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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
topic ha risposto a Shito in una Taro nella sezione Anime & Manga
Bisogna ancora dire che Fabrizio (Mazzotta) sta delicatamente toccando questo sciocco baraccone con una professionalità, una discrezione e una serietà che non possono che distinguersi come merito. Anche Ivo De Palma mi pare molto onesto e bilanciato sulla questione. -
Otakuzoku no Kenkyuu - Studio/Ricerca sull'otakuzoku
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
La verità, caro Garion, è semplicemente che l'animazione 'fatta a mano' è un lavoro da paese povero. Non dico da terzo mondo, dico da secondo mondo, o comunque tra secondo e primo, un paese in boom di produttività. Il Giappone, e questi sono fatti, negli anni del 'miracolo economico' postbellico, quelli *prima* della bolla, quelli in cui accumulò tutto il cash che avrebbe portato alle due famose 'decadi perse' (chi avesse studiato economia contemporanea capirà), produceva con un indice di efficienza pauroso. Lavorava per il mercato interno, e lavorava come 'forza lavoro' per quello esterno: la Sony prima di diventare un brand faceva i lavori 'da muscoli' per l'America, e così nell'animazione seriale: le 'animazioni' (tanti, tanti disegni) per la roba della Filmations, per tante serie anche merdose americane le si 'delocalizzava' in Giappone'. Oggi il Giappone ha conquistato un suo posto nel primo mondo, 'made in Japan' è prestigio e fa tendenza, è la "roba buona", ma chi è vecchio abbastanza si ricorderà ancora dei primi anni ottanta, quando in Italia si schernivano "i giapponesini", immaginati come tante scimmiette brainless che lavorano 24/7. E poi come tanti robottini (perché il Giappone divenne patria della tecnologia, dei gingilli tecnologici) e allora i cartoni giapponesi erano fatti col computer -lol- vi ricordate? Erano i tempi in cui dall'Italia si *schernivano* gli Svizzeri perché woah! NON buttavano le carte per terra in strada! Ahahaha, che robottini senza personalità! E gli inglesi, poi? Tutti a fare le file ordinate, e adire 'no, sir', che ridicoli! Ho ancora delle vignette di Forattini su queste cose, davvero. Erano gli Ottanta in Italia. E il Giappone, fino a poco dopo i Settanta (primi crisi petrolifera), lavorava come un paese del Secondo Mondo. Parlo degli uomini dell'epoca Showa, mi pare si dica 'Showa hitoketa', e significa proprio quel tipo di uomo totalmente dedito al lavoro. E negli anziani, quella mentalità sarebbe durata ancora molto. Era il Giappone di quei tempi. Poi c'è stata la Corea. Taiwan. Ora la Cina. E' inevitabile, è una scala mobile. Lavori come uno schiavo, ti arricchisci, e allora avrai a tua volta degli schiavi da far lavorare (credo quindi che la prossima crisi di produzione sarà l'ultima). L'animazione non è un lavoro per il primo mondo. Per fare animazione, deve costare poco farla, ed è un lavoro da ammazzarcisi, manuale. QUindi hai bisogno di una società in crescita, con gente con un certo tipo di mentalità, un certo tipo di motivazione, un certo tipo di energia. Anche la società vive dello spirito del suo tempo. -
Di sottotitoli e di doppiaggi
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Peccato che non sei andato al cinema a vederlo. (cut) Io al cinema non ci sono andato, ma (cut) E via cosi'. Shuji - the perfect post. Seriously. -
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Indebita, egotica, ma si, suppongo che la si possa chiamare così. -
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Trovo che il video del signor Iacono (doppiatore che personalmente apprezzo molto) sia patetico (è orribile usare a proprio comodo l'opera altrui per farci qualcosa che è un personalismo, oltre che patetico a priori), e trovo che Fabrizio Mazzotta, nel suo commento, sia stato un gran signore oltre che dimostrarsi un professionista serissimo. -
Otakuzoku no Kenkyuu - Studio/Ricerca sull'otakuzoku
