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Shuji

Troll
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Tutti i contenuti di Shuji

  1. Shuji

    Aquarion Evol

    Sara' l'ultimo pezzo che si aggiunge a Kagura+Amata
  2. Tra parentesi (2), ma quel benedetto SaintO di argento, prima e' scappato appena ha visto Shu/Toki, ma dopo allora perche' voleva menarlo? Astutitissimo piano del cavaliere d'argento che fa finta di scappare per poi seguire i due di nascosto che poi lo porti in qualche posto misterioso? Semplice ingrifo?
  3. Shuji

    Aquarion Evol

    Tra parentesi nella famosa scenetta con il futuro Mikage io ho lollato per due motivi; il primo ovvio per il faccino che ha fatto quando ha scoperto 'il pacco' e ok La seconda... erano in tre... il cagnetto, il (futuro) busone e... il/la terzo/a? Non per dire ma 'il terzo componente' s'e' goduto quindi... sia il cagnetto che il busone. Alla faccia
  4. Shuji

    Haiyore! Nyaruko-san

    Ehm Ghutatan? o Ghutan? ( ) e comunque... Teke-li, Teke-li! P.s. Non sono messaggi in codice...
  5. Shuji

    Aquarion Evol

    Peggio, meta' di un pirla
  6. Shuji

    Aquarion Evol

    Ho trovato voci su 4chan secondo cui Mikono doveva in origine essere un otaku di armi da fuoco. La cosa avrebbe senso visto il fratello. ?
  7. Appunto, lo stesso che dicevo io; ci hanno fatto sorbi' millemila episodi e poi quando si arriva all'atto di vedere i SaintI presi a calci, ce fai vede' uno striminzito flashback di un paio di minuti scarsi? Nun se fa.
  8. Shuji

    Aquarion Evol

    mi sono perso qualcosa da qualche parte; ma Crea, la piccirottola al comando che magna anguille, era o no da qualche parte del calderone delle reincarnazioni? O e' un personaggio del tutto nuovo (ma visto come si rivolge al Gran Maestro Trollone non direi).
  9. ma piu' che altro, a furia di prenderlo in quel posto, credo che l'italiano sia 'rapito' dal concetto di "threesome", in qualche modo implicito nel biscotto
  10. Seriamente, un giudizio di valore 'serio' puo' essere dato in relazione agli equilibri interni ed esterni in un'opera, cosa che puo' accomunare si' disegno e scrittura. Per un disegno, un dipinto (ma non di tutti i generi in questo caso) od una foto, prendendo uno degli infiniti metri di giudizio oggettivi, possiamo far riferimento alla regola aurea; superando poi la regola/sectio aurea, ci troviamo sempre e comunque a valutare gli equilibri dell'opera. Allo stesso modo quando abbiamo a che fare con uno scritto, ne valutiamo gli equilibri, nel caso specifico l'incidenza dell'idea forte, come questa si esprima o meno in desiderio poi esplicitato dal protagonista. Gli equilibri in un'opera sono gli elementi che afferiscono e delineano in se' lo STILE dell'autore; e senza stile non esiste concretamente un'opera in quanto differenziata o differente da altre; e' l'insieme che anche non conoscendone gli stilemi gli stessi spettatori 'riconoscono' come parte qualificante di un'opera, tanto da distinguerla da altre. Il 'bello' e' il metro individuale di giudizio piu' primitivo, meno sostanziabile 'erga omnes' (gli avvocati mi presteranno i loro termini) di ogni altro. Questo veramente assai 'basicamente' (come possa funzionare ancora questo termine visto che nessuno usa o sa piu' cosa sia il basic poi...) unito a piu' di una ventina d'anni di esperienza puo' portare a giudizi di altra natura. Non migliori essenzialmente, ma dotati si' di ampie possibilita' di condivisione e classificazione, su 'sponde' non oggettive (il bello e' questo) ma obiettive e non soltanto personali inerenti gusti e preferenze.
  11. Shuji

