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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
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un non doppiatore che faccia il doppiatore, o un doppiatore che faccia la voce di un non doppiatore Sicuramente provinare un dilettante, o cmq un 'outsider' del doppiaggio (magari un attore non doppiatore) sarebbe molto bello. :-) -
Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
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Ma è pure un fatto che, nonostante negli anime gli adolescenti maschi vengano spesso doppiati da donne, ciò in Italia non accade mai (gli unici casi che io ricordi sono Burt di KEN e qualche altro vecchio doppiaggio, di quelli dove 4 o 5 doppiatori facevano tutte le parti, e dove quindi dubito lo facessero per aderenza all'originale..). Sì, questo è un dato di fatto, un rilevamento statistico - almeno per il doppiaggio di Roma, e con qualche eccezione. Il punto è che Goku ha sempre conservato una voce *infantile*, come in Dragonball senza Z. Infatti la stessa voce doppia anche i suoi figli, a tutte le età. E anche da noi avere donne che doppiano i bambini maschi è stata una norma, da Ilaria Stagni sino a tutto il doppiaggio milanese, lì a tutt'oggi. Non è semplice? Dragonball non è un film Ghilbi post-Chihiro. No? Hai perfettamente ragione. Al 100%. Non sbagli. Hai perfettamente ragione, infatti. Non si tratta di 'obbligatorietà', credo. Si tratta di "in originale è così, vediamo come possiamo fare per ottenere quanto di più simile possibile". ESEMPI: Kumo (Aracne) in Ged Senki (I racconti di Terramare) è doppiato in giapponese da Tanaka Yuuko. E' un uomo doppiato da una donna, un'attrice di teatro con quella sua voce, e quel risultato. Per ottenere quanto di più simile, abbiamo provinato uomini e donne. Ha vinto il provino Alessandra Cassioli, che guarda caso copriva Tanaka Yuuko anche su Eboshi - che è invece un ruolo femminile. Ma nel caso de La strega delle lande di Howl, ruolo originariamente di Miwa Akihiro (uomo, transessuale/travestito), la cosa più simile sulla resa originale dell'attore sul personaggio è stata Ludovica Modugno - anche qui provini sia maschili che femminili, eh. Come dici tu, Tetsuo, si tratta di assumere il *risultato finale* del doppiaggio originale, indagarne *i modi creativi*, e tentare di ottenere un risultato finale italiano quanto più simile all'originale, senza scartare a priori i modi dell'originale, ma senza sentirsi vincolati assolutamente a seguirne di identici, anche se si riprovano fallimentari come risultato. In questo senso, penso che Paolo Torrisi fosse FANTASTICO su Goku. Ho visto tre puntate in croce dell'anime, eh. Nessun effetto abitudine, zero. Non l'ho mai conosciuto, nessuna componente affettiva, zero. Ma penso davvero che fosse fantastico. qui forse entra in gioco il discorso di "cambiare adattare qualcosa per farla piacere" e "cambiare adattare qualcosa per renderla al meglio rispetto all'originale" di solito questo chi deve deciderlo? il direttore di doppiaggio? il traduttore? l'omino del marketing? :) è forse meglio un equilibrio tra le due cose? un professionista che linea "deontologica" dovrebbe seguire? (sempre che esista qualcosa del genere in questo campo..) Il mio punto è che secondo me nessuno può *sapere* "cosa piace di più". Non esiste l'italiano medio, l'italiano zero che incarna i gusti della maggioranza. Su cose così particolari, poi, ha ancor meno senso. Quindi, chi decide? Boh. Se fanno decidere a me, so in base a cosa decido: in base a dati OGGETTIVI: l'originale. Così è l'originale, così si deve cercare di fare in adattamento. Se decidono altri, suppongo che abbiano criteri loro. -
Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
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Beh, c'è il discorso che Goku doppiato in italiano da una donna probabilmente risulterebbe ridicolo.. A proposito, tu come avresti fatto? "Risulterebbe ridicolo" a chi? Come si può sapere cosa "risulterebbe" a un intero pubblico? Ma chi diavolo ha questo polso statistico, sempre, per pontificare non sui suoi gusti, ma su quelli "del popolo"? Boh. Io avrei fatto doppiare dalla stessa donna GoKu, Gohan, Gotenks e Bardack, se ci fosse. ^^ Non so se e a chi e a quanto sarebbe risultato ridicolo o che. Dirlo è speculazione. Al contrario, so per certo che è così in originale, ed è invece un fatto. -
Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
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parlado di Goku: Sono l'unico a rinvenire una contraddizione assoluta tra le parti evidenziate? Che senso ha parlare di fedeltà a un originale, quando ci si erge a giudici in grado di decretare l'improponibile follia del rispetto di quello? Sono davvero spaesato. -
Postmoderno animalizzante - la società giapponese vista dall'otaku
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Tutto il materiale ora ben riorganizzato nel topic starter, per chi fosse interessato. :-) -
Otakuzoku no Kenkyuu - Studio/Ricerca sull'otakuzoku
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Sì, è quella la stessa radice che anch'io cercavo di esprimere. Ovviamente è una radice. Nel senso che credo che sia una prima pietra, un'ottica profonda che poi si manifesta in molte sfaccettature di certo sfumate ma proprio per questo quasi del tutto surrettizie della mentalità del luogo. E certo c'è poi da dire che gli States sono vasti e molti, e quindi pensarli mononoliticamente è quasi certamente sempre improprio, d'altro canto ho sempre la sensazione che un certo tipo di 'cultura dominante' nella loro fondazione sia stata anche quella. E i conti tornanto, perché gli intellettuali rivoluzionari francesi -che erano socialisti minimalisti- già guardavano oltre atlantico per ispirarsi negli ideali dei loro moti. Ed è per questo che in quest'ottica meritocratica e forse per noi ingenua, ma veritiera in un certo semplicismo che non ci appartiene, sentivamo Hulk Hogan dire "Train yourself, say your prayers and eat your vitamins". ^^ -
Otakuzoku no Kenkyuu - Studio/Ricerca sull'otakuzoku
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Credo che Shuji abbia detto in una parla meglio del mio lungo discorsetto. -
Otakuzoku no Kenkyuu - Studio/Ricerca sull'otakuzoku
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Io la chiamerei ipocrita. E forse gli otaku sono una diretta conseguenza di questa ipocrisia, in parole povere la società stessa ha creato la devianza che disprezza. Questo è il tipo giudizio che le persone che hanno una morale pietista esprimono sulle morali di tipo Luterano. ^^; Direi che i conti tornano. Di sicuro uno frutto nasce su ramo di una pianta, certo. E il frutto è il frutto di quella pianta, certo. Mah, non so, pure negli Stati Uniti i cani randagi vengono gassati, c'è la pena di morte, se una ragazza finisce a prostituirsi non importa niente a nessuno ed in definitiva "la società è molto più simile a un branco spietato, e il branco spietato vessa il più debole perché il più debole è -sulla grande figura- una zavorra per il branco". Eppure la loro è una "società cristiana", e in Europa certi apetti di tale società vengono attribuiti piuttosto al fatto che si tratta di una "società giovane" (per non dire immatura..). Non saprei però se si possa tracciare un parallelismo tra gli otaku del Giappone e i nerd/geek degli Stati Uniti.. Il modo in cui viene vissuta la cristianità negli Stati Uniti credo sia davvero molto diverso da quello in cui viene vissuto qui in patria. Nella mia impressione, la cristinaità dominante -dico come mentalità- in USA è quella di stampo anglicano, e annessi. Potrei certo sbagliare. Ma il senso della cristianità statutinense mi pare molto più affine, in nuce, all'idea del mutuo soccorso di una comunità. Nel senso che, nonostante tutto, da noialtri esiste una sottesa etica per cui "il povero schiavo è bravo, il ricco padrone è cattivo". E' un qualcosa che è serpeggiato molto anche ai tempi della nascita del socialismo, certo, dico il primo socialismo - dico tra Francia e Inghilterra. Ma di base, soprattutto in Italia, di riffa o di raffa la ricchezza è ambita di pancia è 'disprezzata' di facciata, come se la ricchezza fosse intrinsecamente il frutto e la causa della corruzione. Negli