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Miyasan ha spesso denunciato -per così dire- la mancanza di 'referente reale' alla base dei disegni degli animatori più giovani. C'è il celelbre caso di Calcifer: quando apprese che gli animatori che l'animavano non avevano mai visto un fuoco vero, gli disse di non tornare finché non avessero visto un fuoco crepitare in un camino. In genere, Miyasan sostiente che tutta l'animazione, la credibilità del movimento e del disgno, viene dalla realtà. Quando fa disegnare del cibo (cosa a cui tiene tantissimo) usa dei panphlet di ristoranti come reference, Idem per gli animali (libri di zoologia). Nel caso degli umani, spesso fa interpretare e filmare le scene ai suoi animatori (il The Making of di Mononoke HIme è pieno di cose così). Questa cosa è molto interessante. Se torniamo ancora più indietro, a Ootsuka Yasuo, lui da piccolo ridisegnava ogni cosa che gli piacesse. Le locomotive, soprattutto. Gli ingranaggi, i pistoni. Da anziano, sostiene che "finché non ho disegnato una cosa, non sento di averla capita. Quando l'ho disegnata, allora è come se me la fossi messa nel braccio desto". E' una cosa molto bella. C'è un altro grande artista (tra i molti), che da piccolo schizzava e schizzava, ridisegnava chi aveva intorno, sempre. Michelangelo. Anche la più radicale delle astrazioni, delle stilizzazioni, parte dalla realtà. Giustamente Miyasan, da anziano del mestiere, nota come l'autoreferenzialità del modno del'animazione uccida tutto: i contenuti espressi dalla storie, e così pure la vividicità deidisegni e delle animazioni. Tomino, Takahata, gli intellettuali dell'ambiente non erano persone che volessero 'fare gli anime'. Sono finiti a farli, e li hanno capiti, e hanno dato il meglio di loro. MIyasan era già un bel po' più bambinone, ma sicuramente un otaku della sua generaizone (la generazione zero), non ha nulla a che fare con chi è già cresciuto a 'pane e anime'. La contaminazione comincia quando Mikimoto e Kawamori, che amavano Gundam, iniziano a fare Macross. C'è una prima sovrapposizone del media dai fruitori ai creatori. Di lì a breve è GAiNAX. E dopo di quella generazione, ce n'è una che ha visto praticamente SOLO anime. Ovvero, sterile. -
The Time Traveller's Wife (il romanzo originale)
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione Libri&Fumetti
Sono oltre la metà del libro. Fino alla metà, una delusione totale. L'autrice continua a raccontare tutto con leggerezza e stupidità. Ci sono infiniti dettagli non 'verosimi' ma 'veri': i nomi dei locali, della marche. Da un lato fa schifo perché tutto sembra, come dire, uno stupido blog (again). Dall'altro fa schifo perché sembra tutto forzato, tutto troppo coincidenziale, e si vede lontano un miglio che l'autrice proietta tutta sé stessa su ogni cazzata. Tipo: - La cucina. OMG tutti a parlare di cucina. L'autrice se la tira perché conosce i nomi dei piatti, dei vini, OMG che figo. Tutti ne fanno una questione, e soprattutto: - lei non cucina, lui sì. E ancora ancora se ne parla. OMG com'è progressista, ma poi guida. Anche questo è importante. Lei guida, eh sì. E poi: - il caffè. E' una gran questione, il caffé. Neppure George Cloonely per Nespresso, davvero. Che stress. E poi: - E il rossetto. Di lei, di tutti. E i capelli di lei. E lei che è cattolica borghese (e miliardaria), e l'altro che è marxista oh-mio-dio teppaglia, e tutto così. Diventa tutta una tiritera stantia dopo tre righe. Sopratutto perché ci sono LE DESCRIZIONI. Tipo fantasy (= merda). Che puoi sentire fuori campo "oh, pausa signori: descrizione!" - e parte la totalmente inuilte descrizione di un paesaggio, di un tramonto, di un viso - che vuole essere oh-mio-dio raffinata ma no, proprio no. Sono abituato bene. C'è Nabokov che mette due righe, che dico - mezza - e ti uccide. Ti dice: "La segretaria sbatté la porta con sul viso il sorriso storto della bionda che non piace". E dentro c'è tutto. C'è la descrizione di tutta la persona, la psicologia, la situazione, e anche tdi tutta la cultura sociale americana cinquantina. "Il sorriso storto della bionda che non piace". E' incredibile. Oppure, sulla religione, Nabokov scrive "al confessore francofono, tentai di volgere il mio scialbo ateismo protestante per una cura papale vecchio stile". Una frase che vale più di un libro, c'è davvero tutto il pensato di un uomo, l'eucazione ricevuta, al religione vissuta e non vissuta, e poi la crisi, in una frase così. Invece qui? Tiritere. Sono tutte tiritere di una narratrice che se la tira e sembra una dilettante. Infatti, continua ad ostentare PEDISSEQUAMENTE citazioni e riferimenti