    Aquarion Evol

    In preda alle raw, eh?
  12. Ep12 Veniamo a sapere che pure qua ci stanno trollando; in quale altro modo altrimenti si dovrebbe dire che dopo millemila puntate cavalieriche, in pratica l'unico che ha fatto il mazzo a tarallo in passato anche ai cavalieri 'classici' e' stato proprio lo Psichedelico Marte? Per il resto, tutto come programma; Appare Shun che e' debole/malaticcio. Check Ryuho sta a casetta di Shun. Check (e se mi ricicciano fuori l'espediente, vuol anche dire che prima o poi spuntera' fuori che N-Haruto e' stato 'salvato' da un altrod el cast 'classico') Dopo essere ripetutamente e per puntate mazzuolati dal Silver Surfer dell'altra volta, 'prendono coraggio' dopo aver visto lo Shun/Andromeda piu' sfigato che mai, e adoperano i loro colpi migliori pe' mena' il tipo. Check.
  13. Dovreste vedere che goduria degli scambi di messaggi ghostati Shito, n'ultima volta, se pensi veramente che il problema sia "e' bello ma non mi piace", sinceramente, l'unica cosa che posso pensare e' che salti le righe dei post a pie' pari. Perche' sul 'bello' ho gia' ampiamente dato. Per il resto, me ne impippo altamente, ho un problema piu' urgente da sistemare.
  14. Il bello e il brutto sono appunto tanto motivazioni personali, quanto difficilmente estensibili anche ad altri, a meno che non si 'entri' in un gruppo di persone che ritengono bella o brutta una determinata cosa a prescindere. Un capolavoro puo' essere tale anche senza essere bello, e attenzione, senza neanche essere 'brutto'; come ho avuto modo di dire a me Kandinsky non piace, trovo personalmente tutta la pittura astratta 'non bella', ma non posso che riconoscere che il suo contributo all'arte ci ha portato dei capolavori. E senza parlare di 'capolavoro', sono abituato a distinguere ed a discernere a livello di consulenza tra cio' che piace a me e cio' che puo' funzionare per gli altri, e raramente le due cose combaciano. E' anche un modo di 'scrivere'; innamorarsi del proprio giudizio e di cio' che piace, non porsi mai 'all'esterno' del proprio metro di giudizio, porta sempre ed essenzialmente ad errori. A chiunque tu possa chiedere, che le opere le realizza, tutti indistintamente ti diranno che riescono a 'osservare esternamente' il proprio lavoro; se non si riesce a farlo, non si puo' concretamente realizzare qualcosa. Paradossalmente quindi, sia a livello di consulenze editoriali, sia a livello di 'scrittura' (o di sceneggiatura), il CAPIRE che cio' che a noi piace in quanto ci piace e' il MALE e' il primo passo per realizzare concretamente qualcosa.
  15. Stai usando tu un esempio, io provo a seguire la tua logica. A volte in un discorso sono cose che si fanno. Se la cosa ti irrita, non so che farci. Sei tu che stai cercando di imporre una tua personalissima visione delle cose Guarda che sei tu che ti stai basando sulla definizione del dizionario per valutare che l'ambito descritto dallo stesso non e' questo o quello. Il divertente poi e' che tu stesso affermi che per questo scopo alla fine e' inutile. Appunto. Stando il fatto che perlomeno vedo che hai finito di usare una definizione di un vocabolario come prova di cio' che non puo' provare, per tua stessa ammissione, a questo punto ti incammini nuovamente sul terreno di definire qualcosa come oggettiva, usando tue personali convinzioni soggettive. A meno che tu come detto in precedenza, non dimostri di essere DIO sceso sulla terra, e ci puoi spiegare le intime relazioni esistenti tra le cose. Inoltre, fai veramente parecchia confusione, in quanto stai mettendo insieme il discorso sul 'bello oggettivo/soggettivo' (il bello E' soggettivo, a scanso di equivoci) in un discorso inerente la delineazione di un ambito oggettivo o soggettivo cui si puo' arrivare criticamente nel definire un qualcosa come 'capolavoro'. Ci sono, e se non li conosci semplicemente non li conosci, moltissimi elementi atti a definire un giudizio non piu' solo personale, ma dotato di sufficienti elementi obiettivi tali da poter anche dare una definizione ad un qualcosa; cosa che nulla ha a che fare con il 'bello'. Quello e' un dato tratto da esperienza; e contemporaneamente dipende anche come contezza dall'unita' di misura che viene adoperata. Confondi bellamente (e volutamente, ovvio) i termini del discorso. Stante il bello di natura soggettiva, in quanto afferente nello specifico al gusto individuale, 'capolavoro' puo' essere adoperato per via di determinati elementi di natura oggettiva come termine riferito ad un'opera. Non e' possibile continuare a confondere il proprio personale gusto e preferenza con un giudizio di valore; il termine 'capolavoro' puo' essere associato ad un'opera che personalmente si puo' anche non 'gradire', perche' il nostro gusto personale avendo appunto valore soggettivo, non puo' informare logicamente gli altri. Specie in quanto vi sono elementi che possono anche informare meglio il gusto individuale che magari non si conoscono e li' l'approfondimento fatto da una possibile critica puo' anche influenzare il gusto personale. (cut) Allora, come vedi stavo rispondendo tranquillamente, ma visto che da questo punto altro mi par di capire che inizi ad insultare, non ho francamente piu' tempo da dedicare alle tue intemperanze. Quindi, addio e questa volta per sempre. Nota per i moderatori; non leggendo io piu' 'certi' interventi, vedete voi se e quando capita di splittare o meno le discussioni, se e' utile per provare a salvaguardare un topic. Live long and prosper.
