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Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a Shito in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Pertanto direi che un adulto 'non ha bisogno' dell'adattamento animato. Non è che 'non vada bene', ma che significa? Il concetto è che quel mezzo espressivo, visivo e colorato (pulito?) serve a veicolare il contenuto di un originale a un pubblico più giovane, e anche più moderno - forse. Ma un adulto, ne ha bisogno? Perché non dovrebbe trarre il significato dell'originale dall'originale? Certo che poi hai preso proprio un romanzo che si rivolgeva ai bambini da principio, eh! XD -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
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Vedo che ti sei fatto una domanda e ti sei dato una risposta. Bravo! ^^ Inoltre, Le Petit Prince non nasceva schiettamente come una favola. Anche se la sua struttura letteraria era favolistica. Credo anche io che Le Petit Prince sia una validissima metafora sulla società umana, ma anche e soprattutto sulla psiche umana. Oh, anche le favole di Esopo spesso lo sono, no? Continuo a non seguire il tuo conflitto. -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
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Io ho l'impressione davvero che, inciampando in code di paglia o in insicurezze sopite, si stia leggendo nei miei punti di vista una conflittualità che davvero non ho mai intesto. ^^; Partendo da "che bisogno c'è dell'edizione europea di KING OF FIGHTERS XIV" si è arrivati a "Shito, che problemi hai con i giochi con una forte componente narrativa?" Nessun problema. Non sono mai stati i miei favoriti, ma li conosco, ci ho giocato, alcuni mi sono piaciuti, alcuni mi facevano schifo, in genere non sono mai stati la mia tazza di tè, ma... che c'entra? Ah, volevo dire che la saga di Seiken Densetsu (originariamente: Final Fantasy Gaiden) non era male, ma sopravvalutata. E il primo era praticamente "il videogioco di Shannara". XD -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
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Cose come "serie B" e "serie A" le stai dicendo tu. Sembra tu stia cercando di sublimare (male) un complesso di inferiorità. Perché io non ne ho parlato. Personalmente, credo che molto sia nel modo in cui ci si approccia alle cose. Io davvero apprezzo molto "Valentina Mela Verde" di Grazie Nidasio, per dire. Ma non l'apprezzo come una ragazzina di tredici anni (pubblico di riferimento, destinatario primario) - perché non lo sono. Il mio apprezzamento non può non essere 'distaccato' - se non lo fosse, credo avrei un problema. Allo stesso modo, proprio lo stesso o quasi, apprezzo Versailles no Bara. Il complimento migliore, intendo più genuino, che sono riuscito a fare a Ikeda Riyoko è stato "Se avessi una figlia adolescente, credo che ancora oggi cercherei di farglielo leggere". Il che mi pare sia stato recepito con molta onestà. Credo sia davvero importante distaccarsi dalle cose che si rivolgono a un'età che non è più la nostra. Credo sia fisiologico, e non intendo 'dimenticale' o 'disprezzarle' - questo non l'ho mai inteso. Ma per contro, deformarle come se no, fossero ancora cosa 'fatte per noi', quando noi non siamo più quelli per cui quelle cose erano (più o meno) fatte, mi pare davvero deforme, ecco. Credo che ogni stagione della vita abbia i suoi contenuti, e così pure i suoi mezzi espressivi - intesi come quelli propriamente rivolti a quell'età della vita, con qualche dovuta eccezione. -
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Secondo me è un videogioco. Tanto quanto tutta la roba Gainax sono 'cartoni animati'. Nel bene, e nel male. :-) Non ho bisogno di sforzarmi, annaspando, di elevare certe cose apprezzate o anche amate in infanzia a livello di cose che trovo sensato apprezzare da adulto. Non ho bisogno di farlo soprattutto perché ho sempre pensato (almeno questo) che fosse una cosa patetica. -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
