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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Shito

    La Grande Bellezza

    Ovviamente si tratta di cosa si intenta per 'nichilismo' e 'ego', ovvero se la dicotomia che tu descrivi sia pensabile come esistente o come una forma di dissociazione mentale vera e propria, ovverosia un inganno dell'ego stesso che crea una forma 'fattoide' del fatto che in effetti è (l'ego). Ma suppongo che qui andremmo un po' troppo oltre il seminato del thread, e del film. :-)
  2. Shito

    La Grande Bellezza

    Shuji, leggendo il tuo post mi viene da dire: sì, Musil aveva ragionissima, ma era una ragione semplice, chiara, lapalissiana. E altrettanto nobile, certo. Almeno per me. Il segreto del nichilismo è che anche il nichilismo non eleva l'uomo sopra agli uomini, tipo.
  3. Sì, la difficoltà del carattere tipografico delle vocali con allungamento è un altro motivo che, negli anni, mi ha fatto propendere per gli allungamenti 'kunrei'. Molti typefaces proprio difettano di quei caratteri, e delle maiuscole con allungamento non parliamone neppure... I francofoni spesso sostituiscono con l'accetto cinconflesso, cosa che mi appare ancor più obbrobriosa... °_°
  4. Shito

    La Grande Bellezza

    Certo, quella è una ridicolaggine palese, non sapevo neppure che qualcuno l'avesse sparata. Ah, wait, c'è chi disse che Easy Rider era il seguito ideale de Il sorpasso, certo. -.- Non so, potrebbe anche essere una mia errata sensazione, sinanco proiettiva, ma spesso avvertivo una patina di "volontà di potenza virtuosistiva" sin troppo plateale, ostentata, buttata lì perché fosse evidente - o comunque evidente lo era. Il che per me è dozzinale, come un vestito "elegante" che cerca di ostentare la sua eleganza, e qui di cessa istantaneamente di esserlo. Tipo: "aaah,guarda questo fuori fuoco in profondotà di campo che sin incastra nell'incavo del soggetto in primo piano", "aaah, guarda questo stacco con dissonanza chiasmica dei soggetti", cose così. Pedanteria stilistam tipo. Petulanza. Compiaciutro onanismo (e qui sì, penso a Fellini), gradisca signor spettatore, la tabaccaia, l'occhio della madre, la carrozzina, aaaah! Tipo. Il che per me -ribadisco *per me*- è molto osceno. ^^; Non dico che non ci fosse anche del senso dietro, ma per me l'oscenità dozzinale resta e mi disgusta. Per dire, in Piccoli Fuochi pure cercano tocchi di regia simili, molto Rosseliniani (dicono), ma con mola più discrezione. Nonostante la nudità integrale della Golino, eh! (che pure avrei risparmiato a lei e al pubblico, dannato sia il cinema!)
  5. Giustamente Shuji scriveva in shout se l'allungamento vocalico del giapponese traslitterato in cartteri latini "ou" equivalesse alla scittura "ō", ovvero se il trattino fosse talvolta omissibile e/o omesso tout court. Io che mi da unsa bella occasione per parlare "da principio" dell'argomento *traslitterazioni da Giapponese*, che mi sta da sempre a cuore. Non parlerò qui delle "retrotraslitterazioni" (ri-scrittura in caratteri latini di nomi/forestierismi giapponesi *originariamente provenientoi* da altra lingua - se ne dfirà semmai in seguito). Ricordo che la prima volta che mi posi il problema fu per il fumetto di Evangelion (era il 1997?). Come scrivere i nomi? Le fonti ufficiali proponevano dati del tutto incoerenti sul fronte traslitterazioni: Gendo, Gendō, Gendou, Gendoo, Gendoh. Davvero. A una rapida documentazione, i sistemi di traslitterazione più diffusi e fondati apparvero due: il Kunrei e lo Hepburn. Yamatologi più edotti di me mi correggeranno, ma parmi che il sistema Kunrei fosse il tentativo ufficiale governativo giapponese di statuire/regolare la questione, mentre lo Hepburn sia un'invenzione più americanglista di fare lo stesso da lato 'utilizzatore straniero'. Indi, il punto è che il Kunrei, oggi molto poco usato e considerato vecchio e obsoleto, parte da una logica molto 'filologica' sulla scrittura giapponese, mentre l'Hepburn applica una logica funzionale. Kunrei ragiona come 'un kana = un suono scritto = un segno = una sillaba scritta in romaji". Hepburn ragiona come "un suono prodotto, a prescindere dal gruppo di kana che lo scrivono in giapponese = una sillaba da scriversi in romaji". Esempi: il suono 'vocale lunga' sono due kana: la vocale in se e un'altra vocale che l'allunga, indi: (vocale - vocale lunga giapponese - Kunrei - Hepburn) a - ああ - aa - ā i - いい - ii - ī u - うう - uu - ū e - えい - ei - ē o - おう - ou - ō Sulle vocali tornerò a breve. Ora vorrei rendere chiara la differente logica dei due sistemi con altri esempi chiave: - Le particelle che 