Stati Uniti, tutto il contrario, in genere la richezza è vista come il giusto premio per l'ingegno umano, per lo sforzo umano (ed è parte del 'sogno americano', che è essenzialmente un sogno di meritocrazia sa socialismo minimalista tipico di una società moderna che partiva quasi 'da zero', senza nobiltà pregresse, senza benefici pregressi, tutto sommato), e quindi anzi: la ricchezza viene presa come sintomo di merito, non come sintonomo di vizio. Penso che la mentalità cristiana sia permeata nella nostra cultura, sociologica e storica, in tutt'altro modo: nel modo della cosca. Nel modo di una società di asserviti loro malgrado, di ruffiani e adulatori, sempre pronti a piangere miseria per poi operare a loro volta catartici soprusi non appena se ne presenti l'occasione. Il che non ha nulla a che vedere con la mentalità statunitense. E' buffo, perché per quello che dici tu la mentalità statunitense e giapponese si assomigliano. Per altri versi, il Giappone è molto più simile a noi. Suppongo sia sempre una misticanza degli stessi elementi, del resto. Dicono che con quattro basi azotate si condifichino le caratteristiche somatiche di tutti gli esseri viventi del pianeta... ^^ -
Otakuzoku no Kenkyuu - Studio/Ricerca sull'otakuzoku
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La tua comprensione è corretta al 100%, a mia gnosi. Ci sono anche molti autori che 'nascono' nell'autoproduzione per poi passare al mondo delle pubblicazioni ufficiali. Alcuni restano con un piede di qua e uno di là. Non hai ben presente Otaku no Video, vero? Ovviamente non credo proprio che la imouto avesse in mente quello, dato che non mi pare l'abbia mai visto, ma proprio questo è il punto interessante: la sincronia. Se riprendi il primo articolo di Nakamori dice le stesse cose (in maniera molto più sprezzante, certo). Se riprendi Otaku no Video dice le stesse cose. La mentalità educativa giapponese è fare ginnastica in azienda, tradizionalmente. Gli otaku, per definizione, sono persone che proprio negano il 'mens sana in corpore sano'. Sono proprio da, al contrario "corpo malato intorno a una mente malata". Ovvero: la tua mente, i tuoi interessi, ti portano a uno stile di vita sedentario, sciatto e trasandato, e il fisico risente e rispecchia ciò. E' molto semplice: la morale sociale giapponese è molto "luterana" (per dirla all'europea). Ovvero: se tu in pubblico sei un 'degno adulto', in casa tua puoi anche sodomizzare i pinguini zoppi e a nessuno interessa. Ma se una tua 'passione' si riflette nel tuo essere in società, allora è eccessiva. La verità che tutti vogliono proprio negare o quanto meno far finta di non capire è che -proprio per definizione- il fondamento della logica otaku è "gli adulti sono cattivi, io non voglio crescere, io mi chiamo fuori dalla società degli adulti". C'è questo modo infantilmente riottoso che è tipicamente un misto di senso di inadeguatezza, inacettazzione, negazione e quindi rifiuto, che poi si cementa nell'apologia di sé stesso. Quindi direi che c'è qualcosa di sociopatologico - proprio in senso stretto. Si potrebbe dire anche psicopatologico, ma sarebbe un secondo passo: la sociopatologia invece è proprio dichiarata. Difficilmente altre passioni come quelle che tu citi si associano a simili condotte, ma comunque ti ricordo che 'otaku' in giapponese -nato nell'ambiente dei manga e degli anime- comunque si estende a tutta una pletora di "maniaci ossessivi e ritardati", come per esempio i gunji-otaku. Ci sono anche i densha-otaku. Il punto non è tanto l'oggetto della passione (benché, con l'aggiunta dei videogiochi, il core sia sempre quello) quanto il *modo di vivere quella passione*. Infatti le fujoshi non sono considerate un problema in quanto vivono in genere vite del tutto bifide, e richiudono il loro lato 'da otaku' nella sfera più provata. Inoltre, sono femmine, e quindi la società giapponese non si aspetta realmente nulla di fattivo da loro se non essere oggetti gradevoli. Le fujoshi sono stata un'evoluzione sociologica della quale davvero sarebbe bello parlare con Ootsuka Eiji. Secondo Ootsuka Eiji, la controparte femminile della psicologia otaku è la