una serie televisiva, tende a formarsi un gruppo di aficionados che esagerano i meriti del team che vi ha lavorato, è successo con tutti. Prima di WW l'uomo non era affatto considerato ai livelli odierni, anzi ad esempio è (era?) considerata colpa sua il passo indietro di Rob Reiner con A Few Good Men. Poi onestamente piazzeresti WW al primo posto (o anche nella top5) delle serie meglio sceneggiate di sempre? Mi sembra esageratino. Ti faccio un esempio di sceneggiatore da cui Sorkin ha preso moltissimo, ovvero David Mamet, che però è in giro da sostanzialmente vent'anni di più. Ora, se la matematica funge, vent'anni di carriera in più, un premio pulitzer vinto e una chiara influenza ormai assorbita dalle generazioni successive dovrebbero porre Mamet almeno un millimetro sopra Sorkin, e se consideriamo Sorkin un dio non riesco a trovare sostantivi che superino tale concetto, quindi non saprei come definire Mamet. E così via per altri nomi. Penso di essermi spiegato (poi mi piace ogni tanto fare sparate e l'immagine del lustrascarpe mi faceva ghignare, ma non devi prenderla seriamente, considera anche l'ora del post). Mi sa che non ci siamo capiti. Non ho contestato l'assenza di ruoli femminili o la loro riduzione a piantina ornamentale, cosa che in sé non vedo come un difetto (ad esempio apprezzo moltissimo Reservoir Dogs, film totalmente privo di donne, in cui appunto si può applicare lo stesso discorso: mai viste molte donne gangster quindi perché mettercele?). Anzi sono il primo ad avere le palle girate quando vedo in ogni film degli ultimi anni inserita a forza una donna cazzuta che dà la paga ai colleghi maschi, politically correctness assolutamente non realistica nella maggior parte dei casi. Ho contestato il fatto che non si può dare valenza di affresco generazionale a ciò che vediamo narrato se le donne sono divise in un rapporto 99:1 tra troiette e santa idealizzata, è sproporzionato, semplicistico e realisticamente poco digeribile. Ma non mi dilungo sulla cosa perché sinceramente mi ripeterei, amen. Certo che lo è. Hacking è aggirare ed esporre le falle di sistema ownando lo scopo d'uso dell'autore, essenzialmente. Etica hacking. Il Jargon File l'hai letto? Gli hacker passati alle forze di difesa sono migliaia e il loro scopo iniziale è sempre stato essenzialmente quello. L'utilizzo o meno di exploit non conta. Danneggiare o agire per scopi di lucro = cracking. Il tizio che ha esposto le falle di FB mettendo in rete un torrent con le foto teoricamente protette da privacy ha hackerato FB. Dubito inoltre che potesse essere tagliato, come fai a tagliare un momento di svolta e character defining tanto importante? Davvero mi pare matematico che dovesse esserci. La cosa che stupisce è semmai con quanto ritmo e tensione riesca a venire raccontato, e qui infatti sono d'accordo, ma l'ho già scritto prima. Secondo te, ad esempio, è geniale e flawless il fatto che sappiamo già che Eduardo verrà estromesso con una scusa qualsiasi che gli prosciugherà la parte e che intenterà causa verso l'amico molto molto prima che ciò accada? Non so, a me pare ok, un modo narrativo normale che può essere migliorato. Se vogliamo parlare di genio, uno sceneggiatore geniale avrebbe tenuto col fiato alla gola fino alla fine. Non so come, perché non sono uno sceneggiatore geniale e comunque ora come ora non ho voglia di pensare ad esempi da altri film, ma sono certo che ci sarebbe stato un modo. Del realismo non è che il film sia portabandiera, vista la storia propellente della ex ragazza, che sostanzialmente è il fondamento morale del finale, che nella storia reale mica c'è, quindi avrebbe anche lì potuto trovare una via per eludere in modo giallistico le certezze. Tocchi troppi punti per poterti dare una risposta esauriente. In brutale sintesi, anche la scenggiatura del GF funziona (la gente lo premia), dovrei quindi non permettermi di dire che è patetica secondo questo ragionamento parecchio mainstream. E i personaggi, mi spiace, sono piatti. Se davvero ti comunicano un senso di umanità (come scrivi dopo) e non artificiosità disumana evidentemente abbiamo standard diversi, inutile discutere su questo punto, peace & love. Il livello tecnico che funziona è quello di regia, fotografia, riprese, musica, capacità attoriale. Il livello che non funziona altrettanto bene è quello della sceneggiatura. Aspetta, ma su questo sono d'accordo. Io dico: se tu non sapessi nulla, e dico nulla, di cosa sia FB e come funzioni, avresti capito altrettanto bene cos'è successo in questo film? Secondo me era davvero fondamentale analizzare meglio il motivo per cui FB ha reso possibile la didascalia finale sui 25 miliardi. Doveva esserci un pugno convincente in questo senso. Non mi pare ci sia stato. E per questo motivo il film invecchierà rapidamente, come potranno le generazioni successive capirlo come lo capiamo noi? Vengono date per scontate troppe conoscenze. Io ho letto un po' di pareri su IMdb, e la gente che non ha mai usato FB si gratta davvero la testa cercando di comprendere cosa esattamente abbia lanciato Zuckerberg un km sopra a tutti gli altri programmatori (di sn e non solo). Just plantin' seeds, non voglio iniziare alcuna quote battle perché non ne ho le forze né la volontà, ovviamente se risponderai leggerò comunque.
  12. The Obscure Poet