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Dici il titolo per PSX? Sì, ci ho giocato. Io ero anche quello che si commuoveva con il finale del primo ActRaiser, eh. ^^; Se parliamo della tradizione dei cosiddetti jrpg, quando sono andato a lavorare con Square-Enix, tra le "prove" c'era anche quella 'scrivi una composizione libera a tema di un gioco Square-Enix". Scritti la trama per un ideale seguito di Chrono Trigger (ignorando Radical Dreamers, si intende). ^^ Alex: Indy4 giocato. Monkey Island mi faceva schifo. Ma prima di tutti quelli, avevo giocato a vari King Quest e Police Quest, la tradizione Sierra, con una potente grafica CGA. E prima ancora ad avventure puramente testuali caricate da gloriosi nastri. XD E comunque il NeoGeo costava 200lire a partita, in sala giochi con gli amici. ^^ I fps? Beh, li conosco dai tempi di Wolfstein3D, e li ho sempre odiati. Ma credo di sapere di cosa si parli. Credo. -
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Eppure non sono uguali, vedi? Dubito che quello sia il loro 'scopo', in ogni caso. Istinto, semmai. -
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@Roger: Mmmh, ho letto con attenzione le tue righe, perché sono interessanti. Intanto te ne ringrazio. Ancora, credo di seguirti. Però però, scusa, nel mio casus, da un lato quando parlo delle cose "che mi stavano care in gioventù", lo faccio piuttosto con autoironia - vedasi "vecchio scorregione" -. Dall'altro indago e penso e parlo di cose che, al contrario, non hanno mai avuto pare o importanza nella mia giovinezza - come nel caso di film, vedi il tricolore, già che davvero non sono mai stato un cinefilo. A dire il vero i miei interessi sono molto cambiati nei tempi. Quando ero giovane non mi interessavo affatto di arte, ad esempio, e col tempo (e col caso) ho imparato a leggerla e trovarla interessante come una "cartina al tornasole" dello spirito del tempo delle epoche. Il meccanismo di 'proiezione sostanzializzata' di cui parli credo di conoscerlo bene, perché ritengo sia proprio il quid della psicologia otaku. Quindi penso di conoscerlo dall'interno (sono comunque "uno di quelli") e dall'esterno (perché sono cose che ho sempre cercato di approfondire negli studi psicologici e sociologici). E' uno spostamento proiettivo del proprio ego verso il proprio superego, anche. E capisco che tu sottolinei che è un moto anche squisitamente introiettivo, sì. Credo di seguirti davvero (e la cosa mi fa davvero piacere), ma non sono del tutto convinto che, in particolare, il mio esprimermi qui (o altrove) sia parto di quel tipo di meccanica/percorso mentale. Credo che quel tipo di processo sia molto, molto, molto più scevro di ricerca di autocritica e critica rispetto al mio modo di essere. Ma potrei anche sbagliarmi, si capisce. -
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Se è per questo non equiparo neppure i film ai libri. Sono cose molto diverse. Così come è diverso qualcosa che si chiama, comunque "game" (partita, sfida) o "gioco". In effetti tradurre 'game' come gioco è persino sbagliato, a tratti - ma è un altro discorso ancora. Non sono cose diverse in quanto tutte hanno lo stesso scopo, coinvolgere il lettore/spettatore/giocatore, con modalità diverse, ma con il medesimo risultato. Non è che se le cose hanno in comune un generico scopo allora siano 'cose uguali'. Anche un cane una scimmia e un uomo hanno molte cose in comune (e l'assenza di scopo, in comune), ma sono diverse. In particolare, la letteratura e la cinematografia non sono mezzi interattivi, i videogiochi sono interattivi. Questa è una prima, fondamentale differenza. No, no, non mi sono reso conto di niente. Che la vita eterna non esistesse l'ho capito a sette anni, più o meno. ^^; Quanto al mio interesse per l'evoluzione sociologica dei miei tempi, quella credo ci sia sempre stata. Anch'essa non è una novità. Forse capisco cosa intendi, però anche no, perché a me fanno schifo un sacco di cose dei tempi miei, dei tempi dopo dei miei, e anche dei tempi prima dei miei (col beneficio del dubbio che , ovviamente, sono cose che non ho conosciuto direttamente). Ecco, per esempio odio la parola "amarcord" e la cinematografia del regista che ha popolarizzato quel regionalismo. XD E' una buona domanda. :-) -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