psicologia della gal che va a vendersi per comprare insignifanti (per lei stessa) oggetti consumistici. La teoria di Ootsuka, che mi trova concorde, è che di fronte alla "interminabile sequenza di giorni tutti uguali e tutti senza alcun significato ulteriore" della società consumistica postmoderna, mentre i maschi possono sviluppare un senso di rifiuto che li porta rifugiarsi in un mondo fasullo di finti valori formali autoimposti (otaku), le femmine semplicemente non trovano più il senso di fare o non fare nulla, vegetano e sopravvivono, e quindi se un vecchio le paga per fare questo o quello, "oh beh". Il tutto direi che quadra perfettamente con le teorie del diverso livello di formazione del superego maschile e femminile di Freud. TI sbagli. Ci sono numerosi articoli giapponesi che si interrogano sulle nuove generazioni maschili anche in merito al loro essere deboli, effeminate, metrosessuali. Sembra ridicolo ma è così: mi ricordo un articolo che parlava del problema del fatto che ormai tutti i maschi in casa fanno pipì da seduti (io sono un misofobo e faccio pipì da seduto sin da bambino... ^^; ). Quindi in realtà ti dico: no. Ovviamente ci sono cose che, come dicevo, destano maggiore impatto e indi scalpore sociale di altre. Capisco quello che dici, ma in tutta onestà questo ragionamento mi pare (e lo dico senza alcuna critica) figlio di una mentalità delicatamente pietista come può essere quella di un (buon) cristiano. La società giapponese è molto, molto più spietata. Credo che il punto sia proprio questo: l'otakuzoku è una cosa realmente giapponese, e solo giapponese, perché senza quel livello di intolleranza sociale non ha senso neppure parlare di un rifiuto sociale di quela portata, di quel livello di segregazione. Voglio dire: noi qui o siamo buoni, o vogliamo fare finta di esserlo, am comunque ci sono 'i buoni sentimenti'. In Giappone i cani randagi vengono gassati, c'è la pena di morte, e se una ragazza finisce a prostituirsi non c'è nessun prete che dice "povera anima". Quindi la società è molto più simile a un branco spietato, e il branco spietato vessa il più debole perché il più debole è -sulla grande figura- una zavorra per il branco. Idem come sopra. ^^ -
Otakuzoku no Kenkyuu - Studio/Ricerca sull'otakuzoku
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ho ritrovato un post della mia imouto risalente al 18 settembre 2007 - aveva appena preso la maturità - in cui parlava dell'otakuzoku riportando proprio la stessa identica esperienza con cui Nakamori Akio apriva il suo 'studio sugli otaku': una visita al Comiket! (nel nostro caso, il comiket invernale 2006). Quoto perché dopo 6+ anni mi pare molto 'on the spot'. Le evidenziature sono mie. -
Non lo so davvero. C'erano delle scene aggiunte. In ogni caso, è stato un bene.
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Sicuramente il confronto tra Wreck-it Ralph (bello e intelligente e ispirato e sensato) e Vrave (brutto, banale e stupido e realmente disadecativo) è tremendo.
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Otakuzoku no Kenkyuu - Studio/Ricerca sull'otakuzoku
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ho ritrovato, tra un kodama e l'altro, l'articolo in cui si faceva riferimento al servizio della TBS seguito al caso di Miyazaki Tsutomu un cui un inviato andò al Comiket e dichiarò alla telecamera: "Guardate! Qui ci sono 100.000 Miyazaki Tsutomu!". Non credo sia la fote originale dell'articolo, ricordo di averlo letto altrove, molti anni fa, comunque: http://japanese-world.wikifoundry.com/page/Figure+Moe+Zoku Credevo che il giornalista in questione fosse lo stesso Nakamori Akio, ma in effetti lui non era un reporter. Forse si trattò di Ootani Akihiro, ma non è specificato. Ootani divenne poi un attivista anti-otaku ai tempi dell'omicidio (roricidio) di Nara del 2004. -
Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
topic ha risposto a Shito in una Taro nella sezione Anime & Manga
Non credo che Olong sarà pronunciato correttamente, però (Ulòn), e non credo che Cacarrot sarà infine Cacarrot. ^^; -
Lì però poi uscì effettivamente un singolo... disco. Il primo. Boom.