    The Social Network

    Il tuo forte invece non è l'originalità, ma visto che a differenza tua non mi piace punzecchiare a livello personale non ti farò notare per la seconda volta che dopo quel post di evidente sparata anti-hype ne scrissi un altro *dopo* la visione in cui spiegavo dove mi sbagliavo (incassi) e dove no (tutto il resto). Ma non mi aspetto che tu voglia capire, probabilmente me lo tirerai fuori anche la prossima volta in cui avrò un'opinione diversa dalla tua su un altro film, d'altronde non credo di potermi attendere diversamente visti altri tuoi post. Auguri eh. Non ho scritto che Sorkin faccia schifo, è uno che conosce il suo mestiere e sa tenere incollati (anche se ricorrendo troppo spesso a dialoghi a 1000 all'ora in cui i personaggi si parlano addosso), ma non è nessun dio e non ha fatto alcun lavoro degno di grandi incensamenti, motivo per cui mi sono sentito di controbilanciare in iperbole inversa ciò che ho letto qui sopra. Un ottimo sceneggiatore con del materiale simile, ad esempio, avrebbe corretto tutti i difetti evidenziati, una cosa che appunto è riuscita a fare Vanderbilt rendendo la sceneggiatura ancora più solida e avvincente del libro, e la caratterizzazione dei personaggi più profonda e meno naive. Questo senza tirare in ballo sceneggiatori di livello davvero creativo come chessò, Kaufman o i Coen. @Shuji: non saprei se la causa sia una intrinseca misoginia, o semplice semplificazione tramite un meccanismo facile che alla fine della fiera funziona. Tendo per la seconda, altrimenti il concetto di misoginia l'avrei nominato. Ciò che posso dire è che le ragazze con cui ero a vederlo si sono dimostrate piuttosto d'accordo con me sulla riduzione di tutti i ruoli femminili a sciacquette e arriviste. Tra le figure maschili abbiamo almeno il classico dramma dell'amicizia tradita, che rivela un codice d'onore violato, o comunque i dubbi emotivi (piuttosto superficiali, ma prendiamo quel che abbiamo) del protagonista, tra quelle femminili solo la contrapposizione tra il primo amore idealizzato e un mare di scemotte. Avevo fiducia nella figura dell'avvocatessa, ma poi se ne esce di scena con una frase simile... addio fiducia. Per il resto non pensavo dovesse esserci proprio nulla, sono andato a vederlo totalmente sgombro da preconcetti, l'unica cosa che davvero mi aspettavo era una bella regia, conoscendo Fincher, e su quel versante nulla da dire. Comunque ribadisco se non si fosse capito, non è un film che boccio in totale, in particolare anzi aggiungo che la prima parte, fino a quando non entra in scena Sean Parker, è un film d'azione sull'hacking tanto coinvolgente come non se ne vedeva dai tempi di Track Down (anzi, faccio fatica a pensare ad altri titoli), il che però rende ancora più forte la delusione per come poi si svolge, con troppi pochi approfondimenti sui meccanismi del successo di FB, che se si reputa tanto importante avrebbero dovuto essere fatti capire (esclusività: ok, ma c'è solo all'inizio, come si spiega il boom successivo? i server non cadono mai: ok; poi?), ripetizioni delle stesse situazioni (dall'arrivo in California sembra che il film entri in loop, e si capisce subito tutto ciò che accadrà), evidenti difetti in sede di character building, e in generale di affresco umano (nelle modalità, non nella morale: anche alla fine di Se7en si esce sconfortati e misantropi, ma il percorso è su di un altro livello). Mi sembra solo un film che ha più da offrire sul versante tecnico che su quello riflessivo e psicologico, caricato di hype oltre i suoi meriti e piegato a troppi cliché e facilonerie, specie nella seconda metà. Da qui una sufficienza abbondante, non di meno ma nemmeno di più.
  13. The Obscure Poet