'si scrivono in un modo e si pronunciano in un altro'. Ci sono anche in giapponese, benché il giapponese sia "una lingua che si legge come si scrive" molto più dell'italiano. Tipicavente la particella rematica "wa" si scrive col kana di ha -> は, la particella del complimento diretto "o" si scrive col kana di 'wo' -> を. Come capirete, il Kunrei traslittera la scrittura: in Kunrei "watashi ha...", mentre Hepburn traslittera la pronuncia effettiva: "watashi wa". Stessa cosa per wo/o. - Le sillabe con pronincia 'divergente' sulla 'famiglia consonantica'. Il suono 'S' (che per un giapponese non esiste in forma pura, poiché nella logica fonetica giapponese l'unità di suono minimo è la sillaba, non il fono/fonema di una lettera), si coniuga con le cinque vocali, ovvero: さ し す せ そ. Kunrei scrive: sa si su se so. Ma il suono di し non suona come 'si' di, che so, "signore", suona di più come un come "sci" di "sciare". In fonetica internazionale diremmo che し non ha una consonante fricativa alveolare come tutta la sua 'famiglia' さ す せ そ, quanto piuttosto una fricativa postalveolare, appartenwnte quindi a altra famiglia. Quindi Hepburn traslittera し come 'shi'. Ci sono altri casi/eccezioni sul genere. In primis le versioni 'sonore' della suddetta famiglia, che è 'sorda', ovvero ZA ZI ZU ZE ZO - per Kunrei-, dove ZI diventa JI in Hepburn. - Le sillba/suoni detti "impuri". Sono essenzialmente suoni coarticolati di semivocale e vocale. Tipo, 'GI' + 'YA', con 'YA' scritto più piccolo, ga 'GYA' ovvero: ぎ+や=ぎゃ. In questo esempio non ci sono problemi/divergenze tra i sue sistemi si traslitterazione, ma la cosa si complica un po' co i suoni che già erano 'eccezioni' - per Hepburn. Tipo, quello che un Hepburn si scrive 'sha', (si pronuncia scià), è fatto dai suoni 'SHI' + 'YA', com 'YA' scritto più piccolo, ovvero: し+や=しゃ. Kunrei, corentemente, scrive SYA, Hepburn scrive SHA. Per intenderci, per Kunrei ci sono SA SI SU SE SO, per Hepburn SA SHI SU SE SO. Il suono 'SI' (SHI) si può coarticolare con i suoni YA o YU o YO per fare, per Kunrei, SYA, SYU e SYO - per Hepburn SHA, SHU, SHO. ------ Quindi torniamo alle vocali, e chiediamoci: cosa è meglio? E perché? Di mio, ho cambiato idea più volte. Ai tempi del manga di Eva scelsi lo "Hepburn semplificato", ovvero Hepburn mondato dei soli allungamenti. Mi premurai di scrivere le pronunce "in italiano" tra parentesi nelle schede dei personaggi, tipo: GHENDO (pron. "ghèndo") Fui molto funzionalista, anche se precisino/rompino come mio solito. ^^; In seguito, ho cominciato a recuperare "parti" di Kunrei. Perché molte cose nello Hepburn non quadrano. Tipo: Rei. E' in teoria una E allungata, sì. Solo che vedete, sono cose di pronuncia. Dipendono anche da chi pronuncia la parola. O dal contesto. Come anche la "u muta", beh, dipende: da aree e aree dewl giappone. Oppure, se è una casnzone, su una "u muta" potrebbe capitare un accento metrico, e allora col cavolo che è muta (esempi reali a richiesta). Quindi ho cominciato a scrivere gli allungamementi secondo Kunrei, tipo: Gedou e Rei, non Gendō e Rei, che mi pareva ormai troppo contraddittorio. Poi, pensandoci, mi sono detto "del resto, fanculo! In fondo ogni dannata lingua ha le sue regole di pronuncia: "ou" in francese è la nostra "U", mentre "u" in feancese è una U più labializzata, "arrotondata"m quindi? Non è che invece di "tout court" scriviamo "tu cur", no? Quindi perché non dovremmo scrivere precisamente anche delle traslitterazioni? Quindi io scrivo: "Fuyutsuku Kouzou ha Ikari Gendou no senpai desu" Si notino sia le vocali lunghe, sia 'ha' invece di 'wa', sia 'senpai' invece di 'sempai'. Non sono però giunto a usare il Kunrei e basta. Perché? Perché è vero che per i giapponesi SA SHI SU SE SO sono una famiglia, ma poi per scrivere il suono 'si' cercano altre scrittire ibride/impure, quindi com differenzierei? Alla fie tnto Sha che Sya sono una scrittura per un suono impuro coarticolato, quindi qui non sento Hepèburm così dannoso. Quindi diciamo che io uso un =hepburn modificato', una sua invridizzazione con parti di Kunrei. Addirittura, per gli allungamenti vocalicim io uso il Kunrei se sono scritti in hiragana e lo Hepburn (ōāīūē) se sono scritti secondo la convenzione del katakana, che li scrive in giapponese con con la vocale aggiunta, ma con il 'trattino'. Per intenderci, Makino Kouji lp scrivo così pèerché in kana è まきのこうじ, ma il Kōji di EVE lo scrivo cosà perché il suo nome in kana è scritto コージ. :-) Insomma, la mia linea di base è sempre "I don't wanna miss a thing" + "I do as I please" + "My preferences are based upon stirct logic". XD
  6. Shito