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Parlando di doppiaggi e ridoppiaggi. Il doppiaggio italiano di E.E., anno 1982, era secondo me molto buono. La direzione del doppiaggio è di Fede Arnaud, che era un po' un genio del settore: Il nuovo doppiaggio è spiccatamente migliore. La direzione è di Fiamma Izzo, che secondo me è forse l'unica 'artista' nel settore: La prima cosa che balza alle orecchie, è come la Gertie della nuova versione (Lilian Caputo) sia la bimba 'vera' che Rossella Acerbo tutto sommato non era nella prima. Anche Elliot mi pare molto più credibile e vero, meno 'disney', nella nuova versione. La voce dell'alieno è nella seconda versione molto più roca, ma meno 'normalmente umana'. In effetti nella vecchia versione fa un po' signorotta e amen. Si nota come la battuta di E.T. resta sempre uguale nella versione vecchia (perché Gertie la ripete, con la faccia di chi spiega/corregge?). Nella nuova versione si capisce: E.T: dice "E.T.... home... phone.", la bimba 'rimette le parti del discorso' al posto giusto in 'E.T. phone home'. Questa cosa nel vecchio doppiaggio semplicemente non si capiva, lo scambio non aveva senso. E anche 'è la casa di E.T. *quella*". Già meglio che senza 'quella', anche se sono pronto a scommettere che ci sia un 'there', quindi sarebbe tipo: "La casa di E.T. è lì...!" ovvero "E' lì la tua casa, E.T.2 (ma per me la terza persona abuata dai piccoli è sempre ok). In ogni caso, lo stesso anche dopo. Elliot continua a stupirsi, e Gertie è sempre "beh sì obv", perché non coglie la straordinarità della situazione, per lei, piccina, è tutto 'normale'. Oh beh, vorrà chiamare i vicini. Eccerto. Ma tutti gli scambi sono più veri nel nuovo doppiaggio. Sin dal primissimo. Con E.T. che dice 'phone' come a caso, Elliott che si soprende modello "ha parlato!", Gertie che non coglie il punto e parla come "Sì, che problema c'è, ha detto così". A paragone del nuovo doppiaggio, nel vecchio sembra che i personaggi dicano delle cose senza sapere perché le dicono, ma per 'suonare bene'.
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Credo che tu abbia ragione. A leggere il tuo post, davvero molto bello, in effetti mi viene da pensare che moltissimo nell'espressione umana (dico: creare un'opera, di qualsiasi genere) nasca dal rapporto tra 'lo spirito del tempo interiore' del soggetto e 'lo spirito del tempo esteriore' della società che vive in quel momento. Or ora, scrivendo questo, ho pensato a Mann, ma si potrebbe in effetti trovare più o meno qualsiasi autore in questo tentativo di bilanciamento, di bilanciare il nostro 'equilibrio interiore' (quando ce ne fosse uno) e l'equilibrio esteriore dello spaziotempo in cui ci troviamo a vivere, tra i quali si può facilmente generare una certa sfasatura, a molti livelli (direi quasi in struttura di frattale). In questo senso le opere visive, che chiaramente vivono e respirano degli anni che le hanno espresse, possono anche loro scollarsi dagli anni che seguono. L'osservazione di EYMERICH non è peregrina. Potremmo citare infiniti casi. Uno sceriffo o un poliziotto di provincia americana che tsa svolgendo un'operazione di controllo, negli Ottanta, imbraccia un fucile e nessuno avrebbe avuto ad alzare sopracciglio. Oppure, credo sia pacifico che negli Ottanta, sin in Topolino, esistesse la figura dell'accalappiacani, e l'idea fosse che i "cani randagi" fossero in qualche modo dei nocivi parassiti urbani. Oggi abbiamo il reato di omissione di soccorso sui cani. L'idea di "dignità umana" (in cosa un umano è degno?) cambia nei secoli, ma anche nei decenni: una mascolinità violenta e comunque bruta può essere ammirabile un dì, esecrabile solo un decennio dopo, ad esempio. Han Solo che è il bastardo belloccio, stronzo come Rett di Gone with the Wind, spara a tradimento e ammazza un cacciatore di taglie (in effetti il debitore, a diritto, e Han), e il cacciatore di taglie era un fottuto 'mus da rat', quindi Han dice al barista "scusa se ho sporcato" e amen. Han e figo ed è ancora un personaggio positivo, come ogni bel pistolero che seccasse a un mus da rat a caso in un saloon, no? No, poi le cose cambiano. Un 'buono' non può fare una cosa simile, altrimenti come lo si potrebbe percepire come un 'buono'? Questa cosa è