  16. Ora, analizzando la lingua italiana: "a. La migliore in una serie di opere di un artista, di uno scrittore, o di un’età, di una scuola, ecc.: questo romanzo è ritenuto il suo c.; i c. della pittura ferrarese." il concetto di 'la migliore' non viene definito oggettivamente, né sono dati canoni obiettivi per valutarla. Questa definizione è o sinonimale, o tautologica, ovvero ci fa capire l'etimologia metaforica di 'capolavoro', il lavoro che essendo a 'capo' della lista dei lavori, è il migliore. Il più preminente dei lavori. Si noti che in questa accezione, ogni ambito ammette UN (il) capolavoro. Ovvero, che non si potrebbe dire, "I capolavorI di Michelangelo", perché solo un elemento può essere il migliore, il supremo, il preminente. Infatti, l'uso che ammette il plurale è la seconda accezione, estensione della prima: (nota: l'ultimo esempio della prima accezione "i c. della pittura ferrarese" è quasi errato, o almeno improprio, in quanto sarebbe esempio della secona accezione, ovvero di una 'via di mezzo' tra le due) "b. Opera (e per estens. anche azione, impresa, comportamento) eccellente in genere: quadro, scultura, progetto che è un vero c.; la sua relazione al congresso, la sua lettera al presidente, la sua risposta è stata un c., un autentico c.; un c. di finezza, di grazia, di precisione; iron.: quest’articolo è un c. di bestialità; hai fatto proprio un bel capolavoro!" Il cui significato è puramente sinonimale: "eccellente in genere". Ovvero, ancora una sinonimità di matrice metaforica, questa volta allargata per estensione logica. Da a IL capolavoro (determinato in quanto unico), si passa a UN capolavoro (indeterminato in quante parte di una pluralità). Anche in questo caso, nulla è indicato neanche sulla *possibilità* di una obeittività/oggettività del giudizio di eccellenza. In nessun modo. --- Questo dice Treccani. Nulla di meno, e soprattutto nulla di più. Ah, sì, io avevo tagliato la seconda definizione -specifica, antica e non pertinente- che tu invece hai comunque riportato: "2. L’opera che il lavoratore assunto in prova deve compiere alla fine del relativo periodo per dimostrare la propria capacità professionale: fare il c.; essere bocciato nel capolavoro." Ma ovviamente, questo non ci riguarda, direi. Non è certo di praticantato che stavamo parlando, vero? --- BTW, non sapevano avessero braghettato anche Masaccio. Ma io detesto Masaccio, e no, non lo considero autore di capolavoro alcuno. Rispondo quindi con la rielaborazione del migliore pittore di sempre (parere mio e di Giorgio Vasari almeno, ma è ancora soggettivo): Shito, io non capisco perche' insisti su questo argomento. Ma comunque, visto che ho un po' di tempo da buttare, replico. (cut) "a. La migliore in una serie di opere di un artista, di uno scrittore, o di un’età, di una scuola, ecc.: questo romanzo è ritenuto il suo c.; i c. della pittura ferrarese." E' "ritenuto" da chi? Per delineare "substanzialmente" un ambito di natura soggettiva, avresti necessita' di delineare o non delineare dei soggetti piu' o meno percipienti; al dila' della natura tautologica delle tue argomentazioni, manca un elemento di natura certa che possa includere o escludere dei soggetti. Inoltre 'La migliore in una serie di opere' non afferisce alcun elemento soggettivo od oggettivo; esiste 'la migliore' che non e' neanche un giudizio di natura soggettiva od oggettiva, ma solo una considerazione d'ordine specifico. Non esistendo un qualche ordine di soggetti precipui, altro non puoi fare che interpretare a tuo uso e consumo cio' che non e' parte della definizione, ma una frase di natura esplicativa, o exempli gratia che dir si voglia. E sono anche piuttosto 'buono', in quanto una frase come la seguente: "La migliore in una serie di opere di un artista, di uno scrittore, o di un’età, di una scuola, ecc" in se' non contiene alcuna eccezione di natura soggettiva riferita a terzi se non per quanto concerne il proprio contesto specifico, di certo niente inerente qualunque tipo di giudizio di merito esplicitato da terzi. Ovviamente poi non possono essere indicati parametri in quanto trattasi di definizione generica