letterati, ancora e ancora: Alice in Wonderland, Nabokov... vuole far sapere che ne sa. Ci sono poi altri tormentoni che dopo il quindicesimo richiamo davvero hanno rotto: in primis: il Giappone. Viene fuori ovunque. Non è che c'è un personaggio fissato, no, praticamente tutti. Tutti a turno avranno qualcosa che rimanda al Giappone. Antistatistico? Peggio, ridicolo. E poi - rullo di tamburi Il sesso omg! Ah, sì, sesso sempre, è importante. Qui e lì, all night long, magari con termini forti 'fuck me', dice lei. Sooooo cool, eh? Dico, credo che in tutto Lolita NON ci sia alcun riferimento diretto al sesso. E dicono sia un libro licenzioso - chi non l'ha letto lo crede. Qui ovviamente lui tiene duro finché lei non è diciottenne, eh. Lo fanno proprio il giorno del suo diciottesimo compleanno. Vogliamo le bad words, il sex slur con sotto una canzone Disney, davvero. Patetico. -.- Altro tormentone atroce è quello sulla musica. Occasioni pedestremente inserite per sciorinare liste di rock settantino a nastro, bande e cantanti, e canzoni, ebbasta. Come se fossero cose importanti e oh-mio.dio così cool. C'è questo senso da 'come siamo underground, come siamo punkettoni', che fa piangere anche il ricevitore nella segale (e che ne vuole) sulla strada (e ce ne vuole). Ah, e poi le tirate sulle droghe chimiche. Essì, perché p fantascienza, ci vuole il sottobosco lercio. L'amico gay malato di AIDS. Ma con un cuore grande così, che fa il piccolo chimico, quasi manda al creatore il protagonista con un mix sperimentale di psicofarmaci (si sente figo), ma lei lo perdona ASAP. Non è fighissimo citare Xanax e antidepressivi a caso? Dopamina e simili? E' figo, no? No. ---- Le cose migliorano un po' dopo la prima metà, quando inizia la vita da sposati. Ma è ancora una stupida sit-com. Se non soffrissi di insonnia, l'avrei già mollato, davvero. -
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
1) dato di fatto 2) dato di fatto 3) dato di fatto 4) perché l'educazione [in tutti i sensi] è un intento antidemocratico e può venire solo dall'altro, per definizione, dunque 4.1) chi si trova in una posizione sovraordinata (pseudoautore -> pubblico) dovrebbe averne responsabilità -
Saint Seiya manga news
topic ha risposto a Shito in una Garion-Oh nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Potresti proporre una nuova serie con nuovi personaggi: i Pony Saints. Ognuno con un armatura di un diverso pony. Selling like hot cakes, particularly in the U.S. -
Fushigi no umi no Nadia (visione ed analisi)
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Mah, il fatto ch Anno avesse bisogno di tempo per gli ultimi episodi non è mai stato confermato. Non c'è bisogno di presumere. Il fatto è che quando da NHK chiesero di allungare il brodo, Anno era già sull'ultimo blocco - come ptogettazione. Quindi passo 'i filler' a Higuchi. Credo che senza le richiesta di NHK si sarebbe semplicemete avuta la parte elle isole più breve, e niente Gonzales. ^^; Dal Red Noah dovevano andare direttamente a Tartessos, guidati da Nadia istruita dal Red Noah stesso e dalla Blue Water 'risvegliata'. Gonzales è proprio un cavolo a merenda. -
Fushigi no umi no Nadia (visione ed analisi)
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Diciamo che l'allungamento del brodo venne proprio richiesto da NHK. Takeda racconta bene quell'affare nel suo libro. Magari poi cito qualche pezzo. :-) Sam, btw: Higuchi (non Iguchi) e Ayrton, non Hairton. ^^ -
Fushigi no umi no Nadia (visione ed analisi)
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Hai ragione, l'incontro con Marie dove i due ragazzini devono improvvisarsi adulti è varamente un momento altissimo. Beh, Sanson fa fede al suo nome. XD Ha anche la forza per piegare a mani nude le sbarre di ferro di una cella, se ricordi. E' che Sanson e Hanson sono proprio, specie agli occhi di Jean, le 'due vite': forza o intelligenza? (in cella, Hanson scassinava con una forcina, se ricordi). E' veramente una serie di grande bellezza. Anche sotto il profilo 'temi cari ad Anno' c'è più o meno tutto quanto: la scienza come arma bipenne / a doppio taglio (cfr. Crichton), il tema della digitallizzazione dell'anima pensante (poi nel Magi System), il tema del 'complesso del padre, e madre assente/santa'. Un po' tutto. -