buffa, perché cambia con la società, e a volte vediamo questi effetti anche nel contenuto dei film stessi: mi veniva in mente qualche giorno fa, che ho visto Nowhere Boy (storia dell'adolescenza di John Lennon), che in quel film tutti, e dico tutti, ragazzi ragazze madri zie giovani e vecchi, fumano in continuazione in ogni luogo sempre e comunque. Tra un po' fumano anche i cani, in quel film. Ed è una cosa che, beh, credo rappresenti semplicemente quel momento di quella società. Ma per la stessa ragione (rappresentata in un decimo, eh, dico un decimo a esagerare), qualcuno in Giappone ha 'storto il naso' su Kaze Tachinu. Certo c'è da dire che i fucili in E.T. - dove comunque nessuno sparava un colpo, e neppure li puntava addosso a nessuno, erano proprio parte della scenogratia, non avevano alcun senso definito. Quindi anche la loro eliminazione non è che facesse gran danno, almeno. ^^ Shu, cmq mi sono espresso male se ho lasciato a intendere che avessi inteso che per Spielberg il 'momento E.T.' fosse stato più di un momento. Non dico certo che sia stata l'epifania risolutiva della sua vita. Intendevo solo dire che, in quel momento, quel che ha sentito *mi pare* essere stato molto genuino, e proprio per questo abbia dato un buon frutto, nel suo tempo. :-)
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Grazie per l'input, Shuuji. E' sempre bello quando di mettono sul tavolo materiali originali. Le fonti! Avevo letto qualcosa su Wiki (inglese), che Steven si stesse annoiando durante le riprese africane di Lost Ark, e allora avesse pensato a fare un film per bambini, riconnettendosi alle sue emorie tristi dovute alla separazione dei suoi propri genitori. Credo in effetti che la componente migliore di E.T. sia una certa genuinità espressiva dei sentimenti infantili, e in questo sì, davvero fa pensare a Peter Pan. Che ne pensi? Sì, direi che ha fatto proprio un'inversione a U: il predatore solitario diviene la bestia braccata.
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Credo che Shuji si sia confuso un poco. Le torce nella notte ci sono sempre state. Come si diceva, erano dei walkie-talkie ad avere preso il posto di alcuni fucili, anche alla luce del giorno (forse, solo in scene diurne).Credo Credo che Spielberg abbia in ultimo optato per una versione che mantiene le scene aggiunte rispetto alla prima versione, ma elimina la CGI e le aggiunte "ulteriori al girato al tempo" (non al montato al tempo, al girato al tempo). Credo che Spielberg abbia più senno di Lucas, in queste cose. E che, tutto sommato, come dicevo E.T: fosse un film "più serio" di Star Wars (più baraccone) sin da principio. Credo che questo discorso, a cui sto partecipando coscientemente, sia marcescente.
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Appena finito di rivedere in TV, versione del ventennale. Considerando che nell'82 il film fu per me una vera epifania, certo rivederlo oggi è stato semanticamente appropriato...! ^^ Note: ho visto questo film tre volte. A 5/6 anni nel 1982, al cinema. Poi a 25/26 anni, edizione del ventennale, al cinema. E oggi. Non l'ho mai visto in lingua originale. Sul film: è proprio un bel film. Chiaramente, tutte e tre le mie visioni mi hanno dato impressioni molto diverse. a 5/6 ero proprio just wow". Voglio dire, avevo l'età di Gertie, manco di Elliot! A 25/26 notai un sacco di cose narrative: in primis: - non si vedono gli adulti, le loro facce sono sempre tagliate o coperte nelle inquadrature, tranne poi quello che dirà "sognavo questo momento da quando avevo dieci anni". - i ragazzi giocano a un gioco di ruolo, ed è palese che è una situazione di ragazzi che si 'rifugiano' in un loro mondo escapista. - bambino : affetto: vita = adulti : scienza : morte. Oggi ho confermato tutte queste cose, ma ne ho notate altre da sfigato marcio. Non so se le avessi notate al secondo giro, credo di sì, ma il fatto che non le ricordassi vuol dire che non gli avevo attribuito troppa importanza, e che quindi ero meno marcio di adesso. Ora invece era un "woah Ateroids citato e Space Invaders sulla maglietta, woah Buck Rogers, woah Yoda, woah Sesame Street". La cosa che mi ha fatto più ridere è lo scambio che credo sia una frecciata ai trekkers: "Non si teletrasporta?" "Questa è