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Se è per questo non equiparo neppure i film ai libri. Sono cose molto diverse. Così come è diverso qualcosa che si chiama, comunque "game" (partita, sfida) o "gioco". In effetti tradurre 'game' come gioco è persino sbagliato, a tratti - ma è un altro discorso ancora. Gara: ognuno ha la sua sensibilità - solipsismo o meno. Io a leggere aggettivi come "giappico" vorrei a testate un muro, ma sono io. Non è che per questo ti dica di non scriverlo. Mi fascio il cranio. Per contro, è mia seria abitudine inserire in quel che scrivo terminologie che *spingano* il lettore a "muovere il culo pesante" per scoprire, magari, cosa significhino. Non mi interessano i like, lo sai, mi interessa semmai pungolare un po' di ricerca personale - per me e per tutti (gli interessati, nulla di obbligatorio). E lo faccio ovunque, da sempre, nel modo più apparentemente involontario possibile. Con i titoli delle cose, libri, film, o videogame, con i nomi dei personaggi, con tutto. :-) Il rispetto non c'entra niente - che poi è una parola che odio, una di quelle che non vorrei mai sentire uscire dalla mia bocca (cit. Yano Akiko per la parola "consolazione"). C'entra la propria visione dell'educazione, ma in un altro senso rispetto a quello che usavi tu. Tornando a bomba: il problema è che un "medium" infantile, invecchiando (come ogni prodotto commerciale ormai) col suo pubblico, diviene deforme. Come il suo pubblico. -
Rouge (ti ricordo che la dicitura di 'film -qualcosa-' è un'invenzione italica) mi è sembrato un po' la madre dei film a là "Le fabuleux destin d'Amelie Poulain' - con il rapporto tra il vecchio disadattato/rinserrato e la giovane speranzosa. E' un film molto parigino, ai miei occhi, per quanto ambientato in Svizzera. Però sì, la questione del "a che diritto un uomo giudica un altro uomo" è sempre molto viva, da che filosofia del diritto iniziò ad essere. Bleu era meno fantasioso, forse questo il suo bello: è il più asciutto. Forse il più "realistico" - anche nella sua banalità. Ma mi apre un'altra riflessione che dovrò esprimere. Blanc pure ci si potrà ricollegare. Parte un po' da "La haine". La doppia vita di Veronica l'ho visto anni fa, parecchi anni fa, e non mi colpì particolarmente. Non mi dispiacque neppure. Ma veramente a denunciare la deriva postmoderna basta davvero. Ancora? Voglio dire, non bastava già una cosa come Boccaccio '70? Ma anche solo il primo episodio di Boccaccio '70, che dico. Davvero questi piagnistei esistenzialisti, che profumano di bolscechivismo messianico, più che morti erano già putrefatti ai loro natali. Non avevo bisogno del film con la ragazzina della Coppertone. Che tanto poi anche quei panorami disagiati sarebbero stati mitizzati, vedi la nascita di film glorificati come appunto "La haine". E dici che non diverte? E' girella anche quella. Facevano Il padrino, ed era un film, mito mito, e poi Vespa ti schiaffa sulla TV nazionale il figlio di un boss mafioso vero. Tutto si normalizza. Anche le bombe, se diventano sufficientemente regolari, si regolarizzano. Vengono assorbite. Come gli scioperi. Tutto diventa episodica normalità. Ben più interessante, e preoccupante, è per me la deriva pienamente sedativa dell'intrattenimento. Next to come: "I figli illegittimi del benessere". (il sogno americano io l'ho sempre inteso morto con Gatsby, poveretto - un ragazzino autoingannato, appunto)
