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Non sono comunque un grande esperto di Kenshin per poter difendere la scelta come mia. La distribuzione di quegli OVA, con cui mi trovavo a dirigere a Milano per la prima volta, non fu fadda da me in prima persona.
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Proprio tutto OK! Che piova o ci sia il vento, va tutto bene! [KareKano]
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Quanto al tuo P.S. - l'avevo scritto anche io. ^^ Quanto alle tue domande, non saprei dire nulla. Non so perché Anno abbia davvero mollato, e non so cosa Tsurumaki abbia combinato. Di certo la prima parte dell'anime mi pare una trasposizione davvero efficace della prima parte del manga. Quanto ai personaggi: MIYAZAWA YUKINO: tutto il discorso della sua 'maschera' credo sia molto sopravvalutato. E' l'incipit della storia. Dura pochissimo. Ma resta impresso. Non è quello il punto di Miyazawa Yukino. Il punto è che lei è una ragazza davvero solare, felice. E' la figlia di due genitori che si amano, e adorano lei e le sue sorelle. Tutta la faccenda della vanità e della maschera altro non era che il protrarsi della sua mentalità infantile di primogenita. Ogni primogenito è stato anche un figlio unico. I primogeniti sono quelli che ricevono, nel bene e nel male, l'affetto e le attenzioni "inesperte" dei loro genitori. Spesso sviluppano una psiche in cui il ricevere affetto è condizionato alle loro riuscite, per cui i loro inesperti genitori fanno sempre un gran baccano. E' fisiologico. Ma Yukino ha due sorelline che le vogliono bene, è mediamente intelligente e ha una volontà molto efficace. Non è nulla come un genio, né come una principessa. Ha le sue frivolezze, e tutta la sua vanità iniziale è frivola. Ma lei si sente a suo agio a casa, da sciattona, e a scuola, da finta allieva modello. E ben presto tutto si bilancia. Le resterà per un po' il gusto dell'apparire, ma pure quello si spegne automaticamente. Siccome è sveglia sa gestire sé stessa, in realtà è anche furbetta e ha doti di leader tra i coetanei. Ma non eccelle davvero in nulla se non nella sua capacità di impegnarsi. C'è chi è più carina di lei (Tsubahime), c'è chi è più intelligente di li (Maho), c'è chi è più brillante. Yukino è solo "nella media", come talento, degli alunni di una scuola eccellente (non dimentichiamoci, siamo in Giappone). Ma soprattutto: Yukino non ha NESSUN TRAUMA da risolvere. Non ha NESSUN PROBLEMA. E' una ragazzina vitale e allegra, intelligente, che cresce facendo esperienze: amore, amicizia, socialità, impegno. ARIMA SOICHIROU è un groviglio di complessi e insicurezze e ferite e traumi. Cose che corrono attraverso due generazioni. E' complesso. Ci sono ben più di due strati di inganno, verso il prossimo E verso sé stesso. C'è anche un bel blocco di rimozione. Arima Soichirou è una persona che si è dovuta "costruire" non per il gusto di farlo, ma per sopravvivere (psicologicamente). Non dico dell'eccellenza scolastica, la prima maschera a cadere (con Yukino). Dico tutta la sua personalità di eccellenza. E di gentilezza. Anche con sé stesso. La crescita si Soichirou è legata alla sua necessità di sovracompensazione della mancanza di affetto infantile. E' un bimbo abbandonato, nel verso senso della parola. Questo secondo livello di 'maschera' occuperà la vera trama della storia da quando lui e Yukino fanno l'amore per la prima volta. Lei, quella notte, si fa il bagno e sta bene. Lui ha gli incubi in cui sogna un confronto con un sé stesso sconosciuto. Nonostante tutto, KareKano è la storia di come Yukino salva Soichirou. O meglio, la storia di come Yukino cresce e si realizza, e nel frattempo salva anche Soichirou. -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a Shito in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Credo però che tu ti stia rifacendo alla segmentazione B, ovvero dove 'kodomo' e 'shounen' (per dire) sono cose diverse. Esiste un'altra segmentazione, come dicevo, che divide molto più nettamente tra 'adulti' (otona) e 'non ancora