e non legata ad un contesto come con maggiore possibilita' si ha nel prosieguo di un possibile tipo di utilizzo: il fatto che tu tenga a sottolineare la cosa ci rende edotti di quanto tu tenga alla tautologia, come del resto tu stesso affermi. E ipso facto, sottolineando l'istanza tautologica, mi elargisci mercede per poter affermare l'esatto contrario di quanto tu stesso affermi. Quindi stai delineando e forzando un'istanza soggettiva, e non oggettiva. Domanda ulteriore; sei consapevole di voler adoperare in qualche modo istanze che vuoi siano oggettive, per definire un ambito soggettivo? Continuiamo. Si 'passa' come dici tu per specificare ambiti di natura differente e diversificare l'uso del termine in relazione a determinati contesti. Essendo tali contesti sia di natura eterogenea, sia di numero non definibile, "tracciare" un qualche tipo di demarcazione non e' argomento che possa fornire un elemento di natura oggettiva, per la stessa natura di eterogeneita' e di diversificazione usata dai vari esempi EG adoperati. Ribadisco; sei consapevole di voler adoperare in qualche modo istanze che vuoi siano oggettive, per definire un ambito soggettivo? Infine. Ho capito da un pezzo, e con me credo tutti gli altri, che tu non creda neanche all'esistenza stessa di un ambito di natura oggettiva, specialmente per quanto inerente la critica di un'opera. Per te le opere ancor prima che gli artisti rappresentano una sorta di 'essenza' che prescinde da quella curiosa sovrastruttura che reputi essere il giudizio critico. Tutto molto bello, ma in questo modo non e' possibile alcun tipo di confronto od altro su di un'opera o su di un'artista, e' possibile solo "l'adorazione" passiva in quanto tale. O di converso il rigetto completo. Se non si definiscono dei criteri e degli ambiti oggettivi che vadano al di la' del complesso rappresentato da un'opera, l'intento stesso comunicativo dell'autore e dell'artista deperisce e muore, in quanto altro tu non fai che 'sussumere' nella sua intierezza l'opera in se'. Il medium, qualunque medium di comunicazione, e' composito di molti livelli e composto di varie stratificazioni; se non accetti che tali livelli, stratificazioni e componenti, possano essere enucleati e 'separati' non forzosamente da false istanze di natura critica, ma semplicemente in quanto tutti questi livelli sono 'metabolizzati' al punto di arrivo terminale di un messaggio o di un'opera, tu altro non stai facendo se non violentare l'opera che vorresti difendere nella sua totale e virginea intierezza. Infine. Al di la' di tutto, queste conversazioni sono una versione alquanto (oserei dire) estensivo/masochistica del concetto di 'vox clamantis in deserto', ove il deserto non e' assenza di qualcosa, ma la presenza di un'istanza di natura talmente oggettiva da essere oggettivizzante in qualunque ambito anche esterno ed esteriore. Credo sia un po' come per gli alcolisti; il primo passo per gli alcolisti e' ammettere di essere alcolisti. Per te credo che il primo passo sia quello di riconoscere la valenza oggettivizzante delle tue affermazioni. Altrimenti negare che un concetto possa avere valenza oggettiva, e' un contorsionismo mica da ridere.
  17. Qui chi e' incredibilmente presuntuoso, e' qualcuno che non ha proprio capito NULLA neanche delle parole di un dizionario. Ho postato anch'io definizioni della Treccani, e IN ITALIANO in quelle voci non e' indicato da nessuna parte e in nessun modo esplicitato l'origine della tua ossessione, capolavoro = soggettivo. Qui chi e' incredibilmente presuntuoso e' qualcuno che non comprende che il voler adoperare fantasiose pezze d'appoggio d'ordine oggettivo per indicare la soggettivita' di un termine specifico, e' quanto meno delirante. Qui chi e' incredibilmente presuntuoso e' chi non comprende che NON ci puo' essere alcun tipo possibile di dialogo concreto, ma soltanto di polemica gratuita e di invettiva, in una discussione in cui si voglia ARTIFICIOSAMENTE stabilire che non possono esistere punti fermi dotati di natura oggettiva. Qui chi e' incredibilmente presuntuoso e' chi non sa, nei fatti, un beneamato CAZZO di cosa sta parlando, e pero' valuta e da' mercedi e patenti a terzi, basandosi sulla sua sempiterna presunzione fondata su una estrema ignoranza. Ignoranza decisamente soggettiva, in quanto chi ignora e' una persona. Che oggettivamente poi quella persona non valga nulla, e' effettivamente da dimostrare.
  18. (Croato/Finnico - Finnico/Croato) (In quanto se non l'hai capito, non c'e' piu' speranza di fartelo capire).
  19. Shuji

    Dynit - Novità e discussioni

    Sirtao, hai mica visto se sul balcone e' atterrato qualcosa?
  20. Shuji

    Dynit - Novità e discussioni

    In effetti non capivo bene il problema... quindi non c'erano... ?
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