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Nel caso de "La Guerra dei Quoti" mi sono però sempre chiesto se non si trattasse di un errore in fase di doppiaggio che nessuno si curò di correggere.. Credo semplicemente perché nessuna delle persone interessate si sia mai neppure presa la briga di cercare cosa dicesse il personaggio in originale, no? C'è un famoso detto che recita: "non presumere mai alcuna ragione ulteriore quando a spiegare un fatto umano basta la stupidità". ^^; Voglio dire: ci sono casi di frasi nei film che non hanno proprio senso, e nessuno se n'è mai dato pena. Tipo, esempio di non sequitur: Leon, che cosa fai per vivere? Le pulizie. Significa che sei un sicario? Già. Hai pulito qualcuno? Né donne né bambini, è la regola. ..... No, dico, che significa? Non significa niente, è proprio un non sequitur. In inglese 'hai pulito qualcuno', è "do you clean anyone?", ovvero "Pulisci chiunque?" Ed ecco il senso dello scambio, e della risposta di Leon. Che non ha un nome cazzuto. Ha un 'cute name' (sic). -
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Credo che Fencer abbia molta ragione. Se pensiamo che la stessa logica di 'autolegittimazione discrezionale al cambiamento deliberato' viene applicata non solo per il 'questo non fa ridire', ma anche per il 'questo non si capisce', allora incomincerete a spiegarvi la Guerra dei Quoti, nonché il 'Sesto Senso' (in luogo di Spider-Sense) in SpiderMan, e qualsiasi altra nefandezza. :-( La buona logica del traduttore/adattatore è: io DEVO capire tutto (eventualmente passandoci mesi), così che poi il pubblico POSSA capire anche tutto, SE vorrà. La cattiva logica del traduttore/adattatore è: io non capisco niente, e nessuno dopo di me potrà mai capire nulla che io non avessi capito. -.- -
The Time Traveller's Wife (il romanzo originale)
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione Libri&Fumetti
Questo libro è una delusione atroce. Sono quasi a metà della lettura, e tutto quello che scrivevo nelle prime impressioni è confermato nel modo più deleterio. Il senso di dilettantismo letterario è fortissimo. Tutto procede per 'scene' che sembrano francamente gli episodi di una serie TV che non meriterebbe di essere prodotta, o appunto i post del blog di fanfict di una sedicenne. L'autrice mi pare del tutto incapace di gestire la sua personalità individuale sui personaggi: tutto è proiezione. I gusti musicali (ooooh, sempre a parlare del punk underground settantino e prim'ottantino, ma con una minuzia che è pesantezza) - tipo gli Heartbreakers non quelli di Tom Petty, e cose), ancora e ancora i ritorni di citazionismo letterario. OK, il protagonista cita Humbert Humbert alla prima volta con lei (che è diciottenne, ma va beh), ma anche le amiche di lei citano Lolita e Humber Humbert, e poi il ritorno del francese, costante, e tutta la questione cattolica, e le tirate sul determinismo. E' davvero tutto forzato. Voglio dire: il bello di Lolita -tra le altre cose- è la verità dei personaggi. Anche negli occhi dell'ammaliato (letteralmente) ninfolettico H.H., Lolita è poco più che un'ordinaria adolescente americana. H.H. stesso descrive lei e sé stesso con un'onestà disarmante, fin nella singola parola, nella singola espressione. Ma qui? Qui ci sono due persone che raccontano la loro vita di S.F. senza alcun motivo per raccontarla, in effetti (a chi la stanno raccontando?) e tutto sembra così forzato e al tempo stesso insignificante che beh, è terribile. Un compagno di classe di lei, sedicenne, la quasi stupra e le lascia segni sulla schiena e una cicatrice indelebile sul senso. Se la cava con una teatrata degna di Animal House (legato a un albero, pisello di fuoi, chiamate tutte le ragazze), e poi l'applauso a lei negli spogliatoi, tipo mamma coraggio. Ma un omosessuale che scambia il protagonista per un altro omosessuale e gli rompe un po' le scatole di becca tre costole rotte, una mano fratturata e altre N fratture, pestato a sangue. OOOOOK. La sensazione è: tutto a caso, o quasi. Boh, sono davvero sconcertato. Ma si può pubblicare "letteratura" così? Tra l'altro, generalizzando, da un po' di tempo ormai non sopporto i romanzi narrati 'in prima persona' senza una giustificazione narrativa alla narrazione stessa. Voglio dire: un personaggio è dentro la narrazione, è dentro la "quarta parete" del libro, no? Quindi, H.H. ci fa sapere che sta scrivendo un memoriale che intende usare a sua difesa al suo processo (ma poi non accadrà), c'è addirittura un'introduzione del legale che dispone la pubblicazione del manoscritto. Ma qui? Come disse Adachi, ovvero i suoi personaggi, tra loro: "a chi lo stai raccontando?". Mi viene da pensare questo. -