adulti', ergo 'ancora bambini' in senso lato. Nel tuo senso, certamente, gli anime già dall'anime boom (mi rifaccio al post lungo dove seguivo l'evoluzione del medium in Giappone) hanno cessato di essere prettamente kodomo-shounen e hanno introdotto già una forte componente shounen-seinen. Chiaramente Uchuu Senkan Yamato era, dichiaratamente, per ragazzi e giovinetti - non per bambini-bambini. E senz'altro, oggidì, de factu il segmento 'kodomo' è minoritario. Però davvero non era di questo, ovvero non era sotto questa prospettiva, che stavo parlando. DI FATTO tutto l'animazione odierna NON E' per bambini. E' per bambinoni, è per otaku. E' *per me* una cosa storta per persone cresciute storte, insomma. Deformità, ecco. -
Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
topic ha risposto a Shito in una Taro nella sezione Anime & Manga
:-) Mi sa che abbiamo sperato bene! ^^ -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a Shito in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Tutto vero. Ma eravamo già arrivati a questo punto, e la semplice incomprensione è se intendiamo bambini/adulti o più dettagliatamente bambini/ragazzini/ragazzi/giovani/adulti/maturi/anziani Il discorso che facevo si intendeva con la prima grossa dicotomia tra infanzia (giovinezza) vs adultità (maturità) Non che non abbia senso fare discorsi sull'altra, più dettagliata, segmentazione. Solo, non era il caso di quella mia riflessione in particolare. -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a Shito in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Beh, anche ammettendo eccezioni (ma io credo che Tex sia "per adulti" perché da principio era "per ragazzi", poi ogni opera popolare invecchia con la sua generazione: la girella esiste da prima della girella), credo sia pacifico che in Italia come in Giappone il "fumetto" sia considerato molto meno "intrinsecamente" per bambini dei cartoni animati. Del resto, i cartoni animati sono nati con Disney, e poi sono stati usati anche per fare cose non schiettamente infantili, come eccezioni -artistiche e sperimentali-. Ma i fumetti, o comunque il disegno narrativo, ha natali molto più antichi. Nel caso di Crepax, per esempio, è schietta l'influenza del cinema francese, direi. -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a Shito in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Davvero non capisco. Cose come 'Bruno Bozzetto' sono eccezioni tanto quanto 'Kanashimi no Belladonna". Infatti, quanto ha prodotto Bruno Bozzetto? Quanti hanno prodotto cose non dico "come lui", dico "nello stesso segmento"? E' un segmento che non c'è. Il mondo dei fumetti è più o meno lo stesso. Le "strip" sono cose disimpegnate. Sono cose piccine che vengono pubblicate in pillole su quotidiani. Esistono anche in Giappone (yon-koma), hanno anche successo, ma sono cose diciamo "marginali" - non sono cose per cui qualcuno "farebbe una gran questione". Sono cose "per adulti" proprio perché sono in qualche modo "disimpegnate". Anche quando sono intelligenti (e talvolta lo sono eccome, giustamente citi i Peanuts) sono comunque "cosine", ovvero non hanno gente che dice "ooooh, non riesco ad aspettare che sca la prossima striscia dei Peanuts" come quelli che "ooooh, non vedo l'ora che esca il prossimo Marvel Movie". I Peanuts sono, infatti, "noccioline". Non sono mica una cena. Allo stesso modo, i comics, che nella cultura americana sono (erano?) cose per adolescenti che venivano poi 'mollate' (come hobby) al college, hanno a lungo tentato di emanciparsi con la fregnaccia delle "graphic novel", che è un po' come in Giappone certi manga tentarono di rinominarsi "gekiga", no? Erano proprio la roba otaku, infatti. E infatti, fuori da quelli che li amano, termini come "graphic novel" e "gekiga" sembrano menate. Perché sono menate. Alla fine sono solo "fumetti fatti per persone adulte", e sono probabilmente una stortura, ma sicuramente sono un'eccezione. Non sono una maggioranza. Potresti citarmi anche Andrea Pazienza, e allora? Tanto c'è Bonelli che fa volume e 