    The Social Network

    Film diretto magnificamente e ben interpretato (sono fan di Eisenberg da Adventureland, Timberlake già da Alpha Dog si sa che sa il fatto suo specie in certi ruoli, Garfield si è rivelato una buona promessa ed è forse il migliore del lotto) che però lascia lo zero cosmico una volta conclusa la visione. Non vediamo nulla se non una galleria di stronzetti che fanno gli stronzetti, fanno i soldi con le loro trovate (i cui meccanismi di successo non vengono approfonditi come meriterebbero) e come risultato diventano ancora più stronzi. Per Zuckerberg poi, viene detto più volte, "i soldi non contano", quindi è proprio uno stronzo di natura, e noi dovremmo pure berci la riabilitazione in stile antieroico nel finale (linea conclusiva dell'avvocatessa di una bassezza imbarazzante in questo senso). Meglio non parlare dei personaggi femminili: tutte troiette e idiote, si salva solo la tipa iniziale che molla giustamente Zuckerberg (nonostante poi si scopra negli ultimi minuti quella cosa lì, una buona trovata che lascia con il sottile dubbio) perché vede chiaramente quanto sia disumano, tipica contrapposizione medievale 1 madonna vs 100 puttane, nessuna via di mezzo (l’avvocatessa non conta, fa parte del mondo adulto, insieme radicalmente e programmaticamente distante). Ridicolo e ultra-mainstream visto quanto viene spinto il fattore figa come propellente (invece magari di approfondire altre cose che sarebbero state ben più originali), come a dire "tutti i soldi e le donne del mondo (che sono tutte troie, tanto) non ti daranno mai il primo amore del liceo". Wow, very deep & brilliant. Resta un film tecnicamente ineccepibile, e forse importante dal punto di vista storico e sociale, visto che se si prende anche solo una minima percentuale di ciò che vediamo come realistica (che poi è cosa difficile, a partire dalla descrizione del mondo di Harvard, che è vecchia di vent'anni e passa), fa ricordare dove stia andando la gioventù e dunque il mondo: in sintesi, a puttane. Serve una correzione di rotta, magari. Appunto per questo preferisco rifiutare di prenderlo come uno spaccato realistico sulla nostra epoca, a meno di vedere la mia misantropia schizzare a livelli cosmici, e preferisco pensare che fra 50 anni la gente lo rivedrà chiedendosi ridendo che razza di epoca potesse far fruttare 25 miliardi un'idea tanto idiota, un po' come ora ascoltiamo i Duran Duran chiedendoci come abbiano fatto a vendere 100 milioni di dischi (a proposito di musica, chiaramente ottima la OST di Reznor e Ross). Voto 6,5. P.s. Sorkin può solo lustrare le scarpe a un sacco di altri sceneggiatori, il primo che mi viene in mente Vanderbilt che he adattato magnificamente il libro di Graysmith per Zodiac, giusto per prendere in paragone due film firmati Fincher.
  14. A me viene solo da ridere pensando a tutti quelli che da anni etichettano Inzaghi come tutto culo etc. (e anche a chi dava Gattuso per spacciato e da rottamare, ma vabbè, lì è già diverso)
  15. Beh se ci spostiamo sul versante anime allora si può citare pure il lavoro fatto da Imagawa con Giant Robo. O anche Rin Taro nell'adattamento di Metropolis, che ha portato a un livello più autoriale, citazionista e adulto. E sicuramente anche altro che ora non mi viene in mente. Però si parla di un medium diverso, e in cui è anche più difficile fare il gioco dei piani narrativi, tant'è che adattando Watchmen non ci hanno manco provato per sbaglio ad accennarlo...
  16. Boh, non l'ho letto. So dell'impatto del manga a livello sociale etc. ma non ho elementi per dire se possa essere messo sullo stesso piano dei lavori di Moore. So solo che comunemente il suo vertice autoriale viene considerato Devilman, che ho anche trovato quasi sempre discusso in storie del fumetto mondiale, mentre questo l'ho visto citare raramente come vetta artistica e più per altri motivi. Poi ripeto, non l'ho letto quindi non ho idea di come sia narrato e se abbia schemi narrativi ricercati paragonabili a Moore.