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Credo che l'umorismo di ogni popolo sia diverso, ma ci sono cose straordinariamente comuni. Shuji ha parlato giustamente di tempi comici. La comicità non è solo il testo di una battuta, quasi mai. Per esempio, uno dei più grandi complimenti professionali che io abbia mai ricevuto mi giunse da un interno GAiNAX (non lo conoscevo, non era un autore) che incontrai al Japan Expo di Parigi, che mi disse che aveva visto l'edizione italiana di Abesho e pur non capendo la lingua (l'italiano), le battute lo facevano ridere lo stesso per il modo in cui erano recitate. Per riallacciarmi a Fencer, ora, Abesho è tutto manzai. Ricordo che studiai molti il manzai, ai tempi, per cercare di capire il modo in cui venivano gestiti i dialoghi Sasshi-Arumi. Nei credits (giapponesi) di Abesho c'è persino un "consulente speciale commedia popolare di Osaka" - sic. Poi, ognuno ha il suo tipo di sentimento umoristico. A me gli adattamenti umoristici fantasiosi (chiamiamoli così) dei Kappa facevano piangere. Lorella Cuccarini citata in Rough mi faceva venire voglia di spaccare qualcosa, a caso. C'è da dire che io non amo l'umorismo in generale, in genere mi deprime perché mi sembra una cosa demente, stupida. L'unico umorismo che mi fa ridere è quello situazionale non troppo parossistico. Anche l'umorismo francese, che è senz'altro arguto, stanca molto presto: alla fine è una forma di bullismo intellettuale, ridere dell'idiota di turno messo alla berlina. E' un tipo di umorismo meschino - salvo quando Voltaire prende in giro tutta la Francia, e allora ok, lì è di alto livello e rido come un matto. ^^ Credo che sul cuore della questione abbia già ben detto chi mi ha preceduto. In sostanza, non vale mai la pena stravolgere qualcosa - per una ragione o per l'altra. Come se non succedesse altrettanto, e di peggio, con film o libri. Sai che Vittorini traduceva libri inglesi sensa sapere un'acca di inglese? Abbiamo una lunga tradizione di 'adattamenti fantasiosi', in genere sempre basati su quella tipica boria dell'ignoranza che ci è così tipicamente propria. -
Fushigi no umi no Nadia (visione ed analisi)
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Cogliendo la palla al balzo: quali sono i tuoi momenti preferiti della serie? Io, per intensità emotiva, ne ho parecchi. Tipo: - sulla prima isola, dove vanno a caccia, quando Nadia scappa, scaccia anche King "va' via, io non ho bisogno di nessuno!", poi corre lo riabbraccia e si scusa "non è vero, mi sento tanto sola". - il confronto tra Electra e Nemo, a partire dal flashback di lei (il braccio del fratellino), fino al tentato suicidio (lo sguardo di lei, lo schiaffo, e poi il pianto) - il tentativo di sucidio di Nadia dalla Torre di Babele a Tartessos - la partenza per l'ultima missione, con la citazione "namida?", e poi Eco che dice "niente di che" guardando la tessera numero 1 dell'Icolina Fan Clup impunturata sull'interno del suo colletto. - Il sacrificio del Gratan da parte dell'otaku Hanson - Il risveglio di Venusis e lo sgomento di Gargoyle di fronte a volontà umana > scienza = miracolo - l'epilogo narrato dalla rori cresciuta ora come ora mi vengono in mente queste :-) -
Fushigi no umi no Nadia (visione ed analisi)
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Nono, aspetta. Se parliamo delle puntate isolane, direi che hai pienamente ragione, è tutto a sprazzi. Nel senso che la psicologia di Nadia fa avanti-indietro come una ragazza un po' bipolare, verissimo. Quelli episodio non fanno onore al personaggio. Il personaggio ha già subito il trauma del distacco dal padre appena ritrovato. Non ha senso una parte di sketch, lì. In più, e hai di nuovo ragione, gli episodi sono pieni di filler, sì, dico concettualmente. Nacquero così. Non ci è dato di sapere quanto di quegli episodi fosse nel progetto originale, sicuramente il momento che riprende l'isola misteriosa c'era. Forse