'cultura popolare', così come ci sono shounen e shoujo, da sempre, a vendere le alte tirature, e i comics Marvel e DC. E mi parli di Bozzeto? E di Hugo Pratt? Beh, sì, anche Moebius - ma sono sempre fettine di una torta che non è rappresentata da loro, dico nella società. Detto questo, personalmente, ormai la postmodernità la vedo dappertutto, non se ne esce più. Forse loro erano "cresciuti" in quanto era ancora agli albori, non ancora saturata come oggi. Però l'otaku sa sempre adattarsi a nuovi contesti. E gli autori otaku lucidi e non del tutto sedati oggigiorno di certo non mancano, sebbene siano una minoranza. Tra l'altro, penso che il "sedarsi" sia una cosa tipica della natura umana. Troppa coscienza/rettitudine/consapevolezza possono rendere un uomo un folle o un santo, a seconda delle circostanze. L'uscita è solo dentro di noi, non è fuori di noi. E' nell'attitudine con cui si fanno le cose. Si possono fare cose frivole con grande serietà - e non saranno più frivole. Si posso fare cose serie con grande frivolezza - e diverranno frivole. Credo il punto sia esattamente questo, ed è anche il motivo e soprattutto il modo per cui scrivo quello che scrivo, e lo scrivo nel modo in cui lo scrivo, su un forum internet. Alcuni dicono: "è solo un modo per passare il tempo". Ma il punto è che per me nulla lo è. Nulla che io faccio è fatto per passare il tempo. Non lo accetterei mai, ma soprattutto non lo desidero. Credo fortemente che la vita sia insensata, di base. Non si può "cercare" il senso della vita, non c'è. Il senso lo si può solo creare, realmente. Nel mondo come volontà e rappresentazione, le cose hanno un senso perché gli si attribuisce un senso, e in questo non è che lo si trova - non è una "scoperta" - lo si crea - è un "invenzione" -. Quindi così per ogni atto umano, esso ha un senso solo se chi lo compie vi ha posto intensamente un senso. Ed è il modo in cui credo si debba umanamente vivere. -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a Shito in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Esistono persone che non sono disposte ad abbandonarsi a una simile società o modello di società. Quello che che dici è molto Azuma Hiroki. Ma se torni a Kojeve, e all'impressione che lui aveva della mentalità snobistica giapponese, capisci che la prima generazione di otakuzoku (gli SF-otaku, ovvero: Okada) erano nati proprio per *opporsi* a questa reanimalizzazione postmoderna. Invatti dalla prima generazione alla terza generazione l'otakuzoku ha avuto una inversione a 180°, in realtà, ed è stati 'assorbito' dalla postmodernità. Ovvero, nei contenuti, l'otaku originale era una persona che *rifiutando* (incosciamente) la mancanza di idealità dell'adultità postmoderna si rifugiava -in fase di crescita- in uno snobismo fatto di idealità infantili protratte in moratoria della crescita sociale. Infatti, ed è il punto cruciale, questo otaku di prima generazione erano creativi, fattivi. Nel loro settore, difficilmente erano meri consumatori. E inoltre, senza accorgersene, i loro interessi crescevano. Okada è passato dall'organizzazione fieristica alla produzione di audiovisivi ai lettorati alla docenza alla scrittura di libri. Ed era sempre la stessa persona. Ha vissuto, nella sua mentalità otaku, una crescita. Al contrario, dalla seconda alla terza generazione la postmodernità ha "preso" anche gli ambiti di "passioni otaku", facendo regredire quella mentalità a una condizione di sedazione perenne. La postmodernità è il Castello del DioDrago, davvero, e il finale è inevitabilmente triste. Del resto, è il destino di chi vive tutta una vita nella fase 'estetica' (Kierkegaard(: un giorno si ritrova vecchio e triste, e così muore. Il mio punto credo sia davvero questo. -
Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