  17. Se è per questo non dovrebbe essere uscito in quattro episodi anche The Dark Knight Returns prima di essere collezionato in un unico book? Ma viene considerato comunemente gn così come Watchmen perché uscito poi collezionato e rilegato in edizione per libreria, a prescindere da formati precedenti. Quindi è solo un termine più preciso in ambito di tipologia d'edizione. Nota a margine, ricordo anche d'aver letto lo stesso Moore ridere del termine viste le varie edizioni in forma gn di schifezze qualsiasi che quindi sottolineavano la differenza solo di tipo editoriale e non contenutistica/autoriale rispetto alla maxi-categoria fumetti. Detto ciò non ho letto ancora nessun manga che abbia utilizzato intrecci di livelli narrativi allo stesso modo di Moore, con intenti associabili a quelli di Moore nei confronti del medium usato (La Fenice mi manca, comunque, prima o poi rimedierò). Ma per quanto riguarda il riutilizzo e superamento in forma autoriale di idee precedenti direi che di mangaka rivoluzionari e manga-spartiacque dopo Tezuka ce ne siano stati. Forse Maximilian intendeva proprio limitarsi a cercare un autore che gestisse più piani narrativi e interpretativi in maniera associabile, ma imo è un po' auto-limitante nel considerare un determinato tipo di ricerca autoriale come stadio più avanzato rispetto agli altri, anche la storia della letteratura ha avuto Joyce, eppure prima di lui abbiamo avuto comunque una serie di opere indiscutibilmente rivoluzionarie e influenti sebbene meno sperimentali sui fronti su cui poi ha insistito Ulysses. Possiamo considerarle tutte inferiori a Ulysses per quel motivo? Difficile. Consideriamo Devilman, Nausicaa, Akira: non sviluppano una ricerca narrativa associabile a quello mooriana, ma non si possono non considerare pietre miliari/spartiacque che hanno aperto con forza nuove strade stilistiche e tematiche dopo Tezuka. Personalmente poi non credo ai mangaka interessi nemmeno così tanto spingersi verso ricerche di tipo mooriano, che sono più accostabili alla storia della letteratura ed estetica occidentale. Ah, totale disaccordo col post di Shito sui bambini che "capiscono" di più.
  18. Mi aspettavo di peggio le cose che non mi hanno soddisfatto sono: Complessivamente però scorre via bene, migliora andando avanti, tiene svegli, ha vari momenti ownanti, riesce ad evitare il trash (e come è già stato detto anche l'infantile effetto Bay nelle esplosioni, che poi purtroppo non si vede solo in Bay ma anche in altra gente perfino rispettabile, pure Nolan in TDK s'è venduto, e non parliamo di Avatar) e anche il sentimentalismo sopra le righe (alla fine le donne influenzano le azioni dei duri ma come presenza restano giustamente macchiette nell'angolo ), ha una chiosa finale davvero ben fatta (eccetto, imo, il difetto di cui sopra) con un'azzeccata canzone finale (Thin Lizzy rulez). Ah, e alla fine è una fortuna che il ruolo pensato per Van Damme sia andato a Lundgren.
  19. Sì, in The Devil's Rejects, sperando che torni in fretta a quei livelli. Halloween e soprattutto Halloween II erano penosissimi, cliché puro, anonimo e inutile. Superbeasto non l'ho ancora visto ma non ne parlano granché bene in giro.
  20. Non proprio, fosse per la produzione sarebbe già concluso (i diritti li detiene ancora la Wild Bunch), viene rimandato di continuo perché lui è un cazzone. La storia del riciclo non regge, è come dire che il dark cabaret è un riciclo del burlesque vittoriano, i significati e la forma sono completamente diversi. Alla luce di questo nuovo teaser mi pare proprio che come approccio all'horror psicologico possa funzionare ben più della media che s'è vista negli ultimi anni (non voglio ripensare agli ultimi aborti di Rob Zombie che sennò vò in depressione).
  21. http://www.youtube.com/watch?v=K_UNm4kpdEI e Tim Burton ce fa na pippa
  22. The Obscure Poet