c'era una sola isola, solo il Red Noah, dove magari Jean e Nadia erano prima da soli e poi si ricongiungevano al trio, ma non ho mai trovato fonti in merito, salvo sapere che hanno dovuto allungare un po' a caso e a forza. Di sicuro la parte isolana doveva essere un momento di maturazione individuale e di coppia dei due bambini. Invece è diventato un pastrocchio di gag. :-( Con i due episodi africani si tocca il fondo. Però il tentativo di suicidio viene dopo, alle rovine di Tartessos, ed è uno dei picchi della serie. Lì Anno aveva ripreso la regia. Quell'episodio viene idealmente dopo quello in cui il Red Noah le ha spiegato tutto su di lei. Nadia è sopraffatta dal senso di inadeguatezza, dal senso di 'non appartengo a questa gente'. Si sente affine a suo padre e a Gargoyle, due assassini, e ha paura di sé stessa (cfr. Nausicaa dopo aver ucciso i sodati, crisi di pianto con Yupa). Ha una crisi di identità adolescenziale (per questo poi scoprire la sua data di nascita la rinfrancherà). Quindi decide che la cosa migliore sarebbe che lei non ci fosse. C'è un cut terribile, quello in qui 'stacca' la mano da Jean (prima gli aveva chiesto di non lasciargliela) che da i brividi. Lì è quando ha deciso di buttarsi. Il seguito è stupendo. Lo schiaffo di Grandis è materno, come quando nell'episodio 16 Misato dice "una volta che sarà tornato, dovrò sgridarlo per bene" (Shinji), è l'affetto che risulta in punizione. E' troppo bello che tutti le dicono poverina, e Sanson sta girato, finché non sbotta. "Ma ti rendi conto quanto ci hai fatto preoccupare?". E' proprio uno di quei momenti da "adulti e bambini". E' proprio wow. -
Fushigi no umi no Nadia (visione ed analisi)
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Le puntate isolane sono strane perché sono probabilmente troppe. Le due puntate che proprio sono NO sono le due africane, non hanno senso nella logica della maturazione dei personaggi. Nella prima isola la cultura di Jean si rende utile e indispensabile agli occhi di Nadia, il cui tentativo di 'vita naturale' fallisce. Nadia rivaluta la scienza e Jean. Primo bacio. Nella seconda isola si ritorna a una logica familiare, e in gruppi di genere distinti. Jean valuta i due modelli di rifemtni (Sanson, Hanson), Nadia ritrova la figura cmq materna di Grandis, come era stata nlell'isola "0" prima dell'uccisione del cerbiatto. Poi si svela il Red Noah e Nadia incomicia a sapere del Trismegistos e delle origini degli Atlantidi. Ma sono troppi episodi. Avrebbero forse dovuto essere la metà. Del resto, dovettero davvero allungare la serie per richiesta di NHK, le aimazioni erano delocalizzate in Korea (cfr il libro Notenki Memoirs). Il regista di quel 'pezzo', Higuchi Shinji, mostra quel suo gusto da commedia (e la sua passione per i tokusatsu) che poi si ritroverà nei pochi episodi di Eva che dirigirerà lui (i primi con Asuka). -
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Nono, perché scherzi? Semplicemente, a volte non è possibile. Ci ho provato in molti casi,a contattare l'autore o "gli autori". A volte è stato utile, a volte (più spesso) impossibile. Si creano meccanismi strani. -
Per parlare del libro originale, ho aperto un nuovo e apposito topic qui. :-)
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Dunque, sicocme tra i miei buoni propositi per il nuovo anno c'è anche "essere un utente più civile sui forum", provo a fare le cose per benino e aprire un nuovo topic per parlare del libro. Inizialmente stavo parlando del film che ne è stato tratto qui. Poi con Bob/Kin ne è venuto un assist sui contenuti che ha subito viarto sul testo originale, e quindi riparto da qui, anche perché sto leggendo il libro. Il titolo nel topic è in inglese perché sto leggendo l'originale inglese, ma chiunque avesse letto o stesse leggendo o pensasse di leggere anche l'edizione tradotta in italiano è chiaramente il benvento. :-) Dunque, partiamo con la mia incocciata sull'assist di Bob/Kin, di là. Lui metteva in campo un parallelo non astruso col libro Espiazione, di Ian McEwan. Io rispondevo: Ho poi iniziato la lettura del libro, come dicevo. Per me è una cosa strana, perché una mia seria regola di vita è non leggere mai libri -soprattutto narrativa- che non abbiano almeno 50 anni di pubblicazione sulle spale, e di cui l'autore dia ancora in vita. Quindi questa per me è un'eccezione alla regola. L'effetto: mi sembra di leggere il blog di una quindicenne. Una quindicenne intelligente, grande lettrice e con ottima capacità di gestione tecnica narrativa, ma mi sembra di leggere il manoscritto di una -esageriamo!