http://time.com/4309573/most-influential-gadgets/ Questo invece sembra interessante, almeno un po'. Non so ovviamente come si consideri una cosa un "gadget" o altro, ma senza dubbio l'iPhone, e tutto quello che ne è venuto - ovvero tutto il mercato, l'indotto e l'ecosistema degli smartphone post-iPhone, che ne sono cloni, abbia davvero cambiato la vita e la società delle persone. Nella mia vita non avevo mai visto una cosa così. Quando sono nato c'erano il telefono e la televisione. Poi sono arrivati i computer e i cellulari e Internet. Sicuramente i computer hanno cambiato molte cose. E' stato un cambiamento più lento, ma costante. I cellulari hanno cambiato qualcosa, ma erano dei telefoni: solo che ora li avevi appresso invece che andare in cabina telefonica. Era una comodità. Internet ha cambiato molte cose, anche questa una penetrazione lentina (meno del computer). Internet ha incominciato a cambiare la socialità, i rapporti tra le persone. Ma per essere su internet dovevi comunque essere dinanzi a un computer, almeno. iPhone ha messo insieme tutte queste cose e le ha messe sempre insieme alle persone, moltiplicandone l'impatto rapidissimamente. Quindi tutte quelle cose hanno moltiplicato, anzi elevato a potenza, la loro portata. E tutta la società ne è stata drammaticamente impattata. Non avevo mai visto uno sconvolgimento così drastico, diffuso e rapido - non in 35 anni di vita, dico. Che non è molto. -
Proprio tutto OK! Che piova o ci sia il vento, va tutto bene! [KareKano]
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ok, allora proseguo anche io. :-) Dunque, ovviamente la prima cosa da rimarcare è che il manga è il 原作, ovvero il gensaku, l'opera originale (letteralmente). L'anime è una trasposizone, una cosa derivata. Quando vidi in prima battuta le prime puntate dell'anime, la prima decina di puntate, come dicevo, mi fu davvero evidente come Anno stesse facendo un esercizio di stile in cui metteva all'opera tutto quanto aveva quasi "dovuto" sperimentare "per cause di forza maggiore" nelle ultime due puntate televisive di Eva. Ovvero: uso dei disegni statici, uso di disegni che sembrano genga senza 'finiture' (inchiostrazione e colorazione) eccetera. Uno shoujo manga come Kareshi Kanojo no Jijou era l'ideale per provare a usare "con una ratio" le tecniche delle vignette in animazione e del simbolismo più spinto. Da questo punto di vista, la prima parte dell'anime di KareKano è un esperimento mirabile, perché è tremendamente fedele al manga che traspone. E' un manga in animazione, con le stesse scene, le stesse inquadrature, gli stessi tempi persino. Sembra che abbiano usato il manga direttamente come e-konte per gli episodi, è fantastico. Veniamo ora ai contenuti, allo stile, quindi passiamo al manga, che è la cosa vera e originale. Il mio modesto contributo all'edizione italiana di questo titolo consistette... nel titolo! Ovvero, dopo vari ripensamenti, decisi di tradurre/rendere "Kareshi Kanojou no Jijou" in "Le situazioni di lui & lei". Mi raccomando & commerciale. Perché il titolo non significa "Le situazioni di lui e le situazioni di lei", quanto piuttosto "Le situazioni di lei-e-lei", "Le situazioni di essere ragazzo e ragazze", "Le situazioene dello stare insieme". Per esempio il titolo inglese è sbagliato. In un free talk Tsuda Masami spiega che il titolo è un po' ispirato dal titolo della cover giapponese di "T'en va pas", che si intitola "Kare TO Kanojo no Sonnet" - che sarebbe Il sonetto di lui e lei, ma con la E normale, in questo caso - perché "kare to kanojo" non è splicito come "kareshi-kanojo". Molto orgoglio per il fatto che in altro un free talk Tsuda Masami parli del titlo italiano del manga. ^^ Dunque, questa è la prima cosa che mi piacque di KareKano. Credo che normalmente le "commedie sentimentali adolescenziali" siano delle storie in cui A e B fanno un cammino fino a mettersi insieme. E una volta che si mettono insieme: fine. Vissero felici e contenti, ciao. Ci sono molti shoujo, e anche tanti (forse più?) shounen del tutto così. In genere quindi questo genere di commedie sentimentali sono una serie di fraintendimenti, siparietti, inganni e malintesi che conducono a una risoluzione, bacio e ciak si chiude. Questo mi aveva sempre infastidito. Ricordo infatti che il mio primo impatto con "kareshi-kanojo" fu nel primo (mi pare) OVA di Creamy Mami, quando Toshio dice a Yuu che "beh, noi ormai siamo kareshi kanojo!" (in piscina IIRC). E mi sorpresi: "è vero, ora sono insieme!" - era del resto un extra, dopo la fine della serie. E infatti è questo il punto: KareKano si appunta proprio sulle situazioni che si vengono a creare quando due persone 'sole' si mettono insieme, e diventano una coppia. Miyazawa e Arima vengono ben introdotti, e dopo un po' sono insieme. E qui le cose non finiscono, ma *cominciano*: Cosa cambia, e come si cresce in questo. I nuovo problemi che si affrontano, le nuove sensazioni che si scoprono. Proprio per questo la storia mi parve subito molto interessante. Inoltre, in KareKano trovasi subito una forte connotazione psicologica (dei due personaggi principali su tutti, ovvio), ma anche psicosociale - come loro reagiscono alle aspettative della società e come la società reagisce a loro. Questa cosa mi parve da subito "molto giapponese", e mi interessava. Vi è una componente drammatica, ovviamente, ma credo sia meno esasperata di altri shoujo (Soryou Fuyumi anyone?). Anche gli "espedienti buffi" fatti per innescare le situazioni mi paiono meno esasperati di altri shoujo (Yoshizumi Wataru anyone?). E c'è anche una forte marca di generazionalità: i personaggi sono caratterizzati realisticamente come il frutto della loro storia familiare. Ovvero, la storia non è il palco dei ragazzini senzafamiglia che fanno le loro pantomime, ma è uno spiecchio di società e di vite più lunghe. E' una cosa interessante. In questo, lo trovo un manga molto più 'classico' come concezione di tante altre opere sue contemporanee. L'equilibrio tra commedia, dramma, umorismo e sentimentalità è molto bilanciato. Essenzialmente è una storia seria che non vuole essere parossisitica, e viene narrata molto femminilmente con una certa dose di gag. Questa cosa è interessante, perché è appunto femminile. Credo che la psiche femminile sia più volubile, a livello emotivo, dinanzi alla realtà. La psiche maschile è più lineare. In un grafico, credo che l'andamento dell'umore femminile disegni una spezzata molto più di quello maschile. Quindi, il fatto che la narrazione, vista soprattutto dagli occhi di Miyazawa (la prima "narratrice" della storia) sia una storia seria con delle gag è funzionale. Quando il narratore è lui, le gag diminuiscono. Ancor più, quando il centro narrativo diviene lui (la seconda metà della storia), è proprio il tono della storia che diviene più serio. E anche lo stile dell'autrice si adatta a questo, e tutto sembra 'crescere' con i protagonisti, la storia e lo stile e i temi, virando quasi da shoujo a josei. Alla prossima puntata provo ad analizzare un po' i personaggi principali e l'intessersi della loro storia. -
Proprio tutto OK! Che piova o ci sia il vento, va tutto bene! [KareKano]
un topic ha aggiunto Shito in La tesi dell'angelo crudele
Dunque, siccome Gara non delivera, ho fatto da me. Non credo di avere mai parlato di "Le situazioni di lui & lei" prima. Si tratta di un titolo un po' particolare, per me. Vidi dapprima l'anime. Era una VHS registrata dalla TV giapponese, trascondificata da NTSC a PAL con deformazione video (tutto schiacciato), ovviamente no subs. Era il 1998/1999 o giù di lì. E non era tutta la serie, chiaramente. Erano forse nove episodi. La storia va come segue: io stavo ovviamente lavorando su Eva. La Dynamic Italia si convinse a comprare questo shoujo (non avevamo fatto molti shoujo, forse nessuno?) perché io ero il fanboy di Anno Hideaki, più o meno. Un po' come prima si era comprato Evangelion perché io ero il fanboy di Nadia - totalmente, in questo caso. Dato che avevamo tutti il dente amaro per il fatto che il manga di Eva fosse stato dato alla Marvel/Planet Manga, poi avevamo fatto da service per i primi otto volumetti ( = quattro tankoubon) e quattro 'filmbook', oltre ai quali mi ero rifiutato di 'proseguire' prima di fare l'adattamento dell'anime, così questa volta si provò fin da subito a prendere anche il manga. E ci si