la realtà, scemo!". Set your phasers to bullshit, tipo. Non ho citato "Woah il Grillo Parlante" -dico il gioco elettronico- perché quello lo notai già a 5/6 anni, e divenne il mio biggest toy-fetish in a lifetime, fino al NeoGeo. Ovviamente che ora, a 37 anni, abbia notato tutto questo fa onestamente schifo. Perché chiaramente nel notarlo me ne compiacevo, ed è una cosa da ritardati, c'è da schifarsene. Un'altra cosa ANCORA PIU' schifosa, MOLTO PIU' schifosa, è che mi sono messo a fare riflessioni da 'espertone del cinema di genere'. Eh sì, chiaramente nelle espressioni del puppet di E.T. c'è molto Yoda, ma a pensarci forse c'è ancora più Jabba the Hutt in piccolo, certo in anticipo, ma quella sensazione di 'kimokawai' (disgustosamente carino) della pelle dell'essere mi fa pensare proprio a un Jabbino. Cose così. Questa mia tendenza di oggi, a pensarci, è tanto disgustosa che ho inserito appunto un po' di giapponese da weeaboo apposta, per farvi sentire meglio il ridicolo disgusto del tutto. Fa proprio schifo, c'è poco da dire. Di buono forse ho avuto un briciolo di maggiore cognizione adulta delle cose: senza dire OMG è tutto una rielaborazione di Peter Pan ho ugualmente pensato a Peter Pan almeno in una scena. Ho pensato che erano proprio gli ottanta, che la madre è una divorziata, e tutti ne soffrono, soprattutto Elliot è imbruttitissimo, ma comunque la casa è grande ed è piena di giocattoli, anche costosi, e la mamma ha il tempo e la voglia di leggere le favole (due volte!) alla bimba a letto. Tutto è costellato di prodotti da consumare, strombazzati ovunque, dalle action figure di Star Wars -citate diligentemente per nome, a partire da colui che non spara per primo, e non spara proprio- (i nerdoni sapranno che anche colui che spara per primo e per unico girò un cameo nel film, mai montato nel footage definitivo), fino all'onnipresente CocaCola, che è buona, vedi? Si beve. Si fa così, è CocaCola, noi la beviamo, vedi? Tipo. Questa mia componente da sociologo della domenica, che è tipica del mio modo di essere attuale, mi è meno disgustosa. Cogliere quanto di onestissimamente naif degli Ottanta c'è in questo film, ma senza farne una malattia, mi è parso tutto sommato una cosa buona. Ma io non avevo una vera BMX. ^^; Ho notato più che mai quanto seminale sia stato questo film. La sensazione che ho avuto è che Spielberg si sia detto: "Ok, i bambini con Incontri ravvicinati si pisciavano sotto, facciamo la versione per loro.". O almeno *io* mi pisciavo sotto con Incontri ravvicinati, in effetti. Cmq missione riuscita. La cosa fu poi appunto super seminale, perché alla fine era un retelling di Twain, si torna sempre a Twain (se parli di letteratura per l'infanzia americana, dico), e alla fine tutti i film a là Goonies chiaramente vengono da lì, no? Una o due seuqenze di E.T. sono diventate un'intera sequenza di film a seguire. Ma la cosa bella è che Spielberg aveva fatto così una favola onesta e intelligente. Quello che sto dicendo è che, se ci penso, mi viene da dire che Star Wars era da principio un film per ritardati, intendo 'bambini non cresciuti'. Star Wars sembra Sesame Street per ritardati, sembra un libro di Burroughs (tipo: La principessa di Marte? Tarzan?) fatto per non-più-bambini. Ovviamente piace anche ai bambini, ma lo capisci che è fatto almeno per ragazzi e ragazzotti. Infatti. Invece E.T. è onesto, è fatto PROPRIO per bambini. E difatti E.T. è anche più intelligente di Star Wars, tipo "meno pretese, più significato". L'affetto, la comunicazione affettiva che un bambini possono intentare anche con i diversi, cose così". Cavolo, sembra DAVVERO Totoro. Quando Eliott spiega a Gertie che 'lo possono vedere solo i bambini' ci manca solo Carroll e il Totorino bianco, già che la bambina c'è già, non credete? Insomma ho avuto una sensazione tipo che E.T. : Ponyo = Star Wars : Nausicaa, e nel dire questo in questo modo chiaramente il nerdometro schizza alle stelle, tipo il meta-nerdismo, è proprio una merda, è come fare una scienza sul DaiconIV Opening Anime (così tipico di me), ma c'è del vero e del serio nel voler dire che le cose per bambini fatte DAVVERO per i bambini, PROPRIO per loro, sono sempre più oneste e intelligenti, c'è poco da fare. Non è che cambi nulla dell'autore: lui è un bambinone comunque. Il desiderio di fare intrattenimento per l'infanzia è una forma di moratoria escapista sin da principio. Ma almeno, non è del tutto marcio, tipo non è lo storto che parla agli storia pari suoi, ecco. Beh, oggi volevo proprio scrivervi questo. Buone epifanie a tutti. :-) PS: Il doppiaggio italiano dell'edizione ventennale è proprio buono. Solo non mi convince 'non vestirti da Hippie' (io ho sentito così), Mike mi pare poi vestito da Hooligan, tipo una versione horror di un droog, chissà com'era in originale. O forse ho sentito male e in italiano dice 0'non vestirti da teppista?'