- diciassettenne che cerchi pubblicazione del distillato di un suo blog di fanfict. Che sia questo l'effetto che mi fa la letteratura di autori ormai 'pacificamente' postmoderni? Voglio dire, non postmoderni per fare un'avanguardia, postmoderni perché hanno vissuto nella postmodernità. Può essere. In ogni caso, è tutto molto buffo. Questo libro è come un bello shoujo manga. E' raccontato come una ero-fanfict, come una ero-doujin. Ci sono delle 'scene' tutte raccontate, alternativamente, dall'interno di uno dei due protagonisti. Tutto si incastra e va a pennello con quel compiacimento meccanicistico di una narratrice che da piccola forse leggeva i libri fantasy tipo Terry Brooks, e allora "tutto deve tornare" come in un "film senza buchi di sceneggiatura". Sento molto l'influenza di un certo tipo di cinematografia fantastica holliwoodiana ottantina. I personaggi: lei è la principessina che ogni ragazza sogna di essere stata. E' una principessa perché è straricca e vive in un maniero, praticamente. Ma ha chiaramente dei genitori un po' distanti, quindi, cresciuta tra profumi e balocchi ma straordinariamente intelligente, è una bambina profonda, educata, brave e buona ma assertiva e determinata ma anche dolcemente femminile, una di quelle che la migliore amica di loro stesse è sé stessa, avete presente? Insomma, la classica rori. Miyasan l'adorerebbe, Anno pure. Lui? Lui è il sogno di ogni ragazza cresciuta ma ancora romantica come una bambina: è il Papà Gambalunga che viene a tirarti fuori da un'infanzia un po' troppo solinga, è l'amore predestinato, è l'unico uomo per la vita, incondizionatamente, ma poi, col geniale trucco del time slip, è anche il gggiovane un po' buttato, colto ma trasandato, intimamente ombroso e solo, un incompreso un po' alla deriva che bisogna anche 'recuperare'. Perché si sa, l'uomo perfetto, per una donna, de ve avere anche l'imperfezione che renda necessaria la cura della donna stessa, e che quindi renda necessaria l'infermiera stessa. Quindi è proprio il padre amorevole che non la sfiora con un dito sino a quando non lo ritrovi il giovinastro che fu e allora se tu, bambina cresciuta, a redimerlo. Ovviamente il protagonista non è nulla di normale -a parte i viaggi nel tempo- figlio di violinista sottostimato e cantante lirica super celebrata, poi orfano di madre. Ma anche un ladro suo malgrado, perché che devi fare, quando ti ritrovi nudo come Kyle Reese dopo ogni viaggio nel tempo? Ooooook. Il discorso del time slip è ben gestito. La trama 'gira proprio bene' (vedi sopra). Si vede che la narratrice s'è data delle regole, s'è fatta uno schemino, l'ha rispettato. Clap clap. Ottima sceneggiatura, davvero. E letterariamente? Anche qui, palesemente l'autrice mette sé stessa ovunque. I suoi gusti trapelano ovunque. Trovi Carroll, e poi lei nella biblioteca di lui mette "The Annotated Alice", lol, e poi fa dire a lei "sei come il Chesshire Cat" e a lui "è matto come un cappellaio". Trovi Nabokov e poi lei ti cita Humbert Humbert. C'è questo compiacimento da autrice dilettante che quando finalmente riesce a scrivere davvero qualcosa ci mette dentro tutta sé stessa, le sue fantasie, i suoi miti personali. Ci sono questi dialoghi adulto-bambina che sono veramente da manga. Tipo che Giosè con Henrietta è più credibile, forse. Non so se l'autrice abbia realizzato la fondamentale differenza tra Alice e Lolita, ma quando finirò il libro le scriverò, e gliela spiegherò. Intanto proseguo. ----- PS: Che buffo capire al volo il Tylenol perché ho adattato Scrubs, e il riferimento a Julia Child perché tempo fa mi ero interessato alla penetrazione della cucina francese in America, e cose così. Suppongo sia proprio quello che può capitare quando leggi letteratura contemporanea, eh? Per me è una prima volta. Ah, dimenticavo, nel capitolo del 'primo viaggio' di lui c'è una sincronia pazzesca con la canzone 'Diorama' del Bianconiglio. Ma proprio nel contenuto, non solo nell'estetica. Tipo WOW, davvero. E' anche una bella canzone.