    Che cosa state leggendo

    Sto rileggendo in parallelo "The Notenki Memoirs" e per la prima volta "The Positronic Man", di Asimov & Silverberg. Dopo aver a lungo lavorato su EVE, ho deciso che era il momento di addentrarmi in un certo tipo di fantascienza. Il che per contro mi ha riportato Takeda, ma soprattutto volevo leggere dell'Uomo Positronico, già che sono convinto che EVE (e Mizu no Kotoba prima di quell) venga soprattutto da lì. All'ultima mail di ringraziamento da parte del referente dei lavori di EVE ho risposto semplicemente: "One is happy to be of any service" (il Takeda ventenne riderebbe come un cretino, suppongo). Prima o poi chiedo di chiedere al regista se la mia intuizione è corretta. I've never been asked not to ask.
  7. Shito

    La Grande Bellezza

    Ho trovato il commento di Shuji molto sensato e bello (sinonimi, per me, ma ok). Anche molto ben scritto, e quando la buona scrittura è il condimento di una buona sostanza, beh, allora è proprio gradevole (fine a sé stessa sarebbe invece spiacevole). Shu: ti chiederei un commento sullo stile. Nel senso che personalmente ho trovato davvero stucchevole, per dire il meno, manierista, per dire il mezzo, osceno, per dire il tutto, l'uso non dico studiato (che va benissimo) ma *visibilmente* costruito delle inquadrature, delle fotografia, di tutto. Intendimi: a me la stessa cosa in Eyes Wide Shut piace molto, e trovo abbia tutto un senso. Ma qui, non so bene perché, proprio no. Forse perché la materia della rappresentazione coincide con l'oggetto della rappresentazione? Forse. Mi viene questo disgusto da pretestuosità, da pomposità affettata, che percepisco come dozzinale. E diventa dozzinale dentro (ok) e fuori (non ok) della rappresentazione. Sono quasi sicuro di avere scritto righe pressoché incomprensibili, se riesci a intendermi ti ringrazierò a lungo - perché farlo costerebbe di certo molto sfrozo. Detto questo, ho adorato la sincronia (?) del tuo citare 'piccoli fuochi', perché quello è il titolo del film noto come il debutto della Golino, un film che ho recentemente trovato davvero interessante. E lo prendevo a paragone proprio pensando a quello di cui qui si tratta, dico stilisticamente. Pensavo anche a Il sorpasso, invece, sulla questione contenutistica. E all'originale Profumo di donna. E a I mostri, ovviamernte. Sulla questione Fellini: parlavo (pranzavo) con un amico che di mestiere ha fatto soprattutto lo sceneggiatore, una persona per molti versi staordinaria (a mio dire, a mio gusto), che ha letto la sceneggiatura del film in questione. Mi diceva che vi è una geometria intesa tra i personaggi di questo film e quelli felliniani, tant'è che il protagonista pare dovesse ab inizio essere "un uomo molto bello", per prendere la parte di un certo uso registico che Fellini fece di Mastroianni. Tuttavia, come io per primo ho denotato, questo era incompatibile con l'età del personaggio, qui, già che quel Mastroianni (come 'maschera fissa') viveva di una certa aitanza, diciamo, tipica di un uomo giovane, non di un vecchio. E così la 'straordinaria bellezza' del personaggio è andata verso un certo tipo di eleganza, savoir faire, charme. Tuttavia io di Fellini sono un grande ignorante, perché la sua cinematografia mi fa schifo e mi irretisce, in quanto risulta al mio occhio proprio come oscena.
  8. Shito