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Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a Shito in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Endrino: è che parlavo appunto di KOF, un gioco da 'geesenzoku marcio'. Sono giochi per cui la versione occidentale, bah, non è che abbia ragione di essere granché. Ai miei tempi (sono vecchio, come sai), esistevano solo RPG come "giochi con componente narrativa". Ma erano considerati cose da femmine o femminucce, più o meno. XD Ora siccome sono tutti femminucce vogliono "la storiaaaaaah" e "la continuityyyyy" anche in cose come Zelda e Super Mario, ma quella è tutta un'altra perversione. Inoltre, come dicevo, per gli appassionati della mia stirpe l'edizione inglese la compri, la giochi, la "butti" e compri l'originale (giapponese) anche degli RPG. ^^; "Noi" come plurale maiestatis o ti riferisci a qualche gruppo di amici tuoi non bene identificati? Le persone appassionate che compravano stampa straniera quando quella italiana faceva ridere, parlo da vecchio scorregione che sono. E poi voglio dire: chiunque pensi che Balrog sia un un pugile, Vega un matador e M. Bison un dittatore cambogiano non sa bene di cosa parla. Nel senso che per quella generazione di persone, quando lavoravo con Granata Press e collaboravo con Studio Vit, era molto chiaro che "PAL lo si dà ai cani" (dalla pubblicità del cibo per cani PAL) e che le edizioni "vere" erano solo quelle originali. Sicuramente con l'uscita della prima PSX tutto cambiò, ma non credo in meglio. Un po' come il "mondo" degli anime in Italia, ecco. La gente ancora credere che la famiglia dei cacciatori di vampiri si chiami Belmont invece che Belmondo, del resto. Quindi forse non è poi cambiato molto, in effetti. -
Ho rivisto di recente questa trilogia di Krzysztof Kieślowski. Rivederla mi ha fatto uno strano effetto. Quando i film uscirono, ero ancora abbastanza giovane. Non mi interessarono. A quei tempi, siccome ero già ritardato, mi interessava Nadia. E mi interessavano i giochi della SNK, soprattutto. Ma ok, il punto che volevo fare non è questo. Non è nemmeno così solipsista (che poi sarebbe un modo chic per dire "egocentrico"). Il motivo per cui questi film oggi mi hanno fatto un certo effetto è che, beh, li ho trovati blandamente interessanti. Bleu, sul tema della libertà, è grazioso. Ben girato, direi (ma di cinema capisco poco e nulla). Blanc mi è parso più sciocchino e meno interessante, veramente obv. Voglio dire "E' perché non parlo francese che non mi considerate come voi?" - beh, sì, certo, la risposta è "sì". D'altro canto, 'égalité' vale per quelli che capiscono cosa significa, già che è solo una parola, come tutto il diritto. "J'ai droit" vale solo per chi sa pronunciarlo, no? Invece Rouge mi è parso piuttosto interessante, non so se più o tanto quanto Bleu. Il punto però su cui mi è venuto da riflettere è che, sì, ok, carini, sono del film carini. Interessanti un pochino. Che non mi è dispiaciuto avere visto. E pensavo che per me, che sono italiano, beh il cinema sarebbe questo. Ovvero, il cinema sarebbe una forma di finzione atta a far -come dire?- riflettere su noi stessi, sull'umanità, sulla società degli umani, sulla natura umana. Insomma queste cose. Pensando a questo, mi è venuto da riflettere che ormai tutta l'idea di 'cinema' sia stata, qui da noi in Italia, soppiantata, sovrascritta dall'idea americana (Hollywoodiana), nella quale il cinema è una forma di intrattenimento. Credo che per gli americani lo spettacolo e l'intrattenimento siano la stessa cosa, e la musica, il cinema, il teatro, tutto ne sia parte. E' una cosa che, onestamente, odio con tutto me stesso. Del resto la postmodernità parte dagli Stati Uniti. Kojeve diceva che dopo la fine della storia correttamente teorizzata da Hegel (appunto), gli