    Ghostbusters 3

    Ah d'accordo, avevo totalmente rimosso la news. Comunque lì la decisione del reboot e di Webb (schifo, btw) è avvenuta come conseguenza a Raimi insoddisfatto dalle idee di produzione, mentre qui pare sia stata la produzione a rompere per prima al regista. E la storia ci insegna che solitamente (in progetti simili almeno) alla fine la produzione ha purtroppo l'ultima parola
  23. The Obscure Poet

    Ghostbusters 3

    Ma se per Spider-Man hanno chiamato Sam Raimi per il motivo opposto, cioé differenziarsi dai superhero-movies dando un taglio registico più autoriale e navigato. Sia Raimi che Reitman sono famosi da fine '70-inizio '80. E comunque tra loro che vogliono divertirsi a fare la reunion di vecchie glorie e le spinte di produzione sul prodotto gggiovane non saprei proprio quale possa essere lo scenario migliore, da una parte potrebbe con tutta probabilità venir fuori una roba alla Blues Brothers 2000 con l'unico risultato di far rimpiangere l'originale, dall'altra in effetti dubito che una sostituzione ringiovanente del cast possa soddisfare e attirare più spettatori di un'operazione-nostalgia.
  24. The Obscure Poet

    Alice In Wonderland - di Tim Burton

    In compenso ci stavano Toy Story 3 e Iron Man 2 (nuovo trailer). Quoto il discorso sul 3D nel film e in generale in casi analoghi. Il girato per il formato X rende meglio visto X e non gonfiato/adattato.
  25. The Obscure Poet

    Alice In Wonderland - di Tim Burton

    Non propriamente soddisfacente. L'aspetto scenografico e visionario è burtoniano al 100% e risulta anche il vero pregio del lavoro, ma la sceneggiatura è assai meccanica (Burton sosteneva di voler rivedere la narrazione a incontri sciogliendola in un'unica storia invece che piccoli episodi, il risultato è il contrario, qui c'è una storia di fondo ma discretizzata e narrata stile comic-strip che alla fine dei giochi è meno fluida rispetto alle versioni precedenti) e la produzione Disney succhia via linfa autoriale da ogni sequenza, mainstreamizzando il tutto, dominando persino nello stereotipato utilizzo delle musiche. Finale da cassare, il classico cliché della protagonista che monologa elargendo pillole di saggezza a tutti. Prove attoriali buone, la Wasikowska meno degli altri ma bisognerebbe vedere com'è stata istruita, probabilmente personaggio e sceneggiatura sono stati curati allo stesso artificioso modo e quindi non deve sorprendere che questa Alice sia tratteggiata in modo così anonimo e (per una che non dovrebbe ricordarsi nulla) poco sorpreso e disorientato. Dunque da una parte una ghiotta esperienza visiva, scenografica e di rivisitazione immaginifica, dall'altra una narrazione ultra-mainstream da pop-corn e poco altro. Sufficienza, valà.
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