riuscì. Il mood era: "Gualtiero, finisci Eva e poi ti dedicherai a KareKano". Ed ero infinitamente felice, perché avevo veramente un'adorazione per KareKano, in stile e contenuti. Solo che... ...finì che MTV era molto interessata alla serie, si decise per una messa in onda, e bisognava fare subito uscire l'anime, e quindi il manga. E quindi non potei occuparmene. E quindi ero molto triste. Se penso alle mie due grandi 'delusioni' professionali, questa è la seconda. La prima fu chiaramente non poter curare i film originali di Eva, tant'è. In ogni caso, per questa ragione KareKano diventò un po' una bestia nera, per me. Non ho mai finito di vedere l'anime. Non in italiano, ovviamente (è molto raro che guardi animazione giapponese non lavorata da me, figurarsi dopo una simile delusione) e neanche in giapponese (ho tutti i DVD giapponesi originali da sempre). Per lungo tempo non ho neppure letto il manga. Troppo rischio di delusione. Prendete il titolo del topic, ad esempo. "Zenzen OK! Ame demo kaze demo DAIJOUBU!" - non so come sia stato adattato in italiano, anime o manga. Autocensura. Troppa paura. Oppure il "tanoshiiiii?" di Miyazawa che fraintende Arima? Sono queste cose semplici le più insidiose. Sono le cose il cui senso va colto oltre al dizionario. Ricordo che quando mi chiesero di supervisionare il primo numero del manga di Kodocha, finii a rifarlo d'accapo (obv), ma mi stupivo di tante cose. Ad esempio, quando all'inizio la madre di Kurata Sana sveglia la figlia con un colpo del martello giocattolo, Sana dici 'in piccolo' (fuori baloon, avete presente gli shoujo?) "Kyou mo atama ga sugoi neee?" alla madre. Ovvero: "Anche oggi una testa pazzesca, eh?" <- si riferisce alla capigliatura "fantasiosa" della madre. In traduzione (di madrelingua) era infatti più o meno così (iirc, "anche oggi testa terribile, eh?" - 'sugoi' in sé è tipo 'terrific' in inglese, per capirci). In italiano, prima della mia revisione, era "Aaah, anche oggi mal di testa!". L'adattatrice, non potendo capire il "mood" della frase, ovvero il senso giapponese di 'sugoi' in quel frangente, aveva pensato che Sana si riferisse allo stato della 'sua' testa. Col giapponese è sempre così. Forse con tutte le lingue è così. Del resto, se in italiano fosse stato "Ah, anche oggi una testa da paura, eh?", per contro cosa ci avrebbe capito un giapponese che si traducesse dall'italiano, attenendosi al mero dizionario? In ogni caso, per queste ragioni non guardo mai cose adattate da altri. SPECIE se mi piacciono. Quindi KareKano era ormai off-limits, per me. :-( Poi ho recuperato il manga tramite scanlations in inglese. Anche lì ci sono leggerezze terribili (per esempio quel 'Tanoshiiii' è tradotto male, non ha senso, e il 'haaaaai' di Tsukino e Kano che rispondo a Arima che le mette in guardia contro Asaba è stato tradotto come "Hellooooo", invece che come un "Oooookkkkk" da scolarette, che non ha senso), ma tanto sono solo scanlation, quindi OK - who cares. Capisco 'attraverso' la traduzione e vado avanti. Quindi così ho recuperato il manga. Che ho trovato davvero molto bello. Non sono un fan degli shoujo, del resto non sono e non sono mai stato una ragazzina. Quindi che uno shoujo mi piaccia è una stranezza, già che lo legga è quasi un'eccezione. Ci sono vari motivi per cui ho particolarmente apprezzato questo, magari sono banali (non sono un fan del genere, quindi neppure un esperto conoscitore dello stesso), ma mi piacerebbe parlarne. :-) Per ora mi fermo qui e torno al dovere (MaiMai Shinko) - fine pausa di oggi. :-) -
Personalmente non mi ricordo che avessi pensato Patrizio inadatto a Kenshin, quando doppiamo "Seisou-hen". C'è però da dire che negli OVA il personaggio è abbastanza "diverso" da quello della serie regolare, e credo anche del film, proprio come tenore e atmosfera.
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Credevo fosse uscito anche per la vendita in edicola, sai? Magari sbaglio.
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Melanzane: Estate Andalusa avrà una riedizione dvd o bluray?