    The Amazing Spider-man

    Sì, lo penso anch'io. Credo che Spiderman sia: 33%: il fisico, le movenze dell'attore 33%: il costume 33%: le battute, l'idiozia del ragazzino-eroe E qui siamo al 99%. L'1% è tutto il resto. La storia, il cattivo di turno, e Emma Stone che sembra e suona come sua cugina vecchia invece che una ragazzetta come lui. Oh beh.
  9. Shito

    Mondo TV su finanzaonline

    Concordo fortemente che questo sia il punto. Per esprimere la mia *opinione* (non un fatto, indi), credo che l'idea che "le girelle si vendono da sole, come il pane" sia fasulla. C'è del vero che in certi titoli/personaggi profondamenti innestati nell'immaginario infantile di certe generazioni ci sia della potenzialità commerciale, ma anche per mettere in atto quella credo ci vogliano azioni mirate, studiate e ben gestite. Il recente successone (ma grosso davvero) di Harlock al cinema ne è un esempio. Tuttavia, quel successo non è nato solo dal nome/titolo del caso. Anche della sua immagine nuova (omg CG allora non è un cartone per pampini!!!1!!!), dal trailer montato ad hoc, dalla promozione intentata dal distributore. E ci sono anche i momenti di un mercato. Che cambiano, e vanno colti e interpretati. Credo essenzialmente che, passata l'ubriacatura da nicchia entusiasta, resti un mercato dissestato da quale dei successi commerciali si possono pure creare, ma non senza lavorarci sopra, e anche bene. Non c'è nulla che si venda da sé, di animazione giapponese. Se mai c'è stato, dico.
  10. Shito

    Bandai Armor Plus

    Sono l'unico a pensare che Samurai Troopers assomigli un po' a Sengoku Denshou, come setting?
  11. Sempre per gli interessati: la seconda parte dell'articolo presenta degli interessanti interventi di Alessandro Bencivenni: http://www.animeclick.it/news/38281-ghibli-dal-vento-allaeroplano-allo-studio-parte-ii :-)
  12. Ho parlato di coerenza? Se vuoi *vendere* oggetti non necessari, devi -io credo- prendere una posizione netta "al momento", ovvero dichiararla, statuirla, e renderla vera nel momento dato. Poi potrai sovvertirla con un altra presa di posizione uguale ma inversa. Non importa. Il libero mercato è in economia quello che la democrazia è in politica, del resto. Direi che i conti tornano. :-)
  13. Kevin, ti avevo scritto una risposta bella tosta ma poi l'ho persa. :-( Version TL;DR: in quel caso sarà una stylus a cui sarà dato un nome fancyful e che si dirà 'reinventata'. Tanto sono tecnologie che non vengono usate realmente che da una ristretta minoranza degli acquirenti - in assoluto. Si vende e si compra l'idea di una tecnologia, perché l'uomo postmoderno si sente 'vivo' in quanto appartenente una una cerchia/parte del mercato. Misura la sua esistenza con i cartellini di ciò per cui tifa, quello che definisce la sua immagine: un partito, una squadra, un tipo di musica, una marca. E poi si va sui forum a far rimbazare il tutto contro un muro, il muro-contro-muro dei tifosi, partigiani, che gridandosi addosso definiscono il loro ego e si accertano di essitere, no? ^^; Insomma: branding postmoderno - ti vendo qualcosa che puoi usare per definite l'immagine di sé. No, this is not just a stylus. This is the amazing, revolutionary Lightpen ®. This is the pencil reinvented. Today, Apple reinvents the pencil, yes. This is an epoch-making day, we're so proud and so lucky to be able to do so. Please let me call Phil on stage to show you.
  14. Shito