uomini reanimalizzandosi sarebbero tornati a accoppiarsi come cani, cantare come uccelli e giocare come rane (se ben ricordo), ma aggiungerei anche: "a ridere come scimmie e ragliare come somari". Del resto "se un atto non ha un senso, non è umano" . Ovvero: è il senno ciò che distingue l'uomo da (ogni altro) animale - cosa che comunque l'uomo è e resta. Quindi adesso abbiamo una società in cui le persone adulte vanno al cinema a vedere le bambinate senza senso, e, cosa ancor più spaventevole, le bambinate senza senso vengono concepite dagli adulti per gli adulti. Continuo a pensare che i tre film sul tricolore francese di Kieślowski fossero tre filmetti carini, sicuramente non epifanici o che - almeno per me. Ma erano tre film, davvero, con una regia, un significato delle espressioni e delle scene e dei personaggi e delle loro azioni e tensioni. Sempre più spesso, invece, si leggono "critiche cinematografiche" che partono dal presupposto direi basilare che un film DEBBA *divertire*. Ma chi l'ha detto che è necessario divertirsi? (B. Pascal) E poi al cinema, dico, dove si è esposti passivamente all'opera creativa di un altro uomo! Così si leggono queste "critiche" davvero strane, per me, tipo "il film non ha ritmo", o "è molto lento" e... di cosa stiamo parlando? Di un concerto di Michael Jackson? Mi sembra davvero tutto strano. In questi giorni così ragionavo.
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Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a Shito in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Sciocchino, è che io sono un geesenzoku, di base. Hai mai visto un vero RPG in sala giochi? No dico, Cadash di Taito non conta. XD Quanto agli RPG, noi (ai tempi della giovinezza) facevamo così: li compravano in versione inglese, li giocavamo imparandoli a memoria, quindi li rivendevamo e compravamo la versione 'vera' da 'tenere e rigiocare'. ^^ Ovviamente tutto afferiva anche alla 'verità' dell'oggetto. Per dire: Chrono Trigger ha una splendida scatola tutta bianca. E una traduzione in inglese diciamo 'molto discutibile'. C'è chi ha imparato l'inglese per leggere Tolkien. E chi ha imparato a masticare giapponese appresso ai videogiochi. -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a Shito in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Woah, why so sensitive? Ti hanno rigato la macchina, oggi? Il gatto sta bene? Cmq, il mio punto è che -ovviamente- c'è solo una cosa che è originale, ed è l'originale (ah, la sottile differenza tra un nome aggettivo e un nome sostantivo, adoro questo genere di cose!). Di queste cose se n'è discusso per anni sui forum (internazionali) dediti al NeoGeo, su cui ho scritto persino un libro. Alla fine, la "cosa vera" (the real thing) è solo l'originale. Ogni altra cosa, per quanto ufficiale (official) e legittima (legit) e qualsivoglia cosa (whatever you want), non essendo la "cosa vera", noi la si chiama "fake shit". Ovviamente qualsiasi 'fake shit' può essere fatta bene o fatta male. Ma soprattutto per cose come la musica, o i videogiochi, che non sono cose primariamente narrative come un libro o un film, si fatica persino a vedere la raison d'etre della 'fake shit'. Per dire, quando ebbi una breve parentesi di interesse per una band svedese, importavo i loro dischi dalla Svezia. Quelli italiani erano UGUALI, ma per il solo fatto di essere 'printed in Italy' (c'era scritto) per me erano già 'fake shit'. Perché non erano 'the real deal'. Stessa cosa per i videogiochi, per me. Oh, riuscirò a vivere nella cognizione che tu la pensi diversamente, non avrò bisogno di insultarti per questo. In effetti che tu la pensi sinanco all'opposto di me non mi causa alcun problema. Ma tu, in cosa stai inciampando? Sicuro di crederci? Perché non sempre proprio che tu ci creda. -
Ora saranno sandboxati? Sta volta ci vorrà un trojan da sudo con privilegi da amministratore?