. Così sarebbe giusto. Ottimi Greedo, Boba Fett e Lando Carlissian citati. Peccato per "ha fatto 75ml a Asteroidi" - sic, temo che la bravissima Fiamma Izzo, davvero credo la migliore direttrice di doppiaggio in Italia, ma di gran lunga, non conoscesse. Certo non ha messo 'quoti'. Qualche altra sbavatura imho su delle impersonali (quindi ambivalenti, polisemiche) flesse su una sola persona nella scena dei due ammalati (credo che in originale Elliot parlasse come fosse l'alieno), o l'irrisolvibile "E.T. phone home". La mancaza di una S non cambia l'assonanza verbale, anche perché poco prima Gertie gli ha corretto la posizionalità dei tre elementi della frase - mi pare. Ma queste sono deformazioni professionali mie, tutto sommato.
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Quella cosa non l'ho mai vista, mai la vedrò, ma il sol pensieromi causa spasmi intestinali. ^^ Mi dissero che Yoda ep2 era quello qui in alto:
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La vecchia serie ha un suo senso e una sua estetica. La nuova serie è merda spammata a random.
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D'altro canto, in uno Spazio che è nero, la Stella della Morte spicca proprio in quanto grigia metallo. XD Anche l'azione contro i remoti è bellissima. Mi chiedevo perché Obi-Wan tirasse in ballo dei presunti morti, degli antichi. Cosa c'entravano? Eeeeh! Non consideravo le migliorie del nostro doppiaggio. Vogliamo proseguire? No so, dire che una "Lama di Luce" è un concetto un tantino più fantastico di "laser" che no, non si ferma a comando in un dato posto. X° Ah, sui nomi Fencer non dimenticare Luke divenuto Lyuke, for either some reason or no reason at all. Quanto a Dart, non crucciarti. Ancora oggi, in Italia si parla ufficialmente di Blututt, no? Blututt è notoriamente il contrario di Bluqualcos, credo.
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In effetti mi chiedo sempre se nel mio mestiere siano più tragici i palesi cambiamenti 'tutto a caso' o i palesi errori da matita blu della prof alle medie. "Non posso simpatizzare con la mente di un assassino, non ce la faccio!" <- fanciulla bionda protagonista di puntata di non so quale banale seriam tv americano sull'OMG crime pissicologico. Per la serie: oooook.
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Non credo che quando uscì Star Wars ci fossero già i paninari, si era ancora alla fine dei '70. ^^ Sarà già stato detto, ma l'adattatore aveva poi dichiarato che "Ciunopiotto" fosse 'bello' e 'divertente' perché suonava come 'Gianni e Pinotto'. I'm serious. No joke. Nel mio caso, la trilogia di Star Wars è stata tra i primi film che ho visto in lingua originale. Ci fu un (breve) momento in cui l'allora Fininvest decise che per i giovani italiani imparare l'inglese fosse importante, e in collaborazione con la rivista Speak-Up inaugurò tutta una serie di iniziative di prodotti cinematografici e cinetelevisivi in lingua inglese. Il pomeriggio andava in onda 'Familiy Ties', e una volta alla settimana, credo in seconda serata, c'era lo spazio "Film O...", dove O non era il personaggio della pur brava Pauline Reage, ma stava per 'originale'. Credo facessi gli ultimi anni delle elementari, forse. Avevo inziato a studiare inglese con una madrelingua in quarta elementare, e chiaramente leggevo i sottotitoli e riconoscevo una parola su 100, però la mia esperienza era tipo "mmmmh.". Siccome ho sempre avuto la tendenza a imparare a memoria i suoni anche delle lingue che non conosco, imparai a memoria svariati dialoghi soprattutto di Empire Strikes Back e Return of the Jedi - li ricordo ancora a memoria. ^^;