    Inverno 2014

    Shuji, grazie del post e del corto che mi hai fatto scoprire. :-) Capisco. Non so, mi viene da dire che ci sono persone che se amano un sapore, soprattutto se hanno la sensazione che quel sapore sia 'raro' o 'prezioso' in assoluto, dicono WOW o anche OMG ogni volta che gliene dai un altro po'. Chiaramente io potrei anche dire "lo stile di Shinkai Makoto colpisce e stanca, entrambe le cose", ma sarei solo io. Questo non toglie che altre persone invece non se ne stancano, e se ne ri-soprendono di volta in volta. Io stesso, ad esempio, ho nella mia testa un olimpo di 'concetti' o persino 'stilemi' che considerò così preziosi che OGNI volta che me li proponi io vado tipo WOAH, veramente sugoi!!! (sugoi means terrific) come il più ingenuo dei fanboy (in senso buono), ma forse è l'accumulo di esperienza, di conoscenza, la sedimentazione del noto che ci rende inevitabilmente, dico anche giustamente, più blasé, indifferenti, persino inerti. Sono sempre combattuto, come credo un po' tutti. Un altro 'do ut des' della crescita, no? Capisci di più ma ti sorprendi di meno. Non sai mai se compatire gli ingenui, i semplicioni, oppure invidiarli. Credo che ognuno cerchi -e soprattutto suo malgrad abbia- un suo equilibrio. Ci sono anche persone che sentono una forte attrazione verso il nuovo, verso l'originale, di per sé. Queste persone considerano l'innovazione un valore. Per esempio, io sono il contrario, che diresti "fedele" o "banale" o "abitudinario" o "noioso", ovvero tutte queste cose, che sono la stessa cosa. Se una cosa mi piace, me ne puoi dare quanto vuoi e mi piace sempre allo stesso modo. Sono uno di quelli che potrebbe mangiare riso e patate (il mio piatto preferito) tutte le sere, ogni sera, e ogni sera sarai "woah, questa è la cosa più buona del mondo!". Tipo che ho amato ogni KOF e non ho mai sentito il bisogno di alcuna innovazione. Se una cosa è buona, che bisogno c'è di cambiare alcunché? Devo essere mesmerizzato, mannaggia a me. Quindi tornando al discorso 'corti e registi e marche stilistiche', a me piace tanto tanto la speculazione di Yoshiura in Mizu no Kotoba. Se poi lu fa EVE, che è Mizu no Kotoba esteso, io sono contentone. Originalità 0. La trama non mi importa. Non mi importa niente che il succo, e il succo è *identico*, se vogliamo, indi ok: ogni volta che mi dari quel succo io dirò WOAH! - perché secondo me sono in pochi a mettere quel succo, in assoluto, quindi anche se uno o due mettono sempre e solo quello io sono lì a spellarmi le mani. XD
  15. Sul discorso stylus sì/no, ovviamente dal PDV utente è una questione di preferenza individuale. Dal PDV produttore è una questione di "quale utente vuoi attrarre". Io non credo che "se metti di più, se metti tutto, prendi tutti". Questa cosa l'ha sempre creduta il mio "capo" storico, e abbiamo sempre litigato su questo. Io ho sempre detto: "no, non si può accontentare tutti, quella è la strada per non accontentare nessuno. Bisogna sempre prendere una posizione netta, chiara, motivata". Prediamo Apple con la storia della "stylus no". L'idea di iPhone è sempre stata quella di essere una cosa 'casual', e ovviamente 'hi-end nel casual', ovvero hipster (lol). Potremmo dire che questa sia porprio l'anima di Apple, ovvero l'idea che Jobs ha sempre avuto. Il primo a pensarla diversamente era Wozniak, perché lui era un entusiasta, un hacker. Jobs non era questo. La semplicità voluta da Jobs non è solo in un OS senza file system, è anche nella fisicità degli oggetti (design): meno ammennicoli, pulsanti e cose ci sono, meglio è. Quindi who wants a Stylus? I don't. E Apple essenzialmente non vuole quelli che vorrebbero una stylus, è proprio così semplice. Non è che iPad debba competere con una tavoletta grafica seria: non lo è. iPad è un giocattolo è un communicator hipster, anche se agli hipster devi raccontare che con iPad puoi operare la gente a cuore aperto. Ma diamine, quella è pubblicità. Infatti vende quanto un giocattolo: le cose serie e professionali hanno altri ordini di grandezza di venudot, è ovvio quanto giusto quanto logico. L'iPhone meno che meno. Con iPhone puoi spingere sulla fotocamera, perché 'punta e clicca' è molto hipster: vendi il sogno (l'illusione) di avere una vita fica che meriti di essere fotografata, rocciatori tutti, uditori di canti di balene tutti, cazzate così. Ma, soprattutto, cazzate. Il punto è semplicemente l'immagine della bubbola che vendi. :-) No?
  16. Shito