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Non so neppure come far rimuovere le cose da YouTube. Peraltro, credo ci voglia una nota dal detentore dei diritti? In ogni caso, è un prodotto indisponibile sul mercato. Non riesco a sentire quella presenza come malevola. Comuunque sì, il primo film è un mediometraggio cinematografico. -
Shinko Ghiribizzo e la magia millenaria (MaiMai Shinko to Sennen no Mahou - Mai Mai Miracle)
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Ho notato che sono state poi diffuse altre immagini con catchphrases varie. ^^ -
Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)
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Magari in KareKano ha fatto qualche scena 'statica'... XD (non mi stupirebbe avesse fatto qualcosina anche in FLCL e DieBuster, a dire il vero) -
Le DIVICHE
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
A dire il vero queste sono realtà per lo più limitate ai contatti internet. Credo che anche il signor De Palma potrebbe confermare che il mondo delle persone dietro a uno schermo e quello delle persone in uno studio di lavoro sono molto diversi. A me capita spessissimo di trovare persone che mi chiedono, sempre gentilmente, di "farsi ascoltare", o "un provino". Ma sono sempre tutte persone che sanno cosa stanno facendo. Più o meno dotate, ma che magari hanno seguito in silenzio molti turni di doppiaggio per capire come funziona, che hanno preso lezioni di recitazione o dizione o che comunque hanno un pregresso in un campo affine. Difficilmente la realtà professionale conosce molestatori di mole e numero come internet. E credo sia normale quanto inevitabile. -
Melanzane: Estate Andalusa avrà una riedizione dvd o bluray?
topic ha risposto a Shito in una Basara nella sezione Anime & Manga
Io ringrazio chi mi ha segnalato la presenza della versione italiana sul tubo. ;-) -
Melanzane: Estate Andalusa avrà una riedizione dvd o bluray?
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Che poi almeno il film 'Natsu', dico il primo, non lo chiamerei per nulla spokon. -
Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)
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Ah, quello è molto posteriore - non so se poi sia tornato come eccezione, ma mi pare strano. Se hai la ending di quell'episodio controlliamo. :-) -
Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)
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La sigla di apertura è perlopiù roba di Masayuki (un altro dei migliori). :-) E' che Sadamoto ha proprio mollato l'animazione reale, credo dai tempi di Punta al Top! Non credo che già in Nadia abbia fatto genga o sakugakantoku, ma potrei sbagliare. -
Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)
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Beh, Sadamoto aveva già fatto il chade di Nadia, che lo portò alla ribalta nazionale (tv di stato, grosso successo nazionale presso il pubblico generalista). Comunque il chade in genere si occupa anche di illustrazioni per molti prodotti di un 'brand', come accadde anche a Sadamoto. Oltre ad essere responsabile unico della versione manga. Credo che il ruolo del chade si allontanò da quello del sakkan soprattutto con l'introduzione del modello produttivo chiamato (in Giappone) "mediamix" - che nasce appunto nei '90. -
Melanzane: Estate Andalusa avrà una riedizione dvd o bluray?
topic ha risposto a Shito in una Basara nella sezione Anime & Manga
Mmmmh... io sapevo solo di un sequel. Ma forse sbaglio? -
Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Beh, ma Sadamoto non mi pare abbia mai disegnato nulla in Eva, dico come sakuga. In effetti ha proprio smesso molto prima, per il sommo scorno del suo maestro Ootsuka Yasuo, che lo riteneva una delle due sole persone più dotate di lui nell'animazione (l'altro essendo Miyazaki Hayao). Dipende anche dai gusti. Per esempio, i due episodi la cui direzione della animazioni è affidata a Hasegawa Shin'ya, ovvero il 9 e il 15 (se ben ricordo - vado a memoria), sono molto belli, ma hanno uno stile tutto diverso, mostrano molto la mano dell'autore. Sì, ci sono episodi molto più avanti realizzati meglio degli episodi 3-6, su tutti il bellissimo 19, l'episodio artisticamente più bello della serie (ma ancora: Honda Takaeshi, impareggiabile sul chade di Sadamoto), ma le cose 'pezzenti davvero' arrivano dopo, qui la qualità era ancora "ok", diciamo. Gli episodi 21-24 in versione TV erano UUUUUGH. Infatti li rappezzarono per il LD. ;-) -
Melanzane: Estate Andalusa avrà una riedizione dvd o bluray?
topic ha risposto a Shito in una Basara nella sezione Anime & Manga
Beh, il valore economico delle cose dipende esclusivamente dal valore che il singolo acquirente gli riconosce. Ovvero da quanto desiderio ne ha (e quanta disponibilità economica ha). Io sono un taccagno spilorcio micragnoso, ma quando ho acquistato cose che desideravo molto (per i più svariati motivi, eventualmente ridicoli) ho speso anche cifre alquanto spropositare. Oltre ai beni di prima necessità (ma in realtà neppure lì), non esiste mica un'etica del commercio. ^^