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Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a Shito in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ma tanto chi lo vuole sul serio compra comunque la versione giapponese, no? A chi importa della distribuzione fake? -
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ti ringrazio Shuji, l'avevo proprio perso. Sento differenze di caratterizzazione, ma non conoscendo l'originale o la scena, è davvero difficile dire cosa sia più corretto. Si riesce a trovare uno spezzone audiovisivo con la scena in originale? Altrimenti non si può giudicare nulla... EDIT: Mi sa che l'ho trovata (non ho mai visto il film, ero alla cieca): Adesso ascolto pezzo-pezzo e mi faccio un'idea. ^^ Ok, è palese che è il ridoppiaggio è molto migliore. Per quanto sia -a mio giudizio- ancora viziato dai tipici difetti del doppiaggio italiano, ovvero sovraenfasi, voci troppo chiare e pulite nelle scene, presenza vocale eccessiva, è comunque molto meno del vecchio doppiaggio. Il vecchio doppiaggio recita per rendere fascinosa ogni battuta, ogni parola. Il nuovo doppiaggio migliora, con una migliore aderenza vocale all'originale, ma anche con una migliore aderenza recitativa: Brando "se la tira" facendo il finto vago, lo si vede nel tono della voce originale, e anche nella gestualità. Questa cosa è antiteticamente resa nel vecchio doppiaggio, mentre è seguita nel nuovo doppiaggio. Che ne pensate? -
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Nessuno è in grado di postare spezzoni comparativi? Tanto per farsi un'idea. Ricordo che ai tempi del ridoppiaggio di E.T. verificai che il nuovo era molto migliore del vecchio. -
Grandi, piccini e pupazzetti colorati
topic ha risposto a Shito in una Zio Sam nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Chi se ne importa? Qualsiasi appassionato compra la versione real (= la giapponese), no? -
Suppongo che il fulcro sia riuscire ad avere appercezione del sé senza bisogno dello sguardo dell'altro (Sartre). Altrimenti, è solo giocare a pelota col proprio ego. Che è appunto il teatro dell'oggidì.
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[Ps4] King of Fighters XIV
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione L'arena videoludica
La saga della NESTS è proprio quella 99-2001: stavo appunto dicendo quello, sì. :-) Scommettiamo quello che vuoi tu. -
Da figlio di biologo batteriologo, è una cosa che ho sempre pensato anch'io. Quello che voglio dire è che Shopenhauer si studia ma si studia molto male. ll suo 'spiritualismo ascetico mistico' di derivazione indiana viene preso come una metafora e nulla più, ma non credo lo fosse. Ci fu un tempo in cui dialogavo con un Maestro Massone di una scuola minore, che avversava il Grande Oriente, e le sue idee erano molto simili - se parliamo di 'evoluzione spirituale' come passo successivo nell'evoluzione umana dopo la conquista dell'autocoscienza. Ovvero, il prossimo gradino lungo la Scala di Giacobbe, volendo.
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[Ps4] King of Fighters XIV
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione L'arena videoludica
Il fatto che sia prevista l'aggiunta precisa di un-personaggio-per-squadra mi fa pensare che forse vorranno implementare anche il gioco 4-vs-4 come ai tempi della Nests? E' davvero un peccato che non si veda nessuno del clan degli Hizoku (Lin, Ron, Duolon) e che non ci sia traccia né di Ash Crimsom (ma ok, lo sapevamo) né di Adelheid. :-( -
[Ps4] King of Fighters XIV
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione L'arena videoludica
Scommetto. Cosa scommettiamo?