    The Amazing Spider-man

    Io credevo che Gwen muoia a causa del Folletto Verde, giusto? Sembra un finale tragico preciso preciso per poi fare un terzo film, no? ^^; Una vittoria di Pirro è sempre molto climatica.
  17. Dissento. "Who want's a stylus? You have to take it out, put it back in, you lose it... bleah." Agreed. I for one don't want a stylus. ^^
  18. Shito

    Inverno 2014

    Shu: sì, avevo inteso fosse uno AD, nel senso non di un prodotto animato, un AD di un prodotto diverso. Quando si fanno simili 'cortissimi' a volte si hanno un sacco di risorse/minuto, il che li rende terreno perfetto per il virtuosisno... ^^
  19. Win. XD Credo comunque che l'idea cinematografica di Kaze Tachinu sia stata molto influenzata dal lavoro che Miyasan ha fatto per Coquelicot, nonché -come imho già accadde con Ged Senki per Ponyo, dallo stile del figlio. Sui contenuti, da fan assouto di Miyazaki Gorou, mi autocito:
  20. Shito

    The Amazing Spider-man

    Io trovo davvero wow (no joke) come viene la voce da dietro la stoffa del costume/maschera. ^^ Deformazione professionale? May be.
  21. Shito

    The Amazing Spider-man

    Il trailer è già stato postato? Non so nulla di "Ultimate Spider Man", su cui persone educate mi dicono questi film essere basati, ma ai miei occhi ignoranti: - Spidey è sempre grandioso nella fisica, nelle movenze, negli atteggiamenti - Electro è praticamente Syndrome da "The Incredibles" (Pixar), con un look un po' tanto ridicolo, ma "oh well". - The Green Goblin è un punk che sembra uscito da un videogioco Capcom, tipo. - C'è una specie di ED209 on crack. O 'Robocop 2', che non esiste, ma una volta feci un brutto brutto sogno. Shit.
  22. Shito

    Inverno 2014

    Noto ora che hai postato nel giorno del mio compleanno. Jung ride. Beh, non essendo io un profondo conoscitore di Shinkai Makoto, né della prosopopea che mi pare incensare il suo operato, posso dire che è cmq bello vedere dell'animazione moderna (= "colorata pulita") usata con tanto stile come in questo spot. Come virtuosismo dimostrativo, per carità, è molto bello. :-)
  23. Dunque, quali sono i giocatori in campo? A mia memoria: Dropbox iCloud (Apple) GoogleDrive SkyDrive -> OneDrive (Microsoft) Box Mi piacerebbero le vostre opinioni. Le mie opinioni sono che che iCloud è uno schifo. Troppo intrusivo, troppo automatizzato. Capisco lo spingere una tecnolgia integrandola ovunque, ma non fa per me. GoogleDrive non ho capito come funziona, alé. Ho un client per sincronizzare? Sì? No? Boh. Skydrive non l'ho provato. Box mi da un sacco di spazio ma non posso installare il client locale (colpa del mio retro-OS che sul mio computer è 'lockato' sul kernel 32bit, pfff). Dropbox è sempre la mia scelta. Mi pare versatile, non intrusivo, gestibile e semplice il giusto. L'alchimia giusta per i miei gusti. Amcjd il cross-platform su desktop e mobile funziona alla grande. Voi invece che ne dite?
  24. Lieto di esserti stato di servizio. :-) Nota che nel film (che è tutto mono nell'audio), Miyasan ha voluto porprio registarre una esecuzione di un vinile, attacco della puntina incluso. ^^; Credo cmq che faresti cosa bella se postassi il tuo commento anche in coda alla pagina di AC dove è stata pubblicata la notizia: AC ha fatto un grande piccolo lavoro per questo 'servizio', e credo che gli renderesti giustizia col tuo contributo. :-) --- EDIT: grazie per la tua gentilezza. Rendi proprio onore al tuo nickname. :-)
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