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Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Sì, ha ragione Shuji. Ma proprio al 100%. I "processi alle intenzioni" in traduzione/adattamento sono sempre presuntivi e risultano, in buona sostanza, un comdo alibi, o rifugim peccatorum, per le più sordide estroiezioni di ego indebite. Ah, Rei in giapponese vuol dire Zero, c'è un gioco di parole, sul nichilismo, chiamamola Zera. Ah, aspetta, ma Asuka Rei è il nome della bella ragazza che (la buonanima di) Toren Smith (quello verò) rimorchiò in GIappone ai tempi della Gainax house (poi si sposarono). Un occidentale non lo capisce! Chiamamo le due col nome e cognome della ragazza di un mio amico delle superiori, così i conti quadrano con l'intenzione dell'autore. Dettaglio: l'adattatore NON E' l'autore (sorpresona, eh?). NON E' atto a discutere o rendere le *presunte* intenzioni di UN'ALTRA persona. L'adattatore deve rende i contenuti linguistici di un opera straniera che, manco a dirlo, anche quadno tradotta in lingua propria resta un'opera straniera. E così deve essere, perché è quello che è. -
La differenza fondamentale è che Atonement (Espiazione) è un libro scritto da un uomo (Ian McEwan), mentre The Time Traveller's Wife è scritto da una donna (Audrey Niffenegger). Espiazione è anche una narrazione molto, molto più tragica di La moglie del viaggiatore nel tempo. Nel senso proprio del termine, dico. La moglie del viaggiatore nel tempo è, per molti versi, il sogno della sentimentalità femminile bambina che è dentro l'autrice. L'autrice ha fatto una proiezione così terrificante tanto su Clare (la sua protagonista) quanto su Henry (il suo protagonista) che si ha la sensazione di leggere la storia della bambina/ragazza/donna che l'autrice avrebbe voluto essere, che incontra l'uomo che avrebbe voluto incontrare, per vivere l'amore che avrebbe sognato. E' una cosa molto bella, davvero. Sembra anche un pop' una storia da blog, o da fanfict, solo che secondo me, anche se non mi pare l'abbia mai esplicitamente citato, qui l'autrice (accademica di letteratura) è una super fan di Lolita, e nel testo ricorre il francese e a un certo punto Henry dice di sentirsi "Humbert Hmbrtish" (sic.) Does that ring a bell? Curiosamente, la piccola Clare (6yo) ha qualcosa della piccola Briony. Ci sono punti di contatto. Ma Briony, creatura di carta scritta da un uomo, è molto archetipalre. Clare lo è meno. E' molto più vera, per forza. Resta una visione della femminilità infantile *dall'interno*, si capisce. Che poi questo genere di veleno sia come assenzio, per gente come me, e abbia quindi anche un effetto inebriante, forse persino anestetico, comunque escapista, è probabilmente vero. Se non verissimo.
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E' uno dei miei film preferiti in assoluto. L'ho rivisto oggi, stanotte, in inglese. Wow. E' davvero un soggetto stupendo (inizio ora la lettura del romanzo originale, in inglese), e il film mi pare realizzato divinamente. A vederlo superficialmente, può sembrare una lunga ero-doujin di genere rori-fantasy-sfx. Ma è tremendo, ti inchioda con delle situazioni che grondano di quel realismo crudamente umano che solo una donna -penso a volte- può realmente narrare. Se per un attimo penso a quanto di simbolico, di metaforico ci sia nel rapporto, nella situazione tra lui e lei, c'è un dialogo che mi uccide ogni volta. - You tricked me. You... you came to that meadow, and you forced yourself into the heart and the mind of a little girl. What, you think that I wanted this life... this husband that disappears without any kind of warning? Do you think that anyone would want that? Who would want that? - You have a choice... - I never had a choice. E' monumentale. Un monumento di pietra che ti sta addosso, che ti schiaccia, per l'esattezza. Lo adoro. Per il male che mi fa. E non sono nulla come un masochista.